ROMENTINO (NO). Chiesa parrocchiale di San Gaudenzio, Ultima Cena di C. Cane, 1612
Olio su tela, 147 x 155 cm, firmato e datato sopra il foro dello sgabello a destra: «Carolus Canis fecit / anno 1612».
Carolus Canis, o Carlo Cane, pittore di Trino attivo tra XVI e XVII secolo, e spesso confuso con l’omonimo di Gallarate, nato ed operante nel Seicento.
La tela fu “scoperta” durante i lavori di restauro della parrocchiale di Romentino; fu segnalata da A.L. Stoppa in un articolo sul settimanale novarese L’azione del 1978 e in quell’anno fu restaurata.
Oggi la tela è posta nel transetto sinistro, parete di fondo, ma in origine era nella cappella del SS. Sacramento da dove fu rimossa, probabilmente in occasione dei lavori di ampliamento della fabbrica compiuti intorno al 1880, in seguito alla soppressione della cappella che lo custodiva, perdendo così la sua funzione di pala d’altare.
Raffigura gli Apostoli attorno a una tavola rettangolare su cui è un vassoio con l’agnello, pani e stoviglie. Riconoscibili sono san Giovanni e Giuda, in primo piano a destra, con in mano il sacchetto delle monete del tradimento.
Storia della Chiesa
La prima citazione della originaria cappella, sorta verso l’anno Mille e situata entro le mura del locale castello, risale al 1113. Nel XVI secolo l’edificio era in pessime condizioni; così, nel 1590 iniziò la costruzione della nuova chiesa, terminata e consacrata nel 1614.
La parrocchiale fu interessata da un intervento di rifacimento tra il 1760 e il 1762, mentre ulteriori lavori di ampliamento e di rimaneggiamento furono condotti nel secolo successivo.
La facciata a capanna della chiesa, che volge a sud-est, è suddivisa da una cornice marcapiano dentellata in due registri, entrambi tripartiti da quattro lesene; quello inferiore presenta il portale d’ingresso, protetto dal protiro sorretto da due colonne doriche, mentre quello superiore è caratterizzato da una finestra timpanata e coronata dal frontone, in cui s’apre una nicchia ospitante una statua.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, ultimato nel 1810 e suddiviso in più ordini da cornici.
L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali e le cui pareti sono scandite da pilastri sorreggenti la trabeazione, sopra la quale s’imposta la volta; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, a sua volta chiuso dall’abside.
Vi sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali, oltre all’Ultima Cena; l’affresco ritraente la Gloria di San Gaudenzio, risalente al 1712; il Crocifisso ligneo del 1750; l’altare maggiore, precedentemente situato nella chiesa di San Fedele di Milano, e il quadro della Dottrina cristiana, dipinto nel 1684.
Bibliografia:
Geddo Cristina, Un ignorato artista piemontese attivo tra Cinque e Seicento: Carlo Cane, pittore da Trino, in “Arte Lombarda” 84/85, 1988, pp. 119-32, immagini e scheda alle pp.121 e 126, reperibile in: https://www.academia.edu/34638924/CANE_Un_ignorato_artista_piemontese_attivo_tra_Cinque_e_Seicento_Carlo_Cane_pittore_da_Trino_
Sulla Chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Gaudenzio_(Romentino)
https://www.provincia.novara.it/it/page/157120
Autore: Carlo Cane
Periodo artistico: 1612
Rilevatore: AC


