COLLOCAZIONE IGNOTA. Ultima Cena di Dianne Tchumut, 1992

 

L’artista indigena australiana Dianne Tchumut (nata nel 1961) ha creato il dipinto dell‘Ultima Cena nel 1992. Ella risiedeva nel nord dell’Australia, nella terra di Arnhem, presso il fiume Daly in una comunità di solo circa 150 persone di cui un terzo erano artisti e la maggior parte donne.
L’arte cristiana aborigena non è molto considerata sia per una preferenza commerciale per l’arte che riflette più puramente la cultura aborigena e sia per un persistente disagio/senso di colpa per gli effetti che l’attività missionaria ha avuto sui sistemi sociali e sulle credenze locali. Nella terra di Arnhem, però, la presenza missionaria è stata meno invasiva che in altre parti dell’Australia: a Daly, la Missione Cattolica arrivò solo nel 1956. Ciò ha evidentemente permesso agli abitanti di mantenere i loro sistemi di credenze pur incorporando elementi del Cristianesimo.
L’opera di Tchumut reimmagina completamente l’Ultima Cena rappresentando questo soggetto con uno stile artistico tipicamente aborigeno. Nel processo emergono alcuni contrasti sorprendenti. Ad esempio, il lungo tavolo di Tchumut, suggerito dalla linea orizzontale che attraversa il terzo inferiore dell’opera, riflette il modello occidentale, ma è estraneo alla cultura tradizionale. Allo stesso tempo, Cristo e tutti gli Apostoli sono in piedi, il che è coerente con la pratica artistica aborigena comune per le figure, ma è estraneo all’idea occidentale dell’Ultima Cena. Gli Apostoli sono raffigurati in uno stile non naturalistico, che può rappresentare esseri che ricordano gli antenati spirituali; mancano i tratti del viso, sostituiti da una varietà di disegni decorativi che, insieme alle aure, sono presumibilmente legati alla loro spiritualità.
Cristo è identificato dalla sua posizione centrale, dalle sue ampie emanazioni spirituali e dalla sua dimensione ieratica; a differenza della maggior parte dei modelli occidentali, sembra semplicemente pregare – non compie un gesto consacratorio e, comunque, non sembra esserci alcun cibo o bevanda sulla tavola.
Giuda (il secondo in alto a destra) è invece coerente con la tradizione occidentale perché è di profilo e privo di qualsiasi aura o disegno della testa.
L’esistenza di questi contrasti fa sì che, a seconda del punto di vista, l’opera possa essere percepita sia come un non facile compromesso sincretico, sia come una fusione creativa originale e provocatoria. La tensione tra questi punti di vista tende a permeare le valutazioni dell’arte apertamente interculturale.

 

Testo e immagine da:
http://www.artinsociety.com/on-the-trail-of-the-last-supper.html


Autore: Dianne Tchumut
Periodo artistico: 1992
Rilevatore: AC