PISOGNE (Bs). Chiesa di S. Maria della Neve, con Ultima Cena.

Edificio a navata unica a pianta rettangolare con presbiterio, abside, campanile, sagrestia e cappella esterna. I muri perimetrali sono costituiti da due tipi di tessiture che hanno funzioni statiche diverse. Sono presenti pilastri-contrafforte e archi traversi (ossatura portante) fatti di pietre ben squadrate di arenaria compatta su letti di malta sottili; ci sono inoltre le murature di tamponamento in pietrame misto con abbondante uso di legante. Gli elementi posti più in alto come le volte della navata sono in materiale lapideo tufaceo facilmente lavorabile e poco pesante.
Il campanile ha muri perimetrali in muratura e solai e scala in legno.
Le strutture orizzontali della navata, del presbiterio, della sagrestia e della cappella esterna sono volte a crociera oblunghe. L’abside ha una volta a metà ombrello di quattro spicchi. La copertura del corpo principale a due falde è con capriate in legno, la cappella esterna ed il campanile hanno rispettivamente tre e quattro falde

La chiesa di S. Maria della Neve è ancora oggi ubicata ai margini dell’abitato di Pisogne, nell’area nord-est del territorio, dove un tempo passava la via Valeriana. La facciata principale a capanna è completamente dipinta a fresco, con motivi a losanga contenenti elementi floreali. Il sottogronda è costituito da archetti trilobati intervallati da dipinti a mezzo busto raffiguranti i profeti.
Il portale, in pietra simona, si apre nella parte inferiore con piedritti finemente scolpiti con motivi a candelabra, l’architrave mostra al centro il simbolo di S. Bernardino e ai lati due profili di santi fra i quali si inseriscono elementi floreali a volute contrapposte. Questi motivi decorativi si ripetono anche nella lunetta a tutto sesto, che si inserisce nella parte soprastante, contenendo la statua della Madonna con Bambino affiancata da due angeli dipinti. Dal lato nord fuoriesce un protiro sorretto da tre eleganti colonne e decorato con preziosi dipinti quattrocenteschi, che ricoprono anche gli archetti trilobati del sottogronda. Questo elemento architettonico caratterizza l’intera struttura ecclesiale.
L’interno presenta un’unica aula divisa in tre campate coperte da volte a crociera, con abside semicircolare. Le pareti sono state interamente dipinte da Romanino con Storie della Passione, morte e resurrezione di Cristo. Le varie sequenze fanno da corollario alla scena della Crocifissione dipinta in controfacciata. Sulle volte si affacciano figure di sibille e profeti con i tipici atteggiamenti dialoganti che caratterizzano lo stile romaniniano. Nell’abside sono conservati due frammenti di affreschi dello stesso autore raffiguranti il corteo dei Re Magi, strappati nella parete laterale della chiesa nel 1878 prima della demolizione del porticato.

Sorta alla fine del XV secolo, per volontà del popolo, la chiesa di S. Maria della Neve viene innalzata in contrada della Longo fuori dal paese di Pisogne ai margini della Via Valeriana, unica strada di collegamento tra Brescia e la Valle Camonica. Nasce come sede della Confraternita dei Flagellanti o Disciplini che, tra il 1532 e il 1534, danno incarico a Girolamo Romanino di affrescarla con temi legati alla vita di Cristo (fra cui una Ultima Cena).
Il pittore bresciano si sovrappone così agli affreschi quattrocenteschi di Pietro da Cemmo, che decoravano anche l’esterno della struttura dove sono ancora in parte visibili.
Nella prima metà del XVI secolo vengono costruiti due porticati che la affiancano nel lato nord e nel lato sud. Nel 1588, nell’area meridionale del sito, viene costruito il convento dei frati Agostiniani, qui insediati per volontà di Carlo Borromeo proprio dopo la sua visita pastorale del 1580.
Nel 1789 il governo della Serenissima Repubblica di Venezia sopprime il complesso conventuale e lo vende alla famiglia Mercanti che lo cede alla Vicinia pisognese.
In questo periodo la chiesa viene utilizzata come magazzino, l’interesse verso il monumento si ha solo nella metà del XIX secolo e i primi interventi di restauro si hanno nel 1878. Decaduta l’istituzione vicinale il convento passa al comune di Pisogne, che nel 1880 lo dona alla Congregazione di Carità per un utilizzo ospedaliero, successivamente diventa una casa di riposo per anziani.
La chiesa viene restaurata nel 1939 e poi viene attuato un complesso intervento tra il 1988 e il 1989.
In questi anni viene riconosciuta la straordinaria importanza artistica del ciclo romaniniano e inizia un’opera di valorizzazione che consente di godere pienamente di uno dei più importanti cicli pittori cinquecenteschi dell’Italia del nord.

Uso attuale: intero bene: attività culturali; intero bene: spazio espositivo-

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: Ingresso libero.

Come arrivare: da Brescia: uscita autostrada Ospitaletto; seguire le indicazioni per Iseo e poi per Pisogne

Bibliografia:
Vezzoli G. (a cura di) , “Gli affreschi di Girolamo Romanino in Pisogne nella chiesa di S. Maria della Neve”, Brescia 1965

Fonte:
http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1r080-00001/