SPOLETO (PG). Duomo, Cappella del Santissimo Sacramento, con Ultima Cena.

Il dipinto è collocato all’interno della cappella del Sacramento che, iniziata ai tempi del vescovo Sanvitale (1591-1600), fu compiuta solo nel XVIII sec. nella sua parte decorativa. Gli stucchi della volta sono opera di Giovanni Fontana da Foligno e risalgono al 1672-82, mentre le ventuno tele con Cristo la Vergine, scene dell’Antico Testamento e profeti e Angeli con strumenti della Passione sono di Francesco Refini e risalgono al 1684.
Sulle pareti della cappella nel ‘700 sono state aperte delle nicchie al cui interno sono state collocate delle tele, di cui fa parte anche l’Ultima Cena. La loro esecuzione venne affidata a Pietro Labruzzi e Liborio Coccetti, proprio quest’ultimo è l’autore dell’Ultima Cena (1786), insieme a L’idolo Dagon.
Il dipinto (olio su tela) presenta estese ridipinture e misura in altezza cm. 273 ed in lunghezza cm. 164.

Il pittore, di origine folignate, si muove all’interno di un linguaggio di formazione rococò di cui è pienamente partecipe e manifesta rapporti con la cultura romana della prima metà del ‘700, come quella di Sebastiano Conca. Il suo successo fu dovuto al mecenatismo di papa Braschi che lo introdusse in ambienti aristocratici favorendone le commissioni private, sia romane che laziali e umbre, che lo vedono protagonista tra la seconda metà del ‘700 e primi ‘800. Si attarda in stilemi tardoseicenteschi “ma c’è un’evoluzione nel suo stile fino ad un neoclassicismo che non lo vedrà mai veramente coinvolto: inseguirà sempre l’ideale di una grazia decorativa che è il suo unico credo artistico” (Casale). Attivo anche in altre città umbre, a Spoleto ritroviamo altre sue opere in San Domenico, in palazzo Montevecchio, in palazzo Morelli e in palazzo Leti.

Bibliografia:
– B. Toscano, Spoleto in pietre, Editoriale Umbra, 2023
– V. Casale – Dizionario Biografico degli Italiani – Treccani- Volume 26 (1982)  – v. COCCETTI, Liborio

Nota:
La descrizione dell’opera ed il repertorio fotografico sono di: Sebastian Frashelliu, Miryam Torre, Matteo Troiani, Marisol Sbattella (4 A Eno); Samuele Miraggio, ex studente (drone), con indirizzo delle prof.sse Tatiana Ruggieri ed Emanuela Valentini Albanelli coordinatrice del progetto Duomo 825 – IPSEOASC De Carolis Spoleto-PG Dirigente Scolastica, Roberta Galassi
Si ringrazia la Curia Arcivescovile Spoleto-Norcia e sua Eccellenza arcivescovo mons. Boccardo per aver concesso la riproduzione delle immagini a corredo della presente scheda.


Regione Umbria
Localizzazione: Spoleto (Pg), Duomo, Cappella del Santissimo Sacramento
Autore: Liborio Coccetti
Periodo artistico: 1786
Illustrazione opera: La tela oggetto del nostro interesse vede Cristo, in primo piano, che rivolge gli occhi al cielo e reca in una mano il pane, mentre con l’altra è nell’atto di benedire; indossa una veste di color rosa antico e un lungo mantello blu notte poggiato sulla spalla sinistra; ai piedi calza dei sandali. L’azione di Cristo è molto ben evidente agli occhi dello spettatore perché posizionata in primo piano a sinistra, quindi prima in ordine di lettura. Nella parte a destra in baso invece possiamo cogliere bene la prospettiva data dal pavimento scandito in quadrati da pietre rosse e bianche. Il Salvatore viene ritratto con l’indice destro che punta verso l’alto e guarda, pensieroso, nella stessa direzione. Alla destra troviamo il primo degli apostoli seduti: ai suoi piedi sono raffigurate due anfore di diverse dimensioni, gli altri apostoli si trovano seduti attorno alla tavola rettangolare e tre personaggi sono in piedi alle spalle degli altri, tutti rappresentati con delle facce preoccupate. Dietro al Cristo troviamo due servitori uno che versa il vino agli altri apostoli, l’altro rivolto di spalle alla scena. La tavola si presenta in obliquo (schema non frequente che precedentemente troviamo in un illustre Tintoretto) ha una tovaglia verde sopra ce n’è un’altra bianca, più corta che ha una frangia di rifinitura, al di sopra sono rappresentati un piatto con l’agnello, un calice dorato e del pane spezzato, forse l’altra parte di quello tenuto nella mano sinistra da Cristo; sono presenti anche alcuni piatti, un coltello e un bicchiere. I personaggi occupano la metà inferiore del dipinto mentre la parte superiore è lasciata allo sfondo. La scena, ambientata in un interno, è rischiarata in alto da uno sfondo ad arconi, mentre sulla destra, dietro le colonne dell’edificio, si apre su un paesaggio luminoso con alberi ad alto fusto e nubi che si addensano nel cielo. Al di sopra delle teste dei personaggi ritroviamo una lanterna color rame che dona profondità alla scena. Speculare a Cristo è probabilmente San Pietro, nella sua stessa posizione ma rovesciata, colto in atteggiamento di sorpresa dopo aver udito le parole di Cristo; indossa una veste azzurra con mantello ocra. Di fianco di Lui troviamo l’apostolo più giovane del gruppo, Giovanni, dai lineamenti gentili, quasi femminei, che indossa una veste verde e un mantello rosso intenso, colto in atteggiamento contemplativo.
Data ultima verifica: giugno 2023