SESTO FIORENTINO (FI). Pieve di Sant’Andrea a Cercina, con Ultima Cena

ULTIMA CENA – refettorio – pittura in terra verde, Stefano di Antonio Vanni, 1440-1450

La Pieve, ricordata nell’880, fu anticamente denominata Santa Gerusalemme. La chiesa è citata per la prima volta con il nome di Sant’Andrea in un atto del 1050; se ne ha notizia in un libro dell’archivio del Senatore Carlo Strozzi, che l’aveva ricavata dalle scritture della Badia di Passignano. Quale sia la ragione che determinò il cambiamento del nome della Pieve e se la chiesa sia almeno in parte la stessa non è noto, ma sembra invece sicuro che nell’XI secolo la Chiesa, anche se non fu ricostruita completamente (probabilmente perché in rovina) subì certamente trasformazioni e aggiunte che conferirono alla sua struttura l’aspetto attuale.
La Pieve fu di patronato dei Catellini da Castiglione che promossero, nel XIV secolo, interventi architettonici con l’ampliamento dei locali adibiti a residenza del rettore e del pievano e, nel XV secolo, la sistemazione del chiostro, ma tali modifiche non alterarono le caratteristiche che aveva nel secolo XI.

Nel refettorio della canonica vi è un’ULTIMA CENA opera del pittore Stefano di Antonio Vanni, (1405 circa – 1483), che fu uno degli ultimi continuatori, a Quattrocento inoltrato, dello stile tardogotico, specializzandosi nella realizzazione di pitture in “terra verde”.
L’iconografia di questa Ultima Cena, ancora legata al gusto gotico, mostra gli Apostoli allineati con Giuda sul lato opposto della tavola che ha una prospettiva incerta e presenta il piano parzialmente ribaltato verso lo spettatore per mostrare meglio le vivande.

La tecnica della pittura murale a monocromo in terra verde, prevedeva la realizzazione di un’omogenea stesura pittorica di tale colore che veniva sfruttata come colore medio e che dava tutta la scena l’intonazione verde. Su questo fondo veniva di solito tracciato il disegno eseguito a pennello e il chiaroscuro era creato con poche sfumature di verde, nero e bianco. Pochi altri colori, soprattutto ocre gialle e rosse, erano raramente utilizzati per piccoli dettagli e particolari decorativi come le bordature dei panneggi delle figure.
Tale tecnica consentiva di realizzare a basso costo superfici murali molto vaste e soprattutto era impiegato per quei luoghi considerati di minore importanza e di passaggio, oltre che per sottolineare aspetti pauperistici. La velocità con cui si potevano eseguire le decorazioni utilizzando questa tecnica e la grande economicità, ne favorirono l’uso soprattutto negli ambienti monastici e per le raffigurazione dell’Ultima Cena o Cenacolo; di quel periodo ci sono pervenuti pochi esempi, uno di questi si conserva appunto nella Pieve di Cercina.

Immagine da Wikimedia Commons


Regione Toscana
Localizzazione: SESTO FIORENTINO (FI). Pieve di Sant'Andrea a Cercina
Autore: Stefano di Antonio Vanni
Periodo artistico: 1440-1450
Rilevatore: AC