GEORGIA – TIBLISI. Centro nazionale georgiano dei manoscritti, miniatura di Ultima Cena dai “Quattro Vangeli Mokvi”, inizio XIV secolo

 

I Quattro Vangeli Mokvi è un manoscritto miniato del 1300,  copiato in georgiano con la scrittura nuskhuri e riccamente decorato nella cattedrale Mokvi in Abkhazia.
Il manoscritto ha 329 pagine, ciascuna delle dimensioni di 30 x 23,5 cm, e 157 miniature dipinte su oro.
Questo testo fu copiato da un certo monaco Ephraim per volere di Daniele, arcivescovo di Mokvi, e donato alla Cattedrale della Santa Vergine. L’autore delle miniature presumibilmente si formò a Costantinopoli intorno al 1290 e portò lo stile bizantino in Georgia.
Il manoscritto fu poi trasportato al Monastero di Gelati vicino a Kutaisi, dove era ancora conservato nel 1880. Fu poi portato in un museo a Tbilisi ed evacuato in Francia dopo l’invasione sovietica della Georgia come parte dei tesori del museo georgiano nel 1921.
Fu rimpatriato nell’allora Georgia sovietica nel 1945 e trovò dimora presso il Centro nazionale dei manoscritti; numero inventario Q-902.

Una delle miniature, nel folio 89v, raffigura l’Ultima Cena con gli Apostoli attorno ad un tavolo rotondo e Cristo, sdraiato secondo l’antica iconografia, si trova sulla estremità destra.

 

Link:
https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Mokvi_Gospels&oldid=1024340708

https://agenda.ge/en/news/2015/624

https://it.xcv.wiki/wiki/Georgian_National_Center_of_Manuscripts

https://manuscript.ge/

Localizzazione: GEORGIA – TIBLISI. Centro nazionale georgiano dei manoscritti
Periodo artistico: inizio XIV secolo
Rilevatore: AC

USA – SPRINGFIELD. Mercy Hospital Springfield, Ultima Cena, 1971

 

Il grande dipinto (244 x 610 cm circa) fu realizzato nel 1971 da suor Mary Agnes Mayer (1900 – 1992) che è stata supervisore di laboratorio al Mercy dal 1933 al 1961, quindi artista residente presso l’ospedale, dove aveva uno studio al primo piano, fino al 1974.

Suor Mary Agnes mentre dipinge l’Ultima Cena, 1972

Il dipinto dell’Ultima Cena, che si ispira al Cenacolo di Leonardo, è stato appeso nella caffetteria del Mercy Hospital dal 1971 al 2016. Dopo l’apertura del nuovo centro dovrebbe essere rimesso in esposizione.

Un primo ospedale fu aperto nel 1891 dalle Suore della Misericordia, altre strutture furono realizzate nei decenni successivi. Nel 2020 è stato aperto il nuovo “Mercy Heart Hospital Springfield”.

 

Immagine e informazioni da:
https://eu.news-leader.com/story/news/local/ozarks/2019/07/26/what-happened-last-supper-painting-mercy-hospital-springfield/1805925001/

Localizzazione: USA – SPRINGFIELD. Mercy Hospital Springfield
Autore: suor Mary Agnes Mayer (1900 – 1992)
Periodo artistico: 1971
Rilevatore: AC

RUSSIA – ORLINO.  Chiesa della Trasfigurazione del Salvatore, Ultima Cena di K. Ivanov, 1991-92

 

Nella regione di San Pietroburgo/Leningrado, distretto di Gatchinsky, sorge il borgo di Orlino con la Chiesa (di rito ortodosso) della Trasfigurazione (Спасо-Преображенская церковь) costruita tra il 1807 e 1809. Chiusa nel 1938, solo nel 1990 fu restituita alla comunità dei credenti.
Conserva l’iconostasi con “l’Ultima Cena e figure di Santi” realizzata nel 1991- 92, seguendo l’iconografia tradizionale, dal pittore Konstantin Kirillovich Ivanov (1938). In legno, dipinta a olio e con intagli decorativi.
Nella fotografia l’opera è ancora in fase di completamento, nello studio del pittore.

 

Immagine da:
http://www.abc-people.com/event/supper/supper-pic3.htm

https://www.liveinternet.ru/community/1726655/post118039871/

Localizzazione: RUSSIA – ORLINO.  Chiesa della Trasfigurazione del Salvatore K. Ivanov, 1991-92
Autore: Konstantin Kirillovich Ivanov (1938 )
Periodo artistico: 1991-92
Rilevatore: AC

RUSSIA – KIRILLOV. Monastero di San Cirillo, icona di Ultima Cena, 1497

 

Nel 1397 l’archimandrita del monastero di Simonov, Cirillo, arrivò nella vasta area dell’antica Beloozero e lì fondò il monastero che nei secoli crebbe notevolmente. La vasta area murata comprende due priorati separati con undici chiese, la maggior parte delle quali risalgono al XVI secolo.
Il monastero fu secolarizzato e trasformato in Museo nel 1924. La biblioteca e alcuni tesori furono trasferiti a Mosca e a San Pietroburgo. I monaci sono stati riammessi nel convento di Ivanovsky solo nel 1998.

La città di Kirilov crebbe nelle vicinanze del monastero nel XX secolo.
La maggior parte del monastero è ancora oggi amministrata come “Museo di storia, arte e architettura Kirillo-Belozersky”.

Esso conserva anche un’icona del 1497  raffigurante un‘Ultima Cena con Gesù e i dodici Apostoli intorno a un tavolo rotondo.

Iconografia simile all’icona conservata nella Galleria Tret’jakov, a Mosca, vedi scheda

 

Immagine da:
http://www.abc-people.com/event/supper/supper-pic17.htm

Link:
www.russianmuseums.info/M782

https://en.wikipedia.org/wiki/Kirillo-Belozersky_Monastery

http://kirmuseum.ru/en/

Localizzazione: RUSSIA - KIRILLOV. Monastero di San Cirillo
Rilevatore: AC

CITTÀ DEL VATICANO. Loggia di Raffaello, Ultima Cena

 

Nel Palazzo di Niccolò III, al secondo piano, la loggia, ora chiusa da vetrata, corre lungo lungo tutto il lato est, per una lunghezza di circa 65 e una larghezza circa quattro. È divisa in tredici piccole campate coperte da volta a padiglione. Sotto ciascuna volta si trovano quattro “storie” a fresco contornate da cornici a stucco di forma varia, mentre agli angoli si trovano grottesche o decorazioni architettoniche; al centro delle volte si trovano stemmi o altre figure. Le prime dodici volte riportano episodi del Vecchio Testamento, l’ultima del Vangelo.

Raffaello dovette limitarsi a ideare la decorazione in generale, sovrintendere ai lavori e fornire, non sempre, i disegni per le “storie”. Vasari elencò tra i partecipanti all’impresa Giovanni da Udine, capo-decoratore, Giulio Romano, Giovan Francesco Penni, Tommaso Vincidor da Bologna, Vincenzo Tamagni, Perin del Vaga, Pellegrino da Modena, Polidoro da Caravaggio “e molti altri pittori”.
La decorazione iniziò tra la fine del 1517 e il 1518 e si concluse nei primi mesi del 1519.
Della loggia esiste una riproduzione fedele nel Palazzo d’Inverno del Museo dell’Ermitage a San Pietroburgo voluto dalla zarina Caterina II di Russia (XVIII secolo).

La tredicesima volta è affrescata con Storie di Cristo, tutte riferite da Vasari a Perin del Vaga (1501 – 1547), attribuzione accettata dalla maggior parte degli studiosi successivi. [Per altri, invece fu Tommaso Vincidor, in base a raffronti tra la Natività e l’arazzo della seconda serie vaticana dello stesso soggetto].
Le quattro scene sono: la Natività, l‘Adorazione dei Magi, il Battesimo e l’Ultima Cena, tutte di forma esagonale.

Immagini da: Wikimedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Loggia_di_Raffaello

Localizzazione: CITTÀ DEL VATICANO. Loggia di Raffaello
Autore: Perin del Vaga
Periodo artistico: 1517/18-1519
Rilevatore: AC

UCRAINA – OBLAST’ di TERMOPIL’. Cattedrale della Madre di Dio di Zarvanytsya, con Ultima Cena

 

La chiesa sorge nel villaggio di Zarvanytsya, nella regione (oblast’) con capitale Termopil’.
La prima menzione del luogo sacro risale al 1458. Monastero cattolico di rito bizantino.

Conserva un affresco che raffigura l’Ultima Cena, con gli Apostoli sdraiati secondo la tradizione antica. Cristo al centro della tavola a ferro di cavallo, eccezionalmente volge le spalle allo spettatore, accanto a lui san Giovanni.

 

Immagine da:
http://www.abc-people.com/event/supper/supper-pic23.htm

Localizzazione: UCRAINA – OBLAST' di TERMOPIL'. Cattedrale della Madre di Dio di Zarvanytsya
Rilevatore: AC

SANSEPOLCRO (AR). Museo civico, Ultima Cena di A. e R. Cantagallina, 1604

 

Olio su tela (250 x 480 cm), opera dei fratelli Antonio e Remigio Cantagallina.
Esposta al piano terra – Sala 1.
Proviene dall’antico refettorio del Monastero delle monache di San Bartolomeo a Sansepolcro.
Interessanti sono le nature morte rappresentate dalle stoviglie e dai cibi disposti sulla tavola, insieme al particolare del diavoletto sotto lo sgabello di Giuda, che si volge verso lo spettatore e tiene la borsa con i denari.

 

Antonio Cantagallina, architetto e pittore, nacque forse a Sansepolcro nella seconda metà del Cinquecento ed è documentato sino al 1616. Risulta essere stato prete. L’unica memoria della sua attività pittorica è rappresentata dall’Ultima Cena, firmata e datata assieme al fratello Remigio nel 1604. Ad Antonio, che fu soprattutto architetto e di lui si conservano opere, si pensa debba essere attribuita l’intelaiatura architettonica del dipinto.
Remigio Cantagallina (1582/1583 – 1656) fu incisore e pittore.

Il primo nucleo del Museo risale al 1850, quando sono state raccolte nella sala decorata con l’affresco della Resurrezione di Piero della Francesca varie opere provenienti dal territorio circostante. L’attuale allestimento risale al 1975, ma è stato ampliato e modificato nel 1985-88 e con altri lavori effettuati dal 1994 al 1998. Questi hanno permesso il recupero di alcuni ambienti sotterranei dove è stata allestita un’esposizione di reperti archeologici.

 

Immagine da:
https://mmg.inera.it/frontend/san-sepolcro/oggetti-esposti/ultima-cena-3

Link:
http://www.museocivicosansepolcro.it/biografie.aspx
http://www.museocivicosansepolcro.it/collezzioni.aspx

Localizzazione: SANSEPOLCRO (AR). Museo civico
Autore: A. e R. Cantagallina
Periodo artistico: 1604
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – WARWICK. Chiesa di Santa Maria Immacolata, paliotto scolpito con Ultima Cena

 

La chiesa, di rito  cattolico romano, fu eretta nel 1860, una delle prime con questa dedicazione in Gran Bretagna, opera dell’architetto Edward Welby Pugin (1834 – 1875).

Paliotto dell’altare in pietra scolpita, che raffigura l’Ultima Cena (forse realizzato all’epoca della costruzione della chiesa).

Immagini da:
https://www.stmary-immaculate.org.uk/history-and-heritage.html

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – WARWICK. Chiesa di Santa Maria Immacolata
Periodo artistico: 1860 circa (?)
Rilevatore: AC

GERMANIA – ERGOLDING. Chiesa di San Giovanni a Piflas, con scultura di Ultima Cena, XX secolo

 

La chiesa, di rito cattolico romano, fu edificata nel 1995-96 come chiesa filiale della parrocchiale di San Corrado a Landshut. Ornata con sculture dell’artista Christine Stadler (1922 – 2001). Tra esse un’Ultima Cena.

 

Immagine da:
http://es.dreamstime.com/última-cena-iglesia-de-san-john-piflas-germany-juan-en-alemania-image190821797

Link:
https://de.zxc.wiki/wiki/St._Johannes_(Piflas)

Localizzazione: GERMANIA – ERGOLDING. Chiesa di San Giovanni a Piflas
Autore: Christine Stadler (1922 - 2001)
Periodo artistico: XX secolo
Rilevatore: AC

RUSSIA – SERGIEV POSAD. Museo-riserva statale di storia e arte, Ultima Cena di S. Ushakov, 1685

 

Il Museo della città di Sergev Posad, a circa 75 km a nord-est di Mosca, istituito nel 1920, conserva una ricca collezione di opere d’arte russa dal XIV al XX secolo.
Il Museo fa parte del famoso complesso architettonico del “Monastero (lavra) della Trinità di San Sergio” che fu fondato attorno al 1345 da da uno dei più venerati santi russi, Sergio di Radonež, ed è uno dei più importanti centri religiosi della Russia, iscritto nella Lista del Patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO nel 1993.
In esso vi sono alcune chiese, come la Cattedrale dell’Assunzione, nel cuore del monastero, commissionata dallo zar Ivan il Terribile nel 1559 per celebrare la vittoria sui Mongoli a Kazan e completata 26 anni più tardi.
Parte del monastero è adibito a museo, aperto al pubblico.


Dipinto dell’Ultima Cena
(44 x 61 cm) realizzato nel 1685 da Simon Ushakov (1626–1686). L’icona fu collocata sopra le Porte Reali nell’iconostasi (1) della Cattedrale dell’Assunzione del Monastero della Trinità di San Sergio; oggi è esposta nella sacrestia della stessa Cattedrale.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
http://www.russianmuseums.info/M484

https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_della_Trinità_di_San_Sergio

http://old.museum-sp.ru/Ecoll_icon7.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Simon_Ushakov

Localizzazione: RUSSIA - SERGIEV POSAD. Museo-riserva statale di storia e arte
Autore: Simon Ushakov
Periodo artistico: 1685
Note storiche: (1) Nell'ambito della Chiesa ortodossa russa l'iconostasi (il tramezzo di separazione tra il presbiterio in cui si celebra la Messa e la navata in cui stanno i fedeli prevede, in genere, cinque ordini di icone: Patriarchi; Profeti; Feste liturgiche; Deisis / deesis (preghiera) che costituisce il registro centrale e principale dove si trovano le icone dei santi in posizione di preghiera intorno a Cristo Pantocratore; le icone locali o del tempio, poste nell'ordine più in alto, che vengono spesso cambiate a seconda della festività.
Rilevatore: AC

REPUBBLICA CECA – KROMĔŘĬŽ. Museo archidiocesano, Ultima Cena di P. Coecke van Aelst, 1528

 

Olio su tela (112 x 164 cm), dipinto da Peter Coecke van Aelst (1502-1550)

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.muo.cz/en/collections/paintings–44/pieter-coecke-van-aelst–258/

 


Molte altre copie di questo dipinto, opera del pittore o della sua bottega sono in vari musei, sul mercato o in collezioni private.

Belgio – Liegi
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-liegi-musee-des-beaux-arts-de-liege-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Belgio – Bruxelles
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-bruxelles-musees-royaux-des-beaux-arts-de-belgique-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Gran Bretagna – Grantham. Belvoir castle
https://www.ultimacena.afom.it/gran-bretagna-grantham-belvoir-castle-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1527/

Paesi Bassi – Den Bosch
https://www.ultimacena.afom.it/paesi-bassi-den-bosch-museo-del-brabante-settentrionale-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1529-31/

Polonia -Varsavia, copia
https://www.ultimacena.afom.it/polonia-varsavia-museo-nazionale-copia-del-xvi-secolo-di-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst/

Repliche o copie in collezioni private.
Olio su tavola di quercia (60,8 x 78,7 cm) del 1538, venduta da Sothebys nel 2016, sul rovescio ha quattro sigilli di ceralacca (probabilmente) con lo stemmadei Feuquières di Picardie), altra versione del dipinto del museo di Bruxelles
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_workshop_-_Last_Supper_097L16034_8ZGGY.jpg
https://www.sothebys.com/fr/auctions/ecatalogue/2016/old-master-british-paintings-day-l16034/lot.106.html

Olio su tavola (78,5 x 111 cm) venduta da Cristie nel 2013
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_studio_-_Last_Supper_2013_AMS_03028_0016.jpg
https://www.christies.com/lot/lot-studio-of-pieter-coecke-van-aelst-i-5675661/?

Olio su tavola (61 x 80,3) datata 1545 (in alto al centro, nella vetrata); iscritto e datato ‘ANNO’ ‘NO[V] 1545’ (centro sinistra e centro destra, sui tondi a rilievo); inscritto ‘FVNDA.LAPIDE.CLADIO:ViCiT.DAVID.GOLiATH.’ (in alto a sinistra, sul tondo in rilievo); e con l’iscrizione ‘ABEL CLAMAT.DE.TERRA.VOX SANGViNi’ (in alto a destra, sul tondo in rilievo), venduta da Christie’s il 6 luglio 2011
https://www.christies.com/lot/lot-5460712/?intObjectID=5460712

Localizzazione: REPUBBLICA CECA – KROMĔŘĬŽ. Museo archidiocesano
Autore: P. Coecke van Aelst
Periodo artistico: 1528
Rilevatore: AC

POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale, copia del XVI secolo di Ultima Cena di P. Coecke van Aelst

 

Olio su tavola di piccole dimensioni (43 x 58 cm). Copia di una delle Ultime Cene di Peter Coecke van Aelst (1502-1550) che si trovano in vari musei.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://cyfrowe.mnw.art.pl/en/catalog/506410

 


Molte altre copie di questo dipinto, opera del pittore o della sua bottega sono in vari musei, sul mercato o in collezioni private.

Belgio – Liegi
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-liegi-musee-des-beaux-arts-de-liege-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Belgio – Bruxelles
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-bruxelles-musees-royaux-des-beaux-arts-de-belgique-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Gran Bretagna – Grantham. Belvoir castle
https://www.ultimacena.afom.it/gran-bretagna-grantham-belvoir-castle-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1527/

Paesi Bassi – Den Bosch
https://www.ultimacena.afom.it/paesi-bassi-den-bosch-museo-del-brabante-settentrionale-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1529-31/

Repubblica Ceca – Kroměříž
https://www.ultimacena.afom.it/repubblica-ceca-kromeriz-museo-archidiocesano-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1528/

Repliche o copie in collezioni private.
Olio su tavola di quercia (60,8 x 78,7 cm) del 1538, venduta da Sothebys nel 2016, sul rovescio ha quattro sigilli di ceralacca (probabilmente) con lo stemmadei Feuquières di Picardie), altra versione del dipinto del museo di Bruxelles
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_workshop_-_Last_Supper_097L16034_8ZGGY.jpg
https://www.sothebys.com/fr/auctions/ecatalogue/2016/old-master-british-paintings-day-l16034/lot.106.html

Olio su tavola (78,5 x 111 cm) venduta da Cristie nel 2013
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_studio_-_Last_Supper_2013_AMS_03028_0016.jpg
https://www.christies.com/lot/lot-studio-of-pieter-coecke-van-aelst-i-5675661/?

Olio su tavola (61 x 80,3) datata 1545 (in alto al centro, nella vetrata); iscritto e datato ‘ANNO’ ‘NO[V] 1545’ (centro sinistra e centro destra, sui tondi a rilievo); inscritto ‘FVNDA.LAPIDE.CLADIO:ViCiT.DAVID.GOLiATH.’ (in alto a sinistra, sul tondo in rilievo); e con l’iscrizione ‘ABEL CLAMAT.DE.TERRA.VOX SANGViNi’ (in alto a destra, sul tondo in rilievo), venduta da Christie’s il 6 luglio 2011
https://www.christies.com/lot/lot-5460712/?intObjectID=5460712

Localizzazione: POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale,
Autore: da P. Coecke van Aelst
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – DEN BOSCH. Museo del Brabante settentrionale, Ultima Cena di P. Coecke van Aelst, 1529-31

 

Olio su tavola (55,6 x 65,8 cm) dipinto nel 1529-1531 da Peter Coecke van Aelst (1502-1550).
Di dimensioni minori rispetto alle altre opere con il medesimo soggetto conservate in altri musei.
Numero inventario 11098

Nella città di s-Hertogenbosch, più nota informalmente come Den Bosch, si trova il Noord Brabants Museum che racchiude molte opere d’arte, soprattutto di artisti olandesi.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
http://collectie.hetnoordbrabantsmuseum.nl/Details/collect/5127

https://en.wikipedia.org/wiki/Noordbrabants_Museum

 


Molte altre copie di questo dipinto, opera del pittore o della sua bottega, sono in vari musei, sul mercato o in collezioni private.

Belgio – Liegi
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-liegi-musee-des-beaux-arts-de-liege-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Belgio – Bruxelles
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-bruxelles-musees-royaux-des-beaux-arts-de-belgique-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Gran Bretagna – Grantham. Belvoir castle
https://www.ultimacena.afom.it/gran-bretagna-grantham-belvoir-castle-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1527/

Polonia -Varsavia, copia:
https://www.ultimacena.afom.it/polonia-varsavia-museo-nazionale-copia-del-xvi-secolo-di-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst/

Repubblica Ceca – Kroměříž
https://www.ultimacena.afom.it/repubblica-ceca-kromeriz-museo-archidiocesano-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1528/

Repliche o copie in collezioni private.
Olio su tavola di quercia (60,8 x 78,7 cm) del 1538, venduta da Sothebys nel 2016, sul rovescio ha quattro sigilli di ceralacca (probabilmente) con lo stemmadei Feuquières di Picardie), altra versione del dipinto del museo di Bruxelles
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_workshop_-_Last_Supper_097L16034_8ZGGY.jpg
https://www.sothebys.com/fr/auctions/ecatalogue/2016/old-master-british-paintings-day-l16034/lot.106.html

Olio su tavola (78,5 x 111 cm) venduta da Cristie nel 2013
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_studio_-_Last_Supper_2013_AMS_03028_0016.jpg
https://www.christies.com/lot/lot-studio-of-pieter-coecke-van-aelst-i-5675661/?

Olio su tavola (61 x 80,3) datata 1545 (in alto al centro, nella vetrata); iscritto e datato ‘ANNO’ ‘NO[V] 1545’ (centro sinistra e centro destra, sui tondi a rilievo); inscritto ‘FVNDA.LAPIDE.CLADIO:ViCiT.DAVID.GOLiATH.’ (in alto a sinistra, sul tondo in rilievo); e con l’iscrizione ‘ABEL CLAMAT.DE.TERRA.VOX SANGViNi’ (in alto a destra, sul tondo in rilievo), venduta da Christie’s il 6 luglio 2011
https://www.christies.com/lot/lot-5460712/?intObjectID=5460712

Localizzazione: PAESI BASSI – DEN BOSCH. Museo del Brabante settentrionale
Autore: P. Coecke van Aelst
Periodo artistico: 1529-31
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – GRANTHAM. Belvoir castle, Ultima Cena di P. Coecke van Aelst, 1527

 

Olio su tavola (136 × 165 cm), dipinto da Peter Coecke van Aelst (1502-1550).
Conservato a Belvoir castle, residenza dei Duchi di Rutland.
Esposto a New York, Metropolitan Museum, per la mostra “Grand Design: Pieter Coecke van Aelst and Renaissance Tapestry” October 7, 2014 – January 11, 2015.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/239296

 


Molte altre copie di questo dipinto, opera del pittore o della sua bottega sono in vari musei, sul mercato o in collezioni private.

Belgio – Liegi
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-liegi-musee-des-beaux-arts-de-liege-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Belgio – Bruxelles
https://www.ultimacena.afom.it/belgio-bruxelles-musees-royaux-des-beaux-arts-de-belgique-ultima-cena-di-p-c-van-aelst/

Paesi Bassi – Den Bosch
https://www.ultimacena.afom.it/paesi-bassi-den-bosch-museo-del-brabante-settentrionale-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1529-31/

Polonia -Varsavia, copia:
https://www.ultimacena.afom.it/polonia-varsavia-museo-nazionale-copia-del-xvi-secolo-di-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst/

Repubblica Ceca – Kroměříž
https://www.ultimacena.afom.it/repubblica-ceca-kromeriz-museo-archidiocesano-ultima-cena-di-p-coecke-van-aelst-1528/

Repliche o copie in collezioni private.
Olio su tavola di quercia (60,8 x 78,7 cm) del 1538, venduta da Sothebys nel 2016, sul rovescio ha quattro sigilli di ceralacca (probabilmente) con lo stemmadei Feuquières di Picardie), altra versione del dipinto del museo di Bruxelles
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_workshop_-_Last_Supper_097L16034_8ZGGY.jpg
https://www.sothebys.com/fr/auctions/ecatalogue/2016/old-master-british-paintings-day-l16034/lot.106.html

Olio su tavola (78,5 x 111 cm) venduta da Cristie nel 2013
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pieter_Coecke_van_Aelst_studio_-_Last_Supper_2013_AMS_03028_0016.jpg
https://www.christies.com/lot/lot-studio-of-pieter-coecke-van-aelst-i-5675661/?

Olio su tavola (61 x 80,3) datata 1545 (in alto al centro, nella vetrata); iscritto e datato ‘ANNO’ ‘NO[V] 1545’ (centro sinistra e centro destra, sui tondi a rilievo); inscritto ‘FVNDA.LAPIDE.CLADIO:ViCiT.DAVID.GOLiATH.’ (in alto a sinistra, sul tondo in rilievo); e con l’iscrizione ‘ABEL CLAMAT.DE.TERRA.VOX SANGViNi’ (in alto a destra, sul tondo in rilievo), venduta da Christie’s il 6 luglio 2011
https://www.christies.com/lot/lot-5460712/?intObjectID=5460712

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – GRANTHAM. Belvoir castle
Autore: P. Coecke van Aelst
Periodo artistico: P. Coecke van Aelst
Rilevatore: AC

LECCE. Cattedrale di Santa Maria Assunta con Ultima Cena, fine XVII secolo

 

Lo splendido soffitto ligneo a lacunari della Cattedrale risale al 1685 e conclude superiormente la navata centrale, il transetto e il presbiterio.
Nel soffitto sono incastonate interessanti tele, opere sei-settecentesche attribuite al pennello di Giuseppe da Brindisi oppure al più noto Carlo Rosa e alla sua bottega (1613 – 1678). Nella navata centrale vi sono tre tele con episodi della vita di Sant’Oronzo: l’apostolato con la Predicazione, l’episcopato con la Protezione dalla Peste e il Martirio.

L’incrocio del transetto con la navata centrale accoglie invece il dipinto dell’Ultima Cena.

Immagini da:
http://www.brundarte.it/2014/03/17/la-cattedrale-di-lecce-e-la-sua-piazza/

https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Lecce

Localizzazione: LECCE. Cattedrale di Santa Maria Assunta
Autore: Giuseppe da Brindisi oppure Carlo Rosa
Periodo artistico: fine XVII secolo
Rilevatore: AC

BRESSANONE/BRIXEN (BZ). Museo Diocesano, Ultima Cena di Leonhard von Brixen, 1470 circa

 

Il Museo Diocesano ha sede nel Palazzo Vescovile, che fu edificato tra il 1255 ed il 1265 e ristrutturato in epoca rinascimentale e barocca; venne istituito nel 1901 con lo scopo di conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico proveniente dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta e San Cassiano e dal territorio diocesano.
Negli anni Venti del Novecento vi fu un ampliamento delle sale espositive. Negli anni Cinquanta il Museo venne riaperto al pubblico con un nuovo allestimento, dopo che, con lo spostamento della sede vescovile da Bressanone a Bolzano, gli ambienti storici della residenza vescovile erano disponibili per la nuova sede. Il Museo fu riorganizzato nel 2001 ed ha varie sezioni dal Medioevo a oggi che comprendono: statue, dipinti, oggetti di oreficeria e arte tessile, vetrate, mobili, un’ampia collezione di presepi, l’appartamento imperiale e quello vescovile.

 

Tra le opere d’arte che conserva, vi sono alcuni dipinti di Leonhard von Brixen (Lienhart Scherhauff), pittore e intagliatore attivo, all’incirca, tra 1438 e 1475/1476, tra cui tavole d’altare con la Passione di Cristo e scene della vita di Pietro e Paolo realizzate nel 1470 circa.

Tra essi una tavola con un‘Ultima Cena. Sulla tavola pani e un solo calice. Gli Apostoli si affollano ai due lati del Cristo, mentre Giuda, senza aureola, con i capelli rossi, la veste gialla e una borsa a zaino, intinge il boccone nel piatto di Gesù.

 

Immagine da:
https://www.alamy.it/fotos-immagini/abendmahl.html

Localizzazione: BRESSANONE/BRIXEN (BZ). Museo Diocesano
Autore: Leonhard von Brixen
Periodo artistico: 1470 circa
Rilevatore: AC

TAORMINA (ME). Cattedrale di San Nicolò, con altorilievo di Ultima Cena, 2013 e con piccola copia del Cenacolo di Leonardo, XV-XVI secolo

L’antica Cattedrale conserva un altorilievo in creta, il paliotto della mensa dell’altare maggiore raffigurante l’ Ultima Cena e realizzato dal maestro contemporaneo Turi Azzolina.
Di grandi dimensioni, 260 x 135 cm, dopo la cottura è stato trattato con una tecnica particolare per renderlo di aspetto marmoreo.


Nella Cattedrale è conservata anche una pala d’altare del pittore messinese Alfonso Franco (1466 – 1523), che rappresenta la Vergine Maria con Gesù Bambino in trono, fra il Profeta Elia e san Giovanni Battista; nella parte alta la figura del Padre Eterno con davanti a sé Cristo crocifisso.
Nella parte bassa del dipinto, sulla predella del trono della Madonna, una piccola forma circolare contiene una copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci, e il nome del pittore.


Immagini e info:
https://www.vaitaormina.com/taormina-franz-buda-al-duomo-una-bellissima-opera-dellartista-turi-azzolina/

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187892-d3752782-Reviews-Duomo_di_Taormina-Taormina_Province_of_Messina_Sicily.html

http://www.blogtaormina.it/2015/01/30/turi-azzolina-artista-di-naxos-e-del-mondo/195876/

http://www.arcipreturataormina.org/old/storia_della_basilica_cattedrale.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Taormina



La Cattedrale conserva un Polittico (proveniente dall’ex chiesa di San Sebastiano, poi intitolata a Sant’Agostino e oggi Biblioteca comunale) realizzato nel 1504 dal pittore Antonio / Antonello de Saliba (1466 circa – 1535). Raffigura la Vergine Maria col Bambino al centro in basso, ai lati san Sebastiano e san Girolamo (a destra). Nel registro superiore, al centro, la Deposizione di Cristo, ai lati le figure a mezzobusto di sant’Agata e santa Lucia (a destra).
Nella predella, divisa in cinque scomparti, “Gesù con Apostoli e Santi”.  NON si tratta di un’Ultima Cena, come scrivono alcuni siti, perché non c’è il tavolo, né le vivande, né la figura di Giuda; inoltre Apostoli e Cristo non compiono i gesti tipici dei Cenacoli. Altri polittici del Quattrocento-Cinquecento presentano nella predella le figure degli Apostoli, come questo.

Localizzazione: TAORMINA (ME). Cattedrale di San Nicolò
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – WINDSOR. Chiesa parrocchiale di S. Giovanni battista, con Ultima Cena di Francis Cleyn, XVII secolo

 

Appeso nella Galleria Ovest della Chiesa parrocchiale di Windsor, è conservato un olio su tela opera del pittore tedesco Francis (de) Cleyn (1582 – 1658) che studiò a Roma al seguito del Parmigianino.

Nel 1660, Brian Duppa, Vescovo di Winchester e Prelato dell’Ordine della Giarrettiera donò il quadro alla Cappella di San Giorgio – la cappella del Castello reale di Windsor. Durante la Grande Ribellione si salvò perché era stato arrotolato e seppellito insieme al piatto dell’altare di San Giorgio. Qualche tempo prima del 1698 il dipinto fu “tagliato con cattiveria”, ma fortunatamente la lacerazione era sullo sfondo in alto e non danneggiò le figure; nel 1698 fu “rinfrescato e fatta per esso una nuova bella cornice”. Nel 1702, o 1707, fu mostrato al pittore Antonio Verrio e a Sir James Thornhill e ad altri esponenti della cultura dell’epoca, i quali lo apprezzarono molto e, spostato dalla cappella di Urswick, il dipinto fu appeso sopra l’altare di San Giorgio in sostituzione dell’arazzo “Nostro Signore e i suoi discepoli a Emmaus” tratto da opera di Tiziano.

Il quadro fu ripulito nel 1739 e nel 1756. Nel 1788, quando furono apportate ampie modifiche alla Cappella di San Giorgio, il dipinto fu donato da re Giorgio III alla Chiesa Parrocchiale di Windsor.  Un’immagine della vecchia Chiesa lo mostra in uso come pala d’altare dal 1788 in poi. Quando la Parrocchiale fu ristrutturata nel 1865 occupò nuovamente il posto d’onore sopra l’altare.
Intorno al 1870, quando fu aggiunta l’attuale abside arrotondata, il dipinto dovette essere rimosso e posto nella Galleria Ovest.
Nel 1913 fu pulito, restaurato e rifoderato. Nel 1959 fu nuovamente restaurato e poi ancora nel 2003.

Il dipinto presenta una accurata rappresentazione del cibo tradizionale della Pasqua come descritto in Esodo, 12. Un “agnello giovane  arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere” è centrale sulla tavola e su altri piatti sono “’il pane azzimo e le erbe amare”. Un’altra caratteristica è quella che sembra essere l’asciugamano con cui Gesù aveva lavato i piedi dei discepoli gettati sulla spalla della Sua veste azzurra. La mano del Salvatore è alzata in segno di benedizione.

Immagine e notizie da Wikimedia e da:
http://numberonelondon.net/2016/02/post-tour-windsor-st-johns-church/

http://www.windsorparishchurch.org.uk/painting/index.php

http://4.bp.blogspot.com/-K9PyTHHOjHo/Vc-boDojrJI/AAAAAAAAtXA/s7SDS6bfKKg/s1600/windsor.2%2B019.JPG

http://www.oldwindsorchurch.org.uk/History.html

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – WINDSOR. Chiesa parrocchiale di S. Giovanni battista
Autore: Francis Cleyn
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

AUSTRIA – STEINFELD. Chiesa filiale di San Giorgio di Gerlamoos, Ultima Cena di Thomas von Villach, 1470

 

La chiesa sorge ai margini del bosco sopra il villaggio di Gerlamoos nel comune di Steinfeld in Carinzia; fu citata per la prima volta in un documento del 1065/75. Il piccolo edificio romanico subì modifiche strutturali nei secoli XVI e XVII. Restaurata esternamente nel 1998. Di epoca romanica è il portale principale meridionale, a doppia arcata a tutto sesto; quello ovest è tardo gotico. Vi sono esternamente sulla parete sud affreschi della fine del XIV secolo che raffigurano san Cristoforo , la lotta di Giorgio con il drago, la Crocifissione e le sante Caterina e Dorotea.

All’interno gli affreschi, che erano stati coperti di calce, furono riscoperti nel 1936 e restaurati nel 1979. Realizzati negli anni settanta del XV secolo, sono considerati l’opera più importante del maestro tardogotico della Carinzia Thomas von Villach o Thomas Artula (1435/40 circa – 1523/29 circa)

Tre registri di circa 140 cm di altezza riempiono l’intera parete nord della navata.
Nella zona superiore, 11 scene della leggenda di san Giorgio sono dipinte con molti dettagli.
Nel registro centrale, Storie dell’infanzia di Gesù in 5 riquadri, e Storie della Passione in 4 quadri dei quali il primo è l’Ultima Cena.
A separare le due Storie c’è la raffigurazione della “Madonna della Misericordia o Madonna del manto protettivo” sotto il quale si rifugiano i fedeli.
Nella zona inferiore, un po’ danneggiata nella parte più bassa e nei riquadri alla sinistra, sono raffigurate in 9 scene: le sofferenze di Cristo, la discesa agli inferi, la Risurrezione, l’Ascensione e la Pentecoste.

Nella Cena, gli Apostoli sono attorno alla tavola, Giuda senza aureola, con i capelli rossi, la veste gialla e una borsa a zaino, viene imboccato da Cristo.
Le aureole degli Apostoli dietro al tavolo sono di colore scuro: ciò è dovute all’uso di pigmenti a base di piombo che si sono ossidati col tempo.


Immagini da Wikimedia.

Link:
https://de.m.wikipedia.org/wiki/Filialkirche_Gerlamoos

Localizzazione: AUSTRIA – STEINFELD. Chiesa filiale di San Giorgio di Gerlamoos
Autore: Thomas von Villach
Periodo artistico: 1470
Rilevatore: AC

SPAGNA – PALMA DI MAIORCA. Cattedrale di Santa Maria, retablo della Cappella del Corpus Domini con Ultima Cena di J. Blanquer, entro il 1636

 

Nella capitale delle Baleari, la grande Cattedrale, detta La Seu, fu edificata sul sito della moschea dopo la conquista spagnola, nel 1229; fu consacrata nel 1346, ma completata solo nel 1601.

La “Cappella del Corpus Domini”, nell’abside della navata settentrionale, fu costruita tra il 1626 e il 1642. Il grande retablo dell’altare (14 x 8,5 m), scolpito in legno, poi colorato e dorato, è opera dello scultore Jaume Blanquer (nato nel 1581, morì nel 1636 e fu sepolto in questa cappella, dietro la sua pala d’altare).

Molte sono le scene scolpite a tutto tondo nel retablo; tra esse un’ Ultima Cena al centro del registro più basso. La tavola e i commensali sono disposti su un piano inclinato che ne permette la visione dal basso.

 

Immagine e info da Wikimedia
https://mediawiki.catedraldemallorca.org/mediawiki/index.php?title=Retaule_del_Corpus_Christi/es

Localizzazione: SPAGNA - PALMA DI MAIORCA. Cattedrale di Santa Maria, retablo della Cappella del Corpus Domini
Autore: Jaume Blanquer
Periodo artistico: entro il 1636
Rilevatore: AC

GERMANIA – NORIMBERGA. Chiesa di San Lorenzo, altare di San Giovanni con Ultima Cena, 1521

 

La Chiesa è il principale luogo di culto evangelico luterano della città bavarese. La costruzione iniziò intorno al 1250. Originariamente fu costruita come una basilica a tre navate in stile gotico; successivamente venne ampliata mediante un imponente coro tardo gotico (1439-1477).
La magnifica facciata ovest ha un portale riccamente decorato con statue e rosone (metà del XIV sec.). Le due torri sono alte 80 e 81 metri. Contiene importanti opere d’arte, come il ciborio di Adam Kraft, vedi scheda.

L’altare di San Giovanni, finemente scolpito in legno, ha al centro un’Ultima Cena.

 

Immagini da:
https://www.alamy.com/stock-image-altar-of-st-john-1521-johannesaltar-st-lorenz-church-lorenzkirche-163044393.html

Localizzazione: GERMANIA – NORIMBERGA. Chiesa di San Lorenzo
Periodo artistico: 1521
Rilevatore: AC

GERMANIA – NORIMBERGA. Chiesa di San Lorenzo, ciborio con scultura di Ultima Cena di A. Kraft, 1493-96

La Chiesa è il principale luogo di culto evangelico luterano della città bavarese. La costruzione iniziò intorno al 1250. Originariamente fu costruita come una basilica a tre navate in stile gotico; successivamente venne ampliata mediante un imponente coro tardo gotico (1439-1477).
La magnifica facciata ovest ha un portale riccamente decorato con statue e rosone (metà del XIV sec.). Le due torri sono alte 80 e 81 metri. Contiene importanti opere d’arte, tra cui l’altare scolpito con Ultima Cena, vedi scheda.

Il ciborio del Santissimo Sacramento (Sakramenthäuschen) è uno dei massimi capolavori della scultura gotica tedesca, realizzato fra il 1493 e il 1496 dallo scultore locale Adam Kraft (circa 1460 – 509) su commissione del ricco mercante cittadino Hans Imhoff il Vecchio.
Addossato a un pilastro sinistro del coro, è in pietra arenaria e si presenta come una torre rastremata, alta circa 20 metri, finemente decorata e traforata.

Fra complicatissimi intrecci di pinnacoli e trafori vi sono raffigurate Scene della Passione di Gesù fra cui l’ Ultima Cena, scolpita a tutto tondo.
Alla base, sorreggono il tutto, tre personaggi accovacciati rappresentanti le tre fasce di età: giovinezza, maturità e vecchiaia; quella centrale, con gli utensili dello scalpellino, è ritenuto l’autoritratto di Kraft. Nonostante la sua forma delicata ed i gravi danni alla Chiesa di San Lorenzo causati dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale, l’opera si è salvata.

 

 

 

Immagini da Wikimedia.

Link:
https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Kraft

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Lorenzo_(Norimberga)

Localizzazione: GERMANIA – NORIMBERGA. Chiesa di San Lorenzo
Autore: Adam Kraft
Periodo artistico: 1493-96
Rilevatore: AC

GERMANIA – KALKAR. Chiesa di San Nicola, altare intagliato con Ultima Cena, 1498

La costruzione della Chiesa parrocchiale cattolica di Sankt Nikolai (Nikolaikirke) iniziò probabilmente nel 1230. Nel 1409 subì un incendio. La sala a tre navate con due cori paralleli e una torre ovest incorporata che esiste oggi fu quasi completata in varie fasi di costruzione fino alla consacrazione nel 1450. Il coro fu voltato nel 1421. Intorno al 1900 la chiesa fu ampiamente restaurata e ancora dopo la seconda guerra mondiale. Conserva alcuni pregevoli pale d’altare in legno finemente scolpite.

La pala dell’altare maggiore presenta scene della Passione, con al centro la Crocifissione, iniziata dall’intagliatore Arnt von Zwolle (detto anche von Kaltar) nel 1488, ma lasciata incompiuta nella sua bottega a Zwolle quando morì nel 1492. Dal 1498 vi lavorò Jan van Halderen e dal 1498 al 1500 fu completato da Ludwig Juppe di Marburgo. I dipinti sui pannelli laterali furono creati da Jan Joest di Wesel nel 1506-08. Comunque il progetto complessivo per l’altare deriva chiaramente dallo stesso Arnt.
Nel 1492 l’amministrazione ecclesiastica della Nikolaikirke di Kalkar ricevette la notizia della scomparsa del maestro poco dopo che era stata versata una cospicua caparra. Successivamente le sculture incompiute furono portate a Kalkar, indipendentemente dalle condizioni in cui si trovavano. Quindi si cercò un artista in grado di completare il lavoro e, dopo diversi tentativi infruttuosi, nel 1498 Jan van Halderen, che era stato allievo di Arnt, completò alcuni gruppi, tra cui l’Ingresso a Gerusalemme e l’Ultima Cena nella Predella. La scena a destra, la Lavanda dei piedi è invece ancora opera di Arnt, e si notano le differenze stilistiche e la minore qualità delle sculture. Arnt mostra un’incredibile attenzione ai dettagli e brillantezza tecnica nello scolpire le scene, soprattutto nelle pieghe degli abiti e nelle acconciature. Notevole è anche lo sforzo di dare a ogni viso un’espressione individuale.

Arnt Beeldsnider, anche Arnt van Zwolle o Arnt von Kalkar (prima del 1450 –  1492 ), fu uno scultore olandese, documentato a Kalkar dal 1460. Fu attivo principalmente nella Nikolaikirche a Kalkar e a Zwolle nei Paesi Bassi, ed è da questi due luoghi che ha preso il suo nome nella storia dell’arte. Nel 1484 perse molti parenti stretti a causa di un’epidemia di peste e si trasferì a Zwolle. Lì continuò la sua bottega, che per decenni plasmò lo stile della scultura tardo gotica nella zona di confine tra Basso Reno tedesco e Olanda.

 

Immagini da Wikimedia e da:
https://de.zxc.wiki/wiki/St._Nicolai_(Kalkar)

Link:
https://de.m.wikipedia.org/wiki/Arnt_Beeldsnider

Localizzazione: GERMANIA – KALKAR. Chiesa di San Nicola
Autore: Jan van Halderen
Periodo artistico: 1498
Rilevatore: AC

CONFEDERAZIONE ELVETICA – ZILLIS-REISCHEN. Chiesa di San Martino, con Ultima Cena, XII secolo

 

La chiesa di San Martino è un luogo di culto evangelico situato nel villaggio di Zillis (comune di Zillis-Reischen nel Cantone dei Grigioni), che sorge sopra una più antica del VI secolo e viene citata una prima volta come ecclesia plebeia in un documento dell’anno 831. L’attuale chiesa è del XII secolo; l’abside poligonale, invece, venne costruita nel XIV secolo.

Notevole è il soffitto piano della navata che fu dipinto tra il 1109 e il 1114.
Con una superficie di 17 metri per 9, trova confronti in Europa con pochissimi altri soffitti medievali lignei dipinti (nella Chiesa di San Michele di Hildesheim in Germania, circa 1200; nella Cattedrale di Peterborough in Gran Bretagna, circa 1230-40; nella Vecchia Chiesa di Dädesjö nel comune di Växjö in Svezia, circa 1260; nella Vecchia Chiesa di Södra Råda nel comune di Gullspång in svezia, circa 1328, distrutta da un incendio nel 2001, vedi scheda).

Secondo lo storico Erwin Pöschel il maestro che operò a Zillis fu un certo Lopicino, di cui si registra la morte nella chiesa di Coira. Il soffitto è formato da 153 pannelli, ognuno è costituito da tre tavolette, di legno di cirmolo o di abete lavorato con l’ascia, e la faccia inferiore, liscia, è ricoperta da uno strato di gesso come fondo per i dipinti.
Le zone periferiche, ovvero il ciclo esterno suddiviso in 48 pannelli, rappresentano i mari popolati da esseri fantastici, mentre negli angoli sono raffigurati i quattro Venti. Nelle zone centrali, nel ciclo interno suddiviso in 105 pannelli, viene narrata la vita di Gesù fino all’Incoronazione di spine, e il soffitto è completato da sette tavole che narrano la leggenda di san Martino.

Anche l’Ultima Cena si trova raffigurata su questo splendido soffitto, ma in due pannelli che però contengono solo tre Apostoli ciascuno. Sicuramente è un Cenacolo perché i pannelli seguono la vicenda della Passione di Cristo: dopo quello della Lavanda dei piedi ci sono i tre Apostoli a tavola, poi Gesù con Giovanni appoggiato al suo petto e con altri due Apostoli ai lati, segue la raffigurazione dell’Orazione nell’orto.

Immagini da:
https://www.romanes.com/Suisse/Zillis/Saint_Martin_de_Zillis_en.html

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Martino_(Zillis-Reischen)

Localizzazione: CONFEDERAZIONE ELVETICA – ZILLIS-REISCHEN. Chiesa di San Martino
Autore: Lopicino
Periodo artistico: XII secolo

SVEZIA – GULLSPANG. Chiesa vecchia di Södra Råda, con Ultima Cena, circa 1328 (distrutta nel 2001)

 

La chiesa, costruita in legno nel 1310 circa, fu completamente distrutta nel 2001 da un incendio appiccato da un malato mentale.
Gli archeologi stanno ricostruendo la chiesa con l’uso delle tecniche antiche, ma purtroppo la decorazione pittorica che copriva pareti e soffitto è irrimediabilmente perduta e di essa rimangono solo fotografie.

Il coro fu dipinto nel 1328, come indicato da un’iscrizione. Invece soffitto con il Giudizio finale, e le pareti con episodi della vita di Cristo furono dipinte nel 1494 dal maestro Amund.
Nel coro, le pitture comprendevano anche un’Ultima Cena, posta all’estremità sinistra della parete. In essa sono raffigurati solo sei Apostoli, compreso Giuda sul davanti del tavolo, mentre Gesù gli porge un boccone.

 

Pitture su legno dell’epoca trovano confronti in Europa con pochissimi altri reperti in particolare con i soffitti lignei dipinti nella chiesa di San Martino di Zillis (comune di Zillis-Reischen nel Cantone dei Grigioni), circa 1109-14 (Confederazione Elvetica) vedi scheda ; nella Chiesa di San Michele di Hildesheim, circa 1200 (Germania); nella Cattedrale di Peterborough, circa 1230-40 (Gran Bretagna); nella Vecchia Chiesa di Dädesjö nel comune di Växjö, circa 1260 (Svezia).

 

Immagini da:
http://sodrarada.se/malningarna/

Localizzazione: SVEZIA – GULLSPANG. Chiesa vecchia di Södra Råda
Periodo artistico: circa 1328 (distrutta nel 2001)
Rilevatore: AC

GERMANIA – COLONIA. Museo Schnuditgen, scultura di Ultima Cena, 1510 circa

 

Scultura a tutto tondo in pietra arenaria di Baumberg che raffigura l’Ultima Cena. L’opera proviene dalla “Casa del Sacramento” della Cattedrale di Colonia.

Il Museo Schnütgen ha una preziosa collezione di arte medievale esposta nell’ex chiesa di Santa Cecilia, una delle più antiche di Colonia.

 

Immagine da:
https://www.alamy.it/l-ultima-cena-dal-sacramento-casa-della-cattedrale-di-colonia-germania-colonia-c-1510-baumberg-arenaria-schnu-ditgen-museo-colonia-germania-image220337694.html

Link:
https://www.museum-schnuetgen.de/Home-en

Localizzazione: GERMANIA – COLONIA. Museo Schnuditgen
Periodo artistico: 1510 circa
Rilevatore: AC

GERMANIA – COLONIA. Cattedrale, scultura del portale con Ultima Cena

 

Nel portale vi è una scultura in pietra raffigurante l‘Ultima Cena, XIX secolo.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Colonia

Localizzazione: GERMANIA – COLONIA. Cattedrale
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

CINA – HARBIN. Cattedrale di Santa Sofia, con Ultima Cena copia del Cenacolo di Leonardo, 1907

 

La cattedrale di Santa Sofia è una chiesa di rito ortodosso in stile neobizantino che si trova ad Harbin, capitale della Manciuria.
Fu costruita nel 1907 e ampliata tra il 1923 e il 1932; è la più grande chiesa ortodossa in estremo oriente, con un’altezza di circa 53,3 metri, e una superficie complessiva di oltre 721 metri quadrati.

All’interno conserva una copia del Cenacolo di Leonardo, eseguita quando fu edificata la Chiesa.

Immagini da:
https://www.dreamstime.com/editorial-stock-image-saint-sophia-church-harbin-china-square-tourists-taking-pictures-visiting-around-image72611514

https://www.alamy.com/stock-photo-china-heilongjiang-harbin-kirche-st-sophia-1907-innen-heiligenbild-149558839.html

Localizzazione: CINA – HARBIN. Cattedrale di Santa Sofia
Periodo artistico: 1907
Rilevatore: AC

ISRAELE – GERUSALEMME. Chiesa di S. Pietro in Gallicantu, con mosaico di Ultima Cena, XX secolo

 

La Chesa fu fatta edificare nel 1931 dalla Congregazione degli Assunzionisti, sulle rovine di una basilica bizantina, che si ritiene fosse nel sito della casa del sommo sacerdote Caifa dove Pietro rinnegò Cristo tre volte come gli aveva profetizzato il Maestro: “…mi rinnegherai prima che il gallo canti (galli cantu)”.
All’interno, sulla destra, vi sono due mosaici di epoca bizantina che furono scoperti durante gli scavi nel sito e che molto probabilmente erano parte del pavimento della chiesa del V secolo.

Tre grandi mosaici contemporanei coprono la parete posteriore e le due pareti laterali della Chiesa. Di fronte l’ingresso, la scena di Gesù incatenato mentre viene interrogato nella casa di Caifa; a destra, l’Ultima Cena; a sinistra, Pietro raffigurato in un antico abito papale come primo papa.
La chiesa ha due piani, in quello inferiore, una grotta molto antica, le icone sopra gli altari raffigurano il rinnegamento di san Pietro, il suo pentimento e la sua riconciliazione con il Maestro sulla riva del mare di Galilea, dopo la Risurrezione.
Molte delle iscrizioni all’interno chiesa sono in francese, data l’origine dell’Ordine degli Assunzionisti.
Immagini da.
https://it.dreamstime.com/fotografia-stock-gerusalemme-ultima-cena-mosaico-chiesa-di-st-peter-gallicantu-image58879658

https://www.trip.com/travel-guide/jerusalem/church-of-saint-peter-in-gallicantu-100425/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Pietro_in_Gallicantu

Localizzazione: ISRAELE – GERUSALEMME. Chiesa di S. Pietro in Gallicantu
Periodo artistico: XX secolo
Rilevatore: AC

AUSTRIA – VIENNA. Chiesa parrocchiale di Altlerchenfeld “Ai sette Rifugi”, con Ultima Cena, 1855-58

 

Affresco di Ultima Cena di Cristo, opera del pittore austriaco Leopold Kupelwieser (1796 – 1862), sulla parete anteriore sinistra del transetto della Parrocchiale del quartiere viennese di Altlerchenfelder.

Il primo progetto della nuova Chiesa (in sostituzione della cappella settecentesca) risale al 1848, ma l’edificio, con un nuovo progetto, fu completato nel 1853 e la consacrazione avvenne nel 1861.
Kupelwieser affrescò varie scene nella Chiesa (Giudizio; Caduta degli angeli nella controfacciata, allegoria nella cupola e la Cena e la Madonna di Vienna nel transetto).

 

Immagine da:
https://fineartamerica.com/featured/fresco-of-last-supper-of-christ-by-leopold-kupelwieser-jozef-sedmak.html

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Leopold_Kupelwieser

https://rbywcjhh5aempbdp7ksg3oc2gu-adv7ofecxzh2qqi-de-m-wikipedia-org.translate.goog/wiki/Sieben_Zufluchten

Localizzazione: AUSTRIA – VIENNA. Chiesa parrocchiale di Altlerchenfeld “Ai sette Rifugi”, con Ultima Cena,
Autore: Leopold Kupelwieser (1796 – 1862)
Periodo artistico: 1855-58
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – WHITTINGTON, Chiesa di St. Michael, con scultura di Ultima Cena

 

La chiesa si trova all’interno del cortile di un antico castello nel villaggio di Whittington nel Lancashire.
Si pensa che una chiesa sia stata in questo sito sin dal 1200, ma la parte più antica dell’edificio attuale è la torre, che risale all’inizio del XVI secolo.
Il resto della chiesa, anche l’interno, fu in gran parte ricostruito nel 1875 dagli architetti di Lancaster Edward Graham Paley (1823–1895) e Hubert James Austin (1841-1915).

La pala d’altare è in pietra scolpita e raffigura l’Ultima Cena o l’Istituzione dell’Eucaristia.

Immagini e notizie da:
https://historicengland.org.uk/listing/the-list/list-entry/1071615

https://www.alamy.com/stock-photo-carved-stone-reredos-the-last-supper-church-of-saint-michael-the-archangel-19712063.html

https://en.wikipedia.org/wiki/St_Michael’s_Church,_Whittington

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – WHITTINGTON, Chiesa di St. Michael, con scultura di Ultima Cena
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, con scultura di “Ultima Cena”, XIX secolo

 

Il progetto di una nuova chiesa in rue de Belzunce fu affidato a Jean-Baptiste Lepère (1761-1844), che aveva accompagnato Bonaparte in Egitto. Associò rapidamente suo genero, l’architetto Jacques-Ignace Hittorff (1792-1867) all’azienda. La prima pietra di un edificio basilicale fu posta nel 1824. Ma la crisi economica del 1826 e la rivoluzione del 1830 fermarono i lavori. Infine, nel 1832, il progetto passò nelle mani di Hittorff che lo rimodellò a modo suo. La chiesa fu consacrata nel 1844.

La chiesa conserva un bassorilievo sulla base dell’altare maggiore, realizzato in legno dorato dallo scultore Astyanas-Scaevola Bosio (1793 – 1876), che raffigura un’Ultima Cena.

La chiesa conserva un’altra raffigurazione di Ultima Cena sulla facciata, vedi scheda.

 

Immagini e notizie da:
https://www.patrimoine-histoire.fr/Patrimoine/Paris/Paris-Saint-Vincent-de-Paul.htm

Localizzazione: FRANCIA - PARIGI. Chiesa di San Vincenzo de' Paoli
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, con “Ultima Cena”, XIX secolo

 

Il progetto di una nuova chiesa in rue de Belzunce fu affidato a Jean-Baptiste Lepère (1761-1844), che aveva accompagnato Bonaparte in Egitto. Associò rapidamente suo genero, l’architetto Jacques-Ignace Hittorff (1792-1867) all’azienda. La prima pietra di un edificio basilicale fu posta nel 1824. Ma la crisi economica del 1826 e la rivoluzione del 1830 fermarono i lavori. Infine, nel 1832, il progetto passò nelle mani di Hittorff che lo rimodellò a modo suo. La chiesa fu consacrata nel 1844.

Hittorff, appassionato di policromia, volle una facciata ornata di dipinti e approfittò di una tecnica apparsa nel 1827: la pittura a smalto su una lastra di lava vulcanica, o pietra di Volvic, nella regione dell’Alvernia. Tra il 1845 e il 1859, il pittore Pierre-Jules Jollivet (1794-1871) realizzò tredici pannelli per la facciata. Nel suo libro L’Art de Paris, lo storico dell’arte Jean-Marie Pérouse de Montclos scrive che questa decorazione “fu il primo e più importante esempio dell’uso della lava smaltata”. Uno, raffigurante Adamo ed Eva  nell’Eden, conteneva nudità e creò uno scandalo; fu rimosso nel 1861 e riportato alla sua posizione originale solo nel 2011.

Oggi la facciata neoclassica presenta un pronao con sei colonne; sulla parete sono i pannelli con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento; uno di questi, in basso a sinistra, raffigura una Ultima Cena.



La chiesa conserva anche un’altra raffigurazione di Ultima Cena, vedi scheda

 

Immagini e notizie da:
https://www.patrimoine-histoire.fr/Patrimoine/Paris/Paris-Saint-Vincent-de-Paul.htm

Localizzazione: FRANCIA - PARIGI. Chiesa di San Vincenzo de' Paoli
Autore: Pierre-Jules Jollivet (1794-1871)
Periodo artistico: XIX secolo
Rilevatore: AC

CLES (TN), frazione MAIANO. Chiesa di S. Pietro apostolo, con Ultima Cena, XIV secolo

 

La chiesa di Maiano viene citata per la prima volta in un documento del 1348 e ha origini antichissime, come attestano i ritrovamenti archeologici di strutture e sepolture altomedievali. L’edificio è ad un’aula unica pressoché quadrata, ha un’abside poligonale e un campaniletto in facciata. L’interno conserva un prezioso ciclo d’affreschi.
Alla fine del 1399 gli affreschi nella navata e nell’abside erano stati già eseguiti e nel XV secolo vennero affrescate le pareti esterne.
Carlo Emanuele Madruzzo nel 1649 dispose un importante rimaneggiamento dell’edificio e il lavoro venne eseguito portando in breve tempo la chiesa all’aspetto che ci è pervenuto. In quell’occasione venne eretto anche il campanile.
Al XX secolo risale la scoperta degli affreschi interni, scialbati nel corso del secolo precedente.
L’edificio e gli affreschi sono stati restaurati tra il 2003 e il 2004 (1).

Si è conservata un’Ultima Cena, purtroppo lacunosa, attribuita a Giovanni/Jhoannes da Volpino (? – 1384/1389), frescante di origine lombarda di cui si sa pochissimo. Il suo nome è scaturito da un antico documento come pittore della seconda metà del Trecento, e nel corso di pochi anni la sua figura è emersa come il possibile nome a cui attribuire un gran numero di affreschi, databili tra il sesto e il nono decennio del Trecento, localizzati su un’area geografica molto vasta che, partendo dal suo presunto luogo natale, nella bassa Valle Camonica, a Costa Volpino, abbraccia l’alto Sebino, la media e l’alta Vallecamonica, la Valle di Peio, la Val di Non, la campagna a sud di Bolzano (Caldaro), l’alta Valsugana (Levico), diversi paesi del veronese (Sommacampagna, Arcè, Bussolengo, Cassano), il lago di Garda (Montichiari e Sirmione). Decine di località con quasi cento affreschi attribuibili ad una sola “mano”, o “bottega”. L’opera di questo artista tocca una parte non insignificante della cultura pittorica del Trecento; le sue modalità artistiche sono caratterizzate da un’indiscutibile vigorìa espressiva che lo rende riconoscibile in un’area insospettabilmente vasta del nord Italia.
Si conoscono alcune Ultime Cene di Johannes: Costa Volpino fraz Branico vedi scheda Costa Volpino-Branico; Cles-Pez vedi scheda Cles-Pez; Caldaro vedi scheda Caldaro; Gorno vedi scheda Gorno ; Sanzeno, frazione Banco (TN); e questa di Cles – Maiano.

In queste Cene, al centro della scena si trova Cristo. Alla sua sinistra Giovanni nell’atto di inchinarsi verso Gesù che sta per porgere un pezzo di pane a Giuda seduto solitario dalla parte anteriore della tavola. Il gesto è quello descritto nel Vangelo di Giovanni (21, 27). Le Cene sono caratterizzate dallo stile ancora duecentesco, dalla mancanza di sfumature, i contorni marcati, prevalenza di colori terrosi rosso-marrone
Interessante notare i particolari della tavola. Innanzitutto gli oggetti dimostrano il fatto che il pittore ignorasse la prospettiva. Infatti Gesù e gli Apostoli sono dipinti con visione frontale, la tavola come se venisse ripresa contemporaneamente dall’alto e di fronte. La tavola imbandita riporta gli strumenti in uso nel ‘300: piatti collettivi con pesci, coltelli, pani, brocche di vino, coppe, frutta (fichi).

 

Immagine da:
(1) http://www.studiomucchi.eu/a53_chiesa-dei-ss-pietro-e-paolo.html

Bibliografia:
Giancarlo Maculotti; Alberto Zaina (a cura di), Johannes de Volpino. Un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige, Varum Editore, Sarezzo (Bs) – 2012

Maculotti G., Johannes de Volpino, pittore transumante del ‘300, in: “Revista Santuários, Cultura, Arte, Romarias, Peregrinações, Paisagens e Pessoas”, 2013

Localizzazione: CLES (TN), frazione MAIANO. Chiesa di S. Pietro apostolo, con Ultima Cena
Autore: Giovanni da Volpino
Periodo artistico: XIV secolo
Rilevatore: AC

CALDARO/KALTERN (BZ). Chiesa di S. Antonio di Padova, con Ultima Cena, XIV secolo

Nella frazione Sant’Antonio, nelle vicinanze della stazione a valle della funicolare della Mendola, sorge su un ripido pendio la Chiesa di Sant’Antonio di Padova (Kirche St. Anton), che diede anche il nome al borgo, secoli fa.
Le parti più antiche, nel campanile e nella muratura della navata, risalgono al XIII secolo e sono in stile romanico. Nel 1430, l’edificio fu ampliato con un coro poligonale gotico, che nel 1472 venne decorato con affreschi dai due pittori Bernhard e Jakob von Bozen (Bernardo e Giacomo di Bolzano). Un’altra opera di questi artisti è il grande dipinto sulla facciata sud, che raffigura san Cristoforo.

Nella navata sono rimasti frammenti di un’ Ultima Cena attribuita a Giovanni/Jhoannes da Volpino (? – 1384/1389), frescante di origine lombarda di cui si sa pochissimo. Il suo nome è scaturito da un antico documento come pittore della seconda metà del Trecento, e nel corso di pochi anni la sua figura è emersa come il possibile nome a cui attribuire un gran numero di affreschi, databili tra il sesto e il nono decennio del Trecento, localizzati su un’area geografica molto vasta che, partendo dal suo presunto luogo natale, nella bassa Valle Camonica, a Costa Volpino, abbraccia l’alto Sebino, la media e l’alta Vallecamonica, la Valle di Peio, la Val di Non, la campagna a sud di Bolzano (Caldaro), l’alta Valsugana (Levico), diversi paesi del veronese (Sommacampagna, Arcè, Bussolengo, Cassano), il lago di Garda (Montichiari e Sirmione). Decine di località con quasi cento affreschi attribuibili ad una sola “mano”, o “bottega”. L’opera di questo artista tocca una parte non insignificante della cultura pittorica del Trecento; le sue modalità artistiche sono caratterizzate da un’indiscutibile vigorìa espressiva che lo rende riconoscibile in un’area insospettabilmente vasta del nord Italia.
Si conoscono alcune Ultime Cene di Johannes: Costa Volpino fraz. Branico vedi scheda Costa Volpino-Branico; Cles-Pez vedi scheda Cles-Pez; Cles-Maiano vedi scheda Cles -Maiano; Gorno vedi scheda Gorno; Sanzeno, frazione Banco (TN); e questa di Caldaro.

In queste Cene, al centro della scena si trova Cristo con alla sua sinistra Giovanni, mentre sta per porgere un pezzo di pane a Giuda seduto solitario dalla parte anteriore della tavola. Il gesto è quello descritto nel Vangelo di Giovanni (21.27). Le Cene sono caratterizzate dallo stile ancora duecentesco, dalla mancanza di sfumature, i contorni marcati, prevalenza di colori terrosi rosso-marrone
Si nota che il pittore ignorava la prospettiva; infatti Gesù e gli Apostoli sono dipinti con visione frontale, mentre la tavola come se venisse ripresa contemporaneamente dall’alto e di fronte. La tavola imbandita riporta gli strumenti in uso nel ‘300: piatti collettivi con pesci, coltelli, brocche di vino, coppe, frutta (fichi).

 

Bibliografia:
Giancarlo Maculotti; Alberto Zaina (a cura di), Johannes de Volpino. Un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige, Varum Editore, Sarezzo (Bs) – 2012

Maculotti G., Johannes de Volpino, pittore transumante del ‘300, in: “Revista Santuários, Cultura, Arte, Romarias, Peregrinações, Paisagens e Pessoas”, 2013

Localizzazione: CALDARO/KALTERN (BZ). Chiesa di S. Antonio da Padova, con Ultima Cena,
Autore: Giovanni da Volpino
Periodo artistico: XIV secolo

SLOVACCHIA – BRATISLAVA. Cattedrale di San Martino, scultura di Ultima Cena (dal Cenacolo di Leonardo) di F. Prinoth, XX secolo

 

Scultura in legno del XX secolo di Ferdinand Siegfried Prinoth, scultore di Ortisei (St.Ulrich, in Val Gardena), sull’altare laterale gotico. Iconografia tratta dal Cenacolo di Leonardo.

 

Immagine da:
https://it.dreamstime.com/fotografia-stock-bratislava-ultima-cena-della-scena-di-cristo-sollievo-scolpito-sull-altare-laterale-gotico-nella-cattedrale-di-st-martin-image37061230

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_San_Martino_(Bratislava)

Localizzazione: SLOVACCHIA - BRATISLAVA. Cattedrale di San Martino, scultura di Ultima Cena (dal Cenacolo di Leonardo)
Autore: Ferdinand Prinoth
Periodo artistico: XX secolo
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – LEDBURY. Chiesa parrocchiale di St. Michael and All Angels, con Ultima Cena attribuita a Tiziano

La chiesa parrocchiale di Ledbury, che già ha sull’altare una copia ottocentesca del Cenacolo di Leonardo, vedi scheda, conserverebbe una seconda Ultima Cena, addirittura di Tiziano.

Questa ipotesi, esposta in un’intervista alla BBC il 1 marzo 2021, è dello storico dell’arte britannico Ronald Moore, che tre anni fa era stato contattato dalla Parrocchia per fare delle ricerche e poi restaurare il grande dipinto – lungo circa 381 cm, ma originariamente circa 4 m, e forse tagliato anche in altezza.
La firma di Tiziano è stata trovata sul vaso in basso a sinistra, utilizzando la luce ultravioletta.

Inoltre – afferma ancora Moore – uno degli Apostoli è simile all’autoritratto di Tiziano e tra i personaggi raffigurati si vedono due che sembrano i figli di Tiziano. (1)

 

 

 

 

Il dipinto stava ignorato da oltre un secolo nella chiesa parrocchiale cui era stato donato nel 1909 da un discendente di John Skippe, un artista formatosi a Oxford e noto collezionista, che in una lettera del 1775 scrisse sull’acquisto di un “quadro meglio conservato di Tiziano” da una ricca famiglia veneziana, i Da Mula, aggiungendo che fu commissionato da un monastero veneziano.
More afferma che le prove lo hanno portato a concludere che il dipinto fu completato intorno al 1580, dopo la morte di Tiziano a causa della peste nell’agosto del 1576, dai figli – forse da Orazio – e da altri assistenti della sua bottega e che è probabile che quattro o cinque mani diverse abbiano elaborato il progetto iniziale del Maestro.(2) Forse i figli, a causa della peste che infieriva, trasformarono il quadro della Cena in un ritratto di famiglia.

I risultati delle ricerche di Moore sono stati esposti in un libro che sarà pubblicato a giugno 2021:
Moore R., Titian’s Lost Last Supper: A New Workshop Discovery, Unicorn Publishing Group, 2021

 

(1)  http://www.artemagazine.it/attualita/item/12654-la-firma-di-tiziano-su-un-dipinto-scolorito-in-una-chiesa-parrocchiale-inglese

(2)  https://www.churchtimes.co.uk/articles/2021/5-march/news/uk/ledbury-church-painting-may-be-a-titian

Immagini da:
https://news.artnet.com/art-world/art-restorer-unknown-titian-1948479

Altri link:
https://www.ampgoo.com/parish-church-discovers-its-painting-of-last-supper-bears-touch-of-titian

https://twitter.com/japanauthor/status/1366456804880875531

Localizzazione: GRAN BRETAGNA - LEDBURY. Chiesa parrocchiale di St. Michael and All Angels
Autore: ipoteticamente Tiziano Vecelio
Periodo artistico: 1580 circa
Rilevatore: AC

MILANO. Alzaia Naviglio Grande, Ponte delle Milizie. Ultima Cena di Elisabetta Mastro.

Nel commemorare Leonardo Da Vinci, la giovane pittrice Elisabetta Mastro ripropone una sua versione dell’Ultima Cena.
Nella rivisitazione in chiave contemporanea del Cenacolo, in occasione di Leonardo500, che identificano il celebre quadro rappresentato all’interno di un convento nei pressi della chiesa di Santa Maria delle Grazie e, nello specifico, del progetto voluto dalla giovane artista, intitolato: Memoriae2019
Elisabetta Mastro si è cimentata, secondo il suo personale modo di intendere la pittura, a ricreare le stesse atmosfere psicologiche e gli stessi ambiti spaziali, ma facendo risaltare modalità espressive diverse:
le figure del Cristo e degli Apostoli sono riprodotte, ognuna in figura intera, come se danzassero; rispecchiano poi la stessa collocazione spaziale dell’opera originale, fino alla base del tavolo intorno cui sono posizionati, ma invece di essere seduti, sembrano dare vita a una coreografia vivacemente rielaborata, stando appunto tutti in piedi.
Le emozioni e le sensazioni che la sorprendente vivacità del dipinto murario fanno affiorare in chi lo osserva, concentrando lo sguardo sull’insieme delle sagome delle figure composte ma possenti, fuoriescono dal dipinto con una grazia e una prepotenza al contempo delicate ed energiche, non solo attraverso la verticalizzazione delle diverse posture dinamiche di quei manichini anonimi, così pieni di prorompente energia vitale, ma anche attraverso i colori, che, ricamando con incisiva evidenza tutta la corposità sensoriale del dipinto murario, si rivelano come gli stessi del celebre dipinto originario, ma riproposti in una tonalità ancora più vibrante e luminosa, quasi esplosiva.
Inoltre, anche la stanza, che si offre come spazio scenografico per la metafora della danza degli Apostoli e del Cristo nell’atto di desinare, è rivisitata, secondo l’ottica della giovane artista, in modo da focalizzare tutta la luce, che si espande nel dipinto partendo dalla finestra centrale, collocata al di sopra del capo del Cristo, come l’unica fonte luminosa iridescente, esternando ed esprimendo così il significato metafisico del Cristo in mezzo agli Apostoli, tutti raffigurati in una cornice coreografica animatamente cesellata, carica di esuberanti inflessioni emozionali, anche drammatici (Agnese Cremaschi).

Da: https://www.elisabettamastro.it/project/memoriae2019-lultima-cena/

Sotto il Ponte delle Milizie, lungo l’Alzaia Naviglio Grande, creazione idraulica avvenuta con il contributo di Leonardo, è stato progettato un dipinto murario di straordinaria fattura ed eccezionale valore artistico: Memoriae2019.
Ideatrice e creatrice del progetto è la giovane pittrice Elisabetta Mastro, che ha già lavorato in precedenza, con successo, in questo particolare ambito espressivo policromatico.

Da: https://www.elisabettamastro.it/memoriae2019-leonardo500/

Segnalazione: Daniela Rizzo

 

Localizzazione: Milano
Autore: Elisabetta Mastro
Periodo artistico: 2019
Data ultima verifica: 25/05/2021
Rilevatore: Daniela Rizzo

GRAN BRETAGNA – LEDBURY. Chiesa parrocchiale di St. Michael and All Angels, con copia del Cenacolo di Leonardo, 1824

Dietro l’altare c’è una copia del Cenacolo di Leonardo Da Vinci dipinto dall’artista locale Thomas Ballard (1796 – 1853).

Nel luogo vi era una chiesa più antica, ma l’edificio attuale risale al XII secolo. Tale nucleo fu ampliato e rifinito nel XII e XVI secolo. Sir Nikolaus Pevsner scrisse notoriamente che Ledbury era la “chiesa parrocchiale più importante nell’Herefordshire”.
L’imponente torre, che non è collegata al corpo della chiesa, fu costruita intorno al 1230, con la guglia aggiunta nel 1733.
All’interno è pregevole la sala capitolare, costruita nel 1330.

 

Immagini da:
https://www.geograph.org.uk/photo/5473645

Link:
https://www.britainexpress.com/attractions.htm?attraction=3908

Localizzazione: GRAN BRETAGNA -LEDBURY. Chiesa parrocchiale di St. Michael and All Angels
Autore: Thomas Ballard (1796 – 1853)
Periodo artistico: 1824
Rilevatore: AC

CLES (TN). Convento di Sant’Antonio, con Ultima Cena di G. Alberti, 1694

Olio su tela (168 x 430 cm), conservato nel refettorio del Convento francescano edificato nel 1631-1635.

Il Convento, nel 1693, incaricò il famoso pittore Giuseppe Alberti (Cavalese 1640 – Cavalese, 1716) di eseguire un Cenacolo per il refettorio ed egli lo portò a termine nel 1694, come documenta il millesimo vergato su uno degli sgabelli.

“Sul piano formale e compositivo l’opera dimostra una decisa divergenza con l’Ultima Cena dipinta dallo stesso artista nel 1674 per la parrocchiale di Cavalese (vedi scheda https://www.ultimacena.afom.it/cavalese-tn-chiesa-di-santa-maria-assunta-con-ultima-cena/).
Del tutto diverso il taglio della tela, nettamente orizzontale quella destinata al refettorio francescano e pervasa da una luce più soffusa, priva di accenti drammatici. Ciononostante il cenacolo più tardo denota un maggior impegno interpretativo nella diversificata espressione dei sentimenti degli apostoli, non già devotamente inclini alla comunione del pane, ma più prosaicamente e umanamente commensali; e accanto a chi di loro è in assorto ascolto delle parole di Cristo, vi è chi si serve da bere chinandosi verso una tinozza, chi viene distratto dal gatto, chi si è pesantemente assopito sul tavolo, mentre al centro di coloro che voltano le spalle al riguardante è la figura ingobbita di Giuda che trattiene dietro la schiena il fagotto con il denaro. Interessante anche in relazione alla valenza iconografica l’apostolo che, facendo leva col ginocchio destro sullo sgabello, si protende verso il Salvatore prendendo (o porgendo?) un baluginante calice di foggia barocca.
Dopo il restauro del 1949, fondamentale si è rivelato quello eseguito dal laboratorio Volpin nel 1980 che ha ristabilito i corretti valori pittorici…” (1)

Immagini e notizie da:
(1) https://www.bibliotecasanbernardino.it/opera-darte/ultima-cena-5/

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Convento_di_Sant%27Antonio_(Cles)

https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-alberti_(Dizionario-Biografico)/

Localizzazione: CLES (TN). Convento di Sant'Antonio
Autore: Giuseppe Alberti
Periodo artistico: 1694
Rilevatore: AC

SPAGNA – SIVIGLIA. Chiesa de l’Hospital de los Venerables Sacerdotes, con Ultima Cena di L. Valdés, fine XVII secolo

 

L’edificio fu edificato tra la fine del XVII secolo e l’inizio del successivo e originariamente aveva il compito di accogliere sacerdoti anziani in pensione o malati, secondo un progetto sponsorizzato e fortemente voluto dalla Confraternita del Silenzio. È uno degli esempi più completi e meglio conservati del barocco spagnolo.
L’Hospital oggi comprende uno spazio dedicato a esposizioni artistiche, il Centro Velázquez, un bel patio e una splendida chiesa in stile barocco sivigliano.

La Chiesa di San Ferdinando/Iglesia de San Fernando. Costruita nel 1689, questo piccolo edificio ha un’unica navata ed è ricco di opere d’arte.

Luca de Valdés Carasquilla (1661 – 1724) ha realizzato la grande tela con l’Ultima Cena che sovrasta l’altare maggiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini da:
https://www.visitarsevilla.com/que-ver/monumentos/hospital-de-los-venerables/

Link:
https://en.wikipedia.org/wiki/Hospital_de_los_Venerables

https://en.wikipedia.org/wiki/Lucas_de_Valdés

https://www.viaggioinandalusia.it/hospital-de-los-venerables-siviglia/#L8217Iglesia_de_San_Fernando

Localizzazione: SPAGNA – SIVIGLIA. Chiesa de l'Hospital de los Venerables Sacerdote fine XVII secol
Autore: Luca de Valdés
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – GUNTHORPE (Norfolk). Chiesa di St. Mary, vetrata con Ultima Cena di W. Warrington, 1854

 

La chiesa fu edificata intorno al 1417 ma fu sostanzialmente ricostruita da Frederick Preedy negli anni ’60 dell’Ottocento. La torre e il transetto sono antichi, ma gran parte dell’esterno è stato rifatto e il presbiterio è opera di Preedy. Gran parte degli interni risale alla stessa ricostruzione, come la maggior parte delle vetrate, esclusa quella a est, che fu realizzata nel 1854 da William Warrington (1796-1869). Egli era un artista del vetro colorato che lavorava in stile neogotico. i colori forti e luminosi e le immagini esuberanti contrastano e con l’aspetto più sottile delle finestre successive prodotte da Frederick Preedy.
La finestra è dedicata alla memoria di Henry Sparke, figlio del canonico Sparke (rettore dal 1831 al 1870) ucciso a Balaclava il 25 ottobre 1854. I singoli pannelli raffigurano gli ultimi giorni di Cristo. Nella parte superiore, nei trafori, ci sono Cristo in trono e due angeli musici.
Da sinistra a destra, i tre pannelli in alto raffigurano: “Flagellazione”, “Crocifissione”, “Deposizione”. Nella zona centrale: “Tradimento”, “Giudizio”, Incoronazione di spine”.
In basso: “Ingresso a Gerusalemme”, “Ultima cena”, “Getsemani”.

 

Immagini e notizie da:
https://www.alamy.com/stock-photo/last-supper-stained-glass.html

http://www.norfolkstainedglass.org/Gunthorpe/home.shtm#

https://en.wikipedia.org/wiki/William_Warrington

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – GUNTHORPE (Norfolk). Chiesa di St. Mary
Autore: W. Warrington
Periodo artistico: 1854
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – MARSH GIBBON. Chiesa di St. Mary, con scultura di Ultima Cena

Il villaggio si trova nel Buckinghamshire.
La Chiesa parrocchiale esisteva già nel 1330. Parzialmente ricostruita e restaurata nel 1879-80.

La pala dell’altar maggiore è una scultura in pietra che raffigura l’Ultima Cena o l’Istituzione dell’Eucaristia.

Immagini da:
https://www.alamy.com/last-supper-reredos-and-altar-st-mary-the-virgin-church-marsh-gibbon-buckinghamshire-england-uk-image179372920.html

https://britishlistedbuildings.co.uk/101214446-church-of-st-mary-marsh-gibbon#.YKpui6hLgsU

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – MARSH GIBBON. Chiesa di St. Mary
Rilevatore: AC

COMO. Duomo, vetrata con Ultima Cena, 1864

La vetrata si trova nella finestra centrale dell’abside del presbiterio. Realizzata da Giuseppe Bertini (Milano 1825-1898).

Immagine da:
http://www.marsilioparolini.com/Gallerie/2017/17%2003%20Marzo/MI%20CO/Como/Duomo%20interno/Vetrate%20di%20Giuseppe%20Bertini/content/14_large.html

Localizzazione: COMO, Duomo
Periodo artistico: 1864
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – VENRAY (Limburgo), Ultima Cena di Linda VERKAAIK.

Linda Verkaaik (NL 1956), L’ultima cena [2003] Beeldenbos 2004.
L’artista è stata ispirata dal dipinto di Leonardo da Vinci “L’ultima cena”.
Si tratta di quattro gruppi di apostoli e dietro di loro la figura di Cristo alta quasi cinque metri.

Info:
Odapark, Centro per l’arte contemporanea, 5801 CC Venray – Limburgo – NL
https://www.odapark.nl/beeld/het-laatste-avondmaal/
info@adapark.nl

Localizzazione: Paesi Bassi- Venray (Limburgo)
Autore: Linda VERKAAIK
Periodo artistico: 2003
Data ultima verifica: 22/05/2021
Rilevatore: Daniela Rizzo

U.S.A. – NEW YORK. Some Living American Women Artists / Last Supper. Mary Beth Edelson. 1972.

Litografia offset firmata dall’artista e numerata 23/500. Un pezzo formativo di fotografia e collage femminista progettato nel mezzo del movimento femminista della seconda ondata, il poster protesta contro la disuguaglianza di opportunità e di riconoscimento per le artiste.
Mary Beth Edelson (1933 – 2021) coprì i volti dei partecipanti all’Ultima Cena di Da Vinci con immagini di artiste contemporanee, tra cui Yayoi Kusama, che, sebbene non americana, presumibilmente viveva a New York all’epoca, e Yoko Ono.
In questo modello di poster che fa riferimento al dipinto L’ultima cena di Leonardo da Vinci, Edelson ha creato collage sui volti di Gesù e dei suoi discepoli con quelli dei suoi amici e idoli, inclusi gli artisti Alma Thomas, Yoko Ono, Faith Ringgold, Agnes Martin e Alice Neel.
Secondo Edelson, ha avuto “il doppio piacere di presentare i nomi e i volti di molte artiste, che nel 1972 si vedevano di rado. . . mentre falsificava l’esclusività maschile del patriarcato “.
A parte Georgia O’Keeffe nel ruolo di Gesù, tutte le altre donne sono disposte a caso e, in un gesto di solidarietà, Edelson ha scelto di non avere nessuna delle sue coetanee nel ruolo traditore di Giuda.
Donne al centro (da sinistra a destra): Lynda Benglis – Helen Frankenthaler – June Wayne – Alma Thomas – Lee Krasner – Nancy Graves – Georgia O’Keeffe – Elaine de Kooning – Louise Nevelson – MC Richards – Louise Bourgeois – Lila Katzen – Yoko Ono

Info:
Opera presso MoMA di New York – https://www.moma.org/collection/works/117141

Segnalazione: Daniela Rizzo

Localizzazione: U.S.A. New York
Autore: Mary Beth Edelson
Periodo artistico: 1972
Data ultima verifica: 20/05/2021
Rilevatore: Rizzo Daniela

POTENZA. Cappella del Beato Bonaventura, con Ultima Cena di M. Prayer, 1950 circa

 

Dipinto a olio su tela, del pittore Mario Prayer (1887 – 1959), con l’Ultima Cena realizzata nel 1950 circa.

La Cappella del Beato Bonaventura si trova lì dove era la sua casa natale, nel vicolo omonimo di Via Pretoria. Le notizie risalgono al 1651. All’interno si trovano due ambienti. L’altare in pietra rossa con disegno barocco e l’acquasantiera provengono dal monastero di San Luca. In questa cappella sono custodite alcune reliquie del beato in un’urna lignea collocata in un’edicola su parete e in due piccoli reliquiari in legno e metallo.
Il beato Bonaventura da Potenza, al secolo Carlo Antonio Gerardo Lavanga (Potenza, 1651 – Ravello, 26 ottobre 1711) è stato un presbitero e religioso italiano dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, proclamato beato da Papa Pio VI nel 1775.

Immagini da:
http://www.lucania.one/paesi_taddeo/t_663/p_monum/663_25.htm

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/25814/Cappella+del+Beato+Bonaventura

Localizzazione: POTENZA. Cappella del Beato Bonaventura
Autore: Mario Prayer (1887 – 1959)
Periodo artistico: 1950 circa
Rilevatore: AC

PALAZZOLO SULL’OGLIO (BS). Ex Pieve, ora Auditorium San Fedele, con Ultima Cena dei fratelli Campi, 1599

 

L’Auditorium San Fedele, in piazza Tamanza, vicino alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, sorge dove tre chiese si sono sovrapposte nel corso dei secoli.
La più antica chiesa, non ancora pievana ma vicinale e dipendente con ogni probabilità dalla pieve di Coccaglio, sorse sul finire del dominio longobardo o agli inizi del periodo carolingio (ultimi anni del IX secolo); la seconda, più vasta e imponente, fu invece una chiesa romanica costruita dopo che, con la seconda pace di Mura del 1198 alla pieve palazzolese venne aggregata la chiesa vicinale di Mura, sino ad allora bergamasca.
La terza infine sorse sul finire del XV secolo ed è l’attuale “chiesa vecchia” nella cui costruzione sono state inglobate numerose strutture della precedente chiesa romanica. Dopo che fu costruita la nuova Parrocchiale, negli anni 1779-1780, vennero trasferiti nel nuovo tempio altari, quadri e statue.
La “chiesa vecchia” per oltre 150 anni continuò a essere officiata come chiesa sussidiaria, subendo però le ingiurie del tempo. Timidi tentativi di restauro vennero eseguiti sia sul finire dell’Ottocento sia negli anni 1946-1947, anche se l’edificio restò sempre abbandonato e recuperato solo con la trasformazione della chiesa nell’Auditorium San Fedele inaugurato nel 1979. dopo una campagna di restauri iniziata nel 1977.

L’edificio ha conservato l’affresco dell’Ultima Cena, realizzato dalla bottega della famiglia dei pittori cremonesi Campi, nel 1599 circa.

 

Immagine e info da:
https://www.comune.palazzolosulloglio.bs.it/pt/cultura/pieve

https://www.parrocchiepalazzolobs.it/le-chiese-di-santa-maria-assunta/

Localizzazione: PALAZZOLO SULL'OGLIO (BS). Ex Pieve, ora Auditorium San Fedele 1599
Autore: Bottega dei fratelli Campi
Periodo artistico: 1599
Rilevatore: AC

PALAZZOLO SULL’OGLIO (BS). Chiesa di S. Maria Assunta, Ultima Cena di P. Batoni, 1785

 

Una prima chiesa dedicata a S. Maria Assunta risale al 1410. La nuova parrocchiale fu edificata tra il 1751 e il 1772, ma consacrata solo dieci anni dopo. Nel 1786 l’edificio fu danneggiato da un fulmine; nel 1801 fu riconsacrato e successivamente fu rifatta la decorazione e terminata la facciata. Nel corso dell’Ottocento la chiesa era nota con il titolo di Santa Maria Annunziata, per poi essere riportata al titolo originale di Santa Maria Assunta nel 1932.

Conserva varie opere d’arte tra le quali, nel braccio destro del transetto, sull’altare del Santissimo Sacramento, la tela dell’Ultima Cena del pittore lucchese, ma che operò per lo più a Roma, Pompeo Girolamo Batoni (1708-1787).

 

Link:
https://www.parrocchiepalazzolobs.it/le-chiese-di-santa-maria-assunta/

Localizzazione: PALAZZOLO SULL'OGLIO (BS). Chiesa di S. Maria Assunta
Autore: Pompeo Girolamo Batoni
Periodo artistico: 1785
Rilevatore: AC

FRANCIA – COLMAR. Musée Unterlinden, pannello con Ultima Cena di M. Schongauer, 1480 circa

 

Il pannello fa parte della pala “L’infanzia e la passione di Cristo”, datata intorno al 1480 ed eseguita per la Chiesa Dominicana di Colmar da Martin Schongauer (Colmar, 1448 circa – Breisach am Rhein, 1491), un importante artista del Rinascimento tedesco, pittore e abilissimo incisore.

Attualmente la pala è esposta nel Museo Unterlinden.
L’Ultima Cena è di impostazione tradizionale: tavola rettangolare, Cristo al centro con s. Giovanni appoggiato al suo petto; davanti c’è Giuda, senza aureola e in abito giallo, che tiene in mano la borsa del denaro.

Immagini da:
https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187073-d230578-Reviews-Musee_Unterlinden-Colmar_Haut_Rhin_Grand_Est.htm

Localizzazione: FRANCIA – COLMAR. Musée Unterlinden, 1480 circa
Autore: Martin Schongauer
Rilevatore: AC

FRANCIA – COLMAR. Musée Unterlinden, scultura di Ultima Cena, 1510 circa

 

Questo Museo di Colmar, situato in un ex convento domenicano del XIII secolo, conserva molte opere d’arte tra cui tre pannelli scolpiti su legno di tiglio e dipinti che raffigurano: l’Ultima Cena; il Monte degli Ulivi e la Flagellazione di Cristo.
Furono realizzati da un anonimo artista verso il 1510.

 

Immagine da:
https://webmuseo.com/ws/musee-unterlinden/app/collection/record/490?expo=3&index=22&lang=en

Localizzazione: FRANCIA – COLMAR. Musée Unterlinden
Autore: ignoto
Periodo artistico: 1510 circa
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – ROTTERDAM. Museum Boijmans van Beuningen, scultura di Ultima Cena di A. van Wesel, XV secolo

 

Scultura in legno di quercia (55 x 52 x19,3 cm).
Conservata nei depositi del Museo, numero inventario BEK 1054 (OK). Dal 1940 in prestito dalla Fondazione del Museo.

Adriaen van Wesel (Utrecht 1417 -1490), uno dei pochi scultori olandesi del Quattrocento di cui si hanno notizie, realizzò pale d’altare per chiese di Utrecht e di Den Bosch, che purtroppo furono in seguito smembrate e i pannelli si trovano in vari Musei.
Non è possibile identificare la pala d’altare a cui apparteneva originariamente questa l’Ultima Cena, forse era un’opera che illustrava la Passione di Cristo.

Il Museo ha collezioni che spaziano dall’arte medievale europea all’arte moderna. La fondazione della raccolta ebbe inizio quando  Frans Jacob Otto Boymans (1767-1847) donò la sua collezione alla città di Rotterdam nel 1841. Nel 1958 si aggiunse la collezione di Daniël George van Beuningen (1877-1955) e il museo prese il nome di “Museum Boijmans Van Beuningen”.

 

Immagine e notizie da:
https://www.boijmans.nl/en/collection/artworks/40307/the-last-supper

Localizzazione: PAESI BASSI – ROTTERDAM. Museum Boijmans van Beuningen XV secolo
Autore: Adriaen van Wesel
Periodo artistico: XV secolo
Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – YORK. Chiesa di St. Martin le Grand, scultura di Ultima Cena di F. Roper, 1968

 

Scultura in alluminio dorato eseguita nel 1967 da Frank Roper e installata nel 1968 come pala d’altare.
Frank Roper (1914 – 2000) è stato uno scultore e realizzatore di vetrate britannico che ha eseguito molte opere per chiese e cattedrali in Galles e Inghilterra.

La chiesa risale all’XI secolo, restaurata tra il 1853 e il 1854. La torre fu costruita nel XV secolo. Gravemente danneggiata dai bombardamenti del 29 aprile 1942, fu ricostruita tra il 1961 e il 1968.

 

Immagini da Wikimedia e da:
https://en.wikipedia.org/wiki/Frank_Roper_(artist)

https://www.northernvicar.co.uk/2019/03/16/york-yorkshire-st-martin-coney-street/

Localizzazione: GRAN BRETAGNA – YORK. Chiesa di St. Martin le Grand
Autore: Frank Roper
Periodo artistico: 1968
Rilevatore: AC

RUSSIA – SAN PIEROBURGO. Museo statale Russo, Ultima Cena di Nikolay Ge, 1863

 

Olio su tela (283 x 382 cm), dipinto da Nikolay Nikolaevich Ge (1831 – 1894). Numero inventario Zh-4141.

Ge fu un pittore realista e uno dei primi simbolisti russi. Era famoso per le sue opere su argomenti storici e religiosi.
L’Ultima cena è la sua prima grande opera, realizzata tra il 1861 e il 1863. Il contrasto tra Cristo e Giuda, la tragedia di un maestro che ha previsto il tradimento di uno discepolo (“Uno di voi mi tradirà”), ma pronto al sacrificio di sé, è alla base del drammatico conflitto illustrato sulla tela
Ge la dipinse a Firenze, poi la portò a San Pietroburgo dove fu esposta alla Mostra Accademica nel 1863. Il Consiglio dell’Accademia Imperiale delle Arti lodò l’abilità dell’artista nella pittura e gli conferì il titolo di professore di pittura storica e l’opera fu acquistato dall’imperatore Alessandro II per il Museo dell’Accademia delle Arti. Ma il dipinto provocò un’accesa polemica: alcuni approvarono l’interpretazione profondamente umana e innovativa dell’episodio del Vangelo, mentre altri credevano che le immagini di Cristo e degli Apostoli fossero troppo lontane dalla comprensione tradizionale e non realizzate in modo abbastanza convincente o addirittura volgari.

Ge creò almeno due repliche più piccole del dipinto, una delle quali appartiene alla collezione della Galleria statale Tretyakov di Mosca e l’altra si trova al Museo d’arte Radishchev di Saratov.

 

Immagine da Wikimedia:
https://en.wikipedia.org/wiki/Last_Supper_(Ge)

Link:
https://en.wikipedia.org/wiki/Nikolai_Ge

https://www.ikleiner.ru/lib/ge/ge-0009.shtml

Localizzazione: RUSSIA – SAN PIEROBURGO. Museo statale Russo
Autore: Nikolay Ge
Periodo artistico: 1863
Rilevatore: AC

BRASILE – SALVADOR (stato di Bahia). Chiesa di Nosso Senhor do Bonfim, con Ultima Cena di Teofilo de Jesus, 1837

Olio su tela, esposto nella sacrestia della chiesa, dipinto dal pittore brasiliano Josè Teófilo de Jesus (1758 – 1847), uno dei principali pittori della scuola bahiana. Egli appartenne al gruppo di artisti della colonia portoghese, che presentarono, nella prima metà del XIX secolo, una produzione ibrida, con elementi del barocco del secolo precedente, del rococò e, allo stesso tempo, componenti classici.

 

Immagine e notizie da:
http://enciclopedia.itaucultural.org.br/obra24433/a-ultima-ceia-painel-da-sacristia

https://enciclopedia.itaucultural.org.br/pessoa24165/teofilo-de-jesus

Localizzazione: BRASILE – SALVADOR (stato di Bahia). Chiesa di Nosso Senhor do Bonfim
Autore: Teofilo de Jesus
Periodo artistico: 1837
Rilevatore: AC

BULGARIA – VELIKO TĂRNOVO. Chiesa ortodossa della Natività di Cristo ad Arbanasi, con Ultima Cena, XVII secolo

 

Sorta nel XV secolo nel villaggio di Arbanasi, a circa 4 km dall’antica capitale, la Chiesa della Natività è composta da una navata, da un nartece e da una galleria esterna che conduce alla cappella di San Giovanni Battista. Significative sono le pareti, letteralmente ricoperte di affreschi risalenti ad epoche diverse, dal XV al XVII secolo, eseguiti da artisti bulgari, che sviluppano temi, almeno nelle opere più antiche, ispirati al Giudizio Universale, all’Antico e al Nuovo Testamento e alla vanità dell’esistenza. Gli affreschi raffigurano molte centinaia di scene e oltre tremila personaggi.

L’affresco dell’Ultima Cena risale al XVII secolo. La tavola è semicircolare con Gesù posto all’estrema sinistra, come nella tradizione più antica.

Immagini da:
http://iconaimmaginedio.blogspot.com/2013/05/arbanasi-bulgaria-chiesa-della-nativita.html

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g651680-d2326172-Reviews-Chiesa_della_Nativita-Arbanasi_Veliko_Tarnovo_Province.html#photos;aggregationId=&albumid=&filter=7&ff=337582049

Localizzazione: BULGARIA - VELIKO TĂRNOVO. Chiesa ortodossa della Natività di Cristo ad Arbanasi
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – CORDON. Chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione, con Ultima Cena di L. Isler, 1787

Cordon è un comune dell’alta Savoia, i cui cittadini costruirono la chiesa nel 1781-85 nella frazione di Vuaz per sostituire la cappella del castello. Il campanile fu edificato nel 1816. Restaurata nel 2011, la Chiesa è a cupola cruciforme, composta da una navata a due campate, un transetto a campata unica e un coro con una profonda abside rettilinea di due campate.

Decorata in stile barocco nel 1787 dal pittore svizzero Léonard Isler (nato a Wolhen in Argovia 1759 – 1837) con i primi misteri del Rosario sulla cupola; i quattro Evangelisti nei pennacchi; i misteri dolorosi sulle volte del coro anteriore e i misteri gloriosi nella navata.
I dipinti del coro illustrano il Sacrificio di Isacco e l’Ultima Cena.

 

Immagini da:
https://drone-de-regard.fr/VR/FACIM/74_Cordon.html

Link:
https://monumentum.fr/eglise-notre-dame-assomption-pa00118383.html

Localizzazione: FRANCIA – CORDON. Chiesa di Nostra Signora dell'Assunzione
Autore: Léonard Isler
Periodo artistico: 1787
Rilevatore: AC

NOREGIA – OSLO. Norsk Folkemuseum, Stavkirche di Gol, con Ultima Cena

Il “Museo della cultura norvegese” sorge sulla penisola di Bygdøy, sulla quale si estende la parte occidentale della città di Oslo. Si tratta di un museo all’aperto che ospita 155 edifici in legno tra cui l’antica chiesa medioevale costruita interamente con doghe di legno, o Stavkirche, di Gol. La municipalità di Gol nel 1880 decise di costruire una nuova e più grande chiesa e di demolire la vecchia. Fu salvata dalla distruzione dalla Società norvegese per la preservazione dei monumenti antichi, che portò i materiali per ricostruirla altrove.

Oscar II, re di Svezia e di Norvegia sino al 1905 quando si sciolse l’unione dei due regni, nel 1884 acquistò i materiali della chiesa e ne finanziò lo spostamento, il restauro e il riassemblaggio come edificio centrale del suo museo all’aperto privato a Bygdøy/Oslo. L’operazione si concluse nel 1885. La chiesa fu incorporata nel Folk Museo nel 1907.

La chiesa è stata datata dendrocronologicamente al 1212.
La pareti lignee di coro e abside furono decorate a tempera (e forse ridipinte nel 1652).

Un dipinto dietro l’altare raffigura l’Ultima Cena.

 

 

Immagine da:
https://www.mauritius-images.com/en/asset/ME-PI-2554386_mauritius_images_bildnummer_02118243_painting-of-the-last-supper-on-walls-of-gol-13th-century

Link:
https://web.archive.org/web/20080207010607/http://www.stavkirke.org/stavkirker/gol.html

Localizzazione: NOREGIA – OSLO. Norsk Folkemuseum, Stavkirche di Gol
Rilevatore: AC

CALCIO (BG). Chiesa parrocchiale di San Vittore, con Ultima Cena di Aurelio Gatti, ultimo quarto del XVI secolo

Olio su tela di Aurelio Gatti detto Sojaro. Fu un autore poco conosciuto; nato a Cremona nel 1556 e morto a Piacenza nel 1602, visse per un certo periodo tra Crema e Romano di Lombardia, legando il suo nome anche alla vallata del fiume Oglio perché, non riuscendo ad imporsi nel mercato artistico cremonese dominato dai tre fratelli Campi, dovette accettare le committenze della provincia.

Calcio è un comune, di origine romana, situato sulla destra orografica del fiume Oglio. La costruzione della sua chiesa parrocchiale attuale fu decisa dal 1750, quando l’antica pieve diventò insufficiente per la popolazione e lontana dal centro della città. Il progetto era molto ambizioso: un borgo povero, che superava di poco i duemila abitanti, si accingeva a costruire un tempio che sarebbe stato inferiore, in Lombardia, solo al Duomo di Milano, e più grande di tutte le altre chiese di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona e del vicino santuario di Caravaggio. Con interruzioni e variazioni del progetto, i lavori si protrassero dal 1762 sino al 1880. Si tratta di un monumento imponente, di 76 metri di lunghezza, 36 di larghezza, 64 di altezza.

 

Immagine e info da:
https://www.valledelloglio.com/2020/10/22/larte-provinciale-del-sojaro-velocita-di-esecuzione-e-aderenza-alla-realta/

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Vittore_(Calcio)

http://vademecumturistacasuale.altervista.org/blog/aurelio-gatti/

https://it.wikipedia.org/wiki/Aurelio_Gatti

Localizzazione: CALCIO (BG). Chiesa parrocchiale di San Vittore
Autore: Aurelio Gatti
Periodo artistico: ultimo quarto del XVI secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – ALENQUER Chiesa di Santa Quiteria, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho, 1789

 

L’altare con il dipinto dell’Ultima Cena, firmato dal pittore, è sul lato sinistro della crociera della chiesa che sorge nella parrocchia di Meca. L’attuale edificio sacro fu costruito sul luogo di un precedente e i lavori terminarono nel 1799.
La chiesa, intitolata a una martire del V secolo, conserva varie opere d’arte. Il soffitto ligneo della crociera presenta i Quattro Evangelisti, opera attribuita a Pedro Alexandrino.
Si è conservata la ricevuta rilasciata dal pittore per il pagamento di due tele da lui realizzate, una delle quali è l’Ultima Cena; egli scrisse, all’incirca: “Ho ricevuto dal signor Manuel Luís Escrivão tesoriere di Santa Quitéria l’importo di settantaquattromila re, per i due pannelli che ho dipinto per la chiesa di detta Santa, vale a dire per la Cena del Signore e l’altro per Nossa Senhora da Conceição, e poiché sono stato pagato per tale importo, rilascio questa ricevuta oggi, 24 settembre 1789. Pedro Alexandrino de Carvalho” (1).

 

Bibliografia
(1) Mónica Ribas Marques Ribeiro de Queiroz, O arquitecto Mateus Vicente de Oliveira (1706-1785) uma pràxis original na arquitectura portuguesa setecentista, Tesi in Belle Arti, Università di Lisbona, Facoltà di Belle Arti, 2013, p. 202.

Immagini da:
https://www.facebook.com/Paroquia-de-Santa-Quit%C3%A9ria-de-Meca-638693896519024/photos/?ref=page_internal

Localizzazione: PORTOGALLO – ALENQUER Chiesa di Santa Quiteria
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: 1789
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Basilica di Estrela/del Sacro Cuore di Gesù, con Ultima Cena di P. G. Batoni, 1783

Dipinto su tela di Pompeo Girolamo Batoni (1708-1787) realizzato nel 1783.

La Basilica di Estrela domina su una collina nella parte occidentale della vecchia Lisbona. La costruzione, durata circa 11 anni, fu finanziata dalla regina del Portogallo Maria I di Braganza e fu consacrata verso la fine del 1790. Nota anche col nome di Basilica Reale del Sacro Cuore di Gesù, ed ex convento carmelitano, fu la prima chiesa al mondo con la dedicazione al Sacro Cuore.
La scelta della Regina di commissionare sette pale d’altare per la chiesa all’artista Pompeo Batoni, lucchese ma che operava per lo più a Roma, fu dovuta probabilmente, oltre al fatto che gli artisti portoghesi erano impegnati nella ricostruzione dopo il terremoto del 1755, alla speranza che i soggetti del maestro romano d’adozione fossero meglio accettati dalle autorità religiose.

Immagine da Wikimedia

Link:
https://lisbona.italiani.it/la-basilica-di-estrela-la-prima-dedicata-al-sacro-cuore-di-gesu/

Localizzazione: PORTOGALLO – LISBONA. Basilica di Estrela/del Sacro Cuore di Gesù
Autore: P. G. Batoni
Periodo artistico: 1783
Rilevatore: AC

SPAGNA – COIMBRA. Cappella di San Michele, retablo con Ultima Cena, inizi XVII secolo

La piccola Cappella di São Miguel fu costruita nel 1517 per sostituire un antico oratorio privato del XII secolo nell’Università di Coimbra. Il progetto era di Marcos Pires, autore del portale laterale manuelino di fattura naturalista, il quale morì nel 1521, prima di potere concludere l’opera, finita da Diego de Castilho.
Si accede attraverso un portale neoclassico eseguito nel 1780. All’interno, le pareti del coro alto e della tribuna presentano pannelli di azulejos di fabbricazione cittadina del XVIII secolo, di influenza olandese. Nella navata il rivestimento di azulejos è invece del XVII secolo e proviene da Lisbona.

Sull’altare maggiore vi è un retablo/pala d’altare manierista progettato nel 1605 da Bernardo Coelho; l’intagliatore e scultore Simão da Mota eseguì i lavori di intaglio e doratura, evidenziando i dipinti sulla vita di Gesù attribuiti a Simão Rodrigues e Domingos Vieira Serrão.
Le tavole in alto rappresentano la Natività e l’Adorazione dei Magi; in basso la Resurrezione e l’Apparizione alla Vergine.
Nella parte centrale della predella della pala si trova una bella “Ultima Cena”, e ai lati sono scolpiti i due busti di san Pietro e san Paolo.

 

Foto Cena da:
https://manuelcohen.photoshelter.com/image/I0000nXhdenJJ_i4

Foto altare tratta da Wikimedia

Link:
https://www.visitportugal.com/it/NR/exeres/5227CC59-2343-4334-BE9C-08F8B1C82C8D

Localizzazione: SPAGNA - COIMBRA. Cappella di San Michele
Periodo artistico: inizi XVII secolo
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Chiesa nuova di St. Honoré d’Eylau, vetrata con Ultima Cena, inizi XX secolo

Le vetrate della chiesa sono state realizzate dal maestro vetraio Félix Gaudin (1851-1931) dai cartoni dell’artista svizzero Eugène Grasset (1841 – 1917) e del pittore e incisore francese Raphaël Freida (1877 – 1942). Rappresentano santi e scene sacre, oltre a motivi decorativi, e costituiscono uno dei due elementi della decorazione originaria ancora rimasti con gli affreschi della Via Crucis tra le finestre.
Una delle vetrate contiene un pannello che raffigura l’Ultima Cena.

La nuova chiesa di Saint-Honoré-d’Eylau fu costruita nel 1896 per fungere da cappella temporanea annessa alla vecchia chiesa con o stesso titolo, situata accanto nella piazza Victor Hugo, prima della costruzione di una chiesa più grande che non fu mai realizzata. Nel 1974 la cappella è diventata una chiesa parrocchiale, mentre la chiesa in Place Victor-Hugo è stata utilizzata solo per cerimonie nuziali, prima di essere attribuita alle suore di Betlemme.
Dopo il Concilio Vaticano II, l’architetto André le Donné ha completamente modificato l’interno, rimuovendo il vecchio altare maggiore e apportando modifiche al coro. La nuova chiesa di Saint-Honoré-d’Eylau si caratterizza per la sua leggerezza architettonica e per il suo spazio aperto derivante dalla presenza di sottili pilastri metallici che non interferiscono con la vista.
Piuttosto povera di ornamenti, poiché la chiesa doveva servire come cappella temporanea, è tuttavia caratterizzata da molte vetrate Art Déco, ognuna offerta da donatori.

 

Immagine da:
https://www.alamy.com/stock-photo/deylau.html

Link:
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_Saint-Honor%C3%A9-d%27Eylau_(%C3%A9glise_nouvelle)

Localizzazione: FRANCIA – PARIGI. Chiesa nuova di St. Honoré d'Eylau
Periodo artistico: inizi XX secolo
Rilevatore: AC

SPAGNA – SABADELL. Museu d’Art, Ultima Cena di Antoni Estruch Bros, inizi XX secolo

Tra i Musei municipali, il “Museu d’Art” raccoglie opere d’arte catalana antica e contemporanea.

Olio su tela (124,5 x 248,5 cm) dal titolo “Santa Cena”, realizzato nel 1901-04 dal pittore catalano Antoni Estruch Bros (Sabadell, 1872 – Buenos Aires, 1957), seguace dell’Art Noveau.
Il dipinto giunse al Museo per eredità di Josep Miquel Sanmiquel. Numero di inventario 10632

Immagine da Wikimedia

Link:
http://museus.sabadell.cat/mas/exposicio-permanent-museu-art/academicismes-del-segle-xix/280-antoni-estruch-bro

Localizzazione: SPAGNA - SABADELL. Museu d'Art
Autore: Antoni Estruch Bros
Periodo artistico: inizi XX secolo
Rilevatore: AC

BOLIVIA – CURAHUARA DE CARANGAS. Chiesa di S. Giacomo maggiore, con Ultima Cena, XVII secolo

La Chiesa di Curahuara de Carangas, conosciuta come la “Cappella Sistina delle Ande”, è una delle più antiche della Bolivia e del Sud America, essendo stata edificata tra il 1587 e il 1608. Situata su un altopiano desertico a un’altitudine di quasi 3.900 metri e 170 chilometri a sud-ovest di La Paz, attualmente è in posizione remota, ma al tempo della colonizzazione, la città era un importante centro su una rotta che collegava le miniere d’argento e d’oro di Potosi e La Paz ai porti del Pacifico in Cile e Perù. Oggi la chiesa è però in pericolo per le frequenti piogge che hanno eroso i contrafforti, senza più manutenzione per l’emigrazione della popolazione.

L’insieme dell’architettura coloniale è stato costruito con materiali locali, come adobe (mattoni di argilla, sabbia e paglia essiccati al sole), pietra, calce e tetto di paglia. La torre campanaria è stata edificata su una superficie di 12 mq ed ha un’altezza di 18 metri. La navata centrale è lunga e stretta e presenta ampi contrafforti. Nella chiesa si fondono stili differenti: edificio rinascimentale, dipinti manieristi, altare barocco scolpito in foglia d’oro.
Il clima della regione ha permesso la conservazione delle pitture che decorano pareti e soffitti, realizzate nel 1608, quando era sacerdote lo spagnolo Juan Ortiz Vitasol dell’ordine degli Agostiniani e il cacicco (capo della comunità Aymara) Baltasar Cachagas y Gonzalo Lara.
La chiesa è stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1960.

Gli storici dicono che i missionari volevano insegnare agli Aymara la Vita di Cristo, e il suo messaggio. Il più grande dipinto, sulla cupola, mostra il regno di Cristo in cielo con i suoi Apostoli e Santi. Un altro dipinto mostra l’Arcangelo Gabriele che schiaccia un demone con il piede mentre usa una bilancia per giudicare i giusti e i peccatori; un altro il giardino dell’Eden; altri episodi della vita di Gesù come l’Ultima Cena. La navata centrale è decorata fino al soffitto con la rappresentazione del Giudizio Universale. In ciascuno degli angoli sono simboleggiati i sette peccati capitali.


Tutte le pitture sono state eseguite da artisti indigeni evangelizzati dai missionari; non c’è stato alcun intervento europeo. I pittori, che non hanno registrato i loro nomi, hanno inserito elementi della cultura andina nei dipinti biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento, realizzati con coloranti naturali. Vi è una certa sproporzione dei corpi umani e la presenza di simboli della cultura originaria come il sole e la luna, elementi di flora e fauna locali, denota un forte sincretismo culturale e religioso.
I dipinti sono del 1608, tuttavia nel dipinto della Vergine di Soterrana de Nieva si trova un riferimento all’anno 1777, quindi si presume che, per un possibile deterioramento, vi sia stato una parziale ridipintura.

Nell’ Ultima Cena, dipinta nella navata a destra, sulla tavola c’è una cavia arrosto, popolare cibo andino presente anche in altre cene sudamericane. Un gatto traditore accompagna Giuda e un cane fedele guarda san Pietro.

 

Immagine Cena da Wikipedia

Link:
http://curahuaradecarangas.com/index.php/atractivos/capilla-sixtina

Localizzazione: BOLIVIA - CURAHUARA DE CARANGAS. Chiesa di S. Giacomo maggiore
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC

USA – NEW YORK. Metropolitan Museum, scultura “Autoritratto guardando l’Ultima Cena” di Marisol, 1984.

Il famoso affresco di Leonardo da Vinci “L’Ultima Cena” è la base per l’assemblaggio scultoreo contemporaneo di Marisol Escobar. In questa monumentale costruzione lunga trenta piedi (corrispondente alla lunghezza dell’affresco), Marisol traduce fedelmente la prospettiva illusionistica del dipinto in forma e spazio tridimensionali. Le ambiguità dell’affresco (tra realtà e illusione e piano e volume) risuonano nella scultura, dove la nostra percezione si sposta costantemente tra due dimensioni e tre poiché le figure sedute non sono né completamente arrotondate né costantemente piatte.
La figura centrale di Cristo è splendidamente scolpita da un blocco di pietra di New York City recuperata, mentre il resto delle figure e gli oggetti da tavola sono assemblati da più di cento pezzi di legno dipinti e disegnati. Con un aspetto sereno e cinereo, e già ultraterreno nello spirito, la solidità fisica di Cristo fornisce l’ancora visiva ed emotiva per questa scena drammatica.
Seduta dall’altra parte della stanza dall’Ultima Cena, un’unica figura di legno che rappresenta l’artista stessa scruta la sua opera. La sua presenza vigile ribadisce il punto che l’arte consiste nel guardare, valutare e reinventare ciò che si vede.

Marisol Escobar, nata in Francia da genitori venezuelani, ha studiato arte a Parigi prima di trasferirsi a New York nel 1950. Tra il 1951 e il 1954 ha frequentato la Hans Hofmann School (Provincetown, Massachusetts), la New School for Social Research (New York), e l’Art Students League (New York). Sebbene il lavoro di Marisol non rientri mai comodamente in nessuna categoria, il suo uso di immagini della cultura popolare l’ha alleata con gli artisti pop americani negli anni ’60.

 

Info:
Metropolitan Museum of Art di New York
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/484650
Artista: Marisol Escobar (americana, nata in Francia, Parigi 1930–2016 New York)
Data: 1982–84
Medium: legno, compensato, pietra, gesso, alluminio, colorante, carbone di legna
Dimensioni: 121 1/2 x 358 x 61 pollici. (308,6 x 909,3 x 154,9 cm)

Credit Line: Gift of Mr. and Mrs. Roberto C. Polo, 1986
Numero inventario 1986.430.1 – .86
Fonte: metmuseum.org

Segnalazione: Daniela Rizzo

Immagini da:
https://www.wikiart.org/en/marisol-escobar/self-portrait-looking-at-the-last-supper-1984

https://walkaboutny.com/2015/04/02/supper-a-feast-for-the-eyes/

Localizzazione: U.S.A. - New York. Metropolitan Museum
Autore: Marisol Escobar
Periodo artistico: 1982-84
Rilevatore: Daniela Rizzo

ROMA. Chiesa di Santa Lucia de’ Ginnasi, con una Ultima Cena di Caterina Ginnasi.

Nel 1624 il cardinale Domenico Ginnasi provvide ad ampliare ed a restaurare il palazzo Ginnasi, incorporandovi anche la preesistente chiesa di S.Lucia (che da allora prese la denominazione “de’ Ginnasi”) e destinando parte del palazzo a monastero per le religiose Carmelitane e parte a collegio, conosciuto appunto come “Collegio Ginnasi”, per coloro che desideravano avviarsi alla vita ecclesiastica.
La chiesa di S.Lucia de’ Ginnasi, un tempo era denominata “S.Lucia de Calcarario”, per la vicinanza alla zona delle fornaci di calce o calcare, ma anche “S.Lucia alle Botteghe Oscure” per l’evidente vicinanza alla via, “S.Lucia Antica”, “S.Lucia delle Pontiche Oscure” e “S.Lucia de Pinea”.
Sull’area dove un tempo sorgeva la chiesa vi è oggi il monastero delle Maestre Pie Filippine, il cui portale di ingresso, sovrastato da una bella Madonnina, è situato lungo via delle Botteghe Oscure, ma un tempo era situato su “largo di S.Lucia dei Filippini”, dinanzi all’attuale palazzo Ginnasi: infatti questo è l’antico ingresso della chiesa di S.Lucia de’ Ginnasi.
La chiesa venne distrutta intorno al 1936, per allargare via delle Botteghe Oscure e venne ricostruita, ma con dimensioni più contenute, all’interno del palazzo.
Il portale d’ingresso della chiesa, sormontato da una Madonnina, è visibile sulla strada.
Caterina Ginnasi dipinse (1629-1630) per l’altare maggiore la pala Martirio di Santa Lucia ed una Ultima Cena che fu poi tagliata in forma di lunetta.

Autore: Daniela Rizzo

Localizzazione: Roma
Autore: Caterina Ginnasi
Periodo artistico: XVII sec.
Data ultima verifica: 13705/2021
Rilevatore: Daniela Rizzo

SAN GIMIGNANO (Si). Collegiata di Santa Maria Assunta, con Ultima Cena.

La basilica collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il duomo di San Gimignano è il principale luogo di culto cattolico di San Gimignano, sede dell’omonima parrocchia affidata al clero dell’arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino.
Situata in piazza del Duomo è alla sommità di un’ampia scalinata dalla quale domina il lato occidentale della piazza. Eretta forse nel 1056 e sicuramente consacrata nel 1148 venne prima ristrutturata nel 1239 e poi ingrandita nel 1460 su progetto di Giuliano da Maiano.
All’interno, la parete laterale della navata destra è occupata da un famoso ciclo di affreschi con Storie del Nuovo Testamento, dipinti tra il 1338 e il 1340 dai fratelli Lippo e Federico Memmi, influenzati dallo stile del più celebre cognato Simone Martini.

Gli affreschi sono distribuiti su tre fasce orizzontali nelle sei campate della navata.
La lettura degli episodi è quasi interamente bustrofedica.
Nel terzo registro, il più basso, altri otto riquadri, dall’ingresso verso l’altare, nella prima campata vi è l’Ultima Cena e il Tradimento di Giuda.

Localizzazione: San Gimignano (Si)
Autore: Lippo e Federico Memmi
Periodo artistico: 1338-1340
Data ultima verifica: 12/05/2020
Rilevatore: Feliciano Della Mora - Valter Bonello

FRANCIA – ISOLA DI LÉRINS. Abbazia, refettorio con Ultima Cena di H. Pinta, 1900

 

Affresco sulla parete di fondo del refettorio dei monaci, firmato “Pinta”: Henri Louis Marius Pinta; Marsiglia, 1856 – Parigi, 1944; pittore francese specializzato in pittura religiosa.

Il monastero e l’abbazia di Lérins/Lerino sono situati sull’isola di Sant’Onorato nell’arcipelago di Lerino, di fronte a Cannes. Il primo monastero fu fondato da sant’Onorato di Arles, verso il 400-410. Gli edifici attualmente esistenti sono stati costruiti tra l’XI e il XIV secolo. Degli altri edifici conventuali del XII-XIII secolo rimangono: il chiostro, la sala capitolare e il refettorio. Il monastero ebbe una storia travagliata, con tre fondazioni e cambiamenti di regole monastiche; attualmente ospita una comunità di monaci cistercensi.

 

 

Bibliografia:
Jolly A.; Kinossian Y. et alii, L’île monastique de Lérins (Ve -XXe siècle); Cepam, Umr 7264, Cnrs, Université Côte d’Azur; Département des Alpes-Maritimes, Nice; Éditions Snoeck, Gand; 2017

 

 

 

Immagini e notizie da:
https://olivierbauer.org/alimentation-et-spiritualite/la-cene/epoque-contemporaine/

http://www.cannes-ilesdelerins.com/fr/saint-honorat/

http://expos-historiques.cannes.com/arkotheque/

Localizzazione: FRANCIA – ISOLA DI LÉRINS. Abbazia
Autore: Henri Pinta
Periodo artistico: 1900
Rilevatore: AC

FRANCIA – PARIGI. Chiesa di San Francesco Saverio, con Ultima Cena/Comunione degli Apostoli di H. Lerolle, 1878

La chiesa fu costruita tra il 1861 e il 1874. Ricca di molte opere d’arte, conserva, nella Cappella del Sacro Cuore, un’Ultima Cena o meglio una “Comunione degli Apostoli” del pittore francese Henry Lerolle, (1848-1929).
Lerolle espose al Salon di Parigi e alla Société des Beaux-Arts, di cui fu uno dei fondatori. I suoi soggetti sono eclettici: ritratti, paesaggi, scene di genere o di storia. Si dedicò alla pittura religiosa dal 1874. Il suo stile è caratterizzato da abili effetti di luce, ritratti sobri e veri.

La Chiesa conserva anche un’Ultima Cena del Tintoretto vedi scheda.

Immagine da
https://www.patrimoine-histoire.fr/Patrimoine/Paris/Paris-Saint-Francois-Xavier.htm

Localizzazione: FRANCIA – PARIGI. Chiesa di San Francesco Saverio, con Ultima Cena/Comunione degli Apostoli
Autore: Henry Lerolle
Periodo artistico: 1878
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa da Conceição Velha, Ultima Cena di Joaquim Manuel da Rocha, seconda metà XVIII secolo

La chiesa conserva un olio su tela dipinto da Joaquim Manuel da Rocha (1727 – 1786).

Nossa Senhora da Conceição Velha (chiesa vecchia di Nostra Signora della Concezione) è una chiesa situata nel centro di Lisbona, in Rua da Alfândega. È il risultato della ricostruzione, dopo il terremoto del 1755, della vecchia chiesa di Nossa Senhora da Misericórdia.
Il luogo dove è situata la chiesa era inserito all’interno del perimetro del Ghetto Grande di Lisbona, distrutto con l’espulsione dei giudei voluta dal re D. Manuel nel 1496. Nel 1502, il re consegnò il luogo all’Ordine di Cristo, dove al posto della sinagoga si costruì un tempio che a quel tempo era la Chiesa della “Casa di carità della Misericordia”, istituita dalla sorella del re, D. Leonor. Col terremoto del 1755, la Chiesa venne quasi completamente distrutta. Per la ricostruzione furono utilizzati alcuni materiali della vecchia chiesa, tra cui l’eccezionale portico manuelino e un raro esempio di rappresentazione della Nossa Senhora da Misericordia (Madonna della Misericordia), dove due angeli sorreggono il mantello che protegge il Re D. Manuel I e sua sorella D. Leonor.

Immagine da:
Nunho Saldaha, Joaquim Manuel da Rocha – A pintura da capela-mor na igreja de S. Paulo de Salvaterra de Magos, in “Salvaterra de Magos”, n° 3, 2016, pp. 143-65

Localizzazione: PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa da Conceição Velha
Autore: Joaquim Manuel da Rocha
Periodo artistico: seconda metà XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – SALVATERRA DE MAGOS. Chiesa parrocchiale di San Paolo, con Ultima Cena di Joaquim Manuel da Rocha, 1761 circa

Olio su tela, dipinto nel 1761 circa dal pittore portoghese Joaquim Manoel da Rocha (1727 – 1786).

 

Bibliografia:
Nunho Saldaha, Joaquim Manuel da Rocha – A pintura da capela-mor na igreja de S. Paulo de Salvaterra de Magos, in “Salvaterra de Magos”, n° 3, 2016, pp. 143-65

Immagine da Wikimedia.

Localizzazione: PORTOGALLO – SALVATERRA DE MAGOS. Chiesa parrocchiale di San Paol
Autore: Joaquim Manuel da Rocha
Periodo artistico: 1761 circa
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Nossa Senhora do Loreto, con Ultima Cena di Joaquim Manuel da Rocha, 1782

Olio su tela, dipinto dal pittore portoghese Joaquim Manoel da Rocha (1727 – 1786)

La chiesa sorge nel luogo in cui si innalzavano le mura che delimitavano il lato occidentale della Lisbona trecentesca. Il culto per la Madonna di Loreto, particolarmente diffuso in Italia, fu introdotto a partire dal XIV secolo dagli italiani che si trasferivano in Portogallo per dedicarsi alle professioni legate al mare e alla pesca. Alcuni di essi si distinsero, giungendo a ricoprire ruoli di rilievo presso la Corte portoghese. Fu per l’influenza di questa comunità italiana che nel 1518 fu realizzata una prima chiesa dove era l’eremo di Santo António che poi fu trasformato in un tempio più grande, dedicato alla Vergine di Loreto. La chiesa attuale risale al 1676, dopo che un incendio, nel 1651, aveva distrutto parte dell’edificio originario. Il terremoto del 1755 arrecò molti danni alla struttura che fu in parte ricostruita nel 1785.
L’interno, a una sola navata, termina in un soffitto decorato da un dipinto della Vergine di Loreto, attribuito a Pedro Alexandrino (1730-1809). È fiancheggiato da 12 cappelle, con bei dipinti e rivestimenti di marmi di origine italiana.

Immagine da Wikimedia.

Localizzazione: PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Nossa Senhora do Loreto
Autore: Joaquim Manuel da Rocha
Periodo artistico: 1782
Rilevatore: AC

SIRIA – DAMASCO. The Last Supper di Omar Ibrahim. Cortese concessione di Al Mahha Art.

Prospettiva siriana dell’Ultima Cena.
Il 16 aprile 2014, la Samer Kozah Gallery (Damasco) ha curato una mostra collettiva di artisti siriani intitolata “The Last Supper” presso The Venue Gallery a Beirut Souks (Down Town). Con 56 opere d’arte di 56 artisti emergenti e affermati che raffigurano le loro prospettive del capolavoro e della sua storia che porta contraddizioni di fatti e finzione nella vista dei nostri tempi recenti e di eventi sofisticati a cui si è assistito in Medio Oriente, in particolare in Siria…
L’intersezione tra religione e politica allo scopo di alimentare l’umanità è sempre stata la causa e la motivazione della guerra e dei conflitti infiniti nella storia dell’uomo … Eppure i dettagli di tali conflitti rimarranno sempre discreti, solo il tempo lo rivela con storie, che sono filtrati in base a quelli nelle preferenze di potere che in seguito dettano ciò che dovrebbe essere detto alla generazione successiva, formando ciò che tutti conosciamo come storia.
L’originale Ultima Cena di Leonardo Da Vinci rappresenta la scena dell’Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli, come è raccontata nel Vangelo di Giovanni , 13:21. Leonardo ha raffigurato la costernazione che si verificò tra i Dodici Discepoli quando Gesù annunciò che uno di loro lo avrebbe tradito.
Ogni artista ha presentato una nuova versione de L’Ultima Cena, variava da approcci moderni a contemporanei in diverse forme d’arte: mix media, sculture, fotografia, iperrealismo, calligrafia, manoscritto e video arte. Alcuni degli artisti risiedono in Siria e hanno dovuto consegnare le opere d’arte in mezzo alle difficili circostanze in cui vive il paese. Ogni partecipante ha potuto dire un messaggio comune attraverso la mostra “l’arte in Siria è viva indipendentemente da tutto!” Gli artisti partecipanti sono stati:
Nazir Ismail, Edward Shahda, Mustafa Ali, Ghassan Nana, Hammoud Shantout, Jacob Ibrahim, Asaad Fazrat, Ghazi Aana, Ali Housein, Ala ‘Abou Shaheen, Ahmad Abou Zeina, Fadi Alaweed, Juhayda Albitar, Fadi Alhamwi, Tania Alkayyal , Alice AlKhatib, Ali Alsheikh, Ronak Ahmed, Akil Ahmad, Kinda Arshid, Mayssa Aweeda, Aamer Ayoub, Khadija Baker, Issa Dib, Lama Hajjar, Ala ‘Hamameh, Ammar Khaled Aldasouki, Louna Hamad, Souzan Hamedi, Amjadmal Hashem , Fadi Helwani, Dima Homush, Anas Homsi, Omar Ibrahim, Nouman Issa, Rasha Jabr, Badei Jahjah, Amani Jarboue, Nour Kalash, Issa Kazah, Khalil Kiki, Yazen Maksoud, Ayham Malisho, Shaza Midani, Fadi Morabet, Osama Moualla, Abdalla Omari, Sarab Safadi, Abdul Razzak Shabalout, Alaa Sharabi, Housein Tarabei, Obaideh Zorik, Yamen Yousef e Momtaz Shoaib.
Senza dubbio, è una mostra enorme in termini di quantità di opere esposte e tempo investito per curarla e, a causa dell’enorme numero di opere d’arte, il livello variava da buono a straordinario! Infatti, quando sei invitato a una mostra basata su una delle opere leggendarie, ti aspetti di vedere qualcosa di diverso da “L’ultima cena” o la ricreazione del concetto iniziale che non è necessariamente diretto, un lavoro che riflette ricerche e tentativi profondi per produrre finalmente una innovativa “Ultima Cena”. Questo era il mio criterio quando ho visto la mostra e quattro opere d’arte hanno catturato la mia attenzione, ma questo non sottovaluta né valorizza altri pezzi, ricorda che l’arte è una questione di preferenze personali e non può essere neutra!

Una delle opere esposte:
Omar Ibrahim ha guardato l’Ultima Cena da un’altra dimensione, riducendo al minimo i personaggi da 12 a tre: un uomo, una donna e la testa di toro mozzata. Ibrahim si riferisce alla donna come a Maria Maddalena seduta accanto a Gesù, che sostituisce anche Giovanni uno dei discepoli.
Considerando che il Toro tritato – o creatura come ha spiegato nella dichiarazione – coperto di sangue è Giuda, e le 10 gambe del tavolo rotondo sono i 10 discepoli.
Nella sua dichiarazione, Ibrahim considera le sue interpretazioni religiose illimitate nonostante i simboli spiegati. Può essere qualsiasi ultima cena tra due, un uomo e una donna consapevoli di condividere i loro ultimi momenti insieme.
Questa opera d’arte raffigura la separazione, la tristezza e il tradimento dell’impegno e dei sogni.

Autore: Mashaael Basheer

Fonte:
https://almahhart-com.cdn.ampproject.org/v/s/almahhart.com/2014/05/08/syrian-perspective-of-the-last-supper/amp/?amp_js_v=a6&amp_gsa=1&usqp=mq331AQHKAFQArABIA%3D%3D#aoh=16207216667803&amp_ct=1620721676528&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Falmahhart.com%2F2014%2F05%2F08%2Fsyrian-perspective-of-the-last-supper%2F

 

 

Localizzazione: Siria, Damasco
Autore: Omar Ibrahim
Data ultima verifica: 11/05/2021
Rilevatore: Daniela Rizzo

SIRIA – DAMASCO. The Last Supper Exhibition di Yamen Yousef. Cortese concessione di Al Mahha Art.

Prospettiva siriana dell’Utima Cena.
Il 16 aprile 2014, la Samer Kozah Gallery (Damasco) ha curato una mostra collettiva di artisti siriani intitolata “The Last Supper” presso The Venue Gallery a Beirut Souks (Down Town). Con 56 opere d’arte di 56 artisti emergenti e affermati che raffigurano le loro prospettive del capolavoro e della sua storia che porta contraddizioni di fatti e finzione nella vista dei nostri tempi recenti e di eventi sofisticati a cui si è assistito in Medio Oriente, in particolare in Siria…
L’intersezione tra religione e politica allo scopo di alimentare l’umanità è sempre stata la causa e la motivazione della guerra e dei conflitti infiniti nella storia dell’uomo … Eppure i dettagli di tali conflitti rimarranno sempre discreti, solo il tempo lo rivela con storie, che sono filtrati in base a quelli nelle preferenze di potere che in seguito dettano ciò che dovrebbe essere detto alla generazione successiva, formando ciò che tutti conosciamo come storia.
L’originale Ultima Cena di Leonardo Da Vinci rappresenta la scena dell’Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli, come è raccontata nel Vangelo di Giovanni , 13:21. Leonardo ha raffigurato la costernazione che si verificò tra i Dodici Discepoli quando Gesù annunciò che uno di loro lo avrebbe tradito.
Ogni artista ha presentato una nuova versione de L’Ultima Cena, variava da approcci moderni a contemporanei in diverse forme d’arte: mix media, sculture, fotografia, iperrealismo, calligrafia, manoscritto e video arte. Alcuni degli artisti risiedono in Siria e hanno dovuto consegnare le opere d’arte in mezzo alle difficili circostanze in cui vive il paese. Ogni partecipante ha potuto dire un messaggio comune attraverso la mostra “l’arte in Siria è viva indipendentemente da tutto!” Gli artisti partecipanti sono stati:
Nazir Ismail, Edward Shahda, Mustafa Ali, Ghassan Nana, Hammoud Shantout, Jacob Ibrahim, Asaad Fazrat, Ghazi Aana, Ali Housein, Ala ‘Abou Shaheen, Ahmad Abou Zeina, Fadi Alaweed, Juhayda Albitar, Fadi Alhamwi, Tania Alkayyal , Alice AlKhatib, Ali Alsheikh, Ronak Ahmed, Akil Ahmad, Kinda Arshid, Mayssa Aweeda, Aamer Ayoub, Khadija Baker, Issa Dib, Lama Hajjar, Ala ‘Hamameh, Ammar Khaled Aldasouki, Louna Hamad, Souzan Hamedi, Amjadmal Hashem , Fadi Helwani, Dima Homush, Anas Homsi, Omar Ibrahim, Nouman Issa, Rasha Jabr, Badei Jahjah, Amani Jarboue, Nour Kalash, Issa Kazah, Khalil Kiki, Yazen Maksoud, Ayham Malisho, Shaza Midani, Fadi Morabet, Osama Moualla, Abdalla Omari, Sarab Safadi, Abdul Razzak Shabalout, Alaa Sharabi, Housein Tarabei, Obaideh Zorik, Yamen Yousef e Momtaz Shoaib.
Senza dubbio, è una mostra enorme in termini di quantità di opere esposte e tempo investito per curarla e, a causa dell’enorme numero di opere d’arte, il livello variava da buono a straordinario! Infatti, quando sei invitato a una mostra basata su una delle opere leggendarie, ti aspetti di vedere qualcosa di diverso da “L’ultima cena” o la ricreazione del concetto iniziale che non è necessariamente diretto, un lavoro che riflette ricerche e tentativi profondi per produrre finalmente una innovativa “Ultima Cena”. Questo era il mio criterio quando ho visto la mostra e quattro opere d’arte hanno catturato la mia attenzione, ma questo non sottovaluta né valorizza altri pezzi, ricorda che l’arte è una questione di preferenze personali e non può essere neutra!

Una delle opere esposte:
Un’altra opera d’arte simbolica minimale è di Yamen Yousef: una testa su un vassoio e un pesce … Non è questo! Il Capo appartiene a Gesù, chiaramente dalle spine della spina su di esso e dall’aureola che lo circonda. Mentre il pesce ,,, beh, questa è una lunga storia. Nel cristianesimo, il pesce sta per buono, e nell’impero romano i cristiani usavano segretamente il simbolo del pesce per identificarsi come religione proibita, il che significa che era adottato come simbolo cristiano prima della famosa croce che fu imposta durante le crociate.
Si dice che molti dei 12 Discepoli fossero pescatori, il che forse è questo che rappresenta il Pesce qui. La striscia rossa leggermente forte dietro il pesce è segno del tradimento e del dolore causato da esso sono le cicatrici scolpite sul pesce. Se guardi chiaramente la Testa, l’occhio sinistro viene sostituito dal fiore: gentilezza, innocenza ?! O ingenuità ?! Di solito queste sono caratteristiche delle persone sottoposte al lavaggio del cervello e anche di quelle tradite. Yousef è uno dei pochi artisti che ritrae un’opera d’arte aperta alla comprensione dello spettatore, alla prospettiva personale e innesca la loro curiosità e il desiderio di tornare a casa e fare ricerche … Beh, almeno questo è successo a me!

Autore: Mashaael Basheer

Fonte:
https://almahhart-com.cdn.ampproject.org/v/s/almahhart.com/2014/05/08/syrian-perspective-of-the-last-supper/amp/?amp_js_v=a6&amp_gsa=1&usqp=mq331AQHKAFQArABIA%3D%3D#aoh=16207216667803&amp_ct=1620721676528&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Falmahhart.com%2F2014%2F05%2F08%2Fsyrian-perspective-of-the-last-supper%2F

Localizzazione: Siria, Damasco
Autore: Yaman Yousef
Periodo artistico: 2014
Data ultima verifica: 11/05/2021
Rilevatore: Daniela Rizzo

SIRIA – DAMASCO. Scultura di Alice AlKhatib. Cortese concessione di Al Mahha Art.

Prospettiva siriana dell’Ultima Cena.
Il 16 aprile 2014, la Samer Kozah Gallery (Damasco) ha curato una mostra collettiva di artisti siriani intitolata “The Last Supper” presso The Venue Gallery a Beirut Souks (Down Town). Con 56 opere d’arte di 56 artisti emergenti e affermati che raffigurano le loro prospettive del capolavoro e della sua storia che porta contraddizioni di fatti e finzione nella vista dei nostri tempi recenti e di eventi sofisticati a cui si è assistito in Medio Oriente, in particolare in Siria…
L’intersezione tra religione e politica allo scopo di alimentare l’umanità è sempre stata la causa e la motivazione della guerra e dei conflitti infiniti nella storia dell’uomo … Eppure i dettagli di tali conflitti rimarranno sempre discreti, solo il tempo lo rivela con storie, che sono filtrati in base a quelli nelle preferenze di potere che in seguito dettano ciò che dovrebbe essere detto alla generazione successiva, formando ciò che tutti conosciamo come storia.
L’originale Ultima Cena di Leonardo Da Vinci rappresenta la scena dell’Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli, come è raccontata nel Vangelo di Giovanni , 13:21. Leonardo ha raffigurato la costernazione che si verificò tra i Dodici Discepoli quando Gesù annunciò che uno di loro lo avrebbe tradito.
Torniamo alla mostra del 2014… Ogni artista ha presentato una nuova versione de L’Ultima Cena, variava da approcci moderni a contemporanei in diverse forme d’arte: mix media, sculture, fotografia, iperrealismo, calligrafia, manoscritto e video arte. Alcuni degli artisti risiedono in Siria e hanno dovuto consegnare le opere d’arte in mezzo alle difficili circostanze in cui vive il paese. Ogni partecipante ha potuto dire un messaggio comune attraverso la mostra “l’arte in Siria è viva indipendentemente da tutto!” Gli artisti partecipanti sono stati:
Nazir Ismail, Edward Shahda, Mustafa Ali, Ghassan Nana, Hammoud Shantout, Jacob Ibrahim, Asaad Fazrat, Ghazi Aana, Ali Housein, Ala ‘Abou Shaheen, Ahmad Abou Zeina, Fadi Alaweed, Juhayda Albitar, Fadi Alhamwi, Tania Alkayyal , Alice AlKhatib, Ali Alsheikh, Ronak Ahmed, Akil Ahmad, Kinda Arshid, Mayssa Aweeda, Aamer Ayoub, Khadija Baker, Issa Dib, Lama Hajjar, Ala ‘Hamameh, Ammar Khaled Aldasouki, Louna Hamad, Souzan Hamedi, Amjadmal Hashem , Fadi Helwani, Dima Homush, Anas Homsi, Omar Ibrahim, Nouman Issa, Rasha Jabr, Badei Jahjah, Amani Jarboue, Nour Kalash, Issa Kazah, Khalil Kiki, Yazen Maksoud, Ayham Malisho, Shaza Midani, Fadi Morabet, Osama Moualla, Abdalla Omari, Sarab Safadi, Abdul Razzak Shabalout, Alaa Sharabi, Housein Tarabei, Obaideh Zorik, Yamen Yousef e Momtaz Shoaib.
Senza dubbio, è una mostra enorme in termini di quantità di opere esposte e tempo investito per curarla e, a causa dell’enorme numero di opere d’arte, il livello variava da buono a straordinario! Infatti, quando sei invitato a una mostra basata su una delle opere leggendarie, ti aspetti di vedere qualcosa di diverso da “L’ultima cena” o la ricreazione del concetto iniziale che non è necessariamente diretto, un lavoro che riflette ricerche e tentativi profondi per produrre finalmente una innovativa “Ultima Cena”. Questo era il mio criterio quando ho visto la mostra e quattro opere d’arte hanno catturato la mia attenzione, ma questo non sottovaluta né valorizza altri pezzi, ricorda che l’arte è una questione di preferenze personali e non può essere neutra!

Una delle opere esposte:
L’artista Alice AlKhatib ha presentato l’unica scultura che non somigliava all’Ultima Cena! Una bara rugosa in bronzo incisa con impronte a mano, un paio di esse sono il segno della vittoria. Questo lavoro doloroso riflette la situazione distruttiva, o dovrei dire il risultato certo della guerra che è la morte … Poiché mostra l’Ultima Cena, può riferirsi a guerre e controversie basate su scopi religiosi a cui assistiamo ovunque: genocidio in Ruanda, Myanmar e ovviamente il conflitto in corso in Siria … Sì, è sotto il nome di religione ma è davvero religioso?
Quest’opera d’arte solleva molte domande: cosa (o chi) ha l’ultima parola? Vale la pena distruggere la tua nazione dove in seguito nasce l’odio tra la sua gente? Milioni di sogni di Libertà, Pace, Uguaglianza, Superiorità sono sepolti con i suoi credenti – combattenti morti o sopravvissuti – a causa del tradimento di molti cosiddetti leader, politici e religiosi! Certamente, Alkhatib ha immaginato la brutta verità nella sua scultura.

Autore: Mashaael Basheer

Fonte:
https://almahhart-com.cdn.ampproject.org/v/s/almahhart.com/2014/05/08/syrian-perspective-of-the-last-supper/amp/?amp_js_v=a6&amp_gsa=1&usqp=mq331AQHKAFQArABIA%3D%3D#aoh=16207216667803&amp_ct=1620721676528&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Falmahhart.com%2F2014%2F05%2F08%2Fsyrian-perspective-of-the-last-supper%2F

Localizzazione: Siria, Damasco
Autore: Alice AlKhatib
Periodo artistico: 2014
Data ultima verifica: 11/05/2021
Rilevatore: Daniela Rizzo

SIRIA – DAMASCO. The Last Supper Exhibition di Fadi Alaweed. Cortese concessione di Al Mahha Art.

Prospettiva siriana dell’Ultima Cena.
Il 16 aprile 2014, la Samer Kozah Gallery (Damasco) ha curato una mostra collettiva di artisti siriani intitolata “The Last Supper” presso The Venue Gallery a Beirut Souks (Down Town). Con 56 opere d’arte di 56 artisti emergenti e affermati che raffigurano le loro prospettive del capolavoro e della sua storia che porta contraddizioni di fatti e finzione nella vista dei nostri tempi recenti e di eventi sofisticati a cui si è assistito in Medio Oriente, in particolare in Siria…
L’intersezione tra religione e politica allo scopo di alimentare l’umanità è sempre stata la causa e la motivazione della guerra e dei conflitti infiniti nella storia dell’uomo … Eppure i dettagli di tali conflitti rimarranno sempre discreti, solo il tempo lo rivela con storie, che sono filtrati in base a quelli nelle preferenze di potere che in seguito dettano ciò che dovrebbe essere detto alla generazione successiva, formando ciò che tutti conosciamo come storia.
L’originale Ultima Cena di Leonardo Da Vinci rappresenta la scena dell’Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli, come è raccontata nel Vangelo di Giovanni , 13:21. Leonardo ha raffigurato la costernazione che si verificò tra i Dodici Discepoli quando Gesù annunciò che uno di loro lo avrebbe tradito.
Torniamo alla mostra del 2014… Ogni artista ha presentato una nuova versione de L’Ultima Cena, variava da approcci moderni a contemporanei in diverse forme d’arte: mix media, sculture, fotografia, iperrealismo, calligrafia, manoscritto e video arte. Alcuni degli artisti risiedono in Siria e hanno dovuto consegnare le opere d’arte in mezzo alle difficili circostanze in cui vive il paese. Ogni partecipante ha potuto dire un messaggio comune attraverso la mostra “l’arte in Siria è viva indipendentemente da tutto!” Gli artisti partecipanti sono stati:
Nazir Ismail, Edward Shahda, Mustafa Ali, Ghassan Nana, Hammoud Shantout, Jacob Ibrahim, Asaad Fazrat, Ghazi Aana, Ali Housein, Ala ‘Abou Shaheen, Ahmad Abou Zeina, Fadi Alaweed, Juhayda Albitar, Fadi Alhamwi, Tania Alkayyal , Alice AlKhatib, Ali Alsheikh, Ronak Ahmed, Akil Ahmad, Kinda Arshid, Mayssa Aweeda, Aamer Ayoub, Khadija Baker, Issa Dib, Lama Hajjar, Ala ‘Hamameh, Ammar Khaled Aldasouki, Louna Hamad, Souzan Hamedi, Amjadmal Hashem , Fadi Helwani, Dima Homush, Anas Homsi, Omar Ibrahim, Nouman Issa, Rasha Jabr, Badei Jahjah, Amani Jarboue, Nour Kalash, Issa Kazah, Khalil Kiki, Yazen Maksoud, Ayham Malisho, Shaza Midani, Fadi Morabet, Osama Moualla, Abdalla Omari, Sarab Safadi, Abdul Razzak Shabalout, Alaa Sharabi, Housein Tarabei, Obaideh Zorik, Yamen Yousef e Momtaz Shoaib.
Senza dubbio, è una mostra enorme in termini di quantità di opere esposte e tempo investito per curarla e, a causa dell’enorme numero di opere d’arte, il livello variava da buono a straordinario! Infatti, quando sei invitato a una mostra basata su una delle opere leggendarie, ti aspetti di vedere qualcosa di diverso da “L’ultima cena” o la ricreazione del concetto iniziale che non è necessariamente diretto, un lavoro che riflette ricerche e tentativi profondi per produrre finalmente una innovativa “Ultima Cena”. Questo era il mio criterio quando ho visto la mostra e quattro opere d’arte hanno catturato la mia attenzione, ma questo non sottovaluta né valorizza altri pezzi, ricorda che l’arte è una questione di preferenze personali e non può essere neutra!

Una delle opere esposte:
Fadi Alaweed ha trasformato completamente il capolavoro storico cristiano in quella che sembra essere una miniatura islamica, con calligrafie arabe: poesie e ciò che sembra essere una sceneggiatura e citazioni.
Raffigurano 12 uomini, cinque riuniti sotto un tetto di fronte al tavolo, otto uomini in piedi di fronte ad esso, che sembrano essere i discepoli. E un ragazzo in piedi sul lato sinistro del tavolo come servitore.
La scena è circondata da poesie arabe o citazioni, ad esempio l’intestazione del tetto dice “Oh sommelier versa e passami il bicchiere”, quello che sembra essere un segno di come gli arabi erano enormemente aperti alle cose che la religione li classificava come peccato. Eppure, sull’altro lato della miniatura, c’è un altro messaggio che tuttavia si oppone al primo, sul lato sinistro del dipinto dice “Hanno lasciato la conoscenza e la saggezza concesse per essere soddisfatti di proposizioni evanescenti di vita finita”. Possano cadere nella ricerca dell’ego reale con desideri e tentazioni di lotta “.
Questi messaggi riflettono i propri infiniti conflitti interiori causati dalle pressioni esterne della sua impazienza rispetto ai requisiti dettati.

Autore: Mashaael Basheer

Fonte: https://almahhart-com.cdn.ampproject.org/v/s/almahhart.com/2014/05/08/syrian-perspective-of-the-last-supper/amp/?amp_js_v=a6&amp_gsa=1&usqp=mq331AQHKAFQArABIA%3D%3D#aoh=16207216667803&amp_ct=1620721676528&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Falmahhart.com%2F2014%2F05%2F08%2Fsyrian-perspective-of-the-last-supper%2F

Localizzazione: Siria, Damasco
Autore: Fadi Alaweed
Periodo artistico: 2014
Data ultima verifica: 11/05/2021
Rilevatore: Daniela Rizzo

PORTOGALLO – BRAGA. Museo Nogueira da Silva, Ultima Cena di André Gonçalves, 1725

Olio su tela (225 x 315 cm) dipinto da André Gonçalves (1685 – 1754).

Fu uno dei primi pittori portoghesi ad adottare stili di pittura francese e italiano; le sue opere evidenziano l’influenza del barocco classicizzante, in gusto romano, con colori freddi ispirati alle opere del Rinascimento e del Manierismo.

 

Immagine da Wikimedia.

Link:
http://www.mns.uminho.pt

Localizzazione: PORTOGALLO - BRAGA. Museo Nogueira da Silva
Autore: André Gonçalves
Periodo artistico: 1725
Rilevatore: AC

BELGIO – BRUGES. Seminario Vescovile, trittico con Ultima Cena, 1490 circa

Olio su pannelli (scomparto centrale di 96,5 x 77 cm; scomparti laterali ognuno di 96,5 x 33,5 cm), dipinto dal “Maestro della Legenda di santa Caterina”, forse Pieter van der Weyden, attivo nel 1460-1510.
Realizzato a Bruxelles perché sul bordo della cornice del pannello centrale compare per tre volte il marchio dei falegnami di quella città: compasso e pialla.

Raffigura, a sinistra, La celebrazione della Pasqua ebraica, al centro l’Ultima Cenadi Gesù; a destra Elia nutrito dall’angelo (Antico Testamento, libro I Re 19: 5-6).
L’Ultima Cena è raffigurata svolgersi intorno a un tavolo rotondo, in un interno tipicamente fiammingo, con Giuda (con la borsa del denaro) in primo piano di spalle.

Vi sono collegamenti artistici con il trittico di Bouts conservato a Lovanio, vedi scheda.

Immagine da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Triptych_of_the_Last_Supper_-_Bruges_Seminary.jpg

Link:
https://rkd.nl/nl/explore/images/36848
https://rkd.nl/nl/explore/artists/53622

Localizzazione: BELGIO – BRUGES. Seminario Vescovile
Autore: “Maestro della Legenda di santa Caterina”, forse Pieter van der Weyden
Periodo artistico: 1490 circa
Rilevatore: AC

FRANCIA – CAUDEBED-EN-CAUX. Chiesa di Notre Dame, vetrata con Ultima Cena

La chiesa è uno splendido esempio di gotico fiammeggiante.
Vetrate del XVI secolo adornano quattro campate della facciata ovest e altre due vetrate rinascimentali adornano le finestre inferiori della facciata ovest. Possono provenire dai laboratori di Rouen del maestro vetraio olandese Arnoult de Nijmegen (Arnold van Nijmegen).

Le vetrate raffigurano scene dell’Antico Testamento e della Vita di Cristo; tra esse anche un’ Ultima Cena con un tavolo rettangolare.

 

 

Immagine da Wikimedia.

Link:
https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_Notre-Dame_de_Caudebec-en-Caux

Localizzazione: FRANCIA – CAUDEBED-EN-CAUX. Chiesa di Notre Dame
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

BELGIO – GAND. Chiesa del Santo Natale, Ultima Cena di Frans Francken I

La chiesa, detta anche del Salvatore, fu edificata nel XVI secolo sul luogo di una precedente.
Conserva varie opere tra le quali una Ultima Cena del pittore belga Frans Francken I (1542 -1616).
Dalla finestra si vede un paesaggio con una palma. Un cagnolino è dipinto a destra in primo piano.
In basso a sinistra, dietro a Giuda in veste gialla e col sacchetto del denaro, una mosca, simbolo del diavolo.

 

 

Immagine da:
https://nl.wikipedia.org/wiki/Het_Laatste_Avondmaal_(Frans_Francken_(I))

Localizzazione: BELGIO - GAND. Chiesa del Santo Natale
Autore: Frans Francken I
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro, Ultima Cena di Bento Coelho da Silveira

 

Olio su tela (152,5 x 235 cm), realizzato nel 1670-75 dal pittore portoghese Bento Coelho da Silveira (1617 – 1708). Numero inventario 2483;P285
Giunto al Museo dal convento soppresso delle Orsoline (Real Colégio Ursulino das Chagas).

Il tavolo di questa Ultima Cena sembra rettangolare e gli Apostoli sono disposti sei per parte a lato del Cristo.

Il Museo è intitolato allo scultore portoghese Joaquim Machado de Castro. È stato inaugurato nel 1913 e ampliato nel 2004-2012. La maggior parte della collezione del museo è costituita da oggetti provenienti da chiese e istituzioni religiose nell’area circostante Coimbra.

 

Bibliografia:
António João Cruz, Da sombra para a luz – Materiais e tecnicas da pintura de Bento Coelho da Silveira, vol. 3, Instituto Português do Património Arquitectónico, Lisboa 2000

Immagine e info da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Painting_of_the_Last_Supper_in_Coimbra_b.jpg

http://www.matriznet.dgpc.pt/MatrizNet/Objectos/ObjectosConsultar.aspx?IdReg=165370

http://www.museumachadocastro.gov.pt/

Localizzazione: PORTOGALLO – COIMBRA. Museu Nacional Machado de Castro
Autore: Bento Coelho da Silveira
Periodo artistico: 1670-75
Rilevatore: AC

FRANCIA – LILLE. Palais (Musée) des Beaux arts de Lille, Ultima Cena di J. Maler (o di A. Jacobszoon), seconda metà XVI secolo

 

Olio su pannello (135 x 158 cm) , attribuito (1) al pittore di Kampen (Paesi Bassi) Jacob Maler (1525-1560) nel 1550-59 circa; anche attribuito (2) ad Albert Jacobszoon (attivo 1552-73)

 

Bibliografia:
(1) Helmus L. M.; Peter J. Schoon, De Kamper Laatste avondmalen. Het late werk van Mechtelt toe Boecop uit het derde kwart van de zestiende eeuw, in: “Oud Holland”, Vol. 106, No. 4 (1992), pp. 163-177
(2) Tapié A., Maniéristes du Nord dans les collections du Musée des Beaux-Arts de Lille, Lille (Musée des Beaux-Arts) 2005

 

Immagine da Wikimedia:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lille_PdBA_jacobszoon_cene.JPG

Notizie da:
https://rkd.nl/explore/images/14008

Localizzazione: FRANCIA – LILLE. Palais (Musée) des Beaux arts de Lille
Autore: Jacob Maler (1525-1560) oppure Albert Jacobszoon
Periodo artistico: seconda metà XVI secolo
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum, “Ultima Cena” di Jacob Maler, 1552

 

Olio su tavola (124 x 205 cm), dipinto dall’artista di Kampen Jacob Maler (1525-1552).
Numero inventario 3335

In alto a destra la scritta: “Anno domini M.Vc.Lij [1552]”
Intorno al telaio una frase dai Vangeli: “DIE HEERE IESVS IN DIER NACHT DOE HY VERRADEN WORT / NAM HY DAT BROODT DANCKTE ENDE BRACKT ENDE GHAFT SYNEN APOSTOLEN ENDE SPRACK / NEEMET EETET DAT IS MY LYFF DAT VOER V GHEBROKE WERDT / MIT VERLANGEN HEB ICK BEGEERD DIT PASGHA MET V TE EETEN EER DAT ICK LYDE. LVCE XXI”

Lo Stedelijk Museum Kampen, o Museo Municipale di Kampen, ha una collezione di dipinti, tra essi vi è la tavola di Jacob Maler.

Immagine e notizie da:
https://rkd.nl/nl/explore/images/5218

Localizzazione: PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum
Autore: Jacob Maler
Periodo artistico: 1552
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum, “Ultima Cena” di Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop, 1560-70

 

Pittura a olio su pannello ligneo (183 x 201,5 cm).
Numero inventario 3336

Lo Stedelijk Museum Kampen o Museo Municipale di Kampen ha una collezione di dipinti, tra essi vi sono due tavole che raffigurano l’ Ultima Cena: una fu dipinta nel 1574 dalla pittrice olandese Mechtelt van Lichtenberg, nota anche col cognome del marito (Egbert toe Boecop), Mechtelt toe Boecop (ca. 1520-1598), vedi scheda.

L’altra Ultima Cena fu realizzata nel 1560-70 ed è anch’essa attribuita alla pittrice. Come nell’altra sono ritratti lo suocero, il cognato e il marito (probabilmente l’apostolo a sinistra in primo piano, l’apostolo a destra che porta una coppa alla bocca e quello a destra con le mani giunte).

 

Bibliografia:
Helmus L. M.; Peter J. Schoon, De Kamper Laatste avondmalen. Het late werk van Mechtelt toe Boecop uit het derde kwart van de zestiende eeuw, in: “Oud Holland”, Vol. 106, No. 4 (1992), pp. 163-177

Info e immagine Ultima Cena n° 3336:
https://rkd.nl/en/explore/images/5110
https://www.facebook.com/StedelijkMuseumKampen/photos/3917669214994974

Localizzazione: PAESI BASSI - Kampen
Autore: Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop
Periodo artistico: 1560-70
Rilevatore: AC

PAESI BASSI – KAMPEN. Stedelijk Museum, Ultima Cena di Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop, 1574

Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop (Utrecht, circa 1520 – Kampen, 1598) è stata una pittrice dei Paesi Bassi del nord del XVI secolo.
È cresciuta in una ricca famiglia di Utrecht, figlia di Gerrit Lichtenberg († 1549) e Cornelia de Vooght van Rijnevelt.
Ha sposato Egbert toe Boecop († 1578) tra il 1546 e il 1549, un membro della famiglia T(h)oe Boecop e consigliere comunale e direttore della chiesa a Kampen.
Dal matrimonio sono nati un figlio e cinque figlie. Anche le sue figlie Margaretha e Cornelia toe Boecop sono state pittrici.
L’opera più nota di Mechtelt toe Boecop è la Piëta con Maria Magdalena del 1546, acquistata nel 1973 da una collezione privata di Anversa dal Centraal Museum Utrecht. È una piccola opera a olio su tavola e la sua prima opera conosciuta.
Altre opere si trovano nello Stedelijk Museum Kampen:
– ‘Adorazione del pastore‘ del 1572 e due grandi pannelli conL’ultima cena“, uno dei quali firmato e datato 1574, numero inventario 3334.
Un disegno attribuito è stato venduto all’asta da Sotheby’s nel 2005: The Descent of the Holy Spirit.
La sua “Ultima Cena” può essere vista come un prodotto della Controriforma dei Paesi Bassi del Nord.
È uno dei volti della scuola Kamperse di quel tempo.

Dal libro di Johan van Beverwijck , Van de uitnementheyt des Vrouwelickengens (1643): aveva “dipinto molti pezzi in modo molto spiritoso [con gusto]”. Ha anche menzionato molte altre opere, ma ad oggi non sono note.

Bibliografia:
– Helmus Liesbeth M.; Peter J. Schoon (1992), De Kamper Laatste avondmalen. Het late werk van Mechtelt toe Boecop uit het derde kwart van de zestiende eeuw, (L’ultima cena di De Kamper. L’ultimo lavoro di Mechtelt a Boecop dal terzo quarto del XVI secolo),  in: “Oud Holland”, Vol. 106, No. 4 , 1992, pp. 163-177

Localizzazione: PAESI BASSI - KAMPEN
Autore: Mechtelt van Lichtenberg toe Boecop
Periodo artistico: 1574
Data ultima verifica: 08/05/2021
Rilevatore: Rizzo Daniela

CITTÀ DEL VATICANO. Musei Vaticani, arazzo fiammingo con Ultima Cena, XVI secolo

L’opera è situata nella Galleria San Pio V.

Si tratta di un arazzo di manifattura fiamminga di Tournai, che raffigura tre episodi della Vita di Cristo: a sinistra l’Ingresso in Gerusalemme, a destra il Bacio di Giuda e al centro “l’Ultima Cena”. Realizzato nel XVI secolo.

Gli Apostoli sono intorno a un tavolo rettangolare, Giovanni ha il capo appoggiato al tavolo. Giuda, sul davanti, è senza aureola. Sulla tavola pesci e agnello.

 

Immagine e info da :
https://www.paesaggioitaliano.eu/galleria/lazio/citta-del-vaticano-79.html

https://www.monnoroma.it/galleriapioquinto.html

Localizzazione: CITTÀ DEL VATICANO. Musei Vaticani
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Museo del Prado, Ultima Cena di Bartolomè Carducho

Olio su tela (247 x 257,5 cm) dipinto nel 1605 per l’oratorio della Regina nell’Alcázar di Madrid. 

Il fiorentino Bartolomé Carducho (Bartolomeo Carducci; Firenze, 1560 – Madrid, 1608) fu un architetto e pittore italiano, attivo prevalentemente in Spagna dove fu uno dei fondatori della scuola di pittura di Madrid. Nel suo lavoro utilizzò un disegno potente, un senso compositivo ordinato e un colore caldo, sfumato da un’attenta illuminazione. 

In questa Cena raffigurò il momento in cui Gesù annuncia il futuro tradimento e si sofferma sulle diverse reazioni degli Apostoli.

Immagine da Wikimedia.

Link:
https://www.museodelprado.es/actualidad/multimedia/la-ultima-cena-de-bartolome-carducho/b962b000-77e2-8a8c-6223-7e4835c69ab6?searchid=1f335084-8159-2c0a-7432-37277ba0b72e

Localizzazione: SPAGNA – MADRID. Museo del Prado
Autore: Bartolomè Carducho (Bartolomeo Carducci)
Periodo artistico: 1605
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – VISEU. Museo Grão Vasco, trittico con Ultima Cena, 1535

Olio su legno (151 x 201,5 cm) dipinto nel 1535 da Grão Vasco o Vasco Fernandes  (1475 circa – 1542), uno dei più importanti pittori portoghesi del Rinascimento,
Il Museo, fondato nel 1916, occupa l’edificio del vecchio seminario, situato accanto alla Cattedrale di Viseu  ed espone molte pale d’altare eseguite per quella Cattedrale da Grão Vasco e dalla sua bottega.

Il trittico con l’Ultima Cena è un’opera importante per la complessità dei riferimenti iconografici e per la soluzione grafica ottenuta da un’unica scena continua nonostante la forma tripartita dell’insieme.
Nel pannello centrale Gesù tiene il calice eucaristico e accanto ci sono Pietro, Giovanni e altri due Apostoli. Nel pannello di destra sette Apostoli sono seduti al tavolo, che è il prolungamento a forma di “L” del tavolo del pannello centrale.
Nel pannello di sinistra, Giuda è in piedi, senza l’aureola, con la borsa delle monete e la veste gialla. L’episodio della Lavanda dei piedi è evocato attraverso la presenza della bacinella con l’acqua in primo piano; due figure femminili si avvicinano a Cristo, una delle quali si tiene in mano un’ampolla di profumi.
Sullo sfondo del pannello centrale vi sono altri personaggi, uno dei quali porta l’agnello pasquale al tavolo della cena; su quelli dei due pannelli laterali sono dipinte altre scene che rievocano gli episodi successivi della Passione, come il Carcere e il Giudizio di Cristo.

 

Immagine e notizie da:
https://pt.wikipedia.org/wiki/Última_Ceia_(Grão_Vasco)

https://artsandculture.google.com/story/symbolism-explained/1QJicFRMkZv0KQ

http://www.patrimoniocultural.gov.pt/pt/museus-e-monumentos/rede-portuguesa/m/museu-grao-vasco/

Localizzazione: PORTOGALLO – VISEU. Museo Grão Vasco
Autore: Grão Vasco
Periodo artistico: 1535
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – SERTÃ. Chiesa del Seminario delle Missioni di Cernache do Bonjardim, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho 

Nella parrocchia di Cherneche de Bonjardin vi è un istituto di educazione religiosa per formare missionari, creato nel 1791 dal re João VI del Portogallo, che nel corso della sua storia ha subito profonde mutazioni a seguito dei cambiamenti politici che hanno influenzato le relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato portoghese. 

Conserva un dipinto raffigurante l’Ultima Cena di di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810).

Immagine da:
Carla Andreia Carvalho Tavares, Pedro Alexandrino de Carvalho (1729-1810): Caraterização material, técnica e formal de sua obra em telas de altar, volume I, Tese apresentada à Universidade Católica Portuguesa para obtenção do grau de Doutor em Conservação e Restauro de Bens Culturais – Especialização em Pintura, 2015, p. 368

Localizzazione: PORTOGALLO – SERTÃ. Chiesa del Seminario delle Missioni di Cernache do Bonjardim
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho 
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – PÊSO DE RÉGUA. Chiesa madre di San Faustino, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

All’interno della chiesa si trova una tela (450 x 203 cm) di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), con un’Ultima Cena. Non si conosce l’esistenza di un contratto per l’esecuzione del dipinto per l’altare maggiore, ma fu probabilmente commissionato dopo i lavori di intaglio, quindi si può ipotizzare sia stato eseguito tra la fine del Settecento e il primo decennio del secolo successivo, forse nel 1777.

Il DISEGNO PREPARATORIO dell’opera è conservato nel Museo Nazionale di Arte Antica di Lisbona (numero inventario 21)

 

 

Immagini da:
Carvalho C. A pintura do altar-mor da igreja matriz de Pêso da Régua (Igreja de S. Faustino), de Pedro Alexandrino de Carvalho, in: “Estudos de Conservação e Restauro” n° 4, 2012, pp. 152-66

Tavres C.; Frade J. C.; Calvo A.;| Pimentel A.F.; Candeias A., A materialidade e a arte de pintar de Pedro Alexandrino de Carvalho em três telas de altar, in: “Estudos de Conservação e Restauro”, n° 6, 2014

Localizzazione: PORTOGALLO – PÊSO DE RÉGUA. Chiesa madre di San Faustino
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: 1777 circa
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – CASTELO BRANCO. Cattedrale di San Michele, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

La chiesa di San Michele risale al Medioevo. I principali interventi architettonici si sono avuti nel 1682, con l’apporto di elementi barocchi nella facciata; poi, nel 1691, con l’introduzione di dipinti di Bento Coelho nelle cappelle. Nel 1771, in virtù dell’erezione della diocesi di Castelo Branco, la chiesa è stata elevata a cattedrale. Nel 1785 fu ricostruita l’abside e nel 1791 introdotti dipinti di Pedro Alexandrino.

Nella Cappella del Santissimo, rivestita di marmi bianchi, grigi e neri, vi è il dipinto dell’Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810).

 

Bibliografia:
Leite A. C., Castelo Branco, Lisboa 1991, p. 56

Immagine da:
Carla Andreia Carvalho Tavares, Pedro Alexandrino de Carvalho (1729-1810): Caraterização material, técnica e formal de sua obra em telas de altar, volume I, Tese apresentada à Universidade Católica Portuguesa para obtenção do grau de Doutor em Conservação e Restauro de Bens Culturais – Especialização em Pintura, 2015, p. 368

Link:
http://www.patrimoniocultural.gov.pt/pt/patrimonio/pesquisa/geral/patrimonioimovel/detail/73972/

Localizzazione: PORTOGALLO – CASTELO BRANCO. Cattedrale di San Michele
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – ÉVORA. Museu e Chiesa Santissimo Sacramento, Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

 

Il Museo conserva un quadro a olio di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo, replica dell’opera conservata a Lisbona nella Chiesa del Santissimo Sacramento

 

Link:
https://culturaportugal.gov.pt/en/conhecer/places/_drcalentejo/museu-de-evora-museu-nacional-frei-manuel-do-cenaculo/

 



PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa del Santissimo Sacramento

La prima chiesa intitolata al Santissimo Sacramento, situata nei pressi del Convento del Carmo, fu terminata nel 1685. Nel 1755 il terremoto la distrusse e, nella seconda metà del XVIII secolo, viene edificata l’attuale chiesa, presso il Calçada do Sacramento.
La chiesa conserva un quadro a olio di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo, replica dell’Ultima Cena conservata nel Museo di Évora, con qualche piccola differenza in alcuni dettagli (libri in basso a sinistra; oggetti in alto a destra …).

 

Link:
https://informacoeseservicos.lisboa.pt/contactos/diretorio-da-cidade/igreja-do-santissimo-sacramento

 

 


Immagini delle due opere da:
Carla Andreia Carvalho Tavares, Pedro Alexandrino de Carvalho (1729-1810): Caraterização material, técnica e formal de sua obra em telas de altar, volume I, Tese apresentada à Universidade Católica Portuguesa para obtenção do grau de Doutor em Conservação e Restauro de Bens Culturais – Especialização em Pintura, 2015, p. 368

Localizzazione: PORTOGALLO – ÉVORA. Museu de Evora/ Museu Nacional Frei Manuel do Cenáculo (Largo do Conde de Vila Flor) -- Igreja do Santíssimo Sacramento (Calçada do Sacramento)
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà del XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Santos-o-Velho a Odivelas, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho

La chiesa fu costruita nel 1147; modificata nel 1696 e restaurata nel 1861 e nel 1876 cambiandone l’aspetto iniziale. Dedicata a tre santi bambini martiri del IV secolo.
La facciata è fiancheggiata dai due campanili e sormontata da un frontone triangolare.

Conserva un olio su tela di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo.

Immagine da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Igreja_de_Santos-o-Velho_(Lisboa)_2.jpg

Localizzazione: PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Santos-o-Velho a Odivelas
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà del XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – LISBONA. Chiesa di Santa Isabel con Ultima Cena, XVIII secolo

La chiesa di Santa Isabel, che appartiene alla parrocchia di Campo de Ourique, è settecentesca, a unica navata e presbiterio neoclassico. All’interno vi è la cappella maggiore e alcuni altari laterali con tele di buona qualità di famosi pittori dell’epoca.
Tra essi un’ Ultima Cena attribuita a Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810).

Immagine da Wikimedia

Link:
http://zone47.com/crotos/?q=62125090

Localizzazione: PORTOGALLO - LISBONA. Chiesa di Santa Isabel
Periodo artistico: XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – BEJA. Museo Regionale, con Ultima Cena di Pedro Alexandrino de Carvalho, seconda metà XVIII secolo

Olio su tela di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810), seconda metà del XVIII secolo.

Il primo Museo di Beja fu senza dubbio quello rappresentato dalle collezioni private del prelato Frei Manuel do Cenáculo (1724-1814). Nel 1890 si costituì un museo archeologico di reperti locali, nelle sale del palazzo municipale. Negli anni 1927 e 1928 il Museo si trasferì nell’edificio dell’ex Convento di clarisse di Nossa Senhora da Conceição (fondato nel 1495) e comprende la collezione del Museu Rainha Dona Leonor (“Museo della Regina Eleonora”).
La collezione del Museo è costituita da un patrimonio archeologico di epoca romana, visigota, araba e medievale. Comprende anche la pittura portoghese riferita al periodo tra il XV e il XVIII secolo, ceramiche, piastrelle, numismatica, oreficeria, scultura e arte sacra. Al secondo piano si può ammirare la collezione di Fernando Nunes Ribeiro, che dedicò parte della sua vita alla raccolta di oggetti dell’età del ferro e della civiltà romana.

Immagine da Wikimedia

Link:
https://vonurdp7hwujiprnplzbx6wiey-adv7ofecxzh2qqi-museuregionaldebeja.translate.goog/?t2t_gallery=a-ultima-ceia

Localizzazione: PORTOGALLO – BEJA. Museo Regionale
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: seconda metà del XVIII secolo
Rilevatore: AC

PORTOGALLO – ODIVELAS (Lisbona). Chiesa Madre de Póvoa de Santo Adrião con Ultima Cena, 1802

La Chiesa Madre della parrocchia di Sant’Adriano fu fondata nel secolo XVI, un vero tesoro dell’arte sacra. Degne di nota le pitture di Pedro Alexandrino de Carvalho (1729 – 1810) nella Cappella Maggiore, ricostruita dopo il terremoto del 1755, a pianta rettangolare e di grande elevazione, con sei finestre.

La tela dell’Ultima Cena, dipinta da Pedro Alexandrino, firmata e datata 1802, domina l’intero spazio sopra l’Altare, di cui ora rimane solo il Tabernacolo. Sulle pareti ci sono altre tele, dello stesso artista, raffiguranti i quattro Dottori della Chiesa.

Immagine da Wikimedia.

Link:
http://www.paroquiapsadriao.com/igrejaMatriz.html

Localizzazione: ORTOGALLO – ODIVELAS (Lisbona). Chiesa Madre de Póvoa de Santo Adrião
Autore: Pedro Alexandrino de Carvalho
Periodo artistico: 1802
Rilevatore: AC

POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale, Ultima Cena di Giambattista Tiepolo, 1745

Olio su tela (77 x 87 cm). Numero inventario M.Ob.7 MNW
Conservato nei depositi del Museo Nazionale di Varsavia (Muzeum Narodowe w Warszawie, MNW)
Nel 1862 il Museo lo acquistò dalla collezione di Johann Peter Weyer.

Una replica di questo dipinto si trova nella collezione del Louvre di Parigi vedi https://www.ultimacena.afom.it/francia-parigi-museo-del-louvre-ultima-cena-di-g-b-tiepolo/

Immagine da Wikimedia.

Link:
https://cyfrowe.mnw.art.pl/en/catalog/506964

Localizzazione: POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale
Autore: Giambattista Tiepolo
Periodo artistico: 1745
Rilevatore: AC

POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale, Ultima Cena della bottega di Jouvenet, 1704

Olio su tela (96,5 x 144,5 cm) Numero inventario M.Ob.280 MNW
Non esposto, conservato nel Museo Nazionale di Varsavia (Muzeum Narodowe w Warszawie, MNW). Donato al Museo da Cipriano Lachnicki (1824-1906) nel 1902.

Il dipinto, originariamente attribuito a Nicolas Poussin e Jean Restout, è molto probabilmente una replica di bottega dell’opera del pittore francese Jean-Baptiste Jouvenet (1644 -1717), esposta al Salon del 1704. L’originale è andato perduto, ma si conosce il disegno della composizione, conservato al Museum der bildenden Künste di Lipsia, interpretata da Antoine Schnapper come studio preparatorio per la pittura del 1704. L’artista tornerà a questa composizione in un cartone di arazzo molto più tardo, preparato alla fine della sua vita e realizzato da Restout dopo la sua morte.
“L’ultima cena” di Jouvenet è nota in cinque copie.
La composizione rivela il rapporto di Jouvenet con Poussin e l’influenza delle due serie de “I Sacramenti”, principalmente l’immagine dell’Eucaristia nella seconda serie, vedi scheda https://www.ultimacena.afom.it/gran-bretagna-edimburgo-scottish-national-gallery-istituzione-delleucaristia-seconda-serie-dei-sette-sacramenti-di-n-poussin-circa-1647/

L’architettura monumentale sullo sfondo, le vesti raffigurate come antiche tuniche e il modo di banchettare degli Apostoli che stanno sdraiati secondo l’uso romano non sono solo la prova dello studio dei dipinti di Poussin, ma anche la moda dell’antichità a cui cedette la pittura accademica nella seconda metà del XVII secolo.
La composizione dell’Ultima Cena è un’eccellente messa in pratica delle raccomandazioni dell’Académie royale de peinture et de sculpture (fondata a Parigi nel 1648) nel campo della composizione della storia, a partire dal principio del costume, nasce da considerazioni sulla compatibilità di un’immagine con una fonte letteraria. L’adeguatezza del luogo e dell’usanza, un soggetto bello e nobile espresso in modo vivido e appropriato, in conformità con i testi antichi e in forme appropriate ai suoi tempi, è il principio incrollabile delle teorie classiche, esposto nel trattato latino di Charles-Alphonse Dufresnoy, De arte graphica (1668), molto famoso all’epoca e tradotto in francese da Roger de Piles.

Immagine da Wikipedia.

Testo tratto dal sito del Museo:
https://cyfrowe.mnw.art.pl/pl/katalog/506496

Localizzazione: POLONIA – VARSAVIA. Museo Nazionale
Autore: Jean Baptiste Jouvenet, bottega
Periodo artistico: 1704
Rilevatore: AC

FRANCIA – VAL-CENIS, frazione Lanslevillard. Cappella di Sain-Sebastian con “Ultima Cena”, XV secolo

Affresco, seconda metà del XV secolo.

Dal 1º gennaio 2017 Lanslevillard è confluito nel nuovo comune di Val-Cenis.
La cappella è situata appena sopra il villaggio a un’altitudine di 1490 m. Famosa per i suoi dipinti murali del XV secolo, è stata classificata come monumento storico sin dal 1897.
L’edificio fu probabilmente costruito nel 1446. La scritta 1518 dipinta su uno dei cassettoni del soffitto sarebbe l’anno di un restauro dei dipinti.
La cappella presenta due serie di pitture murali: da un lato, scene della Vita di Cristo, una serie di 36 riquadri distribuiti su due registri e, dall’altro, la Vita di san Sebastiano, in 17 riquadri su tre registri.

Tra le scene della Vita di Cristo, l’ultimo riquadro del registro superiore della parete nord raffigura l’ Ultima Cena. Gli Apostoli sono seduti su panche attorno a un tavolo rettangolare che ha al centro Cristo. Sulla tavola l’agnello, pani, tre coltelle e due bicchieri; altri due bicchieri sono tenuti in mano da Apostoli. Sullo sfondo due finestre si aprono su un paesaggio con campi ed edifici.

 

Immagini da:
https://www.flickr.com/photos/renzodionigi/21908357049

https://www.ledauphine.com/savoie/2018/07/25/la-chapelle-saint-sebastien-celebre-ses-500-ans

Localizzazione: FRANCIA – VAL-CENIS, frazione Lanslevillard. Cappella di Sain-Sebastian
Autore: maestro anonimo legato alla corrente post-Jaquériana
Periodo artistico: seconda metà del XV secolo
Rilevatore: AC