CLES (TN), frazione MAIANO. Chiesa di S. Pietro apostolo, con Ultima Cena, XIV secolo

 

La chiesa di Maiano viene citata per la prima volta in un documento del 1348 e ha origini antichissime, come attestano i ritrovamenti archeologici di strutture e sepolture altomedievali. L’edificio è ad un’aula unica pressoché quadrata, ha un’abside poligonale e un campaniletto in facciata. L’interno conserva un prezioso ciclo d’affreschi.
Alla fine del 1399 gli affreschi nella navata e nell’abside erano stati già eseguiti e nel XV secolo vennero affrescate le pareti esterne.
Carlo Emanuele Madruzzo nel 1649 dispose un importante rimaneggiamento dell’edificio e il lavoro venne eseguito portando in breve tempo la chiesa all’aspetto che ci è pervenuto. In quell’occasione venne eretto anche il campanile.
Al XX secolo risale la scoperta degli affreschi interni, scialbati nel corso del secolo precedente.
L’edificio e gli affreschi sono stati restaurati tra il 2003 e il 2004 (1).

Si è conservata un’Ultima Cena, purtroppo lacunosa, attribuita a Giovanni/Jhoannes da Volpino (? – 1384/1389), frescante di origine lombarda di cui si sa pochissimo. Il suo nome è scaturito da un antico documento come pittore della seconda metà del Trecento, e nel corso di pochi anni la sua figura è emersa come il possibile nome a cui attribuire un gran numero di affreschi, databili tra il sesto e il nono decennio del Trecento, localizzati su un’area geografica molto vasta che, partendo dal suo presunto luogo natale, nella bassa Valle Camonica, a Costa Volpino, abbraccia l’alto Sebino, la media e l’alta Vallecamonica, la Valle di Peio, la Val di Non, la campagna a sud di Bolzano (Caldaro), l’alta Valsugana (Levico), diversi paesi del veronese (Sommacampagna, Arcè, Bussolengo, Cassano), il lago di Garda (Montichiari e Sirmione). Decine di località con quasi cento affreschi attribuibili ad una sola “mano”, o “bottega”. L’opera di questo artista tocca una parte non insignificante della cultura pittorica del Trecento; le sue modalità artistiche sono caratterizzate da un’indiscutibile vigorìa espressiva che lo rende riconoscibile in un’area insospettabilmente vasta del nord Italia.
Si conoscono alcune Ultime Cene di Johannes: Costa Volpino fraz Branico vedi scheda Costa Volpino-Branico; Cles-Pez vedi scheda Cles-Pez; Caldaro vedi scheda Caldaro; Gorno vedi scheda Gorno ; Sanzeno, frazione Banco (TN); e questa di Cles – Maiano.

In queste Cene, al centro della scena si trova Cristo. Alla sua sinistra Giovanni nell’atto di inchinarsi verso Gesù che sta per porgere un pezzo di pane a Giuda seduto solitario dalla parte anteriore della tavola. Il gesto è quello descritto nel Vangelo di Giovanni (21, 27). Le Cene sono caratterizzate dallo stile ancora duecentesco, dalla mancanza di sfumature, i contorni marcati, prevalenza di colori terrosi rosso-marrone
Interessante notare i particolari della tavola. Innanzitutto gli oggetti dimostrano il fatto che il pittore ignorasse la prospettiva. Infatti Gesù e gli Apostoli sono dipinti con visione frontale, la tavola come se venisse ripresa contemporaneamente dall’alto e di fronte. La tavola imbandita riporta gli strumenti in uso nel ‘300: piatti collettivi con pesci, coltelli, pani, brocche di vino, coppe, frutta (fichi).

 

Immagine da:
(1) http://www.studiomucchi.eu/a53_chiesa-dei-ss-pietro-e-paolo.html

Bibliografia:
Giancarlo Maculotti; Alberto Zaina (a cura di), Johannes de Volpino. Un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige, Varum Editore, Sarezzo (Bs) – 2012

Maculotti G., Johannes de Volpino, pittore transumante del ‘300, in: “Revista Santuários, Cultura, Arte, Romarias, Peregrinações, Paisagens e Pessoas”, 2013


Regione Trentino-Alto-Adige
Localizzazione: CLES (TN), frazione MAIANO. Chiesa di S. Pietro apostolo, con Ultima Cena
Autore: Giovanni da Volpino
Periodo artistico: XIV secolo
Rilevatore: AC