GERMANIA – STUTTGART/STOCCARDA. Staatsgalerie, polittico di Herrenberg di J. Ratgeb con Ultima Cena, 1519

 

Pannello anteriore sinistro (262 x 143 cm) del polittico eseguito con tecnica mista su legno di abete da Jerg/Jörg Ratgeb nel 1519 (intero polittico 400 x 680 cm).

Il polittico proviene dall’altare maggiore della collegiata di Nostra Signora di Herrenberg; le doppie ali sono dipinte su entrambi i lati (inv. n. 1523 d c), gli angoli rialzati e la predella tripartita (inv. n. 1523 e) sono sopravvissuti. Invece il Gesprenge [costruzione sopra il santuario centrale costituito da elementi architettonici assemblati in modo fantasioso], la facciata interna della predella e il santuario scolpito, che molto probabilmente conteneva una Madonna col Bambino affiancata da due Santi, sono andati perduti dopo la Riforma. Le due estremità curve con l’Annunciazione a Maria attaccate ai lati degli angoli rialzati sono aggiunte successive, sebbene siano state realizzate nella prima metà del XVI secolo..
Ratgeb firmò e datò il polittico, commissionatagli nel 1517 dai “Fratelli della Vita Comune” (comunità monastica di sacerdoti e chierici secolari), con il suo monogramma  «R»  e l’anno «1519».
Probabilmente però non fu completato fino al 1521 o 1524, anno in cui Ratgeb ricevette l’ultima rata del suo compenso.
Meno di 15 anni dopo la realizzazione del polittico, fu introdotta nel Württemberg la Riforma con la sua furia iconoclasta e il capolavoro di Ratgeb fu rapidamente smantellato, ma fortunatamente non fu distrutto. Fu conservato fino a quando i cattolici lo ricostruirono nel 1548.  Tuttavia, non risulta essere stato molto popolare, sebbene sia rimasto al suo posto per secoli. Probabilmente era sempre chiuso, anche perché  in questo tipo di polittici, per tradizione, le scene interne erano visibili solo in alcune fasi dell’anno liturgico: quelle della Passione nel periodo di Pasqua e quelle dell’Infanzia di Cristo nei giorni del Natale.
Nel 1890, il Consiglio comunale di Herrenberg e il Comitato dei cittadini decisero di vendere la pala d’altare alla Royal Antiquarian Collection di Stoccarda per 5.000 marchi. Da lì entrò nella Staatsgalerie nel 1924 e ha un posto d’onore dal 2013. Il motivo della vendita fu estetico perché era considerata non solo datata ma anche offensiva con “quadri a volte sgradevoli”.
Nel 2019, in occasione del cinquecentenario, la Staatsgalerie di Stoccarda e la Collegiata di Herrenberg hanno avviato un progetto per collegarsi digitalmente in modo che i quadri di Ratgeb potessero essere visti di nuovo dove erano stati dipinti, anche se solo virtualmente.

Jörg/Jerg Ratgeb (Schwäbisch Gmünd, 1480 circa – Pforzheim, 1526) è stato un pittore tedesco. Sposò una serva della gleba del duca di Württemberg, venne privato dei suoi diritti di cittadino e non gli fu concesso di riscattare lei e i figli. In seguito fu tra gli uomini incaricati di negoziare con coloro che erano coinvolti nella rivolta dei contadini, ma cambiò schieramento e si unì alla ribellione e per questo fu giustiziato come reo di alto tradimento
Oltre a sicure conoscenze del tardo Quattrocento veneto, nella sua opera è riscontrabile anche un certo influsso di Matthias Grünewald, Albrecht Dürer e Hieronymus Bosch. Attivo nel Württemberg, nella Svevia e nella regione del Meno, ne seguì la tradizione pittorica, basata sul segno aspro e sul colorismo stridente, portandola a effetti di grande suggestione drammatica e di intensa espressività sul filo del grottesco e del visionario. Il suo particolare stile espressivo, la raffigurazione in scene sacre di figure con atteggiamenti fuori dalle convenzioni iconografiche e talora considerabili poco confacenti o addirittura oltraggiosi, portarono alla cancellazione di questo artista dalla storia dell’arte tedesca e alla dimenticanza e dispersione delle sue opere. Fu riscoperto all’inizio del Novecento, prima con romanzi, opere teatrali e film che riguardavano la sua vita, poi con una rivalutazione critica delle poche sue opere rimaste.
Ratgeb dipinse in uno stile manierista con prospettive distorte e figure allungate, che dalla prospettiva odierna lo fanno sembrare decisamente moderno. I colori sono a volte pallidi, a volte sgargianti e il disegno delle figure è netto.

Il POLITTICO
I pannelli della pala sono estremamente ricchi di figure e raccontano la storia della Passione in più scene separate nel tempo.
Quando il polittico è chiuso, le due ali raffigurano l’addio degli Apostoli, pronti a viaggiare o già in movimento davanti a un vasto panorama.
Una volta aperto con le ali interne chiuse e le ali esterne aperte, raffigura la Passione di Cristo. L’ala sinistra combina l‘Ultima Cena con la raffigurazioni, in alto, di Cristo sul Monte degli Ulivi e la sua cattura (a sinistra sullo sfondo).
Il pannello centrale di sinistra rappresenta la flagellazione, l’incoronazione di spine e, come scene secondarie, Gesù davanti al popolo e Gesù davanti a Pilato.
Il pannello centrale di destra raffigura la Crocifissione e, come scene secondarie, il trasporto della croce e la sepoltura.
L’ala di destra completa la Passione con la Risurrezione di Cristo (che si basa sulla composizione di Matthias Grünewald nella pala d’altare di Isenheim, che ha lo stesso tema). Sullo sfondo della tavola si trova la scena delle tre donne al Sepolcro e di Gesù con la Maddalena (Noli me tangere).
Il polittico, se aperto sulle ali interne, mostra scene dell‘infanzia di Cristo e della vita di Maria.
Nell’ala interna sinistra sono raffigurati il fidanzamento di Maria e Giuseppe e, come scene secondarie, l’incontro di Gioacchino e Anna alla Porta d’Oro, l’andata al tempio di Maria e la Visitazione.
L’ala interna destra raffigura la circoncisione di Cristo e le scene secondarie dell’offerta al tempio e della fuga in Egitto.

Il pannello dell’Ultima Cena contiene alcuni particolari fuori dalle convenzioni iconografiche, o addirittura oltraggiosi; oltre ad Apostoli che voltano le spalle a Cristo e chiacchierano tra loro, Giuda, sul lato destro della tavola, è raffigurato con la crudezza tipica di Ragteb, che crea un emblema di ogni peccato e trasgressione e una figura oscena in uno degli episodi più sacri: Giuda si alza rovesciando la sedia (ira), indossa la solita veste gialla (invidia e avarizia), ma l’abito si apre scoprendo il sesso (concupiscenza). Giuda, a testa alta (superbia), brama (gola) un boccone di pane che Gesù gli sta porgendo, mentre una mosca, simbolo di Satana o Belzebu (che signifca ”signore delle mosche”) gli sta entrando in bocca.
Inoltre nel pannello a fianco, con la Flagellazione, in primo piano a terra ci sono dadi e carte da gioco.
Tali scene rendono comprensibile perché, a fine XIX secolo, la cittadinanza di Herrenberg abbia voluto disfarsi dell’opera,

 

Link:
https://www.staatsgalerie.de/g/sammlung/sammlung-digital/einzelansicht/sgs/werk/einzelansicht/904DF6CD4DFBD61412C0FCADD8930526.html


Regione Estero
Localizzazione: GERMANIA – STUTTGART/STOCCARDA. Staatsgalerie Ratgeb con Ultima Cena
Autore: Jörg Ratgeb
Periodo artistico: 1519
Rilevatore: AC