FIRENZE. Palazzo Pitti – Cappella Palatina, altare con Ultima Cena

ULTIMA CENA, formella in pietre dure su disegno di L. Cigoli, inizi XVII secolo

Con la venuta a Firenze di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena gli ambienti al piano terra di Palazzo Pitti, adibiti ad Appartamento da Cosimo III de’ Medici, subirono una radicale trasformazione per creare la nuova Cappella di Palazzo.
I lavori iniziarono nel 1766, quando inizialmente furono progettati per la Cappella tre altari di legno. Questi vennero sostituiti nel 1785 da un unico importante altare disegnato dal pittore Santi Pacini. Per realizzarlo furono utilizzate diverse parti di quello per la Cappella dei Principi in San Lorenzo, commissionato da Ferdinando I de’ Medici nel Cinquecento, ma mai terminato e divenuto nel tempo una vera e propria miniera di materiali preziosi a cui attingere per nuovi lavori.
Arricchirono così il nuovo altare due formelle a bassorilievo in commesso di pietre dure dell’inizio del Seicento, attribuite a Ludovico Cardi detto il Cigoli (1559 – 1613, pittore, architetto e scultore): l’ULTIMA CENA fu posta al centro del paliotto con le allegorie della Fede e della Carità ai lati, mentre la formella raffigurante “l’Adorazione dei magi” costituì lo sportello del sovrastante ciborio, affiancato da figure a tutto tondo entro nicchie dei santi Atanasio e Giovanni Grisostomo.
Alla sommità del nuovo altare fu lasciato il pregiato Crocifisso con la Maddalena ai piedi della Croce in avorio, capolavoro della scultura eburnea barocca, oggi attribuito a Lorenz Rues per l’intaglio ed a Antonio Raggi per la figura di Maddalena.
L’altare costituisce uno di tesori più preziosi racchiusi in Palazzo Pitti. E’ certo che questo capolavoro fu montato sotto la direzione dell’allora Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Cosimo Siriès, anch’egli artista, che provvide ad ornare ulteriormente l’altare con arredi sacri d’argento (una cosiddetta “residenza” con croce, statue di santi e candelieri) purtroppo andati perduti durante il governo francese.

L’opera faceva parte del gruppo di nove pannelli con storie sacre in commesso di pietre dure eseguiti dalle botteghe granducali nei primi decenni del XVII secolo per decorare l’altare e il ciborio della Cappella dei Principi in San Lorenzo, messo in lavorazione da Ferdinando I de’ Medici ma mai portato a compimento. Unico soggetto neotestamentario della serie, l’Ultima Cena occupava nell’assetto originario della fastosa struttura la parte centrale del gradino superiore del ciborio, destinato a custodire il Santissimo Sacramento. Nel 1785 la formella fu scelta per decorare il paliotto del nuovo altare della Cappella Palatina e in vista di questa sistemazione fu parzialmente tagliata lungo il perimetro acquistando l’attuale forma sagomata. Nella stessa occasione furono aggiunti nella raffigurazione i due tendaggi rossi che con effetto scenografico introducono alla scena e la cornice in bronzo dorato con festoni.

 


Sulla parete retrostante l’altare, il pittore Luigi Ademollo (Milano, 1764 – Firenze, 1849) dipinse a monocromo, un’Ultima cena, Cristo nell’orto dei Getsemani, Orazione degli Apostoli e angeli cerofori da ambo i lati.

 

Immagini da
https://www.uffizi.it/opere/cappella-palatina-altare


Regione Toscana
Localizzazione: FIRENZE. Palazzo Pitti - Cappella Palatina
Autore: Ludovico Cigoli
Periodo artistico: inizio XVII secolo
Rilevatore: AC