SPAGNA – MADRID. Palazzo Liria, Ultima Cena attribuita alla bottega di Tiziano, XVI secolo

 

Palazzo Liria, costruito tra il 1762 e il 1783, è la residenza madrilena dei Duchi d’Alba ed è considerato la residenza nobiliare più ricca e grande della Spagna. Ospita una collezione privata d’arte europea.

La Cena, che campeggia in alto nella sala italiana con l’attribuzione alla scuola del Vecelio, é una grande tela (167 x 255 cm ) di cui si sa pochissimo; fu comperata in Italia come opera di Tiziano nel 1818 dal duca d’Alba don Carlos Miguel, assieme ad altri cinque pezzi tre dei quali si trovano ora in palazzo Liria.
Nel catalogo della collezione d’Alba la Cena era stata schedata da Barcia come di Palma il Vecchio, mentre Pita Andrade (1959) la diceva della bottega di Tiziano, in rapporto all’esemplare assai simile dell’Escorial.
Scrive E. M. Dal Pozzolo (1): «Nella letteratura tizianesca non mi pare però segnalata in alcuna monografia, se non in un’icastica menzione di Suida (1933), che la definiva “variante” di quella dell’Escorial, e di Pallucchini (1969) che, pure senza riprodurla, la disse “opera impiantata da Tiziano, ma eseguita in gran parte dalla bottega”. Analogamente D’Argaville – in uno studio sulla perduta Ultima Cena per il refettorio dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia – accennò che gli era nota solo da una vecchia fotografia, ma che gli appariva “of very high qualità and which shows a quite different, but imposing, solution for the background” (rispetto alle altre redazioni del tema conosciute). In effetti, al pari degli altri pezzi della collezione d’Alba, il dipinto era stato visto da pochissimi studiosi e di esso era disponibile solo una pessima riproduzione fotografica che rendeva assai difficile, se non impossibile, un giudizio.
La presentazione dell’opera nella sala principale della mostra Tiziano. L’ultimo atto (in Palazzo Crepadona a Belluno, 2007-2008) è risultata dunque un’occasione propizia per un’analisi accurata, di ricognizione sia visiva sia diagnostica, utilizzando gli strumenti del Laboratorio di Indagini non Invasive sulle opere d’arte antica e contemporanea dell’Università di Verona (Laniac).»
Il quadro è in uno stato di conservazione non buono, in molte aree è evidente la perdita di modellato volumetrico e di moltissime velature. Ciò ha condotto a ridipinture anche assai pesanti, ad esempio nelle vesti azzurre del primo apostolo da sinistra e di Giuda, come dimostrano le analisi scientifiche.
Prosegue Dal Pozzolo: «È inoltre molto probabile che pure i due alberelli sul fondale siano il risultato di un’integrazione tarda. L’esecuzione evidenzia differenti gradi di finitura e di qualità pittorica. Se è indubbio che alcune parti risultano di fattura corsiva e quasi abbozzata (come il secondo e il quarto apostolo da destra o il secondo da sinistra) e che in più punti si riconoscono pentimenti in corso d’opera (particolarmente eclatante quello sul primo apostolo da destra, inizialmente immaginato con un copricapo e senza mano alla bocca), è altrettanto innegabile il livello più che sostenuto e a tratti eccelso riconoscibile in svariate aree della tela. Si consideri la straordinaria freschezza interpretativa e di tocco che informa il terzo apostolo da sinistra che impugna un coltello, la figura del Cristo (che rievoca sia quello dell’Institute of Art di Minneapolis, sia quello dell’Ermitage) nonché tutti i brani di “natura morta”: dai vetri sulla tovaglia al bacile di rame, realizzati con pochi tocchi plastici e sapientissime colature di biacca. Siamo dunque innanzi a un tipico prodotto della maturità del cadorino, in cui l’esecuzione personale del maestro s’intreccia a doppio filo con l’intervento di qualche allievo.»

 

Immagine e parte del testo da:
(1) Dal Pozzolo E.M, L’Ultima Cena di Tiziano e altri dipinti veneti del Cinquecento in palazzo Liria a Madrid, in “Studi Tizianeschi”, V, 2007, pp. 112-137

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_di_Liria


Regione Estero
Localizzazione: SPAGNA - MADRID. Palazzo Liria
Periodo artistico: XVI secolo
Rilevatore: AC