BRUNO (AT). Chiesa della SS. Annunziata, Ultima Cena di P. Ivaldi, 1861-62

La parrocchiale di questo piccolo borgo domina il panorama dalla sommità del colle, la facciata è caratterizzata dalle statue dei quattro Evangelisti.
La chiesa fu edificata nel 1604, il campanile nel 1735 e la cupola nel 1854. Restaurata nel 1764.

 

Conserva all’interno affreschi dei pittori Pietro Ivaldi (Il muto) (1810 – 1885) e del fratello Tommaso Ivaldi (1818 – 1897).
Un dipinto raffigura l’Ultima Cena con impostazione simile a quella di Vinchio con gli Apostoli seduti sui tre lati di una tavola rettangolare con Cristo al centro. A sinistra è riconoscibile Giuda con in mano il sacchetto delle monete. La tavola, coperta da una tovaglia bianca, è riccamente imbandita con agnello, pani, calici di vetro ecc.
In alto un lampadario illumina la scena come nel dipinto a Predosa.

 

Immagine dell’Ultima Cena, per cortesia del Centro Studi Pietro Ivaldi, che ringraziamo.

Localizzazione: BRUNO (AT). Chiesa della SS. Annunziata,
Autore: Pietro e Tommaso Ivaldi
Periodo artistico: 1861-62
Rilevatore: AC

PREDOSA (AL). Oratorio di San Sebastiano, Ultima Cena di P. Ivaldi, 1860 circa

L’edificio, nel quale si officiava quando la parrocchiale era chiusa, risale al XVII secolo.
Negli Anni ’60 del Novecento fu rifatto il tetto, mantenendo l’orditura lignea e il manto di copertura in coppi.
La facciata principale si presenta con mattone a vista, un affresco raffigurante San Sebastiano decora la facciata sopra il portale principale.
L’interno è ricco di decori ed affreschi dei pittori Pietro Ivaldi (Il muto) (1810 – 1885) e del fratello Tommaso Ivaldi (1818 – 1897).

Sulla parete destra della navata un grande dipinto raffigura l’Ultima Cena con gli Apostoli attorno una tavola rettangolare sulla quale sono l’agnello e pani.
Giuda è all’estremità destra, con in mano il sacchetto delle monete. A terra un bacile con una brocca ricorda l’episodio della Lavanda dei piedi. In alto, un  lampadario illumina la scena.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/77241/Predosa+%28AL%29+%7C+Oratorio+di+San+Sebastiano

Immagine dell’Ultima Cena, per cortesia del Centro Studi Pietro Ivaldi, che ringraziamo.

Localizzazione: PREDOSA (AL). Oratorio di San Sebastiano
Autore: Pietro e Tommaso Ivaldi
Rilevatore: AC

VINCHIO (AT). Chiesa parrocchiale di San Marco, Ultima Cena di P. Ivaldi, 1880

La chiesa parrocchiale fu realizzata agli inizi del Settecento su preesistenze romaniche. Nasce come chiesa a natava unica cui vengono addossate le navate laterali nel corso del Settecento e dell’Ottocento. La facciata, intonacata, rispecchia la tipologia delle chiese locali con suddivisione tramite lesene e coronamento con frontone. A lato vi è un campanile del 1700. Internamente è a tre navate di dimensioni diverse, coperte da volte simili a crociera o volte a botte tutte affrescate; il presbiterio è rialzato e dietro l’altare vi è un coro ligneo dominato da un quadro raffigurante san Marco mentre sta scrivendo il Vangelo con accanto il leone. Sopra all’ingresso principale vi è un bell’organo.

Gli affreschi che decorano la chiesa sono opera di Pietro Ivaldi (Il muto) (1810 – 1885) e del fratello e Tommaso Ivaldi (1818/1897).

Il Cardinale Giovanni Lajolo nel suo libro Vinchio e la sua chiesa parrocchiale – Gli affreschi di Pietro Ivaldi, edit. Gazzetta d’Asti, Asti 2022, ha descritto dal punto di vista artistico, teologico e biblico gli affreschi della navata centrale che illustrano: la Santissima Trinità, la Resurrezione di Lazzaro, l’Ultima Cena, gli Evangelisti, alcune scene della vita della Madonna (la presentazione di Maria al tempio, lo sposalizio con San Giuseppe, la nascita di Gesù, la fuga in Egitto), le tre virtù teologali, alcuni profeti (Mosè, Davide, Isaia e Geremia) e le figure di Santi (Pietro,  Paolo,  Teresa d’Avila e  Francesco Saverio).

 

L’Ultima Cena raffigura gli Apostoli seduti sui tre lati di una tavola rettangolare con Cristo al centro. Un gatto è a terra a sinistra, accanto a Giuda riconoscibile per il sacchetto delle monete che ha in mano. La tavola, coperta da una tovaglia bianca, è riccamente imbandita con agnello, pani, calici di vetro pieni di vino ecc.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificios/edificio/22214/Chiesa+di+San+Marco

Immagine dell’Ultima Cena, per cortesia del Centro Studi Pietro Ivaldi, che ringraziamo.

Localizzazione: VINCHIO (AT). Chiesa parrocchiale di San Marco
Autore: Pietro Ivaldi
Periodo artistico: 1880
Rilevatore: AC

BELGIO – KOKSIJDE. Museo dell’Abbazia delle Dune, rilievo con Ultima Cena

L’abbazia, fondata nel 1107, si sottopose a quella cistercense di Chiaravalle. Devastata nella rivolta del 1566 e saccheggiata dai calvinisti nel 1578; gli edifici furono demoliti e il materiale fu riutilizzato per la fortificazione dei bastioni di Dunkerque.
Demolita nel 1796. A partire dal 1949 sono stati intrapresi degli scavi archeologici.

 

Il Museo annesso conserva alcuni cimeli dell’antica abbazia, come un rilievo (in argento dorato?) raffigurante l’Ultima Cena con gli Apostoli seduti dietro a ai lati di una tavola rettangolare.

 

 

Immagine rilievo tratta da: Storica National Geografic, aprile 2025, p. 83.

Immagine delle rovine dell’abbazia da Wikimedia.

Localizzazione: BELGIO – KOPKSIJDE ( Fiandre). Museo dell'Abbazia delle Dune
Rilevatore: AC

BIELLA. Museo del Territorio Biellese, predella con Ultima Cena di B. Lanino 1525-49

Al piano primo del Museo è conservata una predella con cinque scene della Passione di Cristo opera di Bernardino Lanino (Vercelli 1512 – 1583). Inventario n° 1112
Olio su tavola di 41 x 207,5 x 30 cm
Predella composta da cinque scomparti, due minori laterali e tre riquadri centrali. Le superfici interne ed esterne ai lati sono dipinte a finto marmo. La predella è profilata perimetralmente da una cornice dorata, mentre ciascun pannello reca una bordura arancione.
Le scene, da sinistra raffigurano: l’Ultima Cena, il Bacio di Giuda, Gesù inchiodato alla croce, l’Ecce Homo e la Flagellazione.
La predella è ritenuta probabile complemento della Deposizione / Compianto sul Cristo morto ora alla Sabauda (1545) e fu eseguita per la chiesa di San Sebastiano a Vercelli.

L’Ultima Cena mostra gli Apostoli attorno alla mensa con Cristo al centro.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100037328-0

https://www.retearchivibiellesi.it/oggetti/126573-bernardino-lanino-scene-della-passione-di-cristoc

Localizzazione: BIELLA. Museo del Territorio Biellese
Autore: Bernardino Lanino
Periodo artistico: 1525-49
Rilevatore: AC

SASSARI. Collocazione ignota, “Cena col tredicesimo” / Ultima Cena, rilievo di E. Tavolara, 1934

Opera del sassarese Eugenio Tavolara (1901 – 1963), è un rilievo fuso in bronzo, che misura 75,8 x 64 cm. Firmato e datato 1934 dall’autore.

«L’opera rientra tra le prime prove scultoree di Tavolara che nell’affrontare i soggetti sacri indirizza la propria ricerca plastica verso una semplificazione primitivista di ascendenza medievale, registro stilistico scelto per comunicare con immediatezza- grazie all’adozione di schemi compositivi e figurativi ormai assimilati dal pubblico – la tensione mistica delle scene raffigurate.»(1)

La soluzione spaziale adottata per questa Ultima Cena è interessante: il tavolo circolare e il punto di visuale dall’alto ampliano la scena, distribuendo i personaggi intorno e lasciando il punto focale al Cristo, l’unico a volgere lo sguardo fisso all’osservatore.(2)
Ai lati in basso si osservano vari oggetti simbolici: i contenitori, le brocche, il pesce, i volumi e la lucerna.

Link:
(1)  https://catalogo.sardegnacultura.it/card/153467/

(2) https://arte.ss.camcom.it/visualizza/autore/id/22#/visualizza?opera=11

Localizzazione: SASSARI. Collocazione ignota
Autore: Eugenio Tavolara
Periodo artistico: 1934
Rilevatore: AC

OROSEI (NU). Chiesa parrocchiale di San Giacomo, Ultima Cena, XVIII secolo

La Chiesa è attestata dal XIV secolo, ma l’edificio deve la sua attuale conformazione agli ampliamenti e restauri operati a partire dal XVII secolo e conclusi nel 1794, quand’era rettore l’oroseino Ignazio Masala.

 

Conserva un dipinto a olio su tela di 101 x 76 cm, del Settecento, abraso nella parte centrale, che raffigura un’Ultima Cena con gli Apostoli seduti intorno a una tavola rettangolare coperta da una tovaglia bianca.
Restaurata nel 1980, ma irrimediabilmente rovinata, l’opera eguagliava stilisticamente gli altri nove quadri che compongono il ciclo.

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000043227

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giacomo_Maggiore_(Orosei)

Localizzazione: OROSEI (NU). Chiesa parrocchiale di San Giacom
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

SASSARI. Cattedrale di San Nicola, Ultima Cena o Comunione degli Apostoli di G. Marghinotti, 1842

Si ha notizie della chiesa dal XII secolo, ricostruita più volte, rinnovata in stile gotico tra XV e XVI secolo, nel XVII-XVIII secolo fu edificata l’imponente facciata barocca.

Nel braccio destro del transetto vi è la cappella del SS. Sacramento con un altare ottocentesco che, entro una semplice cornice dorata, conserva un olio su tela firmato e datato 1842 dal cagliaritano Giovanni Marghinotti (1798 – 1865).
Viene raffigurata, con colori luminosi, la Comunione degli Apostoli con un preciso riferimento alla liturgia della Messa, introducendo una iconografia diversa dalle altre Ultime Cene del pittore a Oristano e Ozieri, vedi schede.

«Del dipinto parla E. Costa (“Sassari”, vol. II p. 201) e P. Desole, (“Il Duomo di Sassari” p. 51; fot. 51). Più autorevolmente ne ha trattato R. Delogu nel profilo di G. Marghinotti, un impegnativo articolo del 1947. La pala del Marghinotti dovette sollevare molto interesse ed apparire di gusto decisamente moderno, per un certo indulgere alla evocazione romantica degli interni ed al tempo stesso alla poetica purista del ritorno alla tradizione rinascimentale. Un’eco di ciò si ritrova nel Costa (cit. Vol. III, p. 330) che ricorda “il plauso dei Sassaresi oltre che un opuscolo laudativo del poeta Dettori”. Il Delogu cit., riprendendo una notizia giornalistica dell’epoca (L’Indicatore Sardo del 29 ottobre 1842) ritiene che il dipinto sia stato eseguito a Cagliari, dove restò temporaneamente esposto nello studio del pittore.»

 

Link e citazione da:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000025422

Info sulla Cattedrale:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_San_Nicola_(Sassari)

Localizzazione: SASSARI. Cattedrale di San Nicola, Ultima Cena o Comunione degli Apostoli , 1842
Autore: Giovanni Marghinotti
Periodo artistico: 1842
Rilevatore: AC

OZIERI (SS). Cattedrale della Beata Vergine Immacolata, Ultima Cena di G. Marghinotti, 1838

Precedente il XV secolo, fu ristrutturata in forme neoclassiche nell’Ottocento. Dopo un incendio all’interno nel 2005, fu restaurata e riaperta al culto nel 2007.

Nel braccio sinistro del transetto, nella Cappella del SS. Sacramento, vi è un altare barocco del 1767, completato nel 1839 dal bel tabernacolo neoclassico e dal dipinto della Coena Domini o Ultima Cena, olio su tela di 400 x 300 cm, opera del 1838 del cagliaritano Giovanni Marghinotti (1798 – 1865).

Alla mensa, coperta da una tovaglia bianca che illumina la scena, sono seduti gli Apostoli, a sinistra in primo piano Giuda col sacchetto delle monete.
Gesù al centro benedice il calice col vino. Sullo sfondo sono dipinte architetture oltre le quali si scorge un cielo nuvoloso rischiarato dalla luna. Il dipinto è impostato verticalmente.

Segnaliamo che la scheda del Catalogo Beni culturali indica che ci sono 11 Apostoli più la Madonna (sic!), iconografia che non rientra nei testi evangelici; probabilmente si riferisce alla figura a sinistra del Cristo, con fattezze delicate ma senza il velo, quindi si tratta di san Giovanni, raffigurato molto giovane, che così completa i 12 Apostoli tradizionali. Simile iconografia ha la stessa figura a sinistra del Cristo nell’Ultima Cena del Marghinotti a Oristano vedi scheda e analoga figura dietro Cristo a sinistra della Comunione degli Apostoli a Sassari vedi scheda.

«Considerata dal Delogu (Studi Sardi, Vol. VII, p. 165-185) una tappa fondamentale nell’evoluzione artistica del Marghinotti, l’opera segna il passaggio dalla maniera disegnativa chiaroscurale del periodo romano ad una maniera più attenta alle possibilità del colore: “dalle astratte illuminazioni di ambienti costretti entro i limiti del bassorilievo si giunge al più largo respiro di atmosfere colorate”. L’origine di tale mutamento è da ricercarsi nel soggiorno torinese degli anni 1833/37 e nell’adesione all’orientamento della pittura piemontese del quarto decennio dell’Ottocento.»

 

Link e citazione:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000026067

Info sulla Cattedrale:
https://www.diocesiozieri.org/ozieri-cattedrale/

Localizzazione: OZIERI (SS). Cattedrale della Beata Vergine Immacolata
Autore: Giovanni Marghinotti
Periodo artistico: 1838
Rilevatore: AC

ORISTANO. Cattedrale di Santa Maria Assunta, Ultima Cena di G. Marghinotti, 1847

La Cattedrale, esistente nel 1131 ma ricostruita nel Settecento, conserva sulle pareti laterali del presbiterio due grandi tele del cagliaritano Giovanni Marghinotti (1798 – 1865) raffiguranti l’Adorazione dei Magi (a destra) e l’Ultima Cena, a sinistra.

 

L’Ultima Cena è un olio su tela di 350 x 580 cm, realizzato nel 1847.
L’impostazione è tradizionale, con gli Apostoli dietro e ai lati della tavola. Giuda, con in mano il sacchetto delle monete, è a sinistra, di spalle, davanti alla mensa.

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000029599

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/87713/Chiesa+Santa+Maria+Assunta

Localizzazione: ORISTANO. Cattedrale di Santa Maria Assunta 1847
Autore: Giovanni Marghinotti
Periodo artistico: 1847
Rilevatore: AC

CAGLIARI. Chiesa di Sant’Eulalia, Ultima Cena copia del Cenacolo di Leonardo, 1864

Edificata nel 1370 in stile gotico catalano (su una chiesa più antica), subì modifiche in stile barocco tra il XVII e il XVIII secolo per essere poi ulteriormente rimaneggiata nel XX secolo.

Esternamente si notano gli interventi recenti: l’edificio si presenta intonacato e dipinto di bianco: la facciata, che prospetta alla fine di una lunga scalinata, è decorata da archetti pensili trilobati e sopra il portale si trova un grande rosone, tra i più belli presenti in Sardegna che però dall’esterno non è apprezzabile perché coperto da un vetro.

Il campanile quattro-cinquecentesco, la cui torretta ottagonale è però del ‘700, mentre l’attuale cuspide finale è novecentesca.
L’interno, che ha conservato l’architettura gotica, si presenta diviso in tre campate da archi a sesto acuto, di cui due sono per la navata e una per il presbiterio, con le coperture caratterizzate da volte stellate con gemme pendule (il coro, dietro al presbiterio, ha invece una cupoletta emisferica). Sulla navata centrale, quattro archi ogivali per lato introducono alle cappella laterali: gli ampi spazi di intercomunicazione tra quest’ultime di fatto formano delle navatelle laterali. Le cappelle sono tutte dotate di altari barocchi marmorei di rilievo, tra cui il più ricco è probabilmente quello della prima cappella di destra, dov’è è anche un mausoleo funebre settecentesco e una statua lignea policroma seicentesca dell’Addolorata. Nella controfacciata, a sinistra si apre la cappella delle Anime del Purgatorio, in cui vi è un bel crocifisso ligneo policromo del XVIII secolo. mentre alla destra del presbiterio si apre la cappella battesimale, la cui fonte marmorea è composta da due parti di differenti periodi (‘600 e ‘700).

 

Sulla parete absidale attira lo sguardo sia l’organo del 1926 sia il grande dipinto dell’Ultima Cena, copia ottocentesca del più famoso dipinto di Leonardo, opera del cagliaritano Antonio Caboni (1786 – 1874).

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/38106/Cagliari+%28CA%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Eulalia

Localizzazione: CAGLIARI. Chiesa di Sant'Eulalia
Autore: Antonio Caboni
Periodo artistico: 1864
Rilevatore: AC

ROMA. Galleria Nazionale di Arte Moderna, scultura di Ultima Cena di M, Ceroli, 1965

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, GNAM, Via delle Belle Arti, conserva un’opera di Mario Ceroli (1938 – )

Sono 12 silouettes ripetute in serie, di legno non dipinto, in due gruppi di sei, separate da uno spazio vuoto in cui dovrebbe esserci Cristo.
Misura 147 x 230 x 65 cm.
Opera nel tipico stile dell’artista che qui esce dagli schemi sacri che invece rispetterà nella successiva opera a Porto Rotondo, vedi scheda.

 

Link:
https://artsandculture.google.com/asset/ultima-cena-mario-ceroli/jAGDW2mXOI-O7g?hl=it

Localizzazione: ROMA. Galleria Nazionale di Arte Moderna
Autore: Mario Ceroli
Periodo artistico: 1965
Rilevatore: AC

OLBIA, frazione Porto Rotondo (SS). Chiesa di San Lorenzo, scultura di Ultima Cena di M. Ceroli, 1971

Realizzata e ideata dagli scultori Andrea Cascella e Mario Ceroli, vi si accede attraverso una solenne gradinata. La croce megalitica, situata all’ingresso, e l’altare, sono opere realizzate in granito. L’interno della chiesa ha la forma di una carena di nave rovesciata con migliaia di figure, sagomate in legno di pino di Russia. Sono raffigurati l’albero della vita, l’Ultima Cena, la fuga in Egitto e il Giudizio Universale. I lavori iniziarono nel 1967; tra il 2008 e il 2009 la Chiesa è stata completata grazie all’impegno della Fondazione Porto Rotondo e all’importante contributo del Consorzio. Le ultime opere, realizzate da Ceroli, sono state: la torre campanaria, il portale e la vetrata con la Deposizione di Cristo, la facciata sud con il suo rosone realizzato a Murano e, tra i capitelli, la dedica a San Lorenzo scolpita nel granito grigio di Sardegna. Inoltre la pavimentazione della piazzetta, facciata sud della Chiesa, ornata dai profili in marmo degli ultimi sei Pontefici. Completa la piazzetta dei Papi il profilo di Madre Teresa di Calcutta.

 

L’Ultima Cena è raffigurata sul lato destro della navata, con gli Apostoli schierati dietro la mensa e con alle spalle le travi che ricordano la carena interna di una nave, nel tipico stile dell’artista. Opera di Mario Ceroli (1938 – ) del 1971.

 

 

Link:
https://live.coastmagazine.it/it/turismo/da-visitare/la-chiesa-di-san-lorenzo-1409.html/

Localizzazione: OLBIA, frazione Porto Rotondo (SS). Chiesa di San Lorenzo
Autore: Mario Ceroli
Periodo artistico: 1971
Rilevatore: AC

SCANO DI MONTIFERRO (OR). Chiesa di San Nicolò, dipinto di Ultima Cena, prima metà XIX secolo

La chiesa, in Piazza Indipendenza, è sede e oratorio dell’Arciconfraternita della Santa Croce e risale al XV secolo, ma fu rifatta nei primi anni del XIX secolo in stile neoclassico. La facciata col tetto a capanna e col frontone ben delineato, è snellita dalla presenza di lesene in trachite, ed ai Iati sono presenti due campanili a vela. All’interno ha sola navata ed un abside con l’altare più in alto rispetto alla navata. Di recente l’interno della Chiesa è stato restaurato, col rifacimento dell’intonaco sia delle pareti che della volta, e sono state messi in evidenza gli archi a tutto sesto che dividono le campate.
Al suo interno, custodisce il simulacro del Cristo in urna di vetro, che viene utilizzato per le rappresentazioni e processioni della Settimana Santa.

Conserva un particolare dipinto su tela che si può abbassare come una tenda, a creare una finta parete di fronte all’altare.
Dipinto su tela di 344 x 530 cm, opera di bottega sarda della prima metà dell’Ottocento.

Raffigura una struttura architettonica con colonne e fregio a girali vegetali; due soldati ai lati di porta; riquadri raffiguranti, a sinistra Cristo portacroce, a destra Pietà; simboli e strumenti della Passione; in alto sopra il passaggio di accesso all’altare un’Ultima Cena che riprende la disposizione degli Apostoli del Cenacolo di Leonardo.

 

 

Link e immagini:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000080585

https://www.lamiasardegna.it/scanomontiferro.htm

https://www.germinazioni.it/tag/scano-di-montiferro/

Localizzazione: SCANO DI MONTIFERRO (OR). Chiesa di San Nicolò
Autore: ignoto
Periodo artistico: prima metà XIX secolo
Rilevatore: AC

ORTONA (CH). Cattedrale di San Tommaso, rilievo di Ultima Cena, 1840-5

La basilica fu costruita sul sito di un antico tempio romano; distrutta dai Normanni nel 1060, fu ricostruita e dedicata a Santa Maria degli Angeli nel 1127, come risulta dall’epigrafe conservata nell’annesso museo diocesano. Dal 6 settembre 1258 custodisce le ossa di san Tommaso apostolo cui è stata intitolata. Molto danneggiata nel secondo conflitto mondiale, è stata restaurata e la facciata è stata ricostruita nel 1947, così mezza cupola e il porticato a nove colonne del Trecento. Rimase integro solo il portale secondario dell’epoca sveva. Sulla piazza c’è il portale principale ricostruito dopo la guerra da reperti recuperati dalle macerie: è opera di Nicola Mancini del 1311.

Nella Cappella del Santissimo Sacramento, si sono conservati gli altorilievi in stucco eseguiti nel 1840-1845 da Vincenzo Perez (notizie 1839-1860).
Sopra l’altare l’altorilievo dell’Ultima Cena, con iconografia derivata dal Cenacolo leonardesco che misura 303 x 303 cm.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300147378

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Tommaso_Apostolo

Localizzazione: ORTONA (CH). Cattedrale di San Tommaso
Autore: Vincenzo Perez
Periodo artistico: 1840-45
Rilevatore: AC

MONTORIO AL VOMANO (TE). ex Convento dei Cappuccini, affresco di Ultima Cena, XVI-XVII secolo

>Il convento dei Cappuccini fu fondato nel 1576 per volere di Diomede Carafa, conte di Montorio, e sorse addossato al lato sinistro della preesistente Chiesa di S. Maria della Sala, già appartenente alla Collegiata di S. Rocco, che rimase conglobata ad esso. Venne consacrato il 10 ottobre 1621 unitamente al sontuoso altare maggiore in legno naturale posto sulla parete di fondo della chiesa, nel frattempo restaurata ed ampliata. La Chiesa, detta poi di Santa Maria della Salute o del Soccorso, conserva nel trittico d’altare tre tele, realizzate per lo scopo, di cui quella centrale è dedicata alla Madonna della Salute, raffigurata come Immacolata Concezione tra San Paolo e San Francesco, quella di sinistra a Santo Stefano e quella di destra a San Lorenzo.

Dal 1873 il convento divenne di proprietà del Comune di Montorio al Vomano, poi adibito a ospizio per i poveri e attualmente in completo abbandono, ridotto a poco più di un rudere, il cui nucleo antico si sviluppa intorno al chiostro mentre il lato sud-est ed i locali più a nord sono da considerare aggiunte successive. Le coperture al pianterreno sono a volta a botte con unghiatura, al piano superiore a capriate lignee.

Nel muro superstite dell’ex refettorio, si è conservato un affresco di 215 x 410 cm, anche se fortemente danneggiato, conserva una discreta leggibilità.
L’affresco datato 1590-1610, raffigura l’Ultima Cena con gli Apostoli schierati dietro tre lati di una tavola quasi quadrata su cui è l’agnello, dei pani un coltello, una saliera. L’Apostolo a sinistra, in abito giallo con in mano il sacchetto del denaro, è Giuda; a destra un altro versa il vino da una brocca in un calice.
In primo piano, un brocca e un catino alludono alla Lavanda dei piedi; a sinistra un gatto.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300190194

Localizzazione: MONTORIO AL VOMANO (TE). ex Convento dei Cappuccini, presso Chiesa S. Maria della Salute
Periodo artistico: XVI-XVII secolo
Rilevatore: AC

CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO frazione Appignano (TE). Chiesa parrocchiale di San Pietro, bassorilievo di Ultima Cena, 1770-1

Ad una estremità del borgo, in prossimità della vetta della collina, è la parrocchiale, eretta nel XII secolo, attestata nel 1451, fu ricostruita negli anni tra il 1735 ed il 1780, soprattutto con il contributo economico della famiglia Pincelli. La chiesa presenta una semplice ed imponente struttura esterna tardo-romanica, con spessi muri in pietra, rinforzati da catene trasversali, grandi aperture a forte strombatura, con una semplice facciata piana dalla cui terminazione orizzontale emerge un timpano non rifinito. L’antico portale è stato rimesso in opera sul fianco destro dell’edificio. Su ognuno dei lati lunghi della chiesa si aprono tre finestre con profonde strombature e nella parete posteriore si innesta una torre campanaria a base quadrata che termina con una guglia.

L’interno, a vano unico, si presenta in veste settecentesca, con 5 altari lungo le pareti.

Tra il 1770 e il 1771 lo scultore ticinese Pietro Francesco Canturio (1723 – 1805) realizzò stucchi e statue nell’altare maggiore e nelle volte della chiesa.

 

Conserva sulla parete destra del presbiterio un grande bassorilievo in stucco raffigurante l’Ultima Cena di impostazione tradizionale con gli Apostoli seduti dietro una lunga tavola rettangolare.

 

 

Immagini esterne della chiesa di Francesco Mosca da:
http://www.paesiteramani.it/Paesi/AppignanoSPietro.htm

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/12959/Chiesa+di+San+Pietro+Apostolo

https://www.youtube.com/watch?v=PknT60qIzJs

Localizzazione: CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO frazione Appignano (TE). Chiesa parrocchiale di San Pietro
Autore: Pietro Francesco Canturio
Periodo artistico: 1770-71
Rilevatore: AC

SULMONA (AQ). Museo diocesano di Arte Sacra, affresco del XIV-XV secolo di Ultima Cena / Cena in casa di Simone

Situato nell’ex convento di Santa Chiara edificato nel 1269 che conserva affreschi trecenteschi. Il Museo Diocesano occupa gli spazi dell’ex refettorio e della chiesa interna.
Espone dipinti su tavola e su tela, reperti lapidei, sculture lignee, oreficerie, codici e manufatti tessili. Nello spazio dell’ex cappella interna sono presenti due sale, nella prima sono conservate opere dei secoli XII-XIV, nella seconda opere dei secoli XVI-XVII.


Nell’ex refettorio monastico è stata allestita la terza sala del Museo che ospita paramenti sacri e oggetti liturgici, oltre a dipinti di varie epoche e che conserva sulla parete di fondo lunettata il grande affresco dell’Ultima Cena, che misura 210 x 675 cm.

Il dipinto presenta una lunga tavola coperta da una tovaglia bianca. Al di là di essa sono le figure degli Apostoli, rivolte verso il Cristo al centro. La parete alle loro spalle è decorata con rombetti e quadrati ripartiti in settori scanditi da candelabri. In primo piano al centro il dodicesimo Apostolo seduto su uno sgabello rivolge le spalle a chi guarda e che, secondo l’iconografia abituale, è Giuda.
Alle estremità sono le figure dei santi Francesco e Chiara in atteggiamento di preghiera.

Molto particolare è l’inserimento, a sinistra in primo piano, di Maria Maddalena, inginocchiata con il capo chino e i capelli sciolti, che rende il dipinto una raffigurazione sia dell’Ultima Cena sia della Cena in casa di Simone, quando la donna unge i piedi di Cristo, iconografia rarissima e presente in opere trecentesche, vedi:  https://www.ultimacena.afom.it/francia-neuilly-en-donjon-chiesa-di-santa-maria-maddalena-scultura-di-ultima-cena/  e https://www.ultimacena.afom.it/francia-evreux-cattedrale-di-notre-dame-vetrata-con-ultima-cena-o-cena-in-casa-di-simone/.

Il Catalogo dei Beni culturali nella scheda riporta: «Nonostante il restauro (del 1988) il dipinto risulta poco leggibile in quanto a qualità formale, pur tuttavia gli schemi compositivo ed iconografico, la staticità delle figure, collocano il dipinto tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400 nell’ambito di quelle influenze fiorentine derivanti da Giovanni da Milano e Giusto de’ Menbuoi (si confrontino le mense imbandite dell’affresco sulmonese e delle Nozze di Cana del Battistero di Padova)».

 

Link:
https://www.sulmonalive.it/museo-diocesano-di-arte-sacra-sulmona

https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300036928

Localizzazione: SULMONA(AQ). Museo diocesano di Arte Sacra, ex Convento di Santa Chiara
Autore: ignoto
Periodo artistico: XIV-XV secolo
Rilevatore: AC

SULMONA (AQ). Museo Civico, dipinto di Ultima Cena, XVIII secolo

Il Museo è sito nei locali del Complesso della Santissima Annunziata. Nelle prime 4 sale vi sono reperti archeologici di grande importanza e nella quarta si possono ammirare i resti di una ricca domus romana.
Le sale dalla 5 alla 10 ospitano la Pinacoteca, con opere che vanno dal XIII al XVIII secolo.

Tra queste anche un’Ultima Cena, olio su tela di 104 x 75 cm, non esposto, che presenta distacchi di colore.

Dalla scheda del Catalogo Beni Culturali: «Cristo è raffigurato al centro della composizione dietro la mensa e circondato dagli Apostoli, sei sul lato sinistro e cinque sul destro. Sopra il capo di Gesù arde la fiamma dello Spirito Santo.
In primo piano un personaggio maschile a torso nudo, accovacciato e un’anfora. Sullo sfondo un cherubino e un angelo recano cibo per la Cena.»

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300211334

Localizzazione: SULMONA (AQ). Museo Civico, Complesso SS. Annunziata
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

ENNA. Chiesa di San Giuseppe, dipinto di Ultima Cena, XVII secolo

La chiesa, oggi Santuario, e l’annesso monastero benedettino furono fondati e arricchiti da Nicolò Colletorto nel corso del secolo XVI, divenendo ben presto il complesso monastico più grande e prestigioso della città di Enna. Inizialmente intitolata a San Benedetto, nel Novecento cambiò intitolazione.
La facciata fu realizzata nel 1671, tipicamente seicentesca, culmina in una cella campanaria. Si acceda da una scalinata in pietra lavica racchiusa da un’artistica cancellata in ferro battuto. L’interno si sviluppa a navata unica.

Custodita nei locali della sacrestia è una grande tela riproducente l’Ultima Cena. Il quadro proviene, come gli altri presenti nella sacrestia e nella chiesa, dal monastero delle Benedettine di cui la chiesa faceva parte. L’autore del dipinto non è noto, l’epoca si fa risalire tradizionalmente al XVII secolo.
La struttura è simmetrica, Cristo, tra due ali di Apostoli, è il centro focale dell’intera composizione; tra le sue braccia è San Giovanni Evangelista, col capo reclinato sul suo petto.
«Agli angoli superiori della tela due angeli sorreggono un drappo rosso, che si apre come un sipario sul proscenio dove è la lunga tavola apparecchiata. Il candido biancore della tovaglia è ravvivato dalle note di colore rosso e giallo dei fiori e dei pani disposti con studiato disordine. Nella parte bassa del dipinto, al centro e in asse col Cristo, è un grande bacile con dentro una brocca. Come due solide quinte poste alle estremità della tavola sono raffigurati due apostoli in positura speculare, l’uno volto di palle, l’altro di fronte, le teste di entrambi ritratte di profilo, rivolte interrogativamente al Cristo. Le forme dure, spigolose, si accordano ai gesti composti ma come bloccati degli apostoli, ritratti con segno incisivo. Si coglie la volontà da parte dell’anonimo pittore di rappresentare, attraverso le attitudini e i gesti variati, il moto psicologico che investe gli apostoli all’annuncio da parte del Cristo dell’imminente tradimento. … Elaborato nei modi del tardo manierismo ancora largamente diffusi in Sicilia nei primi decenni del Seicento, il dipinto rimanda ad esempi coevi della pittura spagnola.»

 

Immagini e parte del testo di Paolo Russo da:
http://www.ilcampanileenna.it/chiesa-di-san-giuseppe,-l-ultima-cena.html

Info sulla Chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/6580/Chiesa_di_San_Giuseppe_Enna

Localizzazione: ENNA. Chiesa di San Giuseppe, sacrestia
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

TERAMO. Chiesa di San Domenico, dipinto di Ultima Cena, XVIII secolo

La chiesa fu edificata a partire dal 1317 sino al 1407 in forme grandiose con annesso il complesso conventuale. Il complesso fu chiuso agli inizi dell’Ottocento a seguito dell’editto napoleonico, ma restituito ai Domenicani nel 1931, restaurata e riaperta al culto per volere dello storico teramano Francesco Savini, la cui tomba-mausoleo si trova nella navata di destra. Le pareti sono ricoperte da ricchi affreschi e recentemente sono stati riportati alla luce dipinti del 1400 che rappresentano alcune scene di vita di San Domenico.

 

Adiacente alla chiesa si trova la Cappella del Santissimo Rosario fatta erigere nel ‘700 dalla Confraternita del Rosario, ricca di con affreschi e stucchi.
Sopra l’altare un dipinto a olio su tela, incorniciato e sormontato da un baldacchino, rappresenta l’Ultima Cena con Gesù circondato dagli Apostoli

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300182344

http://www.paesiteramani.it/Paesi/TeramoSDomenico.htm

Localizzazione: TERAMO. Chiesa di San Domenico, Cappella S. Rosario
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

ATESSA (CH). Localizzazione ignota, dipinto di Ultima Cena, XIX secolo

Il Catalogo dei Beni Culturali indica che ad Atessa – ma senza la collocazione precisa – vi è un dipinto raffigurante un’Ultima Cena.

Olio su tela tela di 220 x 235 cm Del XIX secolo, di autore ignoto di ambito abruzzese.
Sullo sfondo di un tempio, Gesù siede alla tavola imbandita, circondato dagli Apostoli ritratti in vari atteggiamenti.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300146090

Localizzazione: ATESSA (CH)
Periodo artistico: XIX
Rilevatore: AC

ATESSA (CH). Mostra permanente di Presepi e scene della Vita di Gesù, con Ultima Cena, 2007

In Piazza Oberdan, l’ex mercato coperto ospita un museo permanente di presepi, inaugurato il 12 Dicembre 2007.

Nelle sale espositive allestite dai volontari dell’associazione italiana “Amici del Presepio” sezione di Atessa, si alternano presepi con scene animate di antica vita quotidiana, e 23 scene della vita di Gesù e tra esse anche l’Ultima Cena con gli Apostoli (solo 11) seduti intorno a una tavola rettangolare tranne due che sono in piedi.

Vi sono anche scorci del centro storico di Atessa, monumenti e beni scomparsi durante la guerra riprodotti fedelmente in scala, alcuni anche in grandezza naturale, tutto ricostruito nei minimi dettagli.

Link:
https://www.presepiatessa.it/

Localizzazione: ATESSA (CH). Mostra permanente di Presepi e scene della Vita di Gesù
Periodo artistico: 2007
Rilevatore: AC

MONTE SAN PIETRANGELI (FM). Chiesa collegiata dei SS. Lorenzo e Biagio, Ultima Cena, dipinto e statue di L. Fontana, seconda metà XIX secolo

 

Nell’abside destra del transetto, l’altare reca una pala, olio su tela di 340 x 200 cm, opera di Luigi Fontana (1827 – 1908) pittore, scultore e architetto di Monte San Pietrangeli.
Raffigura l’Ultima Cena, con solo alcuni Apostoli intorno alla tavola; quelli in primo piano sono inginocchiati, quindi l’opera è più propriamente una “Comunione degli Apostoli”. Sullo sfondo un colonnato classico e in alto tre angeli.

 

 

 

Tredici le statue a tutto tondo di Gesù e degli Apostoli all’Ultima Cena furono realizzate dal Fontana intorno al 1861 e sono visibili solo durante la rappresentazione di questo evento sacro, in occasione della Settimana Santa.
Le figure, alte dai 65 ai 100 centimetri, hanno struttura e articolazioni di legno con avvolgimenti in canapa (alla maniera dei pupi napoletani) e panneggi di tela gessata e cartapesta; solo i volti e le mani sono di stucco policromo.

 

 

 

La Collegiata fu eretta in forme neoclassiche su progetto dell’architetto romano Giuseppe Valadier (1762 – 1839), e figura tra i più interessanti esempi del neoclassico marchigiano. Nel 1810, con la soppressione del Capitolo della collegiata di Monte San Pietrangeli da parte dei Francesi, i lavori, iniziati nel 1799, dovettero essere sospesi. Ripresi nel 1823, furono terminati nel 1859, però non rispettando completamente il progetto del Valadier per mancanza di fondi.
Nel 1858 il Capitolo collegiata affidò la decorazione interna dell’edificio a Luigi Fontana che completò i lavori nel 1868.

 

Link:
https://www.comune.montesanpietrangeli.fm.it/it/vivere/chiesa-collegiata

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100045783

Localizzazione: MONTE SAN PIETRANGELI (FM). Chiesa collegiata dei SS. Lorenzo e Biagio
Autore: Luigi Fontana
Periodo artistico: 1858-68
Rilevatore: AC

SAN NAZZARO SESIA (NO). Santuario della Madonna della Fontana, copia di Ultima Cena di Leonardo

Costruita a fine Cinquecento, poi demolita e riedificata a metà Settecento, deve il suo nome ad un’antica fontana ancora attiva all’esterno dell’edificio.

 

Conserva una copia contemporanea dell’affresco dell’Ultima Cena eseguita da Cesare da Sesto nel 1550 a Ponte Capriasca,  vedi scheda , che a sua volta era una copia dell’Ultima Cena di Leonardo.

Le differenze rispetto all’opera leonardesca si notano sullo sfondo a lato del Cristo, nelle due finestre dalle quali si vedono paesaggi.

 

Link:
https://www.comune.sannazzarosesia.no.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/santuario-madonna-della-fontana-sec-xvi-23953-1-91fcbbbeac67ec081d546bc7d9d6ab3e

Localizzazione: SAN NAZZARO SESIA (NO). Santuario della Madonna della Fontana
Rilevatore: AC

CALTANISSETTA. Museo delle Vare, gruppo scultoreo dell’Ultima Cena, 1885

Il Museo è sito nei locali sottostanti la parrocchia San Pio X, Via Napoleone Colajanni.

In questo bel museo sono conservati sedici gruppi statuari della fine del XIX secolo realizzati in cartapesta e colorati, a grandezza naturale, che riproducono i momenti della Passione di Cristo e che il Giovedì Santo sfilano nella più imponente delle processioni della Settimana Santa nissena. Furono fatti realizzare dalle varie Corporazioni di arti e mestieri della città.

Quello dell’Ultima Cena presenta 13 figure realizzate nel 1885 dagli scultori napoletani Vincenzo (1832 – 1911) e Francesco (1860 – 1890) Biangardi.
La disposizione degli Apostoli è quella dell’Ultima Cena di Leonardo.


La vara fu esposta per alcuni mesi nel 2022 all’aeroporto di Fiumicino e nel 2015 all’EXPO di Milano.

Link:
https://www.associazionegiovedisanto.com/

Localizzazione: CALTANISSETTA. Museo delle Vare
Autore: Vincenzo e Francesco Biangardi
Periodo artistico: 1885
Rilevatore: AC

ALGUA (BG). Santuario della Madonna del Perello, dipinto di Ultima Cena

Il Santuario fu edificato nel luogo dove nel 1413 apparve la Madonna. Il primo documento che testimonia la presenza della chiesa è la bolla pontificia dell’8 maggio 1498 di papa Alessandro VI, che cita la chiesa senza nominare l’evento miracoloso.
Il gruppo di edifici del Santuario è composto da tre diverse chiese di misure differenti costruite in forma quasi sovrapposta. La parte più antica è quella che viene chiamata la cripta. L’aula di piccole dimensioni, e con volta a botte, affrescata in origine nel XV secolo, ma gli affreschi sono stati rifatti nell’Ottocento, è illuminata da una piccola finestra e termina con il presbiterio che conserva il dipinto, opera di ignoto, della Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta.
Un paliotto di altare raffigura un’Ultima Cena, di impianto tradizionale.

La presenza della seconda chiesa è confermata nei primi anni del XVI secolo dalle note presenti sui registri contabili dell’archivio della chiesa. Originariamente era aperta sul sagrato con un’ampia apertura ad arco. Ha subito con il tempo molte modifiche diventando dal 1870 un corridoio di collegamento tra le cripta e la chiesa superiore. Restano a testimonianza gli affreschi e parte della volta del soffitto. Questa parte conserva alcuni affreschi raffiguranti la Madonna del latte.
La terza chiesa, originariamente di misura inferiore, fu edificata perché la seconda era una chiesa aperta, e serviva un luogo chiuso atto ad accogliere i fedeli che accorrevano sempre più numerosi. La chiesa era presente nel dicembre del 1575. L’edificio è collegato con la parete a nord della seconda chiesa, risulta infatti visibile su questa parete la parte superiore di due finestre, originariamente decorate e poi murate per la nuova costruzione.
Fu ristrutturata nel XIX secolo con un ampliamento che ha portato l’aula ad avere cinque campate e l’affrescatura della volta del presbiterio con il cielo stellato, e al centro l’immagine raffigurante l’ultima apparizione della Vergine al contadino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/30789/Algua+%28BG%29+%7C+Santuario+della+Madonna+del+Perello

Localizzazione: ALGUA (BG). Santuario della Madonna del Perello - Frazione Sambusita. Chiuso nel periodo invernale.
Rilevatore: AC

SAN SEVERO (FG). Chiesa di San Nicola, dipinto di Ultima Cena di N. Menzele, 1780

Olio su tela di 400 x 210 cm, posto sulla parete di fondo del presbiterio poligonale, raffigura l’Ultima Cena firmata e datata 1780.

Opera di Nicola Menzele (Trani, 1725 – Napoli 1789). Fu allievo a Napoli di Francesco De Mura.

La tela, elegantemente sagomata, rimanda all’impianto dell’omonimo soggetto dipinto dal De Mura nel 1748-50 per l’Annunziata di Capua .

 

L’impianto risale al secolo XI, fu riedificata dopo il terremoto del 1627. L’esterno della chiesa è all’insegna dell’incompiutezza, essendo incompleti sia il campanile sia la grande facciata barocca in pietra e laterizi, priva del secondo ordine. All’interno, invece, regna una geniale e assai raffinata ricchezza decorativa rococò, ideata nel secondo Settecento dall’architetto lombardo Ambrosio Piazza.

 

Bibliografia:
De Letteriis C., Nicola Menzele e i cicli pittorici delle parrocchiali di san Nicola e san Giovanni Battista in San Severo; in “Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria, Storia della Daunia”, San Severo 15 – 17 novembre 2019, Archeoclub di San Severo, 2020, pp. 145-74

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600175399

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Nicola_(San_Severo)

Localizzazione: SAN SEVERO (FG). Chiesa di San Nicola, dipinto di Ultima Cena di N. Menzele, 1780
Autore: Nicola Menzele
Periodo artistico: 1780
Rilevatore: AC

SAN SEVERO (FG). Chiesa di San Giovanni Battista, dipinto di Ultima Cena di N. Menzele, 1774

Olio su tela di 170 x 220 opera di Nicola Menzele (Trani, 1725 – Napoli 1789), allievo a Napoli di Francesco De Mura.

Questa Ultima Cena si ispira alla omonima tela del De Mura, dipinta nel 1755 per la cappella del Sacramento nella cattedrale di Monopoli di impianto orizzontale.

La chiesa, di impianto del XII secolo, fu ricostruita dopo il terremoto del 1731. La facciata è ottocentesca, l’interno barocco. Conserva reperti romani e due statue di leoncini stilofori romanici.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/biens/oeuvre/4913038/Menzele+Nicola+sec.+XVIII%2C+Dipinto+raffigurante+l%27Ultima+Cena

Localizzazione: SANSEVERO (FG). Chiesa di San Giovanni Battista
Autore: Nicola Menzele
Periodo artistico: 1774
Rilevatore: AC

BELMONTE CALABRO (CS). Chiesa collegiata di S. Maria Assunta, dipinto di Ultima Cena di N. Menzele, 1777

La pala dell’altare del Santissimo Sacramento è un olio su tela datato 1777 raffigurante l’Ultima Cena di opera firmata e datata da Nicola Menzele (Trani, 1725 – Napoli 1789), allievo a Napoli di Francesco De Mura.

La Cena si ispira alla omonima tela del De Mura, dipinta nel 1755 per la cappella del Sacramento nella cattedrale di Monopoli di impianto orizzontale.

 

La chiesa, edificata nei locali dell’antica Curia a partire dal 1585 per volere del conte Carlo Ravaschieri, nel 1759 fu elevata a Collegiata. L’attuale aspetto, dovuto ai lavori di rifacimento del XVIII secolo, è stato in parte modificato dopo il terremoto del 1908, nel quale crollò parte dell’alto campanile successivamente ricostruito.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Santa_Maria_Assunta_(Belmonte_Calabro)

Localizzazione: BELMONTE CALABRO (CS). Chiesa collegiata di S. Maria Assunta, 1777
Autore: Nicola Menzele
Periodo artistico: 1777
Rilevatore: AC

SASSOFERRATO (AN). Chiesa di Santa Teresa, dipinto di Ultima Cena

La chiesa di Santa Teresa fu costruita all’interno del Palazzo nobiliare della familia Merolli. Il palazzo è citato in documenti del XVI secolo e fu destinato nel 1643 da Vincenzo Merolli a Convento per i Carmelitani Scalzi. Della chiesa poco si sa tranne che fu costruita e decorata a partire dal 1643 per i successivi decenni.
Nel 1810 in seguito alla soppressione degli ordini ecclesiastici voluta da Napoleone, il convento fu chiuso e la chiesa rimase officiata passando sotto proprietà della vicina parrocchia di San Facondino.

La chiesa ad unica navata, si inserisce parallelamente allo sviluppo del palazzo. All’esterno presenta il fianco perfettamente allineato all’altro edificio che definisce l’isolato. Il prospetto è caratterizzato da un diverso rivestimento della superficie, infatti fino a metà altezza è realizzata a mattoni a vista, mentre la restante porzione è rivestita con blocchi di pietra di forma irregolare. Il portale d’ingresso è inquadrato da una cornice di mattoni e sormontato da una nicchia tamponata. Al di sopra di quest’ultima, è visibile una finestra con architrave in mattoni.

L’interno è diviso in tre parti: una prima porzione con tre archi sostiene la cantoria con l’organo; quindi la navata unica e infine il presbiterio con il coro ligneo in leggera curva. Lo stile della chiesa è barocco e presenta numerosi decori e cornici in stucco che corrono lungo tutto il perimetro della navata e del presbiterio.

Nella lunetta sopra la cantoria è una tela centinata seicentesca, di autore ignoto, che raffigura l’Ultima Cena.
La Cena presenta gli Apostoli parte in piedi e parte seduti alla tavola rettangolare su cui sono stoviglie, frutta, cibi. Ai lati figure di servi, due in alto a destar e due in basso a sinistra che versano acqua in un recipiente, forse alludendo alla Lavanda dei piedi.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/37917/Chiesa+Santa+Teresa

Localizzazione: SASSOFERRATO (AN). Chiesa di Santa Teresa
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

SASSOFERRATO (AN). Santuario di Maria Santissima del Cerro, dipinto di Ultima Cena, XVII secolo

Nel 1139 un documento attesta per la prima volta la chiesa e la presenta come dipendente dall’Eremo camaldolese di Fonte Avellana.
Per alcuni secoli la chiesa venne lasciata nel più completo abbandono; infatti risulta che nel 1835 il tetto fosse in gran parte distrutto, le mura fossero pericolanti, e il pavimento fosse ricoperto di macerie. Tra 1835 e 1851 la chiesa fu restaurata e riaperta al culto.
Nel 1914 fu intrapreso un progetto di ampliamento del santuario; i lavori continuarono nel 1918, e nel 1921 fu completato l’interno dell’edificio con decorazioni realizzate dai fratelli Bedini di Ostra; nel 1922 terminarono anche i lavori sulla facciata. Nel 1935 fu effettuato il consolidamento delle fondamenta.

 

Nei siti sotto indicati si dice che nel Santuario è conservato inoltre un affresco del sec. XII ed un dipinto, raffigurante l’Ultima cena, del sec. XVII.
Link sulla Chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/37909/Chiesa+di+Maria+Santissima+del+Cerro#action=ricerca%2Frisultati&view=griglia&local%E2%80%A6 
https://www.sassoferratocultura.it/le_chiese_santuario_madonna_del_cerro.htm

 

 

Non abbiamo fotografie di quest’opera, ma il Catalogo dei Beni Culturali riporta a Sassoferrato – ma senza indicazione della precisa collocazione – due dipinti di Ultima Cena.
Il primo, datato 1690-99 è un olio su tela di 300 x 220 cm, di autore ignoto, di forma rettangolare con Apostoli e servi che si affollano attorno alla tavola. In alto tripudio di angeli.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100001746


 

Il secondo dipinto, in peggiori condizioni di conservazione, è datato al 1614, olio su tela di 175 x 132 cm, di ignoto pittore di ambito marchigiano.
Riporta l’iscrizione in basso a destra, in lettere capitali: “MULIERES APPRAHENDERUNT FUSUM” il cui significato è poco chiaro in questo contesto.
La Cena è di impostazione tradizionale.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100001926

 

Chi avesse informazioni sulle tele e sulla loro collocazione, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it .  Grazie.

Localizzazione: SASSOFERRATO (AN). Santuario di Maria Santissima del Cerro
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Monastero reale dell’Incarnazione, Ultima Cena di B. Carducho, 1617

Il Monastero di monache agostiniane fu fondato dalla regina Margherita d’Austria, moglie di Filippo III e ospita importanti collezioni d’arte. L’edificio fu progettato da fra’ Alberto de la Madre de Dios, che lo realizzò tra il 1611 e il 1616.

 

Il dipinto a olio su tela dell‘Ultima Cena è opera realizzata nel 1617 dal fiorentino Bartolomé Carducho (Bartolomeo Carducci; Firenze, 1560 – Madrid, 1608), zio di Vicente.
In origine era nel refettorio del monastero delle monache che fu demolito tra 1842 e 1847; oggi è nel coro della chiesa.

La Cena è di forma centinata e di impostazione tradizionale con gli Apostoli seduti a una tavola rettangolare su cui sono cibi e stoviglie.

 

Link:
https://www.auladade.com/wp-content/uploads/2020/12/Monarquia-y-mecenazgo-Clase-10-Real-Monasterio-de-la-Encarnacion-2.-Relicario.pdf

Localizzazione: SPAGNA - MADRID. Monastero reale dell'Incarnazione
Autore: Bartolomè Carducho
Periodo artistico: 1617
Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Chiesa del Corpus Christi o de Las Carboneras, Ultima cena di V. Carducho, 1622

La chiesa è annessa al convento di monache Girolamine fondato nel 1607 da Beatriz Ramírez de Mendoza, contessa di Castelar; il convento deve il nome “carboneras” a un’immagine della Vergine dell’Immacolata ritrovata in una carbonaia e che fu donata al convento. Nel 1981 il Monastero è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale.

Conserva sull’altare maggiore un retablo ligneo seicentesco scolpito da Antón de Morales al cui centro è un dipinto a olio su tela del 1622, raffigurante l’Ultima Cena, opera di Vicente Carducho o Vincenzo Carducci  (1576–1638), nipote di Bartolomè.

 

La Cena è raffigurata in verticale con gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare su cui sono stoviglie e cibi. Un cagnolino è in basso in primo piano.

 

 

 

 

 

 

 

Link:
https://www.viendomadrid.com/2010/03/iglesia-del-convento-del-corpus-christi.html#axzz7oyIfpYWG

 

Localizzazione: SPAGNA - MADRID. Chiesa del Corpus Christi o de Las Carboneras
Autore: Vicente Carducho
Periodo artistico: 1622
Rilevatore: AC

SANTA LUCIA DEL MELA (ME). Concattedrale di Santa Maria Assunta, bassorilievo marmoreo di Ultima Cena, 1800 circa

L’edificio del secolo XI fu ricostruito nel XVI-XVI.

 

La cappella del SS. Sacramento, nel transetto sinistro, ha un altare in marmi policromi. Sopra il tabernacolo la statua del Sacro Cuore, sotto la mensa il bassorilievo dell’Ultima Cena in unico blocco marmoreo attribuito al palermitano Valerio Villareale (1773 – 1854) inserito nella parte centrale del paliotto.

Gli Apostoli sono seduti sui tre lati di una tavola rettangolare su cui c’è nulla.
A destra, rivolto verso lo spettatore, Giuda tiene in mano il sacchetto delle monete.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_Santa_Maria_Assunta_(Santa_Lucia_del_Mela)

 


Nel Comune è presente anche un dipinto raffigurante l’Ultima Cena, opera di ignoto artista francese, 1720.
Da Scheda BEWEB che non indica la specifica collocazione.


Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/VisualizzaImmagine.do?prog=1&sercd=3754618&dioc=654&tipo=M5&contesto=beni&statoinv=

Localizzazione: SANTA LUCIA DEL MELA (ME). Concattedrale di Santa Maria Assunta
Autore: Valerio Villareale 
Periodo artistico: 1800 circa
Rilevatore: AC

AVEZZANO (AQ), frazione Cese. Chiesa parrocchiale di Santa Maria, frammento di terracotta con Ultima Cena, XV secolo

La Chiesa forse risale al X secolo, ma l’edificio attuale fu edificato nel 1946 dopo il terremoto del 1915che aveva distrutto il precedente.

 

Frammento di bassorilievo in terracotta della decorazione dell’abside, opera di anonimo, risalente al XV secolo, raffigura un’Ultima Cena.
Sono rimaste le figure di Cristo e di cinque Apostoli.

 

 

Link:
https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/work/76701/Anonimo%20italiano%20o%20francese%20sec.%20XVI%2C%20Ultima%20Cena

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/11720/Chiesa_di_Santa_Maria_Cese,_Avezzano

https://storiedellecese.com/2021/02/23/lantica-chiesa-di-cese-tesori-perduti/

Localizzazione: AVEZZANO (AQ). Chiesa parrocchiale di Santa Maria
Autore: ignoto
Periodo artistico: XV
Rilevatore: AC

SAN GIACOMO DELLE SEGNATE (MN), frazione Malcantone. Casa privata, terracotta con Ultima Cena, di E. Carpeggiani, XX secolo

La terracotta mostra gli Apostoli dietro una tavola rettangolare con al centro Cristo.
Opera di Evandro Carpeggiani (1897 – 1978).

 

 

Link:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=2185390271506937&set=a.2185117074867590

Localizzazione: SAN GIACOMO DELLE SEGNATE (MN), frazione Malcantone. Casa privata E. Carpeggiani, XX secolo
Autore: Evandro Carpeggiani
Periodo artistico: XX secolo
Rilevatore: AC

QUISTELLO (MN). Palazzo Comunale, bassorilievo in bronzo di Ultima Cena di E. Carpeggiani, XX secolo

Bassorilievo in bronzo firmato da Evandro Carpeggiani (1897 – 1978).
I dodici Apostoli sono schierati dietro una tavola rettangolare su cui sono piatti e bicchieri.

 

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/6e030-00362/

Localizzazione: QUISTELLO (MN). Palazzo Comunale XX secolo
Autore: Evandro Carpeggiani
Periodo artistico: XX secolo
Rilevatore: AC

BOLOGNA. Raccolta Lercaro, scultura in bronzo di Ultima Cena di E. Pellini, XX secolo

La scultura è in bronzo e misura 21,5 x 20,7 cm.
Opera di Eros Pellini (1909 – 1993).
Intorno a una tavola rettangolare con Cristo al centro stanno solo otto Apostoli.

La “Raccolta Lercaro” è un museo di arte antica, arte moderna e contemporanee che nacque dall’unione delle opere personali acquisite dal cardinale Giacomo Lercaro (arcivescovo di Bologna dal 1952 al 1968) con quelle che artisti, collezionisti o semplici estimatori, nel tempo, gli vollero donare.

 

Link:
https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=265904

Localizzazione: BOLOGNA. Raccolta Lercaro - Via Riva di Reno, 57
Autore: Eros Pellini
Periodo artistico: XX secolo
Rilevatore: AC

REGGIO EMILIA. Musei civici, Galleria Fontanesi, Ultima Cena di fra’ Stefano da Carpi, 1762

Olio su tela di 33,4 x 87,3 cm.

L’opera, messa in vendita dal Museo di Saint Louis (Missouri USA) con una attribuzione a scuola austriaca, è stata riconosciuta a Fra’ Stefano da Carpi (Giuseppe Banaba Solieri, Carpi 1710 – Reggio Emilia 1716) e acquistata dal Museo di Reggio Emilia nel 1985.

Consueta al pittore è l’ardita impaginazione spaziale in cui è evidente il suo mestiere di scenografo come pure l’arguta raffigurazione di soggetti religiosi in cui egli esprime le sue capacità di comunicativa e di umanità restituendo con realismo particolari della vita quotidiana. A livello stilistico evidente è il ricordo della pittura veneta, da Bazzani a Tiepolo a Fontebasso, con una evidenza cromatica riferibile alla cultura del bolognese Crespi.

 

Link:
https://www.musei.re.it/collezioni/collezioni-del-palazzo-dei-musei/galleria-antonio-fontanesi/xviii-secolo/lultima-cena/

Localizzazione: REGGIO EMILIA. Musei civici, Galleria Fontanesi
Autore: fra' Stefano da Carpi
Periodo artistico: 1762
Rilevatore: AC

CASSANO ALL’IONIO (CS). Cattedrale della Natività di Maria Vergine, con Ultima Cena di C. Santanna, XVIII secolo

La cattedrale di Cassano allo Ionio (o Jonio) è di origine bizantina, sorta verso il 1100 intorno ad una preesistente chiesetta sotterranea dedicata alla “Madonna del Lauro” la cui effigie è ancora custodita all’interno della chiesa, tanto che la cattedrale stessa è detta ancora oggi “del Lauro”. L’edificio ha avuto diversi ampliamenti e rimaneggiamenti e poco rimane dell’antica struttura. Fu molto ingrandita nel 1491 e nel 1651 fu quasi interamente ricostruita dopo il disastroso terremoto che la colpì nel 1706 e arricchita, nel corso dei secoli, da molte decorazioni. Nel 2014 è stata elevata alla dignità di basilica minore da papa Francesco.

Nella navata destra, la Cappella del SS. Sacramento conserva una tela rettangolare che raffigura l’Ultima Cena, opera attribuita a Cristoforo Santanna (Marano Marchesato, 1735 –  Rende, 1805)

La tavola rettangolare presenta l’agnello e in alto sullo sfondo angioletti. Questa Cena può essere messa a confronto con le redazioni di altre Ultime Cene del Santanna, come quella a San Fili, vedi le relative schede.

 

Link:
https://www.diocesicassanoalloionio.it/cattedrale/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32485/Chiesa+della+Na

Localizzazione: CASSANO ALL'IONIO (CS). Cattedrale della Natività di Maria Vergine
Autore: Cristoforo Santanna
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

PIANOPOLI (CZ). Chiesa parrocchiale di San Tommaso d’Aquino con Ultima Cena, di C. Santanna, 1761

La costruzione della chiesa iniziò nel 1646 anno in cui Giovanni d’Aquino, principe di Feroleto, concesse gratuitamente il suolo agli abitanti che si stabilirono intorno alla chiesa di Santa Croce, dopo il terremoto del 1638, e che desideravano un luogo di culto più grande.
Nel 1664 il vescovo mons. Tommaso Perrone elevò la chiesa a parrocchiale. Nello stesso periodo al il pittore Gregorio Murmura realizzò gli affreschi nella navata laterale sinistra raffiguranti san Francesco di Paola, san Tommaso d’Aquino e la Madonna Immacolata.
Nel 1953 la chiesa fu chiusa a causa del suo cattivo stato di conservazione e riaperta quattro anni dopo, a lavori di ristrutturazione ultimati.
Nel 1983 fu eseguito un ulteriore restauro.

L’interno ha sviluppo longitudinale a tre navate con presbiterio a base quadrata, arricchito da un altare barocco intarsiato, con al centro la pala lignea raffigurante san Tommaso.

 

Conserva, sulla destra del presbiterio, un olio su tela centinata raffigurante un’Ultima Cena dipinta da Cristoforo Santanna (Marano Marchesato, 1735 –  Rende, 1805) nel 1761.
Questa Cena può essere messa a confronto con le redazioni di altre Ultime Cene del Santanna, vedi le relative schede.

 

Immagine da:
https://www.lameziainforma.it/religione/2024/01/30/cosa-e-la-messa-don-ricardo-reyes-castillo-ne-ha-discusso-nella-parrocchia-di-san-tommaso-daquino-a-pianopoli/54142/

Info sulla chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/28289/Chiesa+di+San+Tommaso+D%27Aquino

Localizzazione: PIANOPOLI (CZ). Chiesa parrocchiale di San Tommaso d'Aquino
Autore: Cristoforo Santanna
Periodo artistico: 1761
Rilevatore: AC

PETLILIA POLICASTRO (KR). Convento santuario della Sacra Spina, dipinto di Ultima Cena di C. Santanna, fine XVIII secolo

Il 22 agosto 1523 arrivò al santuario la spina che, secondo la tradizione, appartenne alla corona che trafisse il capo di Gesù. Questa reliquia fu donata da Giovanna Di Valois, regina di Francia, a padre Dionisio Sacco nel 1498. Quest’ultimo decise di portarla in dono al suo monastero d’origine che era quello francescano di Petilia Policastro, sorto nel 1320.
Il complesso attuale risale i rifacimenti sei-settecenteschi.

 

Conserva un olio su tela di 140 x 220 cm, opera di Cristoforo Santanna (Marano Marchesato, 1735 –  Rende, 1805). Circa ottavo decennio del Settecento.
Il pannello, malamente ridipinto nell’Otto-Novecento, è il primo della serie di otto tele con episodi della Passione di Cristo, inserite entro cornici ottagonali a stucco poste in alto lungo le pareti della navata. Esse furono eseguite in occasione del rifacimento settecentesco dell’edificio.
La scelta di questo tema è legata all’intitolazione del Santuario.
Questo pannello con l’Ultima Cena, che raffigura gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare, può essere messo a confronto con le redazioni di altre Ultime Cene del Santanna, vedi le relative schede.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1800025297A-8

https://www.archiviostoricocrotone.it/chiese-e-castelli/il-monastero-dei-francescani-osservanti-di-santa-maria-della-spina-di-policastro/

Localizzazione: PETLILIA POLICASTRO (KR). Convento santuario della Sacra Spina, dipinto di Ultima Cena
Autore: Cristoforo Santanna
Periodo artistico: fine XVIII secolo
Rilevatore: AC

SAN FILI (CS). Chiesa madre della SS. Annunziata, Ultima Cena di C. Santanna, 1790-99

La chiesa è citata dagli inizi del XIV secolo. Fu ampliata in forme barocche attuali con una pianta a croce latina fra il 1748 ed il 1802.

 

Conserva un olio su tela di 167 x 103 cm, raffigurante l’Ultima Cena, restaurata nel 1935.
Opera firmata da Cristoforo Santanna (Marano Marchesato, 1735 – Rende, 1805), dell’ultimo decennio del XVIII secolo .

Intorno alla mensa siedono Gesù e gli Apostoli. Il Cristo benedicente sostiene con la mano sinistra il pane. Sulla tavola imbandita è poggiato un vassoio con l’agnello; due amorini, riparati da un leggero velo, sovrastano la scena.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1800009841

Localizzazione: SAN FILI (CS). Chiesa madre della SS. Annunziata
Autore: Cristoforo Santanna
Periodo artistico: 1790-99
Rilevatore: AC

CORIGLIANO – ROSSANO (CS). Chiesa di San Domenico, dipinto di Ultima Cena di C. Santanna, seconda metà XVIII secolo

La chiesa, nell’area di Rossano, fu costruita nel 1677 dai padri Domenicani attigua al loro Convento. Accessibile attraverso una lunga scalinata a doppia rampa, è dotata di un’ampia e caratteristica facciata con il portale del 1704.

Conserva un dipinto su tela a firma di Cristoforo Santanna, (Marano Marchesato, 1735 – Rende, 1805). Sebbene non abbia uno stato ottimale di conservazione, l’opera è di buona fattura e di grandi dimensioni, 265 cm di larghezza.

Gli Apostoli sono seduti intorno a una tavola rettangolare su cui è un vassoio con l’agnello, pani, piatti e coltelli.

Link:
https://vienincalabria.blogspot.com/2020/04/le-piu-belle-opere-della-passione-di.html

Localizzazione: CORIGLIANO – ROSSANO (CS). Chiesa di San Domenico
Autore: Cristoforo Santanna
Periodo artistico: seconda metà XVIII secolo
Rilevatore: AC

CORIGLIANO – ROSSANO (CS), frazione Corigliano calabro. Chiesa parrocchiale di Santa Maria maggiore, affresco di Ultima Cena, XVIII secolo

Chiesa risalente al X secolo, ricostruita nel 1329 dal conte Ruggero Sangineto e restaurata nelle forme attuali nel 1744. L’interno ad una sola navata conserva un ciclo pittorico settecentesco del pittore Pietro Costantini da Serra San Bruno.

 

Nella Cappella del SS. Sacramento si trova un affresco raffigurante l’Ultima Cena. La fattura dell’opera è di un pittore calabrese non chiaramente riconosciuto e la datazione è la seconda metà del XVIII secolo.
Cena di impostazione tradizionale, con gli Apostoli seduti attorno a una tavola rettangolare su cui sono un calice e dei pani.

 

Link:
https://vienincalabria.blogspot.com/2020/04/le-piu-belle-opere-della-passione-di.html

Localizzazione: CORIGLIANO – ROSSANO (CS), frazione Corigliano calabro. Chiesa parrocchiale di Santa Maria maggiore
Autore: seconda metà XVIII secolo
Rilevatore: AC

MESORACA (KR). Santuario Ecce Homo, dipinto di Ultima Cena di C. Santanna, 1784 circa

Il Santuario fu fondato nel IV secolo dai basiliani, ricostruito dai Francescani nel 1400.

Conserva vari opere d’arte, tra esse un olio su tela di 140 x 325 cm, raffigurante l’Ultima Cena.
L’opera, sebbene non datata né firmata, può essere riferita, analogamente alle altre due tele raffiguranti il “Banchetto di Erode” e “Cena Francescana” a Cristoforo Santanna  (Marano Marchesato, 1735 – Rende, 1805).
Proviene dal santuario di Petilia Policastro dove il pittore  eseguì una serie di otto tele con la “Passione e Morte” di Gesù Cristo e la complessa decorazione del soffitto con scene bibliche oltre alla notevole tela con “L’incoronazione di Maria Vergine” datata 1781.
Si può plausibilmente supporre una datazione prossima all’ottavo decennio del secolo, circa 1756, e una destinazione originaria connessa al tema, si trattava, probabilmente, della decorazione del soffitto del refettorio conventuale.

Raffigura l’istituzione del rito eucaristico, cioè il momento della consacrazione dell’ostia da parte del Cristo in procinto di comunicare agli Apostoli. La scena è organizzata lungo una zona intermedia, rappresentata dalla lunga tavola intorno alla quel prendono posto i personaggi. In primo piano una bacinella con una brocca rovesciata, un asciugatoio e un pesante vaso a due anse, simboli convenzionali che accennano all’episodio appena compiutosi della “lavanda dei piedi”.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1800026137A-2

Localizzazione: MESORACA (KR). Santuario Ecce Homo
Autore: Cristoforo Santsann
Periodo artistico: 1784 circa
Rilevatore: AC

CORFINIO (AQ). Cattedrale di San Pelino, dipinto di Ultima Cena, XVIII secolo

La Cattedrale risale al secolo XI  e di essa parte l’oratorio di Sant’Alessandro.

Sulla parete della navata sinistra dell’Oratorio, un dipinto a olio su tela di 205 x 146 cm, opera di ignoto di ambito abruzzese del XVIII secolo.

Raffigura l’Ultima Cena con Cristo nell’atto di benedire il pane e il vino, attorniato da soltanto undici Apostoli, di cui quello di destra seduto su una sedia, quello di sinistra è inginocchiato con le mani giunte sul petto. Un ampio tendaggio fa da sfondo alla scena.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300181947

 

Info sulla Cattedrale:
https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_Corfinio

Localizzazione: CORFINIO (AQ). Cattedrale di San Pelino
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

MARANO DI NAPOLI (Na). Convento di Santa Maria degli Angeli, con Ultima Cena nel refettorio.

Il monastero di Santa Maria degli Angeli di Marano nasceva l’8 marzo del 1609: l’atto fu firmato a Calvizzano, nello studio notarile di Giovanbattista D’Alterio, alla presenza di Fra Gervasio da Perugia e del nobiluomo Scipione Dentice.
Fu la famiglia Dentice, infatti, per volontà di Scipione a fare dono di una delle tante loro proprietà ai frati francescani, per la realizzazione di una chiesa e di un convento a Marano, il cui podere, denominato l’olmo, si trovava nelle vicinanze della chiesa San Castrese.
Negli anni successivi diverse furono le donazioni che si aggiunsero a quelle dei Dentice, come quelle di Vittoria Riccardo Sciccone e dei figli Vincenzo, Fabrizio e Nando nel 1618. Il percorso per la costruzione dell’intero complesso fu lungo e tormentoso: nel 1649, infatti, durante i lavori della cupola, la chiesa crollò, causando diverse vittime tra le maestranze.
Ad affrescare le volte del refettorio e del chiostro fu Angelo Mozzillo di Afragola, acclamato pittore di fine settecento, le cui opere sono ammirate in diverse chiese napoletane come San Lorenzo maggiore, Sant’Anna dei Lombardi e presso l’Eremo dei Camaldoli.
Ad abbellire la seicentesca chiesa fu l’arte di “Felix pinixit”, ovvero Padre Felice da Napoli.
Il magistrale Giuseppe Barleri (scrittore defunto), autore di diversi volumi sulla storia di Marano, ha scritto che questo frate francescano “fu maestro di solide e raffinate qualità artistiche, ma da molti apostrofato “pittore ombra”, per la sua vita per nulla appariscente, malgrado le non comuni qualità artistiche”. Padre Felice lasciò questa terra nel maggio 1717.
E’ del 1700 anche la donazione dell’organo, fatta da donna Catarina Ygleses, ricca e possidente, la quale era “monaca bizzoca” dell’ordine francescano. Lo strumento fu riparato numerose volte ma, nel 1956, fu eliminato perché il solaio su cui era posizionato, presentava pericolo di staticità.
Il campanile raggiunge un’altezza di circa 20 metri: fu innalzato contestualmente alla costruzione della chiesa e quella dello stesso convento.
Di antica bellezza è lo straordinario chiostro, composto da portici ogivali, i cui pilastri sorreggono il dormitorio dei frati.

Gli affreschi presenti nel refettorio del convento di S. Maria degli Angeli a Marano di Napoli, riportati casualmente alla luce da P. Ascione diversi anni fa, sono attualmente attribuiti da alcuni allo stesso autore degli affreschi settecenteschi presenti nell’attiguo chiostro, da poco restaurato, e cioè ad Angelo Mozzillo (1756 – 1807).
Tuttavia non pochi dubbi insorgono circa tale datazione, in particolare per L’Ultima Cena, che sembra invece risalire almeno alla fine del ‘500, a causa di alcuni particolari riguardanti la tecnica e la scena rappresentata:
– la postura, la corpulenza ed il drappeggio dei personaggi, propri della scuola michelangiolesca.
– la tavola circolare, invece che rettangolare, che si trova frequentemente raffigurata dal periodo giottesco, fino a rari casi cinquecenteschi;
– la circostanza di essere stati per anni nascosti perché imbiancati da una mano di calce che però non ha interessato gli affreschi del chiostro.
A tal proposito il Barleri [1] riporta una nota del 4 ottobre 1935 in cui si afferma che “Il P. Cherubino D’Annolfo con offerte avute a questo scopo, curò un restauro radicale dell’ambiente: viene ripulito il refettorio… fu risarcita la soffitta e dipinta a nuovo, le pareti furono dipinte a colla con colore verde pisello, contornate in alto con una fascia di distacco…”. Nessun riferimento per gli affreschi in questione, evidentemente già ricoperti dalla calce data molto tempo prima.
Sino ad oggi lo studio del predetto affresco non è andato oltre, appiattito e condizionato dalla convinzione, diffusa ma non verificata, che il convento e la chiesa siano stati costruiti nel 1609 e quindi anche gli affreschi del refettorio “devono essere necessariamente coevi o postumi”.
In realtà c’è da dire che la stessa data di costruzione, 1609, scaturisce da un’errata lettura proprio degli atti citati per dimostrarla.
Barleri [2] pubblica due scritture notarili con cui il nobile napoletano Scipione Dentice, fu Marco Antonio, fa delle donazioni a favore dei Frati Minori di Osservanza, rappresentati da Fra Gervasio da Perugia.
Col primo atto, stipulato addì 8 marzo 1609 [3], dona un “luogo in più differenti parti inferiori e superiori, cortile, cisterna, giardino, terra ed altre comodità, consistente, posto e situato nel Casale di Marano epproprio dove si dice all’Olmo…”.
Dunque dona un suo fabbricato, a più piani, con cisterna, cortile e giardino “affinché si costruisca una Chiesa sotto il titolo di S. Maria degli Angeli”. Più avanti si legge: “Per prima cosa nel detto Monastero, anche non essendo completato, si celebrino nella cappella da farsi due messe la settimana…“.
Sembra di poter dedurre che il fabbricato donato debba essere trasformato in monastero e che nella cappella, già esistente, come in uso nelle masserie dell’epoca, vadano subito celebrate le messe richieste.
La lettura del secondo atto di donazione, stipulato il 17 Maggio dello stesso anno, scioglie ogni dubbio. Infatti, è presente il citato Fra Gervasio ma, questa volta, compare “per parte della venerabile Chiesa di Santa Maria degli Angeli, sita in detto casale di Marano“.
Scipione Dentice dunque dona a costui “un moggio (di terra) all’incirca e posto in detto casale, accanto ai beni di detta Chiesa dalla parte d’oriente, nel tempo passato donato dallo stesso Scipione alla stessa Chiesa, come appare chiaro da pubblico atto rogato di mia mano predetto notaio, sotto la data dell’8 marzo del presente anno, dove c’è la chiesa predetta (segue descrizione confini)“. Più avanti si legge: “Scipione (dichiara) di aver deliberato e disposto in conformità del suo intento, per amore, affetto e devozione che dice di portare verso la predetta Chiesa e la sua religione, di voler donare, in vista dell’allargamento e per comodo della detta chiesa e del suo convento“.
Quindi una chiesa già esisteva, sia pure sotto forma di Cappella di campagna, e questa andava allargata per accogliere più fedeli oltre che per atto di devozione e prestigio del donatore.
D’altra parte verifichiamo subito che anche la sola opera di allargamento non può essere stata realizzata nelle more del perfezionamento dell’atto, ossia, tra il giorno 8 marzo e il 17 di maggio, sia perché non ci sarebbero stati i tempi tecnici sia perché i beni non erano ancora stati definitivamente trasferiti ai francescani.
Osserviamo che nell’attuale Chiesa, alle spalle dell’altare maggiore, è presente una Cappella dismessa, denominata impropriamente sagrestia, in quanto è presente un altare stilisticamente somigliante a quello cinquecentesco esistente nella non lontana Chiesa dello Spirito Santo.
Anche le decorazioni residue esistenti richiamano quelle proprie di una cappella gentilizia rurale, la cui struttura e la posizione la denotano come il nucleo originario a cui si è addossata nel 1609 la nuova chiesa, quella voluta dai Dentice.
La vista in pianta [4] della Chiesa attuale rende più evidente la dicotomia architettonica esistente tra il corpo di fabbrica preesistente e la maestosità della parte aggiunta. Quest’ultima sembra confliggere con i canoni prescritti per l’architettura francescana del tempo.
Lo stesso chiostro ed il convento presentano almeno due particolarità architettoniche che mal si conciliano con l’asserita edificazione seicentesca, a conferma che tali lavori riguardarono solo la costruzione di una Chiesa in aderenza alla preesistente Cappella e, forse, il chiostro, ma non l’intera struttura: la presenza di molti locali con unghiature nei finestroni e nelle volte; l’inspiegabile inserimento “postumo” di altarini romani nei pilastri d’angolo del chiostro.

L’Ultima Cena nelle rappresentazioni orientali e occidentali
Tornando all’affresco dell’Ultima cena presente nel refettorio ci sovviene quello similare, di Scuola giottesca, presente in S. Maria Novella a Firenze, in cui egualmente è presente una tavola rotonda, imbandita frugalmente con al centro il vassoio con l’agnello.
Una rappresentazione che in qualche modo è legata alla tradizione bizantina che permetteva di realizzare scene avvolgenti.
Sotto l’aspetto iconografico è interessante, in proposito, la trattazione fatta da Micaela Soranzo [5] di cui vogliamo riportare alcuni stralci che ben spiegano il passaggio dalla rappresentazione della tavola rotonda a quella rettangolare nella pittura dal ‘300 al ‘600.
L’iconografia dell’ultima cena è definita da uno dei due momenti che la costituiscono: quello dinamico e drammatico dell’annuncio del tradimento, con le reazioni degli apostoli sconvolti dalla rivelazione, e il momento mistico e solenne della comunione degli apostoli; al loro interno si possono distinguere situazioni varie.
Mentre l’arte orientale pone l’accento sul singolo tema della comunione, in Occidente si preferisce puntare l’attenzione sull’annuncio del tradimento; solo dopo il concilio di Trento l’arte della Controriforma si sforza di recuperare la formula bizantina, preoccupandosi di glorificare il sacramento dell’eucaristia e rappresentando l’ultima cena come la prima delle messe. Successivamente il modello più comune vede riuniti i due momenti e soltanto Gesù e Giuda sono individuati in modo più evidente dalle azioni svolte.
I primi esempi iconografici si hanno nella tradizione bizantina, che ha imposto per secoli il proprio modello nell’arte cristiana. L’ultima cena è rappresentata da un tavolo semicircolare con attorno i commensali sdraiati, a ricordo del triclinium romano, come nel mosaico di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna (VI secolo).
Gesù e Giuda stanno uno di fronte all’altro, mentre gli apostoli prendono posto tra loro. I convitati sono perfettamente immobili e tutti gli sguardi, specie quello di Giuda, convergono sul Cristo. Spesso gli apostoli sono divisi in due gruppi di sei poiché, in conformità alla liturgia greca, la comunione veniva distribuita sotto le due specie, pane e vino, e due figure di Cristo-sacerdote poste alle estremità del tavolo distribuiscono l’eucaristia ai due gruppi…
Nell’iconografia occidentale, però, Cristo appare sempre una sola volta, con la patena e l’ostia, generalmente senza calice. Nonostante la diffusione della confraternita del Corpus Domini, la vera e propria comunione degli apostoli, con la consacrazione del pane e del vino, risulta poco rappresentata nell’arte del XV e XVI secolo: si possono ricordare un affresco del Beato Angelico per il convento di San Marco a Firenze e un dipinto di Luca Signorelli nella cattedrale di Cortona.
L’arte della Controriforma, con la ripresa del tema della consacrazione e della comunione, ha portato grandi capolavori di artisti come Tintoretto, Barocci, Ribera, Rubens, Tiepolo: l’ultima cena diventa il tema tipico della pala d’altare.
L’arte dell’Occidente cristiano ha elaborato una versione diversa, la cui originalità consiste nel porre l’accento sull’aspetto drammatico del tradimento più che sul carattere sacro della comunione. Generalmente al centro vi è la figura di Cristo, seduto in mezzo ai discepoli, tutti disposti dalla stessa parte tranne Giuda, che gli sta di fronte, isolato, in primo piano sul lato dell’osservatore, neppure lui senza peccato; Giovanni, il discepolo prediletto, poggia il capo sul petto del Maestro.
Il gruppo formato dalle figure di Cristo e Giovanni è spesso staccato dall’insieme e l’incisione dell’Ultima cena di Dürer (1523) mostra come diventi poi una rappresentazione a sé stante in particolare nell’arte tedesca.
Tale esigenza scenografica fa si che in occidente prevalga, ben presto la tavola rettangolare, su quella semicircolare, prettamente bizantina. Infatti, quella quadrata o rotonda, molto rare, non si prestano a una perfetta visione prospettica dei commensali.

Alla luce di queste considerazioni, ci sembra di poter affermare che il corpo centrale del convento con il suo refettorio affrescato sia antecedente alla data del 1609, replicata in diverse pubblicazioni.
E che tale data sia riferibile unicamente alla costruzione di una nuova Chiesa in aderenza all’antica Cappella gentilizia dei Dentice e alla realizzazione del Chiostro per il vecchio convento.
Purtroppo i recenti lavori di recupero, testé conclusi, inspiegabilmente, non hanno previsto il restauro degli affreschi del refettorio limitandosi solo a quelli nel chiostro. Ma anche qui l’intervento avrebbe potuto offrire l’opportunità ai restauratori di verificare se sotto lo strato di pittura che attualmente appare non ce ne siano altri più antichi, riuscendo difficile pensare che il convento non sia stato dotato di affreschi sin dalla data della sua costruzione, restandone privo per oltre un secolo. Eppure è chiaramente evidente che molte scene affrescate dal Mozzillo lasciano intravedere testi didascalici sovrapposti appartenenti almeno ad altri due strati pittorici più antichi.

Dunque, non avendo previsto la possibilità di indagini stratigrafiche, le prescrizioni del capitolato d’appalto sono state applicate in modo restrittivo e non possiamo che rilevare tristemente che la progettazione di questo restauro avrebbe richiesto competenze molteplici e sinergiche che in questo caso sembrano essere state sacrificate o ignorate. Lo stesso risultato del restauro lascia scontenti molti per il contrasto visivo tra le parti consolidate e quelle mancanti dando l’idea di un lavoro incompleto.

Estratto per Terranostranews da: “L’ultima Cena – Convento di S. Maria degli Angeli, Marano di Napoli”, Gennaio 2014, di Carlo Palermo.

Note:
(1) G. Barleri – Chiesa e Convento di Santa Maria degli Angeli in Marano di Napoli. Marano 1999, pp. 161, 162.
[2] ibidem pp. 8-13.
[3] ASN – Fondo notai del ‘600, Gio: Battista d’Alterio, Sch. N°2.
[4] G. Barleri, op. cit. p. 14.
[5] Micaela Soranzo “Arte e Liturgia – Iconografia dell’ultima cena”.

Fonte: www.terranostranews.it 18 maggio 2016

Localizzazione: Marano di Napoli (Na)
Data ultima verifica: 03/11/2024
Rilevatore: Feliciano Della Mora

SAN GIULIANO MILANESE (MI). Abbazia dei SS. Pietro e Paolo in Viboldone, affresco di Ultima Cena, XIV secolo

Fondata nel 1176 e completata nel 1348 dagli Umiliati. Dopo la soppressione degli Umiliati ad opera di Carlo Borromeo, l’abbazia passò ai Benedettini Olivetani che, successivamente, soppresso l’Ordine dal governo austriaco, furono e costretti a lasciare il complesso.
Nel 1940 il cardinale Ildefonso Schuster, dopo anni di abbandono, offrì l’abbazia a una comunità di religiose guidata da Margherita Marchi, separatasi dalla congregazione delle Benedettine di Priscilla.

Conserva preziosi affreschi di scuola giottesca con episodi della Vita e passione di Cristo.
Tra questi, nella quarta campata, parete destra, primo registro in alto, è raffigurata un’Ultima Cena con gli Apostoli seduti attorno a una tavola rotonda su cui è l’agnello, pani, stoviglie. Si riconosce san Giovanni alla sinistra di Gesù, ma non Giuda.

Immagini da Wikimedia e dai siti sotto indicati.

Link:
https://www.viboldone.com/storia.asp

https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a440-0000012/

Localizzazione: SAN GIULIANO MILANESE (MI). Abbazia dei SS. Pietro e Paolo in Viboldone
Autore: ignoto di scuola giottesca
Periodo artistico: XIV secolo
Rilevatore: AC

PISTOIA. Ex Convento di San Francesco a Giaccherino, affresco di Ultima Cena, 1590-1610

Domina la pianura di Pistoia dall’alto del colle dove fu costruito a partire dal 1414; appartenne ai Francescani ed è uno scrigno di opere d’arte, restaurate dal 20025 al 2010. Oggi di proprietà privata e ospita matrimoni ed eventi.
A gennaio 2024 è crollata una parte della volta tra l’ex refettorio e il salone al primo piano che era stato trasformato in sala da ballo.

Non sembra essersi danneggiato l’affresco dell’Ultima Cena sulla parete di fondo del refettorio. Datato al 1590-1600, di autore ignoto.
Gli Apostoli sono seduti dietro a una tavola rettangolare, solo Giuda è davanti.
Le lunette, di altra mano successiva, raffigurano le stimmate di s. Francesco e la preghiera di s. Girolamo.

Link:
https://conventodigiaccherino.it/

https://www.ingenio-web.it/articoli/convento-di-giaccherino-di-pistoia-cosa-ha-causato-il-crollo-della-volta-nell-edificio-storico/

https://it.wikipedia.org/wiki/Convento_di_Giaccherino

Localizzazione: PISTOIA. Ex Convento di San Francesco a Giaccherino
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1590-1600
Rilevatore: AC

FOLIGNO (PG). Abbazia di Santa Croce in Sassovivo, affresco di Ultima Cena, 1595

Complesso benedettino la cui prima struttura risale al 1082.
Il chiostro a monte è rarissimo esempio di architettura e scultura romanica (1229). A pianta rettangolare, con un portico di 128 colonnine binate, lisce o spiraliformi, con capitelli a giglio, sorreggenti 58 archi a tutto sesto che poggiano su un muretto. Al di sopra degli archi vi è una trabeazione classica con marmi colorati e due cornici in mosaico di Nicola Vassalletto.
Nel 1814 l’abbazia fu soppressa e nel 1834 i monaci furono costretti a cedere ai vescovi di Foligno i diritti sul complesso, gravemente danneggiato dal sisma del 1832; nel 1860 gli immobili passarono al demanio, alla mensa vescovile e ad un privato. Nel 1979, si insediarono i “Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle” della Comunità Jesus Caritas.

 

Dal chiostro si può accedere al Monastero ed al grande refettorio con la parete di fondo decorata con un affresco, di autore ignoto, datato 1595, raffigurante l’Ultima Cena, di impostazione tradizionale con gli Apostoli seduti attorno a una tavola rettangolare.

Info sull’Abbazia:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/abbazia-di-sassovivo-foligno/

Localizzazione: FOLIGNO (PG). Abbazia di Santa Croce in Sassovivo
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1595
Rilevatore: AC

ASSISI (PG). Pro Civitate Cristina, Galleria d’Arte Contemporanea, Ultima Cena di F. Ferrazzi, 1955-6

La Galleria si trova nel centro storico di Assisi, in borgo San Pietro. Riaperta al pubblico nel 2005, è ospitata nella sede della Pro Civitate Christiana, associazione di laici fondata nel 1939 da Don Giovanni Rossi con lo scopo di promuovere la cultura cattolica nella società contemporanea.

Espone anche un olio su tela, 200 x 205 cm. firmato e datato in basso al centro “FERR: FERRAZZI 1955-56”; monogramma di Ferrazzi.
Acquistato nel 1956. Inv. n. 0136400 (Galleria).
Opera di Ferruccio Ferrazzi (1891 – 1978).

Una Ultima Cena in stile moderno, ma che segue l’iconografia antica, con Gesù a capotavola a sinistra e Giuda, sovrastato da un demonio, mentre mette la mano nel piatto di Cristo.

 

Link:
https://procivitate.assisi.museum/it/artwork/1387-ultima-cena

Localizzazione: ASSISI (PG). Pro Civitate Cristina, Galleria d'Arte Contemporanea
Autore: Francesco Ferrazzi
Periodo artistico: 1955-6
Rilevatore: AC

MONSANO (AN). Chiesa del SS. Sacramento, Ultima Cena di D.L. Valeri, 1736

All’inizio del XVI secolo si installò a Monsano la Confraternita del Santissimo Sacramento a cui fu affidata la gestione della antica cappella del Soccorso. La confraternita iniziò subito la costruzione di una chiesa che dedicò all’Eucarestia. Dal1589 la cura della chiesa fu affidata ai Padri Apostolici, che nel 1592 rinnovarono l’edificio e i lavori terminano nel 1598. La chiesa passò nel 1652 all’amministrazione commendataria del cardinale Pamphili per ritornare subito dopo di proprietà della confraternita d’origine che tuttora la detiene.

Nel 1740, il vescovo Antonio Fonseca fece realizzare la volta e la decorazione a stucchi rococò e, a partire dal 1736, commissionò al pittore Domenico Luigi Valeri (Jesi, 1701 – Camerino, 1770) le pale dell‘Ultima Cena, olio su tela di 220 x 148 cm, per l’altar maggiore; la Crocifissione e la Visitazione per gli altari laterali.

 

L’Ultima Cena raffigura gli Apostoli attorno a una tavola con Cristo al centro. Si riconosce Giuda, in primo piano a sinistra, che tiene il sacchetto delle monete.

 

 

Immagine da Wikimedia

Info sulla Chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_del_Santissimo_Sacramento_(Monsano)

Localizzazione: MONSANO (AN). Chiesa del SS. Sacramento
Autore: Domenico Luigi Valeri
Periodo artistico: 1736
Rilevatore: AC

MACERATA. Chiesa di S. Maria delle Vergini, dipinto di Ultima Cena di C. e V. Conti, 1592-5

Edificata a partire dal 1550 e decorata nei decenni successivi, rappresenta uno dei casi più interessanti nelle Marche di cantieri artistici sacri tra XVI e XVII secolo. La denominazione si deve alla Compagnia dei Vergini, una confraternita religiosa composta da giovani non sposati di entrambi i sessi, cui la chiesa fu affidata già durante i lavori di edificazione. Con il tempo, la compagnia divenne esclusivamente femminile, modificando la denominazione dell’edificio.

La cappella Maggiore o dei Bifolchi era di patronato della Compagnia omonima di agricoltori, che iniziò a decorarla nel 1589 affidandola a Gaspare Gasparrini che eseguì solo gli affreschi della calotta absidale dato che morì l’anno successivo. Nel 1592 il cantiere decorativo passò nelle mani dei fratelli Cesare (1550 circa – 1622) e il fratello minore Vincenzo (seconda metà XVI secolo – 1626?) Conti, pittori di Arcevia che avevano fatto esperienza a Roma in molti cantieri tardo cinquecenteschi.
La pala d’altare con l’Ultima Cena mostra un barocchismo che si distingue per il sapiente impianto prospettico e il plasticismo delle figure. La cappella fu completata entro il 1595 con gli affreschi laterali raffiguranti la Raccolta della Manna, a sinistra e l’Incontro di Abramo e Melchisedec a destra, episodi legati al tema eucaristico e ai dettami del concilio di Trento.

La pala, olio su tela, dei fratelli Conti, presenta due scene separata da nubi: in alto la figura di Dio Padre circondato da angeli; in basso l’Ultima Cena intorno alla lunga tavola posta in diagonale. I poli sono Cristo, seduto al centro della tavola in secondo piano, e l’apostolo con il calice di vino che porge a un giovane coppiere, ben evidente al centro della scena, a sottolineare le due specie eucaristiche.
All’estrema sinistra vi è Giuda Iscariota, di spalle e in ombra, nell’atto di nascondere la borsa con i trenta denari.

 

 

Bibliografia
Canullo G., I Bifolchi e l’eucarestia. La cappella maggiore della chiesa di Santa Maria delle Vergini a Macerata, Il Capitale Culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, (13), 37–78, 2016, reperibile in:  https://doi.org/10.13138/2039-2362/1351  

Link:
http://www.santamariadellevergini.org/tour-virtuale/

Localizzazione: MACERATA. Chiesa di S. Maria delle Vergini
Autore: Cesare e Vincenzo Conti
Periodo artistico: 1592-5
Rilevatore: AC

GUARDEA (TR). Chiesa dei SS. Pietro e Cesareo, Ultima Cena, copia da L. Agresti, XVII-XVIII secolo

Agli inizi del XVIII secolo, dopo la demolizione di una preesistente chiesetta, iniziarono i lavori di costruzione del nuovo luogo di culto; la parrocchiale, dedicata ai santi Pietro e Cesareo, fu portata a compimento nel 1732 e consacrata quattro anni dopo.

 

Conserva un olio su tela di 320 x 210 cm, raffigurante l’Ultima Cena, copia dell’affresco di Livio Agresti a Roma, vedi scheda  https://www.ultimacena.afom.it/roma-oratorio-del-gonfalone-ultima-cena-l-agresti-e-successive-stampe/.

La scheda Beni Culturali attribuisce la tela a Gian Francesco Perini (XVII – XVIII secolo); altri la considerano opera di Litardo Piccioli (XVII secolo), allievo dell’Agresti.

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000152915

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/16631/Guardea+%28TR%29+%7C+Chiesa+dei+Santi+Pietro+e+Cesareo

Roma-Oratorio Gonfalone. Ultima Cena di Agresti

Localizzazione: GUARDEA (TR). Chiesa dei SS. Pietro e Cesareo, copia da L. Agresti, XVII-XVIII secolo
Autore: Litardo Piccioli oppure Gian Francesco Perini
Periodo artistico: XVII secolo / inizi XVIII
Rilevatore: AC

SAN GIOVANNI BIANCO (BG), frazione Cornalita. Chiesa del Corpus Domini, Ultima Cena di C. Ceresa, copia da L. Agresti, XVII secolo

La costruzione di un piccolo oratorio risale attorno al 95. Nel Quattrocento fu costruito un nuovo edificio di culto che inglobò quello antico che ne divenne il portico; nel 1447 fu consacrato e intitolato al Corpus Domini dal vescovo di Bergamo Polidoro Foscari. La chiesa fu affrescata successivamente, nella seconda metà del Quattrocento.
Nel XX secolo la chiesa fu oggetto di restauro conservativo

 

La struttura dell’edificio è navata unica, sulla quale si aprono l’altare della Beata Vergine, quello di S. Antonio dia Padova e il presbiterio che conserva una parte di un ciclo di affreschi raffigurante le scene della vita di Cristo della fine del XV secolo.

La pala dietro l’altare, bisognosa di restauri, è un’Ultima Cena, copia di quella di Livio Agresti a Roma, del 1569-71, vedi scheda https://www.ultimacena.afom.it/roma-oratorio-del-gonfalone-ultima-cena-l-agresti-e-successive-stampe/.

L’opera è attribuita a Carlo Ceresa (San Giovanni Bianco, 160 – Bergamo, 1679).

 

 

 

Link:
https://www.provinciabergamasca.com/vallebrembana/sangiovannibianco/cornalita/index.html

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31841/Chiesa_del_Corpus_Do
mini_Cornalita,_San_Giovanni_Bianco

Localizzazione: SAN GIOVANNI BIANCO (BG), frazione Cornalita. Chiesa del Corpus Domini
Autore: Carlo Ceresa
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

CAPANNORI (LU), frazione Verciano. Chiesa parrocchiale dei Santi Stefano e Vincenzo, Ultima Cena di B. Trenta, copia da L. Agresti, XVII secolo

La chiesa parrocchiale del XVII secolo, fu ampliata nel 1950, quando venne anche costruito il nuovo campanile.

 

L’Ultima Cena di Livio Agresti del 1569-71, vedi scheda https://www.ultimacena.afom.it/roma-oratorio-del-gonfalone-ultima-cena-l-agresti-e-successive-stampe/ fu oggetto di numerose copie, come quella conservata a Firenze, Museo Bardini.

Il pittore lucchese Banduccio Trenta (1588 – 1644) ne eseguì una copia per la Parrocchiale, ma il dipinto risulta incompleto, forse a causa di un taglio della tela (come sembra dimostrato dalla presenza di due mani che reggono un vassoio in alto a sinistra). La derivazione dallo stesso archetipo iconografico appare evidente.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/79365/Chiesa_dei_Santi_Vincenzo_e_Stefano_Verciano,_Capannori

 

Localizzazione: CAPANNORI (LU), frazione Verciano. Chiesa parrocchiale dei Santi Stefano e Vincenzo
Autore: Banduccio Trenta
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FIRENZE. Museo Bardini, Galleria Corsi, Ultima Cena, copia da L. Agresti, 1600-24

L‘Ultima Cena affrescata da Livio Agresti del 1569-71, vedi scheda https://www.ultimacena.afom.it/roma-oratorio-del-gonfalone-ultima-cena-l-agresti-e-successive-stampe/ fu oggetto di numerose copie di dimensioni minori.

Tra esse un olio su tela di 102,5 x 72 cm, di autore ignoto.
Esposto nella sala IV. Inventario numero: Donazione Corsi 206/647

Il Museo è in Via dei Renai, 37

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900457588

Roma-Oratorio Gonfalone. Ultima Cena di Agresti

Localizzazione: FIRENZE. Museo Bardini, Galleria Corsi
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1600-24
Rilevatore: AC

TAVULLIA (PU). Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, Ultima Cena di N. Martinelli, ultimo quarto XVI secolo

La pala dell’altare maggiore è un olio su tela di 425 x 248 cm, opera di Nicolò Martinelli detto Trometta (1540 circa – 1611), datata all’ultimo quarto del XVI secolo.
In alto il Padre Eterno tra angeli e la Colomba dello Spirito Santo.
Sotto, la tavola rettangolare dellUltima Cena. Sullo sfondo architetture con colonne e figure di servitori..

 

 

 

L’attuale parrocchia di San Lorenzo Martire è data dall’unione delle storiche parrocchie esistenti a Tavullia fin dal Medioevo. La costruzione della primitiva chiesa di San Lorenzo è posteriore al XIII secolo poiché nelle Rationes Decimarum del 1290 non compare nell’elenco stilato.
Sul finire del XIX la chiesa era n condizioni precarie e ne era compromessa la stabilità. Nel 1930 il Genio Civile ne ordinò la chiusura al culto e la demolizione. Negli anni 1930-31 la chiesa fu ricostruita dalle fondamenta. Il campanile fu costruito dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100156531

Localizzazione: TAVULLIA (PU). Chiesa parrocchiale di San Lorenzo
Autore: Nicolò MaArtinelli
Periodo artistico: ultimo quarto XVI secolo
Rilevatore: AC

ACERENZA (PZ). Cattedrale di S. Maria Assunta, Ultima Cena di A. Stabile, 1570

Sull’altare del transetto sinistro vi è l’edicola del SS. Sacramento, eretta nel 1570 con le elargizioni dell’omonima confraternita. Dentro una ricca arcata marmorea, probabile opera di Pietro di Muro Lucano, vi è una pala formata dalla ricomposizione di due dipinti distinti, di cui solo il superiore sembra pertinente alla dedicazione dell’edicola, mostrando un’Ultima Cena quindi databile con certezza al 1570. Il dipinto, a forma di lunetta, presenta una notevole discordanza con il contesto nel quale venne inserito verso la fine del secolo XVI.
Nella tavola centrale, in basso, vi è una Pietà che mostra il corpo esanime di Cristo su un lenzuolo, intorno a cui si assiepano S. Giovanni Evangelista, Giuseppe d’Arimatea, due Marie che sostengono la Madonna svenuta, Nicodemo e Maria Maddalena.

Entrambi i dipinti sono opera sicura del potentino Antonio Stabile (1540 – 1580) che, insieme al fratello Costantino, ha lasciato una trentina di dipinti su tela e su tavola sparsi in numerosi centri della Basilicata.

L’Ultima Cena mostra gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare e al centro Cristo che solleva il pane eucaristico.

 

 

La Cattedrale fu edificata tra l’XI ed il XIII secolo sui resti di una precedente chiesa paleocristiana. Nel 1281 la chiesa fu parzialmente ricostruita in forme romanico – gotiche, con un peribolo a tre absidi divergenti e una facciata con tre portali.
Nel 1456 la cattedrale romanica subì gravi danni a causa di un terremoto; inoltre, a causa di una lunga serie di arcivescovi non residenziali, l’edificio fu abbandonato. Solo nel 1524, per volere dei conti Ferrillo di Acerenza, iniziò il restauro completo della chiesa.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1700020085

Info sulla Cattedrale:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/45698/Acerenza+%28PZ%29+%7C+Cattedrale+dell%27Assunzione+di+Maria+Vergine

Localizzazione: ACERENZA (PZ). Cattedrale di S. Maria Assunta
Autore: Antonio Stabile
Periodo artistico: 1570
Rilevatore: AC

BRESCIA. Chiesa di Sant’Agata, Ultima Cena di P. Marone, XVI – XVII secolo

 

All’esterno della cappella del Santissimo Sacramento vi è l‘affresco di 185 x 215 cm, opera del bresciano Pietro Marone (1548 – 1625) che raffigura l’Ultima Cena.

 

La Cena risente degli influssi del Moretto nella classica impostazione delle figure intorno alla mensa. Lo sfondo è occupato da colonne a paraste. Su di esso si stagli la tavola, bianchissima, con Cristo al centro tra san Giovanni e san Pietro. Attorno gli altri apostoli in ampi paludamenti.

La Chiesa ha origini antichissime, ricostruita nel Quattrocento con linee gotiche, fu risistemata prima nel Cinquecento, poi nel Seicento e infine, più radicalmente, nel Settecento, quando le pareti interne furono completamente ricoperte di affreschi.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300090431

https://museodiocesano.brescia.it/museo-diffuso/chiesa-di-santagata/

Localizzazione: BRESCIA. Chiesa di Sant'Agata
Autore: Pietro Marone
Periodo artistico: XVI – XVII secolo
Rilevatore: AC

PISA. Museo Nazionale di Palazzo Reale, Ultima Cena di B. Ciceri, XVII-XVIII secolo

Olio su tela di 16 x 31 cm. Opera di Bernardino Ciceri (Pavia, 1650 – 1728).
Inventario numero 1773
Proviene dal monastero benedettino di San Matteo.

Cena di impostazione tradizionale con gli Apostoli dietro una tavola rettangolare. Giuda in primo piano a sinistra con in mano il sacchetto delle monete.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900408335

Info sul Museo
https://cultura.gov.it/luogo/museo-nazionale-di-palazzo-reale

Localizzazione: PISA. Museo Nazionale di Palazzo Reale
Autore: Bernardino Ciceri
Periodo artistico: XVII-XVIII secolo
Rilevatore: AC

CAREGGINE (LU). Pieve dei SS. Pietro e Paolo con Ultima Cena di B. Trenta, 1630-44

Ultima Cena, olio su tela di 209 x 163 cm, opera del lucchese Banduccio Trenta (1588 – 1644).
La Cena raffigura gli Apostoli schierati dietro una tavola rettangolare in cui Cristo è al centro del lato corto.
A sinistra in primo piano, un cane dal pelo maculato si erge sulle zampe posteriori, rivolto verso la tavola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La pieve, costruita intorno al VII-VIII secolo, periodo di dominazione longobarda, si presenta con una struttura risultato di rifacimenti che si sono susseguiti nel tempo. Ricordata nelle carte vescovili lucchesi fin dal 845, l’edificio sacro nel 995 ricevette il titolo di pieve. La chiesa è preceduta da un piccolo portico risalente al Settecento, mentre tracce della struttura romanica sono ravvisabili nella torre campanaria aperta nella cella da una bifora.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900062329

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/82789/Careggine+%28LU%29+%7C+Chiesa+dei+Santi+Pietro+e+Paolo

Localizzazione: CAREGGINE (LU). Pieve dei SS. Pietro e Paolo
Autore: Banduccio Trenta
Periodo artistico: 1630-44
Rilevatore: AC

RIONERO IN VULTURE (PZ). Collocazione ignota, Ultima Cena della bottega di De Mura, XVIII secolo

 

Olio su tela di 75 x 100 cm.
Il dipinto si deve ad un pittore di stretta osservanza di Francesco De Mura (1696 – 1782) ed è una derivazione da opere del maestro dello stesso soggetto. Del bozzetto dipinto nel 1750 dal De Mura riprende, con pochissime varianti, le figure principali, mentre sviluppa il soggetto con andamento orizzontale come il dipinto realizzato nel 1755 per la Cappella del SS.mo Sacramento nella Cattedrale di Monopoli.
In Puglia questo soggetto era stato diffuso da Andrea Giannico, autore di una copia uguale persino nelle misure al bozzetto del 1750, forse non estraneo all’esecuzione di questo dipinto, di dimensioni più ridotte.
L’Ultima Cena, ambientata in uno spazio appena definito da una prospettiva di colonne, è imperniata intorno alla figura di Cristo, circonfusa di luce, colta nell’atto di benedire il pane. È seduto dietro la tavola che occupa lo spazio orizzontalmente e alle cui estremità siedono gli Apostoli che si ritraggono nell’annunzio del tradimento.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1700122901

Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

CAMAIORE (LU). Museo d’Arte Sacra, arazzo con Ultima Cena, 1516

Il grande arazzo di 380 x 600 cm, di manifattura nord-Europea, fu realizzato nelle Fiandre nel 1516 e rappresenta un’Ultima Cena. Ai lati della tavola le scene a sinistra della Lavanda dei piedi e a destra della Cattura nell’Orto con il bacio di Giuda.

La realizzazione, in lana, seta e filo d’argento, è solitamente attribuita alla bottega di Peter di Pannemaker. L’opera ha subito una storia travagliata: fu rubata nel 1932 e ritrovata miracolosamente illesa nel padule di Calambrone, a Livorno. Fu quindi portata a Firenze, ed esposta agli Uffizi, che ne curarono il restauro nel 1934.Un secondo restauro fu eseguito tra 1970 e 1972.
Esposto nella “Sala dell’arazzo”.

 

L’Ultima Cena è ambientata in un interno in stile nordico, rinascimentale, con due colonne in primo piano a delimitare lo spazio scenico. Cristo, in piedi, tiene il calice nella mano sinistra e indica con la destra Giuda, appoggiato con il gomito all’estremità sinistra della tavola rettangolare, tra lo stupore e l’agitazione degli altri Apostoli.
Sopra la figura di Cristo, al centro, un baldacchino con fondale in prezioso velluto e la data 1516.

 

Il Museo, allestito nei locali della Confraternita del SS. Sacramento, San Michele Arcangelo e San Vincenzo martire, fu istituito nel 1934.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900060118

https://museoartesacracamaiore.cfs.unipi.it/

Localizzazione: CAMAIORE (LU). Museo d'Arte Sacra - Via IV Novembre, 71
Autore: Peter di Pannemaker
Periodo artistico: 1516
Rilevatore: AC

CAMAIORE (LU). Collegiata parrocchia di S. Maria Assunta, dipinto di P. Dandini con Ultima Cena / Comunione degli Apostoli, seconda metà XVII secolo

La chiesa fu fondata nel 1278; in stile romanico, tra il 1350 e il 1365 venne costruita la torre campanaria. Nel 1387 divenne chiesa battesimale. Nel 1515 papa Leone X, su istanza della Repubblica di Lucca, la elevò a collegiata.
A partire dal XV secolo, la chiesa subì una serie di restauri che ne hanno cambiato l’aspetto, senza però mutare l’antica struttura romanica. Dopo il terremoto del 1536, durante il quale fu gravemente danneggiata, fu in parte ricostruita e riaperta al culto. Nel XVIII secolo, la chiesa fu oggetto di una serie di restauri in stile barocco, con la costruzione dell’abside e di alcune cappelle laterali.
Agli inizi del XX secolo, l’esterno è stato ricondotto alle originarie caratteristiche romaniche.

 

Nella cappella in fondo alla navata di sinistra, dedicata al Santissimo Sacramento vi è, sulla parete destra, l’olio su tela di 295 x 185 cm, raffigurante la Comunione degli Apostoli / Ultima Cena di Pietro Dandini (1646 – 1712).

Con iconografia inconsueta, gli Apostoli sono disposti intorno al Cristo, non a tavola.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900106428

https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Santa_Maria_Assunta_(Camaiore)

Localizzazione: CAMAIORE (LU). Collegiata parrocchia di S. Maria Assunta
Autore: Pietro Dandini
Periodo artistico: seconda metà XVII secolo
Rilevatore: AC

SELLERO (BS). Chiesa di San Desiderio, affresco di Ultima Cena, XV secolo

La chiesa, prima parrocchiale di Sellero, era già presente nel XIII secolo; nel XVI furono completati lavori per la costruzione del campanile. Già sconsacrata nella seconda metà dell’Ottocento, durante la Prima guerra mondiale la chiesa venne adibita ad alloggio per le truppe.
Nel 1987 furono eseguiti lavori per il restauro e la riapertura al culto dell’edificio.

All’interno si trovano affreschi, emersi durante gli ultimi restauri, che scandiscono i passaggi storici della chiesa. Tra quelli meglio conservati, una piccola cappella dedicata alla Madonna con Santa Caterina d’Alessandria e San Girolamo, dipinta dalla scuola del pittore locale Giovan Pietro Da Cemmo (XV secolo); alcune figure di Apostoli di Johannes De Volpino (o Maestro di Sommacampagna seconda metà del XIV secolo), rappresentazioni di volti ancora più antichi, simili a quelli del Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, datati al XII – XIII secolo.

In alto, sulla parete sinistra, un’Ultima Cena purtroppo lacunosa ai due lati. Resta la rappresentazione della stanza, con la tavola rettangolare e nove figure. Al centr, Cristo appoggia la mano sinistra sulle spalle di un giovane san Giovanni; in primo piano a destra, Giuda è senza aureola e con la borsa con i trenta denari.
Sulla tavola imbandita, l’agnello, pani, pesci, bicchieri di vino.
Le caratteristiche stilistiche fanno datare l’affresco al Quattrocento, ma ignoto è l’autore.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59668/Chiesa_di_San_Desiderio_Vescovo_Martire_Sellero

https://www.danielarossisaviore.com/post/san-desiderio-e-i-presepi-di-sellero-visite-guidate-gratuite

Localizzazione: SELLERO (BS). Chiesa di San Desiderio
Rilevatore: AC

PROVAGLIO D’ISEO (BS). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, Ultima Cena, XVI-XVII secolo

La chiesa fu costruita a partire dal 1792 su progetto dell’architetto Vincenzo Berenzi.
Fu completata nel 1817, ad opera del capomastro Aglio Luigi. Divenne ufficialmente la Parrocchia di Provaglio nel 1827.
La chiesa fu restaurata nei primi decenni del XX secolo e la facciata nel 2011.

Conserva un olio su tela che raffigura l’Ultima Cena, opera di un pittore bresciano tra il XVI e XVII secolo, forse Pietro Marone (Brescia, 1548 – Riva di Solto, 1625) .

 

Nella Cena gli Apostoli si affollano intorno alla tavola. Cristo, al centro, ha alle spalle un’architettura classicheggiante. A destra, Giuda con in mano il sacchetto delle monete. In primo piano in basso un cagnolino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52058/Provaglio+d%27Iseo+%28BS%29+%7C+Chiesa+dei+Santi+Pietro+e+Paolo+Apostoli

Localizzazione: PROVAGLIO D'ISEO (BS). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo
Autore: Pietro Marone?
Periodo artistico: XVI-XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – REPENTIGNY. Chiesa di San Martino, scultura di Ultima Cena, XVI secolo

Il principale interesse architettonico della città del Calvados è questa chiesa, la cui origine risale al XIII secolo e che contiene una pala d’altare di tradizione medievale, ma del XVI secolo in legno intagliato, circondata da dodici dipinti che rappresentano  episodi della Passione di Cristo.
Nel 2012, quando la pala fu rimossa per un restauro, sul retro  furono scoperte altre scene dipinte in grisaille  raffiguranti scene della vita di san Martino.
La forma rettangolare della pala e il bassorilievo in legno policromo la rendono un pezzo unico.

Al centro della pala, il bassorilievo dell‘Ultima Cena mostra gli Apostoli sui tre lati di una tavola rettangolare su cui sono l’agnello, pani, piatti bicchieri, coltelli…
Giuda è riconoscibile all’estrema, destra volto verso lo spettatore, e con il mano il sacchetto dei denari.

 

Link:
https://repentignypatrimoine.com/

Localizzazione: FRANCIA - REPENTIGNY. Chiesa di San Martino
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – MONTARGIS. Chiesa di Santa Maddalena, scultura di Ultima Cena, XVI secolo

La chiesa fu edificata tra il XII secolo e il Rinascimento, poi completata nella seconda metà del XVII e restaurata a partire dal 1860.

 

Nella Cappella del Calvario, il paliotto è una scultura a tutto tondo, in pietra dipinta di 100 x 225 cm, realizzata nel XVI secolo, proveniente Dall’Hotel Dieu (ospedale -ospizio) di Courtenay (comune nel Loiret, nella regione del Centro, Valle della Loira, 26 km a nord est di Montargis).

Raffigura l’Ultima Cena che mostra gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare. Si riconosce san Giovanni accanto a Cristo; particolari sono le posture di alcune figure, come quella a sinistra con in mano un libro (unicum iconografico) e un’altra in basso inginocchiata con in mano un oggetto poco identificabile (il sacchetto delle monete di Giuda?).
Altro particolare iconografico unico è la presenza, in una scultura (invece in pittura ve ne sono parecchi esempi), della figura del donatore di piccole dimensioni e inginocchiato in basso all’estremità sinistra della scena.

 

Link:
https://pop.culture.gouv.fr/notice/palissy/PM45000384

https://roch-jaja.nursit.com/spip.php?rubrique1229

 

 


La chiesa conserva anche un fronte d’altare con rappresentazione dell’Ultima Cena, olio su tela di 98 x 207  cm, della fine del XVI secolo, in deposito presso il locale museo Girodet, attualmente in restauro.
La fotografia mostra il dettaglio delle figure a sinistra di Cristo, durante il restauro.

 

 

Link:
https://pop.culture.gouv.fr/notice/memoire/AP45W00493

Localizzazione: FRANCIA – MONTARGIS. Chiesa di Santa Maddalena,
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – PEYRINS. Chiesa di San Martino, scultura copia del Cenacolo di Leonardo, 1816

Peyrins è situata nel dipartimento della Drôme della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi.
La chiesa di Saint-Martin dal 2009 conserva un’opera sorprendente affidata, date le sue grandi dimensioni, dal Museo Diocesano di Mours-Saint-Eusèbe e dal Vescovado di Valence: una riproduzione scultorea a grandezza naturale di Gesù e dei dodici apostoli dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci a Milano. Iscritta dal 2009 nell’Inventario dei Monumenti Storici.

Jean-Christophe Guilliaud (1755-1821), ricco industriale, originario di Saint-Etienne, commerciante di ferramenta e di armi, decise di creare nel 1804 un parco religioso nella sua proprietà di Collonges, nel Mont-d’or, a nord di Lione, e dove una copia dell’Ultima Cena di Leonardo doveva ornare una cappella.
J.C. Guilliaud pensava di acquistarne una copia tridimensionale nel 1809, prima in marmo ma, per l’eccessiva spesa, decise poi in legno. Si rivolse quindi nel 1810 a uno scultore della Val Gardena, Josef Rungaldier (o Ruggaldier) di cui sappiamo nulla, ma la cui famiglia ha tuttora artisti del legno.
Fu stabilito il prezzo complessivo di 1050 franchi, e le statue arrivarono lentamente e solo all’inizio del 1816 ebbe la Cena completa con le tredici statue.
Per ospitare quest’opera monumentale, fece erigere una cappella, la Chapelle du Cénacle, decorata sul tema dell’Istituzione dell’Eucaristia e inaugurata nel settembre 1816.
In una fotografia degli inizi del Novecento si può vedere la disposizione delle sculture nella cappella dove le statue “dipinte del colore del marmo bianco” erano poste su una pedana e intorno a una tavola. Al centro, con entrambe le braccia tese, Cristo, e sembra che Guilliaud o un proprietario successivo ne abbiano fatto scavare il petto per ospitare un tabernacolo.

Questo insieme scultoreo fu donato nel 1934 al seminario maggiore di Valence e poi ospitato nella chiesa di Peyrins.

Le statue riproducono con scarsa fedeltà gli atteggiamenti degli Apostoli dipinti da Leonardo. Oggi manca la tavola, quindi la Cena deve essere immaginata e le statue, ognuna isolata dalle altre, creano un effetto straniante.

 

Info:
https://quiplusest.art/la-cene-sculptee/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=La+newsletter+de+la+revue+num%C3%A9rique+Q%2BE-07%2F2022

Localizzazione: FRANCIA – PEYRINS. Chiesa di San Martino, scultura copia del Cenacolo di Leonardo
Autore: Josef Rungaldier
Periodo artistico: 1816
Rilevatore: AC

FRANCIA – LE HAVRE. Museo dell’abbazia / priorato di Graville, scultura di Ultima Cena, XVI secolo

Nell’antica antica abbazia è situato un Museo di statuaria religiosa, il più bello della Normandia, che espone anche elementi lapidari medievali e oggetti liturgici.

 

Un rilievo in alabastro di Malines (francese; Mechlen in fiammingo; Mechelen in olandese, città della provincia di Anversa nelle Fiandre, oggi in Belgio), risale al XVI secolo.

Raffigura l’Ultima Cena, con gli Apostoli che si affollano intorno alla tavola. Cristo è sotto un baldacchino.

Immagine da:
https://bmasson-blogpolitique.over-blog.com/2017/01/la-cene-leonard-de-vinci-et-urs-fischer.html

 


Un’altra scultura simile, di 15 x 19 cm, indicata come “Manifattura di Malines, XVI-XVII secolo, Ultima Cena”, in vendita da Ars Antiqua a Milano.

Link:
https://www.proantic.it/1338471-manifattura-di-malines-xvi-xvii-secolo-ultima-cena.html

Localizzazione: FRANCIA - LE HAVRE. Museo dell'abbazia / priorato di Graville
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

SPAGNA – SIVIGLIA. Cattedrale di Santa Maria de la Sede, vetrata e retablo scolpito con Ultima Cena

 

 

Nella navata laterale destra, sopra la cappella di Sant’Andrea, vi è una vetrata che misura in totale 220 x 722 cm, in basso la raffigurazione dell’Ultima Cena.

Opera di Arnao de Flandes (Arnao delle Fiandre) il Giovane che lavorò alla Cattedrale di Siviglia tra il 1534 e il 1557.

Cena di impostazione tradizionale; gli Apostoli sono intorno alla tavola su cui sono pani, un agnello, un calice…


Retablo dell’altare maggiore con scultura.
La Cappella Maggiore conserva il più grande retablo del mondo (20 x 18 m), capolavoro tardo gotico dell’artista fiammingo Pieter Dancart. Scolpito in legno e doralo con figure a tutto tondo e dipinte. Disegnato nel 1482, fu completato nel 1564. Nei 36 scomparti della parte frontale sono narrate scene della Vita di Cristo e della Madonna e sono separati verticalmente da pilastri ornati con intagli di figure della Bibbia e della Chiesa.
In cima c’è una struttura simile a un baldacchino con tre file di nicchie ottagonali. Il retablo è formato da sette colonne e cinque ordini di scomparti, non tutti di uguali dimensioni.
Appena sopra la base della pala e al centro dell’ordine 1, o inferiore, c’è una scultura lignea rivestita d’argento di Maria che tiene in braccio Gesù bambino, nota come La Virgen / Santa Maria de la Sede, realizzata nel XIII secolo, che è la patrona della Cattedrale di Siviglia cui dà il nome.
Ordine 2 comprende (da sinistra) : 1. Santi Gioacchino e Anna; 2. Nascita di Maria; 3. Annunciazione: 4. Natività di Gesù;5. Strage degli innocenti da parte dei soldati di re Erode: 6. ​​Circoncisione di Gesù; 7. Adorazione dei Magi.
Ordine 3 : 1. Presentazione di Gesù al tempio; 2. Battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista; 3. Resurrezione di Lazzaro; 4. Assunzione di Maria; 5. Ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme; 6. Ultima cena; 7. Preghiera nel Giardino del Getsemani.
Ordine 4 : 1. Arresto di Gesù; 2. Flagellazione; 3. Incoronazione di spine; 4. Resurrezione; 5. Processo a Gesù. Ponzio Pilato, presenta Gesù alla folla; 6. Gesù porta la croce; 7. Svestizione di Gesù.
Ordine 5 : 1. Sepoltura di Gesù: 2. Tre Marie al sepolcro; 3. Gesù appare a Maria Maddalena; 4. Ascensione di Gesù al cielo; 5. Gesù scende negli inferi; 6. Cena a Emmaus; 7. Pentecoste.

 

La Cena mostra di scorcio una tavola rettangolare su cui sono l’agnello, piatti, pani ecc. con gli Apostoli attorno.

Sono riconoscibili san Giovanni accanto a Cristo e Giuda, in basso a sinistra, con la borsa del denaro.

 

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Siviglia

Localizzazione: SPAGNA - SIVIGLIA. Cattedrale di Santa Maria de la Sede
Rilevatore: AC

FRANCIA – BEAUVAIS. Chiesa parrocchiale di Saint-Etienne, Ultima Cena, circa 1510

La splendida chiesa fu eretta in stile romanico nel XII secolo; nel XVI secolo fu aggiunto un grande coro gotico-fiammeggiante. All’interno conserva un mirabile ciclo di vetrate cinquecentesche.

Sui pilastri orientali dell’incrocio del transetto è appesa una serie di otto piccoli dipinti a olio su legno alti 78 cm e larghi 58 o 61 cm che illustrano scene della Vita della Vergine e di Cristo. Provengono da una o più pale d’altare e risalgono al periodo tra XV e XVI secolo. Riscoperti nel 1841 in un vecchio mobile della chiesa, erano stati raggruppati due a due in modo casuale entro cornici di legno verniciate di nero e decorate con intrecci dorati.
I soggetti rappresentati sono: la Pentecoste con l’ incoronazione della Vergine; l’Incontro alla Porta d’Oro con l’Ultima Cena; l’ Ascensione con la Morte della Vergine; l’ Immacolata Concezione con la Preghiera nell’Orto degli Ulivi.
Sui dipinti rappresentanti l‘Ultima Cena e la Preghiera nell’orto degli Ulivi, la città di Beauvais è rappresentata con precisione, in particolare la cattedrale Saint-Pierre durante la costruzione del transetto: indizi preziosi per la datazione. Philippe Bonnet-Laborderie nota che lo stile non è né piccardo né fiammingo e parla di dipinti “primitivi” , risalenti al 1510 circa.

L’Ultima Cena raffigura gli Apostoli intorno a una tavola rotonda su cui sono l’agnello, pani, bicchieri, una caraffa ecc.
Sullo sfondo un’architettura gotica con una vetrata e un arco aperto su un paesaggio collinare.

 

 

 

 

 

 

Immagini elaborate da Wikimedia

 

Link:
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_Saint-%C3%89tienne_de_Beauvais

https://pop.culture.gouv.fr/notice/palissy/PM60000244

Localizzazione: FRANCIA – BEAUVAIS. Chiesa parrocchiale di Saint-Etienne
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1510 circa
Rilevatore: AC

FRANCIA – SARCÉ. Chiesa di San Martino, Ultima Cena di F. Fleuriot, 1641

La chiesa attuale risale al secolo XI.

 

Su una parete è appeso un olio su tela di 117 x 154 cm, che raffigura un’Ultima Cena, opera del 1641 di François Fleuriot, pittore attivo nella prima metà del XVII secolo, probabilmente ispirata alla Cena di Tiziano all’Escorial.

François Fleuriot – Cène – Sarcé canton du Lude

 

Link:
https://epau.sarthe.fr/tresors-dart-sacre-oeuvres-abbatiale

Localizzazione: FRANCIA - SARCÉ. Chiesa di San Martino
Autore: François Fleuriot
Periodo artistico: 1641
Rilevatore: AC

FRANCIA – COURDEMANCHE. Eglise de Notre-Dame, Ultima Cena, XVI secolo

La chiesa risale al XII secolo e fu completamente rimaneggiata nel XVI.

 

Conserva, su una parete, un dipinto su tavola di 55 x 200 cm, risalente alla seconda metà del XVI secolo di Autore ignoto.
Raffigura un’Ultima Cena con una tavola riccamente imbandita.

Il dipinto sembra essere stato tagliato: sul lato sinistro rimane parte di una figura; sono presenti solo 10 Apostoli in ricchi abiti cinquecenteschi.

Peintre Anonyme – Cène – Courdemanche canton de Château-du-Loir

 

Link:
https://epau.sarthe.fr/tresors-dart-sacre-oeuvres-abbatiale

Localizzazione: FRANCIA - COURDEMANCHE. Eglise de Notre-Dame, Ultima Cena, XVI secolo
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVI
Rilevatore: AC

FRANCIA – LE MANS. Abbazia reale de l’Epau, affresco di Ultima Cena

L’abbazia cistercense che si trova un po’ fuori dalla città di Le Mans; fu fondata nel 1229 dalla regina Berengaria di Navarra, vedova di Riccardo Cuor di Leone.

Conserva molte opere d’arte.

Nella sacrestia dell’Abbazia, che fu tutta decorata con affreschi nella prima metà del Quattrocento, si sono conservati in alto, nelle lunette episodi della vita di Cristo: l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, la Lavanda dei piedi, l’Ultima Cena che purtroppo è poco leggibile.

 

Info sull’Abbazia:
https://www.sarthetourisme.com/incontournables/labbaye-royale-de-lepau/

Localizzazione: FRANCIA – LE MANS. Abbazia reale de l'Epau
Periodo artistico: XV secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – TRESSON. Chiesa di San Martino, Ultima Cena di E. Granot, 1630

Un olio su tela di 157 x 222 cm che raffigura l’Ultima Cena fu commissionato intorno al 1630 al pittore E. Ganot – come recita l’iscrizione al centro “E Ganot Fecit” – e si ispira a un’incisione riproducente una Ultima Cena di Tiziano del 1564.

Ganot – Cène – Tresson canton de Saint-Calais – toile, 157 x 222 cm , retable, CLMH

Link e immagine:
https://www.beauxarts.com/expos/des-tresors-caches-dans-les-eglises-de-la-sarthe/#&gid=1&pid=3

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Il retablo dell’altare maggiore in cui é inserita la Cena fu però eseguito dopo il 1713 e completato nel 1729.

Link:
https://pop.culture.gouv.fr/notice/palissy/PM72001027

 

Info sulla Chiesa:
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_Saint-Martin_de_Tresson

Localizzazione: FRANCIA - TRESSON. Chiesa di San Martino
Autore: E. Granot
Periodo artistico: 1630
Rilevatore: AC

FRANCIA – TROYES. Musée des beaux-arts o Musée Saint Loup, Ultima Cena di G. Vasari, 1545

Il dipinto fa parte di un ciclo, disperso, che fu commissionato nel 1545 a Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 – Firenze, 1574) dai Padri Agostiniani per la sacrestia di San Giovanni a Carbonara a Napoli.

La Cena mostra gli Apostoli intorno a una tavola rotonda su cui sono dei pani e un vassoio con l’agnello.
Riconoscibile Giuda in primo piano a sinistra per il sacchetto delle monete che tiene nella mano destra.

Immagine in alto da Wikimedia

Info sul Museo:
https://www.musees-troyes.com/539-presentation-du-musee-saint-loup.htm

Localizzazione: FRANCIA - TROYES. Musée des beaux-arts o Musée Saint Loup
Autore: Giorgio Vasari
Periodo artistico: 1545
Rilevatore: AC

FRANCIA – LISIEUX. Cattedrale di San Pietro, Ultima Cena di Descours fils, 1785

Sul lato sud, la Chapelle du Souvenir (la quarta cappella), presenta sulla parete destra un dipinto a olio su tela del 1785 raffigurante l’Ultima Cena.
Opera di Michel Pierre Hubert Descours o “Descours Fils” (Paris, 1741 – Bernay, 1814).
Sulla tavola ci sono pani e un agnello. Giuda è riconoscibile a destra in primo piano mentre tiene in mano il sacchetto dei soldi.


Una parte di una vetrata dell’atelier di Laurent Gsell, del 1887, raffigura l’Ultima Cena.

Link e info sulla cattedrale:
https://fr.wikipedia.org/wiki/Cath%C3%A9drale_Saint-Pierre_de_Lisieux

https://www.therese-de-lisieux.catholique.fr/it/decouvrir-le-sanctuaire/la-cathedrale-saint-pierre/

https://bmasson-blogpolitique.over-blog.com/2017/01/la-cene-leonard-de-vinci-et-urs-fischer.htm

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Localizzazione: FRANCIA – LISIEUX. Cattedrale di San Pietro
Autore: Descours fils
Periodo artistico: 1785
Rilevatore: AC

FRANCIA – DIVES-SUR-MER. Chiesa di Notre-Dame, rilievo di Ultima Cena

La chiesa risale al secolo XI.

Uno degli altari laterali ha un paliotto ligneo scolpito che raffigura l’Ultima Cena.
La Cena è di impostazione tradizionale con gli Apostoli schierato dietro e ai lati di una tavola rettangolare su cui sono pani e cibarie. Riconoscibili san Giovanni accanto a Cristo e Giuda, a destra in primo piano, che tiene il sacchetto delle monete.

Info sulla Chiesa:
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_Notre-Dame_de_Dives-sur-Mer

Localizzazione: FRANCIA – DIVES-SUR-MER. Chiesa di Notre-Dame
Autore: ignoto
Rilevatore: AC

FRANCIA – TOLOSA. Cattedrale di Saint Etienne, Ultima Cena, XVII secolo

Olio su tela di 233 x 154 cm, del XVII secolo, raffigurante l’Ultima Cena.
La tela fu vandalizzata con un taglio al centro nel 1993, poi fu restaurata.
Gli Apostoli sono dietro una tavola rettangolare. Cristo, al centro, ha davanti a sé solo un calice.

 

Link:
https://pop.culture.gouv.fr/notice/palissy/PM31001513

Info sulla Cattedrale di Santo Stefano:
https://fr.wikipedia.org/wiki/Cath%C3%A9drale_Saint-%C3%89tienne_de_Toulouse

Localizzazione: FRANCIA - TOLOSA. Cattedrale di Saint Etienne
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – SEILLANS. Chiesa di San Leodegario / Saint Léger con Ultima Cena

In un paesino di montagna nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, sorge la chiesa, intitolata al martire del 671, La facciata ha ai lati due torri diseguali, quella a forma quadrata è il campanile mentre sull’altra è stato posto un grande orologio.
Le prime testimonianze sulla costruzione della Chiesa risalgono al 1113 e si presenta con un’unica navata piuttosto alta che termina con un’abside semicircolare.

Conserva all’interno, sulla parete sinistra presso l’abside un dipinto che raffigura l’Ultima Cena, oleografico e di impostazione tradizionale, di autore e datazione ignoti.
Gli Apostoli sono intorno una tavola rettangolare sulla quale sono un calice un pane, l’agnello, piatti e bicchieri.

 

Immagine da:
https://bmasson-blogpolitique.over-blog.com/2017/01/la-cene-leonard-de-vinci-et-urs-fischer.html

Localizzazione: FRANCIA - SEILLANS. Chiesa di San Leodegario / Saint Léger
Rilevatore: AC

FRANCIA – AIX EN-PROVENCE. Cattedrale di San Salvatore, Ultima Cena di J. Daret XVII secolo

La Cathédrale Saint-Sauveur, sorta nel sito di un antico tempio dedicato ad Apollo e poi della cattedrale di Santa Maria Maggiore, distrutta durante le invasioni saracene, fu edificata in due fasi: quella romanica tra XI e XIII secolo, quella gotica nel XVI secolo. Dal 1840 è monumento storico di Francia.

Nella cappella del Corpus Domini è appeso un olio su tela di 415 x 300 cm di Jean Daret (Bruxelles, 1614 – Aix-en-Provence, 1668) che rappresenta La Cena. Quest’opera è una delle rare tele eseguite per la cattedrale e ancora esistenti. Accantonata nel 1700 per far posto ad un trompe-l’œil sullo stesso soggetto, essa ha riavuto la sua collocazione originaria nel 1800.
L’Ultima Cena di Daret raffigura gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare su uno sfondo scuro.

 

Link e immagini;
https://pop.culture.gouv.fr/notice/palissy/PM13000012

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Aix


 

In una cappella laterale, sulla parete di destra vi è un dipinto di Ultima Cena ispirato al cenacolo Di Leonardo,  di autore e datazione ignoti.

 

 

 

 

 

 

Link:
https://bmasson-blogpolitique.over-blog.com/2017/01/la-cene-leonard-de-vinci-et-urs-fischer.html

Localizzazione: FRANCIA – AIX EN-PROVENCE. Cattedrale di San Salvatore,
Autore: Jean Daret
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – PERPIGNAN. Chiesa di Notre-Dame de la Real, dipinto di Ultima Cena

Fondata all’inizio del XIV secolo vicino al palazzo reale quando Perpignan era la capitale continentale del regno di Maiorca (XIII -XIV secolo), è una delle tre nuove parrocchie della città. La chiesa a navata unica, tipica del gotico meridionale, ospitò nel 1381 un priorato agostiniano, il cui abate aveva il grado di vescovo. Durante il Grande Scisma d’Occidente, Benedetto XIII, ultimo papa di Avignone, originario dell’Aragona, vi convocò un concilio nel 1408. Dopo la distruzione rivoluzionaria, la chiesa riacquistò il suo arredo. Chiamata “La Sainte-Marie Majeure de Perpignan” alla fine del XIX secolo, il suo restauro è stato completato nel 2012.

Nella sesta cappella del lato sud, del Sette-Ottocento, la pala dell’altare è un’Ultima Cena di autore e datazione ignoti.
Gli Apostoli, in pose dinamiche, sono attorno alla tavola rettangolare al cui centro è Cristo. Sullo sfondo vi sono tendaggi e un’elaborata architettura.

 

Immagini da:
https://monumentum.fr/monument-historique/pa00104074/perpignan-eglise-notre-dame-de-la-real

Localizzazione: FRANCIA – PERPIGNAN. Chiesa di Notre-Dame de la Real
Rilevatore: AC

FRANCIA – ÉVREUX. Cattedrale di Notre-Dame, vetrata con Ultima Cena o Cena in casa di Simone

Vetrata della navata della Cattedrale, XIII-XIV secolo, che è solitamente interpretata come un’Ultima Cena, anche se con un ridotto numero di Apostoli. Ai piedi vi è però un’immagine femminile a capelli sciolti, identificabile con la peccatrice o la Maddalena che unge con balsami i piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli, Vangelo di Luca 7:36-50 , quindi la scena più propriamente rappresenterebbe l’episodio della “Cena in casa di Simone il Fariseo“.

 

Immagine da:
https://structurae.net/fr/medias/97163-evreux-cathedrale-notre-dame-nef-vitrail-representant-la-sainte-cene

Info sulla Cattedrale:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_%C3%89vreux

Localizzazione: FRANCIA – ÉVREUX. Cattedrale di Notre-Dame
Rilevatore: AC

FRANCIA – FREJUS. Cappella Notre-Dame-de-Jérusalem, Ultima Cena di J. Cocteau, 1961-65

Frejus è nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La cappella è dedicata ai Cavalieri del Santo Sepolcro ed è l’ultima opera di Jean Cocteau (1889 – 1963), progettata nel 1961.

L’interno è coperto da una cupola con illuminazione dall’alto. L’edificio sorse per volontà di Jean Martinon, banchiere nizzardo che volle una cappella privata per gli abitanti del quartiere. Iniziata nel 1963. Dopo la morte di Jean Cocteau, fu Édouard Dermit, figlio adottivo di Cocteau e legatario universale, a realizzare i dipinti e gli affreschi basati sui disegni di Cocteau. Completò il suo lavoro nel 1965.
Le vetrate sono di Raymond Moretti, pittore di Nizza, e le ceramiche sono di Raymond Pelissier di Fréjus. I mosaici esterni furono realizzati nel 1992 da Laetitia Léotard e Henri Virmouneix.

Gli affreschi ricoprono l’interno della cappella e illustrano il tema della Passione di Cristo: l’Ultima Cena, l’arresto, la Crocifissione, la Resurrezione...

L’Ultima Cena, con un linguaggio grafico molto moderno e personale, presenta Gesù circondato, invece che dagli Apostoli, da personaggi contemporanei a Cocteau.

 

Link:
https://www.ville-frejus.fr/archeologie-et-patrimoine/musees-et-monuments/chapelle-notre-dame-de-jerusalem-dite-chapelle-cocteau/

Localizzazione: FRANCIA – FREJUS. Cappella Notre-Dame-de-Jérusalem,
Autore: J. Cocteau - Édouard Dermit
Periodo artistico: 1061-65
Rilevatore: AC

FRANCIA – AVIGNONE. Museo Angladon, Ultima Cena XVII secolo

Situato nel cuore della città, è un bell’edificio del XVIII secolo, concepito come casa-museo, secondo le volontà testamentarie dei suoi fondatori, gli artisti Jean Angladon (1906-1979) e Paulette Martin (1905-1988).

 

Espone anche un dipinto a olio su tela di Scuola fiamminga del XVII secolo.
L’Ultima Cena raffigura il tavolo visto dal lato lungo, Cristo è al centro in alto.
Sullo sfondo tendaggi rossi. In primo piano a sinistra un cane.

 

Immagine da:
https://bmasson-blogpolitique.over-blog.com/2017/01/la-cene-leonard-de-vinci-et-urs-fischer.html

Info sul Museo:
https://angladon.com/versione-italiana/

Localizzazione: FRANCIA – AVIGNONE. Museo Angladon
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – SAINT-RÉMY-DE-PROVENCE. Collegiata di Saint-Martin, copia dell’Ultima Cena di Leonardo

L’antica Collegiata conserva un piccolo dipinto che riproduce il Cenacolo di Leonardo, presumibilmente del XIX secolo.

 

Info sulla Chiesa:
https://fr.wikipedia.org/wiki/Coll%C3%A9giale_Saint-Martin_de_Saint-R%C3%A9my-de-Provence

Localizzazione: FRANCIA – SAINT-RÉMY-DE-PROVENCE. Collegiata di Saint-Martin
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre, dipinto di Ultima Cena, 1914

Costruita dal 1894 al 1904, è stata progettata dall’architetto Anatole de Baudot. La struttura, rivestita in mattoni e piastrelle di ceramica, mostra caratteristiche di stile Art Nouveau e sfrutta le qualità strutturali del cemento armato.

 

All’interno è conservato un dipinto a olio di Alfred Plauzeau (Avanton, 1875 – Hendaye, 1918), raffigurante l’Ultima Cena del 1914. Il tavolo rettangolare  attorno a cui sono gli Apostoli è visto di scorcio.

 

Immagine da:
https://bmasson-blogpolitique.over-blog.com/2017/01/la-cene-leonard-de-vinci-et-urs-fischer.html

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Saint-Jean_di_Montmartre

Localizzazione: FRANCIA – PARIGI. Chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre
Autore: Alfred Plauzeau
Periodo artistico: 1914
Rilevatore: AC

FRANCIA – ROUEN. Cattedrale di Notre-Dame, altare con scultura di Ultima Cena, 1872

La cattedrale è uno splendido gioiello gotico.

Nel piano terra della Tour de Beurre, costruita tra fine del XV e inizi del XVI secolo, a destra dell’ingresso, vi è la “Chapelle Saint-Etienne-la-Grande-Eglise” che è stata a lungo una chiesa parrocchiale separata.

Sull’altare gotico fu inserita una pala neogotica scolpita da Louis Guillaume Fulconis (1818-1873) nel 1872 che raffigura l’Ultima Cena, il Martirio di Santo Stefano e la Crocifissione.
L’Ultima Cena, nella parte inferiore della pala, presenta gli Apostoli schierati dietro una tavola rettangolare.

 

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Notre-Dame_(Rouen)



 

Nella Cattedrale si conserva anche un dipinto a olio del XVIII secolo raffigurante l’Ultima Cena.

 

Immagini da:
https://bmasson-blogpolitique.over-blog.com/2017/01/la-cene-leonard-de-vinci-et-urs-fischer.html

Localizzazione: FRANCIA – ROUEN. Cattedrale di Notre-Dame, Tour de Beurre, “Chapelle Saint-Etienne-la-Grande-Eglise”
Autore: L. G. Fulconis
Periodo artistico: 1872
Rilevatore: AC

PALERMO. Chiesa Crociata del Vangelo con Ultima Cena, XX secolo

La cappella appartiene al Movimento “Presenza / crociata del Vangelo”. Presso la “Casa del Vangelo Il Cenacolo Padre Rivilli”.

La moderna chiesa conserva dietro l’altare un dipinto raffigurante l’Ultima Cena con soltanto 11 Apostoli inginocchiati o in piedi e sul tavolo vi è solo il calice davanti a Cristo.

 

 

Link:
https://www.presenzadelvangelo.it/le-case/

Localizzazione: PALERMO. Chiesa Crociata del Vangelo -- Via Chiarandà, 7
Periodo artistico: XX secolo
Rilevatore: AC

SANTA FIORA (GR). Pieve delle Sante Flora e Lucilla, ceramica robbiana con Ultima Cena, XV secolo

La chiesa citata dal 1142, fu restaurata alla metà del Quattrocento e trasformata alla fine del Settecento.

 

L’interno è a tre navate e conserva una collezione di pregiate terracotte invetriate, opere realizzate tra il 1464 e il 1490 dal grande ceramista e scultore fiorentino Andrea della Robbia (1435 – 1525).

Tra esse i tre pannelli del pulpito con l’Ultima Cena al centro e ai lati la Resurrezione e l’Ascensione.
L’Ultima Cena presenta gli Apostoli dietro la tavola rettangolare, tranne Giuda, senza aureola, posto davanti e a cui Cristo sta porgendo un boccone.

 

Info sulla Pieve:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/71663/Santa+Fiora+%28GR%29+%7C+Chiesa+delle+Sante+Flora+e+Lucilla

Localizzazione: SSANTA FIORA (GR). Pieve delle Sante Flora e Lucilla
Autore: Andrea delal Robbias
Periodo artistico: 1464-90
Rilevatore: AC

GERMANIA – AUGUSTA. Chiesa evangelica di Sant’Ulrico, Ultima Cena di J. Heiss, 1693

La chiesa protestante Ulrichskirche si trova nel centro di Augusta, alla fine della Maximilianstrasse. Con la Basilica cattolica di Sant’Ulrico e Afra forma un insieme unico e un simbolo speciale dell’ecumenismo.

 

La pala dell’altare barocco della chiesa raffigura l’Ultima Cena e fu dipinta da Johan Heiss (1640 – 1704) nel 1693.
La Cena raffigura gli Apostoli attorno a una tavola di scorcio, con Gesù sulla destra.
Tendaggi, un lampadario e vari oggetti fanno da sfondo alla scena.

 

 

 

 

Link:
https://www.evangelisch-stulrich.de/

https://mpembed.com/show/?m=nPLvZM9n8M3&mpu=154

Localizzazione: GERMANIA - AUGUSTA. Chiesa evangelica di Sant'Ulrico
Autore: Johan Heiss
Periodo artistico: 1693
Rilevatore: AC

ROMA. Chiesa di San Giuda Taddeo ai Cessati spiriti, altorilievo di Ultima Cena, 2000

La chiesa fu costruita nel 1994-1996 su progetto degli architetti Giuseppe Forti e Roberto Spaccasassi.

In occasione del Giubileo del 2000 la diocesi di Roma commissionò all’artista Oliviero Rainaldi (1956 – ) alcune opere per la chiesa.
Tra esse, posta a destra dell’abside, un altorilievo in gesso e ottone, raffigurante l’Ultima Cena. Gli Apostoli sono schierati dietro la tavola con al centro Cristo.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giuda_Taddeo_ai_Cessati_Spiriti#

Localizzazione: ROMA. Chiesa di San Giuda Taddeo ai Cessati spiriti, parrocchia Via Crivellucci
Autore: Oliviero Rainaldi
Periodo artistico: 2000
Rilevatore: AC

GERMANIA – KIRCHBRAK. Chiesa evangelica di San Michele, rilievo di Ultima Cena, 1634

Il fatto che il toponimo della città della Bassa Sassonia contenga un riferimento alla chiesa (kirche) indica la particolare importanza di questo luogo di culto. Il nome Kirchbrak compare per la prima volta in un documento ufficiale del monastero di Fulda già nell’800 d.C.

 

La chiesa conserva un suggestivo e molto colorato altare ligneo barocco sovrastato dal pulpito, realizzato nel 1634.
I rilievi in ​​legno intagliato mostrano la nascita, la crocifissione e l’ascensione di Cristo.
Particolarmente interessante è la raffigurazione dell’Ultima Cena sul fronte del parapetto del pulpito.
Ci sono, oltre a Cristo, i 12 Apostoli attorno alla tavola; invece la figura a destra in basso è un servitore che sta versando da bere a un Apostolo.

 

Link:
https://stmichaelkirchbrak.wir-e.de/historisches

Localizzazione: GERMANIA – KIRCHBRAK. Chiesa evangelica di San Michele,
Periodo artistico: 1634
Rilevatore: AC

BETTONA (PG). Ex refettorio francescano presso la Chiesa di San Crispolto, Ultima Cena XVI secolo

La grande parete di fondo del refettorio dell’ex convento francescano a Bettona, a fianco della chiesa di San Crispolto, è decorata da un affresco che raffigura l’Ultima Cena e che sembra databile alla fine del ‘500.
L’opera è in cattive condizioni di conservazione, con gravi lacune e quindi scarsamente leggibile.
Il dipinto misura circa 600 x 400 cm ed è posto in una grande lunetta ad arco ribassato; presenta un festone continuo a mazzi di foglie di palma unite da anelli dorati che lo incornicia.
L’anonimo pittore ha collocato la Cena in una scenografia con sei colonne rosse, un soffitto a cassettoni con trabeazione classica in triglifi e patere. Sul fondo ci sono tre finestre dalle quali si vede, in quella a sinistra, il cielo azzurro. Invece quella centrale è chiusa da vetri tondi piombati, la terza da un fondale scuro.

Le condizioni di degrado del dipinto non consentono di identificare con assoluta certezza quante e quali siano le figure di Apostoli presenti, almeno in base alle fotografie reperibili sul web.
Potrebbe invece essere Giuda l’apostolo a destra, seduto dalla parte anteriore della tavola, senza aureola, con veste rossa e mantello giallo; accanto a lui destra vi è una figura molto rovinata che potrebbe essere un diavolo, come si trova, anche se in forme differenti, in parecchie Cene in particolare del XII-XV secolo.
Tra le figure all’estrema destra non sono chiaramente distinguibili gli Apostoli dai servi, ma che siano gli Apostoli a portare cibi alla tavola – il cui significato simbolico è di difficile spiegazione – sarebbe un unicum iconografico non reperibile in altri dipinti analoghi, vedasi le attuali quasi 1600 Ultime Cene finora schedate in questo sito.

Nell’articolo https://enigmidarte.wordpress.com/2019/06/16/il-mistero-del-tredicesimo-apostolo/ si ipotizza vi possano essere addirittura due figure di Giuda: oltre a quella seduta alla tavola, ve ne sarebbe un’altra a sinistra, identificata nell’Apostolo che si lava le mani. Il lavaggio delle mani (non la lavanda dei piedi!) è un’iconografia che è un unicum nelle raffigurazioni di Ultima Cena e l’episodio non ha riscontro nei racconti evangelici.
Interessante è l’ipotesi che costui sia proprio Giuda, ma per ora non pare suffragata da dati inoppugnabili (abito, profilo, presenza del gatto), inoltre è difficile immaginare il motivo per cui il pittore lo avrebbe dipinto con un abito dal colore diverso da Giuda seduto a tavola anche se sempre col mantello giallo.

Solo dopo un accurato restauro sarà possibile fare ipotesi certe e attendibili sulle figure dipinte nella Cena.

 

Immagini dal link sopra indicato.

Localizzazione: BETTONA (PG). Ex refettorio francescano presso la Chiesa di San Crispolto
Periodo artistico: fine XVI secolo
Rilevatore: AC

CISTERNINO (BR). Chiesa Matrice di S. Nicola, Ultima Cena di B. Zizzi, 1784

La chiesa fu costruita dopo il XIII secolo su di un’antica chiesa paleocristiana dei monaci basiliani, ma fu ampliata nel 1571 e nel 1690 e la facciata fu costruita nel 1848.
Al suo interno, a tre navate, si conservano diverse opere di artisti locali.

Nella navata laterale destra, sul lato destro della cappella del SS. Sacramento, vi è un’Ultima Cena, olio su tela di Barnaba Zizzi (Cisternino 1762 – Latiano 1828) del 1784.
La Cena, o meglio una “Comunione degli Apostoli”, presenta Gesù in piedi davanti al tavolo mentre benedice il pane e un Apostolo è inginocchiato di fronte a lui in attesa del pane. Alle sue spalle gli Apostoli intorno alla tavola mostrano gesti concitati, presumibilmente perché Cristo ha annunciato il tradimento. La medesima iconografia nella chiesa della SS. Annunziata a Ostuni, vedi scheda.

Il dipinto è circondato da tre ovali che raffigurano avvenimenti della vita e della passione di Cristo, analogamente al lato opposto dove è il Compianto sul Cristo morto e quattro ovali.

 

Immagini e info:
https://www.guidedocartis.it/?page_id=2932

https://www.passaturi.it/it/blog/36-cisternino/322-la-chiesa-matrice-di-cisternino-dedicata-a-san-nicola.html

Localizzazione: CISTERNINO (BR). Chiesa Matrice di S. Nicola
Autore: Bernardo Zizzi, 1784
Rilevatore: AC

OSTUNI (BR). Chiesa della Santissima Annunziata, Ultima Cena di B. Zizzi, 1785

La chiesa fu eretta nel 1197 con la denominazione di Santa Maria della Carnara. Persistenza della chiesa medievale è stata considerata la volta della cappella del Crocifisso, eretta nel 1558. Nel 1594 chiesa passò ai Minori Osservanti Riformati che vi rimasero fino al 1870 realizzando molti interventi sulla chiesa,
Tra 1600 e 1668 sulla vecchia sagrestia, trasformata in coro inferiore, i religiosi costruirono l’ampia sala del coro superiore o di notte.
La chiesa fu elevata a parrocchia nel 1919. Nel 2012 la chiesa è oggetto di interventi di restauro.

Nel coro inferiore, oggi adibito a sacrestia, sono i dipinti murali di Barnaba Zizzi (Cisternino 1762 – Latiano 1828) del 1785; un’Ultima Cena e altri episodi della Passione di Cristo (Incoronazione di spine, Terza caduta di Gesù, Crocifissione, Gesù innanzi a Caifa, Gesù innanzi a Pilato, Flagellazione).

La Cena o meglio una “Comunione degli Apostoli”, presenta Gesù in piedi davanti al tavolo mentre benedice il pane e un Apostolo è inginocchiato di fronte a lui in attesa del pane, stessa iconografia della chiesa di S. Nicola a Cisternino,  vedi scheda .

 

Immagine Cena da:
https://www.guidedocartis.it/?page_id=3892

Info sulla Chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/75019/Ostuni+%28BR%29+%7C+Chiesa+di+Maria+Santissima+Annunziata

Localizzazione: OSTUNI (BR). Chiesa della Santissima Annunziata
Autore: Bernardo Zizzi
Periodo artistico: 1785
Rilevatore: AC