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POVOLETTO, fraz. Savorgnano del Torre (Ud). Chiesa di San Michele Arcangelo, Ultima Cena.

Savorgnano è la frazione posta più a nord del comune di Povoletto.
Le prime notizie scritte risalgono all’anno 921 quando da Berengario I, Marchese del Friuli e Imperatore del Sacro Romano Impero, viene data la concessione di fortificare un preesistente castello. Questo sorgeva sul colle della Motta che attualmente è oggetto di una campagna di scavi dai risultati interessanti, ed era il centro amministrativo di uno dei più importanti feudi del Friuli.
Già in epoca longobarda probabilmente esisteva un edificio cultuale, ma la prima notizia storica certa è del 1275 quando, secondo Francesco Di Manzano, nella torre di Cortevecchia trovava alloggio il cappellano dei villaggi di Savorgnano, Racchiuso e Attimis.
Venuto meno lo scopo strettamente difensivo, fu abbandonato per una più comoda e decorosa dimora che i nobili castellani si costruirono, sempre a Savorgnano, da dove potevano controllare le derivazioni d’acqua delle varie Rogge di Udine e della Cividina che da qui si dipartono.

La chiesa dedicata all’Arcangelo Michele è un edificio orientato a settentrione, su alto sedime terrazzato collegato da un’ampia scalinata; è a pianta basilicale a croce latina a tre navate, conclusa dall’abside semicircolare di volumetria leggermente ridotta rispetto all’aula.
La sacrestia è annessa a meridione in prossimità del braccio meridionale; la torre campanaria si innalza a ponente tangente alla chiesa. Il prospetto basilicale, con tre ingressi, è di gusto eclettico, ripartito da quattro pilastri ben evidenti anche per la cromia bianca, rispetto all’ocra delle facciate e sopra i quali insistono i pinnacoli.
La partitura centrale è decorata da una galleria chiusa ad archetti, al di sopra della quale si inserisce il rosone, e che termina con una decorazione ad archetti ripresa anche al di sotto delle falde laterali. Le terminazioni dei bracci, con rosoni, e che si innestano all’oblungo alla stessa quota della copertura, sono decorati da simili pinnacoli.
L’interno a croce è potenziato dalla cupola decorata che tramite gli arconi raccorda i quattro bracci. Le pareti terminali sono decorate da partiture arcuate. La navata centrale prospetta su quella laterali tramite tre arconi sorretti da altrettante colonne in stile composito. I soffitti sono voltati a crociera nelle navate laterali, illuminate da tre finestre per lato ad arco a tutto sesto e, nella navata centrale, a botte con unghioni entro i quali si aprono tre finestre per lato. Il braccio terminale della croce con soffitto a crociera e illuminato da una finestra per lato si conclude nell’abside; l’area dell’altare celebrato è stata rialzata di due gradini creando una platea all’interno dell’area del braccio dalla quale si sale alla sede e quindi all’altare storico.
Cupola, soffitto a crociera e catino sono interamente decorati a dipinti.
Il fonte battesimale è collocato nel braccio sinistro.

Ultima Cena
Luigi Martinis nacque e visse a Savorgnano del Torre (Povoletto); svolse per tutta la sua esistenza un’intensa attività nel campo dell’arte sacra, nelle chiese di Verona, Udine, Trieste, Venezia, Mestre, Reana del Rojale, Subit di Attimis.
Nella parrocchiale di Savorgnano del Torre si conservano: Ultima Cena, Crocefissione, Resurrezione e le dodici stazioni della Via Crucis.
Nella parrocchiale di Povoletto è collocata anche una grande pala raffigurante la Santissima Trinità.
Sono composizioni di largo e solido impianto progettuale, ricche di movimento, d’impegno, di dialettale genuina emotività, di colori bassi, ferrigni, eppure squillanti, gli impasti elaborati, le tipologie ben caratterizzate.
Morì nel 2016 a 91 anni.