ROMA. Oratorio del Gonfalone, con Ultima Cena di L. Agresti, 1569 circa e successive stampe
ULTIMA CENA affresco che misura 368 x 265 cm, di Livio Agresti, eseguito nel 1569 o 1571
L’edificio fu costruito verso la metà del XVI secolo sulle rovine della chiesa di Santa Lucia vecchia, come oratorio dell’Arciconfraternita del Gonfalone, che aveva la sua sede nel palazzo adiacente e dedicata a Maria Santissima Annunziata e ai Santi Pietro e Paolo. L’oratorio fu poi ristrutturato nel Seicento da Domenico Castelli, che ne realizzò anche la facciata.
L’oratorio contiene una serie di dodici affreschi, opera dei principali esponenti del Manierismo romano, che raffigurano Storie della Passione di Cristo.
Sono opera di Livio Agresti gli affreschi che rappresentano l‘Entrata di Cristo in Gerusalemme, l’Ultima cena e il Viaggio al Calvario; di Cesare Nebbia l’Orazione nell’orto, la Coronazione di spine e l’Ecce Homo; di Raffaellino da Reggio la Cattura di Gesù; di Federico Zuccari la Flagellazione; di Daniele da Volterra la Crocifissione e la Deposizione della Croce; di Marco da Siena la Risurrezione; di Matteo da Lecce il David.
Livio Agresti (1505 circa – 1579) fu pittore famoso ai suoi tempi. Questo affresco, oltre ad essere replicato dal suo allievo Litardo Piccioli nell’ex refettorio del Convento di San Francesco a Sermoneta, influenzò in seguito molti altri pittori e fu oggetto di numerose copie come quella presente a Firenze, Museo Bardini; nella Parrocchiale di Capannori LU; nella parrocchiale di Cornalita a San Giovanni Bianco BG; nella Chiesa dei SS. Pietro e Cesareo a Guardea TR.
Immagine da:
https://www.facebook.com/oratoriogonfalone/
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200237884-12
Da questo dipinto trasse ispirazione l’incisione del fiammingo Cornelis Cort (1533 – 1578) realizzata nel 1578.
Firmato e datato in alto a destra C. Cort fe. 1578.
Immagine da:
https://www.academia.edu/102068833/ULTIMA_CENA_incisione_di_Cornelis_Cort_dapr%C3%A8s_Livio_Agresti
L’incisione fu ulteriormente rielaborata, modificando lo sfondo, in una seconda stampa post 1582. Copia conservata a Chiari (BS) nella Pinacoteca Repossi.
Misure: 349 mm x 506 mm (parte incisa); 359 mm x 548 mm (battuta della lastra).
Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/3y010-00445/
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300619459
Autore: Livio Agresti
Periodo artistico: 1569 / 1571
Rilevatore: AC






