GENOVA . Chiesa di San Siro, Ultima Cena di O. De Ferrari, prima metà XVII secolo

 

Nella sacrestia della Chiesa è conservato il dipinto a olio (258 x 500 cm circa) raffigurante l’ Ultima Cena di Orazio De Ferrari (Voltri, 1606 – Genova, 1657), un esponente di spicco del Barocco genovese, che lo realizzò presumibilmente tra il 1600 e il 1624.

Una grande composizione con gli Apostoli seduti intorno a un tavolo rettangolare; Cristo al centro ha davanti a sé un calice, unico oggetto sulla mensa; cosa che farebbe ipotizzare che il dipinto volesse raffigurare l‘Istituzione dell’Eucaristia.
Giuda è a destra in primo piano, con un diavolo dietro di lui che gli afferra un polso egli porge una moneta tentatrice.
L’opera è maggiormente curata e iconograficamente più complessa, anche nello sfondo architettonico, rispetto al Cenacolo nel Convento di Nostra Signora del Monte, vedi scheda.

L’antica Chiesa di San Siro fu eretta nel IV secolo; originariamente dedicata ai Dodici Apostoli, due secoli dopo cambiò la propria intitolazione in favore del vescovo Siro. Fu la prima cattedrale di Genova, titolo che nel IX secolo passò a San Lorenzo. Nel 1007 venne assegnata ai Benedettini dal vescovo Giovanni II ed eretta in Abbazia. I monaci (che lo tennero fino al 1398) riedificarono l’antico tempio in forme romaniche; ma l’ala meridionale dell’edificio fu distrutta da un incendio nel 1580, cosicché i Teatini – cui l’aveva affidata Gregorio XIII nel 1575 – lo ricostruirono completamente tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. I Padri edificarono anche convento e chiostro, mutilati due secoli dopo dal tracciamento di via Cairoli. L’alto campanile romanico (circa 50 metri), già colpito nel 1632 da un fulmine, fu demolito sul finire del 1904 per timore di un crollo.
L’interno, a tre navate su colonne binate, è uno scrigno di tesori. La decorazione fu realizzata quasi interamente dai Carlone: Tommaso intervenne come stuccatore, mentre Giovanni Battista realizzò gli affreschi della navata centrale, della cupola (“Gloria di San Siro”) e del coro (“Miracolo del basilisco”). Gli altri dipinti murali, che adornano le cappelle e le volte delle navatelle, sono opera di Domenico Fiasella, Domenico Piola (“Gloria di San Gaetano”) e Gregorio De Ferrari (“Gloria di Sant’Andrea Avellino”, 1676). Tra i quadri spiccano un'”Annunciazione” di Orazio Gentileschi, tre tele con “Storie di San Gaetano” del Piola, la “Morte di Sant’Andrea Avellino” del Fiasella (coi due pendant, “Assalto dei demoni” e “Transito”, di Orazio De Ferrari) e una “Natività della Vergine” di Aurelio Lomi.
La sacrestia (1639) custodisce altre tele di Orazio De Ferrari (“Ultima Cena”), Gregorio De Ferrari (“Riposo in Egitto” e “Estasi di San Francesco”), Bernardo Castello (“Cristo al Calvario”) e Domenico Piola (“Decollazione del Battista”); a fianco del presbiterio, un “San Nicola” del Fiasella.

 

Bibliografia:
Labò M., Il “Cenacolo” di Orazio Deferrari a San Siro di Genova, in: “Emporium”, vol. CI, n. 601-602-603, Gennaio-febbraio-marzo 1945, pp. 2-13

Immagini da:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/VisualizzaImmagine.do?sercd=1600009&tipo=M5&prog=1&statoinv=V&fixedside=width

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Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Siro
https://it.wikipedia.org/wiki/Orazio_De_Ferrari


Regione Liguria
Localizzazione: GENOVA . Chiesa di San Siro, Ultima Cena
Autore: Orazio De Ferrari
Periodo artistico: prima metà XVII secolo
Rilevatore: AC