COSTA VOLPINO (BG), frazione BRANICO. Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gottardo, con Ultima Cena.

ULTIMA CENA, affresco, di Johannes de Volpino, seconda metà XIV secolo

La chiesa sorge al margine sud dell’abitato di Branico e conserva un interessante ciclo di dipinti trecenteschi. Orientata verso sud, presenta un protiro in arenaria di Sarnico con un portale elegante, dalla cornice mistilinea, contrastanti con la rigorosa semplicità del resto dell’edificio.
All’interno è evidente come il presbiterio corrisponda a un più antico edificio, cui nel ‘500 venne aggiunta l’attuale aula, coperta da soffitto ligneo. La semplicità della chiesa si rivela anche nei paliotti in scagliola degli altari (1731), che imitano i ricchi arredi marmorei delle chiese sebine. Il marmo è riservato ai tabernacoli degli oli santi e delle reliquie e alla cornice dell’altar maggiore che originariamente ospitava la modesta tela con la Madonna in gloria fra i santi Bartolomeo e Gottardo ora nella navata. Riccamente intagliata e dorata è invece la cornice della pala dell’altare di san Rocco, dipinta alla metà del ‘600 da un pittore influenzato da Domenico Carpinoni. Accanto un bel dipinto recente di Emilio Del Prato (Il buon samaritano).

Il motivo di maggior interesse della chiesa risiede nei dipinti del presbiterio, realizzati nella seconda metà del Trecento e attribuiti a Giovanni/Johannes de Volpino: la grande e affollata Crocifissione sull’altare, il Battesimo di Cristo e l’Ultima Cena della parete sinistra e le teorie di santi che dovevano rivestire le pareti a sinistra e a destra, ora rasenti il pavimento per l’innalzamento del piano di calpestio. I dipinti sono collegabili a una divulgazione dei modi giotteschi in chiave popolare negli anni Settanta-Ottanta del Trecento.

Si conoscono alcune Ultime Cene di Johannes: Cles-Pez vedi scheda Cles -Pez; Caldaro vedi scheda Caldaro; Gorno vedi scheda Gorno ;  Cles – Maiano vedi scheda Cles -MaianoSanzeno, frazione Banco (TN); e questa di Costa Volpino.

In queste Cene, al centro della scena si trova Cristo con alla sua sinistra Giovanni, mentre sta per porgere un pezzo di pane a Giuda seduto solitario dalla parte anteriore della tavola. Il gesto è quello descritto nel Vangelo di Giovanni (21, 27). Le cene sono caratterizzate dallo stile ancora duecentesco, dalla mancanza di sfumature, i contorni marcati, prevalenza di colori terrosi rosso-marrone Si nota che il pittore ignorava la prospettiva; infatti Gesù e gli Apostoli sono dipinti con visione frontale, mentre la tavola come se venisse ripresa contemporaneamente dall’alto e di fronte. La tavola imbandita riporta gli strumenti in uso nel ‘300: piatti collettivi con pesci, coltelli, brocche di vino, coppe, frutta (fichi).

 

Link del testo su Branico
https://visitlakeiseo.info/arte-e-cultura/santi-bartolomeo-e-gottardo-a-branico/

Immagine tratta da:
https://vademecumturistacasuale.altervista.org/blog/ultima-cena-branico/

Bibliografia:
Giancarlo Maculotti; Alberto Zaina (a cura di), Johannes de Volpino. Un caso nel Trecento pittorico nel solco dell’Oglio e dell’Adige, Varum Editore, Sarezzo (Bs) – 2012
Maculotti G., Johannes de Volpino, pittore transumante del ‘300, in: “Revista Santuários, Cultura, Arte, Romarias, Peregrinações, Paisagens e Pessoas”, 2013


Regione Lombardia
Localizzazione: COSTA VOLPINO (BG) frazione BRANICO. Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gottardo
Autore: Giovanni de Volpino (? – 1384/1389), frescante di origine lombarda di cui si sa pochissimo. Il suo nome è scaturito da un antico documento come pittore della seconda metà del Trecento, e nel corso di pochi anni la sua figura è emersa come il possibile nome a cui attribuire un gran numero di affreschi, databili tra il sesto e il nono decennio del Trecento, localizzati su un’area geografica molto vasta che, partendo dal suo presunto luogo natale, nella bassa Valle Camonica, a Costa Volpino, abbraccia l’alto Sebino, la media e l’alta Vallecamonica, la Valle di Peio, la Val di Non, la campagna a sud di Bolzano (Caldaro), l’alta Valsugana (Levico), diversi paesi del veronese (Sommacampagna, Arcè, Bussolengo, Cassano), il lago di Garda (Montichiari e Sirmione). Decine di località con quasi cento affreschi attribuibili ad una sola "mano", o "bottega". L'opera di questo artista tocca una parte non insignificante della cultura pittorica del Trecento; le sue modalità artistiche sono caratterizzate da un'indiscutibile vigorìa espressiva che lo rende riconoscibile in un'area insospettabilmente vasta del nord Italia.
Periodo artistico: XIV secolo, seconda metà
Data ultima verifica: 09/12/2020
Rilevatore: AC