PREDAIA (TN). Santuario di San Romedio, con due Ultime Cene, inizi e seconda metà del XIII secolo

Il Santuario era nel comune di Coredo che fu soppresso per l’istituzione del comune di Predaia il 1º gennaio 2015.
Il santuario della Val di Non sorse, secondo la tradizione, nel 1090 sulla tomba di san Romedio, il cui culto fu però riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa nel 1300.
La devozione al Santo si incrementò molto nel XV secolo. Nel 1489 fu iniziata la costruzione della seconda chiesa dedicata a san Giorgio. Poi nel 1514 fu costruita la chiesa di San Michele e nel 1536 la chiesa maggiore di San Romedio. Della stessa epoca (XVI secolo) è anche il campanile, sempre in stile gotico.
Nel 1700 furono ricostruiti ex novo gli edifici al piano terra adibiti all’accoglienza dei pellegrini, alle stalle ed ai fienili. Le chiese furono racchiuse dalla costruzione dell’”appartamento dei Conti” e del ballatoio (1725), della sacrestia e della biblioteca in alto. La seconda parte della scalinata fu coperta e poi animata con le edicole dei “misteri della passione di Cristo”. Sopra la cappella di San Giorgio si innalzano due stanze di abitazione; infine fu eretto l’arco d’ingresso al luogo sacro (1770).
Nel corso del XX secolo si sono aggiunti, oltre alla cappella dell’Addolorata (1918), il parcheggio con l’edicola di San Romedio (1907).

Il momento più importante della storia del santuario fu nel XII secolo quando, per mano di Federico da Cles (signore di Castel Cles, nonché canonico della diocesi) e di Aricarda (una vedova del ceto medio-alto, che prese i voti e si ritirò nel santuario) la chiesa assunse l’aspetto attuale. L’aula fu divisa in due chiese: la Cappella delle Reliquie e la Cappella di San Vigilio (o San Nicolò). La prima fu concepita come una piccola basilica a tre navate (due campate per ciascuna), rimanendo ad oggi una delle pochissime testimonianze di edifici romanici a più navate, e fu decorata con bellissimi affreschi dal Maestro di Grissiano intorno al 1210 e grazie a recenti restauri hanno riacquistato i colori che denotano influenza bizantina e un’ottima fattura.
La cappella di San Vigilio fu poi ulteriormente decorata da affreschi nel 1612 con le Storie di San Romedio.
Gli ultimi affreschi sono quelli posti all’esterno della chiesa (adesso all’interno della Chiesa Maggiore, appoggiata alla prima nel ‘500), realizzati sempre intorno al 1200 che ritraggono una Madonna con Bambino e un’Ultima Cena, purtroppo molto danneggiata e lacunosa (foto sotto).

 

Più tardi furono realizzate altre campagne di decorazione sullo stessa parete. Negli anni ’30 del Novecento, sotto lo strato di intonaco “moderno”, ne furono rinvenuti tre, di cui il più antico è quello del 1200. Sopra di esso si trovava senza dubbio il più interessante: uno strato della seconda metà del XIII secolo, con il medesimo soggetto: infatti sono state recuperate due diverse Madonne con Bambino e un’ Ultima Cena, meglio conservata dalla precedente, vedi immagine in evidenza (sopra il titolo).

 

Immagini da
https://romanicotrentinoaltoadige.wordpress.com/2017/09/15/santuario-di-san-romedio/

Info
https://www.santuariosanromedio.it/storia/


Regione Trentino-Alto-Adige
Localizzazione: PREDAIA (TN). Santuario di San Romedio
Periodo artistico: inizi e seconda metà del XIII secolo
Rilevatore: AC