CERCEMAGGIORE (CB). Convento di Santa Maria della Libera, affresco di Ultima Cena di N. Fenico, 1686

Il convento Santa Maria, o Madonna, della Libera fu edificato a partire dal 1489 grazie alle donazioni elargite dai feudatari Alberico Carafa e Giovannella di Molise. La sua storia inizia però idealmente nel 1412, anno in cui la tradizione orale e scritta colloca il rinvenimento della statua lignea della Madonna orante di Cercemaggiore. In seguito a tale avvenimento, intorno al 1414 è attestata la costruzione di una primitiva cappella, poi distrutta dal terremoto del 1456, e sul finire del secolo la realizzazione ex novo del convento domenicano.
Il convento fu dotato fin dalla sua fondazione di importanti privilegi e ricchi possedimenti terrieri. Nella prima metà del XVII secolo la comunità domenicana cercese entrò nella Congregazione di San Marco dei Cavoti ed il convento guadagnò grande prestigio come casa di noviziato e di studentato. La fase positiva durò per quasi due secoli, per essere poi interrotta dalle difficoltà portate dall’aprirsi del XIX secolo.
Nel corso dell’Ottocento il convento di Cercemaggiore riuscì a sopravvivere a ben due provvedimenti soppressivi.

Il convento possiede anche due refettori, quello minore conservante alcuni quadri e soprattutto un affresco tardo manierista databile agli inizi del Seicento e raffigurante San Domenico che moltiplica il pane per i suoi confratelli.
il refettorio maggiore, dovuto ad un ampliamento eseguito verso la metà del XVII secolo, è un ambiente allungato coperto da una volta a botte che  conserva sulla parete di fondo un affresco dell’Ultima Cena e sulla parete opposta la tela seicentesca della Madonna di Costantinopoli del pittore Giovanni Tommaso Guarini da Solofra.

L’affresco dell’Ultima Cena occupa tutto lo spazio semicircolare della parete, esclusa la zoccolatura fino a circa 1 metro di altezza dal pavimento e misura alla base  7,55 m e in altezza, nel punto massimo, 4 m. Una cornice dipinta circonda l’affresco, dipinto a colori chiari su fondo grigio; lateralmente due colonne di marmo rosso nascono da alte basi poggianti su mensole e scandiscono la scena dividendola in tre parti; al centro è la tavola coperta da tovaglia bianca, sulla quale sono le posate, il pane sotto forma di pagnottelle, e cibi vari; davanti ad essa, sul pavimento, un catino con due ampolle, una grossa brocca e un cagnolino. Dietro sono Gesù al centro, con aureola e tunica rossa, circondato dagli Apostoli posti di prospetto, di tre quarti o di spalle. Un inserviente si trova presso la colonna destra, con vassoio e ampolla per terra. Dietro le colonne si aprono le porte da cui avanzano altri due inservienti.
In basso a sinistra, sul pavimento tra la cornice e la base della colonna, si trovano la data e la firma dell’autore dell’affresco: “Nicolaus De Fenico Campobassanus pingebat A.D. 1686”.
Nicola Fenico di Campobasso, di cui si hanno notizie nel 1686-87, autore anche di due tele conservate nella chiesa, fu un pittore per certi versi ancora manierista e sicuramente influenzato dalla cultura fiamminga importata in Molise un secolo prima da Teodoro d’Errico.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1400008390

https://www.santuariomadonnadellalibera.org/page.php?IDPagina=10 e pagine successive


Regione Molise
Localizzazione: CERCEMAGGIORE (CB). Convento di Santa Maria della Libera
Autore: Nicola Fenico
Periodo artistico: 1686
Rilevatore: AC