OPPIDO LUCANO (PZ). Chiesa rupestre di Sant’Antuono, con Ultima Cena

ULTIMA CENA, affresco, prima metà XIV secolo

In località Pozzella (Pezzédde), circa un chilometro dal centro abitato di Oppido Lucano, sul versante sinistro del torrente Varco, all’altezza della collina di Valle Arenara esposta a sud-ovest, si apre una serie di diciannove grotte di piccole dimensioni, frequentate fin dalla preistoria e note come “grotte di Sant’Antuono”. Una di queste è una chiesa rupestre dedicata per l’appunto a Sant’Antuono, nome dialettale di sant’Antonio, risalente al XIII-XIV secolo e fondata da monaci dell’Ordine Ospedaliero degli Antoniani di Vienne (ordine nato nel 1297 e dedito all’assistenza degli anziani, alla cura di invalidi e malati e all’accoglienza di pellegrini e viaggiatori).

La Chiesa conserva al suo interno un mirabile ciclo di affreschi rupestri sulla vita di Gesù, databili alla prima metà del XIV secolo: si tratta di numerose scene, non tutte allo stesso stato di conservazione, dipinte secondo uno stile semplice e popolare da un artista in rapporto con l’ambiente napoletano ma di matrice catalano-pugliese.
La chiesa si presenta oggi come un edificio di più recente costruzione poggiato sulla primitiva struttura scavata nella pietra viva. Attraverso due piccole arcate sulla sinistra della nuova chiesa si accede alla stretta grotta affrescata, costituita da un’unica ampia navata, da un piccolissimo vano a destra, in cui è affrescata una Madonna col Bambino in stile bizantino, e da una diramazione laterale a sinistra alla quale si può accedere pure dall’interno della chiesa, mediante il primo arco che si incontra sulla sinistra dopo l’ingresso.
Gli affreschi del cunicolo di sinistra sono dedicati all’infanzia di Gesù. Sul fondo, la Natività, interrotta a metà di quella che doveva essere una volta a botte, sintomo delle diverse fasi costruttive del complesso. Al centro è ritratta la Madonna distesa su un giaciglio rettangolare coperto di stoffa rossa. Nella parte superiore, senza soluzione di continuità con la scena sottostante, si colloca il Bambino in fasce in una sorta di mangiatoia e un pastorello seduto che suona un flauto. Nella parte inferiore si deducono due donne che lavano il Bambino mentre Maria porge un panno; a destra, un vecchio pastore avanza condotto da un angelo mutilo. Sul lato lungo del cunicolo si incontrano cinque riquadri giustapposti: una ben conservata scena della fuga in Egitto, in alto, e in basso un riquadro raffigurante l’episodio della strage degli innocenti in cui si può riconoscere Erode in trono che ordina l’uccisione dei neonati e alcuni soldati che eseguono. Proseguendo verso destra si nota in alto una raffigurazione del battesimo di Gesù: al centro il corpo nudo di Cristo lambito dalle acque del Giordano popolate da numerosi pesci; sulla sinistra v’è una rovinata presentazione di Gesù al tempio. In basso i frammenti dell’ampio riquadro lasciano soltanto intravedere l’entrata a Gerusalemme.

La navata centrale ospita, con la sua posizione privilegiata, il ciclo della Passione, morte e Resurrezione di Gesù, che inizia, sulla parete sinistra guardando verso il fondo della navata, con l’ULTIMA CENA in cui spicca uno dei commensali che si sporge ad afferrare del cibo quasi a squarciare il fondo piatto su cui sono disposti gli altri apostoli, tutti seduti salvo Giuda.

Proseguendo, sulla destra, è raffigurata la cattura di Cristo per opera di Giuda che, circondato dai soldati, stringe un cappio intorno a Gesù mentre, poco distante, Pietro taglia l’orecchio di Malco con la spada. Nel riquadro sottostante, in pessime condizioni, si può indovinare una figura che protendendo l’indice ordina a Cristo di portare la croce. Il riquadro successivo occupa in altezza l’intera parete e raffigura la flagellazione del Cristo alla colonna. Segue la raffigurazione del buon ladrone Disma, come conferma l’iscrizione, le braccia legate dietro le traverse della croce a tau, secondo un modulo iconografico comune alle scuole orientale e occidentale, derivato dalla Siria. Sulla parete di fondo della navata centrale domina, in tutta la sua ampiezza, la Crocifissione. Soldati armati si dispongono a destra di Gesù in croce mentre sulla sinistra assistono alla scena san Giovanni, Maria e un’altra figura femminile con aureola. In basso si notano appena due angeli, altri due angeli si affacciano sotto i bracci della croce, tutti intenti a raccogliere il sangue di Cristo. Sulla parete di destra, vi è per primo il cattivo ladrone Gestas, come riporta l’iscrizione, così che i ladroni sembrano affiancare la scena della Crocifissione. Gli affreschi successivi sono i più danneggiati e dunque irriconoscibili. Dalle iscrizioni ancora leggibili si può ipotizzare si tratti di una Deposizione e di una scena con le tre Marie al sepolcro.

Testo tratto da:
https://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?sec=100133&otype=1023&id=3005329
http://www.comuneoppidolucano.gov.it/il-territorio/lhabitat-rupestre/223-chiesa-rupestre-di-s-antuono.html
https://aemecca.blogspot.com/2015/10/s-antuono-oppido-lucano.html


Regione Basilicata
Localizzazione: OPPIDO LUCANO (PZ). Chiesa rupestre di Sant'Antuono
Autore: ignoto
Periodo artistico: prima metà XIV secolo
Rilevatore: AC