TORINO. Museo civico Arte Antica, miniatura di Ultima Cena dal manoscritto “Ore Torino-Milano”, 1410-20 circa

Codice detto “Ore di Torino-Milano” (inv. nr. 47).
Foglio 90 r con Ultima Cena. Pergamena di 28 x 20,2 cm. Dipinto di van Eyck o seguaci.

Gli Apostoli sono seduti su panche intorno a una tavola rotonda, solo Giuda, in primo piano col sacchetto delle monete in mano, è seduto a terra.

Il cosiddetto “Ore Torino-Milano”, uno degli esempi più belli e ricchi di miniatura tardo medievale, è un manoscritto i cui fogli erano divisi in due volumi, di cui uno non è sopravvissuto, più otto fogli staccati, quattro dei quali si trovano al Louvre. Sono conservati integri 126 fogli di cui 28 con miniature.
Fu decorato a Parigi, Bourges, Liegi, L’Aia e Bruges in una serie di sette campagne che durarono sessant’anni, con i suoi contenuti riordinati e molte delle sue miniature ritoccate o ridipinte una volta completata.
Tre diversi committenti ne finanziarono la realizzazione: Jean di Francia (1340-1416), duca di Berry, concepì il manoscritto come un grande compendio di testi liturgici e devozionali comprendente il contenuto di un messale, con preghiere da dire da parte di un laico durante la messa, e un ampio libro d’ore, con le sue preghiere principalmente in latino, ma con alcune in francese. Dopo un intenso lavoro di miniatura tra il 1390 e il 1405, Jean di Berry cedette una parte quasi finita del manoscritto a Robinet d’Estampes, e quella porzione è conosciuta oggi come “”Les Très Belles Heures de Notre-Dame”.
La parte rimanente comprendeva numerosi disegni per miniature ma era dipinta solo parzialmente. Questa è la sezione che gli studiosi generalmente chiamano Ore Torino-Milano. I lavori su questa parte incompiuta furono ripresi negli anni dieci e venti del Quattrocento sotto il patronato di Giovanni, duca di Baviera (morto nel 1425), sia quando era vescovo di Liegi sia dopo essere diventato conte d’Olanda e d’Hainaut nel 1418. Tra gli artisti coinvolti in questa fase c’erano probabilmente Jean e Hubert van Eyck e diversi artisti che lavoravano nel loro stile.
Dopo il 1425, le fasi finali del dipinto furono eseguite per un mecenate sconosciuto negli anni quaranta del Quattrocento a Bruges. Tra gli artisti impiegati a quel tempo c’erano il Maestro del Philadelphia Saint Francis, il Maestro di Jean Chevrot e il Maestro di Folpard von Amerongen. Il loro lavoro, come quello del circolo di van Eyck prima di loro, mostra la profonda influenza della pittura su tavola sulla pittura manoscritta olandese dell’epoca. A questo punto, il codice era considerato più una pinacoteca che un libro devozionale.

Non è noto dove fosse questa seconda parte  – col messale, il calendario e le preghiere – prima che arrivasse a Torino in possesso di Casa Savoia, per poi essere divisa prima del 1713.
La sezione con il calendario e le preghiere passò nelle mani di Vittorio Amedeo II (1666-1732), duca di Savoia, prima di entrare nella Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nel 1720. Fu distrutta da un incendio nel 1904, due anni dopo la pubblicazione delle riproduzioni fotografiche in bianco e nero delle sue miniature. Quattro fogli di questa parte del codice entrarono nella collezione del Museo del Louvre nel 1896.
La parte del messale, dopo aver fatto parte della collezione di un conte di Aglié, fu acquistata da Gian Giacomo Trivulzio (1774-1831) e entrò nella Biblioteca Trivulziana di Milano. Fu trasferita nel 1935 al Museo Civico d’Arte Antica di Torino. Nonostante l’ubicazione del suo attuale deposito a Torino, in letteratura viene spesso chiamata “Milano” o “Ore di Milano“. E, a causa dello spostamento da Milano a Torino, solo questo segmento è stato chiamato anche “Ore Torino-Milano“.

Fotografia e info da:
http://closertovaneyck.kikirpa.be/verona/#home/sub=turin-milan-manuscript

https://jhna.org/articles/turin-milan-hours-revised-dating-attribution/

https://en.wikipedia.org/wiki/Turin–Milan_Hours


Provincia Torino
Regione Piemonte
Localizzazione: TORINO. Museo civico Arte Antica
Periodo artistico: 1410-20 circa
Rilevatore: AC