SANSEPOLCRO (AR). Oratorio della Compagnia del Crocifisso (o della Misericordia), affresco di Ultima Cena, 1588
La Chiesa di San Rocco fu fatta edificare nel 1554 dalla Compagnia del Crocifisso, costretta a trasferirsi dalla propria sede fuori dalle mura dato. Attualmente, il complesso monumentale chiesa-oratorio di San Rocco è sede della Confraternita di Misericordia di Sansepolcro, fondata nel 1338 e qui trasferita nel 1816 per iniziativa del vescovo Roberto Costaguti dopo l’accorpamento ad essa della Compagna del SS. Crocifisso. La facciata asimmetrica presenta un piccolo occhio ed un semplice portale cinquecentesco. L’interno consiste in un’unica navata rettangolare con altari laterali in stucco settecenteschi. La parete di fondo è occupata dall’altare maggiore in legno, opera del 1634 degli intagliatori Orazio Binoni e Giovan Battista Vagnini, realizzato per ospitare una venerata e notevole scultura lignea della prima metà del secolo XIII che raffigura Cristo deposto dalla Croce e che faceva parte sicuramente di una composizione più vasta. Alla parete destra vi è un San Sebastiano di Leonardo Cungi, mentre a quella sinistra è una Resurrezione di Cristo di Raffaellino del Colle, replica autografa di quella dipinta per la Cattedrale. Sulla stessa parete è anche una tela settecentesca anonima con i Santi Giacomo maggiore, Giacomo minore e Tommaso.
La chiesa è collegata con una scaletta con il sottostante Oratorio della Compagnia del Crocifisso, cui si può accedere anche da via Traversari nella quale prospetta un portale cinquecentesco a timpano spezzato.
Attraverso due porte in legno intagliato cinquecentesche si passa alla Cappella del Santo Sepolcro dove è conservato un tempietto in pietra arenaria (1596), ripreso dal modello del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti nella chiesa di San Pancrazio a Firenze.
L’interno dell’Oratorio della Compagnia del Crocifisso è composto da una grande sala rettangolare voltata con affreschi sulle dodici lunette lungo le pareti laterali, da 2 lunette spezzate nelle testate, da un ovale nel soffitto e da una lunetta in un ambiente attiguo; esso rappresenta 16 episodi della vita di Cristo.
Il ciclo fu commissionato dal camarlengo della Compagnia del Crocifisso, Cosimo Rigi (ritratto nell’ovale del soffitto) ai fratelli Alessandro Alberti (1551-1590), Cherubino Alberti (1553-1615) e Giovanni Alberti (1558-1601) nel 1588.
Data la sostanziale omogeneità della decorazioni risulta difficile una esatta individuazione delle parti spettanti a ognuno dei tre fratelli; va ricordato infatti che all’epoca avevano maturato esperienze affini improntate allo stile compositivo tipico della cultura figurativa romana al tempo di Sisto V. Evidente è la fusione di elementi derivati da Federico Barocci, ma anche dalla tradizione incisoria nordica e da un certo gusto di esasperazione anatomica di matrice manierista.
La raffigurazione di Ultima Cena, posta nella lunetta a un’estremità della parete sinistra, è quella tradizionale che presenta gli Apostoli intorno a una tavola rettangolare.
Un’altra lunetta, in un ambiente attiguo, raffigura una seconda Ultima Cena, frammentaria, ma con la stessa impostazione della precedente.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900262489
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900262532 (seconda Ultima Cena)
Autore: Alessandro, Cherubino e Giovanni Alberti
Periodo artistico: 1588
Rilevatore: AC





