MILANO. Pinacoteca di Brera, Ultima Cena di Pietro Paolo Rubens.
L’Ultima Cena è un dipinto di Pieter Paul Rubens, realizzato a olio su tavola. Scomparto centrale di un trittico, fu realizzato nel 1632 e ha dimensioni di 304 x 206 cm. Oggi l’opera è conservata alla Pinacoteca di Brera di Milano.
La grande pala d’altare fu dipinta da Rubens nel 1632 su commissione di Caterina Lescuyer, per essere collocato sopra sepolcro del padre, Pawels Lescuyer, all’interno della cappella del Santissimo Sacramento della chiesa di Saint-Rombaut a Malines nelle Fiandre. L’opera era completata da due tavole che costituivano la predella illustranti due episodi della vita di Gesù, precedenti al momento dell’istituzione dell’eucaristia: L’entrata di Cristo a Gerusalemme e La lavanda dei piedi.
Rubens sviluppò per la prima volta la composizione dell’Ultima Cena in uno schizzo ad olio ora a Mosca (Museo Pushkin, inv. 653). Dopo aver completato la pala per San Rombout, Rubens dipinse uno schizzo a grisaglia, oggi in collezione privata, estremamente dettagliato, come modello per l’incisore Boëtius à Bolswert.
Nel 1793, durante la Campagna delle Fiandre di Napoleone, la tavola centrale e la predella furono prelevate e destinate al Museo del Louvre. Nel 1803, le due tavole raffiguranti L’entrata di Cristo a Gerusalemme e La lavanda dei piedi, drasticamente tagliate nel XVIII secolo, furono inviate al Museo delle belle arti di Digione.
La grande pala centrale con L’ultima Cena fu ceduta, invece, alla Pinacoteca di Brera nel 1813, nell’ambito di uno scambio voluto dal direttore generale del Museo del Louvre, Denon, che cedette alla la Pinacoteca milanese quattro importanti opere di artisti fiamminghi, in cambio di capolavori del rinascimento italiano.
Cristo siede a tavola circondato dagli apostoli e benedice il pane e il vino. Il posizionamento degli apostoli attorno a un tavolo quadrato (e non rettangolare) aveva una lunga tradizione pittorica. Immediatamente a destra di Cristo è Pietro, e a sinistra, Giovanni. Seduto sul lato opposto del tavolo è Giuda, con una posa contorta e uno sguardo accigliato, espressione esteriore del suo stato mentale agitato. Sotto suoi i piedi un cane rosicchia un osso, forse simbolo di avidità o bramosia.
Fonte: it.wikipedia.org
Autore: Rubens Pietro Paolo
Periodo artistico: XVII sec. (1632)
Illustrazione opera: MILANO. Al via il restauro del Cenacolo di Rubens alla Pinacoteca di Brera. Dopo il successo dell’iniziativa Sguardi dalla Torre – Picasso, che ha permesso di visitare gratuitamente all’ultimo piano della Torre PwC a Milano l’opera La loge (Le balcon) di Pablo Picasso (proveniente dalla collezione della Pinacoteca di Brera), la realtà attiva nei servizi di revisione e consulenza strategica e fiscale alle imprese guidata da Giovanni Andrea Toselli torna a collaborare con l’istituzione milanese, restituendo al pubblico un grande capolavoro della collezione permanente. Si tratta del Cenacolo di Pieter Paul Rubens che è oggetto di un importante restauro targato PwC per la cultura, il progetto attraverso il quale il gruppo di specialisti contribuisce alla crescita socio – culturale del Paese organizzando iniziative di condivisione e promozione del patrimonio artistico italiano. Parte di un retablo (un polittico monumentale), il Cenacolo del pittore fiammingo venne commissionato nel 1631 da Catherine Lescuyer in memoria del padre, per poi essere collocato sull’altare della cappella del Santissimo Sacramento della chiesa di San Rambaud a Malines, in Belgio. Appartenente alla collezione permanente della Pinacoteca di Brera, il dipinto è oggetto di un profondo restauro condotto a vista, dando l’opportunità ai visitatori di seguire dal vivo tutte le fasi del ripristino dell’opera. Restauratori, storici dell’arte e scienziati compongono il team di lavoro guidato da Andrea Carini, responsabile del laboratorio di restauro della Pinacoteca di Brera. Il restauro prevede diverse fasi, in primis quella conoscitiva in cui si cerca di aumentare il più possibile la conoscenza dell’opera (anche con l’uso della diagnostica per immagini che ne svela gli strati sottostanti), riunendo le prime fasi di pittura e le modifiche nello sviluppo finale del dipinto. Successivamente si passa alla fase della pulitura, dove vengono assottigliate le sostanze in eccesso che impediscono una corretta lettura dell’immagine. Infine, si passa al ritocco pittorico nei punti in cui non c’è più il colore originale, reintegrando i pigmenti mancanti con materiali compatibili e reversibili. “Il supporto al nostro laboratorio trasparente di restauro e al restauro di un capolavoro di Rubens dimostra ulteriormente l’impegno del progetto culturale di PwC che ha introiettato i valori della responsabilità sociale nei riguardi del patrimonio artistico”, sottolinea Angelo Crespi, direttore generale della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Braidense.“Patrimonio artistico che non è solo un generatore di senso e bellezza ma soprattutto un giacimento di identità per l’Italia e Milano e che trova nella Pinacoteca di Brera una delle sue massime espressioni”. Autore: Valentina Muzi Fonte: www.artribune.com 11 apr 2025
Data ultima verifica: 27/10/2020 - 12 aprile 2025
Rilevatore: Feliciano Della Mora



