PIANCOGNO (BS). Chiesa dell’Annunciata con Ultima Cena, 1479

 

Il comune di Piancogno nacque nel 1963 dall’unione di Piamborno e Cogno, in Val Camonica. La frazione Annunciata, posta a ovest in cima ad una scoscesa parete di roccia, prese il nome dalla chiesa.
All’inizio della seconda metà del sec. XV vivevano sul colle due eremiti terziari francescani: Pietro Orlandi da Borno e Giovanni Bernardi. Nel 1465 ottennero da Papa Paolo II il “Breve” per costruire una casa presso la chiesetta preesistente, dedicata alla Vergine Annunciata. Nel 1469 con la “Bolla di Fondazione” lo stesso Papa permise a frate Pietro da Borno di donare il convento e la chiesa al beato Amedeo Menez de Sjlva e ai suoi seguaci, il quale decise di convertirla in una chiesa più grande e un convento mantenendo la dedicazione a S. Maria Annunciata; tale titolo è evidenziato su quattro capitelli scolpiti presenti nel chiostro maggiore dove compare oltre alla data, 1483, anche il nome del Papa, Sisto IV, che ne autorizzò la richiesta.
Alla primitiva cappella, che divenne il coro, fu aggiunta una parete divisoria e poi un nuovo edificio, con una navata divisa in tre campate. Sul lato nord si aprono tre cappelle chiuse da cancello in ferro battuto; le volte delle campate sono a crociera.
Nel convento abitarono per primi i due romiti terziari, e dal 1469 fino al 1508 i seguaci del beato Amedeo, assorbiti poi in forza della Bolla «Beatus Christi Salvatoris» dai frati Minori Osservanti, qui rimasti fino al 1601. Successivamente furono i frati Minori Riformati, che verso il 1700 aggiunsero la terza campata alla chiesa e portarono l’entrata a mezzogiorno, rimasero fino al 1808 cioè quando, in epoca napoleonica, con la soppressione, il convento fu messo in vendita e acquistato dalla comunità di Borno che lo affidò, nel 1842, ai frati Cappuccini.

Nel 1474-75, il coro, la parte più antica della Chiesa, fu affrescato con episodi della Vita della Vergine e riporta la firma di Giovanni Pietro da Cemmo e la data del 1475. Questo pittore, di cui si hanno scarse notizie, fu attivo dal1474 al 1504 in una vasta area tra Brescia, Crema e Cremona.
La chiesa di Piancogno presenta la tipica suddivisione delle chiese francescane dell’epoca, tra lo spazio riservato ai fedeli e quello dei frati, separati da una parete divisoria che giunge fino al soffitto, retta da tre archi a tutto sesto vedi schede; chiamato “tramezzo”; quindi non è propriamente un “arco trionfale”. Pochi sono i tramezzi delle chiese francescane che si sono conservati e quelli che raffigurano anche l’Ultima cena, oltre a questo, sono a Ivrea, Varallo e Bellinzona.

Su tale parete vi sono gli affreschi della Passione di Cristo eseguiti da Pietro da Cemmo o dalla sua scuola nel 1479, in 33 riquadri con al centro la grande scena della Crocefissione.
Nel secondo registro dal basso, il terzo riquadro da sinistra contiene un‘Ultima Cena con gli Apostoli seduti attorno a un tavolo rotondo mentre Gesù dà un boccone a Giuda. Particolare è il fatto che siano raffigurati solo 11 Apostoli.

 

Immagine da Wikipedia

Link:
https://www.ofmcappuccini.it/portfolio-item/piancogno_annunciata/

https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pietro_da_Cemmo


Regione Lombardia
Localizzazione: PIANCOGNO (BS). Chiesa dell'Annunciata
Autore: Pietro da Cemmo o la sua scuola
Periodo artistico: 1479
Rilevatore: AC