MILANO. Basilica di Sant’Ambrogio, Ambone con scolpita una Ultima Cena.

L’ambone in marmo, sorretto da un loggiato di 9 colonnine antiche di riuso e appoggiato sul celebre sarcofago peleocristiano detto “di Stilicone”, crea un complesso monumentale di grande interesse ed è riconosciuto come una delle più importanti espressioni del romanico lombardo e unico esempio di tale arredo liturgico medievale conservatosi a Milano.
Realizzato tra il 1130 e il 1143, fu danneggiato nel 1196 per il crollo della volta della terza campata e ricomposto pochi anni dopo da Gugliemo da Pomo, come è ricordato dall’iscrizione incisa sul parapetto. Ornato con preziosi paramenti, veniva utilizzato dai monaci e dai canonici della basilica per le funzioni liturgiche; ancora oggi è utilizzato durante le solennità.

La complessa decorazione che riveste l’ambone è in gran parte ispirata a testi scritti da sant’Ambrogio, ha carattere narrativo e finalità didattica e pastorale.
Gli episodi rappresentati, insieme a figure animali simbolici, trattano il tema del Peccato e della Redenzione.
Sul lato settentrionale, il più nascosto ma il più ricco dal punto di vista figurativo, è scolpita una scena di banchetto con undici convitati, ancora oggi di incerta interpretazione.
Per alcuni studiosi è raffigurato il momento dell’Agape cristiana, il convitto di carità che i primi cristiani erano soliti tenere la domenica sera; altri invece vi riconoscono l’Ultima Cena di Gesù, realizzata secondo un’iconografia medievale che, trascurando volutamente il numero tradizionale degli Apostoli privilegia il momento della benedizione del pane e del vino, sottolineando il significato eucaristico dell’evento.

I rilievi furono eseguiti da due artisti diversi, convenzionalmente chiamati Maestro della cena e Maestro del Telamone. Mentre il primo è legato alla tradizione della scuola romanica milanese, dalla quale attinge le raffigurazioni di animali (aquila, leone, cerco, ariete) presenti anche sui capitelli della basilica, il secondo invece riporta la sua esperienza maturata nel Duomo di Parma.
Le due sculture in rame sbalzato e dorato appricate sul lato verso la navata e raffiguranti un’aquila (simbolo di san Giovanni Evangelista) e un angelo (simbolo di san Matteo) offrono una straordinaria testimonianza della metallurgia medievale.
Questi capolavori, databili forse addirittura alla fine del VII secolo, momento culturale di passaggio dal mondo longobardo alla rinascita carolingia, dovevano essere in origine applicati ad un ambone più antico di questo, insieme ai simboli degli altri evangelisti, oggi perduti.
E’ probabile che l’aquile avesse funzione di leggio, emergendo con tutto il corpo dal parapetto dell’ambone. La presenza di elementi metallici in un ambone di marmo, rende davvero unico questo monumento e lo avvicina per valore e importanza al prezioso pulpito decorato da rilievi in rame e avori del VI secolo, donato, tra il 1002 e il 1041, dall’imperatore Enrico II alla Cappella di Aquisgrana.

Vedi una descrizione completa dell’ambone:
http://www.medioevo.org/artemedievale/pages/lombardia/SantAmbrogioaMilanoAmbone.html

Bibliografia:

AA.VV. L’ambone di Sant’Ambrogio.
A cura di C. Capponi. Fotografie di S. Scarioni Dimensioni 25×29 cm Pagine 112 Illustrazioni 84 a colori, 28 in b/n Lingua Italiano Anno 2001 ISBN 9788882152925 Prezzo € 31,00
L’ambone della basilica di Sant’Ambrogio a Milano è – dopo l’altare di Vuolvinio – l’elemento che più attrae chi visita la chiesa. Il recente completamento del suo restauro fornisce l’occasione di riservare all’insigne monumento una specifica trattazione monografica. Insolita composizione di sculture di epoche diverse, l’ambone vero e proprio poggia sull’antico sarcofago romano, detto di Stilicone, poiché si credeva che contenesse le spoglie del generale degli imperatori Teodosio e Onorio. La sovrastante struttura medievale si può far risalire alla fine dell’XI o all’inizio del XII secolo e rappresenta una delle più importanti espressioni del romanico lombardo, unico esempio di tale arredo liturgico conservatosi a Milano fino ai nostri giorni. L’interesse del volume risiede non solo negli interventi di esperti delle diverse discipline – dalla storia dell’arte alla tecnica orafa, alla storia della liturgia -, ma anche nella presenza di uno specifico e suggestivo repertorio fotografico, che permette una visione insolita di bellissimi particolari scultorei.

 


Regione Lombardia
Localizzazione: Milano
Autore: Maestro della Cena
Periodo artistico: XII sec.
Data ultima verifica: 24/10/2021
Rilevatore: Gabriella Monzeglio, Feliciano Della Mora