BORGOMANERO (No). Oratorio di San Leonardo, con affresco Ultima Cena.

Sorgeva un tempo alla periferia nord della città ed era l’antica chiesa del borgo di San Leonardo, uno dei primi borghi franchi novaresi, citato nella “Carta di Romagnano” del 1198, che, in seguito all’unione con “Burgi Mayneri”, diede origine all’attuale città nel corso del XII secolo.
L’oratorio appare anche in un documento del 1225, nel quale si precisa che, di fronte alla chiesa, era posto il “termine” che segnava i confini fra le pievi di Cureggio (a sud) e di Gozzano (a nord) alla quale apparteneva.
La chiesa fu fatta costruire dai marchesi di Pombia sul varco dell’Agogna, intorno al 1125 – 1150, forse in origine ospizio di viandanti e dei soldati posti a guardia delle mura del Borgo e poi luogo di culto.
La chiesa è stata affrescata nel corso dei secoli, dal XII al XV secolo. Sono tuttora in corso gli studi sulle decorazioni e sugli autori: il “Maestro di Angera” fine del XIII secolo e il cosiddetto “Maestro di Borgomanero”, artista che affrescò altre chiese nella zona, forse Angelo de Orello nel XIV-XV secolo.
In epoca barocca furono sopraelevati i muri, aperte due finestre in facciata e murata l’originaria porta sud. L’oratorio oggi è completamente inserito nel tessuto urbano e gli affreschi recentemente sono stati oggetto di un buon restauro conservativo.
La facciata è a capanna e il portoncino d’ingresso è sormontato da una lunetta sopra la quale vi è un’apertura a croce. La muratura che compare sulla facciata e nei contrafforti è formata da grosse pietre squadrate legate in corso orizzontale da malta bianca, mentre sulle pareti laterali e nell’abside compaiono ciottoli di fiume disposti in modo irregolare con qualche tratto a spina di pesce.
L’edificio si presenta a navata unica con abside semicircolare e archi longitudinali poggianti su modanature con funzioni di mensola. I capitelli, uno diverso dall’altro, sono di probabile reimpiego.
Di grande interesse sono gli affreschi che decorano l’interno dell’edificio.
Nel catino dell’abside vi sono quelli più antichi. Nello zoccolo troviamo un tema iconografico profano, un ciclo dei mesi; al di sopra una teoria di Apostoli che fa da base al Cristo Pantocratore in mandorla con i simboli degli Evangelisti. Le cadute di intonaco hanno ridotto il ciclo dei mesi a pochi frammenti: di aprile, maggio e novembre rimangono solo parti di iscrizioni, mentre di settembre resta il busto di un uomo sotto tralci carichi di grappoli maturi, di ottobre la testa di un uomo con berretto intento a battere i rami di un castagno con un lungo bastone.
Anch’essa danneggiata dalle cadute d’intonaco, la serie di dodici Apostoli si caratterizza per le differenti posture, più o meno frontali, a volte di tre quarti, e per gli sguardi e i gesti che si scambiano tra loro. I contorni sono ben marcati da una pennellata spessa, i panneggi sono ben evidenziati e il volume è dato anche dall’accostamento delle tonalità di colore e dalle lumeggiature bianche. Una fascia di girali vegetali separa la serie degli Apostoli dal catino absidale.
Sulla parete destra vi è un’Ultima cena, vicina al realistico stile del ciclo dei mesi, e due episodi del Tradimento di Giuda, riconducibili, per caratteristiche stilistiche e tipologiche e l’apprezzabile tentativo di differenziare tra loro gesti e visi, a quelli del Maestro di Angera.

Info:
Via San Leonardo, 6. Tel. 335 5388824; Ufficio Turistico tel. 0322 869992 oppure Comune, tel. 0322 83711

Bibliografia:
– M.R. FAGNONI (a cura di), Alla scoperta di antichi Oratori campestri, Provincia di Novara, Novara 2003
– E. BELLINI C. MANNI, A. MARZI, I. TERUGGI, Un borgofranco novarese, Ed. Comune di Borgomanero e Fondazione Marazza, 1994, rist. 2004.

Fonte: http://archeocarta.org/borgomanero-no-oratorio-di-san-leonardo/


Data ultima verifica: 09/05/2020
Rilevatore: Angela Crosta