PORTOGRUARO (Ve). Il Duomo, con Ultima Cena nella cantoria sinistra.
La primitiva chiesa di Sant’Andrea venne costruita certamente subito dopo il Mille, se la serie dei suoi pievani, di cui si ha notizia, incomincia nel 1191; nel 1569 fu necessario restaurarla perché minacciava di crollare.
Stando ad una raffigurazione in una tela attribuita al Carneo, ma dalla critica d’oggi assegnata ad un pittore della cerchia di Palma il Giovane, essa sorgeva al centro della città, cioè al posto dell’attuale, ma con il coro ad oriente e la facciata verso il ponte dei mulini: il coro era basso, ma le tre navate abbastanza ampie.
In un certo tempo contava ben quindici altari, parte dei quali addossati a pilastri: furono ridotti a nove dal visitatore apostolico, il vescovo di Parenzo Cesare Nores nel 1584. Prima del 1350 aveva un collegio di sacerdoti obbligato al coro quotidiano.
Promotore del nuovo duomo fu il vescovo Giuseppe Maria Bressa, che per riuscire nell’impresa fece abbattere tre altre chiese: S. Francesco, S. Lazzaro e S. Giacomo ed i relativi chiostri, allo scopo di ricavarne materiale. I lavori iniziarono il 4 agosto 1793, ma furono portati a termine, a causa dei tempi difficilissimi, solo nel 1839: il 4 agosto di quell’anno il vescovo Carlo Fontanini consacrò il duomo.
Il Duomo di stile neoclassico, a tre navate fu progettato dall’architetto Antonio De Marchi (1781-1867), da Stevenà di Caneva; misura m. 55,07 di lunghezza, m. 20,38 di larghezza al transetto, m. 23,40 di altezza fino alla cupola centrale, m. 19 fino al soffitto; fu decorato negli anni 1925 e seguenti in parte dal pordenonese Tiburzio Donadon.
Numerose le opere d’arte che esso conserva: ricorderemo la Sacra Conversazione e i comparti delle cantorie dell’organo con le storie di S. Andrea, opere di Pomponio Amalteo, provenienti dalla chiesa vecchia.
I primi cinque comparti sono attribuiti a Pomponio Amalteo, mentre un sesto comparto, nel terzo a sinistra, compare un dipinto che rappresenta l’Ultima Cena, di pittore ignoto e collocato ove ora si trova, forse tra il 1840 e il 1847.
Arrigo Sedran avanza l’ipotesi trattarsi di un lavoro di Gregorio Lazzarini anche per una certa somiglianza con un lavoro che si trova nel Duomo di Caorle, dipinta dal Lazzarini nella seconda metà del 1600.
Tutte le formelle sino state ripulite dal pittore Nerino Stradiotto nel 1961.
Un’altra Ultima Cena si trova nella facciata interna della chiesa (vedi scheda relativa).
Bibliografia:
– Arrigo Sedran. Guida del Duomo Concattedrale di Portogruaro, Scuola di Cultura sociale editrice – Portogruaro, 1981.
Periodo artistico: XVII sec.
Data ultima verifica: 01/09/2022
Rilevatore: Feliciano Della Mora



