MANTA (CN). La Chiesa di Santa Maria al Castello, Ultima Cena.

La chiesa si raggiunge con un breve tratto di strada che scende dal castello verso l’abitato. Costruita presumibilmente da Valerano per il borgo, ne divenne la chiesa parrocchiale.
In origine con un’unica navata conclusa dal presbiterio, la chiesa fu nei secoli successivi molto rimaneggiata, così, con la costruzione di cappelle laterali come quella funeraria di Michele Antonio, vennero distrutti quasi tutti gli affreschi quattrocenteschi che la ricoprivano interamente.
I restauri eseguiti nel 2003-4 hanno messo in luce alcuni lacerti dipinti sulle pareti laterali e, nel coro, molto ben conservati, una splendida storia della passione dipinta da un ignoto pittore, diverso dall’autore della Sala baronale, che mostra influssi jaqueriani.
Di pianta quadrata e di piccole dimensioni, il coro presenta tre lunette con alla base un velario a motivi geometrici, affollate da personaggi e architetture, dipinti con grande attenzione ai particolari e alle espressioni dei volti.
Sulla parete di fondo la Crocifissione, nella parte inferiore tagliata da una lapide funebre del 1553; sulle pareti nord e sud, in due registri, le scene della passione si susseguono da sinistra verso destra con, a nord: l’ingresso in Gerusalemme, il tradimento di Giuda e l’ultima Cena, sul registro inferiore, la lavanda dei piedi, la preghiera nell’orto degli ulivi e la cattura. Invece sulla parete sud, in alto, sono raffigurati Cristo davanti a Caifa, il rinnegamento di Pietro, Cristo deriso e poi davanti a Pilato. Sul registro inferiore l’andata al Calvario, in cui si apre la finestra che dà luce all’ambiente.

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