TORINO. “Cristo contestarore” di Romano Gazzera.

Romano Gazzera, nato a Ciriè (Torino) il 18 agosto 1906, muore a Torino il 24 maggio 1985 al n. 16 della metafisica piazza Vittorio Veneto, ove si trova tutt’ora il suo studio.
Inizia dipingere giovanissimo e, per assecondare la volontà del padre, Ministro della guerra, si laurea in lettere e giurisprudenza. Dopo aver esercitato per alcuni anni la professione di avvocato, la lascia per consacrarsi definitivamente alla sua vera vocazione: la pittura.
Nel 1925-26 avviene il vero impatto con Parigi. Il Louvre, le gallerie della “Rive Gauche”, i quartieri cari alla pittura di mezza Europa: Montparnasse, Pigalle, le cento teorie e idee nuove che facevano di Parigi la fucina degli artisti di tutto il mondo.
La successiva fase della sua vita artistica nasce, dunque, all’insegna della ricerca, di altri viaggi di studio, del peregrinare con spirito attento e consapevole nelle sale dei musei e delle gallerie di tutta Europa, per approfondire i grandi del Rinascimento ma soprattutto gli artisti spagnoli, da El Greco a Velasquez e a Goya.
Nel 1929 Gazzera viene invitato al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1931 e nel 1935 partecipa alla I° e alla II° Quadriennale d’Arte Nazionale, sempre a Roma, ed è presente in varie esposizioni alla Promotrice delle Belle Arti di Torino.
Nel 1941 una sua personale a Milano conobbe un tale successo da affermarlo sul piano nazionale. Questa esposizione suscitò
tanto rumore da far nascere il “caso Gazzera” in opposizione alla pittura ufficiale del “Novecento” ed il successo si dovette particolarmente alla qualità della sua pittura che continua, con un linguaggio attualissimo, la grande tradizione italiana, realizzando una serie di favole, ritratti, preziose nature morte.
Nel 1943 Gazzera espone alla IV° Quadriennale di Roma, dove i suoi dipinti, ospitati nel salone d’onore, raccolgono un successo ancora maggiore di quello ottenuto due anni prima a Milano.
Dal 1950 la pittura di Gazzera si fa chiara, abbandona la “pittura a emulsione” e si avvale esclusivamente della pittura “oleoresinosa” e della pittura “mista”, ottenendo una materia più sottile, più luminosa, più aerata. Nascono così i famosi “fiori giganti” a seguito di un’intuizione concretizzatasi qualche anno prima, nel corso di un mitragliamento aereo, che darà vita a un’invenzione del tutto inedita nella storia dell’arte e che farà di Gazzera il caposcuola della pittura neofloreale.
Dopo le esposizione del 1957 e 1959 a New York e quelle itineranti attraverso gli Stati Uniti e il Canada del 1959/60, coronate da un consenso che si ripeterà ancora con le esposizioni del 1973 a New York e a Beverly Hills, la moda del gigantismo lanciata da Gazzera fin dal 1950, ebbe tale successo da dilagare rapidamente in tutta Europa e in America tanto da dominare nel campo della moda, della pubblicità, delle trasmissioni televisive, del cinema e del teatro.
Nella produzione pittorica i “fiori giganti” si trasformano, in seguito, in “fiori volanti”, enormi corolle sospese nel cielo azzurro, che, tenendo conto delle nuove dimensioni spaziali, diventano fiori cosmici e proiettano il gusto attuale verso il futuro. In seguito, i fiori di Gazzera assumono metafisicamente dei tratti umani: il corpo è umano, ma vi è un fiore al
posto della testa; è il filone dei “fiori parlanti”, ove i fiori vivono una dimensione di umana sensibilità: gioiscono e soffrono come gli uomini che rappresentano.
Anche nella maturità saranno molti i viaggi a Parigi, come i lunghi periodi di soggiorno sulla Costa Azzurra, di cui Gazzera scriverà “Amo questo azzurro del mare che avvolge ogni cosa” e nel 1970, dopo aver assimilato le lezioni impressioniste e surrealiste, cominciò a dipingere tutta una serie di quadri su questo luogo mitologico.
Parallelamente al filone neo-floreale si riconoscono nell’arte di Gazzera altri temi e periodi: i “frutti all’aperto”, gli enigmatici “manichini militari” le “grandi medaglie” abbandonate su spazi irreali, le “auto d’epoca”, la “Mia Costa Azzurra” e nell’ultimo periodo romantico “gli amanti, le nuvole e le ginestre”.
Non minore successo hanno i ritratti in blu e in rosa: posano per Gazzera alcuni fra i più noti personaggi come Papa Paolo VI, la principessa Carolina di Monaco, il cancelliere Ludvig Erhard, Virginia Mondadori, Giacomo Matteotti e Pininfarina, i registi Renè Clair, Cesare Zavattini e Grigorij Chukraj, il filosofo Herbert Marcuse, gli attori Danny Kaye, Paolo Stoppa, Memo Benassi.
Nell’autunno del 1975 la Città di Torino organizza in onore di Romano Gazzera un’antologica nel Foyer del Teatro Regio accolta da grandi consensi.
Un successo rinnovato a Ivrea, nella “Villa Luisa”, nel novembre 1976, a Biella, alla “Galleria Leonardo da Vinci”, nel 1977, a Cuneo nel 1978 nella Chiesa di San Francesco, a Basilea nel salone “Art 9” nell’autunno dello stesso anno.
I temi più recenti, e in particolare “gli amanti, nuvole e ginestre”, ottengono un plauso unanime di pubblico e critica nei musei della Costa Azzurra: nel 1979 al “Musée du Bastion St. André” di Antibes e alla “Galerie des Peintres Européens” di Cannes,
nel 1980 alla “Chapelle de Sancta Maria de Olivo” a Beaulieu-Sur-Mer e al “Chàteau-Musée de Notre-Dame des Fleurs” a Vence, nel 1981 al “Musée-Chàteau” di Saint-Paul-de-Vence e al “Palais des Congrès” di Antibes e Juan-les Pins.
Da segnalare ancora l’esposizione organizzata a Torino nel 1980 dalla Regione Piemonte a “Palazzo Chiablese”, le mostre del 1982 alla “Galleria Piemonte Artistico Culturale” di Torino e alla “Galleria Sant’Andrea” di Milano, l’ultima prestigiosa personale del 1984 nei saloni di “Palazzo Graneri” a Torino, allestita dalla Provincia di Torino in concomitanza con i XV Stati Generali dei Comuni d’Europa.
Accanto all’opera pittorica, Romano Gazzera esercita, fino dal 1945, un’intensa attività letteraria, come critico d’arte e saggista. È autore, tra l’altro, di due romanzi autobiografici, “Una vita per un fiore” (1974, Bolaffi Editore, Premio Presidenza del Consiglio) e “La rosa di Clarissa” (1990, Mediolanum Editori).

Ricchissima è la bibliografia delle sue opere. Vedere: www.romanogazzera.org – e-mail: gazzera.romano@libero.it

Il percorso artistico di Romano Gazzera ha attraversato tutte le vicende e le correnti espressive del Novecento, approdando a un proprio linguaggio, riconoscibile e riconducibile ad una ricerca profondamente legata alla natura, alla storia dell’umanità, al valore della fantasia che trasforma la realtà in sogno e il sogno in preziosi incantamenti figurali.

Didascalia: Cristo contestatore, 1969, oli su tela, cm. 180 x 90

Vedi allegato: Romano Gazzera


Provincia Torino
Regione Piemonte
Localizzazione: Collezione privata
Autore: Romano Gazzera
Periodo artistico: XX sec.
Data ultima verifica: 21/09/2020
Rilevatore: Feliciano Della Mora