PADOVA. Complesso di Santa Caterina, con Ultima Cena 

Frammento di affresco di pittore veneto della prima metà del XVII secolo

L’affresco si trova nell’ufficio della Direzione e sala riunioni (n. 040) della Biblioteca di Scienze Statistiche dell’Università di Padova sito nell’edificio dell’ex monastero di Santa Caterina. Il dipinto è collocato sulla parete meridionale dell’ambiente, dove occupa la porzione superiore a forma di lunetta ad arco ribassato, con dimensioni totali di 717 x 180 cm.
L’affresco presenta ai lati le figure dell’Annunciazione e al centro l’Ultima Cena; intorno una cornice a monocromo di tipo scultoreo decorata da rosette, erme, fregi a voluta, volti di cherubini alati e abitata da due angeli a figura intera che, come quinte teatrali, sembrano voler introdurre la Vergine e l’arcangelo Gabriele nell’episodio centrale.
Dopo essere stato celato al di sotto di uno strato di intonaco per molti anni, l’affresco è tornato visibile e leggibile in seguito a un intervento di restauro condotto nel 2009.


Nel riquadro centrale, molto frammentario, è riconoscibile l’episodio dell’Ultima Cena: intorno a un tavolo apparecchiato, di cui sopravvive solo un lacerto con un bicchiere e una pagnotta, gli Apostoli sono rappresentati con espressioni preoccupate e sguardi interrogativi, in seguito all’annuncio da parte di Cristo del tradimento di Giuda. Quest’ultimo è individuabile nel personaggio nel margine inferiore della composizione, isolato dal gruppo e raffigurato, come di consueto, di spalle (rimane solo il suo gomito sinistro alzato). Più problematica l’individuazione degli altri Apostoli, mentre del tutto scomparsa è la figura di Cristo, che si trovava al centro della scena, dove oggi è un’estesa lacuna della superficie pittorica.

IL MONASTERO DI SANTA CATERINA. La fondazione della struttura, adibita a monastero di monache agostiniane di S. Maria Maddalena delle Illuminate, fu decisa all’inizio del Seicento dal vescovo di Padova, e realizzata nei pressi della chiesa parrocchiale di Santa Caterina, di edificazione più antica e almeno dal 1377 sede di cerimonie del Collegio dei Giuristi dello Studium patavino. Destinato ad accogliere fanciulle “prive di mezzi e dal passato peccaminoso”, con lo scopo di redimerle, il piccolo monastero fu attivo fino al primo decennio dell’Ottocento. Dopo le soppressioni napoleoniche, furono fondati vari “Conservatori” che infine furono unificati in un unico ente denominato “Pii Luoghi (o Conservatori) di Santa Caterina e del Soccorso”, sempre con le finalità di assistenza alle giovani, indirizzo che l’istituto mantenne fino al secolo scorso. Nel 1926, ad essi fu annesso l’ex Istituto Zitelle e da quel momento il loro nome fu modificato in “Pii Conservatori Santa Caterina, Soccorso e Gasparini”. La vita dei Pii Conservatori continuò così strutturata per la maggior parte del Novecento: le suore Elisabettine costituivano una numerosa comunità educativa che viveva all’interno dell’istituto, in uno spazio riservato rispetto agli altri ambienti dislocati nel grande stabile, dove si svolgevano le attività quotidiane delle giovani ospiti del collegio.
Negli anni tra il 1975 e il 1983, prese avvio un radicale ripensamento dell’assetto dei Pii Conservatori e, dopo il decreto della Regione Veneto del 24 aprile 1985 con cui venne dichiarata la fondazione di IRPEA (Istituti Riuniti Padovani di Educazione e Assistenza), dalla fusione dei Conservatori Santa Caterina, Soccorso, Gasparini con il Vanzo e il Santa Rosa e il Camerini-Rossi, nell’agosto di quello stesso anno, la comunità di suore Elisabettine di Santa Caterina fu sciolta.
Il grande edificio rimase inutilizzato fino alla fine degli anni ’90 del secolo scorso quando, in seguito a interventi di restauro e adattamento degli spazi, fu concesso all’università, che ne fece la sede del Dipartimento e della Biblioteca di Scienze Statistiche.

Immagini e testo tratti da
https://mostre.cab.unipd.it/santacaterina/it/30/l-affresco
https://mostre.cab.unipd.it/santacaterina/it/32/l-iconografia-e-la-data-di-realizzazione


Regione Veneto
Localizzazione: PADOVA. Complesso di Santa Caterina
Autore: ignoto pittore veneto
Periodo artistico: prima metà del XVII secolo
Note storiche: Per la storia del monastero vedi https://mostre.cab.unipd.it/santacaterina/it/38/il-monastero
Rilevatore: AC