FIRENZE. ex Spedale di San Matteo – Accademia di Belle Arti, con Ultima Cena

ULTIMA CENA, pittura murale in terra verde, di Stefano di Antonio Vanni, eseguita nel 1465-66

L’antico ospedale/spedale di San Matteo fu costruito fra il 1388 e il 1410 per volere del banchiere Lemmo Balducci, e si trovava nell’ex-convento delle monache di San Niccolò, spostatesi nel 1385 nell’attiguo monastero di San Niccolò in Cafaggio.
Nel 1784 l’ospedale fu soppresso assieme a molte altre strutture di media e piccola dimensione in tutta Firenze. I suoi beni furono incamerati dall’arcispedale di Santa Maria Nuova. Pietro Leopoldo destinò la fabbrica ad ospitare l’Accademia di Belle Arti, antica istituzione erede dell’Accademia delle Arti del Disegno nata nel 1563 sotto la protezione di Cosimo I de’ Medici e la sovrintendenza di Giorgio Vasari. L’Accademia fu oggetto di spoliazioni napoleoniche che si protrassero, dal 1798 al 1815, a seguito dell’occupazione francese in tutto il Granducato di Toscana.
Oggi continua ad essere sede dell’Accademia di Belle Arti che si è allineata con il percorso di studi universitario.

Nell’aula detta “del Cenacolo” si conserva un’Ultima Cena affrescata  nel 1465-66 dal pittore Stefano di Antonio Vanni, (1405 circa – 1483), che fu uno degli ultimi continuatori, a Quattrocento inoltrato, dello stile tardogotico, specializzandosi nella realizzazione di pitture in “terra verde”.
Purtroppo l’opera è stata mutilata dall’apertura di una porta; la prospettiva del tavolo risulta più sicura rispetto all’analoga opera eseguita da Stefano, oltre vent’anni prima, per la Pieve di Cercina a Sesto Fiorentino.

La tecnica della pittura murale a monocromo in terra verde, prevedeva la realizzazione di un’omogenea stesura pittorica di tale colore che veniva sfruttata come colore medio e che dava tutta la scena l’intonazione verde. Su questo fondo veniva di solito tracciato il disegno eseguito a pennello e il chiaroscuro era creato con poche sfumature di verde, nero e bianco. Pochi altri colori, soprattutto ocre gialle e rosse, erano raramente utilizzati per piccoli dettagli e particolari decorativi come le bordature dei panneggi delle figure.
Tale tecnica consentiva di realizzare a basso costo superfici murali molto vaste e soprattutto era impiegato per quei luoghi considerati di minore importanza e di passaggio, oltre che per sottolineare aspetti pauperistici. La velocità con cui si potevano eseguire le decorazioni utilizzando questa tecnica e la grande economicità, ne favorirono l’uso soprattutto negli ambienti monastici e per le raffigurazione dell’Ultima Cena o Cenacolo; di quel periodo ci sono pervenuti pochi esempi, uno di questi si conserva appunto nell’ex Spedale.

Immagine da Wikimedia Commons


Regione Toscana
Localizzazione: FIRENZE. ex Spedale di San Matteo - Accademia di Belle Arti
Autore: Stefano di Antonio Vanni
Periodo artistico: 1465 - 1466
Rilevatore: AC