GALATINA (LE). Basilica di Santa Caterina con due dipinti di Ultima Cena
Secondo la tradizione, tra il 1369 e il 1391 fu costruita su una preesistente chiesa bizantina del IX-X secolo a due navate, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo che aveva portato a Galatina una reliquia di santa Caterina d’Alessandria. Dopo la sua morte, la moglie Maria d’Enghien affidò a maestranze provenienti da diverse scuole italiane la realizzazione del vasto ciclo di affreschi che ancora oggi ricopre pareti, archi e volte della chiesa con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, episodi della Vita e Passione di Cristo; dell’Apocalisse e figure di Santi. Le opere furono realizzate tra la prima metà del Trecento fino agli anni Quaranta del Quattrocento.
In stile romanico-gotico, la facciata presenta tre cuspidi e un grande rosone finemente decorato. Il portale maggiore ha il protiro sorretto da due colonne poggianti su leoni stilofori, mentre sull’architrave reca un bassorilievo raffigurante Cristo tra i dodici apostoli.
L’interno è articolato in tre navate principali affiancate da due navatelle laterali. In fondo al coro si erge la tribuna ottagonale realizzata dal principe di Taranto Giovanni Antonio Del Balzo Orsini entro il 1459. L’unico affresco recante la firma “Franciscus De Arecio” è ubicato nell’ambulacro destro e riporta un’immagine di sant’Antonio abate con donatore. Col nome dell’artista viene riportata la data ‘MCDXXXV’ (1435).
Nella terza campata, parete sinistra, terzo registro, a sinistra, tra le Scene della vita di Cristo, vi è un’Ultima Cena,
di 180 x 170 cm, affresco del “Maestro della Genesi”, datato al 1419-34.
Gli Apostoli sono affollati attorno alla tavola, molti particolari sono illeggibili per le non buone condizioni del dipinto.
Accanto alla basilica si sviluppa il convento dei frati minori francescani, ricostruito tra XVI e XVII secolo. Il chiostro quadrangolare è decorato da un ciclo di affreschi del 1696 realizzato da fra’ Giuseppe da Gravina, dedicato alla storia dell’ordine.
All’interno dell’ex refettorio della Basilica, oggi adibito a spazio museale, si trova l’affresco dell’Ultima Cena realizzato del 1692, di stampo tardo-barocco.
L’Ultima Cena è situata sopra la porta d’ingresso del salone, mentre sulla parete opposta si può ammirare il più celebre affresco delle Nozze di Cana.
L’ex refettorio trecentesco è l’unico ambiente sopravvissuto alla distruzione operata dai Frati Riformati nel 1657 ed è oggi la sede espositiva del Tesoro della Basilica e conserva oggetti liturgici e preziosi reliquiari come quello del dito di Santa Caterina e della mammella di Sant’Agata; inoltre vi è un raro mosaico portatile bizantino del XII secolo, composto da minuscole tessere di circa un millimetro. Info: https://www.basilicaorsiniana.it/il-museo/…
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600046700-16
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Caterina_d%27Alessandria
Segnalazione di Valter Bonello
Rilevatore: AC






