BOLOGNA. Biblioteca dell’Archiginnasio, miniatura con Ultima Cena dalla “De vita Christi”, prima metà sec. XV
Manoscritto, pergamena con “De vita Christi“, di Ludolfo di Sassonia, Liber II. Misura 373 x258 mm. Miniato nella prima metà del secolo XV da Cristoforo Cortese (numerazione della pagine moderna).
Collocazione: A.121
Miniatura del capolettera della pagina 326 con raffigurazione dell’Ultima Cena.
Gli Apostoli raffigurati, per evidenti motivi di spazio, sono solo sei; Cristo è a capotavola alla sinistra. La pagina è arricchita da un elaborato fregio decorativo con racemi e uccelli.
Il codice è il secondo di due volumi con la Vita Christi composta da Ludolfo di Sassonia, monaco domenicano poi certosino, nato verso il 1295 e morto a Strasburgo nel 1377. Il primo volume è il ms. 1379 della Biblioteca Nazionale di Vienna.
Il codice bolognese, splendidamente decorato (presenta ben 174 carte arricchite da miniature), è entrato a far parte delle collezioni della Biblioteca dell’Archiginnasio nel 1847 con il fondo librario Matteo Venturoli.
Fu realizzato dopo il 1433 per la biblioteca dei Gonzaga. Lo si deduce dallo stemma con le aquile nere in campo d’argento (concesse dall’imperatore Sigismondo ai marchesi di Mantova nel 1433) dipinto sul margine inferiore della prima pagina del volume conservato a Vienna.
I due codici furono trascritti da Michele Salvatico, notaio di origine tedesca al servizio della magistratura dei Capi Sestiere a Venezia, poi monaco benedettino a Praglia dal 1456.
L’artista che lavorò alla ricchissima decorazione miniata del manoscritto, Cristoforo Cortese, fu il maggior miniatore veneto in età tardogotica, che vedeva il suo prestigio ampiamente affermato negli anni Trenta del Quattrocento. Nato a Venezia forse attorno al 1399 e morto prima del 1445, lavorò spesso anche tra Bologna e Padova, firmando molti manoscritti ora conservati in varie biblioteche italiane e straniere.
Il manoscritto contiene 156 iniziali figurate (tipo A) che introducono ognuno degli 89 capitoli e i paragrafi relativi ai vari momenti della Passione di Cristo. La presenza di ognuna di queste figurate implica sempre un fregio decorato sui margini superiore, inferiore e sinistro, se l’iniziale si colloca nella colonna di scrittura sinistra, o nell’intercolumnio se nella colonna di destra. Le tipologie sono molto diversificate: fregi a barra, racemi vegetali con foglioline dorate, volute fogliacee più corpose, piccoli fiori convenzionali, cardi, fiordalisi, spighe di grano, piume di pavone e molti altri repertori, popolati spesso da animali fantastici, uccelli, lepri, cani, cerbiatti e figure antropomorfe.
Link:
http://badigit.comune.bologna.it/books/ludolfo/scorri.asp?direction=next&ID=325
Autore: miniature di Cristoforo Cortese
Periodo artistico: prima metà XV secolo
Rilevatore: AC



