GORNO (BG). Chiesa di San Giovanni Battista, con Ultima Cena

ULTIMA CENA, affresco di Giovanni da Volpino (“Maestro di Sommacampagna”), 1360 circa

La datazione della chiesa originaria è incerta, ma la costruzione dell’edificio attuale avvenne prima del 1478, quando fu edificata la prima chiesa parrocchiale dedicata a San Martino di Tours in contrada Villassio; quindi la chiesa di San Giovanni fu la parrocchiale del paese sino al XV secolo. Il primo documento ufficiale che parla dell’edificio, datato 23 gennaio 1510, è un lascito testamentario.
La chiesa è abbastanza piccola, caratterizzata esternamente da un portico affrescato costituito da tre arcate frontali e due laterali, sorrette da colonne in pietra. Internamente la struttura si presenta a navata unica con il presbiterio separato da un’inferriata ed illuminato da due piccole finestre, mentre a destra vi è l’ingresso che porta alla sagrestia.
La parete sinistra della navata risulta spoglia, mentre nella parete di destra vi sono gli affreschi del XIV o XV secolo, riemersi durante l’ultimo restauro dell’edificio, eseguito nel 1988, che rappresentano due Sante e un’Ultima Cena divisi da una nicchia, creata probabilmente nel XVII secolo e affrescata con effetti marmorei. A sinistra della nicchia le due Sante raffigurate frontalmente a figura intera sono Maria Maddalena e Caterina D’Alessandria.
A destra della nicchia, è invece rappresentata un’ULTIMA CENA realizzata dal “Maestro di Sommacampagna”, l’artista Giovanni /Jhoannes da Volpino (? – 1384/1389), ed eseguita nel sesto decennio del XIV secolo.
Purtroppo l’opera è giunta a noi in modo fortemente lacunoso: sono oggi presenti solo quattro Apostoli. Evidente è lo stile arcaico del pittore, caratterizzato dai bordi rossastri fortemente marcati, dalla bidimensionalità della scena e dalle figure con capelli ondulati e occhi allungati.
L’affresco dell’Ultima Cena è stato ridipinto, infatti nella fascia bassa della scena si notano due file di piedi, di cui quella a sinistra, di maggiori dimensioni e di minor qualità artistica, probabilmente è coeva agli affreschi delle due Sante.

Di Giovanni da Volpino, frescante di origine lombarda, si sa pochissimo. Il suo nome è scaturito da un antico documento come pittore della seconda metà del Trecento, e nel corso di pochi anni la sua figura è emersa come il possibile nome a cui attribuire un gran numero di affreschi, databili tra il sesto e il nono decennio del Trecento, localizzati su un’area geografica molto vasta che, partendo dal suo presunto luogo natale, nella bassa Valle Camonica, a Costa Volpino, abbraccia l’alto Sebino, la media e l’alta Vallecamonica, la Valle di Peio, la Val di Non, la campagna a sud di Bolzano (Caldaro), l’alta Valsugana (Levico), diversi paesi del veronese (Sommacampagna, Arcè, Bussolengo, Cassano), il lago di Garda (Montichiari e Sirmione). Decine di località con quasi cento affreschi attribuibili ad una sola “mano”, o “bottega”. L’opera di questo artista tocca una parte non insignificante della cultura pittorica del Trecento; le sue modalità artistiche sono caratterizzate da un’indiscutibile vigorìa espressiva che lo rende riconoscibile in un’area insospettabilmente vasta del nord Italia.

Si conoscono alcune Ultime Cene di Johannes: Cles-Pez vedi scheda Cles -Pez; Caldaro vedi scheda CaldaroCosta Volpino fraz. Branico  vedi scheda Costa Volpino-Branico; Cles – Maiano vedi scheda Cles -MaianoSanzeno, frazione Banco (TN); e questa di Gorno.

In queste Cene, al centro della scena si trova Cristo con alla sua sinistra Giovanni, mentre sta per porgere un pezzo di pane a Giuda seduto solitario dalla parte anteriore della tavola. Il gesto è quello descritto nel Vangelo di Giovanni (21, 27). Le cene sono caratterizzate dallo stile ancora duecentesco, dalla mancanza di sfumature, i contorni marcati, prevalenza di colori terrosi rosso-marrone Si nota che il pittore ignorava la prospettiva; infatti Gesù e gli Apostoli sono dipinti con visione frontale, mentre la tavola come se venisse ripresa contemporaneamente dall’alto e di fronte. La tavola imbandita riporta gli strumenti in uso nel ‘300: piatti collettivi con pesci, coltelli, brocche di vino, coppe, frutta (fichi).

 

Bibliografia:
Giancarlo Maculotti; Alberto Zaina (a cura di), Johannes de Volpino. Un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige, Varum Editore, Sarezzo (Bs) – 2012
Maculotti G., Johannes de Volpino, pittore transumante del ‘300, in: “Revista Santuários, Cultura, Arte, Romarias, Peregrinações, Paisagens e Pessoas”, 2013
Piccoli F.; Zanotti N., Il maestro di Sommacampagna – Vicende di una bottega itinerante tra Trentino, Lombardia e Veneto nel secondo Trecento, Nitida Immagine, Cles TN 2012

Immagine da Wikimedia Commons


Regione Lombardia
Localizzazione: GORNO (BG). Chiesa di San Giovanni Battista
Autore: “Maestro di Sommacampagna”
Periodo artistico: 1360 circa
Rilevatore: AC