SPOLETO (PG). Chiesa di San Pietro extra moenia con dipinto di Ultima Cena

La forma attuale della chiesa risale alla fine del XII – inizi del XIII secolo, il periodo più florido dell’architettura romanica spoletina. Lo testimonia la preziosa e interessante facciata, unica superstite ai rifacimenti successivi che, alla fine del Seicento, modificarono radicalmente l’interno.

 

Nella seconda cappella della navata sinistra la pala dell’altare ha un dipinto con un’Ultima Cena del quale non abbiamo notizie.

 

Chi avesse informazioni sul quadro, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it
Grazie
.

 

 

Link:
https://m.iluoghidelsilenzio.it/articolo.html?id=chiesa-di-san-pietro-spoleto

Localizzazione: SPOLETO (PG). Chiesa di San Pietro extra moenia
Rilevatore: AC

LOCOROTONDO (BA). Chiesa parrocchiale di San Giorgio con Ultima Cena di G. Maldarelli, 1814

L’antica chiesa, ricostruita nel 1790, conserva nella seconda cappella della navata sinistra il dipinto a olio su tela raffigurante lUltima Cena, realizzato nel 1814 dal pittore napoletano Gennaro Maldarelli (Napoli, 1795 ca. – Napoli, 1858).
L’iscrizione sulla tela recita: “G.o MALDARELLI DIPINSE NEL 1814”; ma il dipinto giunse in chiesa il 5 giugno 1841.

La scena è molto simile a quella dell’analoga Ultima Cena conservata a Mottola.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600131165

Info sulla Chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giorgio_Martire_%28Locorotondo%29

Localizzazione: LOCOROTONDO (BA). Chiesa parrocchiale di San Giorgio
Autore: Gennaro Maldarelli
Periodo artistico: 1814
Rilevatore: AC

MOTTOLA (TA). Chiesa di Santa Maria Assunta con Ultima Cena di G. Maldarelli, XIX secolo

In fondo alla navata sinistra dell’antichissima cattedrale, si trova la Cappella del Santissimo Sacramento, costruita sotto il vescovo Luigi Della Quadra nel 1664 dalla omonima Confraternita (esistente sin dai primi anni del Seicento e che all’inizio del XVIII secolo si fuse con la Confraternita del Rosario).
Notevole il prezioso altare realizzato in pietra colorata (finto marmo), estremamente curato e spettacolare, alle spalle del quale campeggia una Ultima Cena del pittore napoletano Gennaro Maldarelli (Napoli, 1795 ca. – Napoli, 1858). Il quadro è stato restaurato nel 2013. Il soffitto della cappella è decorato da dipinti di recente realizzazione.

La Cena presenta un’iscrizione sulla base, lato destro: “G. MALDARELLI […] 18 [.]”.
Gli Apostoli sono raffigurati ai lati di una tavola rettangolare riccamente imbandita. Il dipinto è seminascosto dalle decorazioni dell’altare.

La scena è molto simile a quella dell’analoga Ultima Cena conservata a Locorotondo.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/biens/oeuvre/1000157099/Maldarelli+G.+sec.+XIX%2C+Dipinto+dell%27Ultima+Cena

Info sulla chiesa ;
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Mottola)

Localizzazione: MOTTOLA (TA). Chiesa di Santa Maria Assunta
Autore: Gennaro Maldarelli
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

CASTELLANETA (TA). Cattedrale di S. Maria Assunta, con “Ultima Cena” e “Comunione di s. Pietro” di D.A. Carella, 1797

La cappella del Santissimo Sacramento, che prima veniva onorato sull’altare maggiore della Cattedrale, fu fondata nel 1538 per volere dell’omonima Confraternita; si trova nella navata sinistra, seconda cappella entrando ed è decorata con eleganti stucchi e impreziosita da un altare, realizzato nel 1758 con marmi policromi scolpiti e intarsiati.
Sui muri laterali vi sono quattro tele, eseguite nel 1797 dal pittore pugliese Domenico Antonio Carella (1719-23 – 1813). Nella parte anteriore delle pareti della cappella vi sono “Il sacrificio di Isacco” e “Le nozze di Cana”, tele di forma rettangolare.
Sulle pareti più vicino all’altare sono altre due tele di forma lobata: a destra la Comunione di san Pietro, da considerare una variante di Ultima Cena, con Gesù che dà il pane a san Pietro.

 

Invece a sinistra vi è un dipinto raffigurante l’Ultima Cena che fu realizzata da Fra’ Salvatore Galasso di Massafra (notizie 1839) ed è una copia che sostituisce quella originale del Carella, rovinata dall’umidità.

Questo dipinto, vedi immagine in alto, presenta caratteristiche simili alle Ultima Cena del Carella conservate a Rutigliano (per il formato orizzontale),  Ceglie MessapicaFrancavilla FontanaMartina Franca.

 

 

Info sulla Cattedrale, anticamente dedicata a San Nicola:
https://www.visitmottola.com/itinerari/la-cattedrale-santa-maria-assunta

https://www.beweb.chiesacattolica.it/cattedrali/cattedrale/576/Chiesa+di+Santa+Maria+Assunta

Localizzazione: CASTELLANETA (TA). Cattedrale di S. Maria Assunta
Autore: Domenico Antonio Carella
Periodo artistico: 1797
Rilevatore: AC

SPOLETO (PG), frazione San Brizio. Chiesa di San Brizio con Ultima Cena, 1541

L’antica pieve è uno straordinario edificio romanico.
La facciata attuale è caratterizzata da un elegante portale in pietra che ha sostituito la porta romanica.
L’interno è a pianta basilicale a tre navate, quella centrale più ampia ed elevata, separate da pilastri cilindrici in pietra faccia a vista provvisti di semplici capitelli scantonati e archi a tutto sesto verso il presbiterio, pilastri rettangolari e archi leggermente ogivali verso l’ingresso.
L’alto presbiterio con volta a botte è preceduto da arco-diaframma traforato da una bifora, vi si accede per un’ampia scalinata cinquecentesca, sugli ultimi gradini, due piccole aperture protette da inferriate, permettono di vedere sarcofago di pietra conservato nella sottostante cripta e danno luce alla stessa.
La vera rarità della chiesa è rappresentata dal meraviglioso pavimento di mattoncini in cotto  di varie forme e geometrie particolari che occupa tutta la navata.

 

Sull’arco trionfale, molto danneggiata anche a causa del rifacimento della copertura, è affrescata l’Ultima Cena, opera di Giacomo Santoro, meglio conosciuto come Jacopo Siculo o Jacopo Siciliano (Giuliana, 1490 – Rieti, 1544). Sotto due Sibille, si legge la scritta: “Aediles sumptibus Operae, A. D. MDXLI” (I fabbricieri costruirono a spese dell’Opera nel 1541).

La Cena è purtroppo lacunosa nella parte centrale, restano alcune belle figure di Apostoli ai lati della tavola rettangolare.

Immagini e info da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-brizio-spoleto/

https://www.santantonioabate.afom.it/spoleto-pg-frazione-san-brizio-chiesa-di-san-brizio-con-quattro-immagini-di-s-antonio-abate/

Localizzazione: SPOLETO (PG), frazione San Brizio. Chiesa di San Brizio
Autore: Giacomo Santoro / Jacopo Siculo 
Periodo artistico: 1541
Rilevatore: AC

RUTIGLIANO (BA). Chiesa Matrice Parrocchiale di Santa Maria della Colonna e San Nicola di Bari con Ultima Cena di D.A. Carella, 1778-90

La chiesa fu edificata nel secolo XI, ampliata e rimaneggiata in età barocca.

Nella seconda Cappella della navata destra, la pala dell’altare è una Ultima Cena opera di Domenico Antonio Carella (1721 – 1813) risalente al 1778-90.

La Cena si svolge in orizzontale con gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare. Simile nell’impostazione, ma non nel formato, a quelle di Francavilla Fontana,  Ceglie Messapica,  Martina Franca.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600182104

Info sulla chiesa:
https://www.cartapulia.it/dettaglio?id=126498

Localizzazione: RUTIGLIANO (BA). Chiesa Matrice Parrocchiale di Santa Maria della Colonna e San Nicola di Bari
Autore: Domenico Antonio Carella
Periodo artistico: 1778-90
Rilevatore: AC

MARTINA FRANCA (TA). Basilica di San Martino di Tours con Ultima Cena di D.A. Carella, 1804

La cappella del Santissimo Sacramento, costruita fra il 1776 e il 1785, con ingresso monumentale dall’area presbiteriale, conserva nel riquadro marmoreo sovrastante l’elaborato altare, la grande pala dell’Ultima cena. Olio su tela di 350 x 260 cm, con iscrizione “DOMINICVS CARELLA SENIOR FECIT 1804”.
Opera di Domenico Antonio Carella (1721 – 1813)

Dietro una grande tavola ovale Cristo benedice il pane, attorniato dagli Apostoli; in primo piano a sinistra, Giuda gli volge le spalle; in basso si trovano degli orci e un cane che lecca i piatti. Dietro ai commensali si muovono dei servitori fra le basi dei colonnati, mentre stormi di angeli in volo reggono i tendaggi e una grossa lampada accesa.
Di impostazione simile a quelle di Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Rutigliano.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600193173

Info sulla Basilica:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Martino_(Martina_Franca)

 

 


 

La Basilica conserva anche una Ultima Cena di più recente fattura.
Immagine da:
https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g616186-d3809654-Reviews-Basilica_di_San_Martino-Martina_Franca_Province_of_Taranto_Puglia.html#/media-atf/3809654/456554446:p/?albumid=-160&type=0&category=-160

Localizzazione: MARTINA FRANCA (TA). Basilica di San Martino di Tours
Autore: Domenico Antonio Carella
Periodo artistico: 1804
Rilevatore: AC

CEGLIE MESSAPICA (BR). Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta con Ultima Cena di D.A. Carella, 1797

Nell’abside di destra della chiesa rococò, vi è un olio su tela di 260 x 210 cm, centinato, realizzato tra 1785 e 1791.
Opera di Domenico Antonio Carella (1721 – 1813).

L’Ultima Cena è in formato verticale, con gli Apostoli che, con espressioni enfatiche, si affollano intorno a una tavola rotonda su cui è un vassoio con l’agnello. Un servitore in primo piano in basso e in alto un tripudio di angeli. Di impostazione simile alla Cena a Francavilla Fontana,  Martina Franca, Rutigliano.

 

Info sulla chiesa:
http://egov.hseweb.it/ceglie/zf/index.php/musei-monumenti/index/dettaglio-museo/museo/2

https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Santa_Maria_Assunta_(Ceglie_Messapica)

Localizzazione: CEGLIE MESSAPICA (BR). Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta
Autore: Domenico Antonio Carella
Periodo artistico: 1797
Data ultima verifica: AC

FRANCAVILLA FONTANA (BR). Basilica minore del Santissimo Rosario con Ultima Cena di D.A. Carella, seconda metà XVIII secolo

Olio su tela di 400 x 250 cm.
Opera di Domenico Antonio Carella (1721 – 1813) della seconda metà del XVIII secolo.
Collocato nella chiesa matrice di Francavilla Fontana, in una cappella situata a sinistra dell’altare maggiore o “cappellone del SS. Sacramento”.

 

L’Ultima Cena è in formato verticale, con gli Apostoli che, con espressioni enfatiche, si affollano intorno a una tavola rotonda su cui è un vassoio con l’agnello. Un cane in primo piano e in alto un tripudio di angeli.
Di impostazione simile alle Cene di Ceglie Messapica,  Martina Franca,  Rutigliano.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600190804

Info sullahttps://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_minore_del_Santissimo_Rosario Chiesa:

Localizzazione: FRANCAVILLA FONTANA (BR). Basilica minore del Santissimo Rosario
Autore: Domenico Antonio Carella
Periodo artistico: seconda metà XVIII secolo
Rilevatore: AC

SASSANO (SA). Chiesa parrocchiale di San Giovanni evangelista con Ultima Cena, XVIII secolo

Olio su tela di 224 x 163 cm, opera di ignoto di ambito campano del XVIII secolo.
Proviene dalla Certosa di Padula.

 

La Cena, in formato verticale, raffigura alcuni Apostoli attorno al tavolo su cui è l’agnello e al cui centro è Gesù.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500228661

https://www.lucania.one/chiese/testo.php?ia=1&com=Sassano&est=sassano.php

Info sulla Chiesa:
http://www.camministorici.it/it/user/10/punti-di-interesse/sassano-chiesa-madre-di-san-giovanni-evangelista

Localizzazione: SASSANO (SA). Chiesa parrocchiale di San Giovanni evangelista
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

CASTEL DI SANGRO (AQ). Basilica di Santa Maria Assunta con Ultima Cena di P. De Matteis, 1719-23

La basilica fu edificata fra il 1695 ed il 1707 da Francesco Ferradini e dal 1707 al 1725 da Giovanbattista Gianni (o Giani), i quali inserirono nella nuova struttura elementi decorativi e scultorei appartenenti alle precedenti chiese (del X; del XIII secolo e della ricostruzione dopo il terremoto del 1456 e che fu considerata troppo piccola e demolita nel 1655).

 

Conserva sulla parete di fondo, dietro l’altare maggiore, un olio su tela, 273 x 535 cm di Paolo de Matteis (1662 – 1728), realizzato nel 1719-23).
La tela è probabilmente coeva all’altra presente nella chiesa, raffigurante Madonna e Santi e, come questa, risulta improntata ad un certo accademismo.
Cristo campeggia al centro del dipinto in atto di benedire il pane e il vino. Nel mezzo della tavola un piatto ovale reca un agnello. Gli Apostoli sono rivolti verso il Salvatore, ad eccezione di Giuda, posto in penombra sulla destra del quadro con davanti il sacchetto di denari. I quattro discepoli seduti di fronte a Gesù e ritratti di spalle all’osservatore sono raggruppati a due a due e sono tra loro distanti in modo da lasciare ampio spazio alla figura centrale di Cristo.
Sapiente è l’impostazione compositiva: ogni figura ha una precisa e studiata collocazione, in pieno rispetto della simmetria. Motivi classicheggianti si evidenziano nell’ambiente, con colonne ai lati della stanza. La luminosità, piuttosto contenuta, degrada soffusamente dall’aureola centrale intorno alla figura del Cristo fino alla seminascosta figura del Giuda, creando notevoli effetti chiaroscurali.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300183894
https://www.parrocchiasantamariaassuntacds.it/opere-darte/ultima-cena/

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Maria_Assunta_(Castel_di_Sangro)

Localizzazione: CASTEL DI SANGRO (AQ). Basilica di Santa Maria Assunta
Autore: Paolo De Matteis
Periodo artistico: 1719-23
Rilevatore: AC

SANT’IPPOLITO (PU), frazione Reforzate. Chiesa parrocchiale di San Pietro con Ultima Cena, 1628

La chiesa di Reforzate si trova all’interno delle mura castellane ed è stata edificata nel 1775 per merito del parroco don Domenico Flamma.
Il tempio sorge al posto di uno più antico e più piccolo; l’aspetto attuale è quello di una chiesa settecentesca ad aula unica.

 

La pala dell’altare maggiore è un olio su tela di 196 x 120 cm, datato 1628 e recentemente restaurato.
Iscrizione in basso a sinistra: “ELISABETTA CRUCHI…NOBILI/FECE FARE P.SUA DEVOTIONE 1628”.

L’ignoto autore di questo dipinto ha voluto rappresentare la tavola, su cui sono il calice e il pane, in uno scorcio verticale, che sembra essere un particolare dell’Ultima Cena del Barocci, o meglio della copia eseguita dall’Urbani e conservata presso il duomo di Pergola, vedi scheda.
Lo stesso sguardo estasiato di Cristo, la stessa torsione dei corpi degli Apostoli, il tutto meno ricco e con colori più spenti. Dall’autore vengono sistemati in primo piano alcuni oggetti (brocca, orcio, bacile, lampada) a formare una natura morta che è resa in maniera piuttosto rigida.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100160876

https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/5150.html

Localizzazione: SANT'IPPOLITO (PU), frazione Reforzate. Chiesa parrocchiale di San Pietro
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1628
Rilevatore: AC

PERGOLA (PU). Concattedrale di Sant’Andrea con Ultima Cena, copia da F. Barocci, inizi XVII secolo

In origine vi era la chiesa di sant’Agostino edificata nel 1258 dall’ordine agostiniano con l’annesso convento, oggi Palazzo Episcopale. Nel 1819 fu scelta come sede della cattedra vescovile e dedicata ai santi Andrea apostolo e Secondo martire quando Pergola fu elevata a diocesi insieme a Cagli. Della costruzione medievale rimangono solo la torre campanaria romanico-gotica e pochi altri elementi. Tra Sei e Settecento l’edificio ha subito modifiche e ampliamenti assumendo l’odierno aspetto barocco e neoclassico.

Nella Cappella del Sacramento ci sono la tela del Cristo Crocifisso con Angeli di Luca Giordano (1634-1705) e l’Ultima Cena riferita in alcuni scritti antichi a Federico Barocci (1528/35 – 1612), poi indicata come copia eseguita da un allievo, forse Gian Andrea Urbani (?-1632), nei primi anni del 1600 dall’originale del maestro oggi nella Cappella del Sacramento della cattedrale di Urbino, per la cui descrizione rimandiamo alla relativa scheda:  https://www.ultimacena.afom.it/urbino-pu-duomo-di-maria-santissima-assunta-con-ultima-cena/

 

Info sulla Chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/49650/Chiesa+di+Sant%27Andrea+in+Concattedrale

Localizzazione: PERGOLA (PU). Concattedrale di Sant'Andrea
Periodo artistico: inizi XVII secolo
Rilevatore: AC

FANO (PU). Chiesa parrocchiale di Santa Maria del Ponte Metauro con affresco Ultima Cena, XIV secolo

La chiesa sorge lungo la SS nº 16 in prossimità del ponte che scavalca il fiume Metauro, a circa 300 metri dalla riva sinistra nei pressi del suo sbocco nell’Adriatico e a 2 km a sud-est di Fano.
Costruita presumibilmente prima del XII secolo.

 

L’antica chiesa conserva, sulla parete destra del presbiterio, un affresco centinato di 450 x 400 cm, che raffigura in alto la Lavanda dei piedi e in basso l‘Ultima Cena. Risale al XIV secolo.
“Nel dipinto sono stati individuati sia elementi tipici della cultura gotica dell’Italia centrale con ascendenze fabrianese che elementi propri della scuola riminese (Serra 1929). Ultimamente nell’affresco, di non facile lettura per le  condizioni di conservazione, Donnini ha invece individuato, accanto ad evidenti arcaismi, influssi emiliani per certo spontaneismo espressivo e vivacità di racconto. Lo studioso riferisce l’opera ad un artista locale, autore inoltre dell’affresco raffigurante la Vergine con il Bambino nella chiesa di S. Domenico della stessa città” (1).

Le figure di 12 Apostoli sono schierate dietro una tavola rettangolare su cui sono pani, vivande e stoviglie. Invece in primo piano sul davanti del tavolo è, come di norma all’epoca, la figura di Giuda; quindi anormalmente gli apostoli dipinti sono 13!

 

Link:
(1) https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100063560

https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/4911.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Santa_Maria_del_Ponte_Metauro

Localizzazione: FANO (CH). Chiesa parrocchiale di Santa Maria del Ponte Metauro
Autore: ignoto
Periodo artistico: XIV secolo
Rilevatore: AC

MONTALTO DELLE MARCHE (AP). Chiesa concattedrale di S. Maria Assunta con Ultima Cena, prima metà XVII secolo

Nel 1586 papa Sisto V, nato Peretti di Montalto, elevò la sua città a diocesi e S. Maria ad Collem divenne chiesa cattedrale, nell’attesa che fosse costruito un tempio più maestoso e decoroso tra il vecchio borgo e la nuova città ideata dal Papa. Il tempio, ideato dall’arch. Girolamo Rainaldi, ebbe una costruzione molto lunga e solo alla fine del ‘600 la chiesa diventò agibile, anche se incompleta.
Il terremoto del 2017 ha danneggiato la chiesa che nel 2023 è oggetto di lavori di riparazione.
La concattedrale è ornata di pilastri in finto marmo policromo con capitelli corinzi in stucco modellato. Lungo le pareti laterali affacciano cinque cappelle per lato. Il presbiterio è sollevato sulla chiesa mediante tre gradini rivestiti in marmo. Una balaustra in pietra separa il presbiterio dal resto della chiesa. L’incrocio del transetto, coperto da cupola, è individuato da quattro pilastri compositi sui quali si innestano arcate a tutto sesto. Le vele sono ricoperte di affreschi raffiguranti i Quattro Evangelisti. Sul tamburo ottagonale sono dipinte scene tratte dai Vangeli.

 

Su un altare laterale, un olio su tela, opera di ambito marchigiano, della prima metà del XVII secolo. In questa Ultima Cena, gli Apostoli, attorno alla tavola su cui sono l’agnello, pane, stoviglie ecc., mostrano espressioni e atteggiamenti di turbamento.

 

 

Link:
https://web.archive.org/web/20140529123722/http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_dioc_annuario_css.singolo_ente?p_pagina=13095&id_dioc=227&id_en=210&colore1=&colore2=&layout=0&rifi=&rifp=&vis=1

Localizzazione: MONTALTO DELLE MARCHE (AP). Chiesa concattedrale di S. Maria Assunta
Autore: ignoto
Periodo artistico: prima metà XVII secolo
Rilevatore: AC

FANO (PU). Museo archeologico e pinacoteca del Palazzo Malatestiano, due dipinti di “Ultima Cena”, XVII secolo

Olio su tela di 122,5 x 171 cm, opera della bottega di Bartolomeo Schedoni (1587 -1615). Secolo XVII.  Fotografia in alto.
Codice 11 00140653. Giunto al museo nel 1984, faceva parte delle raccolte dell’ex Congregazione di Carità, ed è una copia del dipinto di Bartolomeo Schedoni (Ultima Cena del 1611 circa, Inventario numero GN 905), presso la Pinacoteca Nazionale di Parma,  vedi scheda.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100140653

 


Olio su tela di 72,3 x 100,3 cm, in mediocre stato di conservazione. Autore ignoto, XVII secolo.
Codice 11 00140809. Non è facile inserire quest’opera all’interno di un contesto stilistico preciso specialmente per lo scarso livello qualitativo.
Gli Apostoli sono ai tre lati di una tavola rettangolare su cui sono un vassoio con l’agnello, un calice, piatti e posate. Un cane a destra in basso.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100140809

 

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Il Museo Civico e la Pinacoteca furono istituiti nel 1898 ed allestiti nell’ala nord-orientale del Palazzo Malatestiano, fatto costruire da Pandolfo III tra il 1413 ed il 1421. Il Museo documenta gli insediamenti preistorici del territorio fanese e la civiltà della colonia e della città romana.
La Pinacoteca, oltre alla raccolta delle scenografie di Giacomo Torelli (1608-1678), alle collezioni di monete della zecca fanese, alle medaglie malatestiane di Matteo de’ Pasti e alle ceramiche dell’antica farmacia di Sant’Elena (inizi XIX secolo), presenta un’importante raccolta di quadri provenienti dagli edifici delle congregazioni religiose soppresse nel 1867, a cui si aggiunsero, nel tempo, numerosi dipinti, tra cui la raccolta donata dal collezionista Antonelli ed il lascito Vici Martelli. Vi è anche una sezione con ritratti, paesaggi, quadri con soggetti di genere del XIX e XX secolo. La pinacoteca è allestita al piano mezzano, mentre al piano nobile, nella Sala Grande e nella Sala del Caminetto, sono raccolti i dipinti a tempera e ad olio che vanno dal XIV al XVII secolo, di scuola veneta, umbra, marchigiana, bolognese e napoletana, con opere di Domenichino, Guido Reni, Simone Cantarini, Guercino, Guerrieri, Mattia Preti.

Sito Museo:
https://museocivico.comune.fano.pu.it/

Localizzazione: FANO (PU). Museo archeologico e pinacoteca del Palazzo Malatestiano
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FANO (PU). Chiesa di sant’Antonio abate con icona di Ultima Cena

 

La chiesa è stata concessa nel 2011 in uso ai cristiani ortodossi e conserva un dipinto-icona recente che raffigura l’Ultima Cena, secondo l’antica iconografia greca.
Gli Apostoli sono schierati dietro una tavola a forma semilunare.

 

 

Immagine da:
https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g194759-d8814373-Reviews-Chiesa_di_Sant_Antonio_Abate-

Info sulla chiesa:
https://www.santantonioabate.afom.it/fano-pu-chiesa-di-santantonio-abate/

Localizzazione: FANO (PU). Chiesa di sant'Antonio abate
Rilevatore: AC

CASAGIOVE (CE). Chiesa di San Michele arcangelo con Ultima Cena, 1928

La chiesa è menzionata nel 1113, ma solo dal 1579 vi è il registro dei battezzati. La ricostruzione della chiesa risale al 1617.
Dopo il terremoto del 1980, furono necessari lavori di ristrutturazione dell’intera struttura. Fu restaurata nel 1990-91 e nel 2015 (facciata).

I dipinti murali, di cui la chiesa è ricca, portano la firma di Raffaele Iodice (attivo nella prima metà XX secolo) e dei suoi collaboratori e sono datati 1928 – 1930.

 

Un dipinto a tempera su intonaco, che misura 350 x 150 cm, firmato e datato 1928 da Raffaele Iodice, campeggia sulla volta ad arco sopra il presbiterio e raffigura l’Ultima Cena, elaborazione dal Cenacolo di Leonardo.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500092103

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/18337/Casagiove+%28CE%29+%7C+Chiesa+di+San+Michele+Arcangelo

Localizzazione: CASAGIOVE (CE). Chiesa di San Michele arcangelo
Autore: Raffaele Iodice
Periodo artistico: 1928
Rilevatore: AC

ENTRACQUE (CN). Chiesa di San Rocco con Ultima Cena, post 1722

La cappella intitolata a San Rocco si trova in Via del Molino 1, fuori dall’abitato.

Conserva un dipinto di Ultima Cena, olio su tela di 136 x 215 cm, che originariamente era nella chiesa parrocchiale di Entracque.
«Il dipinto, per quanto difficilmente leggibile a causa delle pesanti ridipinture può essere ricondotto – per analogia con il suo “pendant” raffigurante il Miracolo di Torino – alla maniera del cosiddetto “Maestro degli ex voto di Entracque”, attivo dal 1722 (data posta sul più antico dei dipinti votivi di sua produzione) al 1745-1750 circa. Questo pittore, che realizzò un gran numero di ex voto per le chiese cittadine, pare il medesimo che ha dipinto anche questi due grandi quadri.
Nelle tele ora a San Rocco è evidente un maggior impegno, data l’importanza dell’opera eseguita per il presbiterio della chiesa la parrocchiale. L’analisi dei documenti non ha però portato all’identificazione di questo autore. Nella relazione dell’anno 1868 riguardante la cappella si legge: “vi hanno quadri su tela rappresentanti i due laterali all’altare la Cena l’uno, l’altro il Miracolo del SS.mo Sacramento ed erano nella Parrocchia”. Precedentemente, nel 1819, erano ancora collocati nella parrocchia, e, precisamente, nel “Sancta Sanctorum”. Da qui furono tolti quando vennero affrescate le pareti della chiesa (Archivio Parrocchiale di Entracque: Inventari e relazioni, Relazione dell’anno 1819; Relazione della anno 1868, Cappella di S. Rocco).»

La Cena mostra gli Apostoli seduti attorno a una tavola rettangolare su cui è un calice, un vassoi con l’agnello(?), frutti e fiori.
Giuda è davanti alla tavola con in mano il sacchetto delle monete. Un cane e un gatto sono in primo piano. Tre arcate fanno da sfondo alla scena.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100011420

Localizzazione: ENTRACQUE (CN). Chiesa di San Rocco
Autore: maniera del "Maestro degli ex voto di Entracque"
Periodo artistico: post 1722
Rilevatore: AC

NAPOLI. Chiesa di san Giovanni Battista dei Fiorentini, Ultima Cena di M. Pino, prima metà XVI secolo

Nell’abside, al centro è il Battesimo di Cristo e a destra si trova l’Ultima Cena, un olio su tavola di 380 x 280 cm, opera di Marco dal Pino o Marco Pino, o Marco di Giovanni Battista, detto Marco da Siena (Siena, 1521 – Napoli, 1583), allievo di Domenico Beccafumi, lavorò a Siena, Roma, Montecassino e Napoli.

Nel dipinto sono visibili solo 10 Apostoli; tra essi s. Giovanni che si appoggia al tavolo, Giuda in primo piano a destra con la borsa del denaro appesa al sedile. Un’architettura con un alto arco a tutto sesto incornicia la figura di Cristo.

 

La chiesa era di riferimento della numerosa comunità dei fiorentini ed ebbe un primo stanziamento nel XIII secolo, nella zona del porto vicino alla porta del Caputo (o dei Caputi).
Nel 1557 i Fiorentini si trasferirono nella chiesa di San Vincenzo. Questa chiesa fu fondata nel 1461 (anche se alcuni storici propongono date diverse) da Isabella di Chiaromonte, regina di Napoli e moglie di Ferrante d’Aragona, e affidata ai frati domenicani.
Durante i lavori di costruzione del nuovo rione Carità, tra il 1952 e il 1953, fu demolita la chiesa col pretesto dei danni subiti per i bombardamenti su Napoli della seconda guerra mondiale.
La nuova chiesa fu costruita nel quartiere Arenella in via Pacio Bertini, vicino a piazza degli Artisti, e consacrata nel 1959 dal cardinale Alfonso Castaldo. A essa fu assegnata parte del patrimonio artistico del vecchio luogo di culto, in particolare nove quadri del XVI secolo del Pino e del Balducci.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500622222
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giovanni_Battista_dei_Fiorentini_(Napoli)

https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-di-giovanni-battista_%28Dizionario-Biografico%29/

Localizzazione: NAPOLI. Chiesa di san Giovanni Battista dei Fiorentini
Autore: Marco Pino
Periodo artistico: prima metà XVI secolo
Rilevatore: AC

CEFALÚ (PA). Museo della Provincia di Messina dei Frati Minori Cappuccini, con Ultima Cena

Il “Museo della Provincia di Messina dei Frati Minori Cappuccini” è ospitato nel Convento-Santuario di Gibilmanna a Cefalù ed è intitolato a Fra’ Giammaria da Tusa (1584).
Aperto al pubblico a dicembre 1992, è stato inaugurato il 26 giugno 1993, fu ricavato dalle antiche officine del convento (stalle, fucina, fienile, lanificio), debitamente ristrutturate e restaurate ed è formato da dieci sale che espongono paramenti sacri, dipinti, sculture e prodotti d’uso comune e per l’agricoltura realizzati dai frati.

Nella nona sala, intitolata a Fra’ Ivone da Messina, è esposta anche una tavola lunettata con un’Ultima Cena di impostazione tradizionale, con i dodici Apostoli attorno a un tavolo rettangolare su cui sono pani e stoviglie.

 

Link:
https://www.cappuccinimessina.it/Museo-della-provincia.aspx

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Fra_Giammaria_da_Tusa

Localizzazione: CEFALÚ (PA). Museo della Provincia di Messina dei Frati Minori Cappuccini
Autore: ignoto
Periodo artistico: non noto
Rilevatore: AC

SAN MARCO IN LAMIS (FG). Convento / Santuario di San Matteo con Ultima Cena, XVII secolo

Citato con certezza nel 1007, inizialmente intitolato a S. Giovanni Battista, era stato fondato in epoca longobarda (VI secolo) ed era punto di sosta a una giornata di cammino da Monte Sant’Angelo sul Gargano. Centro dei Benedettini, poi dei Cistercensi dell’abbazia di Santa Maria di Casanova presso Villa Celiera (PE), in seguito passò nelle mani di alcuni abati commendatari. Quando il monastero fu donato ai frati Minori Osservanti, con bolla papale del 14 febbraio 1568, ritrovò nuovo splendore e gloria e prese l’intitolazione a San Matteo.
Conserva ancora pregevoli opere d’arte anche nella Biblioteca-museo.
All’interno della Chiesa, rifatta agli inizi del Novecento, sono ancora visibili i resti degli affreschi medievali che raffigurano San Francesco in visita sul Gargano.

Il convento conserva all’interno del corridoio sud, sul lato ovest del refettorio, un grande dipinto a olio su tela lunettata, di 216 x 690 cm, entro cornice dorata, che raffigura l’Ultima Cena. Opera del XVII secolo di ignoto artista di ambito dell’Italia meridionale.

Gli Apostoli sono dipinti seduti su sgabelli intorno a una tavola rettangolare coperta da una preziosa tovaglia e su cui sono posti pani e alcune stoviglie. Come da tradizione, san Giovanni si appoggia a Cristo e Giuda è di spalle in primo piano mentre tiene la borsa col denaro. Un cane e un gatto sono in basso a destra.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600304247

https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_San_Matteo_Apostolo

Localizzazione: SAN MARCO IN LAMIS (FG). Convento / Santuario di San Matteo
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII
Rilevatore: AC

SPAGNA – SANTA CRUZ DE LA SERÓS. Monastero di San Juan de la Peña, capitello con scultura di Ultima Cena, X secolo

Il monastero si trova a una ventina di km a sud-ovest di Jaca, capoluogo della comarca della Jacetania, in Aragona.
Il monastero è formato da due costruzioni, il monastero Nuevo, del XVII secolo in stile barocco, ed il monastero Viejo, del X secolo, in stile romanico.

 

Meraviglioso il chiostro romanico con i capitelli scolpiti, uno di essi raffigura l’Ultima Cena con Gesù al centro che porge un boccone all’Apostolo alla sua destra, mentre a sinistra s. Giovanni si appoggia al suo petto. Sulla tavola un vassoio con un pesce e dei pani.


Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_San_Juan_de_la_di_San_Juan_de_la_Peña

Localizzazione: SPAGNA – SANTA CRUZ DE LA SERÓS. Monastero di San Juan de la Peña
Autore: ignoto
Periodo artistico: X secolo
Rilevatore: Valter Bonello

VERONA. Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, dipinto di Ultima Cena di A. Balestra, 1722

Costruita dai Benedettini nel 1464 e consacrata nel 1483, nel sito di una precedente chiesa romanica.. In un misto di stili gotico e rinascimentale. Conserva affreschi e, sui 10 altari laterali, tele di importanti artisti

 

Sul braccio sinistro del transetto, in corrispondenza della navata laterale, vi è la Cappella del Sacro Corpo di Cristo (o Cappella del Santissimo). Realizzata nel 1722, presenta una cupola con decorazione a cassettoni. Originariamente sopra l’altare barocco era presente una pala raffigurante Cristo che comunica gli apostoli (Ultima Cena) di Antonio Balestra (1666 – 1740), ora spostata nella vicina cappella dei Gaio.

La pala mostra Cristo, a sinistra, che porge un pezzo di pane a un Apostolo inginocchiato, alti sei sono ai lati.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Nazaro_e_Celso_(Verona)

Localizzazione: VERONA. Chiesa dei Santi Nazaro e Celso
Autore: Antonio Balestra
Periodo artistico: 1722
Rilevatore: AC

NAVE (BS). Pieve della Mitria con due “Ultima Cena”, XIII e XV secolo

Posta nel verde, in posizione isolata, la Pieve, intitolata a Santa Maria Annunciata, è attestata nel 1047. Riedificata nelle forme attuali verso la fine del XV secolo, si presente con una semplice facciata a capanna che racchiude un interno riccamente decorato da affreschi.

 

La seconda cappella a destra presenta una situazione particolarmente variegata, in cui convivono affreschi dal Duecento (Ultima Cena e Storie di S. Orsola) al Cinquecento (Pietà tra i SS. Rocco e Sebastiano, dipinta nel 1512 e attribuita ad Altobello Melone).
L’Ultima Cena, sita nella parete sud ovest, databile sul finire del Duecento, è tra gli affreschi più antichi della chiesa che sono stati d’aiuto nella identificazione delle murature romaniche e che hanno fornito un termine cronologico di preesistenza della muratura stessa.
Purtroppo la Cena è mutila, e si sono conservate solo le figure di sette Apostoli. L’anonimo maestro della Cena usa una rudimentale rappresentazione, sia delle figure umane che delle nature morte, quella consueta agli artisti romanici dell’ultimo quarto del secolo XIII, con colori appiattiti, semplici campiture con tinte stese uniformemente entro un disegno dal contorno molto marcato.


Sulle pareti della cappella della Scuola del Santissimo Sacramento, la prima a sinistra di chi entra in chiesa, è affrescato un pregevole ciclo al centro un’Ultima Cena e, nelle lunette, episodi della Passione, a tratti di alta ispirazione, derivati dagli stilemi dei Quattrocento lombardo. Restaurato nel 1995.
Questa seconda Ultima Cena si dispiega su tre pareti della cappella, purtroppo quella a destra è lacunosa e mancano le figure di quattro Apostoli. Giuda è solo sul davanti della tavola, deturpata dall’inserimento di una finestra, su cui sono pani, piatti, bottiglie coltelli ecc.


 

 

 

 

 

 

 

Link:
http://dariogallina.it/2d/2d-nave-bs-pieve-della-mitria.html

https://www.pievemitria.org/html/frame.html

https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/BS290-00516/

Localizzazione: NAVE (BS). Pieve della Mitria
Periodo artistico: XIII e XV secolo
Rilevatore: AC

SAN VITO DI LEGUZZANO (VI). Chiesa parrocchiale dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia con Ultima Cena di F. Mafferi, 1640-50

Olio su tela di 100 x 170 cm, di Francesco Maffei (1605 circa – 1660).
L’attribuzione del dipinto a Francesco Maffei è concordemente accettata dalla critica fin dagli anni Cinquanta del Novecento (Valcanover 1956, Ivanoff 1956, Mantese 1959, Pilo 1967, Copeland Brownell 1978, Rossi 1991). La Rossi (1991), partendo dalla datazione intorno al 1640 proposta dalla Copeland Brownell (1978), propende per assegnare l’opera ai primi anni Quaranta del secolo.
Il dipinto compare per la prima volta nella documentazione parrocchiale in un’annotazione del rettore don Giovanni Fracca datata 1930. La tela, su interessamento del vescovo, venne restaurata nel 1956, momento in cui avvenne lo smarrimento della cornice seicentesca

La Cena raffigura i dodici Apostoli attorno a una tavola rettangolare, due sono in primo piano di spalle; Gesù è al centro. Sulla tovaglia ricamata sono poche stoviglie e vivande. Un’architettura con due colone sullo sfondo incornicia la figura del Cristo.

 

 

La chiesa dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia, di probabile origine benedettina, era già parrocchiale nel XIII secolo, benché legata alla pieve di Schio. Restaurata più volte nel corso dei secoli, fu radicalmente ricostruita tra gli anni 1749 1 1763.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500402882

Localizzazione: SAN VITO DI LEGUZZANO (VI). Chiesa parrocchiale dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia
Autore: Francesco Maffei
Periodo artistico: 1640-50
Rilevatore: AC

CHIUPPANO (VI). Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo, mosaico di Ultima Cena, 1985

La Chiesa fu iniziata nel 1938, ma l’inaugurazione avvenne solo nel 1957. È una chiesa grandiosa, sobria nelle linee, nuda all’interno in cui sono stati posti gli altari della chiesa antica.

 

A metà degli anni ’80 l’abside fu arricchita dal grande mosaico dell’Ultima Cena, esteso 220 mq a pasta vitrea, su disegno dell’artista padovano Orlando Sorgato (1916 – 2018), realizzato dalla ditta veneziana Orsoni, specializzata nella produzione e lavorazione di tessere musive.

La Cena presenta Cristo, con in mano due pani, al centro della tavola su cui è solo un calice. Gli Apostoli sono attorno alla tavola rettangolare.

 

Link e immagini:
https://www.parrocchiachiuppano.it/struttura_sanmichele.htm

Localizzazione: CHIUPPANO (VI). Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo
Autore: Orlando Sorgato
Periodo artistico: 1985
Rilevatore: AC

PRALBOINO (BS). Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea con Ultima Cena di A. Balestra, 1740

Sul lato sinistro vi è l’altare del Santissimo Sacramento. Il paliotto presenta uno specchio centrale abbellito da una cartella innestata con l’emblema eucaristico. Elegante il tabernacolo a tempietto, munito di colonnine e di timpano ricurvo e chiuso da cupoletta a padiglione. L’ancona, appena accennata, è una struttura in marmo giallo di Turri e funge da sfondo alla cornice della pala.

La grande pala rappresenta l’Ultima Cena o meglio la Comunione degli Apostoli, perché Gesù è raffigurato in primo piano davanti alla tavola mentre porge la comunione a un Apostolo. In alto sono angeli e angioletti.

Opera del pittore veronese Antonio Balestra (1666-1740) datata e firmata: “Ant. Balestra veronensis fecit anno D.ni MDCCXL aetatis suae LXXV”, a cui è stato aggiunto: “complevitque mense martio et die XX aprilis eiusdem ann. obijt”. (Antonio Balestra, veronese, fece nell’anno del Signore 1740, all’età di 75 anni. Lo completò nel mese di marzo e il giorno 20 aprile dello stesso anno, morì).
Il dipinto è stato restaurato nel 2023.

 

La chiesa fu realizzata sulle basi di un’antica chiesa medievale tra il 1781 e il 1790, con rilevanti influenze seicentesche sull’impianto architettonico.
È presente un campanile sul lato sinistro, realizzato nel 1804, e la facciata, rimasta incompleta, è realizzata in mattoni al rustico, con un portale in marmo di Botticino.

 

Fotografia pala da:
https://soloarte.atelierdesarts.com/artisti/old/b/balestra-antonio.html

Info sulla chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/59120/Chiesa+di+Sant%27Andrea+Apostolo

Localizzazione: PRALBOINO (BS). Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea
Autore: Andrea Balestra
Periodo artistico: 1740
Rilevatore: AC

ROLETTO (TO). Chiesa della Natività di Maria con Ultima Cena di G. Cavalla, 1905

Nel presbiterio, sulla parete destra, una pittura murale a encausto di 420 x 440 cm, opera di Giuseppe Cavalla (1859 -1935) firmata e datata 1905.

Raffigura l’Ultima Cena che si svolge in una sala con tre archi e pilastri, con una lampada a petrolio che pende al centro. Vi sono ghirlande fiorite appese ai pilastri di fondo.
Attorno alla tavola rettangolare con tovaglia bianca con sopra stoviglie, pani, bicchieri e un calice, sono seduti gli Apostoli con al centro Cristo. Gli Apostoli sono 12 anche se a destra in secondo piano una figura è poco visibile. Uno sgabello vuoto in primo piano (dell’Apostolo in piedi dietro a Gesù?).

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100056529-3

Info sulla chiesa:
https://archeocarta.org/roletto-to-chiesa-nativita-maria-vergine/

Localizzazione: ROLETTO (TO). Chiesa della Natività di Maria1905
Autore: Giuseppe Cavalla
Periodo artistico: 1905
Rilevatore: AC

SIRMIONE (BS). Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, Ultima Cena di A. Voltolini, fine XVII secolo

La pala del primo altare a sinistra, olio su tela di 280 x 150 cm, è un’Ultima Cena di Andrea Voltolini (1634 – 1709), databile all’ultimo quarto del Seicento.
La Cena si sviluppa in altezza, con sullo sfondo delle architetture classicheggianti, e presenta gli Apostoli attorno alla tavola su cui è un vassoio con l’agnello.

 

 

La chiesa, detta anche di Santa Maria della Neve, edificata nel XV secolo, ospita splendidi affreschi realizzati entro il 1510; altri affreschi del XIV secolo e scoperti nella prima metà del Novecento, probabilmente appartenevano alla primitiva pieve; una statua lignea quattrocentesca della Madonna.
La facciata è preceduta da un porticato con cinque arcate retto da colonne: quella più settentrionale è il reimpiego di una pietra miliare con una dedica all’imperatore romano Giuliano l’Apostata (331 e il 363 d.C.).

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/heritage/work/5032821/Ambito+veronese+sec.+XVII%2C+Ultima+cena

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17680/Chiesa+di+Santa+Maria+della+Neve

Localizzazione: SIRMIONE (BS). Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore
Autore: Andrea Voltolini
Periodo artistico: ultimo quarto del XVII secolo
Rilevatore: AC

RIVA DEL GARDA (TN). Museo Alto Garda MAG, Ultima Cena di P. Ricchi, 1645

Ultima Cena, olio su tela di Pietro Ricchi (Lucca, 1606 – Udine, 1675).
Allievo di Guido Reni, viaggiò molto arricchendo di varie esperienze la sua formazione artistica e venendo a contatto con le più importanti correnti pittoriche lombarde e venete della prima metà del Seicento. Lavorò molto anche in Trentino lasciando uno dei suoi capolavori nelle decorazione della Chiesa dell’Inviolata (1644) a Riva del Garda.

“Attorno al 1645 anni si colloca l’Ultima Cena, eseguita per il refettorio del Convento dei Gerolimini annesso alla chiesa dell’Inviolata, splendido esempio di pittura di lume, dove l’ambientazione notturna è ravvivata da luci provenienti da fonti diverse che fanno risaltare gli audaci accostamenti cromatici delle vesti degli Apostoli oltre a illuminare i volti in modo da far assumere a ciascuno un‘espressione diversa”.

La Cena raffigura gli Apostoli seduti, a gruppi, intorno a una tavola a “U” , mentre in un intenso gioco di luci e di ombre, si interrogano sulla rivelazione di Gesù che sarà tradito.
San Giovanni si appoggia a Cristo, l’ultima figura a destra è Giuda con in mano il sacchetto delle monete. Sullo sfondo, una scalinata da cui scendono due servitori che portano i cibi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Museo è sito all’interno della Rocca, antico castello medievale, con le sue sezioni permanenti, la pinacoteca, le sale dedicate all’archeologia e alla storia di Riva del Garda; gli spazi riservati alle mostre temporanee e lo spazio-laboratorio didattico.

 

MAG, allestimento, pinacoteca, ultima cena

 

Immagini da Wikimedia e dal MAG

Link e parte del testo:
https://www.museoaltogarda.it/it/il_museo/permanenti/pinacoteca

https://www.youtube.com/watch?v=TJCz–zBq0g

Localizzazione: RIVA DEL GARDA (TN). Museo Alto Garda MAG , Piazza C. Battisti, 3/A
Autore: Pietro Ricchi
Periodo artistico: 1645
Rilevatore: AC

GARDONE VAL TROMPIA (BS). Antica pieve di Inzino / chiesa parrocchiale di S. Giorgio martire, Ultima Cena di O. Amigoni, 1645


Ultima Cena, olio su tela, 227 × 153 cm, datata al 1645 circa.
Opera del pittore bresciano Ottavio Amigoni (1606 – 1661).
Il dipinto è posto sul secondo altare a sinistra, intitolato al Santissimo Sacramento.

La Cena è raffigurata in verticale, con gli Apostoli – e due servitori – che si affollano intorno a Cristo che tiene in mano un’ostia.

 

L’attuale pieve “a pianta longitudinale” potrebbe, secondo gli studi datati 1992 di mons. Ivo Panteghini, essere la terza chiesa in ordine di tempo. All’interno dell’edificio sono inglobate testimonianze di due edifici precedenti: un’absidiola romanica, al termine della navatella di destra, con un volto di santo (forse s. Filastrio) databile attorno al XIII secolo, e decorazioni a motivi geometrici e vegetali. L’edificio quattrocentesco è testimoniato dagli affreschi posti nella seconda cappella di sinistra e sul muro di fondo dell’abside di sinistra in cui sono rispettivamente ritratti una Crocifissione ed un s. Giorgio.
L’attuale sistemazione dovrebbe risalire al tardo Cinquecento o agli inizi del Seicento.
La chiesa si presenta in tre navate suddivise in due campate rette da pilastri a paraste tuscaniche.
Alla chiesa si accede attraverso un elegante portichetto rinascimentale, armonioso nei tre archi a pieno centro poggianti su esili colonne di marmo bianco. Del 2005 è invece il maestoso portale bronzeo, opera dello scultore Federico Severino, con la Madonna con il Bambino, a tutto tondo, e le raffigurazioni dei papi Paolo VI e Giovanni Paolo II ed i simboli dei quattro Evangelisti.

 

 

Bibliografia:
Fusari G., Ottavio Amigoni – Un piccolo e ozioso ritardatario provinciale – Vita e opere di un pittore bresciano (1606-1661), La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, Roccafranca BS 2006

Link:
https://brescia.cosedafare.net/luoghi/beni-artistico-architettonici/chiesa-chiostro-convento-parrocchiale/pieve-s-giorgio-939.html

Localizzazione: GARDONE VAL TROMPIA (BS). Antica pieve di Inzino / chiesa parrocchiale di S. Giorgio martire
Autore: Ottavio Amigoni
Periodo artistico: 1645
Rilevatore: AC

PONZONE (AL), fraz. Ciglione. Parrocchiale di San Bernardo, con Ultima Cena di Pietro e Tommaso Ivaldi, 1885

La chiesa parrocchiale è un gioiello del barocco piemontese, in pietra mista a mattoni di calce aerea, rinforzata da chiavi in ferro, con una facciata verticale a doppio ordine di lesene angolari e sporgenti.
L’interno ha un vano centrale con due cappelle laterali coperto da due volte a crociera a punta rettangolare, separate da un arcone in corrispondenza di due lesene binate; la parte absidale è più stretta e coperta da una volta a pianta quadrata con affreschi di Pietro Ivaldi detto il Muto (1810 -1885) e  del fratello Tommaso Ivaldi (1818 – 1897), artisti che avevano lavorato anche nella cattedrale di Acqui Terme, nel Santuario della Madonnina nonché per le parrocchiali di Ovada e Molare.
Gli affreschi rappresentano le quattro Virtù cardinali, i quattro Evangelisti, la Trinità, l’Ultima Cena e la Natività.

L’Ultima Cena riprende la struttura del Cenacolo milanese di Leonardo e appartiene all’ultima chiesa dipinta da Pietro Ivaldi.

 

Notizie sull’opera: (1885)

Bibliografia di riferimento:
Enrico Ivaldi (a cura di), Percorsi e immagini nell’arte di Pietro Ivaldi, il Muto di Toleto

Immagine della Cena, per cortesia del Centro Studi Pietro Ivaldi, che ringraziamo.

Localizzazione: Parrocchiale di San Bernardo a Ciglione di Ponzone (Al)
Autore: Pietro Ivaldi (Il muto) (1810/1885) e Tommaso Ivaldi (1818/1897)
Periodo artistico: XIX sec.
Data ultima verifica: 18/03/2024
Rilevatore: Giulia Pilosu

VISONE (AL). Chiesa parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo, con Ultima Cena di Pietro e Tommaso Ivaldi.

Opera di Pietro Ivaldi (Il muto) (1810/1885) e Tommaso Ivaldi (1818/1897)

Notizie sull’opera: (1870-1875 ?)

Bibliografia di riferimento:
Enrico Ivaldi (a cura di), Percorsi e immagini nell’arte di Pietro Ivaldi, il Muto di Toleto

Immagine in basso per cortesia del Centro Studi Pietro Ivaldi, che ringraziamo.

Localizzazione: Chiesa parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo, a Visone (AL)
Autore: Pietro Ivaldi (Il muto) (1810/1885) e Tommaso Ivaldi (1818/1897)
Periodo artistico: XIX sec.
Data ultima verifica: 18/03/2024
Rilevatore: Giulia Pilosu

VARESE. Monastero di Santa Maria al Monte o delle Romite, con Ultima Cena di P.A. Magatti, 1726

Presso il Sacro Monte di Varese sorse nel 1474 il Monastero delle Romite dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad Nemus.

Nel refettorio è presente un’Ultima Cena di ampie dimensioni, 254 x 533 cm, affrescata nel 1726 dall’importante pittore varesino i Pietro Antonio Magatti (1691 – 1767).
Sul bordo della tovaglia vi è l’iscrizione: “PETRUS MAGATTI PINGEBAT ANNO MDCCXXVI MENSE OCTOBRIS”.
L’affresco, incorniciato entro finta bordura marmorea con volute fogliacee laterali e vasi di fiori policromi, è opera giovanile, con chiare ascendenze seicentesche sia nell’impostazione generale che nella scelta cromatica, basata su tinte nette e vivaci ben diverse dalle gamme fredde e sfumate delle opere della maturità.
Gli Apostoli si affollano intorno alla tavola alzandosi anche in piedi per essere più vicini al gruppo centrale, dove Giuda, a sinistra, mette la mano nel piatto comune, mostrando così di essere il traditore.
Sulla tavola sono piatti; bicchieri; forchette; coltelli; pane, un vassoio con l’agnello. Sullo sfondo due figure di servi.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300050416

https://www.romiteambrosiane.it/

Localizzazione: VARESE. Monastero di Santa Maria al Monte o delle Romite - Sacro Monte
Autore: P.A. Magatti
Periodo artistico: 1726
Rilevatore: AC

VARESE. Ex convento francescano, poi Villa Dandolo: ricomparso l’affresco dell’Ultima Cena di P.A. Magatti, 1725

L’antico Convento francescano dell’Annunciata, uno dei più grandi di Varese, sorse nel Quattrocento nell’area compresa tra l’attuale caserma Garibaldi e la stazione ferroviaria.
Nei primi anni del Settecento era in fase di ristrutturazione e fu ornato da dipinti di Pietro Antonio Magatti (1691 – 1767), e di Giuseppe Baroffio (1692 – 1778), importanti artisti varesini.
“In questo anno 1725 nel refettorio de’ PP. riformati dell’Annunciata il sig. Pietro Antonio Magatti ha dipinto il Cenacolo ed il sig. Baroffio ha fatto l’architettura intorno al pulpitino”. Così la Cronaca di Varese di Giovanni Antonio Adamollo segnala l’affresco della Cena.
Nel 1810, il convento fu soppresso in seguito alla leggi napoleoniche e venduto a Vincenzo Dandolo. La chiesa fu demolita e le opere d’arte mobili vennero disperse, approdando in parte in altre chiese di Varese. Il convento fu trasformato in villa, demolita gran parte del chiostro e modificati radicalmente gli ambienti; gli affreschi furono coperti da nuove decorazioni. Finita la stagione dei Dandolo, la villa fu più volte modificata, rialzata, trasformata in scuola, occupata in parte da un’officina meccanica.
Negli ultimi anni si era ridotta a un rudere coperto di vegetazione.

Nel 2016, iniziata la ristrutturazione dello stabile, ora in Vie Medaglie d’Oro 14, sono venute alla luce tracce insperate dell’antico complesso e l’opera del Magatti.
I saggi compiuti su quella che era la parete di fondo del refettorio hanno fatto riemergere parti significative dell’Ultima Cena di Magatti. Il volto di Cristo, al centro della composizione, la cui figura è stata in parte rovinata dall’inserimento di un camino, seduto dietro una lunga tavola coperta da una tovaglia bordata di rosso. Su questo bordo il pittore ha firmato e datato l’opera ed è ancora possibile individuale la firma e la data a ricordo del Giubileo del 1725.
All’estrema sinistra è comparso un altro volto molto bello di un Apostolo barbuto, che guarda in direzione di Cristo. Degli altri si vedono soltanto alcuni particolari: un piede in primo piano, una mano alzata in un gesto di stupore. Ben visibile invece la figura di un giovane servo di spalle in primo piano, con un largo vassoio sotto braccio.
Fino a che non saranno conclusi i lavori di recupero e restauro è difficile capire come fosse strutturata la composizione.

 

 

Testo in parte e immagine tratti da:
https://www.artevarese.com/l-affresco-ritrovato-a-villa-dandolo/

Localizzazione: VARESE. Villa Dandolo, Via Medaglie d'Oro, 14
Autore: P. A. Magatti
Periodo artistico: 1725
Rilevatore: AC

DELICETO (FG). Convento di Santa Maria della Consolazione con Ultima cena di D. Casio, XVIII secolo

Il convento sorse nel 1470 in località Valle in Vincolis, a 5 chilometri dal centro abitato, per opera di alcuni monaci dell’Ordine eremitano di Sant Agostino dell’Osservanza, guidati dal beato Felice da Corsano (il quale visse in una grotta tuttora esistente). Il monastero ha ospitato, fra gli altri, sant’Alfonso Maria de’ Liguori e san Gerardo Maiella. In seguito alla secolarizzazione dei beni ecclesiastici del 1866 il convento divenne di proprietà dello Stato Italiano e sul finire del XIX secolo vi fu istituita una Scuola Agraria. Nel corso del XX secolo è stato un centro di rieducazione giovanile. A partire dal 1993 il convento ospita la Comunità Mariana “Oasi della Pace”.

Il complesso conserva un  olio su tela di 155 x 230 cm, opera di Domenico Casio (notizie 1739 -1800), raffigurante l’Ultima Cena.
La Cena è di impostazione tradizionale, con la tavola riccamente imbandita. Giuda è l’Apostolo a destra che volta le spalle a Cristo, che ha la mano destra alzata in un gesto di benedizione.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600007816

https://it.wikipedia.org/wiki/Convento_di_Santa_Maria_della_Consolazione_(Deliceto)

https://comune.deliceto.fg.it/monumenti/santuario-di-santa-maria-della-consolazione/

Localizzazione: DELICETO (FG). Chiesa di Santa Maria della Consolazione con Ultima cena di D. Casio, XVIII secolo
Autore: Domenico Casio
Periodo artistico: seconda metà XVIII secolo
Rilevatore: AC

ATINA (FR). Concattedrale di Santa Maria Assunta con Ultima Cena, 1800-10

La Chiesa sorge sul luogo della primitiva cattedrale paleocristiana.
L’edificio, inizialmente di modeste dimensioni, appare per la prima volta nei documenti storici con il titolo di S. Giovanni “de muro de media”, come attesta il “Privilegio” di Innocenzo III del 1208. Distrutta nel 1349, fu ricostruita e quasi finita nel 1405. La chiesa di San Giovanni dovette essere ingrandita a più riprese; nel 1514 si ebbe il primo notevole ampliamento verso sud. Altri ampliamenti si verificarono verso la fine del XVI e all’inizio del XVII secolo. Nel 1722 la chiesa risulta con il nuovo titolo di Santa Maria Assunta. Al 1725 risale il restauro della chiesa con il rifacimento della facciata la cui data appare incisa sul portale di ingresso. L’attuale aspetto fu determinato da interventi strutturali iniziati nel 1725 e terminati nel 1746.

 

Nella cappella del Santissimo, la grande pala d’altare, sulla parete curva, è un olio su tela di 170 x 245 cm, raffigurante l’Ultima Cena. Opera di un anonimo pittore di ambito laziale, che mostra una buona mano, datata al 1800-1810.
La Cena è raffigurata nel momento della predizione del tradimento e gli Apostoli mostrano, in particolare quelli sul davanti del tavolo, atteggiamenti di meraviglia e sdegno.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200240201

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Atina)

Localizzazione: ATINA (FR). Concattedrale di Santa Maria Assunta
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1800-10
Rilevatore: AC

PEGLIO (CO). Chiesa parrocchiale dei Santi Eusebio e Vittore con Ultima Cena del Fiamminghino, 1614

Originariamente alle dipendenze della pieve di Gravedona, nel 1461 la chiesa venne elevata al rango di parrocchiale. L’originale edificio tardogotico venne demolito nei primi anni del Seicento e subì tra il 1607 e il 1613 opere di ricostruzione ed ampliamento, seguendo un progetto di abbellimento che, nei dieci anni successivi, comportò la realizzazione di un ricchissimo ciclo di affreschi. Tra il 1614e il 1623/25, a più riprese, vi lavorò Giovanni Mauro Della Rovere, detto il Fiamminghino.

Sulla parete di fondo, un affresco monocromo rettangolare di 45 x 93 cm, entro cornice in stucco dipinto, opera di Giovanni Mauro Della Rovere detto Fiamminghino (Milano, 1575 – Milano, 1640).
La Cena raffigura gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare su cui è un vassoio ncon l’agnello e dei pani

S. Coppa (G. M. Fiamminghino e la chiesa dei Ss. Eusebio e Vittore di Peglio, in “Arte lombarda”, XV (1970), 2, pp. 63-68) segnala l’esistenza del contratto datato 4 ottobre 1613, stipulato dal Fiammienghino per l’esecuzione delle pitture del coro. Tali interventi furono voluti, come testimonia una scritta dipinta sulla parete di fondo, dal rettore Pietro Antonio Grasso.

 

 

Bibliografia:
Comalini Andrea, La Chiesa dei Ss. Eusebio e Vittore di Peglio, Nodolibri, Como 2004

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222643-11

https://www.prolocopegliocomo.com/articolo.php?articolo=45

https://www.treccani.it/enciclopedia/della-rovere-giovan-mauro-detto-il-fiamminghino_%28Dizionario-Biografico%29/

Localizzazione: PEGLIO (CO). Chiesa parrocchiale dei Santi Eusebio e Vittore
Autore: Giovanni Mauro Della Rovere, detto il Fiamminghino.
Periodo artistico: 1614
Rilevatore: AC

SAN BEBEDETTO DEL TRONTO (AP). Chiesa abbaziale di San Benedetto martire con Ultima Cena di U. Ricci,1707

San Benedetto, martire nel 304 sotto Diocleziano, è venerato nella città di cui è patrono.
Il primo edificio di culto sorse sul sacello dove erano conservate le reliquie del martire, presumibilmente già all’inizio del IV secolo. Nei secoli IV-V fu edificata una pieve, chiesa battesimale della comunità rurale paleocristiana, collegata probabilmente con la diocesi di Truentum. I primi documenti riguardanti la chiesa risalgono ai secoli X – XII, quando San Benedetto in Albula dipendeva dalla diocesi fermana.
La denominazione di abbazia risale al 1521. L’edificio fu ristrutturato nel 1697. La chiesa fu ricostruita tra il 1775 e il 1778 su progetto dell’arch. Pietro Augustoni.

 

Sull‘altare maggiore vi è una grande pala, olio su tela di 320 x 200 cm, che raffigura l’Ultima Cena, opera del pittore di Fermo Ubaldo Ricci (1669 – 1732). Gli Apostoli sono raffigurati in pose molto dinamiche; alcuni sono di spalle; un altro, a destra, sta uscendo dalla stanza, forse Giuda. A sinistra, presso il camino sullo sfondo vi è la figura di un servitore.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100081286

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/25490/

Localizzazione: SAN BEBEDETTO DEL TRONTO (AP). Chiesa abbaziale di San Benedetto martire
Autore: Ubaldo Ricci
Periodo artistico: 1707
Rilevatore: AC

CERCEMAGGIORE (CB). Convento di Santa Maria della Libera, affresco di Ultima Cena di N. Fenico, 1686

Il convento Santa Maria, o Madonna, della Libera fu edificato a partire dal 1489 grazie alle donazioni elargite dai feudatari Alberico Carafa e Giovannella di Molise. La sua storia inizia però idealmente nel 1412, anno in cui la tradizione orale e scritta colloca il rinvenimento della statua lignea della Madonna orante di Cercemaggiore. In seguito a tale avvenimento, intorno al 1414 è attestata la costruzione di una primitiva cappella, poi distrutta dal terremoto del 1456, e sul finire del secolo la realizzazione ex novo del convento domenicano.
Il convento fu dotato fin dalla sua fondazione di importanti privilegi e ricchi possedimenti terrieri. Nella prima metà del XVII secolo la comunità domenicana cercese entrò nella Congregazione di San Marco dei Cavoti ed il convento guadagnò grande prestigio come casa di noviziato e di studentato. La fase positiva durò per quasi due secoli, per essere poi interrotta dalle difficoltà portate dall’aprirsi del XIX secolo.
Nel corso dell’Ottocento il convento di Cercemaggiore riuscì a sopravvivere a ben due provvedimenti soppressivi.

Il convento possiede anche due refettori, quello minore conservante alcuni quadri e soprattutto un affresco tardo manierista databile agli inizi del Seicento e raffigurante San Domenico che moltiplica il pane per i suoi confratelli.
il refettorio maggiore, dovuto ad un ampliamento eseguito verso la metà del XVII secolo, è un ambiente allungato coperto da una volta a botte che  conserva sulla parete di fondo un affresco dell’Ultima Cena e sulla parete opposta la tela seicentesca della Madonna di Costantinopoli del pittore Giovanni Tommaso Guarini da Solofra.

L’affresco dell’Ultima Cena occupa tutto lo spazio semicircolare della parete, esclusa la zoccolatura fino a circa 1 metro di altezza dal pavimento e misura alla base  7,55 m e in altezza, nel punto massimo, 4 m. Una cornice dipinta circonda l’affresco, dipinto a colori chiari su fondo grigio; lateralmente due colonne di marmo rosso nascono da alte basi poggianti su mensole e scandiscono la scena dividendola in tre parti; al centro è la tavola coperta da tovaglia bianca, sulla quale sono le posate, il pane sotto forma di pagnottelle, e cibi vari; davanti ad essa, sul pavimento, un catino con due ampolle, una grossa brocca e un cagnolino. Dietro sono Gesù al centro, con aureola e tunica rossa, circondato dagli Apostoli posti di prospetto, di tre quarti o di spalle. Un inserviente si trova presso la colonna destra, con vassoio e ampolla per terra. Dietro le colonne si aprono le porte da cui avanzano altri due inservienti.
In basso a sinistra, sul pavimento tra la cornice e la base della colonna, si trovano la data e la firma dell’autore dell’affresco: “Nicolaus De Fenico Campobassanus pingebat A.D. 1686”.
Nicola Fenico di Campobasso, di cui si hanno notizie nel 1686-87, autore anche di due tele conservate nella chiesa, fu un pittore per certi versi ancora manierista e sicuramente influenzato dalla cultura fiamminga importata in Molise un secolo prima da Teodoro d’Errico.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1400008390

https://www.santuariomadonnadellalibera.org/page.php?IDPagina=10 e pagine successive

Localizzazione: CERCEMAGGIORE (CB). Convento di Santa Maria della Libera
Autore: Nicola Fenico
Periodo artistico: 1686
Rilevatore: AC

CASAL DI PRINCIPE (CE). Chiesa parrocchiale di SS. Salvatore con affresco di Ultima Cena, 1790-1810

Una chiesa esisteva nel 1324. La struttura ha subito nel corso dei secoli molteplici rifacimenti che hanno alterato in parte l’impianto originale; alcuni dei quali risalgono al periodo rinascimentale (XVI secolo), con la realizzazione delle cappelle laterali.
Altri interventi furono realizzati nel corso del Settecento, comportando l’adeguamento dell’edificio allo stile tardo-barocco del tempo.

Conserva un affresco alto 450 cm che raffigura l’Ultima Cena, databile al 1790-1810. Ignoto l’autore di ambito campano.
L’impostazione è tradizionale, con gli Apostoli seduti attorno a una tavola rettangolare. Al centro è Cristo con alle spalle un baldacchino

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500206235

https://www.il900casalese.it/mixer/single-dettaglioDoc.asp?ID=94&KeyWord=Chiese

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/74874/Chiesa+del+Santissimo+Salvatore

Localizzazione: CASAL DI PRINCIPE (CE). Chiesa parrocchiale di SS .Salvatore
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1790-1810
Rilevatore: AC

POPPI (AR). Monastero di Camaldoli, Ultima Cena di G. Vasari

Olio su tavola di 31 x 51 cm, opera di Giorgio Vasari (1511 – 1574), raffigurante l’Ultima Cena.
Questa tavoletta di predella fa parte di una serie di dieci; nel Ricordo n. 105 Vasari parla però di tredici. I soggetti di queste opere, tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento e i due miracoli di S. Donato, si riferiscono per volontà dei monaci committenti al tema del Sacrificio e dell’Eucarestia.

La tavoletta con l’Ultima Cena è di grande freschezza pittorica; il disegno, veloce, abilissimo e arguto, si intravede sotto lo strato sottile della tempera. Le figurette, siglate con pochi tratti, con un gusto che ricorda da vicino i pittori delle Logge raffaellesche, punto di riferimento continuo del miglior Vasari, sono di una vivacità ed originalità rare nel pittore. Questa tavoletta sembra sicuramente di mano del Vasari.

Giorgio Vasari iniziò a lavorare per la comunità monastica di Camaldoli nell’agosto del 1537 quando il maggiore e i frati dell’ Eremo di Camaldoli in Casentino, gli commissionano una tavola per il tramezzo della chiesa di Camaldoli raffigurante Nostra Donna tra San Giovanni Battista e San Girolamo. Sempre per il tramezzo della chiesa nel 1538 viene commissionato al Vasari una Natività di Nostro Signore Gesù Cristo. Nell’agosto del 1538 gli viene chiesto di affrescare il tramezzo con le Storie di San Romualdo, oggi andato perduto. Nel giugno del 1539 gli viene commissionata la Deposizione di Gesù Cristo. Nel 1571 consegna per la cappella dell’infermeria del monastero, una tavola raffigurante Cristo nell’orto degli ulivi.

 

 

Immagine da:
https://www.ilbelcasentino.it/giorgio-vasari-seq.php?idimg=461

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900220392

Info sul Monastero:
https://www.camaldoli.it/comunita-monastica/sacro-eremo/

Localizzazione: POPPI (AR). Monastero di Camaldoli
Autore: Giorgio Vasari
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

BOSCO MARENGO (AL). Museo di Santa Croce, Ultima Cena di G. Vasari e bottega, 1567-9

La chiesa e il convento domenicano di  Santa Croce a Bosco Marengo sorsero nel 1566 per volontà di papa Pio V, al secolo Michele Ghislieri, che ne decise la costruzione l’anno stesso della sua elezione a pontefice, carica che ricoprì sino al 1572. Il nuovo Papa intendeva realizzare nella propria città natale una delle primissime declinazioni in architettura dei dettami della Controriforma. Il complesso fu progettato dal perugino Ignazio Danti, affiancato poi da Giacomo della Porta. La chiesa, a croce latina con la cupola all’incrocio dei bracci, esemplata sui modelli romani classicheggianti, coinvolse anche il celebre artista toscano Giorgio Vasari. È lui stesso a ricordare nella propria autobiografia la commissione ricevuta dal papa per l’Adorazione dei Magi nella quarta cappella e per la “grandissima macchina” concepita per l’altare maggiore, di cui oggi sopravvive in situ solo il Giudizio Universale.
Nel 1860 il convento di Santa Croce fu soppresso e destinato, su ordine del Ministero della Guerra, a funzioni militari.
Nel XX secolo iniziano anche le prime operazioni di recupero. Tra i restauri più significativi, quello della facciata nel 1970, gli interventi di consolidamento di alcune statue nel 1975, e infine il cantiere del 1992 in cui viene restaurato, con fondi della Soprintendenza dei beni storici e architettonici, il mausoleo di papa Pio V. All’inizio del nuovo millennio la chiesa è stata interessata da una importante campagna di restauri, che si è svolta dal 2000 al 2013 interessando la facciata, la navata, il transetto e le cappelle, riportando alla luce l’aspetto originale voluto dal pontefice.

 

Nel 1999 si prospettò la possibilità di poter accedere ai fondi del giubileo del 2000 per il restauro di una parte dell’ex convento tra cui i locali originariamente destinati a sacrestia e sala del capitolo con lo scopo di destinarli ad uso museale.
Nell’ottobre del 2011 fu inaugurato il Museo con l’allestimento della prima sala.
Il nucleo principale del museo è costituito dalle tavole realizzate da Giorgio Vasari e dalla sua bottega per arricchire il maestoso altare maggiore della chiesa detto “Macchina Vasariana” progettato da Giorgio Vasari stesso e smantellato nel 1712.

 

Esposto nella Sala 8 del Museo di Santa Croce.
Olio su tavola di 107 x 126,5 x 12 cm, opera di Giorgio Vasari (1511 – 1574) e bottega, in particolare Francesco Morandini detto il Poppi (1567 – 1569).
La tavola originariamente costituiva, insieme ad altre nove tavole, la predella della “macchina” vasariana dell’altare maggiore, poi smembrata. Realizzata nel 1567-9.

Raffigura l’Ultima Cena con un’impostazione tradizionale e simile a quella di Figline Valdarno, vedi scheda.

 

Link:
http://www.museosantacroce.it

Localizzazione: BOSCO MARENGO (AL). Museo di Santa Croce. ex Convento di Santa Croce
Autore: Giorgio Vasari e bottega
Periodo artistico: 1567-9
Rilevatore: Valter Bonello

VILLE D’ANAUNIA (TN), frazione Tuenno. Chiesa di Santa Emerenziana, frammento di affresco di Ultima Cena, XV secolo

Il 1º gennaio 2016 è stato istituito il nuovo comune di Ville d’Anaunia in seguito alla fusione dei comuni di Nanno, Tassullo e Tuenno.

La chiesa di Tuenno risale all’XI-XII secolo, forse era una casa stazione dei frati di Madonna di Campiglio e per quasi 200 anni fu un eremitaggio. Santa Emerenziana è la patrona della Val di Tovel. Nel 1484 la chiesa era quasi totalmente andata in rovina e i visitatori vescovili informarono della situazione il vescovo Johannes Hinderbach che chiese ai sindaci di provvedere.
Il romitaggio, dopo essere stato rinnovato, il 25 novembre 1558 fu consacrato da Mariano Mano. In seguito furono fatte altre modifiche e nel 1616 la chiesa aveva tre altari distinti. Tra il 1733 e il 1763 Giovanni Battista da Fondo trovò la chiesa piuttosto danneggiata è la ampliò con quattro celle. Nelle vicinanze costruì anche una piccola casetta rurale, l’eremo. Nel 1831 fu restaurato il tetto e circa venti anni dopo la chiesa venne usata come lazzaretto per malati.
Tra 1972 e 1974 si procedette al restauro della parte interna. La copertura in scandole di larice fu completamente rinnovata, gli elementi lapidei interni ed esterni vennero puliti e l’intero edificio fu ritinteggiato. L’ultimo ciclo di restauri si è completato nel 2014.

L’edificio ha pianta rettangolare che termina con abside dal catino semiesagonale. Le pareti presentano resti di affreschi e tracce di un ciclo più antico sulla parete meridionale, datato tra il 1400 e il 1450, ove è raffigurata un’Ultima Cena, tagliata dall’inserimento dalla parasta in pietra, e il Transito della Madonna. Gli affreschi furono scoperti nel 1986.

Un frammento rimasto mostra la mensa, che doveva essere riccamente imbandita, e la parte centrale di due figure. A sinistra della parasta, una figura stante e parte di un’altra.

 

 

Link e immagini da:
https://www.pinetahotels.it/blog/chiesa-santa-emerenziana/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/25715/Ville+d%27Anaunia+%28TN%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Emerenziana

Localizzazione: VILLE D'ANAUNIA (TN), frazione Tuenno. Chiesa di Santa Emerenziana
Periodo artistico: prima metà XV secolo
Rilevatore: AC

VENEZIA. Chiesa di San Trovaso, paliotto marmoreo con bassorilievo di Ultima Cena, XVIII secolo

La Chiesa, intitolata ufficialmente ai SS. Gervasio e Protasio, è di antica fondazione.

All’interno conserva molte opere d’arte e anche un paliotto marmoreo a bassorilievo con dorature che misura 75 x 165 cm. Negli angoli vi sono delle rosette dorate.

Il paliotto fu sostituito nel secolo XVIII: nel Libro delle parti prese dalla Scuola del SS. Sacramento (Archivio Chiesa Parrocchiale) si legge in data “giugno 1717” che il tabernacolo per l’esposizione del Santissimo era stato finalmente rifatto, mentre il “parapetto” era da rifare perché “lacero” e rovinato. Di conseguenza il 1717 può essere assunto come termine post quem per la datazione del paliotto.

Raffigura un’Ultima Cena o, più precisamente, la “Comunione degli Apostoli”.
Al centro della scena, un po’ spostato verso sinistra, c’è Cristo che dà il pane agli Apostoli: uno è prono ai suoi piedi, un altro è in ginocchio, un terzo è più indietro. A sinistra, dietro Cristo, vi sono quattro figure: una di quelle in primo piano è di spalle. Sulla destra, davanti, un altro Apostolo, di spalle. Dietro si sviluppa la tavola imbandita, al di là della quale sono sedute altre figure, frontali. La bordura della tovaglia, il piatto che Cristo ha in mano, l’agnello e il coltello sulla tavola sono dorati.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500137900

Localizzazione: VENEZIA. Chiesa di San Trovaso
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

VERDELLO (BG). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, paliotto con altorilievo bronzeo di Ultima Cena, 1889

La chiesa, della quale si ha una prima notizia nel 1281, sorse in epoca imprecisata sulle rovine del castello Suardi. Nel 1428 fu ampliato l’edificio e ricostruito il campanile. Nel 1598 la chiesa divenne un’importante pieve, alle dipendenze della quale fu istituita una forania. Il nuovo campanile fu realizzato nel XVII secolo e, tra il 1655 ed il 1674, fu edificata la parrocchiale, la cui consacrazione fu avvenne nel 1693. Nel 1787 la chiesa di Verdello passò assieme alla forania di cui era a capo dall’arcidiocesi di Milano a quella di Bergamo.
Tra il 1909 ed il 1911 furono costruiti su progetto di Elia Fornoni il transetto e la cupola. In seguito a questi lavori, nel 1912 la parrocchiale fu nuovamente consacrata.

 

L‘altare maggiore fu eseguito dalla ditta Paleni nel 1889, su disegno dell’architetto Virginio Muzio (1864 – 1904) e con la partecipazione dello scultore Luigi Pagani (1829 – 1905).
Il paliotto, posto nella mensa dell’Altare Maggiore e coevo ad esso, è formato da n altorilievo in bronzo, ottenuto con procedimento di galvanoplastica su base in rame.

Raffigura l’Ultima Cena, di modello leonardesco. In primo piano è una lunga tavola alla quale siedono i dodici Apostoli, in atteggiamenti diversi e, al centro Gesù. Il fondo è ripartito da lesene e, nella parte centrale, presenta drappeggi.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300063876-3

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificios/edificio/32188/Chiesa+dei+Santi+Pietro+e+Paolo

Localizzazione: VERDELLO (BG). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo
Autore: Virginio Muzio e Luigi Pagani
Periodo artistico: 1889
Rilevatore: AC

VIGEVANO (PV). Cappella dell’Ospedale Civile, paliotto ligneo con bassorilievo di Ultima Cena, 1911 circa

L’apertura nel 1911 del nuovo Ospedale Civile, in Corso Milano, non solo dotava la città di un presidio sanitario all’avanguardia per l’epoca, ma portava anche a una ridistribuzione delle strutture pubbliche, perché nella vecchia sede ospedaliera furono collocati gli uffici comunali.

L’Ospedale fu dotato anche di una Cappella al cui interno, sull’altare maggiore  vi è un paliotto di 93 x 226 cm, in legno intagliato, dorato e dipinto.
Attribuito allo scultore Alfredo Berengario Ubezio (1863 – 1945) .
L’opera fu eseguita, forse su commissione del sac. B. Arrigoni, nel 1911, anno di inaugurazione della Cappella.
Iscrizione al centro in basso: “IHS DEUS CHARITAS EST”.

Il paliotto rappresenta un’Ultima Cena o, più correttamente, la “Comunione degli Apostoli” con  Gesù che porge il pane ai discepoli inginocchiati.
Ai lati la raffigurazione delle Congregazioni della Carità maschili e femminili.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300012230

Localizzazione: VIGEVANO (PV). Cappella dell'Ospedale Civile, Corso Milano 30
Autore: Alfredo Berengario Ubezio
Periodo artistico: 1911 circa
Rilevatore: AC

VENEZIA. Chiesa di San Salvador, paliotto argenteo con Ultima Cena, XIX secolo

La Chiesa fu ricostruita nel 1507 su progetto di Giorgio Spavento, riprende in parte l’impianto del preesistente edificio medievale del XII secolo. La facciata, completata nel 1663 da Giuseppe Sardi, è tripartita, a due ordini sovrapposti, scandita orizzontalmente dal cornicione marcapiano e dal basamento marmoreo, e coronata, nel registro centrale, dal timpano triangolare ornato di statue.
Il maestoso portale, che si apre alla sommità di un’alta scalinata, riprende il motivo della facciata movimentata anche da riquadri geometrici e da ghirlande fiorite.

All’interno, è raramente esposto un paliotto in lamina di argento dorato e lavorato a bassorilievo su base di legno. Intorno decorazioni con conchiglie, spighe, grappoli d’uva e volute. Al centro il piccolo riquadro con l’Ultima Cena mostra gli Apostoli affollati dietro la tavola rettangolare.
L’opera è ottocentesca.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500190089

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Salvador

Localizzazione: VENEZIA. Chiesa di San Salvador - sestiere San Marco
Autore: ignoto
Periodo artistico: XIX
Rilevatore: AC

SOLIERA (M0). Chiesa parrocchiale di San Giovanni battista con bassorilievo di Ultima Cena, 1888

La Parrocchiale di San Giovanni Battista fu fondata dai monaci Benedettini nel secolo XI all’interno del borgo fortificato
A metà del ‘600 la piccola chiesa a una sola navata fu arricchita con la realizzazione delle cappelle, due per lato, chiudendo i vicoletti laterali della chiesa; nelle cappelle furono realizzati gli altari e posti i dipinti che ancora oggi si vedono.
Sul finire del 1700, la chiesa fu arricchita di stucchi e ornamenti; e fu realizzata la cappelletta di Sant’Andrea. Ma fu nel penultimo decennio del 1800 che la chiesa assunse la forma e le dimensioni che oggi mantiene.

 

 


Un paliotto
di 100 x 229 cm fu commissionato a Milano dal canonico Domenico Cornia per l’altare maggiore. In metallo, argentato e dorato, arrivò nel 1888.
L’Ultima Cena riproduce il modello di Stefano da Sesto nella Certosa di Pavia,  vedi scheda.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800275470

https://solieradentrolemura.it/la-chiesa

Localizzazione: SOLIERA (MO). Chiesa parrocchiale di San Giovanni battista
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1888
Rilevatore: AC

PAVIA. Certosa, bassorilievo di Ultima Cena, 1513

All’interno della Certosa, nella parete di fondo del coro, a sinistra, un grande tabernacolo marmoreo raffigura scene sacre e Santi. In basso un’Ultima Cena con gli Apostoli attorno a un tavolo rettangolare.
Opera dello scultore Giovanni Stefano da Sesto (notizie 1485 – 1523).

 

L’intero apparato scultoreo del coro è documentato dalla stima che ne fece l’Amadeo il 22 gennaio 1513 [documento trascritto in R.V. Schofield, J. Shell, G. Sironi (a cura di), Giovanni Antonio Amadeo, Documents / I documenti, Como 1989, pp. 474-477, doc. 1322], nonché dall’atto rogato dieci giorni prima, in cui il procuratore della Certosa e gli scultori Biagio Vairone e i fratelli da Sesto incaricavano l’Amadeo della suddetta stima (Ibid., p. 473, doc. 1320).

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300702491

Localizzazione: PAVIA. Certosa
Autore: Giovanni Stefano da Sesto
Periodo artistico: 1513
Rilevatore: AC

NOVARA. Chiesa di San Marco, paliotto con bassorilievo bronzeo di Ultima Cena, copia del Cenacolo, XIX secolo

La chiesa fu fondata nel 1607 per volere del vescovo Carlo Bascapè. L’edificio fu completato e consacrato solo nel 1691 quando fu destinato ai Padri Barnabiti.
L’interno ha una ricca decorazione barocca e vari pregevoli dipinti.

L’altare maggiore, di dimensioni imponenti, costruito nel 1898 – 1899, è posteriore di quasi due secoli alla costruzione dell’edificio in cui è collocato e risente di un gusto legato alla tradizione antonelliana. Già al momento della collocazione l’opera suscitò alcune perplessità per i volumi troppo definiti e per la pesantezza delle forme. Realizzato e scolpito in marmo da Giuseppe Oliverio è a base rettangolare, sopra il paliotto, si aprono sei nicchie con ognuna una statuetta di santo in bronzo dorato. A 3 metri dal suolo l’altare diventa tempietto a base quadrata con angoli rientranti, composto da otto colonne e quattro pilastri e lesene in stile corinzio, sui quali poggiano archivolti e cupola. All’interno del tempietto è collocata la statua del Sacro Cuore di Gesù e ai lati due angeli oranti.
Parte dell’altare fu scolpita in marmo e parte realizzata in fusione in bronzo dorato da Camillo Broggi (1876 – ?), come il paliotto raffigurante l’Ultima Cena, copia dal Cenacolo di Leonardo.
Il paliotto é poco visibile perché davanti c’è l’altare.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100011105-1

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100011105-0

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Marco_(Novara)

Localizzazione: NOVARA. Chiesa di San Marco
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

SAVIORE DELL’ADAMELLO (BS), frazione Ponte. Chiesa di Santa Maria Assunta, paliotto ligneo con bassorilievo di Ultima Cena, fine XVII secolo

La Parrocchiale ha struttura di linee barocche e risalirebbe al XVII secolo. Il fabbricato è orientato seguendo l’asse nord est – sud ovest, con il prospetto avente l’ingresso principale rivolto verso quest’ultimo. La facciata, con sommità a doppio spiovente, presenta registro scandito da lesene prive di capitelli. In mezzeria si collocano il portale lapideo e soprastante finestrone. Completa l’alzato la raffigurazione pittorica di uno stemma contenente l’intitolazione del luogo di culto: “Deo et Mariae assumptae dicatum”. Il campanile è collocato sul lato sud dell’edificio.

L’interno, avente superfici ornate a rilievo e pitture murali, è a navata unica, accompagnata da cappelle laterali, culminante nel presbiterio a pianta rettangolare. Lo spazio è scandito da lesene composite e da cornicione, leggermente aggettante, che segna il punto di innesto delle strutture di copertura.
Conserva varie sculture lignee di artisti della Valcamonica.

L’altare maggiore ha un paliotto ligneo che venne realizzato dopo il 1688, anno in cui fu redatto in data 26 maggio l’inventario dei beni della chiesa: l’altare maggiore possedeva a quell’epoca soltanto un finimento in tessuto. La datazione dell’opera è da collocarsi indicativamente attorno all’ultimo decennio del Seicento; l’ambito di produzione è strettamente legato alla bottega dell’intagliatore della Val Camonica Domenico Ramus (1643 ? – inizi del XVIII secolo), per l’utilizzo dei medesimi moduli architettonici e dello stesso formulario decorativo.

Il paliotto ha base decorata con ornati fitomorfi e grottesche. L’alzato è tripartito da sei cariatidi che presentano nella parte inferiore una voluta e in quella superiore un cherubino in abbinamento ad una figura angelica. Il lavoro è ornato nei due scomparti laterali da nicchie con statuette, a sinistra la figura di un santo privo di attributi, mentre a destra è collocato S. Carlo Borromeo. Nella grande specchiatura centrale, entro cornice mistilinea, è realizzata l’Ultima Cena a rilievo. La scena è chiusa da un ampio tendaggio sullo sfondo. Gli Apostoli siedono con Cristo attorno alla tavola, mentre due servitori, uno con brocca, l’altro con vassoio, entrano da due soglie ai poste ai lati. La parte superiore del lavoro, sotto al piano della mensa, è decorata con racemi e cherubini, inoltre un festone con cinque angioletti orna il centro. I colori del paliotto, piuttosto accesi, sono verosimilmente frutto di un intervento di restauro.

 

Link e testo da:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59118/Chiesa+di+Santa+Maria+Assunta

Localizzazione: SAVIORE DELL'ADAMELLO (BS), frazione Ponte. Chiesa di Santa Maria Assunta
Periodo artistico: fine XVII secolo
Rilevatore: AC

VERONA, frazione San Massimo. Chiesa di San Massimo vescovo, paliotto marmoreo con bassorilievo di Ultima Cena, fine XVIII secolo

Nel 1767 fu iniziato il progetto per l’esecuzione dell’attuale Chiesa ad opera dell’architetto Luigi Trezza e la prima pietra fu posta nel 1786. Nel 1791 fu consacrata solennemente dal Vescovo di Verona. Intitolata a San Massimo vescovo di Verona (VI secolo).

La chiesa, in stile neoclassico, cn un alto campanile, è a navata unica con un accenno di pianta a croce latina. All’interno quattro altari laterali.

L’altare maggiore conserva un paliotto in marmo bianco, di 75 x 200 cm, che raffigura l’Ultima Cena, opera di Francesco Zoppi, (1734 – 1800).

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500087759-2

Localizzazione: VERONA, frazione San Massimo. Chiesa di San Massimo vescovo
Periodo artistico: fine XVIII secolo
Rilevatore: AC

PONTE NIZZA (PV), frazione San Ponzo Semola. Chiesa di San Ponzo con bassorilievo di Ultima Cena

Al centro della piazzetta, la chiesa, sorta nel secolo XI e rimaneggiata nel Quattrocento, tradisce ancora a livello architettonico le sue origini medievali.  Il portale è preceduto da un nartece a pianta quadrata e volta a croce,  sostenuto da quattro colonne impostate su alti piedistalli in arenaria.
L’edifico, dichiarato monumento nazionale, conserva al suo interno tracce di affreschi del XVI e del XVIII secolo e un’importante fonte battesimale in pietra datato 1161.

L’altare postconciliare presenta un paliotto moderno scolpito a bassorilievo che raffigura l’Ultima Cena con iconografia tratta dal Cenacolo di Leonardo.

 

 

Link:
https://www.youtube.com/watch?v=CY_Ez1NXA2k

https://www.visitpavia.com/it/turismo-a-pavia/oltrepo-pavese/san-ponzo-semola

Localizzazione: PONTE NIZZA (PV), frazione San Ponzo Semola. Chiesa di San Ponzo
Rilevatore: AC

GUALDO CATTANEO (PG). Chiesa dei Santi Antonio a Antonino, tela con Ultima Cena, XVI-XVII secolo

La Chiesa fu edificata sulle rovine di una precedente struttura. Nel 1262 fu inaugurata la cripta destinata ad accogliere al suo interno i resti dei santi martiri Antonio e Antonino, vi sono poi state poste le spoglie del Beato Ugolino. Nel 1470 fu costruita la cappella del Sacramento. Nel 1902-9 è stata affiancata da un campanile. La chiesa ha subito nel tempo vari rifacimenti, l’attuale aspetto risale al XIX secolo.

L’interno è a navata unica, con tre altari e una cappella posta sulla sinistra.

L’abside è arricchita da un olio su tela, non in buone condizioni, che raffigura l’Ultima Cena, opera di Ascensidonio Spacca, detto il Fantino (1557 – 1646), pittore di Bevagna.

La Cena raffigura gli Apostoli attorno a un tavolo a forma di “U”.

 

Link e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-dei-santi-antonio-e-antonino-gualdo-cattaneo-pg/

Localizzazione: GUALDO CATTANEO (PG). Chiesa dei Santi Antonio a Antonino
Autore: Ascensidonio Spacca, detto il Fantino
Periodo artistico: XVI-XVII secolo
Rilevatore: AC

MANDURIA (TA). Chiesa di San Pietro in Bevagna con Ultima Cena moderna

La chiesa fu costruita addossata a una torre di difesa con una particolare pianta a stella, dai monaci dell’Abbazia di San Lorenzo di Aversa, che tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Diventata di proprietà demaniale nel 1860, fu ceduta al comune di Manduria quarant’anni dopo. Nel corso degli scavi archeologici eseguiti nel 2004 sono stati riportati alla luce sepolture di epoca bizantina e reperti numismatici, facendo supporre l’esistenza di una precedente cripta ipogea al di sotto della chiesa.
Presenta una facciata a capanna con portale lunettato contenente uno stemma papale in bassorilievo e sormontato da una finestra e altri due stemmi ai lati di essa, per poi terminare con un piccolo campanile a vela sulla cima.

L’interno è costituito da un’unica navata con l’altare maggiore all’interno della torre.

L’altare postconciliare presenta una struttura che funge da paliotto e che raffigura una moderna Ultima Cena.

 

 

Link:
https://www.facebook.com/p/Parrocchia-S-Pietro-in-Bevagna-100064448631370/?locale=it_IT

Localizzazione: MANDURIA (TA). Chiesa di San Pietro in Bevagna
Rilevatore: AC

CANOSIO (CN). Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima con affresco di Ultima Cena, XIX secolo

La parrocchiale di Canosio è molto antica: se ne hanno notizie fin dalla metà del XIV secolo e si sa che nel 1386 versava regolarmente il cattedratico all’arcivescovo di Torino.
Pericolante, la chiesa fu abbattuta e il nuovo edificio, progettato dall’architetto Bono di Cuneo, fu edificato nel 1840 e consacrato nel 1841.

Numerosi affreschi decorano la facciata e, all’interno, la volta e il catino absidale, mentre due, di mano apparentemente diversa, sono sistemati in riquadri sulle pareti laterali della navata centrale e rappresentano il Cristo nel Sepolcro e la Sindone.
Nel 1963 furono restaurati gli affreschi ottocenteschi della chiesa a cura del pittore Giovanni Battista Barale (Roaschia, 1921 – Cuneo, 1992).

Nel catino absidale è raffigurata un’Ultima Cena  che  si ispira al Cenacolo di Leonardo. 

 

 

Immagine Cena da:
https://viaggiocuneo.blogspot.com/2019/09/valle-maira-marmora-e-canosio.html

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58733/Canosio+%28CN%29+%7C+Chiesa+della+Nativit%E0+di+Maria+Santissima

Localizzazione: CANOSIO (CN). Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima
Periodo artistico: XIX secolo, post 1840
Rilevatore: AC

GRUGLIASCO (TO). Chiesa parrocchiale di San Giacomo, dipinto di Ultima Cena, XX secolo

Nel 1979 fu progettata dall’ingegnere Ugo Ceria. Nel 1981, dopo approvazione della convenzione tra Comune di Grugliasco e Beneficio parrocchiale di San Cassiano, iniziarono i lavori di costruzione. La chiesa fu terminata e dedicata nel 1983. Originariamente come sussidiaria dell’antica chiesa di S. Cassiano Martire, divenne sede parrocchiale nel 1986 quando il quartiere denominato Fabbrichetta ebbe un notevole sviluppo insediativo. La chiesa si trova in ambito periferico urbano del comune di Grugliasco ai confini dell’area industriale di Rivoli. L’edificio non prospetta direttamente su strada ma l’accesso è filtrato da un parcheggio e da un ampio sagrato delimitato da una cancellata. Dal sagrato si accede all’aula attraverso una scalinata.

L’area presbiteriale è organizzata in asse rispetto all’ingresso. La pianta è centrale di forma quadrangolare con due estensioni laterali che fungono da cappelle e accolgono l’una l’organo col coro e l’altra una statua della Madonna.
L’area presbiteriale, definita dal rialzo del piano di pavimentazione, accoglie l’altare in muratura collocato sul limite anteriore della pedana. L’ambone è posizionato lateralmente all’altare e sulla parete di fondo è posta la sede del celebrante. La parete di fondo accoglie  il tabernacolo dove è posta la custodia eucaristica e una grande icona moderna raffigurante l’Ultima Cena; al centro è appeso un crocifisso.

Il dipinto che raffigura l’Ultima Cena  risale presumibilmente all’epoca di costruzione della Chiesa e raffigura l’evento secondo l’iconografia tradizionale con gli Apostoli seduti dietro una tavola rettangolare.

 

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/56932/Grugliasco+%28TO%29+%7C+Chiesa+di+San+Giacomo+Apostolo

Localizzazione: GRUGLIASCO (TO). Chiesa parrocchiale di San Giacomo - Via D. Galimberti, 67
Rilevatore: AC

MANTOVA. Museo diocesano Francesco Gonzaga, “Ultima Cena”, 1690-1700

Olio su tela, c. 1690-1700.  Opera di ignoto pittore mantovano che raffigura l’Ultima Cena.
Inventario numero 646. Deposito del Comune di Mantova.

Il grande dipinto, già attribuito a Giuseppe Orioli, proviene dal refettorio di uno dei monasteri e conventi soppressi sul finire del secolo XVIII; si ipotizza, dal primo monastero femminile mantovano dell’ordine benedettino dedicato a San Giovanni Evangelista, più noto come San Giovanni delle Carrette.

Gli Apostoli sono seduti dietro alla tavola rettangolare, eccetto Giuda in primo piano, di spalle e con un abito scuro, a fianco un simbolico cane bianco. Col braccio destro ha rovesciato una saliera, a significare che col tradimento egli respinge la missione assegnata dal Cristo agli Apostoli.
Cristo, che spicca per i colori delle vesti, distribuisce il pane dell’Eucaristia.
Una curiosità suggerisce l’origine mantovana, o quanto meno padana, del dipinto: tra i cibi sulla tavola, in un vassoio a destra, è anche una grossa fetta di quello che si può identificare con il formaggio grana.

 

 

 

 

Il Museo diocesano Francesco Gonzaga è stato inaugurato con una mostra straordinaria nel 1974 e trasformato in museo permanente nel 1983, ospitato nell’ex monastero di Sant’Agnese, fondato nel XIII secolo. Francesco Gonzaga (1546 – ​​1620; fu francescano e divenne vescovo di Mantova dal 1593 fino alla morte).

 

 

Immagini da:
https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187848-d2069614-Reviews-Museo_Francesco_Gonzaga-Mantua_Province_of_Mantua_Lombardy.html

Link:
http://www.museofrancescogonzaga.it/2017/07/inv646/

Localizzazione: MANTOVA. Museo diocesano Francesco Gonzaga
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1690-1700
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Chiesa luterana dell’Apostolo Paolo, con affresco di Ultima Cena, inizi XX secolo

L’edificio è sito nel quartiere di di Schöneberg in Grunewaldstraße 77A.
La prima pietra della chiesa evangelica fu posta il 10 maggio 1892 e due targhe nel vestibolo lo ricordano. L’edificio, con le sue tre torri, fu inaugurato dopo due anni di costruzione il 29 dicembre 1894 alla presenza della coppia imperiale. È considerata una delle chiese più grandi di Berlino. Il suo stile gotico in mattoni corrispondeva al gusto dell’imperatore Guglielmo II, che affidò la progettazione all’ufficiale edile reale Franz Heinrich Schwechten (1841 – 1924). Il 30 gennaio 1944 la chiesa fu gravemente danneggiata da bombe incendiarie. Dopo che il danno fu riparato, l’inaugurazione ebbe luogo cinque anni dopo, il 1 maggio 1949. Fu l’unica chiesa di Berlino a conservare in gran parte le sue vetrate colorate. La finestra della navata fu inaugurata nel dicembre 1919 e fu commissionata per il 400° anniversario dell’affissione delle tesi di Martin Lutero. L’interno è stato ristrutturato nel 1960-61 e l’organo è del 1964.
L’interno è a pianta basilicale a tre navate, di cui le due laterali sormontate da matronei. La chiesa è conclusa da un’abside pentagonale fiancheggiata esternamente da due torri.

Gli affreschi interni sono degli artisti Art Noveau Paul Gathemann e Marno Kellner che avevano un’azienda di decorazioni a Berlino.
Nella chiesa dell’Apostolo Paolo, nel transetto destro, è presente l’affresco che raffigura l’Ultima Cena con gli Apostoli schierati dietro una tavola rettangolare sulla quale sono poche stoviglie. Un arazzo che raffigura l’agnello è sulla tavola davanti a Gesù.  Alla destra di Cristo è Pietro, con in mano un coltello; segue, senza aureola, Giuda con il sacchetto delle monete.

 

Immagini da Wikimedia e da https://www.alamy.es/foto-berlin-alemania-

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/Apostel-Paulus-Kirche_(Berlin-Sch%C3%B6neberg)

Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Chiesa luterana dell'Apostolo Paolo
Autore: Paul Gathemann & Marno Kellner
Periodo artistico: inizi XX secolo
Rilevatore: AC

BARDONECCHIA (TO). Chiesa di Sant’Ippolito, con bassorilievo di Ultima Cena, metà XV secolo

L’attuale chiesa parrocchiale fu costruita in sostituzione della precedente, demolita nel primo Ottocento perché pericolante, negli anni 1827-28, ma consacrata solo nel 1833.
Nata come Santa Maria ad Lacum, dell’antico edificio oggi è rimasto  solo l’elegante campanile romanico in pietra che risale al XIII secolo e che, restaurato e dotato di guglia ornamentale in rame, si appoggia al fabbricato dell’attuale chiesa parrocchiale sul lato sud e conserva una serie verticale di quattro bifore.
All’interno della Chiesa sono presenti notevoli opere dell’artigianato della Valle. Nel presbiterio, dietro l’altare, si trova un prezioso coro di stalli lignei splendidamente decorati risalenti al 1435-40, già appartenenti all’antica abbazia della Novalesa.

L’ancona / retable dell’altare maggiore è ascrivibile allo stile di Jacques Jesse di Embrun, attivo in Alta Valle nell’ultimo quarto del Seicento. La struttura presenta quattro colonne tortili con tralcio di vite e rilievo e due nicchie laterali contenenti le statue di Sant’Ippolito e San Giorgio. Il dipinto centrale, raffigurante la Madonna col Bambino, Sant’Ippolito e San Giorgio, è attribuibile alla bottega dei Dufour, originari di Saint-Michel de Maurienne.

Il retable ingloba, in basso, una predella scolpita a bassorilievo e dipinta, datata alla seconda metà del XV secolo e attribuita ad un artista affine alla bottega dei Serra di Pinerolo. In essa è raffigurata al centro l’Ultima Cena, affiancata a sinistra dalla Preghiera di Cristo nel Getsemani e a destra dalla Cattura di Gesù.

La Cena mostra gli Apostoli schierati dietro a ai lati corti di una tavola rettangolare su cui sono l’agnello, pani e stoviglie.

Fotografia in alto di Valter Bonello.

Link:
https://www.bardonecchia.it/arte-cultura-storia/chiese-e-cappelle/

https://archeocarta.org/bardonecchia-to-campanile-della-chiesa-di-santippolito/

Rilevatore: Anna Pignatta

Localizzazione: BARDONECCHIA (TO). Chiesa di Sant'Ippolito
Autore: ignoto probabilmente legato alla bottega dei Serra
Periodo artistico: metà XV secolo
Rilevatore: Anna Pignatta

BELGIO – BRUXELLES. Cattedrale di San Michele e Santa Gudula, trittico con Ultima Cena di M. Coxcie, fine XVI secolo

La Cattedrale possedeva due trittici di Coxcie con un’Ultima Cena come scena centrale, uno è attualmente al Musées royaux des Beaux-Arts, vedi scheda; l’altro è tuttora conservato all’interno della Cattedrale ed è noto come “Trittico dell’Ultima Cena”.
Realizzato alla fine del XVI secolo dal pittore fiammingo Michiel Coxcie o Coxie (Malines, 1499 – 1592).

Nei pannelli laterali due scene bibliche; l’Ultima Cena raffigura Cristo al centro della tavola con Giovanni appoggiato al suo petto; gli Apostoli sono in varie pose dinamiche e a sinistra in primo piano, che volta le spalle ai convitati mentre se ne sta andando, è Giuda con in mano il sacchetto delle monete.
Due personaggi in abiti cinquecenteschi sono sullo sfondo a destra in alto, forse i committenti?

 

 

 

 

Immagini da Wikimedia

Info sulla cattedrale:
https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_San_Michele_e_Santa_Gudula

Localizzazione: BELGIO – BRUXELLES. Cattedrale di San Michele e Santa Gudula fine XVI secolo
Autore: Michiel Coxcie
Periodo artistico: fine XVI secolo
Rilevatore: AC

BELGIO – BRUXELLES. Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, Ultima Cena di M. Coxcie, 1567

Trittico con Scene della vita di Cristo, olio su legno, 279 x 250 cm (pannello centrale); 278 x 102 cm (pannello sinistro); 277 x 102 cm (pannello destro).
 Al centro: l’Ultima Cena; a sinistra La lavanda dei piedi; a destra Cristo sul monte degli Ulivi. A trittico chiuso: Elia nel deserto.
Opera del pittore fiammingo Michiel Coxcie o Coxie (Malines, 1499 – 1592).

Firma e data sul pannello centrale su vaso in basso a destra: “MICHEL. D COXCIE/1567”; tracce di data e firma al verso dell’aletta sinistra verso il basso:  “7….IEL…XCIE”.

Inventario numero  42
Provenienza: vecchi depositi. Proviene dall’altare maggiore della cappella del Santissimo Sacramento della cattedrale di San Michele a Bruxelles.

Cristo al centro della tavola, gli Apostoli sono intono in atteggiamenti diversi. Un servitore bambino versa da una brocca.

 

Link:
https://fine-arts-museum.be/fr/la-collection/michiel-coxcie-triptyque-avec-scenes-de-la-vie-du-christ-ouvert-panneau-central-la-cene-volet-gauche-le-lavement-des-pieds-volet-droit-le-christ-au-mont-des-oliviers-ferme-elie-dans-le-desert

Localizzazione: BELGIO – BRUXELLES. Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, 1567
Autore: Michiel Coxcie
Periodo artistico: 1567
Rilevatore: AC

COLLOCAZIONE IGNOTA. “Ultima Cena” di M. Coxcie, 1570-90

Olio su legno di 165,5 x 222 cm, raffigura l’ “Ultima Cena”
Opera firmata dal pittore fiammingo Michiel Coxcie o Coxie (Malines, 1499 – 1592). Datata 1570-79
Venduto il 18 Novembre 2023 presso la casa d’aste Lempertz, lotto 2016

 

«L’opera proviene dalla collezione di Victor Schepper (Mechelen 1802-1877), canonico e fondatore della comunità religiosa dei “Broeders van Onze-Lieve-Vrouw van Barmhertigkeit” a Mechelen e da allora è in possesso della comunità religiosa . Il possibile committente del dipinto è raffigurato sullo sfondo all’estrema destra. Lo stemma di famiglia sopra la credenza è quello della famiglia Crabbé. Potrebbe trattarsi di Jean Crabbé, che fu priore a Dordrecht, Lovanio (1579-1589) e Bruxelles (1589-1593). Frans van Molle, nella sua dettagliata pubblicazione del dipinto del 1959, presuppone che l’Ultima Cena sia stata dipinta per un refettorio (F. Van Molle, in: Bulletin du Patrimoine Artistique: Une dernière cène inconnue de Michiel Coxcie, pp. 60-66, 1959). Ciò è supportato anche dal formato paesaggistico, il che suggerisce che il dipinto non facesse parte di un trittico. Nel suo rapporto del 2018, Jan de Maere ha interpretato la data indistinta sul dipinto come 15(7)…, il che suggerisce una data di creazione intorno al 1570. […]
Coxcie realizzò già nel 1567 un trittico con una rappresentazione centrale dell’Ultima Cena (279 x 250 cm) per la cappella sacramentale della Cattedrale di San Michele e Santa Gudula a Bruxelles. Quest’opera è ora conservata nel Museo delle Belle Arti a Bruxelles, vedi scheda. […]

Coxcie presenta l’Ultima Cena nell’interno classico di una magnifica sala decorata con colonne di marmo. Una finestra sullo sfondo offre la vista su una piazza fiancheggiata da edifici rinascimentali. Su un lungo tavolo leggermente inclinato i dodici Apostoli siedono simmetricamente attorno alla figura centrale di Cristo. La scelta dei colori per gli abiti, rosso, giallo, verde e malva, corrisponde allo stile di Coxcie, influenzato dalla pittura rinascimentale italiana. La scena tranquilla e composta è ravvivata dalla figura di Giuda, che si alza da tavola sotto lo sguardo di Cristo, e dalla figura dell’Apostolo a destra di spalle. Alcuni pentimenti dimostrano che Coxcie ha dato più spazio alla figura di Cristo durante il processo creativo per enfatizzare i gesti e l’espressione del protagonista principale e quindi la sua interazione con Giuda. Elementi narrativi che ricorrono nel lavoro di Coxcie sono il giovane coppiere e il cane che mostra i denti a Giuda.
In considerazione della grande differenza di colore tra l’attuale “Ultima Cena” e i due trittici precedenti della Cattedrale di Bruxelles, Jan de Maere suggerisce una data alla fine degli anni Settanta del Cinquecento.»

 

 

Link e parte del testo:
https://www.lempertz.com/en/catalogues/lot/1231-1/2016-michiel-coxcie-i.html

Localizzazione: COLLOCAZIONE IGNOTA
Autore: Michiel Coxcie
Periodo artistico: 1570-90
Rilevatore: AC

RUSSIA – MOSCA. Museo Statale di Belle Arti A.S. Pushkin, quadri di “Ultima Cena” di P.P. Rubens, 1631 e di G.B. Pittoni, 1730-35

Olio su tavola di 45,8 x 41 cm,
Realizzato nel 1641 da Peter Paul Rubens (Siegen-Germania, 1577 – Anversa-Belgio, 1640).
Esposto sala ZH 653
Al Museo Puškin / Pushkin nel 1924 proveniente dal Museo dell’Eremitage.

Gli Apostoli sono attorno alla tavola dell’Ultima Cena, vista di scorcio, su cui è un calice, mentre Gesù sta spezzando un pane.

 

Link:
https://collection.pushkinmuseum.art/entity/OBJECT/77262?page=27&fund=13&index=1327


 

Olio su tela di 47 x 70 cm.
Opera di Giovanni Battista Pittoni (1687 – 1767). Datato 1730-35.


Si tratta di una copia del modello della pala realizzata da Pittoni per la chiesa parrocchiale di Leno (BS) vedi scheda.
Il dipinto documenta la forma orizzontale che la pala doveva avere in origine, prima della riduzione delle parti laterali.

Raffigura un’Ultima Cena o meglio la Comunione degli Apostoli con Gesù in piedi a destra che sta porgendo l’Eucaristia a Pietro inginocchiato di fronte a lui. Gli altri Apostoli circondano le figure centrali, in attesa di ricevere il pane. Uno solo tra loro, probabilmente Giuda, è gettato ai piedi di Gesù a destra. In alto teste di angeli in volo.

 

Link:
https://arte.cini.it/Opere/465806

Localizzazione: RUSSIA – MOSCA. Museo Statale di Belle Arti A.S. Pushkin
Autore: P.P. Rubens // G.B. Pittoni
Periodo artistico: 1641 // 1730-35
Rilevatore: AC

BRESCIA. Chiesa di Sant’Afra, dipinto di Ultima Cena / Comunione degli Apostoli, di S. Cattaneo, 1791

Una prima chiesa esisteva già nel 1251 e apparteneva all’Ordine degli Umiliati. Fu ricostruita a partire dal 1463 da un gruppo di monaci benedettini provenienti dal monastero di Sant’Eufemia della Fonte, posta sulla via di Botticino; nel 1479 la chiesa fu consacrata e dedicata a Sant’Eufemia. Nel XVIII secolo la chiesa subì un grande rinnovamento ad opera dall’architetto Domenico Carboni, concluso dall’abate Pietro Faita nel 1776 con il rinnovo del presbiterio.
La chiesa è nota anche come Sant’Afra in Sant’Eufemia e deve il suo nome attuale allo spostamento del culto e delle reliquie di Sant’Afra dalla chiesa in via Crispi, distrutta durante la seconda guerra mondiale. Sant’Afra era una cittadina romana vissuta all’epoca dei patroni Faustino e Giovita.

All’interno della chiesa vi è l‘altare del Santissimo Sacramento con una pala, olio su tela, realizzata nel 1791 da Sante Cattaneo (1739 – 1819), valido pittore bresciano del Settecento.
Casttaneo fu un pittore colto, attento alle novità di Carlo Maratta, Pompeo Batoni, Giambattista Pittoni e Giambettino Cignaroli, ma chiuso alle tendenze neoclassiche che si andavano imponendo nella vicina Milano.
A lui si deve l’invenzione della grande architettura che inquadra la scena dell’Ultima Cena / Comunione e i colori giocati sui toni rossi, verdi, gialli e blu.
L’opera rappresenta Cristo che distribuisce l’Eucaristia agli apostoli all’interno di un’architettura in prospettiva, in mezzo ad angeli in volo. Si ispira all’omonimo soggetto dipinto da Giambattista Pittoni per la parrocchiale di Leno, vedi scheda .

Le figure centrali sono Gesù in piedi a destra e Pietro inginocchiato di fronte a lui, in attesa dell’Eucarestia. Accanto a Gesù c’è Giovanni. Gli altri apostoli circondano le figure centrali, in attesa di ricevere il pane e mostrano atteggiamenti diversi. Uno solo tra loro, probabilmente Giuda, è gettato ai piedi di Gesù, a sinistra dietro Pietro. In alto vari angeli in volo.

 

Link:
https://museodiocesano.brescia.it/museo-diffuso/cappelle-ed-altari-del-santissimo-sacramento

https://museodiocesano.brescia.it/museo-diffuso/chiesa-di-santafra/

Localizzazione: BRESCIA. Chiesa di Sant'Afra
Autore: S. Cattaneo
Periodo artistico: 1791
Rilevatore: AC

LENO (BS). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, dipinto di Ultima Cena / Comunione di G.B. Pittoni, XVIII secolo

La costruzione della chiesa risale al 1761-84, su disegno di Antonio Marchetti. Nel 1810 iniziò la costruzione dell’altare maggiore, progettato da Antonio Tagliani, finanziata dal conte Gerolamo Martinengo. Nel 1812 fu costruita la piccola torre campanaria e nel 1813 si eseguì una manutenzione della facciata con rifacimento della pavimentazione interna. Il 10 giugno 1967 la Chiesa Arcipresbiterale Parrocchiale di Leno fu elevata ad Abbaziale.

 

Il quarto altare a sinistra è dedicato al Santissimo Sacramento e la pala è un dipinto di Giovanni Battista Pittoni (1687 – 1767) che raffigura l’ Ultima Cena / Comunione degli Apostoli e mostra Gesù in piedi a destra e Pietro inginocchiato di fronte a lui, in attesa dell’eucarestia. Gli altri Apostoli circondano le figure centrali, in attesa di ricevere il pane e compiono ampi gesti di stupore. Uno solo tra loro, probabilmente Giuda, è gettato ai piedi di Gesù a destra. In alto due angeli in volo.

 

Immagine da:
https://soloarte.atelierdesarts.com/artisti/old/p/pittoni.html

Info sulla chiesa:
hhttps://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58176/Chiesa_dei_Santi_Pietro_e_Paolo_Apostoli_Leno

Localizzazione: LENO (BS). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, dipinto di Ultima Cena / Comunione
Autore: G.B. Pittoni
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

GERMANIA – WILHELMSHAVEN – NEUENDE. Chiesa luterana di S. Giacomo con dipinto di Ultima Cena, 1664

Neuende è un sobborgo della città di Wilhelmshaven nella Frisia orientale.

La chiesa, costruita in stile romanico all’inizio del XIII secolo, è una delle più antiche della zona. Il coro e l’abside orientale sono in blocchi di pietra ù; invece la navata rettangolare in mattoni fi costruita a metà del XIV secolo e la torre ovest a tre piani, in mattoni. , fu aggiunto intorno al 1520. Restaurata nel 1998.
Il magnifico fonte battesimale è dell’inizio del XIII secolo. Il pulpito fu creato nel 1647 da Claus Münstermann.

 

L’altare del 1664 è ornato da una pala con il dipinto “L’Ultima Cena” di impostazione tradizionale.
Il baldacchino raffigura la scena della Crocifissione di Gesù con ai lati i due ladroni.

 

 

Link:
https://www.kirche-am-meer.de/kirchengemeinden/wilhelmshaven/neuende

Localizzazione: GERMANIA – WILHELMSHAVEN – NEUENDE. Chiesa luterana di S. Giacomo
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1664
Rilevatore: AC

GERMANIA – ULM. Duomo luterano, due dipinti di Ultima Cena di M. Schaffner, 1521 e di H.L. Schäufelein, 1515

Il duomo costruito a partire dal 1377, oggi è la più grande chiesa protestante della Germania. La torre alta 161,53 m, completata nel 1890, è il campanile più alto del mondo.

 

La pala dell’altare maggiore ha la zona centrale scolpita e i pannelli laterali furono dipinti, firmati e datati 1521 da Martin Schaffner (Ulm, 1478/1479 circa – Ulm, 1546/1549 circa).
Questo “Altare della Sacra Famiglia” funge da altare maggiore dopo che l’originale fu distrutto dall’iconoclastia nel XVI secolo. Detto anche “Hutzaltar” dal nome del committente, l’abate Laux Hutz, l’altare originariamente si trovava nel vestibolo della torre.
La pala scolpita, dipinta e dorata dallo scultore locale Niklaus Weckmann (attivo 1481 circa – 1528), raffigura la famiglia di Cristo. Ricco d’oro, l’edicola con le sue figure è ancora in stile tardo gotico; invece i dipinti di Martin Schaffner appartengono al Rinascimento.

La predella raffigura un’Ultima Cena in cui il pittore dimostra di conoscere il Cenacolo di Leonardo.
Vedi immagine in alto.
Sulla tavola rettangolare, un agnello, pani, bicchieri, coltelli, due saliere.

 



Il secondo dipinto di Ultima Cena si trova sopra l’altare “della Croce e dell’Anima”, posto sotto l’arco del coro
, opera del 1515 di  Hans Leonhard Schäufelein (Norimberga, 1480 – Nördlingen, 1540), allievo di Dürer.

 

 

La Cena è dipinta su una tavola di 129 x176 cm. In primo piano i recipienti per la Lavanda dei Piedi. I personaggi sono tredici, oltre a Cristo, quello a destra con un sacchetto in mano è Giuda; invece, la figura a sinistra probabilmente è un servo.

 

Info sulla chiesa:
https://de.wikipedia.org/wiki/Ulmer_M%C3%BCnster

Localizzazione: GERMANIA – ULM. Duomo luterano
Autore: M. Schaffner // H.L. Schäufelein
Periodo artistico: 1521 // 1515
Rilevatore: AC

GERMANIA – WÜPPELS. Chiesa luterana con dipinto di Ultima Cena, 1523

La chiesa della Frisia, ad una navata con abside semicircolare e tetto piatto, risale alla fine del XIII secolo. Il soffitto a travi lignee e l’adiacente campanile sono del XVII secolo. Conserva antichi arredi lignei.

 

L’altare, che si trova due gradini sopra il livello del coro, risale al 1523. La parte inferiore è costituita da pietre bianche e, con la sua sommità in legno a due ali, coronate da un Crocifisso, si inserisce armoniosamente nel rotondo dell’abside. Secondo la tradizione deve la sua esistenza ad una donazione del capo Ricklef von Fischhausen.

La pala d’altare fu realizzata da un artista sconosciuto e il dipinto raffigura l’Ultima Cena.
Gli Apostoli sono intorno alla tavola e sembrano solo undici. Giovanni, il discepolo preferito di Gesù, è appoggiato a lui, come indicato nei Vangeli, anche se talora tale posizione è interpretata come se fosse seduto sulle sue ginocchia.
La pala d’altare è fiancheggiata dalle figure scolpite degli apostoli  Pietro, Andrea, Giacomo (figlio di Zebedeo) e Giovanni. Gli otto Apostoli rimanenti decorano le due ali laterali dell’altare.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/Evangelisch-lutherische_Kirche_W%C3%BCppels

Localizzazione: GERMANIA – WÜPPELS. Chiesa luterana
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1523
Rilevatore: AC

GERMANIA – COBURGO. Fortezza – Museo Nazionale, dipinto di Ultima Cena di M. Grünewald, 1500

“Veste Coburg” è una delle fortificazioni più grandi e meglio conservate della Germania.
Il Museo Nazionale di Coburgo, che raccoglie altissime opere d’arte delle antiche collezioni dei duchi di Coburgo, costituisce una delle più importanti collezioni di storia e cultura tedesche che è ospitata nei diversi edifici della fortezza che si aprono intorno ai due cortili principali.

 

Il dipinto dell’Ultima Cena è formato da due pannelli lignei successivamente uniti, forse in origine era una predella. Sul rovescio sono raffigurate Sant’Agnese e Santa Dorotea su fondo dorato.
Opera giovanile, intorno al 1500, di Matthias Gothardt Nithardt, detto Grünewald (Würzburg, 1480 circa – Halle, 1528).

Gli Apostoli sono intorno alla tavola ovale su cui è l’agnello, pani, bicchieri e coltelli. Giovanni appoggiato a Cristo; Pietro sembra strapparsi i capelli; Giuda è a destra, in piedi con una piccola borsa appesa alla cintura.

 

 

Link:
https://www.hna.de/kultur/gruenewald-gast-769227.html

https://veste.kunstsammlungen-coburg.de/en/collections/paintings-and-sculptures/

Localizzazione: GERMANIA – COBURGO. Fortezza - Museo Nazionale
Autore: M. Grünewald
Periodo artistico: 1500
Rilevatore: AC

SPAGNA – SALAMANCA. Cattedrale vecchia, retablo con Ultima Cena, 1430-50

Fondata dal vescovo Jerónimo de Perigord, la Cattedrale fu costruita nel primo terzo del XII secolo e terminata alla fine del XIV secolo, in stile romanico e gotico. Fu terminata grazie all’impulso dato alle opere dal vescovo Alfonso Barasaque.

L’opera più nota della Cattedrale Vecchia è l’imponente pala d’altare maggiore, realizzata tra il 1430 e il 1450. Sebbene sia stata tradizionalmente attribuita a Nicolò Fiorentino, la ricerca contemporanea riconosce almeno tre autori che hanno lavorato ai pannelli che la compongono. Si ritiene quindi che la commissione sarebbe stata affidata al pittore italiano Daniele o Dello Delli, che sarebbe venuto a Salamanca con i suoi fratelli Sansone e Nicolò Delli; quest’ultimo, che alcuni ritengono sia noto come Nicolò Fiorentino, fu quello che più tardi contrattò con il consiglio per realizzare l’affresco del Giudizio Finale che è al culmine della pala d’altare. In un lavoro di tale portata, la bottega proveniente dall’Italia dovette necessariamente assumere artisti locali, quindi sono rilevabili anche altre mani.
La pala d’altare di enormi dimensioni, il cui disegno concavo le permette di adattarsi perfettamente allo spazio semicircolare della parete absidale, è strutturata in undici file verticali e cinque registri orizzontali con predella e ospita un totale di 53 pannelli (e altre 20 tavole nella predella con immagini di Profeti) che rappresentano scene della vita della Vergine e di Cristo seguendo un programma iconografico ben studiato con scene disposte dal basso in alto e da sinistra a destra. L’atmosfera narrativa e pittoresca dell’epoca fa sì che gli episodi si moltiplichino e nel programma compaiano numerosi dettagli aneddotici.
Primo registro, dal basso: La Natività della Vergine, Il fidanzamento della Vergine, L’Annunciazione, La Visitazione, Il sogno di Giuseppe. La Natività, La Circoncisione, L’Adorazione dei Magi, La Purificazione, La fuga in Egitto.
Secondo registro: La Strage degli Innocenti, Gesù davanti ai dottori, Il Battesimo di Cristo, Le tre tentazioni, Gesù servito dagli angeli, “Ecce Agnus Dei”, Gesù discute con i dottori , Le nozze di Cana, “In lege quid scriptum est”, Guarigione del lebbroso.
Terzo registro: Guarigione del paralitico, Gesù che cammina sulle acque, L’Unzione di Maria Maddalena, Gesù con la Samaritana al pozzo, La moltiplicazione dei pan, Guarigione dell’emorroissa, La Trasfigurazione, L’espulsione dei mercanti dal tempio, La piscina probatica, Il perdono dell’adultera, La risurrezione di Lazzaro.
Quarto registro (o secondo dall’alto): Cena a casa di Simone, L’ingresso in Gerusalemme, L’ultima Cena, La lavanda dei piedi, L’orto del Getzemani, L’arresto di Cristo, La Flagellazione, La via del Calvario, La Crocifissione, Il Lamento, la processione funebre.
Quinto registro: La discesa nel Limbo, La deposizione nel sepolcro, La resurrezione, Le Tre Marie nel sepolcro, “Noli Me Tangere”, I pellegrini di Emmaus, L’incredulità di Tommaso, L’Ascensione, La Pentecoste, L’Assunzione della Vergine, L’Incoronazione della Vergine.

Nel secondo registro dall’alto, o quarto dal basso, la terza scena da sinistra è un‘Ultima Cena che raffigura gli Apostoli attorno a una tavola rotonda su cui sono pani, vari cibi e stoviglie. La scena si svolge sotto una complessa architettura gotica.

 

 

Immagini da Wikimedia

Link:
http://intervenciones.santamarialareal.org/intervenciones/ver/retablo-mayor-de-la-catedral-vieja-salamanca/60

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_vecchia_di_Salamanca

Localizzazione: SPAGNA – SALAMANCA. Cattedrale vecchia
Autore: fratelli Delli / Nicolò Fiorentino
Periodo artistico: 1430-50
Rilevatore: AC

EIRE – NEW ROSS. Chiesa cattolica di Santa Maria e San Michele con scultura di Ultima Cena, 1901

La chiesa, progettata nel 1894, fu costruita nel 1895-1902; inaugurata nel 1902, ha una pianta cruciforme in stile neogotico.
Le sculture sia all’interno che all’esterno sono opera di John Aloysius O’Connell (attivo dal 1890 al 1921) di Cork.

L’altare maggiore della chiesa, in stile gotico, installato nel 1901, è in marmo bianco venato tagliato con sommità a “flèche” e fu realizzato da James Pearse (1839–1900).
L’altare presenta sopra la mensa, a sinistra, una scultura che raffigura l’Ultima Cena e, a destra, la Lavanda dei piedi.

 

La Cena raffigura Cristo al centro in piedi e gli Apostoli, per la maggior parte in piedi, si affollano intorno a lui. A sinistra, voltato verso gli spettatori e seduto probabilmente è Giuda con in mano la borsa del denaro.

 

 

 

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://www.patrickcomerford.com/2019/03/saint-mary-and-saint-michael-church.html

Localizzazione: EIRE – NEW ROSS. Chiesa cattolica di Santa Maria e San Michele
Autore: James Pearse
Periodo artistico: 1901
Rilevatore: AC

GERMANIA – HALLE. Cattedrale luterana con dipinto di Ultima Cena, XVII secolo

I Domenicani costruirono la chiesa di “S. Pietro e la Santa Croce” nel 1280 circa nello stile sobrio tipico del loro ordine mendicante. Fu solo nel XVI secolo, sotto il cardinale Alberto di Brandeburgo, che portò con sé una collezione di reliquie note come “Hallesches Heiltum” (gli ‘oggetti sacri di Halle’), che la chiesa divenne una delle più importanti dell’Arcidiocesi di Magdeburgo. Per rendere giustizia al suo nuovo status, l’interno fu splendidamente decorato.
Durante la Riforma, il Cardinale fu costretto a lasciare Halle e portò con sé i suoi tesori e la cattedrale perse parte della sua fama.
Nel XVII secolo fu nuovamente utilizzata come chiesa di corte, questa volta da Augusto, duca di Sassonia-Weissenfels, ultimo amministratore dell’arcivescovado di Magdeburgo; da allora la cattedrale è una chiesa parrocchiale protestante.
Nel 1702-3 vi lavorò come organista il giovane Georg Friedric Händel “per un periodo di prova di un anno”

 

La grande pala d’altare fu installata nel XVII secolo quando fungeva da chiesa castellana, nel registro inferiore ci sono tre iscrizioni; in quello mediano, c’è nel campo centrale un’Ultima Cena con ai lati i ritratti del donatore Augusto di Sassonia-Weissenfels con i cinque figli e a destra di sua moglie Anna Maria di Mecleburgo-Schwerin con le sette figlie. (Ipotizziamo che la pala potrebbe essere stata realizzata prima della morte della duchessa nel 1669 e presumibilmente quando erano ancora vive le tre figlie morte nel 1663).

 

La Cena raffigura il tavolo di scorcio; Gesù è spostato verso sinistra e con la mano destra compie un gesto di benedizione mentre la sinistra tiene un calice. Gli Apostoli si affollano intono alla tavola su cui sono l’agnello, dei pani e stoviglie.

 

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/Hallescher_Dom

https://www.bilder-reiseberichte.de/halle-goseck-nebra/bilder/jesus-abendmahl-P1160951_10.jpg

Localizzazione: GERMANIA – HALLE. Cattedrale luterana
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

DANIMARCA – JÆGERSPRIS – DRAABY. Chiesa luterana con dipinto di Ultima Cena, 1776

La chiesa di Draaby si trova nella cittadina di Jægerspris, 6 km a nord-ovest del comune di Frederikssund, ed era originariamente costituita dal coro e dalla navata, che risalgono al XII secolo. Nel XIV secolo la chiesa fu dotata di una volta a crociera e nel 1460 fu ampliata a ovest e dotata di una sagrestia e ampliata anche ad ovest in pietra dei monaci. I numerosi affreschi della chiesa furono realizzati dalla bottega di Isejord, attiva nel periodo 1456-1480.
Dopo la Riforma, intorno al 1625 – 50, sull’estensione ovest fu costruita una torre. L’attuale armeria (luogo dove venivano depositate le armi prima di entrare in chiesa) fu costruita nel 1778-79 e l’ampliamento a nord. La chiesa comprende anche una cappella mortuaria e una sala che è l’ex stalla della chiesa dove i fedeli che venivano da lontano potevano ricoverare cavalli mentre erano alle funzioni. La chiesa di Draaby dipendeva dalla chiesa di Gerlev, ma nel 1911 divenne indipendente. La chiesa è stata restaurata nel 1972 e nel 1993.

 

L’altare e il pulpito sono del 1630 ed entrambi provengono dalla bottega dell’intagliatore Hans Barchman (1582 – 1648). Due statue tra le colonne ai lati e in alto il monogramma di re Cristiano IV.

Il dipinto dell’altare è del 1776 e raffigura l‘Ultima Cena di impostazione tradizionale.

 

 

Link:
https://www.skovenkirke.dk/kirker-kirkegaarde/draaby-kirke

http://danmarkskirker.natmus.dk/uploads/tx_tcchurchsearch/Frederiksborg_2539-2573.pdf

Localizzazione: DANIMARCA – JÆGERSPRIS – DRAABY. Chiesa luterana
Periodo artistico: 1776
Rilevatore: AC

DANIMARCA – SYDDIJURS – DRÅBY. Chiesa luterana con scultura di Ultima Cena

La chiesa sorge nel villaggio di Dråby nel comune di Syddjurs che dal 2007 ha accorpato alcuni precedenti comuni tra cui Ebeltoft, cui in precedenza apparteneva la località.
La prima chiesa di Dråby fu costruita in pietra e rimase in piedi dal 1200 al 1400 circa. Muratura e vecchie fondamenta furono trovate durante il restauro della chiesa nel 1967-1971.
Dall’inizio del 1400 e i successivi 150 anni, i proprietari della vicina tenuta, nonché le famiglie nobili Rosenkrantz e Gøye, con grandi ristrutturazioni e ampliamenti crearono la chiesa odierna.
Nel 1720 la sala della chiesa fu arredata con nuovi mobili in stile barocco.
La torre su palafitta dal tetto merlato fu costruita intorno all’anno 1730. Sul lato ovest della torre c’è l’anno 1739 e le iniziali SAB e AR di Sophia Amalia Benzon e suo marito Andreas Rosenpalm. Dedicata a San Michele.
Le volte e le pareti interne della chiesa sono adornate con affreschi medievali ben conservati, dipinti dal cosiddetto “Isejordsmester” (Maestro di Isejord) intorno al 1450.

 

 

All’interno un pala d’altare nel cui campo centrale è una scultura di Ultima Cena.  Simile nell’impostazione ad altri altari luterani coevi, ha ai lati due statue (di Evangelisti?) e sulla parte superiore una Crocifissione.

La Cena è di impostazione tradizionale con gli Apostoli seduti su tre lati di una tavola rettangolare su cui sono l’agnello e dei pani.

 

 

Link:
http://danmarkskirker.natmus.dk/uploads/tx_tcchurchsearch/Thisted_1006-1012.pdf

Localizzazione: DANIMARCA – SYDDIJURS – DRÅBY. Chiesa luterana
Rilevatore: AC

ESTONIA – PALMUSE. Chiesa luterana di san Bartolomeo con dipinto di Ultima Cena, 1696 circa

La chiesa, nella Contea di Jõgeva, fu edificata nel XIII secolo; fu ricostruita in stile gotico nel XV secolo.

 

Le opere d’arte più importanti della chiesa sono l’altare e il pulpito in stile barocco, ultimati nel 1696, il cui autore è considerato J.D. Neuhausen.
Donatori furono i proprietari terrieri di Kuremaa e patroni della chiesa, la famiglia von Ungern-Sternberg. A causa di carestie, pestilenze e guerre, il capolavoro venne dipinto solo mezzo secolo dopo. Purtroppo, con le ridipinture successive, gran parte dell’opera originale è andato perduta.

 

Simili nell’iconografia ad altri altari coevi di chiese luterane, ai lati del campo centrale con la Comunione o Ultima Cena, sono le statue di Mosè e s. Giovanni, in alto la Crocifissione e sulla sommità Gesù risorto.

La Cena è di impostazione tradizionale, con gli Apostoli attorno alla tavola al cui centro è Gesù; Giuda è a destra, con capelli rossi e sacchetto del denaro.

 

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://palamuse.eelk.ee/ajalugu/

Localizzazione: ESTONIA – PALMUSE. Chiesa luterana di san Bartolomeo
Autore: J.D. Neuhausen
Periodo artistico: 1696 circa
Rilevatore: AC

USA – NEW HAVEN, Connecticut. The Yale University Art Gallery, scultura di Ultima Cena, 1950 circa

Crocifisso con Ultima Cena”, ebano, argento e smalto di 9,5 × 7,3 cm
Opera scultorea dell’americano Charles Bartley Jeffery (1910 – 1992)
Inventario numero 2021.73.54
Collezione Enamel Arts Foundation; dono al Museo della famiglia Jeffery, 2021.

 

Il braccio corto della croce raffigura una scultura di Ultima Cena con le schematiche figure gli Apostoli a mezzo busto schierate sullo sfondo.

 

Link:
https://artgallery.yale.edu/collections/objects/309555

Localizzazione: USA – NEW HAVEN, Connecticut. The Yale University Art Gallery
Autore: Charles Bartley Jeffery
Periodo artistico: 1950 circa
Rilevatore: AC

COLLESALVETTI (LI). Chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta con Ultima Cena, XVII secolo

Dai documenti della Diocesi di Pisa risulta esistente una chiesetta dedicata a san Quirico già nel 1371, successivamente elevata a pieve nel 1575 ed ampliata nel 1784. L’edificio attuale invece fu eretto nel 1853, dopo che l’antica chiesa era quasi completamente crollata a seguito di un terremoto; essa fu consacrata ben cento anni dopo, nel 1954.
L’edificio ha subito una notevole opera di rinnovamento nei primi anni ’80 del Novecento.

 

Nella cappella destra è conservato il dipinto con i Santi Quirico e Giulitta, spostato dall’altare maggiore; qui si trova anche un’Ultima Cena, olio su tela, che era precedentemente nella sagrestia.
L’opera, di autore ignoto, risale al XVII secolo e mostra gli Apostoli intorno a un tavolo rotondo su cui sono l’agnello e dei pani.
Riconoscibili sono Giovanni, appoggiato a Cristo; e Giuda, a destra in primo piano, col sacchetto delle monete in mano.

 

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Quirico_e_Giulitta_(Collesalvetti)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/66095/Chiesa_dei_Santi_Quirico_e_Giulitta_Collesalvetti

Localizzazione: COLLESALVETTI (LI). Chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Julitta
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

DANIMARCA – VARDE. Chiesa luterana di San Giacomo con dipinto di Ultima Cena, 1710

Non si sa con certezza quando fu costruita la chiesa S. Jacobi a Varde, ma si suppone tra gli anni 1150 e 1225; restano una navata, presbiterio e abside romanici. La torre fu aggiunta nel tardo Medioevo. Nel periodo 1809-12 la chiesa fu ampliata con un grandi transetto e ottenne così una pianta a croce.

La pala d’altare è del 1616, alta 4 m e composta da piedistallo, tre registri e parte superiore. Secondo l’iscrizione fu donata dal sindaco Otto Rasmussen e dalla sua seconda moglie Maren Nielsdatter in memoria della prima moglie Karen.

I dipinti sono del 1710 opera di Hans Poulsen.  Quattro grandi colonne corinzie dividono il registro inferiore in tre parti con la centrale più grande. A sinistra è raffigurato: Gesù bambino viene lavato; al centro l’Ultima Cena, a destra la Preghiera nel Getsemani.
Nel secondo registro i dipinti rappresentano Cristo è portato davanti a Caifa (o Pilato?); al centro la Crocifissione, e a destra la Risurrezione.
Nel registro superiore vi sono: La flagellazione e l’Incontro con i due discepoli sulla via di Emmaus.
Il dipinto della Cena fu restaurato, o meglio riverniciato, nel 1828 da un certo Peder Ussing che addirittura lo firmò! La pala è stata restaurata nel 1918.

 

L’Ultima Cena mostra Cristo, con i capelli a mezza lunghezza e la barba, seduto dietro il tavolo in procinto di spezzare il pane. Degli Apostoli circostanti, in vesti rosse, bianche e blu, solo due si siedono davanti al tavolo: a sinistra Giuda, che tiene il sacchetto del denaro nella mano destra e a destra, di fronte a Giuda, un Apostolo si volta e sussurra a qualcuno seduto dietro di lui. Sul tavolo si vedono il calice e l’agnello, e sopra una lampada a olio sospesa. Sullo sfondo un drappeggio verde.

 

 

Link:
https://www.vardekirke.dk/om-kirken/kirkens-historie

http://danmarkskirker.natmus.dk/uploads/tx_tcchurchsearch/Ribe_0869-0942.pdf

Localizzazione: DANIMARCA – VARDE. Chiesa luterana di San Giacomo
Periodo artistico: 1710
Rilevatore: AC

DANIMARCA – HADERSLEV. Chiesa dell’ospedale Hertug Hans con dipinto di Ultima Cena, 1723-4

L’ospedale Hertug Hans (Duca Hans) e l’annessa chiesa testimoniano che i leader del movimento  riformato si preoccupavano per i piccoli e i deboli della società. Il fratello minore di Cristiano III, il duca Hans il Vecchio preparò la fondazione di un ospedale a Haderslev nel 1569. Fu eretto un complesso edilizio a forma di T.
La facciata imbiancata è ancora ornata dal grande stemma del duca Hans, posto sotto un triangolo del timpano contenente una testa d’angelo. Sotto lo stemma si legge una scritta che significa: “Nell’anno 1569, il nobile principe e signore, Hans, erede della Norvegia, duca di Schleswig-Holstein, per la gloria dell’Onnipotente e per la misericordia e la bontà dei poveri, fondò e costruì da zero questo ospedale”.
L’edificio così come si presenta oggi è il risultato di un’importante ricostruzione, completata nel 1726.

La chiesa dell’ospedale ora funziona come chiesa annessa alla cattedrale di Haderslev. La chiesa è una lunga casa con due piccole estensioni; a sud c’è un portico . La sala della chiesa è lunga 20 m con finestre a nord e a sud; due finestre ad est, una cieca.

Conserva una pala d’altare che ha anche la funzione di pulpito, del 1723-24, che presenta, immediatamente sopra la mensa, un dipinto che raffigura l’Ultima Cena di impostazione tradizionale, vedi immagine in alto.

 

Link:
https://da.wikipedia.org/wiki/Hertug_Hans_Hospitalskirke

http://danmarkskirker.natmus.dk/uploads/tx_tcchurchsearch/Sjyll_0209-0219.pdf

Localizzazione: DANIMARCA – HADERSLEV. Chiesa dell'ospedale Hertug Hans
Periodo artistico: 1723-24
Rilevatore: AC

GERMANIA – Isola di UMMANZ – WAASE. Chiesa luterana di Santa Maria, dipinto di Ultima Cena, 1520 circa

La chiesa del villaggio di Waase è la parrocchiale di Gingst sulla piccola isola di Ummanz a nord-ovest della più grande isola di Rügen, nella Pomerania occidentale. Le isole erano proprietà dei principi slavi di Rügen.
La chiesa fu menzionata per la prima volta nel 1322 come “Ecclesia Omanz (Ummanz)” e venne documentata come parrocchia indipendente. Nel 1341 la chiesa fu posta sotto il controllo dell’Ospedale Heilgeist di Stralsund. Alcuni rifacimenti avvennero nel XV secolo: la parete est della navata, la sagrestia e il coro risalgono alla metà del secolo. La parete ovest della navata fu realizzata intorno al 1500.

Conserva un prezioso polittico tardo-gotico ad ali di Anversa, realizzato intorno al 1520 per conto di Zudfeld Wardenberg, amministratore della diocesi di Schwerin, che era considerato un grande ammiratore di san Thomas Becket.
Il polittico si trovava originariamente sull’altare laico  della Croce nella chiesa di San Nicola a Stralsund, dove Wardenberg godeva di un grande beneficio ecclesiastico. Nel 1702 fu smantellato nel corso della riprogettazione della barriera del coro e venduto alla chiesa parrocchiale di Waase per cinquanta talleri.
L’altare in legno di quercia è scolpito nella parte centrale e presenta dorature; mentre le ali sono dipinte a olio. I soggetti sono scene della storia della Passione di Gesù e della vita di Thomas Becket. 


Ad ali aperte: Ultima Cena, Tradimento e cattura di Gesù (ali a sinistra, dipinti); Trasporto della croce, Crocifissione, Lamento sul Cristo morto (centrali, in alto, scolpite); nomina ad arcivescovo di Canterbury, assassinio di Thomas Becket, re Enrico II si pente dei suoi peccati presso la tomba di san Thomas Becket (centrali, scene in basso, scolpite); Cristo appare a sua Madre (ala superiore sinistra, dipinto); Cristo incontra i discepoli sulla via di Emmaus (ala superiore destra, dipinto); Resurrezione, Discesa dello Spirito Santo (ali a destra). La predella è dipinta con stendardi.

 

L’Ultima Cena raffigura gli Apostoli affollati dietro un tavolo rettangolare su cui sono pani e un vassoio. Giuda è seduto a sinistra  con in mano il sacchetto delle monete. Le figure sono tipiche dell’arte fiamminga dell’epoca.

 

 

Link:
https://wiki.edu.vn/all2en/wiki10/st-marien-kirche-wase-wikipedia/

https://rkd.nl/images/287254

Localizzazione: GERMANIA – Isola di UMMANZ – WAASE. Chiesa luterana di Santa Maria
Periodo artistico: 1520 circa
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – NYNEHEAD. Chiesa anglicana di Tutti i Santi con mosaico di Ultima Cena, 1881

La Chiesa nel Somerset risale al XIV secolo ed è una piccola struttura costruita principalmente in roccia rossa locale, probabilmente sul sito di una chiesa precedente. Nel 1091 il maniero e la chiesa furono concessi al Priorato di Montacute. La torre quadrata a due piani fu costruita alla fine del XIV secolo e contiene sei campane. La chiesa, ampliata nel 1410, subì un significativo restauro effettuato nel 1869.

 

Sulla parete est su entrambi i lati sopra l’altare ci sono due grandi tavolette di mosaico, quella a sinistra raffigura “Il discorso della montagna” e l’altra “L’Ultima Cena“. Queste tavolette sono realizzate in marmo e smalto di vetro e furono disegnate da Hardgrave (? Joshua Hargrave Sams Mann,1826-86 circa) e prodotte nel 1881 da James Powell di Whitefriars.
Powell aveva trovato rifiuti di vetro contaminato nella sua fabbrica e scoprì che la causa erano minuscoli granelli di argilla provenienti dai crogioli in cui era fuso il vetro. Per evitare sprechi, sperimentò e scoprì che questo vetro di scarto poteva essere macinato in polvere e cotto producendo un materiale solido con una superficie a guscio d’uovo che avrebbe potuto essere utilizzato per i mosaici. La tecnica impiegata da James Powell era conosciuta come “Opus Sectile”: invece di utilizzare piccoli pezzi di forma regolare per comporre l’immagine, ogni pezzo era tagliato per adattarsi a un particolare del disegno.

 

Link:
https://nynehead.org/church/church-art-collection/

https://www.nationalchurchestrust.org/church/all-saints-nynehead

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – NYNEHEAD. Chiesa anglicana di Tutti i Santi
Periodo artistico: 1881
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – LONDRA – SOUTHGATE. Chiesa anglicana di Cristo con mosaico di Ultima Cena di A. Salviati, 1868

Nel 1615, Sir John Weld , proprietario della tenuta di Arnos Grove, fondò la Weld Chapel, situata a ovest della attuale Christ Church, nella quale la popolazione locale poteva pregare. Southgate divenne parrocchia nel 1845. Nel XIX secolo, il rev. James Baird, ministro della Weld Chapel che si era sposato con un membro della famiglia Walker che allora possedeva la casa di Arnos Grove, vide che la cappella era troppo piccola e fatiscente per le esigenze attuali, e dalla famiglia gli fu donato il terreno a su cui fu costruita la chiesa. L’architetto era Sir George Gilbert Scott che la progettò in stile inglese antico.
La chiesa fu consacrata da John Jackson, allora vescovo di Lincoln e poi vescovo di Londra, il 17 luglio 1862. La chiesa vanta alcune delle più belle vetrate di Londra.


La pala d’altare, installata nel 1868, è un pregevole mosaico del famoso artista del vetro Antonio Salviati (1816 – 1890) raffigurante l’Ultima Cena, su disegno di John Clayton della ditta Clayton & Bell ed è  simile alla pala d’altare di Salviati nell’Abbazia di Westminster, installata un anno prima.

 

Link:
https://hidden-london.com/gazetteer/old-southgate/

https://en.wikipedia.org/wiki/Christ_Church,_Southgate

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – LONDRA – SOUTHGATE. Chiesa anglicana di Cristo con mosaico di Ultima Cena di A. Salviati, 1868
Autore: Antonio Salviati e J. Clayton
Periodo artistico: 1868
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – GALLES – ABBEY CWMHIR. Chiesa di Santa Maria, rilievo di Ultima Cena, XIX secolo

Costruita nel 1865-66 da J.W. Poundley e David Walker di Liverpool, questa chiesa gallese sostituì completamente una precedente del XVII secolo.
Attualmente la chiesa risulta chiusa.

 

Conserva un rilievo marmoreo dell’Ultima Cena , fiancheggiato da mosaici di A. Salviati dell’Agnello di Dio e del Pellicano (simbolo di Cristo).

 

Link:
https://salviatimosaics.blogspot.com/search/label/Walker

https://www.jlb2011.co.uk/walespic/churches/abbeycwmhir1.htm

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – GALLES – ABBEY CWMHIR. Chiesa di Santa Maria
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – BRADFORT – CLAYTON. Chiesa luterana di St. John, Memorial Chapel con mosaico di Ultima Cena di A. Salviati, 1872

La chiesa fu costruita nel 1849 su un terreno donato dal signor John Hirst di Clayton House e aperta al culto nel 1851. Nella cappella laterale detta “Memorial Chapel”, sopra l’altare è posto un mosaico che originariamente si trovava nella Cappella della Charterhouse School. Fu donato da George Thomas Clark (1809 – 1898), che studiò lì e rimase nella cappella della scuola dalla data della sua dedicazione nel 1872 fino alla sua rimozione nel 1937. Nel 1942, il mosaico entrò in possesso di un vecchio certosino, e nel 1948, fu restaurato e installato nella cappella, in ricordo di due giovani parrocchiani caduti nella Grande Guerra che avevano studiato alla Certosa.
La pala d’altare fu riconsacrata la domenica delle Palme, il 10 aprile 1949.

 

Il soggetto del mosaico è “L’Ultima Cena” e Gesù è raffigurato in piedi e nell’atto di benedire il pane e il vino. I dodici Apostoli sono seduti attorno al tavolo, invece Giuda, con le spalle al tavolo e con in mano il sacchetto dei soldi, è l’unico senza aureola.

 

La Charterhouse School fu fondata nel 1611 a Londra da Thomas Sutton, ma una commissione reale decise di trasferirla in campagna nel 1864. I primi edifici nella cittadina di Godalming, inclusa la cappella, furono progettati da Philip Charles Hardwick dopo che il collegio si trasferì lì nel 1872. La pala d’altare in marmo di Caen fu installata nel 1874 all’estremità orientale della cappella che fu ornata da mosaici di vetro di Salviati alternati in riquadri a mosaici in marmo a forma geometrica. La sezione superiore conteneva il grande mosaico centrale dell‘Ultima Cena ed era della lunghezza esatta dell’altare. Ai lati due Evangelisti su fondo oro. La parte inferiore conteneva ciascuno degli stemmi corrispondenti degli Evangelisti, mentre il pannello centrale raffigurava i Sacramenti – una vite, una colomba sull’acqua e un trifoglio – e una croce rosa con bordo bianco.
Nel 1937 la pala d’altare fu rimossa e l’intera parete est fu chiusa, lasciando visibili solo dall’esterno solo le vetrate colorate. La cappella fu successivamente trasformata in scuola di musica nel 1940.
Non si sa cosa sia successo alle altre parti della composizione musiva originaria.

 

 

Link:
https://e-voice.org.uk/claytonhistorygroup/history-of-st-johns-church/

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – BRADFORT – CLAYTON. Chiesa luterana di St. John, Memorial Chapel
Autore: Antonio Salviati
Periodo artistico: 1872
Rilevatore: AC

GRAN BRETGNA – CHESTER. Cattedrale anglicana con mosaico di Ultima Cena di A. Salviati, 1876

Conosciuta anche come “Chiesa di Cristo e della benedetta Vergine Maria”, l’attuale edificio risale al XIII secolo. La chiesa subì un importante restauro nel 1868-76 da G.G. Scott, che lo portò al suo attuale aspetto vittoriano.

 

Un mosaico che raffigura l’Ultima Cena decora l’altare maggiore. Del 1876, fu disegnato da John Richard Clayton (1827–1913) e realizzato dall’artista del vetro Antonio Salviati (1816 – 1890).

 

 

Link:
https://salviatimosaics.blogspot.com/2012/12/chester-cathedral.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Chester

Localizzazione: GRAN BRETGNA – CHESTER. Cattedrale , 1876
Autore: Antonio Salviati e John Richard Clayton
Periodo artistico: 1876
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – OXFORD – ELSFIELD. Chiesa anglicana di San Tommaso di Canterbury, mosaico di Ultima Cena di A. Salviati. copia del Cenacolo di Leonardo, 1860

Le prime parti sopravvissute dell’attuale edificio della chiesa sono l’arco del presbiterio, risalente al 1170-80. L’importante ricostruzione ebbe luogo all’inizio del XIII secolo, prima della sua riconsacrazione nel 1273.  Thomas Becket morì il 29 dicembre 1170 e nel giro di 3 anni fu canonizzato e dichiarato santo da papa Alessandro III. Molte chiese inglesi tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo furono dedicate al nuovo santo, e così fu a Elsfield, dove l’attuale chiesa gli fu dedicata il 7 luglio 1273, anniversario del giorno del 1220 in cui le spoglie di Becket furono traslate nella loro splendida nuova tomba nel coro della Cattedrale di Canterbury. Reginald, vescovo di Cloyne, consacrò e dedicò la nuova chiesa per conto del vescovo di Lincoln, la cui diocesi a quel tempo comprendeva Oxford.

 

Il mosaico dietro l’altare, raffigurante l’Ultima Cena e ispirato al dipinto di Leonardo da Vinci, fu realizzato nel 1860 da Antonio Salviati (1816-1890).
Si pensa che i mosaici siano stati installati dietro l’altare negli anni ’60 o ’70 dell’Ottocento. Il pannello centrale della parete est raffigura l’Ultima Cena secondo il dipinto con lo stesso soggetto di Leonardo da Vinci a Milano.
I mosaici sono di  A. Salviati, fondatore di un’azienda di produzione di vetro e mosaico con sede a Murano vicino a Venezia, che installò mosaici in un gran numero di chiese e cattedrali in Gran Bretagna. Il mosaico della Cena fu pagato dalla moglie del vicario, Louisa Parsons.
Il mosaico Salviati è stato restaurato e riconsacrato dal Vescovo di Oxford in una cerimonia speciale nell’ottobre 2011.

 

 

Link:
https://www.elsfield.net/church/the-salviati-mosaics-in-elsfield-church/

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – OXFORD – ELSFIELD. Chiesa anglicana di San Tommaso di Canterbury
Autore: Antonio Salviati
Periodo artistico: 1860
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – LIVERPOOL. Chiesa anglicana di Santa Brigida e s. Tommaso con mosaico di A. Salviati di Ultima Cena, copia da Leonardo, 1866

La prima pietra fu posta il 21 settembre 1868, l’edificio fu consacrato nel 1872. La chiesa è costruita nello stile di una basilica all’italiana, in mattoni comuni con fasce di mattoni rossi e blu e un tetto in ardesia.

L’altare è isolato nell’abside e la sua pala è un mosaico raffigurante l’Ultima Cena, copia del Cenacolo di Leonardo. L’opera era stata realizzata nel 1866 dall’artista del vetro Antonio Salviati (1816 – 1890).

 

 

Immagini da Wikimedia

Localizzazione: GRAN BRETAGNA - LIVERPOOL. Chiesa anglicana di Santa Brigida e s. Tommaso
Autore: Antonio Salviati
Periodo artistico: 1866
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – READING. Chiesa anglicana di Tutti i Santi con mosaico di Ultima Cena di A. Salviati, 1866

La chiesa fu costruita tra il 1865 e il 1874, come filiale della Minster Church of St Mary per servire la crescente popolazione dell’area di Bath Road.

All’interno il più bello dei mosaici murali è una pala d’altare in mosaico di vetro raffigurante l’Ultima Cena. Proviene dal laboratorio del famoso artista del vetro Antonio Salviati (1816 – 1890) e fu installata nel 1866.
L’opera è molto simile alla pala d’altare dell’Abbazia di Westminster vedi scheda vedi scheda

 

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://en.wikipedia.org/wiki/All_Saints%27_Church,_Reading

https://en.wikipedia.org/wiki/Antonio_Salviati

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – READING. Chiesa anglicana di Tutti i Santi
Autore: Antonio Salviati
Periodo artistico: 1866
Rilevatore: AC

SVEZIA – GOTLAND – BOGE. Chiesa luterana con Ultima Cena, 1750 circa

Il coro della chiesa di Boge, con il gruppo di tre finestre a est e la sacrestia, furono aggiunti alla metà del XIII secolo su una navata più antica, il cui timpano è parzialmente conservato nell’odierno muro dell’arco trionfale.
Verso la fine del XIII secolo fu costruita la navata fino alla torre ovest della chiesa più antica. Questa torre, danneggiata da un temporale, crollò nel 1858, portando con sé la volta della navata. La costruzione della nuova torre iniziò nel 1867 e fu completata nel 1892. Nel 1925 furono ricostruite la volta della navata e la colonna centrale. Il grande portale sud con decorazione vegetale naturalistica fu aggiunto alla metà del XIV secolo.
Gli affreschi del coro furono eseguiti in un originale decoro ornamentale, mentre i dipinti figurati furono realizzati nella navata nel XV secolo, tra cui scene attribuite al cosiddetto Maestro della Passione.

 

La pala d’altare scolpita in arenaria è del 1750 circa. La parte centrale mostra ai lati le figure di Mosè e Aronne e al centro un dipinto dell’Ultima Cena di impostazione tradizionale con gli Apostoli seduti su panche attorno a una tavola rotonda.

 

Link:
https://www.gravgaver.no/gotland-boge-kyrka.htm#alteroppsatsen

Localizzazione: SVEZIA – GOTLAND – BOGE. Chiesa luterana
Periodo artistico: 1750 circa
Rilevatore: AC

AUSTRIA – SANKT MICHAEL IM LUNGAU. Chiesa cattolica parrocchiale di S. Michele con Ultima Cena

La prima antica chiesa, forse del IX-X secolo, decadde intorno al 1100, poi fu costruita la nuova parrocchiale gotica dedicata a San Michele che è menzionata per la prima volta in un atto del 1147. Insieme alla regione del Lungau alla fine del XIII secolo entrò a far parte del principato arcivescovile di Salisburgo.
Nel XIV secolo San Michele in Longau conobbe una ripresa grazie alla nuova sistemazione di un’antica strada romana.
Intorno al 1500 la chiesa parrocchiale fu ampliata e riconsacrata nel 1513 insieme alla chiesa filiale di San Martino. La cappella ottagonale accanto alla chiesa, la cappella Wolfgang, risale probabilmente al XIV secolo.

 

Conserva anche una pala d’altare, polittico con ali, che raffigura al centro l’Ultima Cena e nell’ala sinistra una Natività o Maria che adora il Bambino e nella destra un’Adorazione dei Magi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Non abbiamo notizie su questa pala. Chi avesse informazioni, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it
Grazie

 

Link:
https://www.meinbezirk.at/waidhofenthaya/c-regionauten-community/kirche-st-michael-im-lungau_a5082124

 

Localizzazione: AUSTRIA – SANKT MICHAEL IM LUNGAU. Chiesa cattolica parrocchiale di S. Michele
Rilevatore: AC

SVEZIA – SÖDERTÄLJE – ÖVERENHÖRNA. Chiesa luterana con dipinto di Ultima Cena, 1736

Nel corso del XVIII secolo la chiesa di Överenhörna conservava ancora il suo aspetto medievale. Un’iscrizione sopra la porta della chiesa recita: “Al tempo del re Gustavo III, questa chiesa fu ampliata e migliorata nel 1783”. L’attuale guglia della torre fu creata durante le modifiche nel 1885.

Si dice che la pala d’altare, un dipinto ad olio del 1736 del pittore di corte Georg Engelhard Schröder (1684 – 1750) che raffigura l’Ultima Cena, sia stato donato alla chiesa dalla regina Ulrika Eleonora (1688 – 1741).

La Cena raffigura la tavola su cui sono solo un calice e un pane. Gli Apostoli sono in pose dinamiche e, a destra, Giuda sta uscendo dalla sala.

 

 

Link:
http://www.tugboatlars.se/OverenhornaKyrka.htm

https://sv.wikipedia.org/wiki/%C3%96verenh%C3%B6rna_kyrka

Localizzazione: SVEZIA – SÖDERTÄLJE – ÖVERENHÖRNA. Chiesa luterana
Autore: Georg Engelhard Schröder
Periodo artistico: 1736
Rilevatore: AC

SVEZIA – JÖNKÖPING – HAKARP. Chiesa luterana con dipinto di Ultima Cena, 1636

Dopo due edifici in legno, l’attuale chiesa di Hakarp, o Hakarps kyrka, fu costruita in pietra nel 1694. Nel 1729 furono realizzati dipinti murali con episodi dell’Antico e Nuovo Testamento.
Restaurata nel 1971.

 

La pala d’altare fu donata nel 1694 dal funzionario Nils Hägerflycht, acquistata per 360 monete d’argento dalla chiesa della città di Eksjö.

In basso c’è la scritta “Vieni perché tutto è pronto” e sopra sono raffigurati i quattro Evangelisti. Sono circondati e separati da busti che sono probabilmente ritratti di personaggi che contribuirono alla realizzazione della pala nel corso del XVII secolo.
Al di sopra sono visibili rilievi con motivi tratti dalla storia biblica: Adamo ed Eva e in basso il Sacrificio di Isacco a sinistra. Nella zona centrale in alto vi è l’Ultima Cena o Comunione e in basso l’Adorazione dei pastori e il Battesimo di Gesù. A destra, la Tentazione e la Preghiera nel Getsemani.
Al di sopra c’è un cornicione con una scritta dedicatoria che riporta la data dal 1636 e sopra, delimitate da quattro pilastri, sono tre scene raffiguranti la Crocifissione, la Deposizione dalla croce e la Sepoltura. Nella parte superiore della pala l’immagine di Gesù risorto.

L’Ultima Cena, di impostazione tradizionale, raffigura gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://sv.wikipedia.org/wiki/Hakarps_kyrka

Localizzazione: SVEZIA – JÖNKÖPING – HAKARPS. Chiesa luterana
Autore: 1636
Rilevatore: AC

DANIMARCA – KØGE. Chiesa luterana di Sankt Nicolai con scultura di Ultima Cena di L. Jørgensen, 1652

Una prima chiesa risale al 1250-1300; nel XIV secolo cominciò ad essere ampliata. Si ritiene che la prima parte della torre quadrata, della stessa larghezza della chiesa originaria, sia stata costruita nel 1324. La torre aveva quattro piani, il quinto fu aggiunto intorno al 1450, e raggiunse un’altezza di 43 m. Il lato est della parte superiore della torre è dotato di un bovindo in mattoni che ha funzionato come faro.
Intorno al 1400 iniziò un nuovo ampliamento della chiesa, che all’inizio del Novecento assunse in gran parte l’aspetto odierno.

La chiesa conserva la grande pala d’altare barocca del 1652, opera dello scultore Lorentz Jørgensen (prima del 1644 -dopo il 1681) che è simile nella composizione ad altre sue opere come  a Helsingør e a Kalundborg.
Nel piedistallo vi è l‘Adorazione dei pastori; il campo centrale raffigura l’Ultima Cena, affiancato dalle scene di Crocifissione e Deposizione; davanti alle colonne che separano i rilievi stanno le statue dei quattro Evangelisti. Sopra il campo centrale vi è la scultura della Resurrezione sovrastata da un cornicione che regge il rilievo dell’Ascensione affiancato due Angeli e con una cornice traforata. Sopra il cornicione superiore si trova un ovale con lo stemma e di re Federico II e il suo monogramma. Ci sono anche diverse statuette: Adamo ed Eva sono ai lati della Resurrezione e alle estremità Mosè e Giovanni Battista. Sugli ornamenti sopra i pannelli laterali è scolpita la data: “ANNO 1652”. Sugli ornamenti più esterni vi sono le figure di due virtù, Forza e Speranza; altre più piccole stanno nelle grandi ali: Fede e Amore, mentre la Giustizia e la Temperanza siedono sulle ali superiori.

I colori originali sono ancora ben conservati: oro sparso su fondo bruno-rosso e nero, con alcuni colori a smalto – soprattutto rosso – negli abiti; sono dorate le citazioni evangeliche.

L’Ultima Cena scolpita è simile a quella di altri altari di Jørgensen vedi anche ad es. Hjembæk, Bregninge ecc.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://da.wikipedia.org/wiki/Sankt_Nicolai_Kirke_(Køge)

http://danmarkskirker.natmus.dk/uploads/tx_tcchurchsearch/kob_amt_166-271.pdf

Localizzazione: DANIMARCA – KØGE. Chiesa luterana di Sankt Nicolai
Autore: Lorentz Jørgensen
Periodo artistico: 1652
Rilevatore: AC

SVEZIA – JÄDER. Chiesa luterana con scultura di Ultima Cena, 1515 circa

La prima chiesa costruita sul sito a metà del secolo XI era probabilmente a doghe di legno. Nel corso del XII secolo fu sostituita da una chiesa romanica in pietra.
Nel XVII secolo l’area attorno alla chiesa passò in possesso della famiglia Oxenstierna e furono effettuate una serie di ricostruzioni per garantire alla famiglia un luogo di sepoltura. Per questi lavori di ristrutturazione fu incaricato l’architetto Nicodemus Tessin il Vecchio. Nella chiesa di Jäder si trova la grande tomba di Axel Oxenstierna, “Alto Cancelliere” e importante uomo politico della storia svedese del XVII secolo.
Dal 1659 non fu apportata alcuna modifica al corpo edilizio della chiesa.

La chiesa conserva la magnifica grande pala d’altare a portelle realizzata intorno al 1515 a Bruxelles nella bottega dello scultore fiammingo Jan Borman o Borreman (XV – XVI secolo) e acquistata da Axel Oxenstierna nel 1655 e posta nella chiesa nel 1556.

La ricca iconografia della parte anteriore del polittico illustra scene della vita della Vergine e di Gesù scolpite, sulle ante chiuse invece ci sono dipinti.
La predella mostra le sculture che raffigurano la Lavanda dei piedi a sinistra, l’Ultima Cena al centro e Cristo nel Getsemani a destra.

La scultura dell’Ultima Cena raffigura gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare; Giuda, al centro in primo piano, tiene la borsa dei soldi ed è rivolto verso lo spettatore.

 

Bibliografia:
Engellau-Gullander Cecilia, Det flamländska altarskåpet i Jäders kyrka: ett krigsbyte eller ej? (L’altare fiammingo nella chiesa di Jäder: un bottino di guerra oppure no?), in: Journal of Swdish Antiquarian Research, 93 – 1987, pp. 93-109

Link:
https://sv.m.wikipedia.org/wiki/Jäders_kyrka

Localizzazione: SVEZIA – JÄDER. Chiesa luterana
Autore: Jan Borman
Periodo artistico: 1655
Rilevatore: AC

GERMANIA – GUSTROV. Chiesa luterana di Santa Maria con scultura di Ultima Cena, 1522

La chiesa attuale fu inaugurata nel 1508.

 

Nel 1522 la Güstrow Katharinenbruderschaft donò il grande altare maggiore tardo gotico con doppie ali realizzato nel Brabante. È alto circa 22,3 m e largo 5,2 m. Le sculture sono di Jan Borman o Borreman (XV – XVI secolo) di Bruxelles che realizzò 13 scene con 181 figure scolpite che illustrano la Passione di Cristo.
Ad ali chiuse si vedono sei dipinti su tavola di Bernaert van Orley di Bruxelles, due scene ciascuna della vita di Maria e di santa Caterina; altri pannelli raffigurano i santi Pietro e Paolo. Sulla predella sono le statuette a figura intera degli Apostoli e sulla fascia in alto, di vari Santi.
Nel 1880 il polittico fu restaurato con integrazioni; tra 1992 e 12014 subì un rigoroso restauro eliminando aggiunte inopportune e riparando i danni dovuti all’umidità.

Sul lato anteriore, a sinistra in alto, vi è la scena scolpita dell’Ultima Cena con gli Apostoli seduti attorno a una tavola mentre Gesù, al centro, porge un boccone a Giuda, secondo il racconto evangelico.

 

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/Pfarrkirche_St._Marien_(G%C3%BCstrow)

Localizzazione: GERMANIA – GUSTROV. Chiesa luterana di Santa Maria
Autore: Jan Borman
Periodo artistico: 1522
Rilevatore: AC

DANIMARCA – ODSHERRED – VIG. Chiesa luterana, scultura di Ultima Cena di L. Jørgensen, 1650

La chiesa risale al 1100 circa. Il coro tardo romanico fu ricostruita nel ‘400, quando la chiesa fu dotata di volta, ampliata a est ed completata da una sagrestia sul lato nord. La torre ad ovest della navata è stata, nella sua forma attuale, datata dendrocronologicamente al 1490.

 

La bella pala d’altare fu realizzata nel 1650 nella bottega dell’intagliatore Lorentz Jørgensen (prima del 1644 -dopo il 1681) ed è di struttura simile ad altre sue opere.
Il campo centrale è occupato, come spesso per questo laboratorio, da una scena di Comunione o Ultima Cena affiancata dalle statue degli evangelisti Matteo e Marco. Sul cornicione sopra i pannelli laterali sono collocate le figure più piccole degli altri due evangelisti: Luca e Giovanni. Sul cornicione gli angeli reggi stemmi con una fascia che reca il nome dello sceriffo di Dragsholm nel 1645-58 e di sua moglie: “H(r) Christopher Vrne” e “F(ru) Sophia Lindenow”. In alto, in rilievo, il monogramma coronato di re Fedrico III, “F3”, in incorniciato da una fascia su cui è indicato l’anno 1650.
In alto c’è la statua di Gesù che con la mano destra alzata benedice e tiene il globo a sinistra.
La tavola in rovere nel 1927 era stata dipinta; oggi si presenta color legno con le iscrizioni dorate più recentemente.

L’Ultima Cena scolpita presenta Gesù con una grande aureola raggiata e dorata, posto al centro della tavola su cui è l’agnello e pani; un calice è tenuto dall’Apostolo a sinistra. In primo piano a destra si riconosce Giuda con la borsa dei soldi.

 

 

Link:
https://www.vigkirke.dk/vig-kirke/historie

http://danmarkskirker.natmus.dk/uploads/tx_tcchurchsearch/Holbaek_2201-2242.pdf

Localizzazione: DANIMARCA – ODSHERRED – VIG. Chiesa luterana, scultura di Ultima Cena
Autore: Lorentz Jørgensen
Periodo artistico: 1650
Rilevatore: AC

DANIMARCA – AALBORG – FARSTRUP. Chiesa luterana, scultura di Ultima Cena di L. Jørgensen, 1650

La chiesa di Farstrup (villaggio che dal 2007 fa parte del comune di Aalborg) è composta da navata e coro romanici; da un prolungamento gotico della navata a ovest; da torre, portico e sacrestia a nord. La chiesa fu consacrata nel 1473.

 

Conserva una pala d’altare scolpita nel 1650 dall’intagliatore Lorentz Jørgensen (prima del 1644 -dopo il 1681), di struttura simile ad altre sue opere.
Nella parte superiore vi è una Crocifissione con sopra la statua di Gesù risorto. Nella zona centrale una scultura di Ultima Cena con ai lati le statue di Mosè e Giovanni Battista. Il legno non fu dipinto.

Nella Cena, Cristo al centro fa un gesto di benedizione. Sulla tavola sono l’agnello, un calice e due candelieri. Giuda in primo piano a destra è riconoscibile perché tiene la borsa con il denaro.

 

Link:
https://www.enjoynordjylland.dk/nordjylland/planlaeg-din-tur/farstrup-kirke-gdk900601

Localizzazione: DANIMARCA – AALBORG – FARSTRUP. Chiesa luterana
Autore: Lorentz Jørgensen
Periodo artistico: 1650
Rilevatore: AC