FRANCIA – CAUDEBED-EN-CAUX. Chiesa di Notre Dame, vetrata con Ultima Cena

La chiesa è uno splendido esempio di gotico fiammeggiante.
Vetrate del XVI secolo adornano quattro campate della facciata ovest e altre due vetrate rinascimentali adornano le finestre inferiori della facciata ovest. Possono provenire dai laboratori di Rouen del maestro vetraio olandese Arnoult de Nijmegen (Arnold van Nijmegen).

Le vetrate raffigurano scene dell’Antico Testamento e della Vita di Cristo; tra esse anche un’ Ultima Cena con un tavolo rettangolare.

 

 

Immagine da Wikimedia.

Link:
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_Notre-Dame_de_Caudebec-en-Caux

Localizzazione: FRANCIA – CAUDEBED-EN-CAUX. Chiesa di Notre Dame
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

BELGIO – GAND. Chiesa del Santo Natale, Ultima Cena di Frans Francken I

La chiesa, detta anche del Salvatore, fu edificata nel XVI secolo sul luogo di una precedente.
Conserva varie opere tra le quali una Ultima Cena del pittore belga Frans Francken I (1542 -1616).
Dalla finestra si vede un paesaggio con una palma. Un cagnolino è dipinto a destra in primo piano.
In basso a sinistra, dietro a Giuda in veste gialla e col sacchetto del denaro, una mosca, simbolo del diavolo.

 

 

Immagine da:
https://nl.wikipedia.org/wiki/Het_Laatste_Avondmaal_(Frans_Francken_(I))

Localizzazione: BELGIO - GAND. Chiesa del Santo Natale
Autore: Frans Francken I
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro, Ultima Cena di Bento Coelho da Silveira

 

Olio su tela (152,5 x 235 cm), realizzato nel 1670-75 dal pittore portoghese Bento Coelho da Silveira (1617 – 1708). Numero inventario 2483;P285
Giunto al Museo dal convento soppresso delle Orsoline (Real Colégio Ursulino das Chagas).

Il tavolo di questa Ultima Cena sembra rettangolare e gli Apostoli sono disposti sei per parte a lato del Cristo.

Il Museo è intitolato allo scultore portoghese Joaquim Machado de Castro. È stato inaugurato nel 1913 e ampliato nel 2004-2012. La maggior parte della collezione del museo è costituita da oggetti provenienti da chiese e istituzioni religiose nell’area circostante Coimbra.

 

Bibliografia:
António João Cruz, Da sombra para a luz – Materiais e tecnicas da pintura de Bento Coelho da Silveira, vol. 3, Instituto Português do Património Arquitectónico, Lisboa 2000

Immagine e info da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Painting_of_the_Last_Supper_in_Coimbra_b.jpg

http://www.matriznet.dgpc.pt/MatrizNet/Objectos/ObjectosConsultar.aspx?IdReg=165370

http://www.museumachadocastro.gov.pt/

Localizzazione: PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro
Autore: Bento Coelho da Silveira
Periodo artistico: 1670-75
Rilevatore: AC

FRANCIA – LILLE. Palais (Musée) des Beaux arts de Lille, Ultima Cena di J. Maler (o di A. Jacobszoon), seconda metà XVI secolo

 

Olio su pannello (135 x 158 cm) , attribuito (1) al pittore di Kampen (Paesi Bassi) Jacob Maler (1525-1560) nel 1550-59 circa; anche attribuito (2) ad Albert Jacobszoon (attivo 1552-73)

 

Bibliografia:
(1) Helmus L. M.; Peter J. Schoon, De Kamper Laatste avondmalen. Het late werk van Mechtelt toe Boecop uit het derde kwart van de zestiende eeuw, in: “Oud Holland”, Vol. 106, No. 4 (1992), pp. 163-177
(2) Tapié A., Maniéristes du Nord dans les collections du Musée des Beaux-Arts de Lille, Lille (Musée des Beaux-Arts) 2005

 

Immagine da Wikimedia:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lille_PdBA_jacobszoon_cene.JPG

Notizie da:
https://rkd.nl/explore/images/14008

Localizzazione: FRANCIA – LILLE. Palais (Musée) des Beaux arts de Lille
Autore: Jacob Maler (1525-1560) oppure Albert Jacobszoon
Periodo artistico: seconda metà XVI secolo
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum, “Ultima Cena” di Jacob Maler, 1552

 

Olio su tavola (124 x 205 cm), dipinto dall’artista di Kampen Jacob Maler (1525-1552).
Numero inventario 3335

In alto a destra la scritta: “Anno domini M.Vc.Lij [1552]”
Intorno al telaio una frase dai Vangeli: “DIE HEERE IESVS IN DIER NACHT DOE HY VERRADEN WORT / NAM HY DAT BROODT DANCKTE ENDE BRACKT ENDE GHAFT SYNEN APOSTOLEN ENDE SPRACK / NEEMET EETET DAT IS MY LYFF DAT VOER V GHEBROKE WERDT / MIT VERLANGEN HEB ICK BEGEERD DIT PASGHA MET V TE EETEN EER DAT ICK LYDE. LVCE XXI”

Lo Stedelijk Museum Kampen, o Museo Municipale di Kampen, ha una collezione di dipinti, tra essi vi è la tavola di Jacob Maler.

Immagine e notizie da:
https://rkd.nl/nl/explore/images/5218

Localizzazione: PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum
Autore: Jacob Maler
Periodo artistico: 1552
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum, “Ultima Cena” di Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop, 1560-70

 

Pittura a olio su pannello ligneo (183 x 201,5 cm).
Numero inventario 3336

Lo Stedelijk Museum Kampen o Museo Municipale di Kampen ha una collezione di dipinti, tra essi vi sono due tavole che raffigurano l’ Ultima Cena: una fu dipinta nel 1574 dalla pittrice olandese Mechtelt van Lichtenberg, nota anche col cognome del marito (Egbert toe Boecop), Mechtelt toe Boecop (ca. 1520-1598), vedi scheda.

L’altra Ultima Cena fu realizzata nel 1560-70 ed è anch’essa attribuita alla pittrice. Come nell’altra sono ritratti lo suocero, il cognato e il marito (probabilmente l’apostolo a sinistra in primo piano, l’apostolo a destra che porta una coppa alla bocca e quello a destra con le mani giunte).

 

Bibliografia:
Helmus L. M.; Peter J. Schoon, De Kamper Laatste avondmalen. Het late werk van Mechtelt toe Boecop uit het derde kwart van de zestiende eeuw, in: “Oud Holland”, Vol. 106, No. 4 (1992), pp. 163-177

Info e immagine Ultima Cena n° 3336:
https://rkd.nl/en/explore/images/5110
https://www.facebook.com/StedelijkMuseumKampen/photos/3917669214994974

Localizzazione: PAESI BASSI - Kampen
Autore: Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop
Periodo artistico: 1560-70
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum, Ultima Cena di Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop, 1574

Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop (Utrecht, circa 1520 – Kampen, 1598) è stata una pittrice dei Paesi Bassi del nord del XVI secolo.
È cresciuta in una ricca famiglia di Utrecht, figlia di Gerrit Lichtenberg († 1549) e Cornelia de Vooght van Rijnevelt.
Ha sposato Egbert toe Boecop († 1578) tra il 1546 e il 1549, un membro della famiglia T(h)oe Boecop e consigliere comunale e direttore della chiesa a Kampen.
Dal matrimonio sono nati un figlio e cinque figlie. Anche le sue figlie Margaretha e Cornelia toe Boecop sono state pittrici.
L’opera più nota di Mechtelt toe Boecop è la Piëta con Maria Magdalena del 1546, acquistata nel 1973 da una collezione privata di Anversa dal Centraal Museum Utrecht. È una piccola opera a olio su tavola e la sua prima opera conosciuta.
Altre opere si trovano nello Stedelijk Museum Kampen:
– ‘Adorazione del pastore‘ del 1572 e due grandi pannelli conL’ultima cena“, uno dei quali firmato e datato 1574, numero inventario 3334.
Un disegno attribuito è stato venduto all’asta da Sotheby’s nel 2005: The Descent of the Holy Spirit.
La sua “Ultima Cena” può essere vista come un prodotto della Controriforma dei Paesi Bassi del Nord.
È uno dei volti della scuola Kamperse di quel tempo.

Dal libro di Johan van Beverwijck , Van de uitnementheyt des Vrouwelickengens (1643): aveva “dipinto molti pezzi in modo molto spiritoso [con gusto]”. Ha anche menzionato molte altre opere, ma ad oggi non sono note.

Bibliografia:
– Helmus Liesbeth M.; Peter J. Schoon (1992), De Kamper Laatste avondmalen. Het late werk van Mechtelt toe Boecop uit het derde kwart van de zestiende eeuw, (L’ultima cena di De Kamper. L’ultimo lavoro di Mechtelt a Boecop dal terzo quarto del XVI secolo),  in: “Oud Holland”, Vol. 106, No. 4 , 1992, pp. 163-177

Localizzazione: PAESI BASSI - KAMPEN
Autore: Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop
Periodo artistico: 1574
Data ultima verifica: 08/05/2021
Rilevatore: Rizzo Daniela

CITTÀ DEL VATICANO. Musei Vaticani, arazzo fiammingo con Ultima Cena, XVI secolo.

L’opera è situata nella Galleria San Pio V.

Si tratta di un arazzo di manifattura fiamminga di Tournai, che raffigura tre episodi della Vita di Cristo: a sinistra l’Ingresso in Gerusalemme, a destra il Bacio di Giuda e al centro “l’Ultima Cena”. Realizzato nel XVI secolo.

Gli Apostoli sono intorno ad un tavolo rettangolare, Giovanni ha il capo appoggiato al tavolo. Giuda, sul davanti, è senza aureola. Sulla tavola pesci ed agnello.

 

Immagine e info da:
https://www.paesaggioitaliano.eu/galleria/lazio/citta-del-vaticano-79.html

https://www.monnoroma.it/galleriapioquinto.html

Autore dell’Immagine in evidenza:
Fotografia di Leonardo Bellotti”

Link alla galleria fotografica della Città del Vaticano:

Localizzazione: CITTÀ DEL VATICANO. Musei Vaticani
Periodo artistico: XVI secolo
Data ultima verifica: 11/03/2025
Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Museo del Prado, Ultima Cena di Bartolomè Carducho

Olio su tela (247 x 257,5 cm) dipinto nel 1605 per l’oratorio della Regina nell’Alcázar di Madrid. 

Il fiorentino Bartolomé Carducho (Bartolomeo Carducci; Firenze, 1560 – Madrid, 1608) fu un architetto e pittore italiano, attivo prevalentemente in Spagna dove fu uno dei fondatori della scuola di pittura di Madrid. Nel suo lavoro utilizzò un disegno potente, un senso compositivo ordinato e un colore caldo, sfumato da un’attenta illuminazione. 

In questa Cena raffigurò il momento in cui Gesù annuncia il futuro tradimento e si sofferma sulle diverse reazioni degli Apostoli.

Immagine da Wikimedia.

Link:
https://www.museodelprado.es/actualidad/multimedia/la-ultima-cena-de-bartolome-carducho/b962b000-77e2-8a8c-6223-7e4835c69ab6?searchid=1f335084-8159-2c0a-7432-37277ba0b72e

Localizzazione: SPAGNA – MADRID. Museo del Prado
Autore: Bartolomè Carducho (Bartolomeo Carducci)
Periodo artistico: 1605
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – VISEU. Museo Grão Vasco, trittico con Ultima Cena, 1535

Olio su legno (151 x 201,5 cm) dipinto nel 1535 da Grão Vasco o Vasco Fernandes  (1475 circa – 1542), uno dei più importanti pittori portoghesi del Rinascimento,
Il Museo, fondato nel 1916, occupa l’edificio del vecchio seminario, situato accanto alla Cattedrale di Viseu  ed espone molte pale d’altare eseguite per quella Cattedrale da Grão Vasco e dalla sua bottega.

Il trittico con l’Ultima Cena è un’opera importante per la complessità dei riferimenti iconografici e per la soluzione grafica ottenuta da un’unica scena continua nonostante la forma tripartita dell’insieme.
Nel pannello centrale Gesù tiene il calice eucaristico e accanto ci sono Pietro, Giovanni e altri due Apostoli. Nel pannello di destra sette Apostoli sono seduti al tavolo, che è il prolungamento a forma di “L” del tavolo del pannello centrale.
Nel pannello di sinistra, Giuda è in piedi, senza l’aureola, con la borsa delle monete e la veste gialla. L’episodio della Lavanda dei piedi è evocato attraverso la presenza della bacinella con l’acqua in primo piano; due figure femminili si avvicinano a Cristo, una delle quali si tiene in mano un’ampolla di profumi.
Sullo sfondo del pannello centrale vi sono altri personaggi, uno dei quali porta l’agnello pasquale al tavolo della cena; su quelli dei due pannelli laterali sono dipinte altre scene che rievocano gli episodi successivi della Passione, come il Carcere e il Giudizio di Cristo.

 

Immagine e notizie da:
https://pt.wikipedia.org/wiki/Última_Ceia_(Grão_Vasco)

https://artsandculture.google.com/story/symbolism-explained/1QJicFRMkZv0KQ

http://www.patrimoniocultural.gov.pt/pt/museus-e-monumentos/rede-portuguesa/m/museu-grao-vasco/

Localizzazione: PORTOGALLO – VISEU. Museo Grão Vasco
Autore: Grão Vasco
Periodo artistico: 1535
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – SERTÃ. Chiesa del Seminario delle Missioni di Cernache do Bonjardim, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho 

Nella parrocchia di Cherneche de Bonjardin vi è un istituto di educazione religiosa per formare missionari, creato nel 1791 dal re João VI del Portogallo, che nel corso della sua storia ha subito profonde mutazioni a seguito dei cambiamenti politici che hanno influenzato le relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato portoghese. 

Conserva un dipinto raffigurante l’Ultima Cena di di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810).

Immagine da:
Carla Andreia Carvalho Tavares, Pedro Alexandrino de Carvalho (1729-1810): Caraterização material, técnica e formal de sua obra em telas de altar, volume I, Tese apresentada à Universidade Católica Portuguesa para obtenção do grau de Doutor em Conservação e Restauro de Bens Culturais – Especialização em Pintura, 2015, p. 368

Localizzazione: PORTOGALLO – SERTÃ. Chiesa del Seminario delle Missioni di Cernache do Bonjardim
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho 
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – PÊSO DE RÉGUA. Chiesa madre di San Faustino, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

All’interno della chiesa si trova una tela (450 x 203 cm) di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), con un’Ultima Cena. Non si conosce l’esistenza di un contratto per l’esecuzione del dipinto per l’altare maggiore, ma fu probabilmente commissionato dopo i lavori di intaglio, quindi si può ipotizzare sia stato eseguito tra la fine del Settecento e il primo decennio del secolo successivo, forse nel 1777.

Il DISEGNO PREPARATORIO dell’opera è conservato nel Museo Nazionale di Arte Antica di Lisbona (numero inventario 21)

 

 

Immagini da:
Carvalho C. A pintura do altar-mor da igreja matriz de Pêso da Régua (Igreja de S. Faustino), de Pedro Alexandrino de Carvalho, in: “Estudos de Conservação e Restauro” n° 4, 2012, pp. 152-66

Tavres C.; Frade J. C.; Calvo A.;| Pimentel A.F.; Candeias A., A materialidade e a arte de pintar de Pedro Alexandrino de Carvalho em três telas de altar, in: “Estudos de Conservação e Restauro”, n° 6, 2014

Localizzazione: PORTOGALLO – PÊSO DE RÉGUA. Chiesa madre di San Faustino
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: 1777 circa
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – CASTELO BRANCO. Cattedrale di San Michele, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

La chiesa di San Michele risale al Medioevo. I principali interventi architettonici si sono avuti nel 1682, con l’apporto di elementi barocchi nella facciata; poi, nel 1691, con l’introduzione di dipinti di Bento Coelho nelle cappelle. Nel 1771, in virtù dell’erezione della diocesi di Castelo Branco, la chiesa è stata elevata a cattedrale. Nel 1785 fu ricostruita l’abside e nel 1791 introdotti dipinti di Pedro Alexandrino.

Nella Cappella del Santissimo, rivestita di marmi bianchi, grigi e neri, vi è il dipinto dell’Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810).

 

Bibliografia:
Leite A. C., Castelo Branco, Lisboa 1991, p. 56

Immagine da:
Carla Andreia Carvalho Tavares, Pedro Alexandrino de Carvalho (1729-1810): Caraterização material, técnica e formal de sua obra em telas de altar, volume I, Tese apresentada à Universidade Católica Portuguesa para obtenção do grau de Doutor em Conservação e Restauro de Bens Culturais – Especialização em Pintura, 2015, p. 368

Link:
http://www.patrimoniocultural.gov.pt/pt/patrimonio/pesquisa/geral/patrimonioimovel/detail/73972/

Localizzazione: PORTOGALLO – CASTELO BRANCO. Cattedrale di San Michele
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – ÉVORA. Museu e Chiesa Santissimo Sacramento, Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

 

Il Museo conserva un quadro a olio di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo, replica dell’opera conservata a Lisbona nella Chiesa del Santissimo Sacramento

 

Link:
https://culturaportugal.gov.pt/en/conhecer/places/_drcalentejo/museu-de-evora-museu-nacional-frei-manuel-do-cenaculo/

 



PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa del Santissimo Sacramento

La prima chiesa intitolata al Santissimo Sacramento, situata nei pressi del Convento del Carmo, fu terminata nel 1685. Nel 1755 il terremoto la distrusse e, nella seconda metà del XVIII secolo, viene edificata l’attuale chiesa, presso il Calçada do Sacramento.
La chiesa conserva un quadro a olio di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo, replica dell’Ultima Cena conservata nel Museo di Évora, con qualche piccola differenza in alcuni dettagli (libri in basso a sinistra; oggetti in alto a destra …).

 

Link:
https://informacoeseservicos.lisboa.pt/contactos/diretorio-da-cidade/igreja-do-santissimo-sacramento

 

 


Immagini delle due opere da:
Carla Andreia Carvalho Tavares, Pedro Alexandrino de Carvalho (1729-1810): Caraterização material, técnica e formal de sua obra em telas de altar, volume I, Tese apresentada à Universidade Católica Portuguesa para obtenção do grau de Doutor em Conservação e Restauro de Bens Culturais – Especialização em Pintura, 2015, p. 368

Localizzazione: PORTOGALLO – ÉVORA. Museu de Evora/ Museu Nacional Frei Manuel do Cenáculo (Largo do Conde de Vila Flor) -- Igreja do Santíssimo Sacramento (Calçada do Sacramento)
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà del XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Santos-o-Velho a Odivelas, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

La chiesa fu costruita nel 1147; modificata nel 1696 e restaurata nel 1861 e nel 1876 cambiandone l’aspetto iniziale. Dedicata a tre santi bambini martiri del IV secolo.
La facciata è fiancheggiata dai due campanili e sormontata da un frontone triangolare.

Conserva un olio su tela di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo.

Immagine da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Igreja_de_Santos-o-Velho_(Lisboa)_2.jpg

Localizzazione: PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Santos-o-Velho a Odivelas
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà del XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Santa Isabel con Ultima Cena, XVIII secolo

La chiesa di Santa Isabel, che appartiene alla parrocchia di Campo de Ourique, è settecentesca, a unica navata e presbiterio neoclassico. All’interno vi è la cappella maggiore e alcuni altari laterali con tele di buona qualità di famosi pittori dell’epoca.
Tra essi un’ Ultima Cena attribuita a Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810).

Immagine da Wikimedia

Link:
http://zone47.com/crotos/?q=62125090

Localizzazione: PORTOGALLO - LISBONA. Chiesa di Santa Isabel
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – BEJA. Museo Regionale, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho, seconda metà XVIII secolo

Olio su tela di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo.

Il primo Museo di Beja fu senza dubbio quello rappresentato dalle collezioni private del prelato Frei Manuel do Cenáculo (1724-1814). Nel 1890 si costituì un museo archeologico di reperti locali, nelle sale del palazzo municipale. Negli anni 1927 e 1928 il Museo si trasferì nell’edificio dell’ex Convento di clarisse di Nossa Senhora da Conceição (fondato nel 1495) e comprende la collezione del Museu Rainha Dona Leonor (“Museo della Regina Eleonora”).
La collezione del Museo è costituita da un patrimonio archeologico di epoca romana, visigota, araba e medievale. Comprende anche la pittura portoghese riferita al periodo tra il XV e il XVIII secolo, ceramiche, piastrelle, numismatica, oreficeria, scultura e arte sacra. Al secondo piano si può ammirare la collezione di Fernando Nunes Ribeiro, che dedicò parte della sua vita alla raccolta di oggetti dell’età del ferro e della civiltà romana.

Immagine da Wikimedia

Link:
https://vonurdp7hwujiprnplzbx6wiey-adv7ofecxzh2qqi-museuregionaldebeja.translate.goog/?t2t_gallery=a-ultima-ceia

Localizzazione: PORTOGALLO – BEJA. Museo Regionale
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà del XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – ODIVELAS (Lisbona). Chiesa Madre de Póvoa de Santo Adrião con Ultima Cena, 1802

La Chiesa Madre della parrocchia di Sant’Adriano fu fondata nel secolo XVI, un vero tesoro dell’arte sacra. Degne di nota le pitture di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810) nella Cappella Maggiore, ricostruita dopo il terremoto del 1755, a pianta rettangolare e di grande elevazione, con sei finestre.

La tela dell’Ultima Cena, dipinta da Pedro Alexandrino, firmata e datata 1802, domina l’intero spazio sopra l’Altare, di cui ora rimane solo il Tabernacolo. Sulle pareti ci sono altre tele, dello stesso artista, raffiguranti i quattro Dottori della Chiesa.

Immagine da Wikimedia.

Link:
http://www.paroquiapsadriao.com/igrejaMatriz.html

Localizzazione: ORTOGALLO – ODIVELAS (Lisbona). Chiesa Madre de Póvoa de Santo Adrião
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: 1802
Rilevatore: AC

POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale, Ultima Cena di Giambattista Tiepolo, 1745

Olio su tela (77 x 87 cm). Numero inventario M.Ob.7 MNW
Conservato nei depositi del Museo Nazionale di Varsavia (Muzeum Narodowe w Warszawie, MNW)
Nel 1862 il Museo lo acquistò dalla collezione di Johann Peter Weyer.

Una replica di questo dipinto si trova nella collezione del Louvre di Parigi vedi https://www.ultimacena.afom.it/francia-parigi-museo-del-louvre-ultima-cena-di-g-b-tiepolo/

Immagine da Wikimedia.

Link:
https://cyfrowe.mnw.art.pl/en/catalog/506964

Localizzazione: POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale
Autore: Giambattista Tiepolo
Periodo artistico: 1745
Rilevatore: AC

POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale, Ultima Cena della bottega di Jouvenet, 1704

Olio su tela (96,5 x 144,5 cm) Numero inventario M.Ob.280 MNW
Non esposto, conservato nel Museo Nazionale di Varsavia (Muzeum Narodowe w Warszawie, MNW). Donato al Museo da Cipriano Lachnicki (1824-1906) nel 1902.

Il dipinto, originariamente attribuito a Nicolas Poussin e Jean Restout, è molto probabilmente una replica di bottega dell’opera del pittore francese Jean-Baptiste Jouvenet (1644 -1717), esposta al Salon del 1704. L’originale è andato perduto, ma si conosce il disegno della composizione, conservato al Museum der bildenden Künste di Lipsia, interpretata da Antoine Schnapper come studio preparatorio per la pittura del 1704. L’artista tornerà a questa composizione in un cartone di arazzo molto più tardo, preparato alla fine della sua vita e realizzato da Restout dopo la sua morte.
“L’ultima cena” di Jouvenet è nota in cinque copie.
La composizione rivela il rapporto di Jouvenet con Poussin e l’influenza delle due serie de “I Sacramenti”, principalmente l’immagine dell’Eucaristia nella seconda serie, vedi scheda https://www.ultimacena.afom.it/gran-bretagna-edimburgo-scottish-national-gallery-istituzione-delleucaristia-seconda-serie-dei-sette-sacramenti-di-n-poussin-circa-1647/

L’architettura monumentale sullo sfondo, le vesti raffigurate come antiche tuniche e il modo di banchettare degli Apostoli che stanno sdraiati secondo l’uso romano non sono solo la prova dello studio dei dipinti di Poussin, ma anche la moda dell’antichità a cui cedette la pittura accademica nella seconda metà del XVII secolo.
La composizione dell’Ultima Cena è un’eccellente messa in pratica delle raccomandazioni dell’Académie royale de peinture et de sculpture (fondata a Parigi nel 1648) nel campo della composizione della storia, a partire dal principio del costume, nasce da considerazioni sulla compatibilità di un’immagine con una fonte letteraria. L’adeguatezza del luogo e dell’usanza, un soggetto bello e nobile espresso in modo vivido e appropriato, in conformità con i testi antichi e in forme appropriate ai suoi tempi, è il principio incrollabile delle teorie classiche, esposto nel trattato latino di Charles-Alphonse Dufresnoy, De arte graphica (1668), molto famoso all’epoca e tradotto in francese da Roger de Piles.

Immagine da Wikipedia.

Testo tratto dal sito del Museo:
https://cyfrowe.mnw.art.pl/pl/katalog/506496

Localizzazione: POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale
Autore: Jean Baptiste Jouvenet, bottega
Periodo artistico: 1704
Rilevatore: AC

FRANCIA – VAL-CENIS, frazione Lanslevillard. Cappella di Sain-Sebastian con “Ultima Cena”, XV secolo

Affresco, seconda metà del XV secolo.

Dal 1º gennaio 2017 Lanslevillard è confluito nel nuovo comune di Val-Cenis.
La cappella è situata appena sopra il villaggio a un’altitudine di 1490 m. Famosa per i suoi dipinti murali del XV secolo, è stata classificata come monumento storico sin dal 1897.
L’edificio fu probabilmente costruito nel 1446. La scritta 1518 dipinta su uno dei cassettoni del soffitto sarebbe l’anno di un restauro dei dipinti.
La cappella presenta due serie di pitture murali: da un lato, scene della Vita di Cristo, una serie di 36 riquadri distribuiti su due registri e, dall’altro, la Vita di san Sebastiano, in 17 riquadri su tre registri.

Tra le scene della Vita di Cristo, l’ultimo riquadro del registro superiore della parete nord raffigura l’ Ultima Cena. Gli Apostoli sono seduti su panche attorno a un tavolo rettangolare che ha al centro Cristo. Sulla tavola l’agnello, pani, tre coltelle e due bicchieri; altri due bicchieri sono tenuti in mano da Apostoli. Sullo sfondo due finestre si aprono su un paesaggio con campi ed edifici.

 

Immagini da:
https://www.flickr.com/photos/renzodionigi/21908357049

https://www.ledauphine.com/savoie/2018/07/25/la-chapelle-saint-sebastien-celebre-ses-500-ans

Localizzazione: FRANCIA – VAL-CENIS, frazione Lanslevillard. Cappella di Sain-Sebastian
Autore: maestro anonimo legato alla corrente post-Jaquériana
Periodo artistico: seconda metà del XV secolo
Rilevatore: AC

BULGARIA – SOFIA. Chiesa di Boyana, con Ultima Cena.

La chiesa di Boyana, un piccolo gioiello medievale che conserva un ciclo di affreschi della metà del XIII secolo, patrimonio inestimabile che dal 1979 fa parte dei beni protetti dall’Unesco.
La chiesa di Boyana si trova in mezzo a un bosco, in posizione sopraelevata e defilata rispetto alla strada principale, e appena si intravede; subito dopo aver varcato l’ingresso del sito, non sembra assolutamente un granché.
La facciata anteriore, che mostra una delle tre ali dell’edificio, si potrebbe definire desolatamente anonima, quella posteriore a mattoncini rossi invece presenta qualche elemento più carino e interessante, con elementi rialzati e due torrette che si confondono con la chioma degli alberi.
“La bellezza e l’importanza di questa chiesa medievale deve essere racchiusa all’interno di quelle mura che presentano degli eventi segni rabberciati di ristrutturazione” è il primo pensiero che balza alla mente.
Dalla piccola porta, che l’inflessibile custode apre ogni 15’/20′ minuti per far entrare gruppetti di 8 persone alla volta, si accede alla prima sezione, costruita grazie alle donazioni della comunità locale nella seconda metà del XIX secolo. A parte qualche reperto e la proiezione di un audiovisivo qui non c’è niente da vedere, è solo l’anticamera oltre che il luogo dove la custode fornisce qualche indicazione sulla breve visita (10 minuti!) e sulle norme di comportamento: niente zaini all’interno ma soprattutto niente fotografie!
La seconda sezione risale alla metà del XIII secolo: venne fatta costruire dal nobile Kaloyan su due piani per ingrandire e abbellire la parte più antica (l’ala successiva) in modo da poter accogliere al livello inferiore la cappella di famiglia e a quello superiore la chiesa.
La terza sezione – cioè l’ultima in cui si entra – venne costruita tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo: è una piccola abside con la volta a crociera.
Gli affreschi ricoprono tutta la superficie delle pareti interne e del soffitto della seconda e terza sezione, ma quelli che rivestono un’importanza rilevante sono quelli della sezione centrale che raffigurano un totale di 89 scene tra cui gli episodi della vita di San Nicola, una flotta (probabilmente veneziana) in mare, i ritratti del Cristo Pantocratore, di Kaloyan e della moglie Dessislava, del governatore di quel tempo Konstantin Asen e della regina Irina e soprattutto il più antico ritratto conosciuto di san Giovanni di Rila, il santo nazionale della Bulgaria che ha fondato il monastero di Rila (altro patrimonio Unesco, a circa 125 km da Sofia). Fra queste immagini, la rappresentazione di una Ultima Cena.
Gli affreschi della chiesa di Boyana sono importanti perché sono una rara testimonianza del periodo e perché sono considerati gli esempi più belli e perfettamente conservati dell’arte medievale bulgara e dell’est europeo. La bellezza dei volti, la cura dei particolari, il realismo delle forme e l’accenno di prospettiva tridimensionale in affreschi datati 1259, cioè pochi anni prima della nascita di Giotto, li hanno fatti accostare al nostro Rinascimento e hanno portato alla definizione del cosiddetto “Rinascimento bizantino”.
L’autore di questi stupendi affreschi è forse un pittore di nome Vasiliy proveniente dalla città di Tarnovo, la vecchia capitale dell’impero bulgaro.
La vivacità dei colori e la visibilità dei dettagli sono sì il frutto di un’ultra decennale opera di restauro iniziata nel 1912, interrotta, poi ripresa varie volte e infine ultimata nel 2006, ma anche dell’oblio in cui visse la chiesa per secoli e secoli. Nel XVII secolo gli affreschi vennero addirittura coperti da intonaco… fortunatamente fu una Zarina agli inizi del XX secolo che impedì la distruzione dell’edificio e iniziò il recupero di questa piccola meraviglia, oggi inserita tra i 100 siti turistici della Bulgaria e tra i patrimoni protetti dall’Unesco nel 1979.
La chiesa di Boyana è inoltre il monumento storico più venerato della Bulgaria e gli abitanti di Sofia adorano arrivare fin qui, in mezzo al silenzio della natura, ai piedi del monte Vitosha, per trascorrere qualche ora di tranquillità.

Info:
Il biglietto costa 10 leva (= poco più di 5 euro) comprensivo anche del biglietto d’ingresso al museo di Boyana.
Gli orari di apertura sono: 9-17 dal 1° novembre al 31 marzo; 9:30-17:30 dal 1° aprile al 31 ottobre.
Url: www.boyanachurch.org.

Fonte: https://www.girovagate.com/2017/02/chiesa-di-boyana-patrimonio-unesco-nei-dintorni-di-sofia.html
http://www.galenfrysinger.com/bulgaria_boyana_frescos.htm

Localizzazione: Bulgaria, Sofia
Periodo artistico: XIII sec.
Data ultima verifica: 02/05/2021
Rilevatore: Feliciano Della Mora

FRANCIA – PUY ST. ANDRÉ. Cappella di Notre Dame de Pitié et Sainte Lucie di Puy Calvin, con Ultima Cena, inizi XVI secolo

La cappella fu edificata nel 1507, sul territorio del villaggio di Puy-Calvin, situato sui pendii di fronte a Briançon, sulla riva destra della Durance.
Gli affreschi esterni ed interni risalgono all’inizio del XVI secolo e sono stati restaurati dal 1994 al 2000.
Le pitture sulla facciata, hanno al centro il Compianto (un’immagine relativa al primo nome della cappella) e le figure, a sinistra, di san Cristoforo e santa Lucia; a destra, di santa Barbara (in alto), sant’Andrea e di sant’Antonio abate.

L’interno è a navata unica coperto da volta a botte su cui sono state affrescate 23 scene della Vita di Gesù, dall’infanzia alla Passione, separate da una larga banda decorata..
Questi dipinti di un artista anonimo sono piuttosto ingenui e i pigmenti utilizzati sono basilari. La storia inizia con la Natività e continua con la Presentazione di Gesù al tempio, l’Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto e Gesù tra i dottori. Poi solo due scene evocano la vita pubblica di Gesù: il Convito in casa di Simone e l’Ingresso in Gerusalemme. Quest’ultima raffigurazione introduce la Passione, illustrata dalle 16 scene rimanenti, cinque delle quali riguardano la comparsa di Gesù davanti ai suoi giudici. Il pittore ha utilizzato molti motivi architettonici sullo sfondo delle scene.
Nel corso della Passione la cronologia non viene rispettata. La scena di Cristo sulla croce tra i due ladroni si pone al centro della storia, in basso, quindi più visibile, tra la comparsa davanti al sommo sacerdote Anna e poi da Caifa; seguono poi gli altri episodi della passione. La scena della Crocifissione è estesa per la larghezza di due delle scene soprastanti: la Presentazione al Tempio e l’Adorazione dei Magi; probabilmente questo posizionamento insolito voleva sottolineare che Gesù ha dato la sua vita per tutte le persone.

Una delle scene è l’Ultima Cena che è rappresentata in una chiesa con decorazioni ad archi con pilastri e capitelli riccamente decorati. Vi sono cinque Apostoli a sinistra del Cristo e altrettanti a destar, sul davanti del tavolo, isolato come spesso in queste raffigurazioni, Giuda in veste gialla e mantello verde e senza aureola.
Ma c’è anche san Giovanni, accanto a Cristo e sul suo grembo così che si vedono solo parte dei capelli biondi, dell’aureola e dell’abito rosso che sporgono dal tavolo!

Info e foto da:
http://archivesweb.cef.fr/prive/liturgiecatholique.fr/liturgiecatholique.fr/La-restauration-des-fresques-de-la.html

http://sylviedamagnez.canalblog.com/archives/2013/01/05/26070513.html

Localizzazione: FRANCIA – PUY ST. ANDRÉ. Cappella di Notre Dame de Pitié et Sainte Lucie di Puy Calvin
Autore: ignoto
Periodo artistico: inizi XVI secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – BESSANS. Chiesa di Saint-Antoine con Ultima Cena, metà XV secolo

 

La cappella è un edificio rettangolare costruito sullo sperone roccioso che domina il paese, parallelo alla chiesa. Risale all’inizio del XV secolo. La facciata principale è protetta da un baldacchino che ospita la decorazione esterna con affreschi raffiguranti il corteo dei Vizi legati da una catena e trainati da due demoni verso l’inferno.
Il campanile romanico della cappella è montato sul timpano occidentale e domina un tetto in ardesia a doppia falda. Questa cappella ha un tipico soffitto a cassettoni rinascimentale con dipinti policromi (1526).

Sulle pareti interne ci sono quaranta scene che rappresentano la Vita di Cristo, dalla Natività alla Pentecoste, nello stesso stile dei dipinti della Cappella di Saint-Sébastien de Lanslevillard. Si ritiene che questi affreschi siano stati eseguiti tra il 1450 e il 1460.

L’Ultima Cena è raffigurata in un interno che potrebbe rappresentare una casa contadina dell’epoca a Bessans, con le reste di aglio (?) appese a una trave. Gli Apostoli sono seduti su panche attorno a un tavolo rettangolare al cui centro è Cristo. Sulla tavola ci sono pesci, pani, quattro coltelli; due bicchieri in vetro sono tenuti in mano da due Apostoli. Una brocca è a terra in primo piano al centro della scena.

 

Immagini da:
http://peintures.murales.free.fr/fresques/France/Rhone_Alpes/Savoie/Bessans/Saint_Antoine.htm

https://www.flickr.com/photos/renzodionigi/21908357049/in/photostream/

Link:
https://www.ssha.fr/11-etudes/dossiers-thematiques/moyen-age

Localizzazione: FRANCIA – BESSANS, Chiesa di Saint-Antoine
Periodo artistico: 1450-1460
Rilevatore: AC

FRANCIA – CHAMBÉRY. Musée Savoisien des Beaux-Arts, Ultima Cena, fine XV secolo

Olio su tavola, (123 x 220 cm).
Numero inventario M917.
Questa “Ultima Cena” è attribuita a: Godefroy, circa 1482; modificata da Jacquelin de Montluçon (Bourges 1463 – 1505) nel 1496-1497 circa.

Corrisponde alla scheda n. 193 in Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, Catalogo della mostra (Torino 7 febbraio-14 maggio 2006), Castelnuovo E.; Pagella E.; Rossetti Brezzi E.(a cura di), Skira, Milano 2006.

Il sedile su cui siede Giacomo Maggiore riporta la data 1482 e la scritta Godefroy, considerata la firma del pittore, di cui non si hanno altre notizie.
Un primo artista, che corrisponde probabilmente al misterioso Godefroy, lavorò all’opera nel 1482. Nella composizione sembra seguire modelli brabantini. Anche nelle fisionomie, che ricordano Giusto di Gand, si può cogliere la sua cultura settentrionale, adattata alla produzione savoiarda, come nel volto di san Pietro; è ravvisabile inoltre un contatto con le opere tarde di Antoine de Lonhy.
Il secondo artista, che intervenne alcuni anni più tardi, è stato identificato con il pittore  Jacquelin de Montluçon, che ha apportato alcuni cambiamenti alla composizione, come la modifica dei due Santi alle estremità del dipinto (san Giovanni evangelista a sinistra e una Santa con la spada a destra). Rimangono poco definite le altre figure di piccole dimensioni sulla destra in basso.

 

Immagine e notizie da:
https://www.photo.rmn.fr/Package/2C6NU0A72DYJ4

Localizzazione: FRANCIA - CHAMBÉRY. Musée Savoisien des Beaux-Arts
Autore: Godefroy e Jacquelin de Montluçon (?)
Periodo artistico: 1482 e 1496-1497
Rilevatore: Mariella Longhetti

CATANIA. Museo civico di Castello Ursino, Ultima Cena di L. de Morales, 1560

Olio su tavola, opera di Luis de Morales realizzata nel 1560-1570.
Esposto nella Pinacoteca, sala XVI.

Proviene dalla collezione del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena che, dopo l’incameramento dei beni ecclesiastici, passarono al comune di Catania.
Il dipinto nel 2015-16 fu prestato al Museo del Prado di Madrid per una mostra su Morales.

L’attribuzione fu controversa: un secolo fa era ritenuto opera di un pittore di scuola leonardesca. Enzo Manganuco (1896 -1968, storico e critico d’arte, direttore del Museo di Castello Ursino), per le forme spigolose del Cristo, simili a quelle di altre sue opere, propose il nome di Luis de Morales (1509/20 – 1586), originario di Badajoz, uno dei pittori spagnoli più noti del rinascimento iberico, soprannominato il “Raffaello spagnolo”. Morales dipinse soprattutto pale d’altare e tavole di carattere religioso e per questo gli fu dato il titolo di “El divino”, attribuitogli dal suo primo biografo Ancisclo Antonio Palomino (1655 – 1726). L’artista utilizzava polvere di vetro incolore che veniva mischiata ai pigmenti per conferire un particolare effetto sfumato.

 

Un’altra Ultima Cena di Luis de Morales si trova nella Cappella del Santissimo Sacramento della Chiesa matrice di Santa Maria Assunta ad Adrano (CT).

 

Immagine da:
https://it-it.facebook.com/MuseoCivicoCastelloUrsino/photos/
Link:
https://www.newadvent.org/cathen/10557a.htm

Localizzazione: CATANIA. Museo civico di Castello Ursino
Autore: Luis de Morales
Periodo artistico: 1560-1570
Rilevatore: AC

GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsbibliothek, miniatura di Ultima Cena dalla “Bibbia di Ottheinrich”, 1430 circa

Il manoscritto di grande formato (535 x 375 mm) e in otto volumi del Nuovo Testamento in tedesco fu creato intorno o poco dopo il 1430 per conto del duca Ludovico VII di Baviera-Ingolstadt.
Ricevette il suo nome da un proprietario successivo, il conte palatino Ottheinrich (1502-1559), sotto la cui supervisione fu completato nel c. 1530; infatti le 46 miniature di grandi dimensioni sono concentrate sui primi fogli, per circa un quinto del totale, e furono eseguite da tre maestri o laboratori di Ratisbona. Le altre miniature e iniziali furono aggiunte dall’artista di Lauingen Mathis Gerung per conto di Ottheinrich von Pfalz-Neuburg tra il 1530 e il 1532.
In tutto, questa Bibbia contiene 146 miniature e 294 iniziali decorate su 307 fogli di pergamena.
Il manoscritto fu successivamente portato come bottino di guerra da Heidelberg a Monaco e poi a Gotha, dove nel XIX secolo fu suddiviso in otto volumi. La Biblioteca di Stato bavarese ha acquisito tre di questi volumi nel 1950 e i restanti cinque nel 2007.

Nel foglio 40v è raffigurata l’Ultima Cena. L’artista la rappresenta vista dall’alto. Le figure degli Apostoli sono disegnate approssimativamente e raccolte attorno a un tavolo circolare; Giuda non è isolato.

Immagine da Wikimedia Commons

Link
https://www.digitale-sammlungen.de/index.html?c=highlight&projekt=1&l=de

Localizzazione: GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsbibliothek
Periodo artistico: 1430 circa
Rilevatore: AC

ROMA. Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, Ultima Cena di Valentin de Boulogne

Olio su tela (139 x 230 cm), realizzato nel 1625-1626 da Valentin de Boulogne, Coulommiers (Francia) 1591 – Roma 1632.
Esposto nella Pinacoteca, sala VI. Dopo alcuni passaggi in varie raccolte (già collezione Fesch, collezione Mattei fino al 1808), nel 1895 è stata acquistata presso il Monte di Pietà dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma.

Richiesta dal nobile collezionista Asdrubale Mattei per il suo palazzo romano, la commissione dell’Ultima Cena segna un momento decisivo nell’affermazione del pittore francese nella scena artistica romana.
In ossequio alla tradizione iconografica consolidata, l’immagine si sviluppa in senso orizzontale, con gli Apostoli che si dispongono in perfetto equilibrio intorno alla mensa, spartita dalla bisettrice della composizione, che coincide con la figura di Cristo e con la piega, non a caso cruciforme, della tovaglia. L’apertura centrale e il drammatico chiaroscuro di matrice caravaggesca servono a stabilire un più intimo contatto tra Cristo e l’osservatore.

Immagini e notizie da:
https://www.massimogaudioartblog.com/2020/04/lultima-cena-di-valentin-de-boulogne.html

https://www.barberinicorsini.org/arte/collezioni/

Localizzazione: ROMA. Galleria Nazionale di Palazzo Barberini
Autore: Valentin de Boulogne
Periodo artistico: 1625-1626
Rilevatore: AC

CORDOVADO (PN) Duomo Nuovo di Sant’Andrea Apostolo. Affresco raffigurante l’Ultima Cena di Pino Casarini (Verona 1897-1972)

La costruzione della nuova chiesa parrocchiale o Duomo Nuovo di Cordovado dedicata a Sant’Andrea Apostolo inizia nel 1950 e si protrae fino al 1966. La chiesa venne progettata da Mariano Pittana, in stile romanico-gotico, con facciata a capanna e porticato in pietra. La nuova parrocchiale fu aperta al culto il 24 luglio 1966.
Durante la realizzazione della nuova chiesa furono commissionate dall’allora parroco don Aldo Pagnucco all’artista veronese Pino Casarini alcune opere plastiche, pittoriche e vetrarie.
Casarini che nel 1946 aveva realizzato un ciclo di affreschi per il Duomo di Sacile, pose mano al ciclo di affreschi nel 1962, tra questi un’Ultima cena che sovrasta l’arco trionfale.
Don Aldo Pagnucco ha testimoniato che “L’Ultima Cena fu realizzata in due giorni, in 6 ore complessive di lavoro!! Si direbbe una fiaba; ma ero presente e nel pomeriggio del secondo giorno l’impalcatura venne tolta” (Pagnucco 1986).
L’artista ha fissato il momento in cui il Cristo annuncia agli apostoli il prossimo tradimento, utilizzando una limitata gamma di colori. La figura di Cristo al centro esprime una composta tristezza. Gli apostoli, in tre gruppi, manifestano stupore e smarrimento mentre Giuda è raffigurato nell’atto di allontanarsi con il volto seminascosto dal mantello.
Nel ciclo di affreschi di Casarini a Cordovado, i commentatori hanno rilevato influssi nordici dello Jugendstil e “riferimenti all’arte gotica e rinascimentale (con particolari richiami a Masaccio, Piero della Francesca, Michelangelo) e al cubismo picassiano (come nella costruzione delle figure mediante l’uso di piani spezzati)” (Leandrin 1983).
Casarini realizzò nel Duomo numerose altre opere in un ciclo sulla vita di Cristo che comprende anche un’Annunciazione, una Crocifissione, una Deposizione e un Giudizio Universale e sull’altare una Madonna in trono col bambino tra S. Andrea e il beato Tristano di Attimis. Realizza anche il rosone a vetro istoriato della facciata con i Quattro cavalieri dell’Apocalisse, i bronzi del tabernacolo e le dieci formelle dell’Antico e Nuovo testamento del portale maggiore ed un Crocifisso in rame sbalzato.
Nella chiesa vi sono anche opere di Aristide Albertella (vetrate istoriate), Giuseppe Scalambrin (coperchio del battistero) e di Italo Costantini (gruppo in terracotta della Via Crucis e della Natività, quattro trittici di santi nel coro, cinque formelle di soggetti eucaristici e la grande croce appesa sopra l’altare).
Nel Duomo nuovo sono state collocate anche opere provenienti dal Duomo vecchio, fra cui il fonte battesimale e dipinti di Bernardino Blaceo e Nicola Grassi, dal Santuario della Beata Vergine e dalla chiesa di Santa Maria di Campagna.

Pino Casarini (1897-1972). Veronese di nascita e di formazione operò nell’area veneta e in molte città italiane. Il padre faceva l’intagliatore e il decoratore. A Verona frequentò la scuola d’arte e poi si diplomò all’Accademia Cignaroli e completò gli studi a Milano. Dopo la prima guerra mondiale iniziò l’attività di affreschista, decoratore e scenografo. Nel 1927 tenne la prima mostra alla Bevilacqua La Masa. Nel 1930 fu ammesso per la prima volta alla Biennale veneziana alla quale ritornò in edizioni successive in una delle quali gli fu dedicata una mostra personale. Si dedicò anche alla scenografia allestendo spettacoli all’Arena di Verona.
Sebbene dipingesse anche a cavalletto, preferiva affrontare ampi spazi. I suoi primi affreschi vennero realizzati nel 1929 nella parrocchiale di Manzano di Nomesino (Trento), cui seguirono altre opere in chiese ricostruite dopo la guerra. Tra gli anni trenta e la metà degli anni quaranta si trovano nel Trentino e nel Veneto suoi affreschi e vetrate. Prima sua opera in Friuli occidentale furono gli affreschi nel duomo di Sacile (1946).
Sue opere del secondo dopoguerra si ritrovano in diversi centri del Triveneto, San Michele al Tagliamento (1961), Bibione (1966-67), Cordenons (1967) Coredo di Trento (1947), Villanova di Fossalta (1967), Thiene, Trieste, Vicenza, Conegliano, ma anche in altri centri italiani come Napoli (chiesa di Santa Chiara) e Avellino (Santuario di Monte Vergine). Del 1971 è la porta in bronzo del duomo di Sacile.
Il museo Civico di Pordenone possiede alcune sue opere. A Sacile la Galleria d’arte moderna Pino Casarini ospitata a Palazzo Carli espone le opere dell’artista donate dopo la sua scomparsa alla parrocchia di Sacile. Sue opere sono conservate anche nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, al Museo di Castelvecchio di Verona e in collezioni private.
L’arte sacra trovò nel pittore veronese un interprete di profonda sensibilità spirituale e culturale, in un’epoca in cui questa forma di espressione era piuttosto desueta. “Gli schemi delle composizioni sono rinascimentali, ma gli echi classici sono innervati da accenti moderni” (Damiani 1982).

Fonti:
– Bigattin Dario. Duomo Antico Sant’Andrea Apostolo Cordovado. Circolo culturale Gino Bozza ONLUS. 2018
– Damiani Licio. Arte del Novecento in Friuli – 2. Il Novecento – Mito e razionalismo. Del Bianco Editore 1982.
– Leandrin Adalberto “Dal XIX al XX Secolo” in “La pittura a Cordovado” di Bergamini Giuseppe, Goi Paolo e Leandrin Adalberto, Edizioni pro Cordovado 1983.
– Pagnucco Aldo “Cordovado”, Arti Grafiche Friulane, Udine, II edizione 1986.

Galleria Immagini, a cura di Marina Celegon:

 

Localizzazione: Cordovado
Autore: Pino Casarini
Periodo artistico: XX sec.
Data ultima verifica: 25/02/2021
Rilevatore: Gianfranco Spagnul e Marina Celegon

VICOPISANO (Pi), fraz. San Giovanni alla Vena. Chiesa del Castellare con Ultima Cena di Verdigi Luca.

Terracotta raffigurante l’Ultima Cena, opera realizzata da Luca Verdigi nel 2014 e donata alla Chiesetta del Castellare.

 

Localizzazione: Vicopisano (Pi), fraz. San Giovanni alla Vena
Autore: Verdigi Luca
Illustrazione opera: terracotta
Data ultima verifica: 05/04/2021
Rilevatore: Feliciano Della Mora

FRANCIA. L’Ultima Cena di Captain Co da un punto di vista contemporaneo.

“L’alba delle anime colorate”, acrilico, 270×140 cm., dell’artista francese Captain Co che ripropone un capolavoro del passato da un punto di vista contemporaneo.

Captain Co
L’artista francese ha esposto lavori in Francia e Marocco.
Captain Co reinventa l’arte figurativa e accademica attraverso una lente contemporanea.
Utilizza la pittura acrilica su grandi tele usando pennelli e coltelli, e spesso finisce con elementi di foglia d’oro.
Le reinterpretazioni di Captain Co dei dipinti classici con elementi di pop art collocano il suo lavoro all’incrocio tra vecchio e nuovo, sottomesso e scatenato.

 

Link:
https://www.captain-co.fr/product/laube-des-ames-colorees-captain-co-edition/

Localizzazione: Francia
Autore: Captain Co
Periodo artistico: XXI sec.
Data ultima verifica: 04/04/2021
Rilevatore: Valter Bonello, Feliciano Della Mora

SAVIGLIANO (CN). Chiesa di S. Maria della Pieve, con Ultima Cena di G.A. Molineri, 1627

Olio su tela raffigurante la Coena Domini/Ultima Cena, realizzato dal pittore saviglianese Giovanni Antonio Molineri (o Molinari o Mulinari, 1577 – 1631), nel 1627.

La chiesa è considerata la più antica di Savigliano, forse alla fine del VI secolo, secondo quanto testimonia un frammento epigrafico di una lapide detta del Presbyter Eusebius, risalente al VII secolo e rinvenuto nelle fondamenta nel 1849 ed oggi conservata nel Museo civico. Il primo atto ufficiale che fa menzione della chiesa chiamata “Santa Maria della Pieve” risale tuttavia al 1184. Lavori di restauro compiuti nel1992 hanno portato alla luce inoltre alcuni resti murari risalenti almeno al XII secolo. L’edificio fu danneggiato intorno alla metà del XIV secolo dai mercenari di Amedeo VI di Savoia, come afferma la nota Destructo Saviliani. Nel 1389 si cominciarono i lavori di ricostruzione che prevedevano lo spostamento di orientamento della facciata da ovest ad est. La chiesa contiene tre opere di Giovanni Antonio Molineri: Madonna con il Bambino e i ss. Giuseppe e Carlo Borromeo, Orazione di Gesù nell’orto e la Coena Domini.


Immagini da
https://www.visitsavigliano.it/hotspots/lultima-cena-2/

Link
https://www.comune.savigliano.cn.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idSezione=616&idArea=16540&idCat=16657&ID=19227&TipoElemento=categoria

Localizzazione: SAVIGLIANO (CN). Chiesa di S. Maria della Pieve
Autore: Giovanni Antonio Molineri
Periodo artistico: 1627
Rilevatore: AC

SAVIGLIANO (CN). Collegiata di Sant’Andrea, con Ultima Cena/Coena Domini di J. Claret, 1668-69

Nella navata sinistra si trova l’altare marmoreo della Compagnia del Santissimo Corpo di Cristo/Corpus Domini con una pregevole tela opera di Jean Claret, raffigurante l’Ultima Cena.
L’opera fu commissionata direttamente a Claret dai confratelli della Compagnia, circa il 1668-1669. L’opera, finita, fu completata con la doratura della cornice nel 1670.

 

Claret, pittore italiano di origine fiamminga che operò in Piemonte e soprattutto nel Cuneese, nacque probabilmente a Bruxelles nel 1599, e morì a Savigliano nel 1679.

 

 

 

 

La Collegiata, un’antica chiesa che subì grandi ristrutturazioni, conserva la cappella di San Nicola con affreschi del 1320. Per la storia e descrizione della chiesa si veda: http://archeocarta.org/savigliano-cn-collegiata-di-santandrea/

 

Immagini da
https://www.visitsavigliano.it/tappe_poi/chiesa-di-santandrea/

Link:
https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-claret_(Dizionario-Biografico)/

Ringraziamo la sig.a Rosalba Belmondo per le notizie fornite.

Localizzazione: SAVIGLIANO (CN). Collegiata di Sant'Andrea
Autore: Jean Claret
Periodo artistico: 1668-69
Rilevatore: AC

FOSSANO (CN). Cattedrale di San Giovenale, con Ultima Cena di J. Claret, 1644

Olio su tela (112,5 x 189 cm) attribuito al pittore Jean/Giovanni Claret, di origine fiamminga, che nacque probabilmente a Bruxelles nel 1599 e morì a Savigliano nel 1679 e operò in Piemonte e soprattutto nel Cuneese.

La cattedrale, ricostruita nel 1778 nel sito della precedente, conserva parecchie opere d’arte tra cui, posta sull’altare del Corpus Domini, una “Cena in Emmaus” realizzata da Luigi Pedrazzi nel 1831.
L’Ultima Cena del Claret, che fu realizzata per la cappella del Santissimo Sacramento del vecchio duomo abbattuto nel 1778, è ora collocata nella sacrestia, insieme ad altre tele del medesimo pittore che illustrano la vita di san Giovenale.

Immagine da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/4571450/Claret

Link
http://www.museodiffusocuneese.it/siti/dettaglio/article/fossano-cattedrale-di-san-giovenale/

https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-claret_(Dizionario-Biografico)/

Localizzazione: FOSSANO (CN). Cattedrale di San Giovenale
Autore: Jean Claret
Periodo artistico: 1644
Rilevatore: AC

SORESINA (CR). Chiesa preposturale di San Siro, con Ultima Cena di L. Miradori detto il Genovesino, 1653

La posa della prima pietra della chiesa preposturale risale al 1582; l’attuale facciata è stata realizzata nel 1941. Vi si conservano opere di molti artisti del XVII secolo.

Il dipinto dellUltima Cena di Luigi Miradori (Genova, 1605 circa – Cremona, 1656 circa) fu realizzato per la Confraternita del Santissimo Sacramento.
Dal Catalogo (1) (p. 38). «… rispetto alla concitazione drammatica del telone di San Francesco a Cremona [ora nel Palazzo Comunale, vedi scheda] [vi è] un’apertura di cielo variegato di nuvole illumina una loggia ariosa in un clima quasi veronesiano, con una dominante azzurra che passa dal fondale ai tocchi di blu diversi che impreziosiscono l’abbigliamento degli apostoli come ad accompagnare l’atmosfericità della scena: un cappuccio, una manica, una berretta. L’episodio e come rasserenato, la tensione si e sciolta e i protagonisti non hanno più la caratterizzazione grottesca e sopra tono dell’altra redazione; in primo piano i grandi vasi di rame ci dicono, qualora non bastasse l’ambientazione e la servitù sullo sfondo, che questa non è certo una scena d’osteria.»

Bibliografia
(1) –- GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018, catalogo della mostra, Officina libraria, Roma 2017

Immagine dal catalogo sopracitato.

Link
https://viapozzo6.wordpress.com/2018/05/08/genovesino-e-soresina/

Localizzazione: SORESINA (CR). Chiesa preposturale di San Siro
Autore: Luigi Miradori detto Genovesino
Periodo artistico: 1653
Rilevatore: AC

TERMENO (TRAMIN) (BZ). Chiesa di San Valentino al cimitero, con Ultima Cena, 1400

La chiesa si trova a sud del paese, lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige. La chiesetta, consacrata a San Valentino da Terni, detto anche San Valentino Interamna, fu menzionata per la prima volta in documenti scritti risalenti al 1276. L’abside e parti del muro sud sono gli unici resti della costruzione romanica perché all’inizio del XV secolo la chiesa fu ricostruita in stile gotico, ampliata e munita di soffitto piatto. Nel 1787, alla Chiesa fu conferita la funzione di cappella cimiteriale.
Il campanile fu eretto in stile tardo romanico con guglia gotica, mentre l’interno si presenta con una navata del primo gotico.

I bellissimi affreschi della Scuola Veneta, caratterizzata da un particolare utilizzo della luce e del colore, risalgono agli anni tra il 1380 e il 1420. Questi cicli di affreschi vennero riscoperti e riportati alla luce solo nel XX secolo, e mostrano la leggenda di Sant’Orsola e la Passione di Gesù.
Il ciclo della “passione di Cristo” dipinto sulle pareti ovest e nord è uno dei più dettagliati del Tirolo eseguito attorno all’anno 1400. L’Ultima Cena è affrescata sopra la porta d’ingresso.

Immagine da
https://olivierbauer.org/2013/05/26/sur-la-piste-du-bretzel-termeno-sulla-strada-del-vino/

Localizzazione: TERMENO (TRAMIN) (BZ). Chiesa di San Valentino al cimitero
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1400 circa
Rilevatore: AC

TERAMO, frazione Miano. Chiesa di San Silvestro, con Ultima Cena, XVIII secolo

Miano è un antico borgo medievale fortificato che guarda dall’alto la valle del Vomano e le case antiche, quasi tutte ristrutturate ed abitate, si stringono intorno alla bella Chiesa di S. Silvestro. Questa ci appare nel rifacimento effettuato all’inizio del XV secolo; nel 1926 il parroco dell’epoca curò un importante restauro.
La chiesa ha copertura a capanna ed il semplice portale in laterizio è sormontato da una lunetta contenente un bel mosaico in ceramica. L’interno è a tre navate divise da archi a tutto sesto che poggiano su due colonne esagonali; l’arco centrale, che segna l’accesso alla zona presbiteriale, è invece ogivale.
La pala dell’altare settecentesco è costituita da una grande tela raffigurante l’Ultima Cena, di autore ignoto.

Immagine da
http://www.paesiteramani.it/Paesi/Miano.htm

Localizzazione: TERAMO, frazione Miano. Chiesa di San Silvestro,
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

TERAMO. Chiesa di Sant’Agostino, paliotto metallico con Ultima Cena

Paliotto in lega metallica (100 x 220 cm), artista ignoto, secolo XIX
Collocato nell’Oratorio dei Cinturati nella Chiesa di S. Agostino.
La scena centrale raffigura l’Ultima Cena.

Nel 2016, il paliotto è stato recuperato dalla chiesa, ulteriormente danneggiata dal terremoto, e posto in deposito in attesa del restauro dell’edificio.


 

Info e fotografie da
http://arsteweb.altervista.org/scritti/s_agostino-antependium.htm

Storia della chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Agostino_(Teramo)

Localizzazione: TERAMO. Chiesa di Sant'Agostino
Autore: ignoto
Periodo artistico: secolo XIX
Rilevatore: AC

TERAMO. Cattedrale Santa Maria Assunta, “Antependium” con Ultima Cena

Si tratta di un paliotto d’argento (117 x 234 cm) destinato all’altare maggiore della Cattedrale, realizzato da Nicola da Guardiagrele che vi lavorò dal 1433 al 1448. Il paliotto è formato da 83 riquadri di varie dimensioni distribuiti su quattro registri: 35 lamine a cesello e rimbalzo; 22 tessere con pitture a smalto traslucido su fondo blu; 26 triangolini con motivi floreali smaltati. In totale sono 209 figure e 21 iscrizioni, corrispondenti ad altrettante scene. Il tema della narrazione è la vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Pentecoste. L’ultimo riquadro invece mostra l’episodio delle stimmate di S. Francesco. La formella centrale, doppia in altezza rispetto alle altre, reca il Cristo redentore in rilievo ed è affiancata, nelle file verticali, dagli evangelisti e dai dottori della chiesa. L’intera composizione è racchiusa in una cornice d’argento del 1734.
Tra queste scene vi è anche l’Ultima Cena, composta da due formelle, quella a sinistra con Cristo e sei Apostoli e quella a destra con gli altri sei, collocate come nello schema:


Immagini e informazioni da
https://it.wikipedia.org/wiki/Antependium_di_Teramo

http://turismo.provincia.teramo.it/il-territorio/i-comuni/teramo/teramo-la-citta/Paliotto_argenteo_Duomo_Te.jpg/pa_image_popup

Localizzazione: TERAMO. Cattedrale Santa Maria Assunta
Autore: Nicola da Guardiagrele
Periodo artistico: 1433 al 1448.
Rilevatore: AC

TELGATE (BG). Chiesa di San Giovanni, con Ultima Cena di G. B Cavagna, 1575 -1599

Olio su tela (174 x 117 cm), di Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1550 circa – Bergamo, 1627), custodito nella sagrestia della chiesa.
Il dipinto fu restaurato da Callisto Gritti nel 1962.

Immagine e info da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5621217/Cavagna+G.+P.+sec.+XVI%2C+Ultima+cena

Localizzazione: TELGATE (BG). Chiesa di San Giovanni
Autore: Giovan Battista Cavagna
Periodo artistico: 1575 -1599
Rilevatore: AC

GERMANIA – STUTTGART/STOCCARDA. Württembergische Landesbibliothek, Bibbia con miniatura di Ultima Cena, XII secolo

Bibbia in latino su pergamena, Codice Bibl. Fol. 60, miniatura sul folio 43 v (Vangelo di Luca), redatta nella Germania sud-occidentale nel terzo quarto del XII secolo.

Link
http://swb.bsz-bw.de/DB=2.1/PPNSET?PPN=1651009074

Digitalizzata in:
http://digital.wlb-stuttgart.de/purl/bsz349403740

Localizzazione: GERMANIA – STUTTGART/STOCCARDA. Württembergische Landesbibliothek
Periodo artistico: XII secolo
Rilevatore: AC

PREDAIA (TN). Santuario di San Romedio, con due Ultime Cene, inizi e seconda metà del XIII secolo

Il Santuario era nel comune di Coredo che fu soppresso per l’istituzione del comune di Predaia il 1º gennaio 2015.
Il santuario della Val di Non sorse, secondo la tradizione, nel 1090 sulla tomba di san Romedio, il cui culto fu però riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa nel 1300.
La devozione al Santo si incrementò molto nel XV secolo. Nel 1489 fu iniziata la costruzione della seconda chiesa dedicata a san Giorgio. Poi nel 1514 fu costruita la chiesa di San Michele e nel 1536 la chiesa maggiore di San Romedio. Della stessa epoca (XVI secolo) è anche il campanile, sempre in stile gotico.
Nel 1700 furono ricostruiti ex novo gli edifici al piano terra adibiti all’accoglienza dei pellegrini, alle stalle ed ai fienili. Le chiese furono racchiuse dalla costruzione dell’”appartamento dei Conti” e del ballatoio (1725), della sacrestia e della biblioteca in alto. La seconda parte della scalinata fu coperta e poi animata con le edicole dei “misteri della passione di Cristo”. Sopra la cappella di San Giorgio si innalzano due stanze di abitazione; infine fu eretto l’arco d’ingresso al luogo sacro (1770).
Nel corso del XX secolo si sono aggiunti, oltre alla cappella dell’Addolorata (1918), il parcheggio con l’edicola di San Romedio (1907).

Il momento più importante della storia del santuario fu nel XII secolo quando, per mano di Federico da Cles (signore di Castel Cles, nonché canonico della diocesi) e di Aricarda (una vedova del ceto medio-alto, che prese i voti e si ritirò nel santuario) la chiesa assunse l’aspetto attuale. L’aula fu divisa in due chiese: la Cappella delle Reliquie e la Cappella di San Vigilio (o San Nicolò). La prima fu concepita come una piccola basilica a tre navate (due campate per ciascuna), rimanendo ad oggi una delle pochissime testimonianze di edifici romanici a più navate, e fu decorata con bellissimi affreschi dal Maestro di Grissiano intorno al 1210 e grazie a recenti restauri hanno riacquistato i colori che denotano influenza bizantina e un’ottima fattura.
La cappella di San Vigilio fu poi ulteriormente decorata da affreschi nel 1612 con le Storie di San Romedio.

Gli ultimi affreschi sono quelli posti all’esterno della chiesa (adesso all’interno della Chiesa Maggiore, appoggiata alla prima nel ‘500), realizzati sempre intorno al 1200 che ritraggono una Madonna con Bambino e un’Ultima Cena, purtroppo molto danneggiata e lacunosa (foto sotto).


Più tardi furono realizzate altre campagne di decorazione sullo stessa parete. Negli anni ’30 del Novecento, sotto lo strato di intonaco “moderno”, ne furono rinvenuti tre, di cui il più antico è quello del 1200. Sopra di esso si trovava senza dubbio il più interessante: uno strato della seconda metà del XIII secolo, con il medesimo soggetto: infatti sono state recuperate due diverse Madonne con Bambino e un’ Ultima Cena, meglio conservata dalla precedente, vedi immagine in evidenza (sopra il titolo).

 

Immagini da
https://romanicotrentinoaltoadige.wordpress.com/2017/09/15/santuario-di-san-romedio/

Info
https://www.santuariosanromedio.it/storia/

Localizzazione: PREDAIA (TN). Santuario di San Romedio
Periodo artistico: inizi e seconda metà del XIII secolo
Rilevatore: AC

LOVERE (BG). Chiesa di San Giorgio, con Ultima Cena di G.P Cavagna, 1589-90

Olio su tela (300 x 245 cm) di Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1550 circa – Bergamo, 1627)

Collocato sull’altare del Sacro Cuore di Gesù nell’abside sinistra della chiesa.

Immagine da
https://parrocchia-santacroce.it/gian-paolo-cavagna/

 

Localizzazione: LOVERE (BG). Chiesa di San Giorgio
Autore: Giovan Paolo Cavagna
Periodo artistico: 1589-90
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Museu Nacional de Arte Antiga, con Ultima Cena dal Polittico del convento di San Francesco di Évora

Il Polittico del Convento di São Francisco de Évora era composto da sedici dipinti ad olio su legno di quercia creati dal 1508 al 1511, probabilmente come opera collettiva con una partecipazione di spicco dell’artista fiammingo Francisco Henriques.

Attualmente undici pannelli sono conservati nel Museo Nazionale di Arte Antica , a Lisbona; altri quattro pannelli nella Casa dos Patudos, ad Alpiarça, e un pannello è andato perduto.

Il pannello dell’Ultima Cena (121,5 x 89 cm) doveva essere nella fila inferiore, penultimo a destra.
La scena si svolge in una stanza con pavimento policromo formato da piastrelle levantine e formelle di maiolica italiana; sullo sfondo un muro in cui si aprono due finestre e al centro un drappeggio di stoffa dietro Gesù che tiene in mano il calice.

 

Immagine e notizie da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Pol%C3%ADptico_da_igreja_do_convento_de_S%C3%A3o_Francisco_de_%C3%89vora

https://pt.wikipedia.org/wiki/Pol%C3%ADptico_do_Convento_de_S%C3%A3o_Francisco_de_%C3%89vora

Localizzazione: PORTOGALLO - LISBONA. Museu Nacional de Arte Antiga
Autore:  Francisco Henriques.
Periodo artistico: 1508-11
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – Kingston Lacy, scultura dal Cenacolo di Leonardo, 1870

L’antica residenza e tenuta di Kingston Lacy presso Wimborne nel Dorset, conserva parecchie opere d’arte, tra esse:
Scultura in legno di tiglio (26 x 87,5 x 31 cm), realizzata nel 1870 a Oberammergau (Baviera, Germania) che raffigura il Canacolo di Leonardo da Vinci.

Kingston Lacy Estate, Dorset (Accredited Museum), inventario numero del National Trust NT 1254554.1

Immagine e info da:
http://www.nationaltrustcollections.org.uk/object/1254554.1

Localizzazione: GRAN BRETAGNA - Kingston Lacy
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1870
Rilevatore: AC

FONTANELLA (BG). Chiesa parrocchiale di San Cassiano, con Ultima Cena di A. e V. Campi, 1576-80

Dipinto a olio su tela (245 x 180 cm), firmato da Antonio (1524 – 1587) e da suo fratello Vincenzo Campi (1536 circa – 1591), realizzato nel 1576-1580.

La chiesa attuale, costruita nel luogo di un precedente edificio di culto, risale al 1448 e nel corso dei secoli è stata modificata anche con l’allungamento del corpo di fabbrica in facciata a metà del XVI secolo.
La chiesa conserva molte opere d’arte di artisti di scuola cremonese perché, anche se attualmente il comune di Fontanella è in provincia di Bergamo, anticamente faceva parte della diocesi di Cremona.

Un importante dipinto è l’Ultima Cena dei fratelli Campi, conservato in una delle cappelle laterali, che presenta tutti i commensali intorno alla tavola; Gesù è l’unico che rivolge lo sguardo al di là della tela.

 

Immagine e notizie da
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/foto/120000/80800/80625.jpg

http://data.fondazionezeri.unibo.it/id/oaentry/31781.html

Localizzazione: FONTANELLA (BG). Chiesa parrocchiale di San Cassiano
Autore: Antonio e Vincenzo Campi
Periodo artistico: 1576-80
Rilevatore: AC

FIORANO AL SERIO (BG). Chiesa di San Giorgio, con Ultima Cena di G.P Cavagna, 1590-1605

Olio su tela (220 x 144 cm), realizzato da Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1550 circa –Bergamo, 1627).
Iscrizione (in basso, al centro) IO. PAULUS CAVANEUS F. I.LVF.

Vi è un autoritratto del pittore nella figura del servo a sinistra che reca un piatto di asparagi!

Immagine da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5696946/Cavagna+G.P.+sec.+XVI-XVII%2C+Ultima+cena

Localizzazione: FIORANO AL SERIO (BG). Chiesa di San Giorgio
Autore: Giovan Paolo Cavagna
Periodo artistico: 1590-1605
Rilevatore: AC

CREMONA. Mostra su L. Miradori detto Genovesino, Ultima Cena in collezione privata

Un’altra ULTIMA CENA di Luigi Miradori detto Genovesino (Genova, 1605 circa – Cremona, 1656 circa), realizzata circa 1630-1650, di piccole dimensioni (45,2 × 70 cm).
Dovrebbe essere ancora conservata nella collezione privata Saibene a Milano.
Fu esposta nella Mostra delle opere del Genovesino dal titolo: “GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona”, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018.

Curiosamente sono raffigurati 13 Apostoli (anche Mattia?) e particolare è la figura del diavolo che incatena Giuda.
Per approfondire vediPagine da Catalogo Genovesino- collez privata-UC.pdf

Bibliografia
GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018, catalogo della mostra, Officina libraria, Roma 2017

Immagine da
https://www.criticaletteraria.org/2017/10/genovesino-mostra-cremona.html

Info da:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/62056/Miradori%20Luigi%2C%20Ultima%20Cena

Autore: Luigi Miradori detto Genovesino
Periodo artistico: circa 1630-1650
Rilevatore: AC

CREMONA. Palazzo Comunale, Ultima Cena di L. Miradori detto Genovesino, 1647-49

Dipinto a olio su tela (400 × 311 cm) di Luigi Miradori detto Genovesino (Genova, 1605 circa – Cremona, 1656 circa), 1647 circa.
Deposito del Museo Civico “Ala Ponzone”, numero inventario 1951; proveniente dal coro della chiesa di San Francesco a Cremona. La commissione venne al Genovesino dal nobile francescano Vincenzo Balconi, promotore del rinnovamento figurativo dell’area presbiteriale di San Francesco, dopo i lavori di ristrutturazione intrapresi nel 1645 .
Dal Catalogo p. 150: «È bellissima la figura di Giuda, di spalle, con la lunga chioma bionda e i folti mostacci: con la sinistra tenta di nascondere la borsa dei trenta denari, mentre il diavolo lo sta già incatenando a sé.» La scena è concitata e le fisionomie degli Apostoli hanno «… la caratterizzazione grottesca e sopra tono» (p. 38).
Per approfondire vedi Pagine da Catalogo Genovesino-CREMONA-Pal Com-UC

Bibliografia
GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018, catalogo della mostra, Officina libraria, Roma 2017

Immagine da Wikimedia Commons

Localizzazione: CREMONA. Palazzo Comunale, Ultima Cena
Autore: L. Miradori detto Genovesino,
Periodo artistico: 1647-49
Rilevatore: AC

CREMONA. Convento e chiesa di San Giuseppe, con Ultima cena attribuita a L. Cattapane, seconda metà XVI secolo

Il convento dei Cappuccini conserva un’opera attribuita al pittore Luca Cattapane (Cremona, prima del 1560 – dopo il 1597) che raffigura un’Ultima Cena. Gli Apostoli sono disposti sui tre lati della tavola imbandita.

Immagine da:
http://www.comunicare.it/ofmcap/luoghi/cremona.htm#arte

Link per la storia del convento:
http://www.comunicare.it/ofmcap/luoghi/cremona.htm#storia2

Localizzazione: CREMONA. Convento e chiesa di San Giuseppe
Autore: Luca Cattapane
Periodo artistico: seconda metà XVI secolo
Rilevatore: AC

COLOGNO AL SERIO (BG). Chiesa di Santa Maria Assunta, con Ultima Cena di G.P. Cavagna, XVII secolo

Olio su tela (350 x 178 cm), di Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1556 circa – Bergamo, 1627), realizzato all’inizio del Seicento.
Inserito come pala del terzo altare del lato destro della navata, quello dedicato al Corpus Domini e costruito nel 1782.

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta fu edificata nel 1745 su progetto dell’architetto Gian Battista Caniana e sostituì un precedente edificio di culto di cui è rimasta la vecchia torre campanaria, discosta dall’attuale chiesa.


Bibliografia
Maironi. Gio. da Ponte, Dizionario odeporico, Bergamo, Stamp. Mazzoleni, 1820, vol. II, p. 37.

Immagini da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5713805/Cavagna+G.+P.+sec.+XVII%2C+Ultima+cena

https://parrocchia-santacroce.it/gian-paolo-cavagna/

https://www.comune.colognoalserio.bg.it/vivere-citta/luoghi-interesse

Localizzazione: COLOGNO AL SERIO (BG). Chiesa di Santa Maria Assunta
Autore: G.P. Cavagna
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro, Ultima Cena con statue di P. Hodart, 1530-34

Philipe/Philippe Hodarte o Hodart o Odart fu uno scultore di origine francese, attivo in Spagna e Portogallo nel XVI secolo.
Dalla Spagna, Hodart si recò a Coimbra dove eseguì l’Ultima Cena, tra il 1530 e il 1534, per il refettorio del Monastero di Santa Cruz – che Diego de Castilho aveva appena costruito – composto da tredici statue in argilla cotta e originariamente comprendeva anche un tavolo con suppellettili. Realistico, espressivo e meticoloso nelle figure, si rivela un artista formato nello spirito rinascimentale, che distingue ciascuno degli Apostoli secondo la sua personalità senza che nessuno di loro ripeta l’emozione degli altri. L’insolita espressività dell’opera sembra prefigurare il barocco.
Oggi le figure sono nel colore naturale della terracotta, anche se rivelano tracce delle pitture originali. La fragilità della terracotta e le vicissitudini che seguirono l’abolizione degli ordini religiosi (1834) portarono alla mutilazione delle figure, che furono ricostruite nel secolo scorso, e sono esposte in una apposita sala del Museo Machado de Castro.

 

Immagini tratte dal seguente sito, ove si trovano le fotografie di altre statue:
https://pt.wikipedia.org/wiki/Hodart

Localizzazione: PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro
Autore: Philippe Hodart
Periodo artistico: 1530-34
Rilevatore: AC

CASALMAGGIORE (CR). Duomo di Santo Stefano, con Ultima Cena/Comunione degli Apostoli di G. B.Trotti detto il Malosso, 1612

Ultima Cena o Comunione degli Apostoli, olio su tela (350 x 250 cm), fu commissionata a Giovan Battista Trotti detto il Malosso (1555 – 1619) nel 1612.

La tela è collocata sull’altare del Santissimo Sacramento nel Duomo (eretto dal 1840 al 1861 su un preesistente edificio).
L’opera, per alcune caratteristiche di stile, fu realizzata col contributo di artisti della bottega del Malosso.
Scrive Raffaella Poltronieri (1) (p. 96) …«la versione comunemente accettata è una lettura della tela su due piani posti in successione, vale a dire la rappresentazione della Comunione di san Pietro in primo piano e l’Ultima Cena in secondo, con un eventuale e problematico “sdoppiamento” della figura di Gesù e la mancanza di un apostolo, a cui tra l’altro non è mai stata data una spiegazione. Ritengo invece che sia da identificarsi con Gesù solamente la figura in primo piano che sta distribuendo la Comunione agli apostoli, i quali a partire da san Pietro inginocchiato formano una fila di dodici persone. La figura centrale seduta a tavola, anch’essa in abito rosa e azzurro, si potrebbe identificare con Giacomo minore, considerato dalla Sacre Scritture “il fratello” di Gesù, a cui pare fosse anche somigliante nell’aspetto. Questa secondarietà della figura che sembrerebbe invece presiedere la mensa, è ravvisabile nel disegno preparatorio, a cui non viene infatti attribuita alcuna posizione di particolare rilevo.»

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Da ricordare che di questa Ultima Cena fu realizzata una copia di dimensioni minori da parte del pittore Giuseppe Diotti (1779 – 1846), nel 1802. Conservata nel Museo Diotti a Casalmaggiore e presente alla Mostra sul pittore, tenutasi nel Museo a fine 2017 – inizio 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:
(1) Raffaella Poltronieri, Una grande bottega artistica nella Lombardia della seconda metà del Cinquecento: Giovan Battista Trotti detto il Malosso, Tesi di Dottorato di ricerca in Storia delle Arti, Università Ca’ Foscari Venezia, 2017

Immagine tratta dalla sopracitata tesi.

Links:
http://www.duomocasalmaggiore.it/documenti/parrocchia/chiese/santostefano.shtml

https://www.treccani.it/enciclopedia/trotti-giovanni-battista-detto-il-malosso_%28Dizionario-Biografico%29/

https://www.finestresullarte.info/recensioni-mostre/recensione-mostra-giuseppe-diotti-casalmaggiore

http://www.museodiotti.it

Localizzazione: CASALMAGGIORE (CR). Duomo di Santo Stefano
Autore: G. B.Trotti detto il Malosso
Periodo artistico: 1612
Rilevatore: AC

CARAVAGGIO (BG). Chiesa di San Bernardino, con Ultima Cena di Fermo Stella, 1531

Chiesa e convento di San Bernardino furono consacrati nel 1489, eretti poco dopo la morte del Santo (1444) e la canonizzazione (1450).
Il monastero fu soppresso dal governo francese una prima volta nel 1798 e in modo definitivo nel 1810. In seguito gli edifici del convento furono rimaneggiati e adibiti a casa colonica e caserma, mentre la chiesa continuò a essere utilizzata come luogo di culto e riuscì a conservare la sua forma originale. Nel 1970 il comune di Caravaggio acquistò parte della struttura e nel 1978 l’ospedale civile, che ne deteneva la proprietà, donò al comune la chiesa. Il complesso è stato quindi oggetto di restauro e in seguito adibito a centro civico e a ospitare la biblioteca comunale e un museo.

La chiesa è ad unica navata divisa da un tramezzo in due parti: quella originariamente destinata al popolo e contenente affreschi risalenti al XV e XVI secolo e il presbiterio riservato ai religiosi e dipinto nel Settecento.
La superficie del tramezzo ospita il Ciclo della Passione realizzato nel 1531 da Fermo Stella, imponente affresco ripartito in cinque scene e che copre una superficie totale di quasi ottanta metri quadri. I recenti restauri hanno ripristinato le pitture.
La scena in alto a sinistra rispetto a chi guarda la Crocifissione centrale, è la raffigurazione dell’Ultima Cena.

 

Immagini e notizie da
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Affresco_chiesa_San_Bernardino_Caravaggio.jpg

https://artbonus.gov.it/117-26-il-ciclo-della-passione-di-cristo.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_San_Bernardino_(Caravaggio)

Localizzazione: CARAVAGGIO (BG). Chiesa di San Bernardino
Autore: Fermo Stella
Periodo artistico: 1531
Rilevatore: AC

CAGLI (PU). Cattedrale di Santa Maria Assunta, con Ultima Cena/Comunione degli Apostoli di G. Lapis, 1756

Opera di Gaetano Lapis detto Carraccetto (1706 – 1776).

La cattedrale, di antica origine, conserva nella cappella del Santissimo Sacramento, alla quale si accede dal transetto, i dipinti che l’omonima confraternita fece eseguire a Gaetano Lapis tra il 1754 e il 1756: la Comunione degli Apostoli e la Caduta della manna. I dipinti, eseguiti a Roma, furono inviati a Cagli. Tipicamente lapisiana è la particolare fulgente cromia.

Immagine da:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/work/64341/Lapis%20Gaetano%2C%20Comunione%20degli%20apostoli

Storia della Cattedrale :
https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_Cagli

Link
https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Lapis

Localizzazione: CAGLI (PU). Cattedrale di Santa Maria Assunta
Autore: Gaetano Lapis detto Carraccetto (1706 – 1776)
Periodo artistico: 1756
Rilevatore: AC

BORGOMANERO (NO). Collegiata di San Bartolomeo, con Ultima Cena di A. Zanetti, 1537

Dipinto a tempera su tavola, opera del pittore borgomanerese Antonio Zanetti detto il Bugnate (XVI secolo).

Bibliografia.
Di Lorenzo A., in: Pittura tra il Verbano e il lago d’Orta dal Medioevo al Settecento, a cura di M. Gregori, Cariplo, Milano 1996, pp.260-61

Immagine da:
https://www.borgomaneroparrocchia.it/storia-della-parrocchia/

Localizzazione: BORGOMANERO (NO). Collegiata di San Bartolomeo
Autore: Antonio Zanetti detto il Bugnate
Periodo artistico: 1537
Rilevatore: AC

GERMANIA – ALTEMBURG, Lindenau-Museum, Ultima Cena di Agnolo Gaddi, 1395 circa

Dipinto a tempera su legno di pioppo (61 x 41.5 cm) di Agnolo Gaddi (circa 1350 – 1396, figlio del pittore Taddeo Gaddi).
Numero inventario 28

 

Immagine da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Agnolo_Gaddi_-_The_Last_Supper_-_WGA08373.jpg

Link:
https://www.lindenau-museum.de/index.php/sammlung-online.html?page_n89=2

Localizzazione: GERMANIA – ALTEMBURG, Lindenau-Museum
Autore: Agnolo Gaddi
Periodo artistico: 1395 circa
Rilevatore: AC

USA – WASHINGTON. National Gallery of Art, Ultima Cena di S. Ricci, 1713-14

Dipinto a olio su tela (67 x 104 cm) del pittore veneziano Sebastiano Ricci (1659 – 1734), realizzato nel 1713-1714

Inventario numero 1943.4.32. Non esposto. Restaurato nel 1977 eliminando le ridipinture che scurivano l’opera.
Forse proviene dalla collezione Manfrin, Palazzo Venier, Venezia. Conte Alessandro Contini Bonacossi, Firenze, dal 1937; acquistato nel 1939 dalla Samuel H. Kress Foundation, New York, che lo donò nel 1943 alla National Gallery of Arts.

Immagine e notizie da
https://www.nga.gov/collection/art-object-page.12130.html

Localizzazione: USA – WASHINGTON. National Gallery of Art
Autore: Sebastiano Ricci
Periodo artistico: 1713-14
Rilevatore: AC

TORINO. Musei Reali, Galleria Sabauda, Ultima Cena, XVII secolo

Olio su tela (64 x 105 cm) , pittore ignoto di ambito genovese, realizzato nel primo quarto del secolo XVII

Numero di inventario: 908

Immagine e notizie tratte da:
https://www.museireali.beniculturali.it/catalogo-galleria-sabauda/#/dettaglio/59934_Ultima

Localizzazione: TORINO. Musei Reali, Galleria Sabauda
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen, ricamo ispirato al Cenacolo di Leonardo, 1980-88

Ricamo con filati colorati, su stoffa, incorniciato (67 x 162 x 5,5 cm con la cornice).
Realizzato nel 1980 -1988 a Berlino da Elfriede Fiebig (nata nel 1905 in Slesia).
Numero inventario N (34 H) 172/2003, conservato nel Museo delle Culture Europee dei musei statali di Berlino.

 

Immagine da
https://smb.museum-digital.de/object/111356

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen
Autore: Elfriede Fiebig
Periodo artistico: 1980 - 1988
Rilevatore: AC

USA – NEW YORK. The Morgan Library & Museum,  miniatura con Ultima Cena 1070-1090

Vangelo, inventario MS M.780, al folio 27v una miniatura con un’Ultima Cena illustra il Vangelo di Giovanni 13. 1-15 per il giovedì santo.
Scritto e miniato a Salisburgo (Austria) tra il 1070-1090 nel e per il monastero benedettino di San Pietro tra il 1070 e il 1090. Lì rimase fino all’acquisto per la Pierpont Morgan Library attraverso il Lewis Cass Ledyard Fund nel 1933.
Formato da 82 fogli (1 colonna, 17 righe), rilegati: pergamena, ill. ; 245 x 182 mm con 16 miniature a piena pagina e 3 piccole; 3 pagine con incipit decorati

L’autore è “Custos Perhtolt” che firmò nella miniatura dedicatoria al fol. 80r, che contiene la seguente iscrizione scritta in maiuscolo quadrato: “coeli clavigero donavit pectore laeto custos hunc librum perhtolt qui fecerit illum ut sit peccati precium. Per cuncta patrati hinc raptor poenas patiatur corpore sevas” (“Al portatore delle chiavi del cielo il Guardiano Perhtolt che ha realizzato questo libro lo offre con cuore gioioso affinché possa essere un riscatto per tutti i peccati da lui commessi. Possa colui che lo ruba subire violenti dolori fisici.)
Manca una pagina di testo dopo fol. 2; il recto conteneva probabilmente una miniatura.

Undici Apostoli a fianco e dietro a Cristo; Giuda è davanti seduto su una panca e riceve da Cristo un pezzo di pretzel. La tavola, il cui piano ha una prospettiva anomala, reca pretzel, pezzi di pane (?), un calice, un contenitore con un pesce. La scena è entro una cornice architettonica. Durante il Medioevo in Germania si consumava questo tipo di pane durante il periodo della Quaresima.

Immagine e informazioni da
http://ica.themorgan.org/manuscript/page/13/183656

https://www.themorgan.org/manuscript/183656

Localizzazione: USA – NEW YORK. The Morgan Library & Museum
Autore: "Guardiano/Custos Perhtolt"
Periodo artistico: 1070-1090
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen, litografia ispirata al Cenacolo di Leonardo, seconda metà XIX secolo

Litografia colorata e incorniciata, 38,5 x 51 x 2,3 cm.
Edita da A. Felgner (periodo creativo: 1825-1875) a Berlino.
Numero inventario N (33 S) 80/2018; conservata nel Museo delle culture europee dei Musei Statali di Berlino.
Titolo (in tre lingue: Das heilige Abendmahl; La sainte Cène; The Lord’s supper) e informazioni dell’editore sotto la figura.

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen
Periodo artistico: seconda metà XIX secolo
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen, litografia del Cenacolo di Leonardo, 1845 -50

Litografia su carta, colorata, 34 x 41,7 cm., opera di Gustav Kühn (1794-1868), produttore, stampatore ed editore. Realizzata a Neuruppin nel 1845-1850.

Foglio 1829; numero inventario D (33 C 143) 498/1967; conservata nel Museo delle culture europee dei Musei Statali di Berlino.

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen
Autore: Gustav Kühn (1794-1868)
Periodo artistico: 1845 -1850
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Kupferstichkabinett dei musei statali di Berlino, disegno di Ultima Cena di S. Vouet, 1629

Studio per la pala d’altare della Basilica di Loreto, di Simon Vouet (1590-1649), realizzato nel 1629.
Gesso marrone e rosso, su matita grigia, foglio di 32,5 x 21,0 cm.
Numero inventario KdZ 14735. Conservato nel Kupferstichkabinett (Collezione delle incisioni).

 

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Kupferstichkabinett dei musei statali di Berlino
Autore: Simon Vouet (1590-1649)
Periodo artistico: 1629
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie, predella con Ultima Cena/Istituzione dell’Eucaristia, 1389-1390

Predella in legno di pioppo, 46,6 x 142,4 cm, opera di Lorenzo Monaco (1370-1430); precedentemente attribuita a Spinello di Luca Spinelli (1330-1410).
Realizzata in Italia nel 1389-1390.
Numero inventario 1108. Acquistato dalla collezione dell’imprenditore EdwardSolly, Berlino nel 1823.

Sulla tavola non ci sono cibi, ma solo un calice e un pane, quindi è raffigurata l’Istituzione dell’Eucaristia.
Lorenzo Monaco, monaco camaldolese, nei suoi primi anni di artista fu influenzato dalle opere di Giotto († 1337). Nella disposizione delle figure attorno al tavolo, Monaco segue un modello molto antico, che permette di identificare i personaggi: Gesù al centro, di fronte allo spettatore, con il suo discepolo preferito san Giovanni che si appoggia al suo petto; gli altri dieci Apostoli siedono ai lati. Giuda, che tradirà Gesù più tardi quella notte, è l’unico seduto dall’altra parte del tavolo. L’architettura che circonda le figure si ispira agli edifici contemporanei di Firenze, ma la resa non è realistica: il tavolo di legno è troppo lungo per i soli due sostegni laterali e le figure sono troppo grandi rispetto alle dimensioni della stanza.

Immagine da
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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie
Autore: Lorenzo Monaco (1370-1430)
Periodo artistico: 1389-1390

GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie, predella con Ultima Cena, 1500

Predella di legno di pioppo, (21,8 x 124,5 cm), attribuita a Giannicola di Paolo (1460 – 1544) o alla bottega di Pietro Perugino (1446 – 1523), la cui composizione riprende un disegno, realizzata a Perugia nel 1500.
Un’iscrizione recita: “HOC OPVS FE / CIT FIERI SER / BER (N) ARDINVS /.S.ANGELI. ANNO / SALVT (AT) IS / .M.D.”.
Numero inventario 146A; acquistata dalla collezione Phillip Veit, Francoforte sul Meno nel 1882/83

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie
Autore: Giannicola di Paolo (1460 - 1544)
Periodo artistico: 1500
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Galleria Nazionale, Ultima Cena di G. von Gebhard, 1870

Olio su tela (193 x304,5 cm) di Eduard von Gebhardt (1838 – 1925).
Nella Galleria Nazionale dei musei statali di Berlino, numero inventario A I 73
Acquistato dalla mostra dell’Accademia di Berlino nel 1872

Il dipinto si basa sul prototipo del Cenacolo di Leonardo da Vinci ma trasferito nel periodo della Riforma nel tentativo di creare un nuovo stile tedesco protestante. Von Gebhardt preparò numerosi schizzi dal 1868. Basò i volti enfaticamente individualizzati dei discepoli sullo studio dei contadini estoni e quindi contrastò l’idealismo.
Il dipinto fu esposto alle mostre mondiali di Vienna nel 1873 e Parigi nel 1878 e stabilì la reputazione internazionale di Gebhardt.

Immagine e notizie da
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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Galleria Nazionale
Autore: G. von Gebhard
Periodo artistico: 1870
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Staatlichen Museen, rilievo di Ultima Cena, 1420-1430

Bassorilievo in alabastro (21,9 x 21,4 x 2 cm) realizzato in Renania.
Numero inventario ID No. 8019, nella Collezione di sculture e Museo di arte bizantina dei musei statali di Berlino o Skulpturensammlung und Museum fürByzantinische Kunst der Staatlichen Museen zu Berlin.

Immagine e informazioni da
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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Staatlichen Museen
Periodo artistico: 1420-1430
Rilevatore: AC

ANCONA. Museo Diocesano, arazzo con Istituzione dell’Eucaristia su disegno di P.P. Rubens, 1640

L’arazzo (505 x 350 cm) è conservato nella sala 18, l’ultima sala del Museo dove sono esposti quattro arazzi fiamminghi di notevoli dimensioni e di particolare pregio ordinati dalla Confraternita del SS. Sacramento di Ancona agli inizi del XVII secolo; per la loro realizzazione sono stati utilizzati dei cartoni disegnati dal celebre pittore barocco Pieter Paul Rubens (1577-1640).

L’importanza degli arazzi è inoltre determinata dall’ottimo stato di conservazione dei colori originali, impiegati per la tintura dei fili di lana e seta adoperati perla tessitura dei manufatti, favorito anche dal fatto che la loro esposizione avveniva solamente in concomitanza delle festività liturgiche rappresentate: la Natività durante il Natale, l’Istituzione dell’Eucaristia durante il Corpus Domini, la Resurrezione in occasione della Pasqua e l’Assunzione della Vergine il quindici di agosto.

Immagine da Wikimedia Commons

Info da
http://www.museodiocesanoancona.it/pls/ancona/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=22874

Localizzazione: ANCONA. Museo Diocesano - Piazzale Duomo 9
Periodo artistico: 1640
Rilevatore: AC

FOLIGNO (PG). Monastero di Sant’Anna, con affreschi di Ultima Cena nel refettorio (1404-1437/1451) e nella prima campata (1573)

 

Il Monastero di Sant’Anna, o delle Contesse, fu fondato dalla beata Angelina dei Conti di Montegiove e di Marsciano (nata nel 1357) e nel 1388 era già funzionante. Successivamente fu più volte ingrandito e ornato di affreschi recentemente restaurati. In parte ristrutturato nel 1729, conserva molto dell’antica struttura ed è ricco di opere d’arte, in prevalenza di pittori folignati del Quattrocento.
Gli affreschi eseguiti durante la prima fase decorativa negli spazi più rilevanti del monastero furono dalle religiose assegnati al pittore Giovanni di Corraduccio detto Mazzaforte (notizie 1404-1437) e ai suoi diretti collaboratori, tra i quali Andrea di Cagno di Morico (notizie 1418-1446). L’Ultima Cena nell’antico refettorio è attribuita dalla critica recente (1) a quest’ultimo, molto vicino stilisticamente al maestro. Un documento del 5 ottobre 1451, che si riferisce alla vendita di un terreno per ricavare i soldi necessari “in fabrica volte et laborerii costruendis in refectorio”, costituisce il terminus post quem per questi affreschi. Essi raffigurano sulle quattro lunette: le Nozze di Cana e l’Ultima Cena (scene spesso presenti all’interno di refettori); Gesù e gli Apostoli in casa di Marta e Maria e la Cucina di Marta. La presenza delle due figure femminili costituisce un riferimento alla scelta delle monache di Sant’Anna, che alternavano la vita attiva (Marta) alla vita contemplativa (Maria).
L’Ultima Cena presenta gli Apostoli attorno alla tavola quasi quadrata; Giuda ha l’aureola scura.


 

Nella prima campata del primo chiostro sono affrescate le scene: Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta Aurea; La nascita di Maria; La presentazione di Maria al Tempio, attribuite a Francesco Melanzio. Nel registro inferiore vi è un’ Ultima Cena, attribuita a Camillo Angelucci, circa 1573.


(1) Picchiarelli V., La pittura del tardo Medioevo nelle chiese dell’antica diocesi di Foligno – Esiti di un catalogo ragionato, da “BOLLETTINO STORICO DELLA CITTÀ DI FOLIGNO” XXXV-XXXVI (2012-2013) FOLIGNO 2014, pp. 46-47

Immagini da
http://www.iluoghidelsilenzio.it/monastero-di-santanna-foligno-pg/

Link
https://it.wikipedia.org/wiki/Angelina_di_Marsciano

https://www.gazzettadifoligno.it/2012/06/15/la-decorazione-pittorica-dellantico-refettorio-nel-monastero-di-santanna/

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/19302/Mazzaforte%20Giovanni%20di%20Corraduccio%2C%20Ultima%20Cena

Localizzazione: FOLIGNO (PG). Monastero di Sant'Anna
Periodo artistico: 1404-1437/1451 e 1573
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – LONDRA. British Library, miniatura con Ultima Cena dal “Libro d’Ore Sforza”, 1490-1494

Il Libro d’Ore Sforza fu composto tra il 1490 e il 1521.
Attualmente è diviso in quattro volumi (Add. MS 34294, 1-4), che sono foliati continuamente: volume 1, ff. 1-40; volume 2, ff. 41-166; volume 3, ff. 167-250; e volume 4, ff.251-348; più tre fogli staccati (Add. MS 45722, Add. MS 62997, Add. MS 80800).

Il manoscritto è il risultato di due importanti campagne di lavoro. La prima fu intrapresa per Bona Sforza, duchessa di Milano, nel 1490-1494. L’autore delle sue miniature fu il pittore di corte milanese Giovan Pietro Birago (attivo tra il 1471-1513), che secondo Evans (1995) operò con l’assistenza del Maestro Muzio Attendolo, e del Maestro Ferrarese. Secondo una lettera (non datata) da Birago a un destinatario non identificato, una parte sostanziale del manoscritto era già stata consegnata a Bona nel 1494, ma i fogli rimanenti furono rubati da un certo fra Gian Jacopo, che successivamente si recò a Roma e le vendette a fra Biancho, che in seguito li donò a Giovanni Maria Sforzino († 1520, figlio di Francesco Sforza). La parte rubata del manoscritto comprendeva probabilmente un calendario, che manca nel manoscritto.

La seconda campagna fu iniziata da Margherita d’Austria che ereditò il manoscritto, probabilmente nel 1504. Nel 1517 il copista/scriba Etienne de Lale fu incaricato di sostituire le pagine di testo mancanti. Tra il 1519 e il 1521 al pittore Gerard Horenbout di Gand fu affidato il compito di sostituire le miniature mancanti ed egli assunse anche un secondo copista a Bruxelles per integrare le pagine di testo (ci sono i libri dei conti di Margherita d’Austria che documentano queste commissioni).

Il manoscritto comprende: 64 miniature in colori e oro, 48 delle quali eseguite tra il 1490 e il 1494 da Giovan Pietro Birago – tra di esse vi è questa Ultima Cena. Le altre 16 furono eseguite tra il 1519 e il 1521 da Gerard Horenbout e dalla sua bottega.

Immagine da Wikimedia Commons
Notizie da
http://www.bl.uk/manuscripts/FullDisplay.aspx?ref=Add_MS_34294

Il manoscritto è digitalizzato
http://www.bl.uk/manuscripts/Viewer.aspx?ref=add_ms_34294_f041r

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – LONDRA – British Library
Autore: Giovan Pietro Birago
Periodo artistico: 1490-1494
Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza, due “Ultima Cena”, 1485 e 1570

Opera di seguace del “Maestro della Vergine tra le vergini” circa 1485  Fotografia in alto.
Olio su tavola (69,7 x 38 cm). Numero inventario 270 (1956.5), non esposto.

Questo lavoro è stato attribuito a diversi maestri anonimi, stilisticamente legati alla scuola settentrionale dei Paesi Bassi, fino a quando, negli anni 50-63 del secolo scorso, gli storici Karel G. Boon e Colin Eisler non lo assegnarono a un seguace del Maestro della Vergine tra le vergini. Eisler attribuì al pittore anche una tavola del Philadelphia Museum of Art con “Il matrimonio della Vergine” che, insieme a questa Cena, avrebbe potuto far parte di un trittico, il cui pannello centrale non è stato individuato.

In quest’Ultima Cena l’artista ha posto i dodici Apostoli attorno a un tavolo rettangolare che non si adatta perfettamente allo spazio. Alla sinistra è seduto Cristo, di profilo, che ha san Giovanni in grembo e offre il pane a Giuda che si china per riceverlo.
L’anonimo pittore dà un ruolo rilevante alla semplice natura morta che organizza sulla superficie del tavolo. Il bianco scintillante della tovaglia serve a mettere in risalto, al centro, un grande piatto rotondo vuoto circondato da tre pagnotte e da due brocche e tre piatti di metallo. Sono dipinti cinque coltelli, due sul tavolo e gli altri impugnati da Apostoli.

 

Immagine e informazioni da
https://www.museothyssen.org/coleccion/artistas/maestro-virgo-inter-virgines-seguidor/ultima-cena#obra-read-more

 


Olio su tela di 121 x 190 cm. Opera di Anonimo veneziano realizzata intorno al 1570.
Inventario numero 17 (1934.5). Non esposto.

Una ricca e adorna  Ultima Cena tipicamente veneziana dell’epoca, con servitori e oggetti e il tavolo rappresentato in un ardito scorcio.

Link:
https://www.museothyssen.org/coleccion/artistas/anonimo-veneciano-activo-hacia-1570/ultima-cena

Localizzazione: SPAGNA – MADRID. Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza
Periodo artistico: 1485 e 1570
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie, Ultima Cena del “Maestro del Libro di Casa”, circa 1480

Pala d’altare tedesca, legno di conifere (131 x 75,6 cm), opera del “Maestro del Libro di casa” (prima del 1476? – dopo il 1500) realizzata intorno al 1480
Acquistata dal Museo nel 1930, numero inventario 2073

Sul davanti, a destra Giuda, con abito giallo e senza aureola, è seduto davanti al tavolo, un po’ isolato, mentre cerca di nascondere la borsa con le monete. Giovanni giace addormentato sul petto di Cristo.
Si nota una mosca sul coperchio del cesto in primo piano; essendo un animale considerato impuro è un simbolo del diavolo che entrerà in Giuda dopo che avrà assaggiato il boccone che gli porge Gesù.
Il calice colmo di vino sulla tavola davanti a Cristo sottolinea il carattere sacramentale dell’istituzione dell’Eucaristia. L’atmosfera degli eventi drammatici è catturata in modo impressionante nelle reazioni dei discepoli e nei loro volti. L’osservazione attenta della natura è rivelata dal cielo serale immerso nel crepuscolo rosso-giallo con le nuvole illuminate dagli ultimi raggi del sole al tramonto.

Immagine e informazioni da
http://www.smb-digital.de/eMuseumPlus?service=DynamicAsset&sp=SU5mxm4Yx%2FVbg9LVP7MZLDqo6z5lhONBxez%2FYx5EhVSCZjU0bcvvsnPxkoLiFJnF9QzRY98OZwV1b%0AfnOjhdzPJCrGy%2BOIZxfXys9Yi8S8yOKtGdIyRvDepdZB9DZfvgZw&sp=Simage%2Fjpeg

https://www.smb.museum/en/museums-institutions/gemaeldegalerie/home/

https://it.wikipedia.org/wiki/Maestro_del_Libro_di_casa

Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie
Autore: Maestro del Libro di casa
Periodo artistico: 1480
Rilevatore: AC

SLUDERNO (BZ). Castel Coira/Churburg, dittico con Ultima Cena, 1415

Il castello fu costruito nel 1253 dai vescovi di Coira e trasformato nel Cinquecento in residenza rinascimentale. Nel cortile, la volta del loggiato al primo piano è affrescata con l’albero genealogico delle famiglie Matsch e Trapp (proprietarie del castello dopo i vescovi: la prima fino al 1504, la seconda tuttora. Ricchissima è la decorazione della sala di Jakob Trapp VII, rilevante è l’armeria, con molte preziose armature

La romanica cappella di San Nicolò conserva una scultura lignea policroma della Madonna in trono con il Bambino (XIV secolo) e un dittico con 12 scene della Passione e morte di Cristo su fondo oro (1415). La prima scena in alto a sinistra raffigura un’Ultima Cena, con gli Apostoli seduti a una tavola rotonda; un piccolo diavolo entra in bocca a Giuda.

Immagine da
https://www.gettyimages.co.nz/detail/news-photo/panel-with-the-last-supper

Link
http://www.churburg.com/it/

Localizzazione: SLUDERNO (BZ). Castel Coira/Churburg
Periodo artistico: 1415
Rilevatore: AC

FRANCIA – BESANÇON. Cattedrale di San Giovanni, rilievo con Ultima Cena di C. Arnoux/Lullier, 1560

Bassorilievo in marmo (30 x 70 cm), eseguito da Claude Arnoux detto Lullier (circa 1510 – 1580).
Questo rilievo doveva essere un elemento del jubé dell’antica cattedrale.

Immagine da Wikimedia Commons
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:%22La_C%C3%A9ne%22_(Lullier).JPG
Link
http://deartibussequanis.fr/sculpture/lullier.php
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Besançon

Localizzazione: FRANCIA – BESANÇON. Cattedrale di San Giovanni
Autore: Claude Arnoux detto Lullier (circa 1510 – 1580)
Periodo artistico: 1560
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – LONDRA. Abbazia di Westminster, mosaico con Ultima Cena, XIX secolo

John Richard Clayton (1827-1913) e Alfred Bell (1832-1895) progettarono diverse finestre per l’Abbazia di Westminster. Clayton eseguì con l’italiano Antonio Salviati il mosaico dell’Ultima Cena sull’altare maggiore. Per quest’opera inventò una tecnica per incassare le tessere nel vetro per preservarne i colori. 

Immagine e informazioni da:
https://www.westminster-abbey.org/abbey-commemorations/commemorations/jr-clayton-alfred-bell

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – LONDRA. Abbazia di Westminster
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

USA – NEW YORK. Metropolitan Museum, vetrata tonda con Ultima Cena, 1515-1525

La vetrata (diametro 20,6 cm) fu forse realizzata ad Amsterdam (NL).
In “The Cloisters Collection”, acquistata nel 1932 da Roy Grosvenor Thomas London and New York; in precedenza di John D. Rockefeller Jr., New York. Numero inventario 32.24.46

Immagine e informazioni da
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/471109

Localizzazione: USA – NEW YORK. Metropolitan Museum
Rilevatore: AC

INDIA – CALCUTTA / KOLKATA. Chiesa di St. John, Ultima Cena di J. Zoffany, 1787

Dipinto del pittore neoclassico tedesco Johann Zoffany (1733 – 1810).
La chiesa di St. John è stata aperta al pubblico nel 1787 con questo dipinto famoso che fu realizzato appositamente.
Si dice che in alcuni Apostoli il pittore abbia raffigurato personaggi contemporanei.

Immagine da Wikimedia Commons

Notizie da
https://www.getbengal.com/details/famous-painter-zoffanys-last-supper-adorns-a-kolkata-church

Localizzazione: INDIA – CALCUTTA / KOLKATA. Chiesa di St. John
Autore: Johann Zoffany (1733 – 1810
Periodo artistico: 1787
Rilevatore: AC

BULGARIA – SOFIA. Monastero di San Giorgio a Kremikovtsi, con Ultima Cena

Il monastero ortodosso bulgaro si trova nell’ex villaggio di Kremikovtsi (Kremikowski), ormai quartiere periferico della capitale bulgara.
Fondato durante il Secondo Impero bulgaro (XII-XIV secolo) e ristabilito nel 1493 da un nobile del luogo, il monastero comprende due chiese, delle quali la più antica è degna di nota per i suoi affreschi del XV secolo, con i colori vivi ben conservati.
Tra essi la raffigurazione dell’Ultima Cena, in stile orientale, con gli Apostoli seduti su una bassa e grande panca intorno a una tavola rotonda.

Immagine da
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Kremikovtsi_Monastery_frescos

Link
https://en.wikipedia.org/wiki/Kremikovtsi_Monastery

Localizzazione: BULGARIA – SOFIA. Monastero di San Giorgio a Kremikovtsi
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – DORDRECHT. Museo di Dordrecht, Ultima Cena di W. Key, 1560

Pittura a olio su pannello (156 x 234 cm) del pittore fiammingo Willem Key (1515 circa – 1568)

Numero inventario DM / 975/501, al Museo per trasferimento dal Comune di Dordrecht nel 1975.
Questo dipinto fu commissionato per la cappella di San Giovanni Evangelista della Grote kerk (Chiesa Grande) a Dordrecht nel 1560, dove rimase fino alla Riforma e nel 1572 fu trasferito nel municipio di Dordrecht.

Immagine da Wikimedia Commons
Notizie da:
https://dordrecht.adlibhosting.com/ais6/Details/collect/4722

Localizzazione: PAESI BASSI - DORDRECHT. Museo di Dordrech
Autore: W. Key
Periodo artistico: 1560
Rilevatore: AC

BELGIO – BRUGES. Musea Brugge, Ultima Cena di G. Van de Woestijne/Woestyne, 1927

Olio su tela, (395 x 300 cm) nel Groeningemuseum, numero inventario 0000.GRO1650.

Il pittore espressionista Gustave Van de Woestijne (1881 – 1947) ha optato risolutamente per un linguaggio innovativo: Gesù e gli Apostoli hanno posture contorte, teste espressive e grandi mani caricaturali. Si siedono strettamente vicini in uno spazio troppo piccolo. Particolare sorprendente: l’artista si ritrae come un Apostolo (terzo da sinistra). Non solo le dimensioni impressionanti, ma anche la vernice applicata sottilmente ricordano la tecnica dell’affresco.

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Info da:
https://www.museabrugge.be/collecties/collecties-musea-brugge/het-laatste-avondmaal-gustave-van-de-woestyne

Localizzazione: BELGIO – BRUGES. Musea Brugge
Autore: Gustave Van de Woestijne (1881 – 1947)
Periodo artistico: 1927
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Notre-Dame, scultura lignea di Ultima Cena, 1300-1350

Il patrimonio di sculture della cattedrale di Notre-Dame annovera opere di grande importanza, tra cui l’intero rivestimento ligneo delle transenne del coro, che separano il deambulatorio dall’interno del coro: si tratta di pannelli realizzati nella prima metà del Trecento (anche se i colori furono ritoccati in epoche successive) da tre scultori francesi del tempo, ovvero Pierre de Chelles (documentato tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo), che fu tra gli architetti della cattedrale, Jean Ravy, che fu anche l’architetto a cui si deve l’inizio della costruzione degli archi rampanti del coro della cattedrale, e il nipote di quest’ultimo, Jean le Bouteiller. Le transenne, mutilate durante i restauri settecenteschi, furono restaurate nel secolo successivo nell’ambito dei lavori condotti da Eugène Viollet-le-Duc. 
Verso il deambulatorio, esse presentano una decorazione policroma ad altorilievo disposta su due fasce: in quella inferiore vi è una serie di archetti con, dipinti, gli stemmi degli arcivescovi di Parigi; in quella superiore, invece, scene tratte dai Vangeli. La narrazione ha inizio a partire dall’abside nella transenna di sinistra (nord) dove sono raffigurate scene della Natività e delle vita di Gesù: la Visitazione, l’Annuncio ai pastori, la Natività di Gesù, l’Adorazione dei Magi, la Strage degli Innocenti, la Fuga in Egitto, la Presentazione di Gesù al Tempio, Gesù che discute con i dottori, il Battesimo di Gesù, le Nozze di Cana, l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme, l’Ultima Cena, la Lavanda dei piedi e Gesù nell’Orto degli Ulivi. La narrazione continua sulla transenna di destra e illustra le vicende successive alla Risurrezione di Gesù.

Immagine e notizie da:
https://www.notredamedeparis.fr/decouvrir/sculptures/le-tour-de-choeur/

Localizzazione: FRANCIA - PARIGI. Notre-Dame
Periodo artistico: 1300-1350
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque Mazarine, miniatura con Ultima Cena, 1505

Graduale per l’utilizzo del Convento di Sion a Bruges (Belgio), 1505
Il manoscritto (59,8 x 45 cm), numero inventario 0432, conserva una miniatura con l’Ultima Cena al folio 138-2.

Immagine e info da
http://initiale.irht.cnrs.fr/decor/82293

Localizzazione: FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque Mazarine
Periodo artistico: 1505
Rilevatore: AC

SVIZZERA- ZURIGO. Schweizerisches Nationalmuseum, miniatura con Ultima Cena, 1312 circa

Frammento dal Graduale di St. Katharinental (Turgovia), su pergamena (7 x 7.4 cm), circa 1312
Conservato nella biblioteca del Museo Nazionale Svizzero, numero inventario: LM 71410

La raffigurazione proviene da una iniziale “I”, composta da vari medaglioni, che decorava il f. 87a del Graduale di St. Katharinental. Nel XIX secolo il foglio fu sottratto dal graduale e i medaglioni venduti separatamente. Dei 9 o 10 medaglioni che originariamente costituivano il corpo della lettera si conoscono oggi, oltre a questo, uno con la Cattura di Cristo (Norimberga, Germanisches Nationalmuseum Museum, Inv. Mm. 34 kl), Cristo davanti a Pilato (Zurigo, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 55087), l’Incoronazione di spine (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15932), il Trasporto della croce (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 14312), la Crocifissione (Zurigo, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 45751) e la Deposizione di Gesù (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15933).
Il frammento appartiene alla Confederazione svizzera, alla Fondazione Gottfried Keller e al Cantone Turgovia.

Notizie a immagine da
http://e-codices.ch/it/list/one/snm/LM071410

Localizzazione: SVIZZERA- ZURIGO. Schweizerisches Nationalmuseum
Periodo artistico: 1312 circa
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque nationale de France, “Images de la vie du Christ et des saints”, miniatura di Ultima Cena, 1280-1290

Conservato nel Dipartimento manoscritti, numero inventario NAF 16251, acquistato tra il 1969 e il 1971 attraverso uno scambio. Il manoscritto è noto anche come Le livre d’images de madame Marie, probabilmente Marie de Rethel, la terza moglie e vedova di Wautier d’Enghien, signore di Mons.
Il volume misura 180 x 130 mm. ha 87 dipinti a piena pagina, con cornice dorata, eseguiti sotto la direzione di un unico caposquadra nell’Hainaut o nel Brabante. La numerazione di questi dipinti è contemporanea così come la maggior parte delle didascalie che compaiono in fondo alla pagina. Le iniziali sono in oro, rosso o blu. Su pergamena, ogni dipinto è isolato da un foglio di carta non scritto.

Una delle caratteristiche di questo libro miniato è la raffigurazione della committente, Madame Marie, in dieci miniature inginocchiata ai piedi dei santi: Michele, Giovanni battista, Paolo, Giovanni evangelista, Giacomo maggiore, Cristoforo, Francesco, Caterina, Margherita (miniatura perduta) e Agnese. I successivi proprietari del manoscritto fecero però cancellare la sua figura, tranne in quella con san Giacomo.

Il folio 30 v, contiene una splendida miniatura con l’Ultima Cena. Gli Apostoli si affollano dietro a Cristo, mentre Giuda è di fronte a lui, inginocchiato mentre riceve un boccone.

Immagine da
https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b72000827/f74.itemLink

Links
https://archivesetmanuscrits.bnf.fr/ark:/12148/cc6033w
https://fr.wikipedia.org/wiki/Livre_d%27images_de_madame_Marie

Localizzazione: FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque nationale de France
Periodo artistico: 1280-1290
Rilevatore: AC

FRANCIA – BRETEUIL-SUR-ITON. Chiesa di Saint-Sulpice, vetrata con Ultima Cena

L’edificio romanico risale al  XII secolo, subì modifiche nel XVI secolo.
Conserva una vetrata con Ultima Cena/Istituzione dell’Eucaristia-

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Localizzazione: FRANCIA – BRETEUIL-SUR-ITON. Chiesa di Saint-Sulpice
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – AMSTERDAM. Rijksmuseum, Ultima Cena di G.V. Eeckhout

 

Olio su tela, (100 x 142 cm), opera del pittore di Amsterdam Gerbrand van den Eeckhout  (1621 – 1674) firmato e datato 1664.

Nel Museo dal 1910. Numero Inventario SK-A-2507

 

Immagine
https://rkd.nl/nl/explore/images/2712

Link:
https://www.rijksmuseum.nl/en/collection/SK-A-2507

Localizzazione: PAESI BASSI – AMSTERDAM. Rijksmuseum
Autore: G.V. Eeckhout
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, stampa di Ultima Cena di A. Dürer

Xilografia su carta (19,6 x 15,7 cm), XVI secolo, lo stampatore è ignoto, l’originale è nella serie della Passione di Cristo di Albrecht Dürer (1471 – 1528).
Entrata nel Museo nel 1941; proveniente dalla Libreria dell’Accademia delle Scienze. Inventario numero: ОГ-388046

Una stampa col medesimo soggetto è conservata in USA Detroit

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/04.+engraving/856633

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Autore: Albrecht Dürer
Periodo artistico: XVI secolo

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona di osso intagliato con Ultima Cena

Osso intagliato, pannello in legno (37 x 31 cm). Icona realizzata in Russia, inizi XIX secolo.

Entrata all’Ermitage nel 1951; trasferito dall’ex Dipartimento di Storia del Museo Etnografico dei Popoli dell’URSS
Numero di inventario ЭРК-876. Non esposta

 

Un’altra icona simile è schedata in:
https://www.ultimacena.afom.it/russia-san-pietroburgo-museo-statale-di-storia-della-religione-bassorilievo-con-ultima-cena-xix-secolo/

 

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1154568

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: inizi XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona quadrilobata con Ultima Cena

Pannello di legno dipinto a tempera (12,1 х 17,5 cm), produzione russa del XIX secolo

Entrata all’Ermitage nel 1994; trasferito secondo la volontà di G.D. Dushin. Numero di inventario ЭРЖ-3182. Non esposta.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/157552

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona rotonda con Ultima Cena, XIX secolo

Pannello di legno dipinto a olio (diametro 39 cm), prodotto in Russia nel XIX secolo.

Entrato all’Ermitage nel 1977; trasferito dal dipartimento delle finanze dell’amministrazione del distretto Moskovsky, Leningrado
Numero di inventario ЭРЖ-2794. Non esposto

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/153093

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona con Ultima Cena, XIX secolo

Pannello di legno dipinto a tempera (13,9 х 17,6 х 1,4 cm), prodotto in Russia nel XIX secolo

Entrato all’Ermitage nel 1983; trasferito dal dipartimento delle finanze dell’amministrazione del distretto di Nizhegorodsky, città di Nizhny Novgorod (Gor’ky)
Numero di inventario ЭРЖ-2941. Non esposto.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/154268

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, tabacchiera con Ultima Cena

Opera russa, in cartapesta dipinta a olio e laccata (2,1 x 10,3 cm), primo quarto del XIX secolo.

Entrata all’Ermitage nel 1951; proveniente dal Museo Etnografico dei Popoli dell’URSS (l’ex Dipartimento di Storia); già in F.M. Collezione Plyushkin.
Numero di inventario ЭРРз-9. Non esposta.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1070675

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: primo quarto del XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia incisa con Ultima Cena, la Natività e i Simboli del Potere Reale e Spirituale

Madreperla intagliata (16,2 x 15,7 x 2,6 cm), realizzata in Palestina, 1830 -1840
Entrata all’Ermitage nel 1985; acquistata da un privato. Numero inventario ЭРРз-5687. Non esposta.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1108221

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia incisa con Ultima Cena e altre scene sacre, 1830-1860

La conchiglia raffigura: la Natività, l’Annunciazione, la Resurrezione e l’Ultima Cena
Materiale: madreperla intagliata, probabilmente realizzata in Russia (24,7 x 22,9 x 3,1 cm)
In custodia permanente nel 1974; già nella Collezione del Museo Etnografico dei Popoli dell’URSS, l’ex Dipartimento di Storia. Numero inventario ЭРРз-672. Non esposta.

Immagine e informazioni da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1091511

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: 1830-1860
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia rotonda incisa con Ultima Cena

Madreperla intagliata, tondo (diametro 17 cm), realizzata in Palestina, XIX secolo

Precedentemente appartenente allo United Exchange Fund of the State Hermitage. Numero di inventario ЭРРз-3099. Non esposta.

Immagine e informazioni da
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Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia ovale incisa con Ultima Cena

Conchiglia di madreperla con incisione e doratura; raffigura “L’ultima cena” e, sotto, “L’adorazione del Bambino”. Misura 11 х 14 cm (con il pinnacolo).

Realizzata in Palestina, Betlemme e Gerusalemme, seconda metà del XIX secolo
Entrata all’Ermitage nel 2017; acquistata da un privato. Nella collezione Arte Orientale. Non esposta. Numero di inventario W-1537

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Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: seconda metà del XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, Ultima Cena, scuola fiamminga, XVI secolo

Olio su tela (50 x 82 cm), di Artista sconosciuto di scuola fiamminga. XVI secolo (da un originale italiano)
Entrato nell’Eremitage nel 1779; acquistato dalla collezione R. Walpole, Houghton Hall, Inghilterra. Non esposto. Numero di inventario ГЭ-1536

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/38817

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, piatto con Ultima Cena, XVI secolo

Piatto in rame, smalto, bronzo; pittura policroma, parzialmente montata su lamina, doratura, contro-smalto trasparente; (27,2 x 21,2 cm).
Opera del francese Leonard Limosin, a Limoges, metà del XVI secolo
Entrato nell’Ermitage nel 1925; trasferito dalla EV Shuvalova Memorial Home.
Esposto nella sala 274. Numero di inventario: Ф-2638

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Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, Ultima Cena di F. Fortebasso

Olio su tela, (132 x 193 cm), Realizzata nel 1762. Opera di Francesco Fontebasso (1709-1768/69). Il pittore veneziano si recò a San Pietroburgo tra il 1761 ed il 1762, dove realizzò tele e affreschi per il Palazzo d’Inverno.

L’Ultima Cena era originariamente posta sull’iconostasi  (1) della Chiesa Grande del Palazzo d’Inverno.
Nel Museo è esposto nella sala 271; numero inventario ЭРЖ-2449

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https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/337301

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Autore: Francesco Fortebasso
Periodo artistico: 1761-1762
Note storiche: (1) Nell'ambito della Chiesa ortodossa russa l'iconostasi (il tramezzo di separazione tra il presbiterio in cui si celebra la Messa e la navata in cui stanno i fedeli prevede, in genere, cinque ordini di icone: Patriarchi; Profeti; Feste liturgiche; Deisis / deesis (preghiera) che costituisce il registro centrale e principale dove si trovano le icone dei santi in posizione di preghiera intorno a Cristo Pantocratore; le icone locali o del tempio, poste nell'ordine più in alto, che vengono spesso cambiate a seconda della festività.
Rilevatore: AC