RAVENNA: Sant’Apollinare Nuovo, Ultima Cena.

Sant’Apollinare Nuovo venne eretta da Teodorico per il culto ariano al principio del sec. VI, passata al culto cattolico sotto l’arcivescovo Agnello (557-565), che la dedicò a San Martino, e dal sec. IX intitolata a Sant’Apollinare.


Rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, ha una semplice facciata in laterizi, adorna di una bifora marmorea cinquecentesca e preceduta da un portichetto su colonne, rifatto nel sec. XVI usando materiali antichi. E’ soprattutto celebre per i magnifici mosaici che ne ornano l’interno.


Sul fianco destro si innalza il campanile cilindrico, del sec. IX, uno dei più eleganti di Ravenna, aperto da monofore, bifore e trifore.


Dalla destra del campanile si accede al vasto interno basilicale a tre navate, divise da 24 pregevoli colonne di marmo greco dai capitelli bizantini finemente lavorati. La navata mediana è coperta da un ricco soffitto a cassettoni dorati, del 1611 (restaurato). Il pavimento attuale, di m. 1,30 più alto di quello primitivo, fu sistemato ai primi del ‘500. Sulla controfacciata si svolgeva un grande mosaico, di cui rimangono pochi frammenti, col ritratto ritenuto di Giustiniano, rifatto in parte nel 1863.


Sotto l’ottava arcata destra, l’ambone di marmo greco, del sec. VI, finemente scolpito: è retto agli angoli da 4 colonnine dello stesso marmo e da un grosso cippo nel mezzo.


Il presbiterio è limitato da una balaustra, composta da un pluteo del sec. VI e da 3 transenne marmoree lavorate a giorno. Nel mezzo sorge l’altare del sec. VI (notare gli incavi destinati a ricevere le reliquie antiche), che ha intorno 4 colonne di porfido sormontate da capitelli romani e bizantini. La sedia marmorea è romana.


Localizzazione: Ravenna, via Roma
Periodo artistico: VI sec. d.C.
Note storiche:

Le pareti laterali della navata mediana sono tutte rivestite di mosaici di straordinaria bellezza e semplicità, divisi su ogni lato in tre zone orizzontali, la gran parte risalenti a età teodoriciana, gli altri al tempo dell'arcivescovo Agnello.

La parte superiore delle due pareti, da sinistra a destra, è costituita da una serie di pannelli rettangolari con scene della vita e della passione di Cristo, alternati a quadretti raffiguranti una grande conchiglia sormontata da una croce e da due colonne.

Fra questi pannelli anche uno raffigurante la scena dell' Ultima Cena, dove Gesù viene raffigurato su uno stibadium.

Tale complesso musivo, unitamente ai pannelli della parte mediana, che appartiene a due distinti momenti, è uno degli esempi più perspicui del tramutarsi dell'arte nel sec. VI. Nelle teorie delle Vergini e dei Martiri, eseguiti al principio della seconda metà di quel secolo, l'arte bizantina raggiunge il massimo potere di astrazione e di ritmo tutto il rsto, del principio dello stesso secolo, è ancora di stile classicheggiante.


Data ultima verifica: 03/08/2005 00:00
Rilevatore: Feliciano Della Mora