CONFEDERAZIONE ELVETICA – BELLINZONA. Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con Ultima Cena, 1513-15


La Chiesa, assieme all’intero complesso conventuale dei Frati Minori al quale essa apparteneva, fu edificata nel 1480-82 e consacrata nel 1505. Il convento fu soppresso nel 1848 e dal 1919 ospita una casa per anziani.

La chiesa, danneggiata da un incendio il 31 dicembre 1996, fu restaurata nelle strutture e negli affreschi di vari autori che la ornano e riaperta dopo dieci anni.

L’edificio sacro presenta la tipica suddivisione delle chiese francescane dell’epoca, tra lo spazio riservato ai fedeli e quello dei frati, separati da una parete divisoria che giunge fino al soffitto, retta da tre archi a tutto sesto, chiamato “tramezzo”. Pochi sono i tramezzi delle chiese francescane che si sono conservati e  quelli che raffigurano anche l’Ultima Cena, oltre a questo, sono a Ivrea, Varallo e Piancogno.

La parete accoglie un affresco nel quale l’eleganza del Rinascimento affina, senza sopprimerla, una spontaneità decorativa piena di grazia. Esso rappresenta, nella parte centrale, la Crocifissione e tutt’intorno, in quindici riquadri, è narrata la vita e la passione di Cristo.
Le singole scene sono separate da lesene decorate con motivi a grottesche che riflettono il gusto rinascimentale dell’epoca. Il linguaggio artistico dell’ignoto autore del ciclo di affreschi fa riferimento ad una cultura pittorica di area milanese che presenta – in particolare nella scarsa attenzione ai paesaggi e nella ruvidità di talune scene -non poche reminiscenze tardo gotiche e si mostra indifferente alla lezione leonardesca. Per tali ragioni la datazione degli affreschi è stata collocata da alcuni studiosi negli anni tra il 1495 ed il 1505. Tuttavia la critica più recente ritiene che, proprio sulla base della tipologia delle decorazioni a grottesche, ed anche tenendo conto delle numerose analogie figurative con l’omologa parete gaudenziana di Varallo Sesia ( SCHEDA, la datazione sia da posticipare verso il 1513-15.

In merito all’identificazione dell’autore, si ritiene dover far riferimento a una pluralità di artisti della bottega milanese degli Scotto (Scotti), alla quale apparteneva anche quello Stefano Scotto che influenzò l’apprendistato artistico di Gaudenzio Ferrari.

Tra le scene, vi è anche un’Ultima Cena, all’estremità destra del registro più alto. I dodici Apostoli sono seduti su una panca che circonda la tavola, Gesù sta dando il boccone a Giuda secondo il racconto evangelico.

 

Bibliografia:
AA.VV., Santa Maria delle Grazie a Bellinzona. Storia e restauri, Casagrande, Bellinzona CH 2014
Villata E., Gaudenzio Ferrari. Gli anni di apprendistato, in: Villata E., Baiocco S.,”Gaudenzio Ferrari, Gerolamo Giovenone: un avvio e un percorso“, Allemandi, Torino 2004.
Pedrioli P., Il restauro: i precedenti e le scelte di oggi, in «La chiesa e il convento di Santa Maria delle Grazie», Bellinzona 2007.
Fignon D., Sulle tracce di Stefano Scotto: un contributo alla storia della pittura lombarda tra’400 e ‘500, in «Arte Cristiana», XCV, Cinisello Balsamo 2007.

Immagini da Wikimedia e da:
https://archiviolagomaggiorevaresotto.blogspot.com/2015/01/santa-maria-delle-grazie-bellinzona.html

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_delle_Grazie_(Bellinzona)


Regione Estero
Localizzazione: CONFEDERAZIONE ELVETICA – BELLINZONA. Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Autore: bottega degli Scotto
Periodo artistico: 1513-15
Rilevatore: AC