BULGARIA – SOFIA. Chiesa di Boyana, con Ultima Cena.

La chiesa di Boyana, un piccolo gioiello medievale che conserva un ciclo di affreschi della metà del XIII secolo, patrimonio inestimabile che dal 1979 fa parte dei beni protetti dall’Unesco.
La chiesa di Boyana si trova in mezzo a un bosco, in posizione sopraelevata e defilata rispetto alla strada principale, e appena si intravede; subito dopo aver varcato l’ingresso del sito, non sembra assolutamente un granché.
La facciata anteriore, che mostra una delle tre ali dell’edificio, si potrebbe definire desolatamente anonima, quella posteriore a mattoncini rossi invece presenta qualche elemento più carino e interessante, con elementi rialzati e due torrette che si confondono con la chioma degli alberi.
“La bellezza e l’importanza di questa chiesa medievale deve essere racchiusa all’interno di quelle mura che presentano degli eventi segni rabberciati di ristrutturazione” è il primo pensiero che balza alla mente.
Dalla piccola porta, che l’inflessibile custode apre ogni 15’/20′ minuti per far entrare gruppetti di 8 persone alla volta, si accede alla prima sezione, costruita grazie alle donazioni della comunità locale nella seconda metà del XIX secolo. A parte qualche reperto e la proiezione di un audiovisivo qui non c’è niente da vedere, è solo l’anticamera oltre che il luogo dove la custode fornisce qualche indicazione sulla breve visita (10 minuti!) e sulle norme di comportamento: niente zaini all’interno ma soprattutto niente fotografie!
La seconda sezione risale alla metà del XIII secolo: venne fatta costruire dal nobile Kaloyan su due piani per ingrandire e abbellire la parte più antica (l’ala successiva) in modo da poter accogliere al livello inferiore la cappella di famiglia e a quello superiore la chiesa.
La terza sezione – cioè l’ultima in cui si entra – venne costruita tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo: è una piccola abside con la volta a crociera.
Gli affreschi ricoprono tutta la superficie delle pareti interne e del soffitto della seconda e terza sezione, ma quelli che rivestono un’importanza rilevante sono quelli della sezione centrale che raffigurano un totale di 89 scene tra cui gli episodi della vita di San Nicola, una flotta (probabilmente veneziana) in mare, i ritratti del Cristo Pantocratore, di Kaloyan e della moglie Dessislava, del governatore di quel tempo Konstantin Asen e della regina Irina e soprattutto il più antico ritratto conosciuto di san Giovanni di Rila, il santo nazionale della Bulgaria che ha fondato il monastero di Rila (altro patrimonio Unesco, a circa 125 km da Sofia). Fra queste immagini, la rappresentazione di una Ultima Cena.
Gli affreschi della chiesa di Boyana sono importanti perché sono una rara testimonianza del periodo e perché sono considerati gli esempi più belli e perfettamente conservati dell’arte medievale bulgara e dell’est europeo. La bellezza dei volti, la cura dei particolari, il realismo delle forme e l’accenno di prospettiva tridimensionale in affreschi datati 1259, cioè pochi anni prima della nascita di Giotto, li hanno fatti accostare al nostro Rinascimento e hanno portato alla definizione del cosiddetto “Rinascimento bizantino”.
L’autore di questi stupendi affreschi è forse un pittore di nome Vasiliy proveniente dalla città di Tarnovo, la vecchia capitale dell’impero bulgaro.
La vivacità dei colori e la visibilità dei dettagli sono sì il frutto di un’ultra decennale opera di restauro iniziata nel 1912, interrotta, poi ripresa varie volte e infine ultimata nel 2006, ma anche dell’oblio in cui visse la chiesa per secoli e secoli. Nel XVII secolo gli affreschi vennero addirittura coperti da intonaco… fortunatamente fu una Zarina agli inizi del XX secolo che impedì la distruzione dell’edificio e iniziò il recupero di questa piccola meraviglia, oggi inserita tra i 100 siti turistici della Bulgaria e tra i patrimoni protetti dall’Unesco nel 1979.
La chiesa di Boyana è inoltre il monumento storico più venerato della Bulgaria e gli abitanti di Sofia adorano arrivare fin qui, in mezzo al silenzio della natura, ai piedi del monte Vitosha, per trascorrere qualche ora di tranquillità.

Info:
Il biglietto costa 10 leva (= poco più di 5 euro) comprensivo anche del biglietto d’ingresso al museo di Boyana.
Gli orari di apertura sono: 9-17 dal 1° novembre al 31 marzo; 9:30-17:30 dal 1° aprile al 31 ottobre.
Url: www.boyanachurch.org.

Fonte: https://www.girovagate.com/2017/02/chiesa-di-boyana-patrimonio-unesco-nei-dintorni-di-sofia.html
http://www.galenfrysinger.com/bulgaria_boyana_frescos.htm

Localizzazione: Bulgaria, Sofia
Periodo artistico: XIII sec.
Data ultima verifica: 02/05/2021
Rilevatore: Feliciano Della Mora

FRANCIA – PUY ST. ANDRÉ. Cappella di Notre Dame de Pitié et Sainte Lucie di Puy Calvin, con Ultima Cena, inizi XVI secolo

La cappella fu edificata nel 1507, sul territorio del villaggio di Puy-Calvin, situato sui pendii di fronte a Briançon, sulla riva destra della Durance.
Gli affreschi esterni ed interni risalgono all’inizio del XVI secolo e sono stati restaurati dal 1994 al 2000.
Le pitture sulla facciata, hanno al centro il Compianto (un’immagine relativa al primo nome della cappella) e le figure, a sinistra, di san Cristoforo e santa Lucia; a destra, di santa Barbara (in alto), sant’Andrea e di sant’Antonio abate.

L’interno è a navata unica coperto da volta a botte su cui sono state affrescate 23 scene della Vita di Gesù, dall’infanzia alla Passione, separate da una larga banda decorata..
Questi dipinti di un artista anonimo sono piuttosto ingenui e i pigmenti utilizzati sono basilari. La storia inizia con la Natività e continua con la Presentazione di Gesù al tempio, l’Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto e Gesù tra i dottori. Poi solo due scene evocano la vita pubblica di Gesù: il Convito in casa di Simone e l’Ingresso in Gerusalemme. Quest’ultima raffigurazione introduce la Passione, illustrata dalle 16 scene rimanenti, cinque delle quali riguardano la comparsa di Gesù davanti ai suoi giudici. Il pittore ha utilizzato molti motivi architettonici sullo sfondo delle scene.
Nel corso della Passione la cronologia non viene rispettata. La scena di Cristo sulla croce tra i due ladroni si pone al centro della storia, in basso, quindi più visibile, tra la comparsa davanti al sommo sacerdote Anna e poi da Caifa; seguono poi gli altri episodi della passione. La scena della Crocifissione è estesa per la larghezza di due delle scene soprastanti: la Presentazione al Tempio e l’Adorazione dei Magi; probabilmente questo posizionamento insolito voleva sottolineare che Gesù ha dato la sua vita per tutte le persone.

Una delle scene è l’Ultima Cena che è rappresentata in una chiesa con decorazioni ad archi con pilastri e capitelli riccamente decorati. Vi sono cinque Apostoli a sinistra del Cristo e altrettanti a destar, sul davanti del tavolo, isolato come spesso in queste raffigurazioni, Giuda in veste gialla e mantello verde e senza aureola.
Ma c’è anche san Giovanni, accanto a Cristo e sul suo grembo così che si vedono solo parte dei capelli biondi, dell’aureola e dell’abito rosso che sporgono dal tavolo!

Info e foto da:
http://archivesweb.cef.fr/prive/liturgiecatholique.fr/liturgiecatholique.fr/La-restauration-des-fresques-de-la.html

http://sylviedamagnez.canalblog.com/archives/2013/01/05/26070513.html

Localizzazione: FRANCIA – PUY ST. ANDRÉ. Cappella di Notre Dame de Pitié et Sainte Lucie di Puy Calvin
Autore: ignoto
Periodo artistico: inizi XVI secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – BESSANS. Chiesa di Saint-Antoine con Ultima Cena, metà XV secolo

 

La cappella è un edificio rettangolare costruito sullo sperone roccioso che domina il paese, parallelo alla chiesa. Risale all’inizio del XV secolo. La facciata principale è protetta da un baldacchino che ospita la decorazione esterna con affreschi raffiguranti il corteo dei Vizi legati da una catena e trainati da due demoni verso l’inferno.
Il campanile romanico della cappella è montato sul timpano occidentale e domina un tetto in ardesia a doppia falda. Questa cappella ha un tipico soffitto a cassettoni rinascimentale con dipinti policromi (1526).

Sulle pareti interne ci sono quaranta scene che rappresentano la Vita di Cristo, dalla Natività alla Pentecoste, nello stesso stile dei dipinti della Cappella di Saint-Sébastien de Lanslevillard. Si ritiene che questi affreschi siano stati eseguiti tra il 1450 e il 1460.

L’Ultima Cena è raffigurata in un interno che potrebbe rappresentare una casa contadina dell’epoca a Bessans, con le reste di aglio (?) appese a una trave. Gli Apostoli sono seduti su panche attorno a un tavolo rettangolare al cui centro è Cristo. Sulla tavola ci sono pesci, pani, quattro coltelli; due bicchieri in vetro sono tenuti in mano da due Apostoli. Una brocca è a terra in primo piano al centro della scena.

 

Immagini da:
http://peintures.murales.free.fr/fresques/France/Rhone_Alpes/Savoie/Bessans/Saint_Antoine.htm

https://www.flickr.com/photos/renzodionigi/21908357049/in/photostream/

Link:
https://www.ssha.fr/11-etudes/dossiers-thematiques/moyen-age

Localizzazione: FRANCIA – BESSANS, Chiesa di Saint-Antoine
Periodo artistico: 1450-1460
Rilevatore: AC

FRANCIA – CHAMBÉRY. Musée Savoisien des Beaux-Arts, Ultima Cena, fine XV secolo

Olio su tavola, (123 x 220 cm).
Numero inventario M917.
Questa “Ultima Cena” è attribuita a: Godefroy, circa 1482; modificata da Jacquelin de Montluçon (Bourges 1463 – 1505) nel 1496-1497 circa.

Corrisponde alla scheda n. 193 in Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, Catalogo della mostra (Torino 7 febbraio-14 maggio 2006), Castelnuovo E.; Pagella E.; Rossetti Brezzi E.(a cura di), Skira, Milano 2006.

Il sedile su cui siede Giacomo Maggiore riporta la data 1482 e la scritta Godefroy, considerata la firma del pittore, di cui non si hanno altre notizie.
Un primo artista, che corrisponde probabilmente al misterioso Godefroy, lavorò all’opera nel 1482. Nella composizione sembra seguire modelli brabantini. Anche nelle fisionomie, che ricordano Giusto di Gand, si può cogliere la sua cultura settentrionale, adattata alla produzione savoiarda, come nel volto di san Pietro; è ravvisabile inoltre un contatto con le opere tarde di Antoine de Lonhy.
Il secondo artista, che intervenne alcuni anni più tardi, è stato identificato con il pittore  Jacquelin de Montluçon, che ha apportato alcuni cambiamenti alla composizione, come la modifica dei due Santi alle estremità del dipinto (san Giovanni evangelista a sinistra e una Santa con la spada a destra). Rimangono poco definite le altre figure di piccole dimensioni sulla destra in basso.

 

Immagine e notizie da:
https://www.photo.rmn.fr/Package/2C6NU0A72DYJ4

Localizzazione: FRANCIA - CHAMBÉRY. Musée Savoisien des Beaux-Arts
Autore: Godefroy e Jacquelin de Montluçon (?)
Periodo artistico: 1482 e 1496-1497
Rilevatore: Mariella Longhetti

CATANIA. Museo civico di Castello Ursino, Ultima Cena di L. de Morales, 1560

Olio su tavola, opera di Luis de Morales realizzata nel 1560-1570.
Esposto nella Pinacoteca, sala XVI.

Proviene dalla collezione del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena che, dopo l’incameramento dei beni ecclesiastici, passarono al comune di Catania.
Il dipinto nel 2015-16 fu prestato al Museo del Prado di Madrid per una mostra su Morales.

L’attribuzione fu controversa: un secolo fa era ritenuto opera di un pittore di scuola leonardesca. Enzo Manganuco (1896 -1968, storico e critico d’arte, direttore del Museo di Castello Ursino), per le forme spigolose del Cristo, simili a quelle di altre sue opere, propose il nome di Luis de Morales (1509/20 – 1586), originario di Badajoz, uno dei pittori spagnoli più noti del rinascimento iberico, soprannominato il “Raffaello spagnolo”. Morales dipinse soprattutto pale d’altare e tavole di carattere religioso e per questo gli fu dato il titolo di “El divino”, attribuitogli dal suo primo biografo Ancisclo Antonio Palomino (1655 – 1726). L’artista utilizzava polvere di vetro incolore che veniva mischiata ai pigmenti per conferire un particolare effetto sfumato.

 

Un’altra Ultima Cena di Luis de Morales si trova nella Cappella del Santissimo Sacramento della Chiesa matrice di Santa Maria Assunta ad Adrano (CT).

 

Immagine da:
https://it-it.facebook.com/MuseoCivicoCastelloUrsino/photos/
Link:
https://www.newadvent.org/cathen/10557a.htm

Localizzazione: CATANIA. Museo civico di Castello Ursino
Autore: Luis de Morales
Periodo artistico: 1560-1570
Rilevatore: AC

GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsbibliothek, miniatura di Ultima Cena dalla “Bibbia di Ottheinrich”, 1430 circa

Il manoscritto di grande formato (535 x 375 mm) e in otto volumi del Nuovo Testamento in tedesco fu creato intorno o poco dopo il 1430 per conto del duca Ludovico VII di Baviera-Ingolstadt.
Ricevette il suo nome da un proprietario successivo, il conte palatino Ottheinrich (1502-1559), sotto la cui supervisione fu completato nel c. 1530; infatti le 46 miniature di grandi dimensioni sono concentrate sui primi fogli, per circa un quinto del totale, e furono eseguite da tre maestri o laboratori di Ratisbona. Le altre miniature e iniziali furono aggiunte dall’artista di Lauingen Mathis Gerung per conto di Ottheinrich von Pfalz-Neuburg tra il 1530 e il 1532.
In tutto, questa Bibbia contiene 146 miniature e 294 iniziali decorate su 307 fogli di pergamena.
Il manoscritto fu successivamente portato come bottino di guerra da Heidelberg a Monaco e poi a Gotha, dove nel XIX secolo fu suddiviso in otto volumi. La Biblioteca di Stato bavarese ha acquisito tre di questi volumi nel 1950 e i restanti cinque nel 2007.

Nel foglio 40v è raffigurata l’Ultima Cena. L’artista la rappresenta vista dall’alto. Le figure degli Apostoli sono disegnate approssimativamente e raccolte attorno a un tavolo circolare; Giuda non è isolato.

Immagine da Wikimedia Commons

Link
https://www.digitale-sammlungen.de/index.html?c=highlight&projekt=1&l=de

Localizzazione: GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsbibliothek
Periodo artistico: 1430 circa
Rilevatore: AC

ROMA. Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, Ultima Cena di Valentin de Boulogne

Olio su tela (139 x 230 cm), realizzato nel 1625-1626 da Valentin de Boulogne, Coulommiers (Francia) 1591 – Roma 1632.
Esposto nella Pinacoteca, sala VI. Dopo alcuni passaggi in varie raccolte (già collezione Fesch, collezione Mattei fino al 1808), nel 1895 è stata acquistata presso il Monte di Pietà dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma.

Richiesta dal nobile collezionista Asdrubale Mattei per il suo palazzo romano, la commissione dell’Ultima Cena segna un momento decisivo nell’affermazione del pittore francese nella scena artistica romana.
In ossequio alla tradizione iconografica consolidata, l’immagine si sviluppa in senso orizzontale, con gli Apostoli che si dispongono in perfetto equilibrio intorno alla mensa, spartita dalla bisettrice della composizione, che coincide con la figura di Cristo e con la piega, non a caso cruciforme, della tovaglia. L’apertura centrale e il drammatico chiaroscuro di matrice caravaggesca servono a stabilire un più intimo contatto tra Cristo e l’osservatore.

Immagini e notizie da:
https://www.massimogaudioartblog.com/2020/04/lultima-cena-di-valentin-de-boulogne.html

https://www.barberinicorsini.org/arte/collezioni/

Localizzazione: ROMA. Galleria Nazionale di Palazzo Barberini
Autore: Valentin de Boulogne
Periodo artistico: 1625-1626
Rilevatore: AC

CORDOVADO (PN) Duomo Nuovo di Sant’Andrea Apostolo. Affresco raffigurante l’Ultima Cena di Pino Casarini (Verona 1897-1972)

La costruzione della nuova chiesa parrocchiale o Duomo Nuovo di Cordovado dedicata a Sant’Andrea Apostolo inizia nel 1950 e si protrae fino al 1966. La chiesa venne progettata da Mariano Pittana, in stile romanico-gotico, con facciata a capanna e porticato in pietra. La nuova parrocchiale fu aperta al culto il 24 luglio 1966.
Durante la realizzazione della nuova chiesa furono commissionate dall’allora parroco don Aldo Pagnucco all’artista veronese Pino Casarini alcune opere plastiche, pittoriche e vetrarie.
Casarini che nel 1946 aveva realizzato un ciclo di affreschi per il Duomo di Sacile, pose mano al ciclo di affreschi nel 1962, tra questi un’Ultima cena che sovrasta l’arco trionfale.
Don Aldo Pagnucco ha testimoniato che “L’Ultima Cena fu realizzata in due giorni, in 6 ore complessive di lavoro!! Si direbbe una fiaba; ma ero presente e nel pomeriggio del secondo giorno l’impalcatura venne tolta” (Pagnucco 1986).
L’artista ha fissato il momento in cui il Cristo annuncia agli apostoli il prossimo tradimento, utilizzando una limitata gamma di colori. La figura di Cristo al centro esprime una composta tristezza. Gli apostoli, in tre gruppi, manifestano stupore e smarrimento mentre Giuda è raffigurato nell’atto di allontanarsi con il volto seminascosto dal mantello.
Nel ciclo di affreschi di Casarini a Cordovado, i commentatori hanno rilevato influssi nordici dello Jugendstil e “riferimenti all’arte gotica e rinascimentale (con particolari richiami a Masaccio, Piero della Francesca, Michelangelo) e al cubismo picassiano (come nella costruzione delle figure mediante l’uso di piani spezzati)” (Leandrin 1983).
Casarini realizzò nel Duomo numerose altre opere in un ciclo sulla vita di Cristo che comprende anche un’Annunciazione, una Crocifissione, una Deposizione e un Giudizio Universale e sull’altare una Madonna in trono col bambino tra S. Andrea e il beato Tristano di Attimis. Realizza anche il rosone a vetro istoriato della facciata con i Quattro cavalieri dell’Apocalisse, i bronzi del tabernacolo e le dieci formelle dell’Antico e Nuovo testamento del portale maggiore ed un Crocifisso in rame sbalzato.
Nella chiesa vi sono anche opere di Aristide Albertella (vetrate istoriate), Giuseppe Scalambrin (coperchio del battistero) e di Italo Costantini (gruppo in terracotta della Via Crucis e della Natività, quattro trittici di santi nel coro, cinque formelle di soggetti eucaristici e la grande croce appesa sopra l’altare).
Nel Duomo nuovo sono state collocate anche opere provenienti dal Duomo vecchio, fra cui il fonte battesimale e dipinti di Bernardino Blaceo e Nicola Grassi, dal Santuario della Beata Vergine e dalla chiesa di Santa Maria di Campagna.

Pino Casarini (1897-1972). Veronese di nascita e di formazione operò nell’area veneta e in molte città italiane. Il padre faceva l’intagliatore e il decoratore. A Verona frequentò la scuola d’arte e poi si diplomò all’Accademia Cignaroli e completò gli studi a Milano. Dopo la prima guerra mondiale iniziò l’attività di affreschista, decoratore e scenografo. Nel 1927 tenne la prima mostra alla Bevilacqua La Masa. Nel 1930 fu ammesso per la prima volta alla Biennale veneziana alla quale ritornò in edizioni successive in una delle quali gli fu dedicata una mostra personale. Si dedicò anche alla scenografia allestendo spettacoli all’Arena di Verona.
Sebbene dipingesse anche a cavalletto, preferiva affrontare ampi spazi. I suoi primi affreschi vennero realizzati nel 1929 nella parrocchiale di Manzano di Nomesino (Trento), cui seguirono altre opere in chiese ricostruite dopo la guerra. Tra gli anni trenta e la metà degli anni quaranta si trovano nel Trentino e nel Veneto suoi affreschi e vetrate. Prima sua opera in Friuli occidentale furono gli affreschi nel duomo di Sacile (1946).
Sue opere del secondo dopoguerra si ritrovano in diversi centri del Triveneto, San Michele al Tagliamento (1961), Bibione (1966-67), Cordenons (1967) Coredo di Trento (1947), Villanova di Fossalta (1967), Thiene, Trieste, Vicenza, Conegliano, ma anche in altri centri italiani come Napoli (chiesa di Santa Chiara) e Avellino (Santuario di Monte Vergine). Del 1971 è la porta in bronzo del duomo di Sacile.
Il museo Civico di Pordenone possiede alcune sue opere. A Sacile la Galleria d’arte moderna Pino Casarini ospitata a Palazzo Carli espone le opere dell’artista donate dopo la sua scomparsa alla parrocchia di Sacile. Sue opere sono conservate anche nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, al Museo di Castelvecchio di Verona e in collezioni private.
L’arte sacra trovò nel pittore veronese un interprete di profonda sensibilità spirituale e culturale, in un’epoca in cui questa forma di espressione era piuttosto desueta. “Gli schemi delle composizioni sono rinascimentali, ma gli echi classici sono innervati da accenti moderni” (Damiani 1982).

Fonti:
– Bigattin Dario. Duomo Antico Sant’Andrea Apostolo Cordovado. Circolo culturale Gino Bozza ONLUS. 2018
– Damiani Licio. Arte del Novecento in Friuli – 2. Il Novecento – Mito e razionalismo. Del Bianco Editore 1982.
– Leandrin Adalberto “Dal XIX al XX Secolo” in “La pittura a Cordovado” di Bergamini Giuseppe, Goi Paolo e Leandrin Adalberto, Edizioni pro Cordovado 1983.
– Pagnucco Aldo “Cordovado”, Arti Grafiche Friulane, Udine, II edizione 1986.

Galleria Immagini, a cura di Marina Celegon:

 

Localizzazione: Cordovado
Autore: Pino Casarini
Periodo artistico: XX sec.
Data ultima verifica: 25/02/2021
Rilevatore: Gianfranco Spagnul e Marina Celegon

VICOPISANO (Pi), fraz. San Giovanni alla Vena. Chiesa del Castellare con Ultima Cena di Verdigi Luca.

Terracotta raffigurante l’Ultima Cena, opera realizzata da Luca Verdigi nel 2014 e donata alla Chiesetta del Castellare.

 

Localizzazione: Vicopisano (Pi), fraz. San Giovanni alla Vena
Autore: Verdigi Luca
Illustrazione opera: terracotta
Data ultima verifica: 05/04/2021
Rilevatore: Feliciano Della Mora

FRANCIA. L’Ultima Cena di Captain Co da un punto di vista contemporaneo.

“L’alba delle anime colorate”, acrilico, 270×140 cm., dell’artista francese Captain Co che ripropone un capolavoro del passato da un punto di vista contemporaneo.

Captain Co
L’artista francese ha esposto lavori in Francia e Marocco.
Captain Co reinventa l’arte figurativa e accademica attraverso una lente contemporanea.
Utilizza la pittura acrilica su grandi tele usando pennelli e coltelli, e spesso finisce con elementi di foglia d’oro.
Le reinterpretazioni di Captain Co dei dipinti classici con elementi di pop art collocano il suo lavoro all’incrocio tra vecchio e nuovo, sottomesso e scatenato.

 

Link:
https://www.captain-co.fr/product/laube-des-ames-colorees-captain-co-edition/

Localizzazione: Francia
Autore: Captain Co
Periodo artistico: XXI sec.
Data ultima verifica: 04/04/2021
Rilevatore: Valter Bonello, Feliciano Della Mora

SAVIGLIANO (CN). Chiesa di S. Maria della Pieve, con Ultima Cena di G.A. Molineri, 1627

Olio su tela raffigurante la Coena Domini/Ultima Cena, realizzato dal pittore saviglianese Giovanni Antonio Molineri (o Molinari o Mulinari, 1577 – 1631), nel 1627.

La chiesa è considerata la più antica di Savigliano, forse alla fine del VI secolo, secondo quanto testimonia un frammento epigrafico di una lapide detta del Presbyter Eusebius, risalente al VII secolo e rinvenuto nelle fondamenta nel 1849 ed oggi conservata nel Museo civico. Il primo atto ufficiale che fa menzione della chiesa chiamata “Santa Maria della Pieve” risale tuttavia al 1184. Lavori di restauro compiuti nel1992 hanno portato alla luce inoltre alcuni resti murari risalenti almeno al XII secolo. L’edificio fu danneggiato intorno alla metà del XIV secolo dai mercenari di Amedeo VI di Savoia, come afferma la nota Destructo Saviliani. Nel 1389 si cominciarono i lavori di ricostruzione che prevedevano lo spostamento di orientamento della facciata da ovest ad est. La chiesa contiene tre opere di Giovanni Antonio Molineri: Madonna con il Bambino e i ss. Giuseppe e Carlo Borromeo, Orazione di Gesù nell’orto e la Coena Domini.


Immagini da
https://www.visitsavigliano.it/hotspots/lultima-cena-2/

Link
https://www.comune.savigliano.cn.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idSezione=616&idArea=16540&idCat=16657&ID=19227&TipoElemento=categoria

Localizzazione: SAVIGLIANO (CN). Chiesa di S. Maria della Pieve
Autore: Giovanni Antonio Molineri
Periodo artistico: 1627
Rilevatore: AC

SAVIGLIANO (CN). Collegiata di Sant’Andrea, con Ultima Cena/Coena Domini di J. Claret, 1668-69

Nella navata sinistra si trova l’altare marmoreo della Compagnia del Santissimo Corpo di Cristo/Corpus Domini con una pregevole tela opera di Jean Claret, raffigurante l’Ultima Cena.
L’opera fu commissionata direttamente a Claret dai confratelli della Compagnia, circa il 1668-1669. L’opera, finita, fu completata con la doratura della cornice nel 1670.

 

Claret, pittore italiano di origine fiamminga che operò in Piemonte e soprattutto nel Cuneese, nacque probabilmente a Bruxelles nel 1599, e morì a Savigliano nel 1679.

 

 

 

 

La Collegiata, un’antica chiesa che subì grandi ristrutturazioni, conserva la cappella di San Nicola con affreschi del 1320. Per la storia e descrizione della chiesa si veda: http://archeocarta.org/savigliano-cn-collegiata-di-santandrea/

 

Immagini da
https://www.visitsavigliano.it/tappe_poi/chiesa-di-santandrea/

Link:
https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-claret_(Dizionario-Biografico)/

Ringraziamo la sig.a Rosalba Belmondo per le notizie fornite.

Localizzazione: SAVIGLIANO (CN). Collegiata di Sant'Andrea
Autore: Jean Claret
Periodo artistico: 1668-69
Rilevatore: AC

FOSSANO (CN). Cattedrale di San Giovenale, con Ultima Cena di J. Claret, 1644

Olio su tela (112,5 x 189 cm) attribuito al pittore Jean/Giovanni Claret, di origine fiamminga, che nacque probabilmente a Bruxelles nel 1599 e morì a Savigliano nel 1679 e operò in Piemonte e soprattutto nel Cuneese.

La cattedrale, ricostruita nel 1778 nel sito della precedente, conserva parecchie opere d’arte tra cui, posta sull’altare del Corpus Domini, una “Cena in Emmaus” realizzata da Luigi Pedrazzi nel 1831.
L’Ultima Cena del Claret, che fu realizzata per la cappella del Santissimo Sacramento del vecchio duomo abbattuto nel 1778, è ora collocata nella sacrestia, insieme ad altre tele del medesimo pittore che illustrano la vita di san Giovenale.

Immagine da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/4571450/Claret

Link
http://www.museodiffusocuneese.it/siti/dettaglio/article/fossano-cattedrale-di-san-giovenale/

https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-claret_(Dizionario-Biografico)/

Localizzazione: FOSSANO (CN). Cattedrale di San Giovenale
Autore: Jean Claret
Periodo artistico: 1644
Rilevatore: AC

SORESINA (CR). Chiesa preposturale di San Siro, con Ultima Cena di L. Miradori detto il Genovesino, 1653

La posa della prima pietra della chiesa preposturale risale al 1582; l’attuale facciata è stata realizzata nel 1941. Vi si conservano opere di molti artisti del XVII secolo.

Il dipinto dellUltima Cena di Luigi Miradori (Genova, 1605 circa – Cremona, 1656 circa) fu realizzato per la Confraternita del Santissimo Sacramento.
Dal Catalogo (1) (p. 38). «… rispetto alla concitazione drammatica del telone di San Francesco a Cremona [ora nel Palazzo Comunale, vedi scheda] [vi è] un’apertura di cielo variegato di nuvole illumina una loggia ariosa in un clima quasi veronesiano, con una dominante azzurra che passa dal fondale ai tocchi di blu diversi che impreziosiscono l’abbigliamento degli apostoli come ad accompagnare l’atmosfericità della scena: un cappuccio, una manica, una berretta. L’episodio e come rasserenato, la tensione si e sciolta e i protagonisti non hanno più la caratterizzazione grottesca e sopra tono dell’altra redazione; in primo piano i grandi vasi di rame ci dicono, qualora non bastasse l’ambientazione e la servitù sullo sfondo, che questa non è certo una scena d’osteria.»

Bibliografia
(1) –- GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018, catalogo della mostra, Officina libraria, Roma 2017

Immagine dal catalogo sopracitato.

Link
https://viapozzo6.wordpress.com/2018/05/08/genovesino-e-soresina/

Localizzazione: SORESINA (CR). Chiesa preposturale di San Siro
Autore: Luigi Miradori detto Genovesino
Periodo artistico: 1653
Rilevatore: AC

TERMENO (TRAMIN) (BZ). Chiesa di San Valentino al cimitero, con Ultima Cena, 1400

La chiesa si trova a sud del paese, lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige. La chiesetta, consacrata a San Valentino da Terni, detto anche San Valentino Interamna, fu menzionata per la prima volta in documenti scritti risalenti al 1276. L’abside e parti del muro sud sono gli unici resti della costruzione romanica perché all’inizio del XV secolo la chiesa fu ricostruita in stile gotico, ampliata e munita di soffitto piatto. Nel 1787, alla Chiesa fu conferita la funzione di cappella cimiteriale.
Il campanile fu eretto in stile tardo romanico con guglia gotica, mentre l’interno si presenta con una navata del primo gotico.

I bellissimi affreschi della Scuola Veneta, caratterizzata da un particolare utilizzo della luce e del colore, risalgono agli anni tra il 1380 e il 1420. Questi cicli di affreschi vennero riscoperti e riportati alla luce solo nel XX secolo, e mostrano la leggenda di Sant’Orsola e la Passione di Gesù.
Il ciclo della “passione di Cristo” dipinto sulle pareti ovest e nord è uno dei più dettagliati del Tirolo eseguito attorno all’anno 1400. L’Ultima Cena è affrescata sopra la porta d’ingresso.

Immagine da
https://olivierbauer.org/2013/05/26/sur-la-piste-du-bretzel-termeno-sulla-strada-del-vino/

Localizzazione: TERMENO (TRAMIN) (BZ). Chiesa di San Valentino al cimitero
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1400 circa
Rilevatore: AC

TERAMO, frazione Miano. Chiesa di San Silvestro, con Ultima Cena, XVIII secolo

Miano è un antico borgo medievale fortificato che guarda dall’alto la valle del Vomano e le case antiche, quasi tutte ristrutturate ed abitate, si stringono intorno alla bella Chiesa di S. Silvestro. Questa ci appare nel rifacimento effettuato all’inizio del XV secolo; nel 1926 il parroco dell’epoca curò un importante restauro.
La chiesa ha copertura a capanna ed il semplice portale in laterizio è sormontato da una lunetta contenente un bel mosaico in ceramica. L’interno è a tre navate divise da archi a tutto sesto che poggiano su due colonne esagonali; l’arco centrale, che segna l’accesso alla zona presbiteriale, è invece ogivale.
La pala dell’altare settecentesco è costituita da una grande tela raffigurante l’Ultima Cena, di autore ignoto.

Immagine da
http://www.paesiteramani.it/Paesi/Miano.htm

Localizzazione: TERAMO, frazione Miano. Chiesa di San Silvestro,
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

TERAMO. Chiesa di Sant’Agostino, paliotto metallico con Ultima Cena

Paliotto in lega metallica (100 x 220 cm), artista ignoto, secolo XIX
Collocato nell’Oratorio dei Cinturati nella Chiesa di S. Agostino.
La scena centrale raffigura l’Ultima Cena.

Nel 2016, il paliotto è stato recuperato dalla chiesa, ulteriormente danneggiata dal terremoto, e posto in deposito in attesa del restauro dell’edificio.


 

Info e fotografie da
http://arsteweb.altervista.org/scritti/s_agostino-antependium.htm

Storia della chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Agostino_(Teramo)

Localizzazione: TERAMO. Chiesa di Sant'Agostino
Autore: ignoto
Periodo artistico: secolo XIX
Rilevatore: AC

TERAMO. Cattedrale Santa Maria Assunta, “Antependium” con Ultima Cena

Si tratta di un paliotto d’argento (117 x 234 cm) destinato all’altare maggiore della Cattedrale, realizzato da Nicola da Guardiagrele che vi lavorò dal 1433 al 1448. Il paliotto è formato da 83 riquadri di varie dimensioni distribuiti su quattro registri: 35 lamine a cesello e rimbalzo; 22 tessere con pitture a smalto traslucido su fondo blu; 26 triangolini con motivi floreali smaltati. In totale sono 209 figure e 21 iscrizioni, corrispondenti ad altrettante scene. Il tema della narrazione è la vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Pentecoste. L’ultimo riquadro invece mostra l’episodio delle stimmate di S. Francesco. La formella centrale, doppia in altezza rispetto alle altre, reca il Cristo redentore in rilievo ed è affiancata, nelle file verticali, dagli evangelisti e dai dottori della chiesa. L’intera composizione è racchiusa in una cornice d’argento del 1734.
Tra queste scene vi è anche l’Ultima Cena, composta da due formelle, quella a sinistra con Cristo e sei Apostoli e quella a destra con gli altri sei, collocate come nello schema:


Immagini e informazioni da
https://it.wikipedia.org/wiki/Antependium_di_Teramo

http://turismo.provincia.teramo.it/il-territorio/i-comuni/teramo/teramo-la-citta/Paliotto_argenteo_Duomo_Te.jpg/pa_image_popup

Localizzazione: TERAMO. Cattedrale Santa Maria Assunta
Autore: Nicola da Guardiagrele
Periodo artistico: 1433 al 1448.
Rilevatore: AC

TELGATE (BG). Chiesa di San Giovanni, con Ultima Cena di G. B Cavagna, 1575 -1599

Olio su tela (174 x 117 cm), di Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1550 circa – Bergamo, 1627), custodito nella sagrestia della chiesa.
Il dipinto fu restaurato da Callisto Gritti nel 1962.

Immagine e info da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5621217/Cavagna+G.+P.+sec.+XVI%2C+Ultima+cena

Localizzazione: TELGATE (BG). Chiesa di San Giovanni
Autore: Giovan Battista Cavagna
Periodo artistico: 1575 -1599
Rilevatore: AC

GERMANIA – STUTTGART/STOCCARDA. Württembergische Landesbibliothek, Bibbia con miniatura di Ultima Cena, XII secolo

Bibbia in latino su pergamena, Codice Bibl. Fol. 60, miniatura sul folio 43 v (Vangelo di Luca), redatta nella Germania sud-occidentale nel terzo quarto del XII secolo.

Link
http://swb.bsz-bw.de/DB=2.1/PPNSET?PPN=1651009074

Digitalizzata in:
http://digital.wlb-stuttgart.de/purl/bsz349403740

Localizzazione: GERMANIA – STUTTGART/STOCCARDA. Württembergische Landesbibliothek
Periodo artistico: XII secolo
Rilevatore: AC

PREDAIA (TN). Santuario di San Romedio, con due Ultime Cene, inizi e seconda metà del XIII secolo

Il Santuario era nel comune di Coredo che fu soppresso per l’istituzione del comune di Predaia il 1º gennaio 2015.
Il santuario della Val di Non sorse, secondo la tradizione, nel 1090 sulla tomba di san Romedio, il cui culto fu però riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa nel 1300.
La devozione al Santo si incrementò molto nel XV secolo. Nel 1489 fu iniziata la costruzione della seconda chiesa dedicata a san Giorgio. Poi nel 1514 fu costruita la chiesa di San Michele e nel 1536 la chiesa maggiore di San Romedio. Della stessa epoca (XVI secolo) è anche il campanile, sempre in stile gotico.
Nel 1700 furono ricostruiti ex novo gli edifici al piano terra adibiti all’accoglienza dei pellegrini, alle stalle ed ai fienili. Le chiese furono racchiuse dalla costruzione dell’”appartamento dei Conti” e del ballatoio (1725), della sacrestia e della biblioteca in alto. La seconda parte della scalinata fu coperta e poi animata con le edicole dei “misteri della passione di Cristo”. Sopra la cappella di San Giorgio si innalzano due stanze di abitazione; infine fu eretto l’arco d’ingresso al luogo sacro (1770).
Nel corso del XX secolo si sono aggiunti, oltre alla cappella dell’Addolorata (1918), il parcheggio con l’edicola di San Romedio (1907).

Il momento più importante della storia del santuario fu nel XII secolo quando, per mano di Federico da Cles (signore di Castel Cles, nonché canonico della diocesi) e di Aricarda (una vedova del ceto medio-alto, che prese i voti e si ritirò nel santuario) la chiesa assunse l’aspetto attuale. L’aula fu divisa in due chiese: la Cappella delle Reliquie e la Cappella di San Vigilio (o San Nicolò). La prima fu concepita come una piccola basilica a tre navate (due campate per ciascuna), rimanendo ad oggi una delle pochissime testimonianze di edifici romanici a più navate, e fu decorata con bellissimi affreschi dal Maestro di Grissiano intorno al 1210 e grazie a recenti restauri hanno riacquistato i colori che denotano influenza bizantina e un’ottima fattura.
La cappella di San Vigilio fu poi ulteriormente decorata da affreschi nel 1612 con le Storie di San Romedio.

Gli ultimi affreschi sono quelli posti all’esterno della chiesa (adesso all’interno della Chiesa Maggiore, appoggiata alla prima nel ‘500), realizzati sempre intorno al 1200 che ritraggono una Madonna con Bambino e un’Ultima Cena, purtroppo molto danneggiata e lacunosa (foto sotto).


Più tardi furono realizzate altre campagne di decorazione sullo stessa parete. Negli anni ’30 del Novecento, sotto lo strato di intonaco “moderno”, ne furono rinvenuti tre, di cui il più antico è quello del 1200. Sopra di esso si trovava senza dubbio il più interessante: uno strato della seconda metà del XIII secolo, con il medesimo soggetto: infatti sono state recuperate due diverse Madonne con Bambino e un’ Ultima Cena, meglio conservata dalla precedente, vedi immagine in evidenza (sopra il titolo).

 

Immagini da
https://romanicotrentinoaltoadige.wordpress.com/2017/09/15/santuario-di-san-romedio/

Info
https://www.santuariosanromedio.it/storia/

Localizzazione: PREDAIA (TN). Santuario di San Romedio
Periodo artistico: inizi e seconda metà del XIII secolo
Rilevatore: AC

LOVERE (BG). Chiesa di San Giorgio, con Ultima Cena di G.P Cavagna, 1589-90

Olio su tela (300 x 245 cm) di Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1550 circa – Bergamo, 1627)

Collocato sull’altare del Sacro Cuore di Gesù nell’abside sinistra della chiesa.

Immagine da
https://parrocchia-santacroce.it/gian-paolo-cavagna/

Localizzazione: LOVERE (BG). Chiesa di San Giorgio
Autore: Giovan Paolo Cavagna
Periodo artistico: 1589-90
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Museu Nacional de Arte Antiga, con Ultima Cena dal Polittico del convento di San Francesco di Évora

Il Polittico del Convento di São Francisco de Évora era composto da sedici dipinti ad olio su legno di quercia creati dal 1508 al 1511, probabilmente come opera collettiva con una partecipazione di spicco dell’artista fiammingo Francisco Henriques.

Attualmente undici pannelli sono conservati nel Museo Nazionale di Arte Antica , a Lisbona; altri quattro pannelli nella Casa dos Patudos, ad Alpiarça, e un pannello è andato perduto.

Il pannello dell’Ultima Cena (121,5 x 89 cm) doveva essere nella fila inferiore, penultimo a destra.
La scena si svolge in una stanza con pavimento policromo formato da piastrelle levantine e formelle di maiolica italiana; sullo sfondo un muro in cui si aprono due finestre e al centro un drappeggio di stoffa dietro Gesù che tiene in mano il calice.

 

Immagine e notizie da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Pol%C3%ADptico_da_igreja_do_convento_de_S%C3%A3o_Francisco_de_%C3%89vora

https://pt.wikipedia.org/wiki/Pol%C3%ADptico_do_Convento_de_S%C3%A3o_Francisco_de_%C3%89vora

Localizzazione: PORTOGALLO - LISBONA. Museu Nacional de Arte Antiga
Autore:  Francisco Henriques.
Periodo artistico: 1508-11
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – Kingston Lacy, scultura dal Cenacolo di Leonardo, 1870

L’antica residenza e tenuta di Kingston Lacy presso Wimborne nel Dorset, conserva parecchie opere d’arte, tra esse:
Scultura in legno di tiglio (26 x 87,5 x 31 cm), realizzata nel 1870 a Oberammergau (Baviera, Germania) che raffigura il Canacolo di Leonardo da Vinci.

Kingston Lacy Estate, Dorset (Accredited Museum), inventario numero del National Trust NT 1254554.1

Immagine e info da:
http://www.nationaltrustcollections.org.uk/object/1254554.1

Localizzazione: GRAN BRETAGNA - Kingston Lacy
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1870
Rilevatore: AC

FONTANELLA (BG). Chiesa parrocchiale di San Cassiano, con Ultima Cena di A. e V. Campi, 1576-80

Dipinto a olio su tela (245 x 180 cm), firmato da Antonio (1524 – 1587) e da suo fratello Vincenzo Campi (1536 circa – 1591), realizzato nel 1576-1580.

La chiesa attuale, costruita nel luogo di un precedente edificio di culto, risale al 1448 e nel corso dei secoli è stata modificata anche con l’allungamento del corpo di fabbrica in facciata a metà del XVI secolo.
La chiesa conserva molte opere d’arte di artisti di scuola cremonese perché, anche se attualmente il comune di Fontanella è in provincia di Bergamo, anticamente faceva parte della diocesi di Cremona.

Un importante dipinto è l’Ultima Cena dei fratelli Campi, conservato in una delle cappelle laterali, che presenta tutti i commensali intorno alla tavola; Gesù è l’unico che rivolge lo sguardo al di là della tela.

 

Immagine e notizie da
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/foto/120000/80800/80625.jpg

http://data.fondazionezeri.unibo.it/id/oaentry/31781.html

Localizzazione: FONTANELLA (BG). Chiesa parrocchiale di San Cassiano
Autore: Antonio e Vincenzo Campi
Periodo artistico: 1576-80
Rilevatore: AC

FIORANO AL SERIO (BG). Chiesa di San Giorgio, con Ultima Cena di G.P Cavagna, 1590-1605

Olio su tela (220 x 144 cm), realizzato da Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1550 circa –Bergamo, 1627).
Iscrizione (in basso, al centro) IO. PAULUS CAVANEUS F. I.LVF.

Vi è un autoritratto del pittore nella figura del servo a sinistra che reca un piatto di asparagi!

Immagine da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5696946/Cavagna+G.P.+sec.+XVI-XVII%2C+Ultima+cena

Localizzazione: FIORANO AL SERIO (BG). Chiesa di San Giorgio
Autore: Giovan Paolo Cavagna
Periodo artistico: 1590-1605
Rilevatore: AC

CREMONA. Mostra su L. Miradori detto Genovesino, Ultima Cena in collezione privata

Un’altra ULTIMA CENA di Luigi Miradori detto Genovesino (Genova, 1605 circa – Cremona, 1656 circa), realizzata circa 1630-1650, di piccole dimensioni (45,2 × 70 cm).
Dovrebbe essere ancora conservata nella collezione privata Saibene a Milano.
Fu esposta nella Mostra delle opere del Genovesino dal titolo: “GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona”, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018.

Curiosamente sono raffigurati 13 Apostoli (anche Mattia?) e particolare è la figura del diavolo che incatena Giuda.
Per approfondire vediPagine da Catalogo Genovesino- collez privata-UC.pdf

Bibliografia
GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018, catalogo della mostra, Officina libraria, Roma 2017

Immagine da
https://www.criticaletteraria.org/2017/10/genovesino-mostra-cremona.html

Info da:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/62056/Miradori%20Luigi%2C%20Ultima%20Cena

Autore: Luigi Miradori detto Genovesino
Periodo artistico: circa 1630-1650
Rilevatore: AC

CREMONA. Palazzo Comunale, Ultima Cena di L. Miradori detto Genovesino, 1647-49

Dipinto a olio su tela (400 × 311 cm) di Luigi Miradori detto Genovesino (Genova, 1605 circa – Cremona, 1656 circa), 1647 circa.
Deposito del Museo Civico “Ala Ponzone”, numero inventario 1951; proveniente dal coro della chiesa di San Francesco a Cremona. La commissione venne al Genovesino dal nobile francescano Vincenzo Balconi, promotore del rinnovamento figurativo dell’area presbiteriale di San Francesco, dopo i lavori di ristrutturazione intrapresi nel 1645 .
Dal Catalogo p. 150: «È bellissima la figura di Giuda, di spalle, con la lunga chioma bionda e i folti mostacci: con la sinistra tenta di nascondere la borsa dei trenta denari, mentre il diavolo lo sta già incatenando a sé.» La scena è concitata e le fisionomie degli Apostoli hanno «… la caratterizzazione grottesca e sopra tono» (p. 38).
Per approfondire vedi Pagine da Catalogo Genovesino-CREMONA-Pal Com-UC

Bibliografia
GENOVESINO – Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi Cremona, Museo Civico «Ala Ponzone» 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018, catalogo della mostra, Officina libraria, Roma 2017

Immagine da Wikimedia Commons

Localizzazione: CREMONA. Palazzo Comunale, Ultima Cena
Autore: L. Miradori detto Genovesino,
Periodo artistico: 1647-49
Rilevatore: AC

CREMONA. Convento e chiesa di San Giuseppe, con Ultima cena attribuita a L. Cattapane, seconda metà XVI secolo

Il convento dei Cappuccini conserva un’opera attribuita al pittore Luca Cattapane (Cremona, prima del 1560 – dopo il 1597) che raffigura un’Ultima Cena. Gli Apostoli sono disposti sui tre lati della tavola imbandita.

Immagine da:
http://www.comunicare.it/ofmcap/luoghi/cremona.htm#arte

Link per la storia del convento:
http://www.comunicare.it/ofmcap/luoghi/cremona.htm#storia2

Localizzazione: CREMONA. Convento e chiesa di San Giuseppe
Autore: Luca Cattapane
Periodo artistico: seconda metà XVI secolo
Rilevatore: AC

COLOGNO AL SERIO (BG). Chiesa di Santa Maria Assunta, con Ultima Cena di G.P. Cavagna, XVII secolo

Olio su tela (350 x 178 cm), di Giovan Paolo Cavagna (Bergamo, 1556 circa – Bergamo, 1627), realizzato all’inizio del Seicento.
Inserito come pala del terzo altare del lato destro della navata, quello dedicato al Corpus Domini e costruito nel 1782.

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta fu edificata nel 1745 su progetto dell’architetto Gian Battista Caniana e sostituì un precedente edificio di culto di cui è rimasta la vecchia torre campanaria, discosta dall’attuale chiesa.


Bibliografia
Maironi. Gio. da Ponte, Dizionario odeporico, Bergamo, Stamp. Mazzoleni, 1820, vol. II, p. 37.

Immagini da
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5713805/Cavagna+G.+P.+sec.+XVII%2C+Ultima+cena

https://parrocchia-santacroce.it/gian-paolo-cavagna/

https://www.comune.colognoalserio.bg.it/vivere-citta/luoghi-interesse

Localizzazione: COLOGNO AL SERIO (BG). Chiesa di Santa Maria Assunta
Autore: G.P. Cavagna
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro, Ultima Cena con statue di P. Hodart, 1530-34

Philipe/Philippe Hodarte o Hodart o Odart fu uno scultore di origine francese, attivo in Spagna e Portogallo nel XVI secolo.
Dalla Spagna, Hodart si recò a Coimbra dove eseguì l’Ultima Cena, tra il 1530 e il 1534, per il refettorio del Monastero di Santa Cruz – che Diego de Castilho aveva appena costruito – composto da tredici statue in argilla cotta e originariamente comprendeva anche un tavolo con suppellettili. Realistico, espressivo e meticoloso nelle figure, si rivela un artista formato nello spirito rinascimentale, che distingue ciascuno degli Apostoli secondo la sua personalità senza che nessuno di loro ripeta l’emozione degli altri. L’insolita espressività dell’opera sembra prefigurare il barocco.
Oggi le figure sono nel colore naturale della terracotta, anche se rivelano tracce delle pitture originali. La fragilità della terracotta e le vicissitudini che seguirono l’abolizione degli ordini religiosi (1834) portarono alla mutilazione delle figure, che furono ricostruite nel secolo scorso, e sono esposte in una apposita sala del Museo Machado de Castro.

 

Immagini tratte dal seguente sito, ove si trovano le fotografie di altre statue:
https://pt.wikipedia.org/wiki/Hodart

Localizzazione: PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro
Autore: Philippe Hodart
Periodo artistico: 1530-34
Rilevatore: AC

CASALMAGGIORE (CR). Duomo di Santo Stefano, con Ultima Cena/Comunione degli Apostoli di G. B.Trotti detto il Malosso, 1612

Ultima Cena o Comunione degli Apostoli, olio su tela (350 x 250 cm), fu commissionata a Giovan Battista Trotti detto il Malosso (1555 – 1619) nel 1612.

La tela è collocata sull’altare del Santissimo Sacramento nel Duomo (eretto dal 1840 al 1861 su un preesistente edificio).
L’opera, per alcune caratteristiche di stile, fu realizzata col contributo di artisti della bottega del Malosso.
Scrive Raffaella Poltronieri (1) (p. 96) …«la versione comunemente accettata è una lettura della tela su due piani posti in successione, vale a dire la rappresentazione della Comunione di san Pietro in primo piano e l’Ultima Cena in secondo, con un eventuale e problematico “sdoppiamento” della figura di Gesù e la mancanza di un apostolo, a cui tra l’altro non è mai stata data una spiegazione. Ritengo invece che sia da identificarsi con Gesù solamente la figura in primo piano che sta distribuendo la Comunione agli apostoli, i quali a partire da san Pietro inginocchiato formano una fila di dodici persone. La figura centrale seduta a tavola, anch’essa in abito rosa e azzurro, si potrebbe identificare con Giacomo minore, considerato dalla Sacre Scritture “il fratello” di Gesù, a cui pare fosse anche somigliante nell’aspetto. Questa secondarietà della figura che sembrerebbe invece presiedere la mensa, è ravvisabile nel disegno preparatorio, a cui non viene infatti attribuita alcuna posizione di particolare rilevo.»

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Da ricordare che di questa Ultima Cena fu realizzata una copia di dimensioni minori da parte del pittore Giuseppe Diotti (1779 – 1846), nel 1802. Conservata nel Museo Diotti a Casalmaggiore e presente alla Mostra sul pittore, tenutasi nel Museo a fine 2017 – inizio 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:
(1) Raffaella Poltronieri, Una grande bottega artistica nella Lombardia della seconda metà del Cinquecento: Giovan Battista Trotti detto il Malosso, Tesi di Dottorato di ricerca in Storia delle Arti, Università Ca’ Foscari Venezia, 2017

Immagine tratta dalla sopracitata tesi.

Links:
http://www.duomocasalmaggiore.it/documenti/parrocchia/chiese/santostefano.shtml

https://www.treccani.it/enciclopedia/trotti-giovanni-battista-detto-il-malosso_%28Dizionario-Biografico%29/

https://www.finestresullarte.info/recensioni-mostre/recensione-mostra-giuseppe-diotti-casalmaggiore

http://www.museodiotti.it

Localizzazione: CASALMAGGIORE (CR). Duomo di Santo Stefano
Autore: G. B.Trotti detto il Malosso
Periodo artistico: 1612
Rilevatore: AC

CARAVAGGIO (BG). Chiesa di San Bernardino, con Ultima Cena di Fermo Stella, 1531

Chiesa e convento di San Bernardino furono consacrati nel 1489, eretti poco dopo la morte del Santo (1444) e la canonizzazione (1450).
Il monastero fu soppresso dal governo francese una prima volta nel 1798 e in modo definitivo nel 1810. In seguito gli edifici del convento furono rimaneggiati e adibiti a casa colonica e caserma, mentre la chiesa continuò a essere utilizzata come luogo di culto e riuscì a conservare la sua forma originale. Nel 1970 il comune di Caravaggio acquistò parte della struttura e nel 1978 l’ospedale civile, che ne deteneva la proprietà, donò al comune la chiesa. Il complesso è stato quindi oggetto di restauro e in seguito adibito a centro civico e a ospitare la biblioteca comunale e un museo.

La chiesa è ad unica navata divisa da un tramezzo in due parti: quella originariamente destinata al popolo e contenente affreschi risalenti al XV e XVI secolo e il presbiterio riservato ai religiosi e dipinto nel Settecento.
La superficie del tramezzo ospita il Ciclo della Passione realizzato nel 1531 da Fermo Stella, imponente affresco ripartito in cinque scene e che copre una superficie totale di quasi ottanta metri quadri. I recenti restauri hanno ripristinato le pitture.
La scena in alto a sinistra rispetto a chi guarda la Crocifissione centrale, è la raffigurazione dell’Ultima Cena.

 

Immagini e notizie da
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Affresco_chiesa_San_Bernardino_Caravaggio.jpg

https://artbonus.gov.it/117-26-il-ciclo-della-passione-di-cristo.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_San_Bernardino_(Caravaggio)

Localizzazione: CARAVAGGIO (BG). Chiesa di San Bernardino
Autore: Fermo Stella
Periodo artistico: 1531
Rilevatore: AC

CAGLI (PU). Cattedrale di Santa Maria Assunta, con Ultima Cena/Comunione degli Apostoli di G. Lapis, 1756

Opera di Gaetano Lapis detto Carraccetto (1706 – 1776).

La cattedrale, di antica origine, conserva nella cappella del Santissimo Sacramento, alla quale si accede dal transetto, i dipinti che l’omonima confraternita fece eseguire a Gaetano Lapis tra il 1754 e il 1756: la Comunione degli Apostoli e la Caduta della manna. I dipinti, eseguiti a Roma, furono inviati a Cagli. Tipicamente lapisiana è la particolare fulgente cromia.

Immagine da:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/work/64341/Lapis%20Gaetano%2C%20Comunione%20degli%20apostoli

Storia della Cattedrale :
https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_Cagli

Link
https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Lapis

Localizzazione: CAGLI (PU). Cattedrale di Santa Maria Assunta
Autore: Gaetano Lapis detto Carraccetto (1706 – 1776)
Periodo artistico: 1756
Rilevatore: AC

BORGOMANERO (NO). Collegiata di San Bartolomeo, con Ultima Cena di A. Zanetti, 1537

Dipinto a tempera su tavola, opera del pittore borgomanerese Antonio Zanetti detto il Bugnate (XVI secolo).

Bibliografia.
Di Lorenzo A., in: Pittura tra il Verbano e il lago d’Orta dal Medioevo al Settecento, a cura di M. Gregori, Cariplo, Milano 1996, pp.260-61

Immagine da:
https://www.borgomaneroparrocchia.it/storia-della-parrocchia/

Localizzazione: BORGOMANERO (NO). Collegiata di San Bartolomeo
Autore: Antonio Zanetti detto il Bugnate
Periodo artistico: 1537
Rilevatore: AC

GERMANIA – ALTEMBURG, Lindenau-Museum, Ultima Cena di Agnolo Gaddi, 1395 circa

Dipinto a tempera su legno di pioppo (61 x 41.5 cm) di Agnolo Gaddi (circa 1350 – 1396, figlio del pittore Taddeo Gaddi).
Numero inventario 28

 

Immagine da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Agnolo_Gaddi_-_The_Last_Supper_-_WGA08373.jpg

Link:
https://www.lindenau-museum.de/index.php/sammlung-online.html?page_n89=2

Localizzazione: GERMANIA – ALTEMBURG, Lindenau-Museum
Autore: Agnolo Gaddi
Periodo artistico: 1395 circa
Rilevatore: AC

USA – WASHINGTON. National Gallery of Art, Ultima Cena di S. Ricci, 1713-14

Dipinto a olio su tela (67 x 104 cm) del pittore veneziano Sebastiano Ricci (1659 – 1734), realizzato nel 1713-1714

Inventario numero 1943.4.32. Non esposto. Restaurato nel 1977 eliminando le ridipinture che scurivano l’opera.
Forse proviene dalla collezione Manfrin, Palazzo Venier, Venezia. Conte Alessandro Contini Bonacossi, Firenze, dal 1937; acquistato nel 1939 dalla Samuel H. Kress Foundation, New York, che lo donò nel 1943 alla National Gallery of Arts.

Immagine e notizie da
https://www.nga.gov/collection/art-object-page.12130.html

Localizzazione: USA – WASHINGTON. National Gallery of Art
Autore: Sebastiano Ricci
Periodo artistico: 1713-14
Rilevatore: AC

TORINO. Musei Reali, Galleria Sabauda, Ultima Cena, XVII secolo

Olio su tela (64 x 105 cm) , pittore ignoto di ambito genovese, realizzato nel primo quarto del secolo XVII

Numero di inventario: 908

Immagine e notizie tratte da:
https://www.museireali.beniculturali.it/catalogo-galleria-sabauda/#/dettaglio/59934_Ultima

Localizzazione: TORINO. Musei Reali, Galleria Sabauda
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen, ricamo ispirato al Cenacolo di Leonardo, 1980-88

Ricamo con filati colorati, su stoffa, incorniciato (67 x 162 x 5,5 cm con la cornice).
Realizzato nel 1980 -1988 a Berlino da Elfriede Fiebig (nata nel 1905 in Slesia).
Numero inventario N (34 H) 172/2003, conservato nel Museo delle Culture Europee dei musei statali di Berlino.

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen
Autore: Elfriede Fiebig
Periodo artistico: 1980 - 1988
Rilevatore: AC

USA – NEW YORK. The Morgan Library & Museum,  miniatura con Ultima Cena 1070-1090

Vangelo, inventario MS M.780, al folio 27v una miniatura con un’Ultima Cena illustra il Vangelo di Giovanni 13. 1-15 per il giovedì santo.
Scritto e miniato a Salisburgo (Austria) tra il 1070-1090 nel e per il monastero benedettino di San Pietro tra il 1070 e il 1090. Lì rimase fino all’acquisto per la Pierpont Morgan Library attraverso il Lewis Cass Ledyard Fund nel 1933.
Formato da 82 fogli (1 colonna, 17 righe), rilegati: pergamena, ill. ; 245 x 182 mm con 16 miniature a piena pagina e 3 piccole; 3 pagine con incipit decorati

L’autore è “Custos Perhtolt” che firmò nella miniatura dedicatoria al fol. 80r, che contiene la seguente iscrizione scritta in maiuscolo quadrato: “coeli clavigero donavit pectore laeto custos hunc librum perhtolt qui fecerit illum ut sit peccati precium. Per cuncta patrati hinc raptor poenas patiatur corpore sevas” (“Al portatore delle chiavi del cielo il Guardiano Perhtolt che ha realizzato questo libro lo offre con cuore gioioso affinché possa essere un riscatto per tutti i peccati da lui commessi. Possa colui che lo ruba subire violenti dolori fisici.)
Manca una pagina di testo dopo fol. 2; il recto conteneva probabilmente una miniatura.

Undici Apostoli a fianco e dietro a Cristo; Giuda è davanti seduto su una panca e riceve da Cristo un pezzo di pretzel. La tavola, il cui piano ha una prospettiva anomala, reca pretzel, pezzi di pane (?), un calice, un contenitore con un pesce. La scena è entro una cornice architettonica. Durante il Medioevo in Germania si consumava questo tipo di pane durante il periodo della Quaresima.

Immagine e informazioni da
http://ica.themorgan.org/manuscript/page/13/183656

https://www.themorgan.org/manuscript/183656

Localizzazione: USA – NEW YORK. The Morgan Library & Museum
Autore: "Guardiano/Custos Perhtolt"
Periodo artistico: 1070-1090
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen, litografia ispirata al Cenacolo di Leonardo, seconda metà XIX secolo

Litografia colorata e incorniciata, 38,5 x 51 x 2,3 cm.
Edita da A. Felgner (periodo creativo: 1825-1875) a Berlino.
Numero inventario N (33 S) 80/2018; conservata nel Museo delle culture europee dei Musei Statali di Berlino.
Titolo (in tre lingue: Das heilige Abendmahl; La sainte Cène; The Lord’s supper) e informazioni dell’editore sotto la figura.

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen
Periodo artistico: seconda metà XIX secolo
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen, litografia del Cenacolo di Leonardo, 1845 -50

Litografia su carta, colorata, 34 x 41,7 cm., opera di Gustav Kühn (1794-1868), produttore, stampatore ed editore. Realizzata a Neuruppin nel 1845-1850.

Foglio 1829; numero inventario D (33 C 143) 498/1967; conservata nel Museo delle culture europee dei Musei Statali di Berlino.

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Museum Europäischer Kulturen der Staatlichen Museen
Autore: Gustav Kühn (1794-1868)
Periodo artistico: 1845 -1850
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Kupferstichkabinett dei musei statali di Berlino, disegno di Ultima Cena di S. Vouet, 1629

Studio per la pala d’altare della Basilica di Loreto, di Simon Vouet (1590-1649), realizzato nel 1629.
Gesso marrone e rosso, su matita grigia, foglio di 32,5 x 21,0 cm.
Numero inventario KdZ 14735. Conservato nel Kupferstichkabinett (Collezione delle incisioni).

 

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Kupferstichkabinett dei musei statali di Berlino
Autore: Simon Vouet (1590-1649)
Periodo artistico: 1629
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie, predella con Ultima Cena/Istituzione dell’Eucaristia, 1389-1390

Predella in legno di pioppo, 46,6 x 142,4 cm, opera di Lorenzo Monaco (1370-1430); precedentemente attribuita a Spinello di Luca Spinelli (1330-1410).
Realizzata in Italia nel 1389-1390.
Numero inventario 1108. Acquistato dalla collezione dell’imprenditore EdwardSolly, Berlino nel 1823.

Sulla tavola non ci sono cibi, ma solo un calice e un pane, quindi è raffigurata l’Istituzione dell’Eucaristia.
Lorenzo Monaco, monaco camaldolese, nei suoi primi anni di artista fu influenzato dalle opere di Giotto († 1337). Nella disposizione delle figure attorno al tavolo, Monaco segue un modello molto antico, che permette di identificare i personaggi: Gesù al centro, di fronte allo spettatore, con il suo discepolo preferito san Giovanni che si appoggia al suo petto; gli altri dieci Apostoli siedono ai lati. Giuda, che tradirà Gesù più tardi quella notte, è l’unico seduto dall’altra parte del tavolo. L’architettura che circonda le figure si ispira agli edifici contemporanei di Firenze, ma la resa non è realistica: il tavolo di legno è troppo lungo per i soli due sostegni laterali e le figure sono troppo grandi rispetto alle dimensioni della stanza.

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie
Autore: Lorenzo Monaco (1370-1430)
Periodo artistico: 1389-1390

GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie, predella con Ultima Cena, 1500

Predella di legno di pioppo, (21,8 x 124,5 cm), attribuita a Giannicola di Paolo (1460 – 1544) o alla bottega di Pietro Perugino (1446 – 1523), la cui composizione riprende un disegno, realizzata a Perugia nel 1500.
Un’iscrizione recita: “HOC OPVS FE / CIT FIERI SER / BER (N) ARDINVS /.S.ANGELI. ANNO / SALVT (AT) IS / .M.D.”.
Numero inventario 146A; acquistata dalla collezione Phillip Veit, Francoforte sul Meno nel 1882/83

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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie
Autore: Giannicola di Paolo (1460 - 1544)
Periodo artistico: 1500
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Galleria Nazionale, Ultima Cena di G. von Gebhard, 1870

Olio su tela (193 x304,5 cm) di Eduard von Gebhardt (1838 – 1925).
Nella Galleria Nazionale dei musei statali di Berlino, numero inventario A I 73
Acquistato dalla mostra dell’Accademia di Berlino nel 1872

Il dipinto si basa sul prototipo del Cenacolo di Leonardo da Vinci ma trasferito nel periodo della Riforma nel tentativo di creare un nuovo stile tedesco protestante. Von Gebhardt preparò numerosi schizzi dal 1868. Basò i volti enfaticamente individualizzati dei discepoli sullo studio dei contadini estoni e quindi contrastò l’idealismo.
Il dipinto fu esposto alle mostre mondiali di Vienna nel 1873 e Parigi nel 1878 e stabilì la reputazione internazionale di Gebhardt.

Immagine e notizie da
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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Galleria Nazionale
Autore: G. von Gebhard
Periodo artistico: 1870
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Staatlichen Museen, rilievo di Ultima Cena, 1420-1430

Bassorilievo in alabastro (21,9 x 21,4 x 2 cm) realizzato in Renania.
Numero inventario ID No. 8019, nella Collezione di sculture e Museo di arte bizantina dei musei statali di Berlino o Skulpturensammlung und Museum fürByzantinische Kunst der Staatlichen Museen zu Berlin.

Immagine e informazioni da
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Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Staatlichen Museen
Periodo artistico: 1420-1430
Rilevatore: AC

ANCONA. Museo Diocesano, arazzo con Istituzione dell’Eucaristia su disegno di P.P. Rubens, 1640

L’arazzo (505 x 350 cm) è conservato nella sala 18, l’ultima sala del Museo dove sono esposti quattro arazzi fiamminghi di notevoli dimensioni e di particolare pregio ordinati dalla Confraternita del SS. Sacramento di Ancona agli inizi del XVII secolo; per la loro realizzazione sono stati utilizzati dei cartoni disegnati dal celebre pittore barocco Pieter Paul Rubens (1577-1640).

L’importanza degli arazzi è inoltre determinata dall’ottimo stato di conservazione dei colori originali, impiegati per la tintura dei fili di lana e seta adoperati perla tessitura dei manufatti, favorito anche dal fatto che la loro esposizione avveniva solamente in concomitanza delle festività liturgiche rappresentate: la Natività durante il Natale, l’Istituzione dell’Eucaristia durante il Corpus Domini, la Resurrezione in occasione della Pasqua e l’Assunzione della Vergine il quindici di agosto.

Immagine da Wikimedia Commons

Info da
http://www.museodiocesanoancona.it/pls/ancona/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=22874

Localizzazione: ANCONA. Museo Diocesano - Piazzale Duomo 9
Periodo artistico: 1640
Rilevatore: AC

FOLIGNO (PG). Monastero di Sant’Anna, con affreschi di Ultima Cena nel refettorio (1404-1437/1451) e nella prima campata (1573)

 

Il Monastero di Sant’Anna, o delle Contesse, fu fondato dalla beata Angelina dei Conti di Montegiove e di Marsciano (nata nel 1357) e nel 1388 era già funzionante. Successivamente fu più volte ingrandito e ornato di affreschi recentemente restaurati. In parte ristrutturato nel 1729, conserva molto dell’antica struttura ed è ricco di opere d’arte, in prevalenza di pittori folignati del Quattrocento.
Gli affreschi eseguiti durante la prima fase decorativa negli spazi più rilevanti del monastero furono dalle religiose assegnati al pittore Giovanni di Corraduccio detto Mazzaforte (notizie 1404-1437) e ai suoi diretti collaboratori, tra i quali Andrea di Cagno di Morico (notizie 1418-1446). L’Ultima Cena nell’antico refettorio è attribuita dalla critica recente (1) a quest’ultimo, molto vicino stilisticamente al maestro. Un documento del 5 ottobre 1451, che si riferisce alla vendita di un terreno per ricavare i soldi necessari “in fabrica volte et laborerii costruendis in refectorio”, costituisce il terminus post quem per questi affreschi. Essi raffigurano sulle quattro lunette: le Nozze di Cana e l’Ultima Cena (scene spesso presenti all’interno di refettori); Gesù e gli Apostoli in casa di Marta e Maria e la Cucina di Marta. La presenza delle due figure femminili costituisce un riferimento alla scelta delle monache di Sant’Anna, che alternavano la vita attiva (Marta) alla vita contemplativa (Maria).
L’Ultima Cena presenta gli Apostoli attorno alla tavola quasi quadrata; Giuda ha l’aureola scura.


 

Nella prima campata del primo chiostro sono affrescate le scene: Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta Aurea; La nascita di Maria; La presentazione di Maria al Tempio, attribuite a Francesco Melanzio. Nel registro inferiore vi è un’ Ultima Cena, attribuita a Camillo Angelucci, circa 1573.


(1) Picchiarelli V., La pittura del tardo Medioevo nelle chiese dell’antica diocesi di Foligno – Esiti di un catalogo ragionato, da “BOLLETTINO STORICO DELLA CITTÀ DI FOLIGNO” XXXV-XXXVI (2012-2013) FOLIGNO 2014, pp. 46-47

Immagini da
http://www.iluoghidelsilenzio.it/monastero-di-santanna-foligno-pg/

Link
https://it.wikipedia.org/wiki/Angelina_di_Marsciano

https://www.gazzettadifoligno.it/2012/06/15/la-decorazione-pittorica-dellantico-refettorio-nel-monastero-di-santanna/

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/19302/Mazzaforte%20Giovanni%20di%20Corraduccio%2C%20Ultima%20Cena

Localizzazione: FOLIGNO (PG). Monastero di Sant'Anna
Periodo artistico: 1404-1437/1451 e 1573
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – LONDRA. British Library, miniatura con Ultima Cena dal “Libro d’Ore Sforza”, 1490-1494

Il Libro d’Ore Sforza fu composto tra il 1490 e il 1521.
Attualmente è diviso in quattro volumi (Add. MS 34294, 1-4), che sono foliati continuamente: volume 1, ff. 1-40; volume 2, ff. 41-166; volume 3, ff. 167-250; e volume 4, ff.251-348; più tre fogli staccati (Add. MS 45722, Add. MS 62997, Add. MS 80800).

Il manoscritto è il risultato di due importanti campagne di lavoro. La prima fu intrapresa per Bona Sforza, duchessa di Milano, nel 1490-1494. L’autore delle sue miniature fu il pittore di corte milanese Giovan Pietro Birago (attivo tra il 1471-1513), che secondo Evans (1995) operò con l’assistenza del Maestro Muzio Attendolo, e del Maestro Ferrarese. Secondo una lettera (non datata) da Birago a un destinatario non identificato, una parte sostanziale del manoscritto era già stata consegnata a Bona nel 1494, ma i fogli rimanenti furono rubati da un certo fra Gian Jacopo, che successivamente si recò a Roma e le vendette a fra Biancho, che in seguito li donò a Giovanni Maria Sforzino († 1520, figlio di Francesco Sforza). La parte rubata del manoscritto comprendeva probabilmente un calendario, che manca nel manoscritto.

La seconda campagna fu iniziata da Margherita d’Austria che ereditò il manoscritto, probabilmente nel 1504. Nel 1517 il copista/scriba Etienne de Lale fu incaricato di sostituire le pagine di testo mancanti. Tra il 1519 e il 1521 al pittore Gerard Horenbout di Gand fu affidato il compito di sostituire le miniature mancanti ed egli assunse anche un secondo copista a Bruxelles per integrare le pagine di testo (ci sono i libri dei conti di Margherita d’Austria che documentano queste commissioni).

Il manoscritto comprende: 64 miniature in colori e oro, 48 delle quali eseguite tra il 1490 e il 1494 da Giovan Pietro Birago – tra di esse vi è questa Ultima Cena. Le altre 16 furono eseguite tra il 1519 e il 1521 da Gerard Horenbout e dalla sua bottega.

Immagine da Wikimedia Commons
Notizie da
http://www.bl.uk/manuscripts/FullDisplay.aspx?ref=Add_MS_34294

Il manoscritto è digitalizzato
http://www.bl.uk/manuscripts/Viewer.aspx?ref=add_ms_34294_f041r

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – LONDRA – British Library
Autore: Giovan Pietro Birago
Periodo artistico: 1490-1494
Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza, Ultima Cena, 1485

Opera di seguace del “Maestro della Vergine tra le vergini” circa 1485
Olio su tavola (69,7 x 38 cm). Numero inventario 270 (1956.5), non esposto.

Questo lavoro è stato attribuito a diversi maestri anonimi, stilisticamente legati alla scuola settentrionale dei Paesi Bassi, fino a quando, negli anni 50-63 del secolo scorso, gli storici Karel G. Boon e Colin Eisler non lo assegnarono a un seguace del Maestro della Vergine tra le vergini. Eisler attribuì al pittore anche una tavola del Philadelphia Museum of Art con “Il matrimonio della Vergine” che, insieme a questa Cena, avrebbe potuto far parte di un trittico, il cui pannello centrale non è stato individuato.

In quest’Ultima Cena l’artista ha posto i dodici Apostoli attorno a un tavolo rettangolare che non si adatta perfettamente allo spazio. Alla sinistra è seduto Cristo, di profilo, che ha san Giovanni in grembo e offre il pane a Giuda che si china per riceverlo.
L’anonimo pittore dà un ruolo rilevante alla semplice natura morta che organizza sulla superficie del tavolo. Il bianco scintillante della tovaglia serve a mettere in risalto, al centro, un grande piatto rotondo vuoto circondato da tre pagnotte e da due brocche e tre piatti di metallo. Sono dipinti cinque coltelli, due sul tavolo e gli altri impugnati da Apostoli.

Immagine e informazioni da
https://www.museothyssen.org/coleccion/artistas/maestro-virgo-inter-virgines-seguidor/ultima-cena#obra-read-more

Localizzazione: SPAGNA – MADRID. Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza
Periodo artistico: 1485
Rilevatore: AC

GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie, Ultima Cena del “Maestro del Libro di Casa”, circa 1480

Pala d’altare tedesca, legno di conifere (131 x 75,6 cm), opera del “Maestro del Libro di casa” (prima del 1476? – dopo il 1500) realizzata intorno al 1480
Acquistata dal Museo nel 1930, numero inventario 2073

Sul davanti, a destra Giuda, con abito giallo e senza aureola, è seduto davanti al tavolo, un po’ isolato, mentre cerca di nascondere la borsa con le monete. Giovanni giace addormentato sul petto di Cristo.
Si nota una mosca sul coperchio del cesto in primo piano; essendo un animale considerato impuro è un simbolo del diavolo che entrerà in Giuda dopo che avrà assaggiato il boccone che gli porge Gesù.
Il calice colmo di vino sulla tavola davanti a Cristo sottolinea il carattere sacramentale dell’istituzione dell’Eucaristia. L’atmosfera degli eventi drammatici è catturata in modo impressionante nelle reazioni dei discepoli e nei loro volti. L’osservazione attenta della natura è rivelata dal cielo serale immerso nel crepuscolo rosso-giallo con le nuvole illuminate dagli ultimi raggi del sole al tramonto.

Immagine e informazioni da
http://www.smb-digital.de/eMuseumPlus?service=DynamicAsset&sp=SU5mxm4Yx%2FVbg9LVP7MZLDqo6z5lhONBxez%2FYx5EhVSCZjU0bcvvsnPxkoLiFJnF9QzRY98OZwV1b%0AfnOjhdzPJCrGy%2BOIZxfXys9Yi8S8yOKtGdIyRvDepdZB9DZfvgZw&sp=Simage%2Fjpeg

https://www.smb.museum/en/museums-institutions/gemaeldegalerie/home/

https://it.wikipedia.org/wiki/Maestro_del_Libro_di_casa

Localizzazione: GERMANIA – BERLINO. Gemäldegalerie
Autore: Maestro del Libro di casa
Periodo artistico: 1480
Rilevatore: AC

AUSTRIA – SALISBURGO/SALZBURG. DomQuartier, Residenzgalerie, Ultima Cena di F.A. Maulbertsch

Olio su tela (134,5 x 222,5 cm) di Franz Anton  Maulbertsch (1724–1796), importante pittore del periodo tardo barocco austriaco.
Numero inventario 233

Gli apostoli sono raggruppati attorno a un tavolo e lo scorcio fa apparire la scena agitata e turbolenta: è evidente l’allarme per il previsto tradimento; solo Giovanni, accanto a Gesù, dorme. Di fronte a loro, sulla sinistra, siede Giuda che guarda fuori dal quadro con una sfida negli occhi, mentre nasconde dietro la schiena la borsa con le trenta monete.

Immagine e informazioni da
https://artsandculture.google.com/asset/the-last-supper-maulbertsch-franz-anton-1724%E2%80%931796/tgEM-yozCDFgMg

https://www.domquartier.at/en/residenzgalerie/

Localizzazione: AUSTRIA – SALISBURGO/SALZBURG. DomQuartier, Residenzgalerie
Autore: F.A. Maulbertsch
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

SLUDERNO (BZ). Castel Coira/Churburg, dittico con Ultima Cena, 1415

Il castello fu costruito nel 1253 dai vescovi di Coira e trasformato nel Cinquecento in residenza rinascimentale. Nel cortile, la volta del loggiato al primo piano è affrescata con l’albero genealogico delle famiglie Matsch e Trapp (proprietarie del castello dopo i vescovi: la prima fino al 1504, la seconda tuttora. Ricchissima è la decorazione della sala di Jakob Trapp VII, rilevante è l’armeria, con molte preziose armature

La romanica cappella di San Nicolò conserva una scultura lignea policroma della Madonna in trono con il Bambino (XIV secolo) e un dittico con 12 scene della Passione e morte di Cristo su fondo oro (1415). La prima scena in alto a sinistra raffigura un’Ultima Cena, con gli Apostoli seduti a una tavola rotonda; un piccolo diavolo entra in bocca a Giuda.

Immagine da
https://www.gettyimages.co.nz/detail/news-photo/panel-with-the-last-supper

Link
http://www.churburg.com/it/

Localizzazione: SLUDERNO (BZ). Castel Coira/Churburg
Periodo artistico: 1415
Rilevatore: AC

FRANCIA – BESANÇON. Cattedrale di San Giovanni, rilievo con Ultima Cena di C. Arnoux/Lullier, 1560

Bassorilievo in marmo (30 x 70 cm), eseguito da Claude Arnoux detto Lullier (circa 1510 – 1580).
Questo rilievo doveva essere un elemento del jubé dell’antica cattedrale.

Immagine da Wikimedia Commons
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:%22La_C%C3%A9ne%22_(Lullier).JPG
Link
http://deartibussequanis.fr/sculpture/lullier.php
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Besançon

Localizzazione: FRANCIA – BESANÇON. Cattedrale di San Giovanni
Autore: Claude Arnoux detto Lullier (circa 1510 – 1580)
Periodo artistico: 1560
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – LONDRA. Abbazia di Westminster, mosaico con Ultima Cena, XIX secolo

John Richard Clayton (1827-1913) e Alfred Bell (1832-1895) progettarono diverse finestre per l’Abbazia di Westminster. Clayton eseguì con l’italiano Antonio Salviati il mosaico dell’Ultima Cena sull’altare maggiore. Per quest’opera inventò una tecnica per incassare le tessere nel vetro per preservarne i colori. 

Immagine e informazioni da:
https://www.westminster-abbey.org/abbey-commemorations/commemorations/jr-clayton-alfred-bell

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – LONDRA. Abbazia di Westminster
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

USA – NEW YORK. Metropolitan Museum, vetrata tonda con Ultima Cena, 1515-1525

La vetrata (diametro 20,6 cm) fu forse realizzata ad Amsterdam (NL).
In “The Cloisters Collection”, acquistata nel 1932 da Roy Grosvenor Thomas London and New York; in precedenza di John D. Rockefeller Jr., New York. Numero inventario 32.24.46

Immagine e informazioni da
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/471109

Localizzazione: USA – NEW YORK. Metropolitan Museum
Rilevatore: AC

INDIA – CALCUTTA / KOLKATA. Chiesa di St. John, Ultima Cena di J. Zoffany, 1787

Dipinto del pittore neoclassico tedesco Johann Zoffany (1733 – 1810).
La chiesa di St. John è stata aperta al pubblico nel 1787 con questo dipinto famoso che fu realizzato appositamente.
Si dice che in alcuni Apostoli il pittore abbia raffigurato personaggi contemporanei.

Immagine da Wikimedia Commons

Notizie da
https://www.getbengal.com/details/famous-painter-zoffanys-last-supper-adorns-a-kolkata-church

Localizzazione: INDIA – CALCUTTA / KOLKATA. Chiesa di St. John
Autore: Johann Zoffany (1733 – 1810
Periodo artistico: 1787
Rilevatore: AC

BULGARIA – SOFIA. Monastero di San Giorgio a Kremikovtsi, con Ultima Cena

Il monastero ortodosso bulgaro si trova nell’ex villaggio di Kremikovtsi (Kremikowski), ormai quartiere periferico della capitale bulgara.
Fondato durante il Secondo Impero bulgaro (XII-XIV secolo) e ristabilito nel 1493 da un nobile del luogo, il monastero comprende due chiese, delle quali la più antica è degna di nota per i suoi affreschi del XV secolo, con i colori vivi ben conservati.
Tra essi la raffigurazione dell’Ultima Cena, in stile orientale, con gli Apostoli seduti su una bassa e grande panca intorno a una tavola rotonda.

Immagine da
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Kremikovtsi_Monastery_frescos

Link
https://en.wikipedia.org/wiki/Kremikovtsi_Monastery

Localizzazione: BULGARIA – SOFIA. Monastero di San Giorgio a Kremikovtsi
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – DORDRECHT. Museo di Dordrecht, Ultima Cena di W. Key, 1560

Pittura a olio su pannello (156 x 234 cm) del pittore fiammingo Willem Key (1515 circa – 1568)

Numero inventario DM / 975/501, al Museo per trasferimento dal Comune di Dordrecht nel 1975.
Questo dipinto fu commissionato per la cappella di San Giovanni Evangelista della Grote kerk (Chiesa Grande) a Dordrecht nel 1560, dove rimase fino alla Riforma e nel 1572 fu trasferito nel municipio di Dordrecht.

Immagine da Wikimedia Commons
Notizie da:
https://dordrecht.adlibhosting.com/ais6/Details/collect/4722

Localizzazione: PAESI BASSI - DORDRECHT. Museo di Dordrech
Autore: W. Key
Periodo artistico: 1560
Rilevatore: AC

BELGIO – BRUGES. Musea Brugge, Ultima Cena di G. Van de Woestijne/Woestyne, 1927

Olio su tela, (395 x 300 cm) nel Groeningemuseum, numero inventario 0000.GRO1650.

Il pittore espressionista Gustave Van de Woestijne (1881 – 1947) ha optato risolutamente per un linguaggio innovativo: Gesù e gli Apostoli hanno posture contorte, teste espressive e grandi mani caricaturali. Si siedono strettamente vicini in uno spazio troppo piccolo. Particolare sorprendente: l’artista si ritrae come un Apostolo (terzo da sinistra). Non solo le dimensioni impressionanti, ma anche la vernice applicata sottilmente ricordano la tecnica dell’affresco.

Immagine da Wikimedia Commons

Info da:
https://www.museabrugge.be/collecties/collecties-musea-brugge/het-laatste-avondmaal-gustave-van-de-woestyne

Localizzazione: BELGIO – BRUGES. Musea Brugge
Autore: Gustave Van de Woestijne (1881 – 1947)
Periodo artistico: 1927
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Notre-Dame, scultura lignea di Ultima Cena, 1300-1350

Il patrimonio di sculture della cattedrale di Notre-Dame annovera opere di grande importanza, tra cui l’intero rivestimento ligneo delle transenne del coro, che separano il deambulatorio dall’interno del coro: si tratta di pannelli realizzati nella prima metà del Trecento (anche se i colori furono ritoccati in epoche successive) da tre scultori francesi del tempo, ovvero Pierre de Chelles (documentato tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo), che fu tra gli architetti della cattedrale, Jean Ravy, che fu anche l’architetto a cui si deve l’inizio della costruzione degli archi rampanti del coro della cattedrale, e il nipote di quest’ultimo, Jean le Bouteiller. Le transenne, mutilate durante i restauri settecenteschi, furono restaurate nel secolo successivo nell’ambito dei lavori condotti da Eugène Viollet-le-Duc. 
Verso il deambulatorio, esse presentano una decorazione policroma ad altorilievo disposta su due fasce: in quella inferiore vi è una serie di archetti con, dipinti, gli stemmi degli arcivescovi di Parigi; in quella superiore, invece, scene tratte dai Vangeli. La narrazione ha inizio a partire dall’abside nella transenna di sinistra (nord) dove sono raffigurate scene della Natività e delle vita di Gesù: la Visitazione, l’Annuncio ai pastori, la Natività di Gesù, l’Adorazione dei Magi, la Strage degli Innocenti, la Fuga in Egitto, la Presentazione di Gesù al Tempio, Gesù che discute con i dottori, il Battesimo di Gesù, le Nozze di Cana, l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme, l’Ultima Cena, la Lavanda dei piedi e Gesù nell’Orto degli Ulivi. La narrazione continua sulla transenna di destra e illustra le vicende successive alla Risurrezione di Gesù.

Immagine e notizie da:
https://www.notredamedeparis.fr/decouvrir/sculptures/le-tour-de-choeur/

Localizzazione: FRANCIA - PARIGI. Notre-Dame
Periodo artistico: 1300-1350
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque Mazarine, miniatura con Ultima Cena, 1505

Graduale per l’utilizzo del Convento di Sion a Bruges (Belgio), 1505
Il manoscritto (59,8 x 45 cm), numero inventario 0432, conserva una miniatura con l’Ultima Cena al folio 138-2.

Immagine e info da
http://initiale.irht.cnrs.fr/decor/82293

Localizzazione: FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque Mazarine
Periodo artistico: 1505
Rilevatore: AC

SVIZZERA- ZURIGO. Schweizerisches Nationalmuseum, miniatura con Ultima Cena, 1312 circa

Frammento dal Graduale di St. Katharinental (Turgovia), su pergamena (7 x 7.4 cm), circa 1312
Conservato nella biblioteca del Museo Nazionale Svizzero, numero inventario: LM 71410

La raffigurazione proviene da una iniziale “I”, composta da vari medaglioni, che decorava il f. 87a del Graduale di St. Katharinental. Nel XIX secolo il foglio fu sottratto dal graduale e i medaglioni venduti separatamente. Dei 9 o 10 medaglioni che originariamente costituivano il corpo della lettera si conoscono oggi, oltre a questo, uno con la Cattura di Cristo (Norimberga, Germanisches Nationalmuseum Museum, Inv. Mm. 34 kl), Cristo davanti a Pilato (Zurigo, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 55087), l’Incoronazione di spine (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15932), il Trasporto della croce (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 14312), la Crocifissione (Zurigo, Schweizerisches Nationalmuseum, LM 45751) e la Deposizione di Gesù (Frankfurt am Main, Städelsches Kunstinstitut, Inv. Nr. 15933).
Il frammento appartiene alla Confederazione svizzera, alla Fondazione Gottfried Keller e al Cantone Turgovia.

Notizie a immagine da
http://e-codices.ch/it/list/one/snm/LM071410

Localizzazione: SVIZZERA- ZURIGO. Schweizerisches Nationalmuseum
Periodo artistico: 1312 circa
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque nationale de France, “Images de la vie du Christ et des saints”, miniatura di Ultima Cena, 1280-1290

Conservato nel Dipartimento manoscritti, numero inventario NAF 16251, acquistato tra il 1969 e il 1971 attraverso uno scambio. Il manoscritto è noto anche come Le livre d’images de madame Marie, probabilmente Marie de Rethel, la terza moglie e vedova di Wautier d’Enghien, signore di Mons.
Il volume misura 180 x 130 mm. ha 87 dipinti a piena pagina, con cornice dorata, eseguiti sotto la direzione di un unico caposquadra nell’Hainaut o nel Brabante. La numerazione di questi dipinti è contemporanea così come la maggior parte delle didascalie che compaiono in fondo alla pagina. Le iniziali sono in oro, rosso o blu. Su pergamena, ogni dipinto è isolato da un foglio di carta non scritto.

Una delle caratteristiche di questo libro miniato è la raffigurazione della committente, Madame Marie, in dieci miniature inginocchiata ai piedi dei santi: Michele, Giovanni battista, Paolo, Giovanni evangelista, Giacomo maggiore, Cristoforo, Francesco, Caterina, Margherita (miniatura perduta) e Agnese. I successivi proprietari del manoscritto fecero però cancellare la sua figura, tranne in quella con san Giacomo.

Il folio 30 v, contiene una splendida miniatura con l’Ultima Cena. Gli Apostoli si affollano dietro a Cristo, mentre Giuda è di fronte a lui, inginocchiato mentre riceve un boccone.

Immagine da
https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b72000827/f74.itemLink

Links
https://archivesetmanuscrits.bnf.fr/ark:/12148/cc6033w
https://fr.wikipedia.org/wiki/Livre_d%27images_de_madame_Marie

Localizzazione: FRANCIA – PARIGI. Bibliothèque nationale de France
Periodo artistico: 1280-1290
Rilevatore: AC

FRANCIA – BRETEUIL-SUR-ITON. Chiesa di Saint-Sulpice, vetrata con Ultima Cena

L’edificio romanico risale al  XII secolo, subì modifiche nel XVI secolo.
Conserva una vetrata con Ultima Cena/Istituzione dell’Eucaristia-

Immagine da Wikimedia Commons

Localizzazione: FRANCIA – BRETEUIL-SUR-ITON. Chiesa di Saint-Sulpice
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – AMSTERDAM. Rijksmuseum, Ultima Cena di G.V. Eeckhout

 

Olio su tela, (100 x 142 cm), opera del pittore di Amsterdam Gerbrand van den Eeckhout  (1621 – 1674) firmato e datato 1664.

Nel Museo dal 1910. Numero Inventario SK-A-2507

 

Immagine
https://rkd.nl/nl/explore/images/2712

Link:
https://www.rijksmuseum.nl/en/collection/SK-A-2507

Localizzazione: PAESI BASSI – AMSTERDAM. Rijksmuseum
Autore: G.V. Eeckhout
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, stampa di Ultima Cena di A. Dürer

Xilografia su carta (19,6 x 15,7 cm), XVI secolo, lo stampatore è ignoto, l’originale è nella serie della Passione di Cristo di Albrecht Dürer (1471 – 1528).
Entrata nel Museo nel 1941; proveniente dalla Libreria dell’Accademia delle Scienze. Inventario numero: ОГ-388046

Una stampa col medesimo soggetto è conservata in USA Detroit

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/04.+engraving/856633

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Autore: Albrecht Dürer
Periodo artistico: XVI secolo

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona di osso intagliato con Ultima Cena

Osso intagliato, pannello in legno (37 x 31 cm). Icona realizzata in Russia, inizi XIX secolo.

Entrata all’Ermitage nel 1951; trasferito dall’ex Dipartimento di Storia del Museo Etnografico dei Popoli dell’URSS
Numero di inventario ЭРК-876. Non esposta

 

Un’altra icona simile è schedata in:
https://www.ultimacena.afom.it/russia-san-pietroburgo-museo-statale-di-storia-della-religione-bassorilievo-con-ultima-cena-xix-secolo/

 

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1154568

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: inizi XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona quadrilobata con Ultima Cena

Pannello di legno dipinto a tempera (12,1 х 17,5 cm), produzione russa del XIX secolo

Entrata all’Ermitage nel 1994; trasferito secondo la volontà di G.D. Dushin. Numero di inventario ЭРЖ-3182. Non esposta.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/157552

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona rotonda con Ultima Cena, XIX secolo

Pannello di legno dipinto a olio (diametro 39 cm), prodotto in Russia nel XIX secolo.

Entrato all’Ermitage nel 1977; trasferito dal dipartimento delle finanze dell’amministrazione del distretto Moskovsky, Leningrado
Numero di inventario ЭРЖ-2794. Non esposto

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/153093

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, icona con Ultima Cena, XIX secolo

Pannello di legno dipinto a tempera (13,9 х 17,6 х 1,4 cm), prodotto in Russia nel XIX secolo

Entrato all’Ermitage nel 1983; trasferito dal dipartimento delle finanze dell’amministrazione del distretto di Nizhegorodsky, città di Nizhny Novgorod (Gor’ky)
Numero di inventario ЭРЖ-2941. Non esposto.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/154268

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, tabacchiera con Ultima Cena

Opera russa, in cartapesta dipinta a olio e laccata (2,1 x 10,3 cm), primo quarto del XIX secolo.

Entrata all’Ermitage nel 1951; proveniente dal Museo Etnografico dei Popoli dell’URSS (l’ex Dipartimento di Storia); già in F.M. Collezione Plyushkin.
Numero di inventario ЭРРз-9. Non esposta.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1070675

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: primo quarto del XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia incisa con Ultima Cena, la Natività e i Simboli del Potere Reale e Spirituale

Madreperla intagliata (16,2 x 15,7 x 2,6 cm), realizzata in Palestina, 1830 -1840
Entrata all’Ermitage nel 1985; acquistata da un privato. Numero inventario ЭРРз-5687. Non esposta.

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1108221

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia incisa con Ultima Cena e altre scene sacre, 1830-1860

La conchiglia raffigura: la Natività, l’Annunciazione, la Resurrezione e l’Ultima Cena
Materiale: madreperla intagliata, probabilmente realizzata in Russia (24,7 x 22,9 x 3,1 cm)
In custodia permanente nel 1974; già nella Collezione del Museo Etnografico dei Popoli dell’URSS, l’ex Dipartimento di Storia. Numero inventario ЭРРз-672. Non esposta.

Immagine e informazioni da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1091511

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: 1830-1860
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia rotonda incisa con Ultima Cena

Madreperla intagliata, tondo (diametro 17 cm), realizzata in Palestina, XIX secolo

Precedentemente appartenente allo United Exchange Fund of the State Hermitage. Numero di inventario ЭРРз-3099. Non esposta.

Immagine e informazioni da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/1093876

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, conchiglia ovale incisa con Ultima Cena

Conchiglia di madreperla con incisione e doratura; raffigura “L’ultima cena” e, sotto, “L’adorazione del Bambino”. Misura 11 х 14 cm (con il pinnacolo).

Realizzata in Palestina, Betlemme e Gerusalemme, seconda metà del XIX secolo
Entrata all’Ermitage nel 2017; acquistata da un privato. Nella collezione Arte Orientale. Non esposta. Numero di inventario W-1537

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/4557760

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: seconda metà del XIX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, Ultima Cena, scuola fiamminga, XVI secolo

Olio su tela (50 x 82 cm), di Artista sconosciuto di scuola fiamminga. XVI secolo (da un originale italiano)
Entrato nell’Eremitage nel 1779; acquistato dalla collezione R. Walpole, Houghton Hall, Inghilterra. Non esposto. Numero di inventario ГЭ-1536

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/38817

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, piatto con Ultima Cena, XVI secolo

Piatto in rame, smalto, bronzo; pittura policroma, parzialmente montata su lamina, doratura, contro-smalto trasparente; (27,2 x 21,2 cm).
Opera del francese Leonard Limosin, a Limoges, metà del XVI secolo
Entrato nell’Ermitage nel 1925; trasferito dalla EV Shuvalova Memorial Home.
Esposto nella sala 274. Numero di inventario: Ф-2638

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/08.+applied+arts/229964

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage, Ultima Cena di F. Fortebasso

Olio su tela, (132 x 193 cm), Realizzata nel 1762. Opera di Francesco Fontebasso (1709-1768/69). Il pittore veneziano si recò a San Pietroburgo tra il 1761 ed il 1762, dove realizzò tele e affreschi per il Palazzo d’Inverno.

L’Ultima Cena era originariamente posta sull’iconostasi  (1) della Chiesa Grande del Palazzo d’Inverno.
Nel Museo è esposto nella sala 271; numero inventario ЭРЖ-2449

Immagine e notizie da
https://www.hermitagemuseum.org/wps/portal/hermitage/digital-collection/01.+paintings/337301

Localizzazione: RUSSIA – SANPIETROBURGO. Museo Hermitage
Autore: Francesco Fortebasso
Periodo artistico: 1761-1762
Note storiche: (1) Nell'ambito della Chiesa ortodossa russa l'iconostasi (il tramezzo di separazione tra il presbiterio in cui si celebra la Messa e la navata in cui stanno i fedeli prevede, in genere, cinque ordini di icone: Patriarchi; Profeti; Feste liturgiche; Deisis / deesis (preghiera) che costituisce il registro centrale e principale dove si trovano le icone dei santi in posizione di preghiera intorno a Cristo Pantocratore; le icone locali o del tempio, poste nell'ordine più in alto, che vengono spesso cambiate a seconda della festività.
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – EDIMBURGO. Scottish National Gallery, Istituzione dell’Eucaristia, seconda serie dei Sette Sacramenti, di N. Poussin, circa 1647

Olio su tela (117 x 178 cm), numero inventario: NGL 067.46 F

Nicolas Poussin (1594 – 1665) dipinse due serie dei ”Sette Sacramenti”, tra i quali l’Istituzione dell’Eucaristia o Ultima Cena. Per il dipinto della prima serie, vedi scheda.

La seconda serie fu dipinta per Paul Fréart de Chantelou negli anni tra il 1644 e il 1648 e fu acquistata da Francis Egerton, terzo duca di Bridgewater, nel 1798.
I dipinti passarono per eredità ai Conti di Ellesmere, l’ultimo dei quali divenne Duca di Sutherland nel 1964.
L’intera seconda serie è attualmente in prestito alla Scottish National Gallery, a Edimburgo, come parte del Lascito Bridgewater e i sette dipinti della serie occupano un’apposita sala.

Poussin cercò di rappresentare i rituali con accuratezza storica e archeologica, inserendoli nel contesto della chiesa paleocristiana di Roma. L’architettura, i dettagli degli arredi, i tipi di viso e i tendaggi sono tutti basati sullo studio attento dell’artista di resti antichi e arte classica. In tutti i sette dipinti, Poussin crea l’effetto di uno spazio angusto simile a un palcoscenico popolato di figure le cui pose e gesti sono attentamente orchestrati per chiarire la narrazione.
Gli Apostoli , in questa tela dell’Istituzione dell’Eucaristia, sono in gruppo e adagiati su divani in stile romano. La figura isolata di Giuda, proiettata in ombra, esce a sinistra.
La luce proiettata dal candelabro coglie dettagli dell’austero contesto architettonico e mette in risalto i gesti degli Apostoli.

Immagine da
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Seven_Sacraments_-_Holy_Eucharist_II_(1647)_-_Poussin_-_NGofScotland.jpg

Link
https://www.nationalgalleries.org/art-and-artists/8668/sacrament-holy-eucharist?artists%5B15089%5D=15089&search_set_offset=7


Il disegno preparatorio (15,7 x 24,5 cm) di questo dipinto si trova al Louvre di Parigi. Dalla collezione di Paul Fréart de Chantelou (1609-1694); di Sir Thomas Lawrence (1769-1830); di His de la Salle (1795-1878) e da lui donato al Louvre nel 1866.; inventario numero MI 992

Link:
https://www.louvre.fr/en/oeuvre-notices/eucharist


Una copia del dipinto, di autore anonimo, olio su tela di 100 x 130 cm, è conservata a Madrid nel museo della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Inventario numero 0267.

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – EDIMBURGO. Scottish National Gallery
Autore: Nicolas Poussin (1594 – 1665)
Periodo artistico: 1644 - 1648
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – CAMBRIDGE. Fitzwilliam Museum, Istituzione dell’Eucaristia, prima serie dei Sette Sacramenti, di N. Poussin

Nicolas Poussin (1594 – 1665) dipinse due serie de ”I sette Sacramenti”, tra i quali l’Istituzione dell’Eucaristia o Ultima Cena.

Dipinta tra il 1637 e il 1640, la prima serie fu commissionata da Cassiano del Pozzo, in seguito venduta ai Duchi di Rutland nel 1784 e conservata a Belvoir Castle (Leicestershire).
Questa serie è stata dispersa perché un quadro andò bruciato, uno venduto al Fitzwilliam e altri due a diversi acquirenti. I Duchi sono ancora proprietari del dipinto dell’Istituzione dell’Eucaristia e lo hanno attualmente concesso in prestito al Fitzwilliam Museum, insieme ad altri due.

Il dipinto misura 95,5 x 121 cm.

Per la seconda serie vedi scheda

Immagine da Wikimedia Commons

Link
https://www.fitzmuseum.cam.ac.uk/

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – CAMBRIDGE. Fitzwilliam Museum
Autore: Nicolas Poussin (1594 – 1665)
Periodo artistico: 1637 - 1640
Rilevatore: AC

FRANCIA – TOUTENCOURT. Chiesa di Saint-Léger, con Ultima Cena

La chiesa conserva un dipinto su tavola del XVII secolo che rappresenta l’Ultima Cena 

Immagine da
https://www.richesses-en-somme.com/patrimoine-des-églises/la-cène-dernier-repas-de-jésus/ 3/7

Link
https://www.pop.culture.gouv.fr/notice/palissy/PM80005326?mainSearch=%22TOUTENCOURT.%20%C3%89glise%20Saint-L%C3%A9ger%22&last_view=%22list%22&idQuery=%2232bf2-855e-516-7653-c67a4da34788%22

Localizzazione: FRANCIA – TOUTENCOURT. Chiesa di Saint-Léger
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – SAINT-GERMAN-LES-BAINS, frazione Saint-Nicolas-de-Véroce, Chiesa di Saint-Nicolas, con copia del Cenacolo di Leonardo

Affresco, 1856

La chiesa è uno dei gioielli dell’arte barocca alpina della, costruita tra il 1725 e il 1729 grazie agli apporti finanziari dei venditori ambulanti e degli espatriati in Germania.
La decorazione della volta fu realizzata nel 1856 da Joseph e Laurent Avondo, con uno sfondo azzurro molto caratteristico e restaurata recentemente.
Sul soffitto della navata, una copia dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è raffigurata in un medaglione quadrilobato, circondato di quattro allegorie: fede, carità, speranza e religione.


Immagine da
http://loprazcondus.canalblog.com/archives/2008/08/28/10374027.html

Localizzazione: FRANCIA – SAINT-GERMAN-LES-BAINS, frazione Saint-Nicolas-de-Véroce, Chiesa di Saint-Nicolas
Autore: Joseph e Laurent Avondo
Periodo artistico: 1856
Rilevatore: AC

AUSTRALIA – SIDNEY. Cattedrale di Sant’Andrea, vetrata con Ultima Cena

Vetro colorato,  John Hardman, 1868

Progettata principalmente da Edmund Blacket sulle fondamenta poste da James Hume, la costruzione della Chiesa fu iniziata nel 1837. Conclusa e consacrata nel 1868, è la cattedrale più antica d’Australia.

Nel 1860 Blacket commissionò a John Hardman la fornitura di 27 finestre, tra cui una finestra ovest a 6 luci e una finestra est a 7 luci, che furono installate per la consacrazione nel 1868. La ditta John Hardman Trading Co., fondata nel 1838 a Birmingham, iniziò a produrre vetrate nel 1844 e divenne uno dei principali produttori mondiali. L’azienda ha chiuso nel 2008.
I soggetti delle vetrate sono la vita e le parabole di Gesù. Tra esse quella con L’Ultima Cena.

 

Immagini e notizie da
https://en.wikipedia.org/wiki/St_Andrew%27s_Cathedral,_Sydneyr

Localizzazione: AUSTRALIA -SIDNEY. Cattedrale di Sant'Andrea
Autore: John Hardman
Periodo artistico: 1868
Rilevatore: AC

GERMANIA – ROTHENBURG OB DER TAUBER, Chiesa di San Giacomo, con Ultima Cena scolpita

Nella St-Jakobs-Kirche (Chiesa di San Giacomo) vi è l’Altare del Sacro Sangue (Heilig-Blut-Altar) di Tilman Riemenschneider (circa 1460 – 1531), 1500 circa.

Il monumentale altare è l’unica reliquia di questo tipo in una chiesa luterana in Germania e fu ordinato dal consiglio comunale di Rothenburg ob der Tauber nel 1499 come vetrina per il reliquiario. Esso è una croce di metallo con al centro una capsula di cristallo di rocca che contiene il Sacro Sangue; risale al 1270 circa, quando un sacerdote durante la messa, versò del vino consacrato.

Tilman Riemenschneider, famoso scultore e intagliatore di legno di Würzburg, ebbe l’incarico di scolpire le statue per l’altare mentre un artigiano locale, Erhard Harschner, realizzò la cornice e la struttura di base. Nel 1505, l’Altare del Sacro Sangue, alto 9,7 m, fu completato e installato nella Cappella del Sacro Sangue nella luminosa abside occidentale. Riemenschneider scolpì in legno di tiglio le statue per l’altare, che non fu mai dipinto o dorato, cosa insolita per l’epoca, ma frequente nelle sue opere.
L’ordine cronologico della storia viene letto al centro da sinistra a destra e poi dal basso verso l’alto: Cristo entra a Gerusalemme, Ultima Cena (al centro), Notte nell’orto del Getsemani. Una Crocifissione sorprendentemente piccola in basso, poi il reliquiario e in alto con un Cristo sofferente (Schmerzensmann) iconografia di Gesù martirizzato e con i segni delle stimmate, ma risorto ed asceso al cielo.

Il contratto ricevuto da Tilman Riemenschneider per la creazione dell’altare del sacro sangue nel 1501 era molto specifico su questa parte dell’altare: la croce doveva essere montata su una colonna tenuta in posizione da due angeli inginocchiati; ai lati una raffigurazione della Vergine Maria e dell’arcangelo Gabriele.
La centralità dell’Ultima Cena è legata al concetto teologico, perché durante essa il vino divenne il sangue di Cristo.

 

Immagini da Wikimedia Commons e da
https://www.european-traveler.com/germany/see-the-tilman-riemenschneider-holy-blood-altar-in-rothenburg-ob-der-tauber/

Localizzazione: GERMANIA – ROTHENBURG OB DER TAUBER, Chiesa di San Giacomo
Autore: Tilman Riemenschneider (circa 1460 - 1531)
Periodo artistico: 1500 circa
Rilevatore: AC

GERMANIA – NORIMBERGA. Chiesa di San Sebaldo, con rilievo di Ultima Cena, 1370/80

La chiesa, intitolata a San Sebaldo (in tedesco Sebald; in latino Sebaldus, che fu un religioso ed eremita vissuto nella zona di Norimberga nel secolo VIII), contiene una serie di rilievi con episodi della Passione di Cristo, che furono realizzati intorno al 1370-1380, quando fu costruito il coro. L’Ultima Cena si trova nel lato anteriore dei contrafforti del coro est.
Attualmente vi è una copia fedele realizzata nel XIX secolo.

Lo stemma è della famiglia Groland, secondo Gerhard Weilandt (The Sebalduskirche in Nuremberg, Petersberg 2007, p. 471, nota 140).

Un altro rilievo, successivo, è conservato nella chiesa, vedi scheda.

Immagine e notizie da
https://www.nuernberg.museum/projects/show/1040-passionsreliefs

Localizzazione: GERMANIA – NORIMBERGA. Chiesa di San Sebaldo
Periodo artistico: 1370-1380
Rilevatore: AC

USA – NEW YORK. Metropolitan Museum, rilievo da Colonia con Ultima Cena

Rilievo in calcare, tracce di policromia (63,5 x 39,4 x 16,5 cm), realizzato nel 1500 – 1530
Proveniente da The Friedsam Collection, lascito di Michael Friedsam, 1931. Numero di inventario 32.100.143

La cattedrale di Colonia aveva una “casa sacramentale” che conteneva gli elementi per celebrare la messa, realizzata dallo scultore Franz Maidburg († 1533), che fu smantellata nel diciannovesimo secolo.
Il rilievo fu prodotto a Colonia o nei Paesi Bassi.

Immagine e notizie da
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/467461

Localizzazione: USA – NEW YORK. Metropolitan Museum
Periodo artistico: 1500 – 1530
Rilevatore: AC

TURCHIA – GÖREME. Tokali Kilise, con Ultima Cena

Affresco, X secolo

In questa zona della Cappadocia vi sono circa 150 chiese rupestri, patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO dal 1985.
Questa chiesa, il cui nome significa “Chiesa della fibbia/fermaglio” fu scolpita nella roccia di tufo vulcanico ed è la più grande chiesa rupestre di Göreme.

Tokalı kilise è formata da quattro aule: la “Chiesa vecchia”, la “Chiesa nuova” che è la più grande, la “Cappella laterale” (parekklesion) e la “Chiesa inferiore”. 
La “Chiesa vecchia” risale al X secolo e in origine aveva una volta a botte a navata unica, ma la sua abside fu distrutta quando fu aggiunta la “Chiesa nuova” alla fine del X o all’inizio dell’XI secolo. 
La caratteristica notevole della “Chiesa vecchia” è la navata principale contenente affreschi del X secolo in stile “provinciale”; le aggiunte più recenti sono affreschi dell’XI secolo, nelle tre absidi.
Il programma decorativo più elaborato e antico è il ciclo cristologico situato nella volta a botte. Su ogni lato della volta ci sono tre registri narrativi contenenti 32 scene raffiguranti la tradizionale divisione tripartita della vita di Cristo; l’infanzia, i miracoli e la Passione. Tra queste ultime, la scena dell’Ultima Cena, un po’ danneggiata.

Immagine da Wikimedia Commons

Link
https://www.wikiwand.com/en/Churches_of_Goreme

Localizzazione: TURCHIA – GÖREME. Tokali Kilise
Periodo artistico: X secolo
Rilevatore: AC

TURCHIA – GÖREME. Karanlik Kilise, con Ultima Cena

Affresco, XI secolo

In questa zona della Cappadocia vi sono circa 150 chiese rupestri, patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO dal 1985.
Questa chiesa, il cui nome significa “Chiesa Oscura”, fu scolpita nella roccia di tufo vulcanico. Gli affreschi che ricoprono le pareti e l’edificio stesso risalgono alla metà dell’XI secolo.

L’Ultima Cena, con la tipica iconografia bizantina, è la meglio conservata tra quelle del territorio. Cristo è a capotavola alla sinistra, Pietro all’altro capo. Giuda è l’Apostolo che sporge il braccio sulla tavola.

Immagine da
http://www.goreme.org/churches/karanlik/

https://www.akg-images.com/archive/The-Last-Supper-2UMDHUQAONBA.html

Localizzazione: TURCHIA – GÖREME. Karanlik Kilise
Periodo artistico: XI secolo
Rilevatore: AC

FELTRE (BL). Chiesa di San Benedetto a Celarda, con Ultima Cena

Affresco, XV – XVI (?) secolo

Citata per la prima volta nel 1386, la piccola chiesa a Celarda si presenta interamente affrescata. I più antichi dipinti sono stati realizzati tra il XIV e il XV secolo e trovano collocazione nella zona absidale: al centro della parete di fondo, in alto san Benedetto, a destra sant’Antonio Abate, a sinistra san Sebastiano (Antonio Rosso secolo XV); al centro in basso di nuovo sant’Antonio Abate e santa Caterina d’Alessandria (secolo XIV). Le figure sono entro riquadri emersi intatti dopo lo spostamento dell’altar maggiore. Al tardo ‘400 risalgono le pregevoli decorazioni sulla volta a crociera. Motivo di interesse sono le pale d’altare, fra le quali una Madonna con il Bambino, san Benedetto e san Rocco di Giovanni Buonagrazia. La chiesa è stata restaurata nel 1998.

Il grande affresco dell’Ultima Cena occupa la parete sinistra della chiesetta, di autore ignoto e incerta datazione.


Bibliografia:
Giuditta Guiotto, Gli affreschi nella chiesa di S. Benedetto a Celarda, in: “Archivio storico di Belluno, Feltre e Cadore” 1998.

Immagini e notizie da
http://www.chiesettebellunesi.it/chiesette/san-benedetto

Localizzazione: FELTRE (BL). Chiesa di San Benedetto a Celarda
Periodo artistico: XV - XVI (?) secolo
Rilevatore: AC

PERÚ – LIMA. Basílica, Convento e Museo di San Francisco, con Ultima Cena di Diego de la Puente

Olio su tela, opera del pittore gesuita Diego de la Puente (Belgio 1586 – Lima 1663), realizzata nel 1658, collocato sulla parete di fondo del refettorio del convento, ora sala del Museo.

 

L’Ultima Cena dipinta da Diego de la Puente raffigura ingredienti e piatti tipici peruviani, come un porcellino d’India invece dell’agnello (come del dipinto a Cuzco vedi scheda), patate e peperoncini, uno in primo piano al centro della tavola. Un diavoletto è accanto a Giuda, il secondo Apostolo a destra di Gesù.

 

 

 

 

Immagine da
http://52.183.37.55/system/artworks/avatars/000/001/552/original/1552.jpg?1431723419

https://steemit.com/photography/@stephenthorburn/my-five-51-or-photos-or-travel-or-peru-or-lima-or-la-iglesia-de-san-francisco

Localizzazione: PERÚ – LIMA. Basílica, Convento e Museo di San Francisco - "Basílica y Convento de San Francisco" è il nome spagnolo del Monastero di San Francesco situato a Lima, a sud del Parque la Muralla e un isolato a nord-est da Plaza Mayor
Autore: Diego de la Puente (Belgio 1586 - Lima 1663),
Periodo artistico: 1658
Rilevatore: AC

PERÚ – CUZCO (Cusco). Cattedrale di Santo Domingo, con Ultima Cena di M. Zapata

Olio su tela del pittore peruviano Marcos Zapata (circa 1710 – 1773), dipinta nel 1753 circa.

L’opera, di grandi dimensioni, è collocata nella “Catedral Basílica de la Virgen de la Asunción”, costruita tra il 1560 e il 1664 sul sito ove era il palazzo dell’imperatore inca Viracocha.
Questo dipinto fonde le tradizioni culturali occidentali con quelle peruviane, pur rimanendo fedele al simbolismo cristiano all’interno del soggetto: invece del tradizionale agnello, Zapata presenta un piatto di cuy, o porcellino d’India, una prelibatezza andina ricca di significati culturali perché era tradizionalmente un animale sacrificale nelle feste agricole Inca e in questo modo offre un parallelo all’agnello cristiano. (Anche nell’Ultima Cena conservata a Lima vi è il cuy invece dell’agnello, vedi scheda.)

Immagini da Wikimedia Commons e da
https://www.ticketmachupicchu.com/cathedral-cusco/

Localizzazione: PERÚ -CUZCO (Cusco). Cattedrale di Santo Domingo,
Autore: Marcos Zapata (circa 1710 – 1773),
Periodo artistico: 1753
Rilevatore: AC

URBINO (PU). Galleria Nazionale delle Marche, Comunione degli Apostoli di Giusto di Gand

Pittura a olio su tavola realizzata nel 1473-1476

La pala (288 x 321 cm) è opera di Joos van Wassenhove detto Giusto di Gand (1430 circa – 1480 circa) e probabilmente terminata da Pedro Berruguete (450 circa – 1504 circa).
Proveniente dalla Chiesa della Confraternita del Corpus Domini di Urbino; dal 1703 nella chiesa di Sant’Agata di Urbino, in seguito Collegio degli Scolopi di Urbino. Nelle collezioni della Galleria Nazionale delle Marche dal 1881. Restaurato negli anni settanta del Novecento.

Come la predella con il ‘Miracolo dell’ostia profanata’, che originariamente la completava, anche questa pala d’altare inizialmente fu commissionata a Paolo Uccello; successivamente l’incarico passò a Piero della Francesca e infine a Giusto di Gand di cui sono documentati i pagamenti nel 1473 e 1474. La scelta di un pittore fiammingo sarebbe dovuta alle preferenze artistiche di Federico da Montefeltro.
“Le vicende esecutive si sono recentemente arricchite grazie a un disegno del 1632, conservato presso la Biblioteque nationale di Parigi, che documenta come il dipinto recasse la firma, oggi non più visibile, “Petrus Hispanus pinxit’, identificato da gran parte della critica con Pedro Berruguete. Si può’ ipotizzare quindi che l’opera sia stata iniziata da Giusto di Gand – di cui non si hanno attestazioni urbinati dal 1474 – e completata dal pittore spagnolo non oltre il 1476.” (1)

“La pala propone un tema figurativo piuttosto insolito, un’iconografia di origine bizantina, rarissima nell’arte occidentale. Viene presentato il momento dell’istituzione dell’Eucarestia non attraverso l’illustrazione del passo evangelico, bensì privilegiando la trasposizione rituale dell’evento. Nella tavola è rappresentato Gesù in atto di distribuire la comunione agli Apostoli, inginocchiati intorno a lui e al tavolo-altare sul quale sono appoggiati, a sinistra, il vino e il calice (che alludono all’Eucaristia) e, a destra, un’ampolla d’acqua e una saliera (che alludono al Battesimo); lungo la stessa direttrice si possono notare, a terra, una brocca e un bacile, allusivi alla lavanda dei piedi. Sul lato destro, inoltre, si può riconoscere il Duca Federico, accompagnato dal piccolo Guidubaldo, in braccio alla balia (o forse alla madre Battista Sforza), da alti dignitari (Ottaviano Ubaldini e Costanzo Sforza?) e da un personaggio in ricchi abiti orientali, probabilmente un medico ebreo di nome Isaac, ambasciatore dello Scià di Persia, convertitosi al Cristianesimo e battezzato a Urbino da papa Sisto IV. Assistono alla scena due angeli in volo.

Molti studi hanno dimostrato che la complessa iconologia del dipinto, considerato nel suo insieme di pala e predella, è stata scelta non solo per esprimere particolare devozione verso l’Eucarestia, insita nell’intitolazione della confraternita committente, ma anche per riferirsi all’accesa polemica antiebraica, all’epoca molto diffusa. La tavola, che presenta scarsa unità compositiva e una certa sproporzione dei personaggi, forse anche a causa del grande formato, inconsueto per un artista fiammingo, colpisce per l’attenta resa micrografica degli oggetti e, nonostante i danni subiti nel tempo, un suggestivo uso del colore, con toni di rosso, verde, blu e grigio-azzurro stesi a larghe campiture sullo sfondo monocromo bruno. Purtroppo lo stato di conservazione dell’opera risulta piuttosto precario a causa di un lavaggio effettuato con la soda.” (2)

Pala e predella formavano un insieme racchiuso entro un’unica cornice e i due pezzi furono separati prima dell’ingresso nel Museo. La predella (43 × 351 cm totali) è di Paolo di Dono detto Paolo Uccello (1397 circa – 1475), dipinta nel 1467-1468, per approfondimenti vedi: http://www.gallerianazionalemarche.it/collezioni-gnm/paolo-uccello-miracolo-dellostia-profanata/.

 

 

Immagini da Wikimedia Commons

Testi da
(1) http://www.culturaitalia.it/

(2) https://www.movio.beniculturali.it/pmmar/eccellenzegallerianazionaledellemarche/it/37/joos-van-wassenhove-detto-giusto-di-gand-comunione-degli-apostoli 3/3

Localizzazione: URBINO (PU). Galleria Nazionale delle Marche
Autore: Joos van Wassenhove detto Giusto di Gand (1430 circa - 1480 circa) e altri
Periodo artistico: 1473-1476
Rilevatore: AC

CORTONA (AR). Museo diocesano, Comunione degli Apostoli, Luca Signorelli

Olio su tavola (232 x 220 cm), di Luca Signorelli (1450 circa – 1523), databile al 1512.

L’opera è esposta nella sala 4 del Museo e proviene dall’altare maggiore della Chiesa del Gesù a Cortona.
Nel dipinto si trovano due iscrizioni collocate sui primi capitelli del loggiato, in lettere capitali, dove figurano la firma del pittore e la data di esecuzione dell’opera: a sinistra «LUCAS SIGNOREL/LVS CORYTHONE/NSIS PINGEBAT» e a destra «MDXII».

L’opera utilizza un’iconografia fiamminga piuttosto rara in Italia (probabilmente derivata dalla Pala del Corpus Domini, 1472-1474 di Giusto di Gand a Urbino, vedi scheda).
Sullo sfondo di un portico classicheggiante, ripreso dalle pale di Perugino, Cristo è al centro degli Apostoli, che gli stanno disposti tutt’intorno scalando ai lati in una composizione piramidale. Egli tiene in mano un piatto con le ostie che sta dando agli Apostoli, ritratti in varie posture e con colori sgargianti negli abiti. Spicca in primo piano la figura di Giuda Iscariota, ampiamente lodata da Vasari, che si volta verso lo spettatore e, abbassando lo sguardo, tiene tra le mani la borsa con i denari appena ricevuti per il tradimento.
Rispetto alle tradizionali “Ultime Cene”, non è raffigurata la tavola, ma il dipinto si riferisce sempre alla cena del giovedì santo.

L’opera era probabilmente completata da una predella, ricostruita dallo storico dell’arte Mario Salmi e composta di tre pannelli che raffigurano: Incontro dei discepoli sulla via di Emmaus e Cena in Emmaus nella collezione Julius Weitznel (il primo ora al Museo di Detroit e il secondo in collezione privata) e Santa Caterina d’Alessandria nel Museo Horne di Firenze.

Immagine e notizie da
https://it.wikipedia.org/wiki/Comunione_degli_Apostoli_(Signorelli)

Link
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_diocesano_(Cortona)
https://www.cortonaweb.net/musei-a-cortona/museo-diocesano/
https://diocesi.arezzo.it/cultura/museo-diocesano-del-capitolo-di-cortona/

Localizzazione: CORTONA (AR). Museo diocesano, Piazza Duomo 1 , ex Chiesa del Gesù
Autore: Luca Signorelli (1450 circa - 1523)
Periodo artistico: 1512
Rilevatore: AC

CORTONA (AR). Museo diocesano, Ultima Cena della bottega di Luca Signorelli

La raffigurazione dell’Ultima Cena compare sulla predella del “Compianto sul Cristo morto”, dipinto a tempera su tavola (270 x 240 cm) di Luca Signorelli (1450 circa – 1523), databile al 1502.

L’opera è esposta nella sala 4 del Museo e proviene dalla Basilica di Santa Margherita, che si trova nel piazzale omonimo a Cortona.

La predella raffigura quattro episodi degli eventi anteriori alla Passione: Orazione nell’orto, Ultima Cena, Cattura di Cristo e Flagellazione. Qui lo stile è più sbrigativo, eseguite probabilmente dalla bottega su disegno del maestro. Le piccole dimensioni non diminuiscono però l’accuratezza e precisione dei particolari del dipinto della Cena che si svolge su un tavolo a “U”.


Immagini da
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Luca_signorelli,_compianto,_cortona,_predella,_02_ultima_cena.jpg

https://it.wikipedia.org/wiki/Compianto_sul_Cristo_morto_(Signorelli)

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_diocesano_(Cortona)

https://www.cortonaweb.net/musei-a-cortona/museo-diocesano/

https://diocesi.arezzo.it/cultura/museo-diocesano-del-capitolo-di-cortona/

Localizzazione: CORTONA (AR). Museo diocesano, Piazza Duomo 1 , ex Chiesa del Gesù
Autore: bottega di Luca Signorelli (1450 circa - 1523)
Periodo artistico: 1502
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – CAMBRIDGE. Fitzwilliam Museum, Ultima Cena, 1580-1620

Disegno del “Maestro della Deposizione Fitzwilliam”, attivo a Roma, 1580 circa – 1620 circa; guazzo, pennello e inchiostro con riflessi dorati su pergamena.
Lasciato in eredità al Museo da Marlay, Charles Brinsley, 1912. Inventario numero 2412261

Immagine da
http://www-img.fitzmuseum.cam.ac.uk/img/pdp/pdp38/254.jpg

https://museu.ms/collection/object/132520/the-last-supper

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – CAMBRIDGE. Fitzwilliam Museum
Periodo artistico: 1580-1620
Rilevatore: AC

FRANCIA – ABBEVILLE. Chiesa di Saint-Sylvin-de-Mautort, con Ultima Cena

Rilevo ligneo alla base dell’altare

Questa Ultima Cena presenta solo 11 Apostoli, ma c’è in primo piano uno sgabello rovesciato perché Giuda è già andato via!

Immagine da
https://www.richesses-en-somme.com/patrimoine-des-%C3%A9glises/la-c%C3%A8ne-dernier-r

Link
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_Saint-Silvin_de_Mautort

Localizzazione: FRANCIA – ABBEVILLE. Chiesa di Saint-Sylvin-de-Mautort
Rilevatore: AC

GERMANIA – MONACO DI BAVIERA. Alte Pinakothek, copia del Cenacolo di Leonardo, XVII secolo

Olio su tela (76 x 122 cm), copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci, XVII secolo
Nella Sammlung Schack (Collezione Schack). Non esposto, numero di inventario 2388
Proviene dalla galleria di Mannheim, 1799
La copia differisce per la presenza di due anfore sul pavimento, per lo sfondo con una sola finestra, per i diversi sostegni della tavola.
(L’autore è ignoto, in passato vi era stata un’ipotetica attribuzione a Nicolas Poussin.)

Immagine e notizie da
https://www.sammlung.pinakothek.de/de/artwork/Qr4DyabxpE

Localizzazione: GERMANIA – MONACO DI BAVIERA. Alte Pinakothek
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – MONTFARVILLE. Chiesa di Notre Dame, copia del Cenacolo di Leonardo di G. Fouace

Olio su tela, di grandi dimensioni, posta sul soffitto sopra l’altare, opera di Guillaume Fouace (1837 – 1895) realizzata nel 1880-1882

La chiesa risale al XIII secolo. Nel 1879 il parroco, dopo un viaggio a Roma, volle far decorare la volta e il coro e per quest’opera ricorse al pittore Guillaume Fouace e trovò i donatori per pagarlo.
Tra il 1880 e il 1882, Fouace eseguì 19 dipinti che adornano la volta a botte e raffigurano episodi evangelici. Tra essi la grande Ultima Cena ispirata al Cenacolo di Leonardo da Vinci.


Immagini da Wikimedia Commons

Localizzazione: FRANCIA – MONTFARVILLE. Eglise Notre Dame
Autore: Guillaume Fouace (1837 – 1895)
Periodo artistico: 1880-1882
Rilevatore: AC