CLES (TN), frazione PEZ. Chiesa di San Vigilio, con Ultima Cena.

Ultima cena, affresco, di Johannes de Volpino (“Maestro di Sommacampagna”), ultimo quarto del XIV secolo

La chiesa di San Vigilio a Cles fu, approssimativamente, costruita nel XII secolo; è menzionata a partire dal dicembre del 1191, quando il vescovo di Trento Corrado II investì i fratelli Giovanni e Vitale, figli del vicedomino Bertoldo “in Cleis, iuxta tribunam capelle Sancti Vigilii…”. L’edificio, seppur modificato in epoche successive, presenta ancora tracce della primitiva struttura.
Nel 1672 vennero effettuati degli ampliamenti interni e venne tamponato l’ingresso a settentrione. Vennero ribassate e rafforzate le pareti e il campanile venne elevato e dotato di un accesso dalla navata. 1851-1854: la chiesa fu restaurata internamente. 1932: un ulteriore restaurazione interna, mirata al ritrovamento di altri affreschi. Durante i lavori, viene eliminata la volta a crociera e i pilastri su cui appoggiava e costruito un soffitto ligneo fissato alle capriate, che furono ricollegate con nuove catene; le finestre absidali furono modernizzate e gli altari laterali rimossi. Dopo altri lavori eseguiti nel 1975-1976, la chiesa venne sottoposta a un accurato restauro, conclusosi nel 2012, che l’ha riportata all’antico splendore.

La facciata principale presenta un portale d’accesso lapideo rinascimentale, sormontato da un’apertura semicircolare e affiancato da due finestre quadrangolari caratterizzate da una cornice in pietra. La fiancata sinistra non reca aperture, ma presenta l’accesso originario della chiesa, ora tamponato. Il tetto è a ripidi spioventi ricoperti da scandole.
L’interno è un ambiente ad aula unica, chiusa da un’abside semicircolare. La struttura portante verticale è in pietrame ed è stata intonacata. La chiesa presenta antichi affreschi, sia sulla facciata dove vi è un Giudizio Universale risalente alla fine del Quattrocento e attribuito ad un artista tirolese, sia all’interno.
Sulla parte alta della parete sinistra, è raffigurata la Crocifissione, circondata da un corteo di Santi, dove si può notare il titolare della chiesa, san Vigilio, vescovo di Trento del IV secolo e anche la figura di sant’Antonio abate, al centro della parte sinistra dell’affresco, quarta figura dal Cristo. Quest’opera risale al XV secolo ed è opera di un anonimo Maestro che presumibilmente affrescò anche il catino absidale e l’arco santo.
Nel catino absidale è raffigurato il Cristo Pantocratore in mandorla iridata su uno sfondo rosso, circondato dal tetramorfo. Sulla sommità dell’arco santo è raffigurata l’Annunciazione, con l’arcangelo Gabriele a sinistra e la Vergine in trono a destra. Sotto la Vergine, è rappresentata un altro san Vigilio benedicente, mentre la parte sinistra è andata persa a causa dei tanti interventi di ristrutturazione. Infine al centro del registro inferiore dell’abside un altro dipinto raffigura la Madonna che allatta il Bambino.

L’affresco dell’Ultima Cena si trova all’interno, sulla controfacciata, e può essere attribuito al cosiddetto Maestro di Sommacampagna, l’artista Giovanni/Jhoannes da Volpino (? – 1384/1389), che ipoteticamente fece questa raffigurazione nell’ultimo quarto del 1300. Di questo frescante di origine lombarda i sa pochissimo. Il suo nome è scaturito da un antico documento come pittore della seconda metà del Trecento, e nel corso di pochi anni la sua figura è emersa come il possibile nome a cui attribuire un gran numero di affreschi, databili tra il sesto e il nono decennio del Trecento, localizzati su un’area geografica molto vasta che, partendo dal suo presunto luogo natale, nella bassa Valle Camonica, a Costa Volpino, abbraccia l’alto Sebino, la media e l’alta Vallecamonica, la Valle di Peio, la Val di Non, la campagna a sud di Bolzano (Caldaro), l’alta Valsugana (Levico), diversi paesi del veronese (Sommacampagna, Arcè, Bussolengo, Cassano), il lago di Garda (Montichiari e Sirmione). Decine di località con quasi cento affreschi attribuibili ad una sola “mano”, o “bottega”. L’opera di questo artista tocca una parte non insignificante della cultura pittorica del Trecento; le sue modalità artistiche sono caratterizzate da un’indiscutibile vigorìa espressiva che lo rende riconoscibile in un’area insospettabilmente vasta del nord Italia.

Si conoscono alcune Ultime Cene di Johannes: Costa Volpino fraz Branico vedi scheda Costa Volpino-Branico;  Caldaro vedi scheda Caldaro; Gorno vedi scheda Gorno ; Cles -Maiano vedi scheda Cles -Maiano; Sanzeno, frazione Banco (TN); e questa di Cles – Pez.

In queste Cene, al centro della scena si trova Cristo con alla sua sinistra Giovanni, mentre sta per porgere un pezzo di pane a Giuda seduto solitario dalla parte anteriore della tavola. Il gesto è quello descritto nel Vangelo di Giovanni (21.27). Le Cene sono caratterizzate dallo stile ancora duecentesco, dalla mancanza di sfumature, i contorni marcati, prevalenza di colori terrosi rosso-marrone
Si nota che il pittore ignorava la prospettiva; infatti Gesù e gli Apostoli sono dipinti con visione frontale, mentre la tavola come se venisse ripresa contemporaneamente dall’alto e di fronte. La tavola imbandita riporta gli strumenti in uso nel ‘300: piatti collettivi con pesci, coltelli, brocche di vino, coppe, frutta (fichi).

 

Bibliografia:
Giancarlo Maculotti; Alberto Zaina (a cura di), Johannes de Volpino. Un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige, Varum Editore, Sarezzo (Bs) – 2012
Maculotti G., Johannes de Volpino, pittore transumante del ‘300, in: “Revista Santuários, Cultura, Arte, Romarias, Peregrinações, Paisagens e Pessoas”, 2013
Piccoli F.; Zanotti N., Il maestro di Sommacampagna – Vicende di una bottega itinerante tra Trentino, Lombardia e Veneto nel secondo Trecento, Nitida Immagine, Cles TN 2012

Link
https://www.cultura.trentino.it/Rassegne-concluse/Ultime-cene-dipinte


Regione Trentino-Alto-Adige
Localizzazione: CLES (TN)frazione Pez. Chiesa di San Vigilio, con Ultima Cena
Autore: Giovanni/Jhoannes da Volpino (? - 1384/1389) ("Maestro di Sommacampagna")
Periodo artistico: XIV secolo, ultimo quarto
Data ultima verifica: 09/12/2020
Rilevatore: AC