ANAGNI (FR) ex Chiesa di San Pietro in Vineis – Convitto INPDAP, con Ultima Cena

Un monastero appartenente all’ordine delle Clarisse sorgeva appena fuori le mura urbane della città e doveva il nome alla presenza di vigneti che circondavano la zona. Il monastero sopravvisse fino al 1575, quando passò ai frati Cappuccini, i quali lo ampliarono, trasformarono e mantennero sino al 1873, anno della soppressione degli ordini religiosi e all’espropriazione. Alterne vicende portarono al degrado e alla rovina del complesso che terminarono nel 1926 quando l’architetto Alberto Calza Bini fu incaricato di progettare, sull’area dell’antico convento, un Convitto destinato agli orfani degli impiegati INADEL, oggi INPDAP – Convitto “Principe di Piemonte”. Tale progetto includeva anche l’antica chiesa conventuale di San Pietro in Vineis. Durante i lavori furono scoperti, nella zona presbiteriale, resti di pavimentazione cosmatesca e, in un ambiente sopra la navata sinistra, il cosiddetto “Matroneo delle monache”, alcuni pregevoli affreschi, così la struttura venne restaurata e salvata.

Si tratta di un ciclo di affreschi del XIII secolo, lunghi 12 metri, in tredici scene, che raffigurano: l’ingresso a Gerusalemme, l’Ultima Cena, la lavanda dei piedi, la cattura, la flagellazione e il giudizio davanti a Pilato, la deposizione nella tomba, il noli me tangere, la missione degli Apostoli.
Vi è poi la grande scena del Giudizio finale, che è completato dalle figure dei committenti: la badessa del monastero e una figura maschile che la recente storiografia identifica in papa Alessandro IV (1254-1261). L’esecuzione degli affreschi è da far risalire con molta probabilità al 1255, anno in cui la fondatrice delle clarisse, Chiara d’Assisi. fu canonizzata – proprio nel Duomo di Anagni – da papa Alessandro IV. Nel 1256 la chiesa di San Pietro in Vineis, che apparteneva al patrimonio del Duomo di Anagni, fu, su iniziativa dello stesso pontefice, donata alle clarisse.

Vi è raffigurata anche la Stigmatizzazione di san Francesco, e i santi Aurelia, Scolastica e Benedetto, probabilmente perché il monastero apparteneva all’ordine delle Benedettine prima di adottare la regola delle Clarisse.
Il ciclo pittorico, di artista ignoto, è sovrapposto ad un precedente affresco raffigurante un motivo di arcate stilizzate che gira tutto intorno all’ambiente e che si conclude, superiormente, con un fregio e inferiormente con un delicato velarium decorato con piccole figure geometriche. Sopra questo ciclo furono realizzati ulteriori affreschi databili al XV secolo

L’autore degli affreschi del XIII secolo fu probabilmente il cosiddetto “terzo maestro” che lavorava all’epoca nella cripta del Duomo di Anagni.
La scena dell’Ultima Cena presenta, come tradizione di affreschi dell’epoca, il Cristo sull’estremità sinistra del tavolo.

Immagini da
https://loscrignodelleimmagini.wordpress.com/2010/12/09/san-pietro-in-vineis/

https://www.livefiuggi.com/incanti-di-ciociaria-san-pietro-in-vineis-anagni/

Link
https://lazioeventi.com/giornata-fai/san-pietro-vineis-collegio-principe-piemonte-anagni/


Regione Lazio
Periodo artistico: XIII secolo