SARONNO (VA). Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, con Ultima Cena

ULTIMA CENA, gruppo scultoreo in legno di pioppo realizzato nel 1531-32 da Andrea da Milano/Andrea Corbetta e decorato da Alberto da Lodi
Quest’opera costituisce un unicum di riproduzione antica del Cenacolo con sculture lignee a grandezza naturale.

La storia del Santuario incominciò attorno al 1460: un giovane di nome Pedretto, malato e costretto a letto da alcuni anni, fu miracolosamente guarito dalla Madonna della Strada Varesina che lo invitò a costruire una chiesa in suo onore. Dopo la costruzione di una “chiesuola” che per ben tre volte rovinò, i saronnesi decisero di formare un comitato di deputati per erigere un tempio che fosse degno della richiesta della Madonna e l’8 maggio 1498 posero la prima pietra. Il complesso fu edificato in tre tempi: la parte rinascimentale dal 1498 al 1516 comprendente l’abside, il presbiterio, l’antipresbiterio, la cupola col tiburio ed il campanile; nel 1556 si procedette ad un allungamento di tre campate su tre navate con l’aggiunta della sacrestia; infine dal 1570 agli inizi del 1600 furono aggiunte altre due campate ed eretta la facciata. Nello stesso periodo costruirono l’ “Hostaria dell’Angelo” per ristorare i pellegrini (diventerà poi stazione di posta e successivamente biblioteca e teatro civico) e il portico esterno.

Molti furono gli artisti che lasciarono opere nel Santuario: le volte dell’abside, del presbiterio e dell’antipresbiterio furono affrescata da Alberto da Lodi, le pareti da Bernardino Luini, di rimangono due Angeli serventi, santa Apollonia, santa Caterina d’Alessandria, i quattro Dottori della chiesa, gli Evangelisti, Sibille, Virtù, la presentazione di Gesù al Tempio, l’adorazione dei re Magi, il ritrovamento di Gesù fra i dottori nel Tempio e lo sposalizio di Maria. Il Luini poi, nel 1531, affrescò le figure dei santi Sebastiano, Cristoforo, Antonio abate, Rocco e la volta della cappella dell’Ultima Cena. Nella cupola lavorarono Gaudenzio Ferrari e poi Bernardino Lanino.

Nel 1531, Andrea da Milano (o Andrea Corbetta come oggi si definisce più correttamente) fu incaricato dai Deputati del Santuario di scolpire un articolato gruppo di statue lignee che raffigurano la scena dell’Ultima Cena da porre nella cappella sinistra – sulla cui volta il Luini aveva dipinto figure di Angeli con i simboli della Passione – e che completava il lavoro, realizzato dallo stesso scultore, nella cappella simmetrica, a destra, che contiene la Deposizione di Cristo dalla Croce. Alle spalle del gruppo, lungo i tre lati della cappella, si trovano attualmente grandi tele di Camillo Procaccini (1597/8): quelle laterali raffigurano gli episodi dell’Orazione nell’orto e del Bacio di Giuda, quella di fondo presenta una sontuosa scena di Servitori e vasellame che contrasta con la semplicità della mensa lignea.
Il gruppo di Cristo e dei Dodici si dispone lungo una tavola a forma di U, sopraelevata attraverso un rialzo di legno, accentuando il senso di profondità spaziale della scena. Dalla postura delle figure scolpite, dalla scelta dei colori e dai panneggi delle vesti, è evidente come lo scultore si collochi nella vasta schiera degli emuli del Cenacolo vinciano.
Le 13 statue lignee sono a grandezza naturale, realizzate a tutto tondo con nicchia scavata all’interno e abbigliate con vesti e manti, decorati a ramage, gigli e fiori. La mensa è formata da tre tavoli lignei accostati, sostenuti da gambe caratterizzate da un motivo vegetale dorato, e sui cui ripiani sono adagiati un agnello, al centro in corrispondenza della figura di Cristo, e dei pani, posti davanti a ciascun apostolo. In seguito la mensa si arricchì di altre suppellettili, quali dodici bicchieri, tre oliere e tre salini; elementi che ora non sono più apparecchiati.
Inizialmente gli Apostoli probabilmente avevano lo stesso ordine del Cenacolo vinciano, ma in seguito la sequenza fu cambiata perché, in seguito alla visita pastorale del vicario del card. Federico Borromeo, fu ordinato che i due piccoli altari delle cappelle della Passione e del Cenacolo venissero sostituiti da nuovi di dimensioni maggiori; per questo motivo la cappella venne allungata e tutto il complesso delle statue e del rialzo vennero smontati e ricollocati nel 1597.

Bibliografia
Scheda SIRBeC (Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Milano) 2013
http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede-complete/w9010-00003/

Immagine da Wikimedia Commons


Regione Lombardia
Localizzazione: SARONNO VA Santuario della Beata Vergine dei Miracoli
Autore: Andrea da Milano/Andrea Corbetta
Periodo artistico: 1531-32
Rilevatore: AC