ANDRIA (BT). Cripta/chiesa rupestre della Santa Croce ai Lagnoni con Ultima Cena, XV secolo

La cripta-lavra (lavra/laura indica un’organizzazione monastica del cristianesimo orientale di età bizantina) si trova appena fuori dall’abitato in una zona ricca di cavità naturali. Con un avancorpo murario d’accesso, la cripta è interamente scavata nella roccia tufacea e si presenta con un’architettura interna di tipo basilicale, con tre navate sostenute da quattro pilastri naturali che terminano in una quarta navatina trasversale contenente l’altare ed un’abside semicircolare.

Gli affreschi che la ornavano si sono ben conservati, dipinti in più strati sovrapposti databili dal XI al XVI secolo, e sviluppano un progetto iconografico di stile/linguaggio bizantino. Restaurati nel 1980.
Nell’atrio, a sinistra entro un archivolto, è affrescato un Cristo Crocifisso, con la Vergine sorretta da due pie donne da un lato, e san Giovanni Evangelista dall’altro; nell’arco d’accesso della cripta vi sono resti di un’Annunciazione e, più avanti, delle figure dei santi Dorotea e Leonardo di Noblac (o Basilio). Sul secondo pilastro la figura del beato papa Urbano V e le teste dei santi Pietro e Paolo. Seguono i riquadri della Invenzione/ritrovamento della Vera Croce con sant’Elena e Costantino. Questi affreschi sono stati fatti risalire alla metà del XV secolo.
L’architrave dell’abside che chiude la navata destra riporta le figure dei Quattro Evangelisti; la parete di fondo contiene un’altra Crocifissione iconograficamente simile a quella precedente. Queste pitture sono di più difficile datazione, presumibilmente tra XIV e XVI secolo.
Una fascia decorativa comprendente quattro tondi ove sono raffigurati pontefici e vescovi, è affrescata sull’intradosso dell’arco di comunicazione fra la navata destra e quella centrale e sembra opera di mano assai vicina a quella della storia dell’Invenzione della Croce.

Navata centrale, arco trionfale: Vi sono rappresentate quattro scene evangeliche: le due superiori si estendono anche alle pareti di fianco, e le inferiori appaiono troncate dal taglio per l’ampliamento del presbiterio. Le scene sono:
– In basso a destra Crocifissione (interrotta dall’apertura dell’arco).
In alto a destra Ultima Cena (che continua sulla parete laterale destra).
– In basso a sinistra Annunciazione (sono ancora visibili l’Angelo e in parte la Vergine).
– In alto a sinistra Scena non più leggibile ove si distinguono confusamente molte figure attorno al Cristo, forse lavanda dei piedi.

Nell’intradosso dell’arco tra la navata centrale e quella a sinistra sono raffigurate due scene dall’iconografia inconsueta, del XV secolo: la Creazione di Eva e il Peccato Originale, di fronte secondo la curva dell’arco; limitate e divise da due frammentarie figure affrescate alla loro base, l’una da una fascia bianca, l’altra da una zona più riccamente decorata a figurazioni geometriche.
Nella navata sinistra, sulla parete di fondo dell’abside si conserva un affresco gravemente danneggiato, che rappresenta il Cristo fra i santi Pietro e Paolo.
Per approfondire vedasi anche l’allegato pdf nella Bibliografia.

Andria – Ultima Cena – rielaborazione grafica

L’Ultima Cena presenta alcune particolarità estremamente rare e interessanti:

a) la scena si svolge su due pareti perpendicolari: l’arco trionfale, con Gesù e otto Apostoli, e la parete destra su cui sono dipinti gli altri quattro Apostoli.

b) il tavolo è rettangolare ma Gesù è posto all’estremità sinistra; l’iconografia orientale della posizione del Cristo si trova con la raffigurazione di tavole a ferro di cavallo.

c) La figura di Giuda è dallo stesso lato degli altri Apostoli, ma è al terzo posto dal Cristo dopo Giovanni e Pietro. Si riconosce perché manca dell’aureola e indossa solo una tunica grigia.

d) Gli Apostoli non sono seduti, ma in piedi, sembrano in attesa di ricevere il boccone dal Cristo: potrebbe essere la raffigurazione dell’Istituzione dell’Eucaristia?

e) Pietro ha in mano un oggetto che sembra un bastone, ma ci sono segni di ridipinture. Come in altre Cene, potrebbe invece essere una chiave, suo oggetto caratterizzante. A riprova che potrebbe mancare la parte superiore della chiave (anello),  sotto la mano si scorgono i segni del pettine o mappa.

f) Gli Apostoli tengono in mano un oggetto preso dalla tavola: vasi, coltelli, brocche, piatti…
Non è chiara la motivazione di questa iconografia.

 

Bibliografia:
Benedettelli M.; Lovecchio M., Santa Croce in Andria- Salvaguardia, recupero, tutela, Regione Puglia,
reperibile sul web in:
http://www.pugliadigitallibrary.it/item.jsp?id=809&locale=it_IT

Nicolamarino F.; Lambo A.; Giorgio A., Santa Croce in Andria- Notizie storiche e ipotesi di restauro, Ediz. curata dai “Centri culturali Jannuzzi”, Tip. D. Guglielmi, Andria, 1981
reperibile sul web in:
https://www.andriarte.it/Biblioteca/SCroce-NicolamarinoLamboGiorgio/SCroceNicolamarinoLamboGiorgio-index.html e pagine successive

 

Immagini da:
https://www.andriarte.it/SantaCroce/arco_trionfale_ultima_cena.html

 

Info
https://eremos.eu/index.php/puglia/

https://www.andriarte.it/SantaCroce/documenti/SCroce-IacoboneDiTriaTondolo.html

https://www.videoandria.com/santa-croce-giuseppe-brescia/


Regione Puglia
Localizzazione: ANDRIA (BT). Cripta/chiesa rupestre della Santa Croce ai Lagnoni
Periodo artistico: XV secolo
Rilevatore: AC