CORDOVADO (PN) Duomo Nuovo di Sant’Andrea Apostolo. Affresco raffigurante l’Ultima Cena di Pino Casarini (Verona 1897-1972)

La costruzione della nuova chiesa parrocchiale o Duomo Nuovo di Cordovado dedicata a Sant’Andrea Apostolo inizia nel 1950 e si protrae fino al 1966. La chiesa venne progettata da Mariano Pittana, in stile romanico-gotico, con facciata a capanna e porticato in pietra. La nuova parrocchiale fu aperta al culto il 24 luglio 1966.
Durante la realizzazione della nuova chiesa furono commissionate dall’allora parroco don Aldo Pagnucco all’artista veronese Pino Casarini alcune opere plastiche, pittoriche e vetrarie.
Casarini che nel 1946 aveva realizzato un ciclo di affreschi per il Duomo di Sacile, pose mano al ciclo di affreschi nel 1962, tra questi un’Ultima cena che sovrasta l’arco trionfale.
Don Aldo Pagnucco ha testimoniato che “L’Ultima Cena fu realizzata in due giorni, in 6 ore complessive di lavoro!! Si direbbe una fiaba; ma ero presente e nel pomeriggio del secondo giorno l’impalcatura venne tolta” (Pagnucco 1986).
L’artista ha fissato il momento in cui il Cristo annuncia agli apostoli il prossimo tradimento, utilizzando una limitata gamma di colori. La figura di Cristo al centro esprime una composta tristezza. Gli apostoli, in tre gruppi, manifestano stupore e smarrimento mentre Giuda è raffigurato nell’atto di allontanarsi con il volto seminascosto dal mantello.
Nel ciclo di affreschi di Casarini a Cordovado, i commentatori hanno rilevato influssi nordici dello Jugendstil e “riferimenti all’arte gotica e rinascimentale (con particolari richiami a Masaccio, Piero della Francesca, Michelangelo) e al cubismo picassiano (come nella costruzione delle figure mediante l’uso di piani spezzati)” (Leandrin 1983).
Casarini realizzò nel Duomo numerose altre opere in un ciclo sulla vita di Cristo che comprende anche un’Annunciazione, una Crocifissione, una Deposizione e un Giudizio Universale e sull’altare una Madonna in trono col bambino tra S. Andrea e il beato Tristano di Attimis. Realizza anche il rosone a vetro istoriato della facciata con i Quattro cavalieri dell’Apocalisse, i bronzi del tabernacolo e le dieci formelle dell’Antico e Nuovo testamento del portale maggiore ed un Crocifisso in rame sbalzato.
Nella chiesa vi sono anche opere di Aristide Albertella (vetrate istoriate), Giuseppe Scalambrin (coperchio del battistero) e di Italo Costantini (gruppo in terracotta della Via Crucis e della Natività, quattro trittici di santi nel coro, cinque formelle di soggetti eucaristici e la grande croce appesa sopra l’altare).
Nel Duomo nuovo sono state collocate anche opere provenienti dal Duomo vecchio, fra cui il fonte battesimale e dipinti di Bernardino Blaceo e Nicola Grassi, dal Santuario della Beata Vergine e dalla chiesa di Santa Maria di Campagna.

Pino Casarini (1897-1972). Veronese di nascita e di formazione operò nell’area veneta e in molte città italiane. Il padre faceva l’intagliatore e il decoratore. A Verona frequentò la scuola d’arte e poi si diplomò all’Accademia Cignaroli e completò gli studi a Milano. Dopo la prima guerra mondiale iniziò l’attività di affreschista, decoratore e scenografo. Nel 1927 tenne la prima mostra alla Bevilacqua La Masa. Nel 1930 fu ammesso per la prima volta alla Biennale veneziana alla quale ritornò in edizioni successive in una delle quali gli fu dedicata una mostra personale. Si dedicò anche alla scenografia allestendo spettacoli all’Arena di Verona.
Sebbene dipingesse anche a cavalletto, preferiva affrontare ampi spazi. I suoi primi affreschi vennero realizzati nel 1929 nella parrocchiale di Manzano di Nomesino (Trento), cui seguirono altre opere in chiese ricostruite dopo la guerra. Tra gli anni trenta e la metà degli anni quaranta si trovano nel Trentino e nel Veneto suoi affreschi e vetrate. Prima sua opera in Friuli occidentale furono gli affreschi nel duomo di Sacile (1946).
Sue opere del secondo dopoguerra si ritrovano in diversi centri del Triveneto, San Michele al Tagliamento (1961), Bibione (1966-67), Cordenons (1967) Coredo di Trento (1947), Villanova di Fossalta (1967), Thiene, Trieste, Vicenza, Conegliano, ma anche in altri centri italiani come Napoli (chiesa di Santa Chiara) e Avellino (Santuario di Monte Vergine). Del 1971 è la porta in bronzo del duomo di Sacile.
Il museo Civico di Pordenone possiede alcune sue opere. A Sacile la Galleria d’arte moderna Pino Casarini ospitata a Palazzo Carli espone le opere dell’artista donate dopo la sua scomparsa alla parrocchia di Sacile. Sue opere sono conservate anche nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, al Museo di Castelvecchio di Verona e in collezioni private.
L’arte sacra trovò nel pittore veronese un interprete di profonda sensibilità spirituale e culturale, in un’epoca in cui questa forma di espressione era piuttosto desueta. “Gli schemi delle composizioni sono rinascimentali, ma gli echi classici sono innervati da accenti moderni” (Damiani 1982).

Fonti:
– Bigattin Dario. Duomo Antico Sant’Andrea Apostolo Cordovado. Circolo culturale Gino Bozza ONLUS. 2018
– Damiani Licio. Arte del Novecento in Friuli – 2. Il Novecento – Mito e razionalismo. Del Bianco Editore 1982.
– Leandrin Adalberto “Dal XIX al XX Secolo” in “La pittura a Cordovado” di Bergamini Giuseppe, Goi Paolo e Leandrin Adalberto, Edizioni pro Cordovado 1983.
– Pagnucco Aldo “Cordovado”, Arti Grafiche Friulane, Udine, II edizione 1986.

Galleria Immagini, a cura di Marina Celegon:

 


Regione Friuli-Venezia-Giulia
Localizzazione: Cordovado
Autore: Pino Casarini
Periodo artistico: XX sec.
Data ultima verifica: 25/02/2021
Rilevatore: Gianfranco Spagnul e Marina Celegon