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NONANTOLA (Mo). IL MUSEO. Evangelario di Matilde di Canossa con miniatura raffigurante l’Ultima Cena.

La visita del museo comincia con significative opere d’arte di chiese dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola.
Il percorso prosegue con la visita alle sale del Tesoro Abbaziale, fra cui i codici dello scriptorium monastico.
Oggi restano a Nonantola tre codici minati degli oltre 259 certamente prodotti dai monaci benedettini nel lavoro nello scriptorium monastico. Distruzioni, furti, doni di rappresentanza e trasferimenti voluti dagli stessi abati hanno fatto in modo che il patrimonio dell’antica biblioteca medievale sia oggi dispersa in vari centri culturali europei, specialmente Roma, presso la Biblioteca Nazionale e la Biblioteca Apostolica Vaticana.

I tre codici ancora qui custoditi sono preziosissimi:
EVANGELISTARIO DI MATILDE DI CANOSSA: Ultimo quarto dell’XI secolo (manoscritto) – XII secolo (legatura). Manoscritto pergamenaceo. Legatura: assi di legno, lamina d’argento sbalzata parzialmente dorata.
Il primo codice è l’Evangelistario di Matilde di Canossa (XI sec.), in minuscola carolina, contenente splendidi capilettera e dieci miniature raffiguranti gli episodi fondamentali dell’anno liturgico (Natale ed Annuncio dell’angelo ai pastori, Epifania, Presentazione al Tempio, Ultima Cena, Crocifissione, Deposizione dalla Croce, Mirofore al sepolcro ed annuncio dell’angelo, Gesù Risorto tra Adamo ed Eva ed il Buon Ladrone, Ascensione e Pentecoste).
ACTA SANCTORUM: XI-XIII secolo (manoscritto) – XVIII secolo (legatura). Manoscritto pergamenaceo.
GRADUALE E CANTATORIO: Fine XI secolo. Manoscritto pergamenaceo. Legatura: assi di legno, lamina d’argento, avorio, paste vitree colorate, pietre dure.