REVELLO (Cn). Cappella Marchionale, con Ultima Cena.
La Cappella Marchionale è un ambiente tardo gotico situato in una torre cilindrica nell’attuale municipio di Revello, un tempo Castello Sottano e dimora prediletta dai Marchesi di Saluzzo Ludovico II e Margherita di Foix.
A navata unica, originariamente ospitava nella parte absidale il polittico della Madonna della Misericordia di Hans Clemer e gli stalli di un prezioso coro ligneo, ora entrambi conservati nel Museo Civico Casa Cavassa a Saluzzo.
Interamente affrescata attorno al XV secolo, presenta nelle pareti laterali in una serie di episodi in successione le storie dei santi protettori dei Marchesi, da un lato San Luigi IX Re di Francia e dall’altro Santa Margherita di Antiochia. Non possono mancare i ritratti dei Marchesi stessi: sopra le finestre nell’abside possiamo ammirare a sinistra il Marchese Ludovico II con tre dei cinque figli, e a destra la Marchesa Margherità di Foix con i restanti due figli maschi.
La parete di fondo presenta una grande Ultima cena datata 1519, molto simile alla ben più famosa milanese tanto che secondo il Muletti (Il Piemonte, 1903) “può essere opera di Leonardo da Vinci, il quale sarebbe passato per Revello nel recarsi a visitare le cave di marmo a Calcinere”, attribuzione purtroppo da escludere per evidente lontananza stilistica.
L’affresco dell’Ultima Cena occupa l’intera parete opposta all’abside della Cappella. Ad essa sottostà una porticina di passaggio; l’architrave dipinto porta la data di ultimazione dei lavori patrocinati da Margherita di Foix, 1519, con una epigrafe. I danni sofferti dall’affresco hanno lesionato le figure di S. Pietro, di S. Filippo, del Cristo e di S. Matteo.
L’esistenza nella Cappella di Revello di un affresco di così grandi dimensioni ha fatto scrivere nei decenni passati di una venuta ldi Leonardo nel Saluzzese e precisamente sul Mombracco a ricercare la quarzite detta “bargiolina”, per la quale esiste un appunto in uno dei suoi codici.
E’ una copia abbastanza fedele, ma con numerose varianti. In primo luogo l’illuminazione dell’ambiente è stata variata; la luce arriva da destra verso sinistra e colpisce il gruppo di convitati, ma non ha la forza di illuminare le pareti della sala. Inoltre nel locale, in cui si svolge l’azione, non compaiono le tre aperture sulla parete di fondo, fondamentali nell’originale lombardo. I personaggi del dramma ricalcano invece, la disposizione che Leonardo volle dare all’opera; sono suddivisi in quattro terne di uomini, collocate ai lati del Cristo, differenziandole in ragione della maggiore o minore potenza ricettiva della denunzia (“In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà”). Tutto ciò è presente a Revello, come in una copia fedele, ma fredda.
Info:
La Cappella Marchionale è visitabile il sabato e domenica grazie alle visite guidate in partenza ogni ora dall’Ufficio Promozione Turistica A.s.a.r (aperto dal 27 aprile al 27 ottobre sabato dalle 14.30 alle 17.30, domenica e festivi dalle 11.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30) situato nel Palazzo della Dogana in via Vittorio Emanuele III, accanto alla chiesa Collegiata.
Biglietti di ingresso intero euro 5, ridotto euro 4.
Per i gruppi è obbligatoria la prenotazione, possibili aperture straordinarie su richiesta.
Tel.327.7804528 – info@visitrevello.it
Fonte: http://www.visitrevello.it/it/cappella-marchionale/
Vedi anche:
REVELLO (Cn). Il mistero del volto di Leonardo nell’affresco dell’Ultima Cena raffigurato nella cappella di Revello.
“In quell’affresco dell’Ultima Cena dipinto sui muri della Cappella Marchionale, a Revello, potrebbe essere raffigurato il volto di Leonardo Da Vinci». A sostenerlo è lo studioso, e artista, saluzzese Franco Giletta, che già ha eseguito una serie di studi su una delle due statue del portale del Duomo di Saluzzo che parrebbe avere il volto del genio toscano.
La suggestiva, ma fondata, ipotesi era stata illustrata nel volume «La tavolozza di Leonardo», scritto da Giletta un anno fa. Sabato scorso, durante un convegno organizzato nella Cappella Marchionale di Revello, lo stesso autore è tornato sull’argomento.
«Ci sono così tanti legami tra Leonardo e il Marchesato di Saluzzo – sostiene Giletta – che ci permettono di raccogliere una serie di indizi importanti. Dal 1511 Leonardo utilizzò come tavolozza una pietra bianca del Mombracco, che cita anche nei suoi scritti. Dunque è lecito supporre che il genio toscano conoscesse questo territorio».
L’affresco dell’Ultima Cena di Revello è una delle prime copie del famoso dipinto milanese di Leonardo, che venne ammirato anche da Margherita di Foix in uno dei suoi viaggi in Lombardia. «Chissà, forse la stessa Margherita – continua Giletta – ha sognato di farsi ritrarre da Leonardo. E ha voluto omaggiarlo con l’affresco».
L’autore dell’opera, ignoto, trasse quasi sicuramente spunto dal dipinto di Leonardo, forse osservando alcuni bozzetti preparatori. Ma sarebbe andato oltre: quello che nel dipinto è l’apostolo Taddeo, in realtà ha il volto di Leonardo.
«Già nel dipinto milanese – spiega Giletta – gli studiosi affermano che Da Vinci abbia voluto autoritrarsi nei panni di Taddeo, penultimo apostolo a destra. L’autore dell’opera revellese dimostra di conoscere questa singolarità. Ma c’è di più. Taddeo con lunghi capelli bianchi che ricadono sulle spalle e una folta e lunga barba, è l’unico personaggio dell’affresco che guarda lo spettatore ed è l’unico ad avere l’impugnatura mancina, come mancino era Leonardo».
Infine ai piedi del personaggio, compare la data del 1519, anno della composizione dell’opera, e della morte di Leonardo.
Autore: Devis Rosso
Fonte: www.lastampa.it, 13 ott 2022
Vedi anche: Confronto fra l Ultima Cena della Cappella Marchionale di Revello ed il Cenacolo di Leonardo da Vinci
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1519
Data ultima verifica: 11/05/2020
Rilevatore: Feliciano Della Mora



