BOLIVIA – CURAHUARA DE CARANGAS. Chiesa di S. Giacomo maggiore, con Ultima Cena, XVII secolo

La Chiesa di Curahuara de Carangas, conosciuta come la “Cappella Sistina delle Ande”, è una delle più antiche della Bolivia e del Sud America, essendo stata edificata tra il 1587 e il 1608. Situata su un altopiano desertico a un’altitudine di quasi 3.900 metri e 170 chilometri a sud-ovest di La Paz, attualmente è in posizione remota, ma al tempo della colonizzazione, la città era un importante centro su una rotta che collegava le miniere d’argento e d’oro di Potosi e La Paz ai porti del Pacifico in Cile e Perù. Oggi la chiesa è però in pericolo per le frequenti piogge che hanno eroso i contrafforti, senza più manutenzione per l’emigrazione della popolazione.

L’insieme dell’architettura coloniale è stato costruito con materiali locali, come adobe (mattoni di argilla, sabbia e paglia essiccati al sole), pietra, calce e tetto di paglia. La torre campanaria è stata edificata su una superficie di 12 mq ed ha un’altezza di 18 metri. La navata centrale è lunga e stretta e presenta ampi contrafforti. Nella chiesa si fondono stili differenti: edificio rinascimentale, dipinti manieristi, altare barocco scolpito in foglia d’oro.
Il clima della regione ha permesso la conservazione delle pitture che decorano pareti e soffitti, realizzate nel 1608, quando era sacerdote lo spagnolo Juan Ortiz Vitasol dell’ordine degli Agostiniani e il cacicco (capo della comunità Aymara) Baltasar Cachagas y Gonzalo Lara.
La chiesa è stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1960.

Gli storici dicono che i missionari volevano insegnare agli Aymara la Vita di Cristo, e il suo messaggio. Il più grande dipinto, sulla cupola, mostra il regno di Cristo in cielo con i suoi Apostoli e Santi. Un altro dipinto mostra l’Arcangelo Gabriele che schiaccia un demone con il piede mentre usa una bilancia per giudicare i giusti e i peccatori; un altro il giardino dell’Eden; altri episodi della vita di Gesù come l’Ultima Cena. La navata centrale è decorata fino al soffitto con la rappresentazione del Giudizio Universale. In ciascuno degli angoli sono simboleggiati i sette peccati capitali.

Tutte le pitture sono state eseguite da artisti indigeni evangelizzati dai missionari; non c’è stato alcun intervento europeo. I pittori, che non hanno registrato i loro nomi, hanno inserito elementi della cultura andina nei dipinti biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento, realizzati con coloranti naturali. Vi è una certa sproporzione dei corpi umani e la presenza di simboli della cultura originaria come il sole e la luna, elementi di flora e fauna locali, denota un forte sincretismo culturale e religioso.
I dipinti sono del 1608, tuttavia nel dipinto della Vergine di Soterrana de Nieva si trova un riferimento all’anno 1777, quindi si presume che, per un possibile deterioramento, vi sia stato una parziale ridipintura.

Nell’ Ultima Cena, dipinta nella navata a destra, sulla tavola c’è una cavia arrosto, popolare cibo andino presente anche in altre cene sudamericane. Un gatto traditore accompagna Giuda e un cane fedele guarda san Pietro.

Immagine Cena da Wikipedia

Link:
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Regione Estero
Localizzazione: BOLIVIA - CURAHUARA DE CARANGAS. Chiesa di S. Giacomo maggiore
Autore: ignoto
Periodo artistico: XVII secolo
Rilevatore: AC