SULMONA (AQ). Museo diocesano di Arte Sacra, affresco del XIV-XV secolo di Ultima Cena / Cena in casa di Simone
Situato nell’ex convento di Santa Chiara edificato nel 1269 che conserva affreschi trecenteschi. Il Museo Diocesano occupa gli spazi dell’ex refettorio e della chiesa interna.
Espone dipinti su tavola e su tela, reperti lapidei, sculture lignee, oreficerie, codici e manufatti tessili. Nello spazio dell’ex cappella interna sono presenti due sale, nella prima sono conservate opere dei secoli XII-XIV, nella seconda opere dei secoli XVI-XVII.

Nell’ex refettorio monastico è stata allestita la terza sala del Museo che ospita paramenti sacri e oggetti liturgici, oltre a dipinti di varie epoche e che conserva sulla parete di fondo lunettata il grande affresco dell’Ultima Cena, che misura 210 x 675 cm.
Il dipinto presenta una lunga tavola coperta da una tovaglia bianca. Al di là di essa sono le figure degli Apostoli, rivolte verso il Cristo al centro. La parete alle loro spalle è decorata con rombetti e quadrati ripartiti in settori scanditi da candelabri. In primo piano al centro il dodicesimo Apostolo seduto su uno sgabello rivolge le spalle a chi guarda e che, secondo l’iconografia abituale, è Giuda.
Alle estremità sono le figure dei santi Francesco e Chiara in atteggiamento di preghiera.
Molto particolare è l’inserimento, a sinistra in primo piano, di Maria Maddalena, inginocchiata con il capo chino e i capelli sciolti, che rende il dipinto una raffigurazione sia dell’Ultima Cena sia della Cena in casa di Simone, quando la donna unge i piedi di Cristo, iconografia rarissima e presente in opere trecentesche, vedi: https://www.ultimacena.afom.it/francia-neuilly-en-donjon-chiesa-di-santa-maria-maddalena-scultura-di-ultima-cena/ e https://www.ultimacena.afom.it/francia-evreux-cattedrale-di-notre-dame-vetrata-con-ultima-cena-o-cena-in-casa-di-simone/.
Il Catalogo dei Beni culturali nella scheda riporta: «Nonostante il restauro (del 1988) il dipinto risulta poco leggibile in quanto a qualità formale, pur tuttavia gli schemi compositivo ed iconografico, la staticità delle figure, collocano il dipinto tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400 nell’ambito di quelle influenze fiorentine derivanti da Giovanni da Milano e Giusto de’ Menbuoi (si confrontino le mense imbandite dell’affresco sulmonese e delle Nozze di Cana del Battistero di Padova)».
Link:
https://www.sulmonalive.it/museo-diocesano-di-arte-sacra-sulmona
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300036928
Autore: ignoto
Periodo artistico: XIV-XV secolo
Rilevatore: AC



